Mazeno Ridge

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Re: Mazeno Ridge

Messaggio  Topocane il Gio Lug 19, 2012 11:57 am

tu non ti dovresti PIU' lamentare.
punto

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Re: Mazeno Ridge

Messaggio  Admin il Gio Lug 19, 2012 2:07 pm

Ad_buzz ha scritto:

http://mazenoridge.com/my-impossible-dream/

“For me it’s to climb things, but not just to climb things because they are definitely achievable and can be ticked on a wish list.…. It’s not as rewarding as pushing things that possibly cannot be climbed in our generation. Sure it’s cool to be cool and have lots of summits by easy or even interesting technical lines, but there is nothing quite as rewarding as climbing the unlikely."


La traduzione [di A, Ansia e (nelle parti peggior) mia ]

Il mio sogno impossibile.

Sandy Allan è diventato il primo scozzese a scalare il Nanga Parbat nel 2009, quando salì per la Kinshofer route con Rick Allen. Ricorda: "Guardavo la cresta di Mazeno, quasi frustrato nel perdere il mio tempo sulla cosiddetta 'via normale'".

Non era la sua prima volta sulla 'Montagna assassina' in Pakistan, la nona in ordine di altezza e considerata la seconda come difficoltà dopo il K2.
"Sia Rick che io avevamo provato la Mazeno Ridge nel 1995 in una spedizione guidata da Doug Scott. Doug ci aveva provato già nel 1992 e nel 1993. In quella spedizione condivisi piacevolmente il mio tempo con Wojiech Kurtyca ma quando Doug decise di abbandonare la montagna, nonostante gli ottimi rapporti con Wojiech, per l’amicizia che mi legava a Doug sentii che dovevo accompagnarlo a casa. Devo dire che la nostra strategia non era proprio la più adatta”.

Doug Scott è uno dei migliori alpinisti inglesi conosciuti nel mondo e come è noto ha scalato l'Everest per la parete sud-ovest nella spedizione di Chris Bonington nel 1975. Sandy rimase molto colpito dalla sua personalità. "Doug, è stato un alpinista visionario e ha avuto una grande influenza nella mia vita. Avevo 19 anni quando lui e Dougal Haston scalarono l'Everest e sopravvissero ad un incredibile bivacco a 8760m sulla cima sud. Doug ha scattato una delle foto più celebri a Dougal mentre scala l’Hillary step e anche sulla cima dell’ Everestt, illuminata dalla luce del sole al tramonto. Sono sopravvissuti e vivono!"

Come ogni giovane alpinista Sandy avrebbe voluto scalare sempre con Scott ma "Doug era sempre in giro da qualche parte ed era impossibile e illusorio ricevere l’invito a partecipare ad una sua spedizione", ricorda. Ma dopo avere avuto la possibilità di fare alpinismo insieme hanno formato una partnership che dura ormai da una vita. "In un bivacco himalayano Doug mi ha confidato che gli ricordavo il suo compagno scozzese. Naturalmente Dougal Haston era un alpinista eccezionale e incomparabile, che è stato l'ispirazione per molti alpinisti della mia generazione e per tutti quelli scozzesi che scalano su ghiaccio".

Anche se hanno fatto molte vie insieme, la più famosa è sul Latok III in Pakistan, non è l'arrampicata tecnica che Sandy ricorda di questi viaggi. "Abbiamo sempre avuto una connessione mentale e spirituale quando scaliamo insieme. Anche su passi difficili ci sembra di trovare una zona in cui ci si muove semplicemente, come fosse il ragionamento di una sola mente. Nonostante i problemi tecnici e molto spesso su un terreno inospitale non ci siamo mai trovati a pensare alle difficoltà di quel preciso momento. Ma è solo dopo l'evento che posso guardare indietro e vedere quale meravigliosa esperienza sia l’essere in montagna con Doug".

Nel tornare alla Ridge Mazeno con Doug Scott come patrono della spedizione, Sandy sente di star completando un lavoro incompiuto. Ritiene che la chiave del successo sarà quello di modificare lo stile di arrampicata. Dice che "mentre io sono al 100% per lo stile alpino", la cresta è troppo lungo per un tale approccio. Gli americani che furono i primi fra le due squadre arrivate fino al Col Mazeno - dove la cresta si incontra il principale massiccio - sono poi scesi a causa di malattie e stanchezza.

Per quanto gli scalatori occidentali possano essere in forma, sono inevitabilmente destinati a spomparsi.

Questo è uno dei motivi per Sandy ha scelto di includere nel team, così come il suo vecchio compagno Nanga Parbat Rick Allen e la sudafricana Cathy O 'Dowd, tre dei più forti alpinisti del Nepal, Rangdu Lhakpa Sherpa, Lahkpa Nuru Sherpa e Lakpa (Zarok) Sherpa. Sandy ha scalato con Rangdu e Nuru prima, il Baruntse e Ama Dablam.

È importantissimo conservare le forze per la cresta sommitale al di sopra della via di Schell, perché è lì che si deve scalare ed esplorare l'itinerario ancora vergine che porta in vetta.
Naturalmente noi britannici questo elemento ce lo siamo ben scolpito nella mente e nella percezione alpinistica da quando Pete Boardman e Joe Tasker non sono rientrati dal tentativo di salita alla cresta ENE dell'Everest, condotto da Chris Bonington.

Sandy ricorda il dolore di vedere la tragedia svolgersi sulla cresta ENE dell'Everest nel 1982. "E' simile, anche se la Mazeno è forse tecnicamente altrettanto o un po' più difficile, ed è certamente più lunga. Ma la cresta ENE è più alta in termini di quota e aveva nello stesso tempo più potenziali bivacchi sopra 8000m. E, naturalmente, salendo dal Tibet in quei giorni era davvero remoto e isolato. Era considerata una delle sfide più difficile del tempo e il perdere tali scalatori fu scioccante per tutto l'ambiente della scalata britannica, l'istituzione alpinistica e me, fino al midollo. "

Sandy era intenzionato a tornare al Mazeno con Wojiech Kurtyca. Salirono insieme in Nepal per attrezzarsi psicologicamente all'avventura ma entrambi stavano attraversando "cose importanti emotivamente con le nostre donne al momento e non stavo davvero facendo abbastanza soldi col mio lavoro di guida alpina di permettermi di buttare più soldi a questo progetto. Alla fine Wojiech provò il Mazeno nel 1997 con Erhard Loretan, ma con scarso successo."

"Quindi l'idea di tentare questa dorsale eccezionale è ben presente nella mia mente per molti anni. E' Il mio sogno impossibile. 'E io ho sempre cercato di realizzare i miei sogni! Quindi per me la cresta è un lavoro non finito. Sono ancora molto a corto di soldi e sicuramente avrei potuto andare e provare una linea sulle montagne in cui avrei avuto una maggiore probabilità di raggiungere la vetta o fare i miei soldi guida Mount Everest di nuovo ..... Ma non è quello che significa alpinismo per me. "

Sandy cerca di spiegare che cosa lo spinge a cercare una linea così difficile con una bassa probabilità di successo. "Per me è salire le cose, ma non solo a salire le cose perché sono assolutamente realizzabili e possono essere spuntata su una lista dei desideri ..... Non è così gratificante come spingermi verso le cose che forse non si possono scalare nella nostra generazione.

Certo, è divertente e simpatico essere disinvolti e conquistare un sacco di cime salendole lungo linee tecniche facili o addirittura banali, ma non c'è nulla di tanto remunerativo quanto la salita dell'improbabile.

"Devo continuare a fare i prossimi passi, un piede davanti all'altro, anche se sono rischiosi e potenzialmente difficili, è ciò che rende il nostro genere umano così speciale. Per essere là fuori al limite di quello che al momento può sembrare impossibile, e in futuro può diventare ordinario.

"Allora sì, il Mazeno è un'idea fissa per me!"

.............

Articolo del BMC sulla salita
http://www.thebmc.co.uk/sandy-allan-and-rick-allen-complete-mazeno-ridge


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Re: Mazeno Ridge

Messaggio  Ansia Kammerlander il Gio Lug 19, 2012 2:15 pm

Una volta che ho tempo e magari la sistemiamo, in onore dei vecchietti.
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Re: Mazeno Ridge

Messaggio  Davide62 il Gio Lug 19, 2012 8:28 pm

L'ho sempre detto che dopo i 50 tutto funziona meglio! ( pregasi astenersi da commenti scontati Wink)
Madonna che impresa clamorosa, questi devono essere assolutamente candidati per i vari Piolet...
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Re: Mazeno Ridge

Messaggio  Admin il Gio Lug 19, 2012 8:46 pm

Si può dire che il mondo (alpinistico e non) è stato preso un po' di sorpresa da questa impresa?
Penso di sì.
Spicca il silenzio dei media specialistici sulla questione in tutto il mondo.
Se si guarda in rete si parla incredibilmente di Mazeno Ridge praticamente solo in Italia. Ci sono alpinisti inglesi che, tanto per dire, rimandano su twitter agli articoli di PlanetMountain.

Io credo che questa piccola risonanza, almeno in italia, un po' l'abbiamo trainata noi. Col nostro interesse.

Solo ora, con un certo orgoglio, gli inglesi iniziano a rendersi conto di cosa abbiano fatto questi. (vedi conversazione sul twitter di Alan Hinkes https://twitter.com/alanhinkes ad esempio )

Probabilmente sono stati sottovalutati, forse per via dell'età. Solo un visionario come Doug Scott ha fortemente creduto in loro.
Sicuramente sono stati fortunati per una condizione meteo particolarissima. Ma certo del loro ci hanno messo tanto.
Esperienza ma anche una tenacia incredibile.

Quando si conosceranno i particolari di questa impresa dai contorni epici?
Ci sono tante cose da sapere.


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Re: Mazeno Ridge

Messaggio  Davide62 il Ven Lug 20, 2012 5:13 pm

Hai fatto davvero un bel lavoro Buzz seguendo questa impresa straordinaria!
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Re: Mazeno Ridge

Messaggio  Admin il Sab Lug 21, 2012 10:02 am

Grazie. Mi ha appassionato e sapevo come fare per filtrare quasi in tempo reale tutto quello che veniva detto sulla rete in proposito.
Grazie anche ad A Very Happy

Ora c'è qualche piccolo aggiornamento dai twit di Cathy O'Dowd... guardare nella prima pagina del topic...


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Re: Mazeno Ridge

Messaggio  Admin il Lun Lug 23, 2012 2:11 pm

Here are the best of the summit photos taken by Rick and Sandy. They reached the summit of Nanga Parbat on 15 July at 18.12. They’d in fact been up there since around 14.00 but in poor visibility. The summit area has a lot of small tops and it is apparently not obvious which is the true top. However as they had both climbed the peak in 2009 they had some idea what they were looking for and finally found it just after 18.00.







altre http://mazenoridge.com/

certo che splendida giornata. non sembra nemmeno sia sulla vetta di una delle montagne più difficili del pianeta.

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Re: Mazeno Ridge

Messaggio  Admin il Lun Lug 23, 2012 4:58 pm

Per coloro che si chiedevano cosa diavolo è successo durante la settimana in cui il blog è stato silenzioso .... non era così inquietante come si può aver pensato, e aveva più a che fare con i limiti della tecnologia che con disastri, anche se la situazione è stata abbastanza tesa per qualche giorno ...

Questa è stata la timeline:

10 luglio: la squadra ha terminato la cresta Mazeno e montato il campo al Colle Mazeno - dove la cresta si incontra il massiccio principale del Nanga Parbat. Quel giorno è stato molto lungo, 11 ore di arrampicata complicata attraverso i pinnacoli, il punto più difficile dell'intera cresta.

11 luglio: ci svegliamo tardi lasciando il campo intorno alle 10.30. Saliamo fino a circa 7200 metri, dove ci si accampa ancora, con l'intenzione di usare questo come un campo alto da cui partire per fare una salita di un giorno alla vetta.

12 luglio: lasciamo campo intorno alle 01.00. Nel buio prendiamo una linea che è troppo diretta verso l'alto (avremmo invece dovuto traversare a sinistra) per raggiungere il crinale tra il Diamir e il versante Rupal all'alba. Così dobbiamo traversare verso sinistra nella parte alta e non è affatto un modo efficace per seguire la via per la cima. E' una notte molto ventosa e la mattina (sapevamo che era meglio aspettare un altro giorno dai rapporti meteo, ma anche che non avevamo il cibo e gas - o la motivazione - di aspettare un altro giorno) alle 07.00 io ne avevo avuto abbastanza, avevo molto freddo, mi sentivo molto stanca ed ero preoccupata di fare un errore nella difficile arrampicata, e sono scesa con Lhaka Nuru.
Gli altri quattro hanno continuato. Rangduk e Zarok hanno raggiunto, a circa 7950m, la base della piramide sommitale e sono tornati indietro, preoccupati di avere abbastanza tempo per tornare al campo. Rick e Sandy verso le 11,00 (dopo 10 ore di arrampicata) hanno accettato con riluttanza che era ragionevole fare dietro front. R & S sono tornati al campo intorno a 19,00 - una giornata di 18 ore, 8 ore per tornare al campo. L'accordo generale era che saremmo tutti scesi il giorno dopo per la via Schell.

13 luglio: Sandy decide che vuole provare per la cima almeno una volta. Rick accetta di unirsi a lui. Il resto di noi mantiene la decisione di scendere. A Sandy lascio il mio telefono satellitare - che è il telefono con cui aggiorno il blog e invio feed Twitter.

Sandy e Rick trascorrono la giornata di riposo al campo. Io scendo con i tre sherpa. Seguiamo la cresta Schell verso il basso, sapendo che ad un certo punto dobbiamo scendere la cresta verso est. Scendiamo nella parte inferiore del crinale in neve con la nebbia nebbia e perdiamo l'uscita est. La cresta finalmente ci costringe verso ovest.


Kathy e Sherpa scendono sulla Schell Route

Dove la Schell risale noi continuiamo a scendere nel catino occidentale (in quell'occasione mi ha colpito del ghiaccio mentre scattavo delle foto e la mia macchina fotografica è andata distrutta - e tutte le mie foto dalla cresta perse). Nuru e Zarok raggiungono la zona sicura della morena sotto ma Rangduk ed io ( stiamo in cordata a coppie) siamo ancora in alto al buio alle 22,00. Rangduk cade e si storce la caviglia. Facciamo campo direttamente sotto un roccione, l'unica protezione nella zona, che è minacciata per tutta la via lungo nella parte superiore da vasti seracchi pensili.


Cathy O'Dowd nel campo sotto il roccione

14 luglio: alle 05.00 una grossa valanga spazza l'intero catino sopra di noi. Solo la nostra roccia protegge la nostra tenda dall'essere spazzata via. Scendiamo verso il basso sulla morena e ci riuniamo agli altri due e alle 10.30 un'altra valanga enorme riempie la zona dove eravamo. Se fossero venute giù il pomeriggio prima... tutti e quattro saremmo morti.


La foto della seconda valanga, il piccolo punto indica dov'era la tenda nella foto precedente

Passiamo il resto della giornata scendendo ai margini di un enorme ghiacciaio prima di ricongiungersi finalmente col nostro staff al campo base che si era spostato verso il basso la valle ad aspettare per noi presso il campo base della Schell.







Rick e Sandy provano per la cima. Prendono un fornello, cibo e una bomboletta di gas ma lasciano la tenda, in attesa di raggiungere la vetta e poi scendere il versante Diamir, con un bivacco durante la discesa. Però ci vuole molto più tempo del previsto e finiscono per scavare una buca nella neve a 7700 metri, sempre sulla loro via fino alla vetta.


La Cresta Mazeno dalla Diamir Face (foto Sandy Allan)


15 luglio: il resto della squadra a piedi verso Tareshing e poi viaggiare in jeep a Chilas, dove si comincia l'attesa per Sandy e Rick (che si suppone stiamo già scendendo). Sono intanto saliti fino alla cima, e arrivano al pianoro in cima verso le 14.00, ma non trovano il vertice vero fino a 18.12.



Noi riceviamo la notizia via sms sul telefono cellulare satellitare (hanno il mio telefono satellitare, e io non ho il telefono satellitare di Rick, che è stato lasciato al campo base). Scendono di nuovo alla loro buca nella neve a 7700 m. O quella notte o la mattina successiva (Sandy è stato poco chiaro su questo) non hanno niente per accendere il fornelletto, quindi non possono sciogliere neve e non hanno nulla da bere. Non arriveranno a bere di nuovo fino alla metà del giorno il 18.

16 luglio: aspettiamo a Chilas. Cerco di inviare notizie per il blog inviando testi ad un amico, ma sembra che non li riceva.
Rick e Sandy avrebbero dovuto scendere fino a circa il sito di Campo 1 sulla parete Diamir quel giorno, ma in realtà scendono solo 300 metri di dislivello fino a circa 7400 metri, dove hanno scavato una buca nella neve molto piccola. La neve era molto profondo e difficile e c'era un sacco di attività valanghiva. Rick non si sente bene.


Sandy Allan scava un buco nella neve per il loro terzo bivacco a 7400m. Presa alle 18:55 del 16/7 da Rick Allen

A metà del pomeriggio hanno chiamato Ali di Adventure Pakistan (il nostro operatore a terra) per discutere se fosse possibile inviare un elicottero, ma erano troppo alti da raggiungere. Essi hanno convenuto di continuare a scendere verso il basso e Ali avrebbe mandato portatori d'alta quota per cercare di raggiungerli.

Abbiamo avuto questa notizia in Chilas quel pomeriggio. Quella sera una squadra di portatori è partita da Chilas in auto per l'Halal Bridge e poi a piedi per il campo base Diamir. Sapevamo che avrebbero potuto raggiungere Rick e Sandy il 17 al più presto sempre che Rick e Sandy avessero continuato a scendere verso il basso.

Rick e Sandy ha detto che avrebbero richiamato alle 21.00 ma non lo hanno fatto - la batteria sul telefono cellulare era scarica. Da allora non avevamo idea di dove fossero o cosa in cui si trovavano fino alla mattina del 19.

17 luglio: Rick e Sandy hanno continuato a scendere verso il basso, Rick si sente un po 'meglio. Ancora partono valanghe mentre scendono e sono stati costretti a battere traccia in neve molto profonda.


Rick Allen in discesa nel versante Diamir (ph Sandy Allan)

Sono scesi fino a circa 6500 metri, poco sopra il tratto tecnico nella discesa sulla via Kinshofer. Incerti del percorso a causa della scarsa visibilità, hanno bivaccato all'aperto su una sporgenza, Rick seduto, Sandy riuscendo a sdraiarsi. Ormai entrambi avevano piccoli congelamenti sulle loro estremità.
In Chilas noi continuavamo ad aspettare che arrivassero notizie.

18 luglio: Rick e Sandy si sono mossi presto a causa del freddo e sono scesi al sito del campo 2 sulla via Kinshofer. Hanno visto delle persone che salivano e pensavano fossero i portatori inviati per aiutarli ma non era così. Erano membri della spedizione ceca guidata da Marek Holecek. Rick e Sandy hanno incontrato Marek nella parte superiore del muro Kinshofer.


In doppia sul Muro Kinshofer

Ha dato loro alcuni prodotti alimentari, bevande dalle loro borracce e un accendino per il fornelletto - i loro primi liquidi in liquidi in 3 giorni. Sono scesi giù per il Muro Kinshofer e arrivati al campo 1 alle 22.45, dove hanno dormito nelle tende della squadra ceca. I portatori d'alta quota inviati loro incontro li hanno presi lì.


Al campo base con i portatori

19 luglio: si sono mossi alle ore 05.00 e con l'aiuto dei portatori d'alta quota hanno raggiunto il campo base ceco alle ore 08.00. Questo è stato 18 giorni dopo aver lasciato il nostro campo base. Hanno riposato lì per la giornata.

In Chilas abbiamo ricevuto la notizia, quella mattina, le prime notizie che avevamo avuto da quando abbiamo saputo che erano in difficoltà nel pomeriggio del 16.


Sandy e Rick al campo base

http://mazenoridge.com/ Cathy O'Dowd

traduzione mia fatta al volo, magari c'è qualche errore... sorry

però... che avventura! cheers


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Re: Mazeno Ridge

Messaggio  Davide62 il Lun Lug 23, 2012 7:01 pm

Grazie Buzz, spettacolare impresa e grande cronistoria!
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Re: Mazeno Ridge

Messaggio  Admin il Lun Lug 23, 2012 7:46 pm

UP-
ho aggiunto le foto alla cronistoria! mrgreen

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Re: Mazeno Ridge

Messaggio  Ospite il Lun Lug 23, 2012 8:04 pm

sono marziani... sembrano in Marmolada non dopo 15 giorni sul Nanga Shocked Shocked Shocked

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Re: Mazeno Ridge

Messaggio  Admin il Lun Lug 23, 2012 8:16 pm

A ha scritto:sono marziani... sembrano in Marmolada non dopo 15 giorni sul Nanga Shocked Shocked Shocked

già. Very Happy
dove cavolo le hanno trovate le energie... Shocked
sta storia ha del miracoloso...

anche le due discese... Mad
in una stagione in cui nessuna spedizione gliel'ha fatta ad avvicinarsi alla vetta per via delle condizioni troppo pericolose.
hanno qualcosa di soprannaturale.

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Re: Mazeno Ridge

Messaggio  Admin il Lun Lug 23, 2012 8:40 pm

Altre immagini spettacolari della Mazeno Ridge: 8 cime sopra i 7000 metri da superare... oltre 10 km di lunghezza
... danno una vaga idea del perché in 35 anni di tentativi nessuno fosse mai riuscito a percorrerla tutta.








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Re: Mazeno Ridge

Messaggio  Davide62 il Lun Lug 23, 2012 8:58 pm

Poi finisco di cadere inevitabilmente nella peggior retorica dell'alpe.......pazienza.....
Queste immagini sono clamorose, non riesco ad immaginarmi la fatica, i grandi rischi, l'isolamento....
Questa grandiosa impresa è straordinariamente moderna quanto " classica".
Ma se penso solo ai sacchi che si sono portati appresso, ma ancora, solo farli e disfarli quanta energia.
...che condizioni di neve spaventose!!
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Re: Mazeno Ridge

Messaggio  Admin il Lun Lug 23, 2012 9:13 pm

E' bene ricordare anche Lhakpa Rangdu Sherpa – Lahkpa Nuru Sherpa – Lakpa (Zarok) Sherpa



che se Sandy Allan e Rick Allen hanno dimostrato una tenacia incredibile nel perseguire la vetta, il grande successo dell'impresa era già nel percorrere la Cresta, non dimentichiamolo: mai percorsa per intero. E in questo c'erano anche i tre sherpa, oltre Cathy O'Dowd, che suppongo siano stati parte essenziale nel raggiungimento dell'obiettivo.

Dopo il colle Mazeno, loro sono scesi.
Per ritentare la vetta, ci voleva qualche altra motivazione interiore cui attingere energia.

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Re: Mazeno Ridge

Messaggio  Alespot il Lun Lug 23, 2012 10:31 pm

se a qualcuno può in teressare il riassunto del riassunto...
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Re: Mazeno Ridge

Messaggio  Tengri il Mar Lug 24, 2012 9:55 am

impressionanti le foto. Le guardi e ti immagini un duo tipo Twight-House a 25 anni ... poi guardi la foto al campo base ... e ti dici "porca troia ma da che pianeta vengono quesi 2" .... Shocked
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Re: Mazeno Ridge

Messaggio  Admin il Mar Lug 24, 2012 10:09 am

Tengri ha scritto:impressionanti le foto. Le guardi e ti immagini un duo tipo Twight-House a 25 anni ... poi guardi la foto al campo base ... e ti dici "porca troia ma da che pianeta vengono quesi 2" .... Shocked

Tanta esperienza (che ha permesso loro di amministrarsi fisicamente) e conoscenza del terreno (che gli ha permesso di sommare le scelte giuste), una motivazione pazzesca (la storia di una vita) e, comunque, un gran culo.
Senza culo nemmeno superman combina qualcosa.

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Re: Mazeno Ridge

Messaggio  Topocane il Mar Lug 24, 2012 10:14 am

cmq, se non erro, di solito vuoi per il crescendo di esperienze fatte/da fare, vuoi per le attività diciamo *da fare prima* e, IMO penso per l'esperienza accumulata, alle grandi montagne e alle alte quote ci si arriva sempre ad una età abbastanza avanzata, no??

in genere i *ragazzini*, diciamocosì, non è che se ne escano con grandi exploit. no??? Smile

cmq quelli ciavràn la loro età, si.... ma si vede pure vissuta MOOOOOLTO pienamente, eh! Laughing paion mio padre, azz... ceh ce n'ha 80 di anni! Smile

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Re: Mazeno Ridge

Messaggio  Admin il Mar Lug 24, 2012 10:22 am

beh topoka, suppongo che anche un 25enne dopo 18 giorni sul nanga parbat, svariati migliaia di metri di dsl fatti, giorni nella zona della morte, qualche bivacco seduti o in un buco nella neve, senza bere per tre giorni ... forse non avrebbe una faccia rosea e paffuta

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Re: Mazeno Ridge

Messaggio  Beldar il Mar Lug 24, 2012 10:24 am

Topocane ha scritto:cmq, se non erro, di solito vuoi per il crescendo di esperienze fatte/da fare, vuoi per le attività diciamo *da fare prima* e, IMO penso per l'esperienza accumulata, alle grandi montagne e alle alte quote ci si arriva sempre ad una età abbastanza avanzata, no??


forse più attualmente che un tempo, ma forse manco questo; dando una scorsa velocissima i primi dati che mi vengono agli occhi, senza alcuna pretesa di voler fare statistiche:


  • Buhl 29 anni: Nanga Parbat
  • Messner R. 26 anni: sempre Nanga Parbat
  • Cesen: 27 anni: K2
  • Bonatti 24 anni: K2
  • Simone Moro 25 anni: Lhotse
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Re: Mazeno Ridge

Messaggio  Admin il Mar Lug 24, 2012 10:37 am

Pur senza generalizzare, un fisico allenato non ha molti problemi, con l'età, per la resistenza.
Si può anche supplire in parte alle minori capacità di recupero e rigenerazione con l'esperienza e la capacità di amministrarsi.
Si potrebbe anche pensare, ma bisognerebbe essere suffragati da qualche studio in proposito, non so se ce ne siano, che la ridotta attività metabolica possa essere un vantaggio, in condizioni in cui il corpo consuma se stesso.
Se consideriamo la death zone come un cancro, essere giovani è uno svantaggio. (ma l'idea è mia e probabilmente sto dicendo una solenne cazzata)

tuttavia... se penso ai dolori alle ginocchia dopo una vita in montagna, se penso a come ci si sente con la schiena... che a volta hai problemi pure ad allacciarti le scarpe... Laughing
posso solo pensare ad una motivazione incredibile, feroce.

penso che quello che la montagna ha insegnato loro, in tanti anni di frequentazione ad alti livelli, è saper scavare dentro di sé molto più di quanto sappia fare una persona normale. sanno di poter soffrire la fatica, il freddo, il dolore. la testa gli dice che possono andare.

non voglio cadere nella retorica dicendo che sono un esempio. ma in fondo lo sono.
questi uomini hanno mostrato, senza alibi, quello che è il potere della mente.

non c'è alibi di sorta, pensando a gente superdotata con delle macchine corpo perfette, o gente che ha fatto solo quello da ragazzino e che fra i 20-30 anni è nel pieno della potenza fisica...
chi sente gli anni addosso, lo sa che loro non possono sentirsi tanto diversamente.
lo sa che risentono degli stessi acciacchi di tutti.
però ce l'hanno fatta.


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Re: Mazeno Ridge

Messaggio  Admin il Mar Lug 24, 2012 7:57 pm



Ah ecco, dalla descrizione mica avevo capito che erano scesi per la Schell. Pensavo che l'avessero seguita nella prima parte, quando la Schell traversa il versante Diamir e che poi fossero comunque scesi per il Diamir.
Invece l'hanno seguita integralmente, per la Rupal face.

splendida carrellata di immagini sul sito http://mazenoridge.com/


Panorama along the Mazeno Ridge to the Diamir Face of Nanga Parbat

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Re: Mazeno Ridge

Messaggio  Tengri il Mer Lug 25, 2012 10:43 am

Bellissime. Grazie Buzz.

A parte tutto l'evidente, di queste imprese in stile alpino mi impressiona sempre una cosa. La determinazione che ci vuole per salire con i carichi, piazzare il campo successivo e RISCENDERE a prendere altra roba. Proprio quando ti sei guadagnato con il sudore, la fatica, il dolore e la motivazione i tuoi metri di dislivello. Shocked sai che devi scendere e risalire.
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Re: Mazeno Ridge

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