Il rifugista

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Il rifugista




stesso testo anche qui http://whitetraces.wordpress.com/2012/07/09/il-rifugista/

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Ovvero il tipo, spesso uomo ma non sempre, che gestisce un rifugio di montagna. Inizio subito con l’escludere da questa categoria tutti quegli pseudo ristoratori e/o albergatori che rimpinzano le panze di turisti danarosi in luoghi suggestivi raggiungibili con macchine o funivie. Spesso nei fondovalle ma in alcuni casi anche in quota, questi signori per me sono fuori dalla categoria.

Il rifugista vero è quello con la pelle cotta dal sole e dall’aria rarefatta. Quello con le mani dure. Che magari cucina una schifezza ma che se gli fai una domanda su una cima, su una via, ti risponde con i dettagli. Perché lui o qualcun’alto del personale lassù c’è stato. Nei giorni liberi. Nelle ore libere. Fuori stagione. Quasi sempre un alpinista che per vivere di montagna fa anche il cuoco. Uno che si carica sulle spalle cibo in salita e mondezza in discesa, se necessario. Perché non sempre c’è l’elicottero.

Questo tipo di rifugisti inizia a scarseggiare. O almeno, nella mia limitata e parziale esperienza, facendo la media, sono più quegli altri.
Quelli che cucinano meglio. Ma che ti ripetono a pappagallo le informazioni di qualcun altro. Magari vecchie di settimane. Magari dell’anno prima.

Quelli che se ti senti male ma il rifugio è pieno ti dicono che non puoi stare. Nemmeno se puoi pagare.

Quelli che non ti sorridono neanche se fuori c’è il tramonto più bello del mondo. Perché loro l’hanno visto mille volte ma non capiscono che per te è la prima e potrebbe pure essere l’ultima da lì. Difficilmente tornerai nello stesso posto.

Quelli che diventano gentili solo se si rendono conto che sei quello che si adatta e allora i chiedono di mangiare nel corridoio o di dormire in due su una branda.

A prescindere dal fato che sia un albergare i fondovalle, un cuoco d’altura o un vero montanaro, il rifugista più comune è il rifugista paranoico.

Che se c’è stato un piccolo incidente te lo monta fino al punto che ti guardi col compagno e i chiedi se non è il caso di desistere e rimanere a dormire. Il rifugista ansiogeno è la cosa peggior che ti può capitare se vai a tentare un itinerario mai fatto prima.

E’ quello che guarda il cielo e per definizione ti dice che domani il tempo sarà pessimo. Che ti racconta che il crepaccio dove uno è caduto ieri è grande come la bocca della balena di Pinocchio. Poi tu vai e ti accorgi che per scavalcarlo non devi nemmeno saltare.

Insomma. Il rifugista è uno strano tipo. Se non ti capita quello giusto meglio una bella tenda o il silenzio delle stelle.
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Tengri

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Il rifugista :: Commenti

Messaggio il Mar Lug 10, 2012 8:09 am  Admin

In realtà non riconosco nessuna figura di rifugista che ho conosciuto, in questa descrizione.
Non escludo che fra quelli che non ho conosciuto - e sono tanti, dato che in genere ai rifugi non mi fermo e se mi fermo mi disinteresso su chi sia il gestore - possano esserci figure come queste tratteggiate, ma io non li ho incontrati.

Una quindicina di anni fa, quando per un periodo ebbi la fissa delle alte vie, dormivo nei rifugi. Allora sì, incontravo gestori che più che altro erano commercianti. E come fra i commercianti di fondo valle, c'è quello esoso e rapace, e quello che si accontenta. Quello che ti offre il bicchierino e quello che ti mette a conto anche l'aria che respiri.

Ma quello di cui mi sono reso conto, alla lunga, è che la qualità del rifugio dipende tutta dalla gente che ci arriva. Più gente ci arriva, più è accessibile, e più il rifugio diventa un ristorante. E più il rifugista, suppongo, qualunque sia stata la passione che lo ha spinto, diventa un commerciante.

D'altro canto di rompicoglioni ai rifugi ne arrivano a migliaia. Con tanta gente che ho visto arrivare ai rifugi io francamente non vorrei avere niente a che fare. Capisco perfettamente, e dico che fanno anche bene, chi gestisce un rifugio, che diventa piuttosto distaccato, o francamente anche scortese, verso le lamentele e le pretese spesso assurde di chi arriva senza il minimo di educazione e di rispetto e PRETENDE.

Per cui se capisco quante ne deve sopportare quel commerciante, per rispetto verso il suo lavoro, ma anche per rispetto della mia persona che in genere rompicoglioni non è, cerco di stare alla larga dal meccanismo perverso che si determina nei rifugi e dintorni.

Passo a salutare il gestore solo se è un amico.
Per il resto, rapporti al minimo indispensabile.

Non lo dico con presunzione ma il rifugista non mi serve. Non lo considero una figura con cui condividere informazioni. Non gli chiedo informazioni sui sentieri o sulle condizioni della montagna o delle vie.
Anzi francamente guardo chi lo fa come appunto un rompicoglioni.





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Messaggio il Mar Lug 10, 2012 9:15 am  AndreaVe

Leggendo i profili del rifugista fatti da Tengri mi veniva di dare nome e cognome al rifugista che stava descrivendo.

La prima categoria sta lentamente ma inesorabilmente sparendo. Ormai, almeno qui in Dolomiti, il ristoratore pseudo rifugista ha preso il sopravvento.... e dove non arriva l'impianto c'è comunque un quod o anche un eliccottero che ti porta a pranzo in quota.

Pochi si salvano e da quei pochi rifugisti mi piace fermarmi anche solo per una birra.

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Messaggio il Mar Lug 10, 2012 9:31 am  Admin

Sono sicuro che ci mettessimo a fare una galleria di ritratti, positivi e negativi, di rifugisti... ci sarebbero personaggi che nel ricordo di ognuno di noi potrebbero essere all'opposto. La persona più cortese se trovata nel momento sbagliato può sembrare ben diversa, viceversa... in certe circostanze persone che in genere si nascondono dietro dure scorze possono essere affabili e interessantissime.

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Messaggio il Mar Lug 10, 2012 10:24 am  Michelasso

AndreaVe ha scritto:Leggendo i profili del rifugista fatti da Tengri mi veniva di dare nome e cognome al rifugista che stava descrivendo.

La prima categoria sta lentamente ma inesorabilmente sparendo. Ormai, almeno qui in Dolomiti, il ristoratore pseudo rifugista ha preso il sopravvento.... e dove non arriva l'impianto c'è comunque un quod o anche un eliccottero che ti porta a pranzo in quota.

Pochi si salvano e da quei pochi rifugisti mi piace fermarmi anche solo per una birra.


Però sarebbe interessante avere un elenco di questi pochi, anche via MP, potrebbe essere utile anche per pianificare le mie escursioni future.

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Messaggio il Mar Lug 10, 2012 11:51 am  biemme

Rifugisti e rifugisti cambiano, come cambiano i tempi

e cambiando, cambiano la faccia ai rifugi che gestiscono, fossero pure nel posto più bello o più cesso del globo

il Rifugista per me è una figura importantissima, mi lega all'adolescenza e alla mia passione

grazie a Rifugisti ho imparato a amare la montagna

ma grazie a rifugisti ho proseguito al rifugio successivo o mi son fermato a quello prima

ci impiego ben poco a distinguere un rifugista da un Rifugista, e raramente sbaglio

il Rifugista, Tengri, non sorride tanto per sorridere o per far felice il cliente

e non risponde sempre con dettagli a chi gli chiede informazioni. risponde il giusto. anche un solo cenno o una sua smorfia è una risposta migliore di qualsiasi dettaglio, se è un Rifugista e se l'interocutore non haa perto la bocca solo per dargli fiato

e se il Rifugista risponde con dettagli, lo fa solo dopo aver squadrato l'interlocutore, pur non conoscendolo.

cmq hai ragione, quelli con la R son sempre più rari, ma anche perchè son sempre più rari escursionisti e alpinisti con la E e con la A, di quelli che si fermano a un rifugio anche solo per un caffè perchè ne conoscono o ne vogliono conoscere la storia e il gestore, di quelli che fanno al gestore domande pertinenti invece di scambiarlo per il vigile all'incrocio dal quale si pretende l'informazione o per il barista da quale si pretende la chiave del cesso per pisciare

e qui mi fermo sennò mi fate fare la fine di adriano con il peralba Cool Twisted Evil

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Messaggio il Mar Lug 10, 2012 2:01 pm  trek2005

a me è capitato di tornare in alcuni posti solo per passare ancora da un rifugio a salutare il gestore...

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Messaggio il Mar Lug 10, 2012 2:28 pm  Topocane

trek2005 ha scritto:a me è capitato di tornare in alcuni posti solo per passare ancora da un rifugio a salutare il gestore...

...pensa che ci son schiere di persone che tornan in certi rifugi
per salutare lA rifugistA Twisted Evil

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Messaggio il Mar Lug 10, 2012 3:10 pm  mork

certo, probabilmente "Il rifugista" descritto quasi non esiste più...

però vorrei raccontare un piccolo episodio successomi qualche anno fa. Ero salito al bivacco Paolo e Nicola (Lagorai) con la mia compagna. Era Ottobre ed eravamo in bivacco da soli. Quando era ormai buio e stavamo cenando sono arrivati altri due escursionisti, uomo e donna, amici. Insomma ci siamo ovviamente messi a chiaccherare ed è venuto fuori che lei era il gestore (qual è il femminile di gestore? gestrice?) di un Autogrill (come qualcuno l'ha definito poc'anzi in altro topic) sull'autostrada del Catinaccio (non ricordo se il rifugio Preuss o il Vajolet).
In pratica ci raccontava che la settimana prima avevano fatto la chiusura stagionale e in quel weekend si faceva un bel giro sui Lagorai.
Ecco, io stupefatto le dissi "Ma come, passi mesi in un rifugio e appena chiudi vai a camminare in montagna?" e lei rispose "Per avere la forza di tornare su [sottintendendo "tornare in quel rifugio"] il prossimo anno devo riappacificarmi con la montagna"

Ecco, magari qualcuno di quei ristoratori/albergatori non sono più "rifugisti" loro malgrado...

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Messaggio il Mar Lug 10, 2012 4:44 pm  Michelasso

mork ha scritto:certo, probabilmente "Il rifugista" descritto quasi non esiste più...

però vorrei raccontare un piccolo episodio successomi qualche anno fa. Ero salito al bivacco Paolo e Nicola (Lagorai) con la mia compagna. Era Ottobre ed eravamo in bivacco da soli. Quando era ormai buio e stavamo cenando sono arrivati altri due escursionisti, uomo e donna, amici. Insomma ci siamo ovviamente messi a chiaccherare ed è venuto fuori che lei era il gestore (qual è il femminile di gestore? gestrice?) di un Autogrill (come qualcuno l'ha definito poc'anzi in altro topic) sull'autostrada del Catinaccio (non ricordo se il rifugio Preuss o il Vajolet).

Se non ricordo male fino a qualche anno fa in quella zona era il rifugio Re Alberto a essere gestito interamente da donne.

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Messaggio il Mar Lug 10, 2012 4:46 pm  KAZAN1975

mork ha scritto:certo, probabilmente "Il rifugista" descritto quasi non esiste più...

però vorrei raccontare un piccolo episodio successomi qualche anno fa. Ero salito al bivacco Paolo e Nicola (Lagorai) con la mia compagna. Era Ottobre ed eravamo in bivacco da soli. Quando era ormai buio e stavamo cenando sono arrivati altri due escursionisti, uomo e donna, amici. Insomma ci siamo ovviamente messi a chiaccherare ed è venuto fuori che lei era il gestore (qual è il femminile di gestore? gestrice?) di un Autogrill (come qualcuno l'ha definito poc'anzi in altro topic) sull'autostrada del Catinaccio (non ricordo se il rifugio Preuss o il Vajolet).
In pratica ci raccontava che la settimana prima avevano fatto la chiusura stagionale e in quel weekend si faceva un bel giro sui Lagorai.
Ecco, io stupefatto le dissi "Ma come, passi mesi in un rifugio e appena chiudi vai a camminare in montagna?" e lei rispose "Per avere la forza di tornare su [sottintendendo "tornare in quel rifugio"] il prossimo anno devo riappacificarmi con la montagna"

Ecco, magari qualcuno di quei ristoratori/albergatori non sono più "rifugisti" loro malgrado...

"gerente" ...va bene sia al maschile che al femminile... Wink

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Messaggio il Mar Lug 10, 2012 6:59 pm  AndreaVe

Michelasso ha scritto:
mork ha scritto:certo, probabilmente "Il rifugista" descritto quasi non esiste più...

però vorrei raccontare un piccolo episodio successomi qualche anno fa. Ero salito al bivacco Paolo e Nicola (Lagorai) con la mia compagna. Era Ottobre ed eravamo in bivacco da soli. Quando era ormai buio e stavamo cenando sono arrivati altri due escursionisti, uomo e donna, amici. Insomma ci siamo ovviamente messi a chiaccherare ed è venuto fuori che lei era il gestore (qual è il femminile di gestore? gestrice?) di un Autogrill (come qualcuno l'ha definito poc'anzi in altro topic) sull'autostrada del Catinaccio (non ricordo se il rifugio Preuss o il Vajolet).

Se non ricordo male fino a qualche anno fa in quella zona era il rifugio Re Alberto a essere gestito interamente da donne.
Valeria, la Rifugista del Re Alberto.
Il Re Alberto è li sull'autostrada ma è forse l'unico tra quelli che non posso definire autogrill pur essendo frequentato da un sacco di ... turisti.
E' riuscita a mantenerlo Rifugio, nonostante tutto, ed è uno di quei posti in cui una volta l'anno torno volentieri a salutare. L'ho fatto anche domenica ma, ahimè, Valeria non c'era e tutto era in mano a Pietro (Pietrorrago per chi frequentava Fuorivia), unica presenza maschile tra personale molto spesso solo femminile.

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Messaggio il Mar Lug 10, 2012 8:46 pm  LucaVi

Io nei rifugi entro sempre a consumare qualcosa, delle volte per onorarli, altre per non farmeli nemici, ma poi passo oltre e vado comunque a dormire con una stuoia e il sacco a pelo all'aperto. Non mi van più, ho la fortuna che in estate in Dolomiti ciò è possibile per la quota e le temperature, ma non mi vanno proprio più, i rifugi in genere e oramai troppi rifugisti.

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Messaggio il Mer Lug 11, 2012 10:50 am  cinetica

In Svizzera
sento spesso tanti 'taliani lagnarsi del cibo ricevuto o delle tariffe
in modo poco giustificato. Andare in rifugio/albergo d'alta quota mica è obbligatorio.

Comunque anche io sono un romantico che in linea di massima ancora preferisce consumare qualcosa al rifugio che nel bar a fondo valle.

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Messaggio il Mer Lug 11, 2012 11:03 am  giggio

cinetica ha scritto:in modo poco giustificato

non sempre.
quando in un rifugio a mezz'ora dalla funivia ti danno da mangiare acqua sporca salatissima e lasagne fatte col ketchup e tutte bruciate, salatissime anch'esse, e ti fanno pagare 45 euro, i casi sono due: o a un certo punto ti dicono che sei su scherzi a parte oppure ti incazzi.
se al ristorante ti cagano nel piatto non è che poi ti possano dire: "ma mica è obbligatorio andare al ristorante".
un conto è accettare che in un rifugio il cibo possa essere poco curato e un po' come capita, un altro conto è ricevere nel piatto delle cose al limite dell'offensivo.

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Messaggio il Mer Lug 11, 2012 11:19 am  cinetica

giggio, a tutto c'e un limite, indubbiamente. Dove ti è capitato ? 45 euro solo per mangiare tali schifezze ?

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Messaggio il Mer Lug 11, 2012 11:22 am  biemme

giggio ha scritto:
cinetica ha scritto:in modo poco giustificato

non sempre.
quando in un rifugio a mezz'ora dalla funivia ti danno da mangiare acqua sporca salatissima e lasagne fatte col ketchup e tutte bruciate, salatissime anch'esse, e ti fanno pagare 45 euro, i casi sono due: o a un certo punto ti dicono che sei su scherzi a parte oppure ti incazzi.
se al ristorante ti cagano nel piatto non è che poi ti possano dire: "ma mica è obbligatorio andare al ristorante".
un conto è accettare che in un rifugio il cibo possa essere poco curato e un po' come capita, un altro conto è ricevere nel piatto delle cose al limite dell'offensivo.

beh mica devi arrivare in svizzera

in italia (vedi bianco) ciò accade nei "rifugi" a 10 secondi dalla funivia Rolling Eyes

e cmq p.e. in oberland (e non vicino alle funivie) mangiai bene e senza salassi maggiori che sulle alpi nostrane Rolling Eyes

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Messaggio il Mer Lug 11, 2012 11:22 am  giggio

capanna albigna.
ero stato altre volte ed il cibo non era granché, ma come dici tu... ci sta. so di gente che ci è stata anche recentemente e non si è trovata male.
sarà quindi stato un episodio, ma da quella volta non ci ho più messo piede (anche perché eravamo in trenta persone, e a maggior ragione un gruppo che ti riempie il rifugio non lo puoi trattare così).

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Messaggio il Mer Lug 11, 2012 11:25 am  giggio

biemme ha scritto:in italia (vedi bianco) ciò accade nei "rifugi" a 10 secondi dalla funivia Rolling Eyes

in quel posto son stato una volta sola e mi ha messo una tale tristezza che non mi è più venuta voglia di tornarci Rolling Eyes
ma credimi, quella volta in albigna ha superato le soglia del reale; non si è trattato di mangiar male... quella roba io non l'avrei data nemmeno ad un cane.

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Messaggio il Mer Lug 11, 2012 11:31 am  biemme

giggio ha scritto:
biemme ha scritto:in italia (vedi bianco) ciò accade nei "rifugi" a 10 secondi dalla funivia Rolling Eyes

in quel posto son stato una volta sola e mi ha messo una tale tristezza che non mi è più venuta voglia di tornarci Rolling Eyes
ma credimi, quella volta in albigna ha superato le soglia del reale; non si è trattato di mangiar male... quella roba io non l'avrei data nemmeno ad un cane.

sisi ti credo ... anch'io conservo ricordi tristi, dal sass fura alla sciora (ma datati, magari ora sarà meglio, spero) ... mentre in albigna nn ho mai avuto il piacere di fermarmici (ho sempre fatto toccata & fuga, e visto quanto dici è stato meglio Cool )

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Messaggio il Mer Lug 11, 2012 11:31 am  cinetica

ho già sentito di episodi simili in capanna Albigna. So per certo che qualche tempo fa lasciarono metà della gente di un corso CAI senza cibo.
In Oberland e in Vallese non ho mai ricevuto cattivi trattamenti (considerando l'affollamento).
Anni fa pagai credo 19 franchi una bottiglia d'acqua alla capanna Tschierva, ma vabbè ora con il Franco forte forse costa di meno Rolling Eyes

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Messaggio il Mer Lug 11, 2012 11:32 am  Topocane

....certo che anche uno che va a magnà le lasagne in bregaglia
muttley muttley muttley

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Messaggio il Mer Lug 11, 2012 11:35 am  biemme

cinetica ha scritto:.... So per certo che qualche tempo fa lasciarono metà della gente di un corso CAI senza cibo....

beh anche gli svizzeri ogni tanto hanno dei momenti di lucidità Twisted Evil Twisted Evil

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Messaggio il Mer Lug 11, 2012 11:38 am  giggio

Topocane ha scritto:....certo che anche uno che va a magnà le lasagne in bregaglia
muttley muttley muttley

perché, secondo te c'era un'alternativa? Crying or Very sad

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Messaggio il Mer Lug 11, 2012 12:23 pm  KAZAN1975

giggio ha scritto:
Topocane ha scritto:....certo che anche uno che va a magnà le lasagne in bregaglia

perché, secondo te c'era un'alternativa? Crying or Very sad

c'e sempre un alternativa .. la RAZIONE K Cool

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