la felicità è ad un passo da casa

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la felicità è ad un passo da casa

Messaggio  federica boifava il Lun Lug 30, 2012 4:05 pm

Si si, lo so... un logorroico (e caianissssssimo) pippone sentimentale.

Roba vecchia. Ma la serata del PaoloC a Feltre è la causa di questa "nostalgia" Razz



1 dicembre 2007, ore 01:04

Ho lasciato Stè più o meno un'ora fa. La testa è leggera, leggerissima e cavalca veloce i pensieri. La notte e il rifugio Battisti mi sventagliano con un benvenuto glaciale. Non so perché, ma il freddo mi fa pensare al cristallo, ai diamanti, alla trasparenza.

Ho la certezza che il cielo nero mi stia guardando con tutti quegli occhietti luminosi e... si, credo anche che gli piaccia farlo. Vorrei rimanermene lì, godermi l’intimità fra una piccola donna e l'infinito, ma mi impongo di risalire in macchina per cominciare a vestirmi.

Lo zaino esplode in giacca, calzini, maglie, maglioni, magline e magliette; la frontale rotola sul fondo peloso del bagagliaio. Addento un panino con soddisfazione -prosciutto arrosto!- mentre infilo le braghe. Sbuffo, mi contorco, ansimo, impreco. Sfilo una maglia per metterne un'altra. Cerco di indovinare i gancetti metallici degli scarponi e raccatto gloriosamente le chiavi dell'auto. Scendo e mi infilo il berretto, sistemandomi la frontale alla meglio, casomai la luna decidesse di non essere della partita.

Tento di chiudere piano la porta dell'auto ma il pesante "CLOCK" echeggia grasso come un colpo di grancassa. Ridacchio come una bimba colpevole di qualche marachella e mi carico il sacco sulle spalle, chiedendomi il perché del suo maledetto peso, cercando inutilmente di scagionare la bottiglia di Ripasso… Il sacco a pelo, "fissato" alle cinghie dello zaino, continua a frusciare dondolando ad ogni passo. Destra, sinistra, sinistra, destra...

C'è un tale silenzio che il rumore enorme dei miei stessi passi quasi mi spaventa. Capisco d'essere un po' brilla perché, di tanto in tanto, perdo l’equilibrio fra i sassi grossi e ogni volta che succede scoppio a ridere, tendendo l'orecchio in attesa di subire il rimprovero del buio nascosto fra i mughi.

Il passo della Lora è la porta per varcare un’altra dimensione, quella della luna, delle stelle e della notte. Passandovi, è inevitabile lasciarsi alle spalle il mondo "normale". Il sentiero comincia ad imbiancarsi e a scivolare sotto le suole degli scarponi. La neve dura mi sostiene e la luce azzurra e sognante della luna mi trasforma in una creatura leggera, fatta d'aria e di ghiaccio. Scorgo in lontananza la conca buia nella quale sonnecchia lo Scalorbi e nella corona di oscurità si accendono Cima Mosca e Carega, dominando la scena di questo teatro galleggiante. Anche il vento asseconda la parte fermandosi un momento prima di riprendere il canto, trasformando in flauti le guglie e gli anfratti.

Sento la Felicità.

Eccola, si, la Felicità. L'intero Universo mi scivola addosso come un abito perfetto, cucito appositamente per vestire il mio corpo. Le sue braccia mi stringono e la sua voce sussurra di un'amicizia profonda.

Scelgo di rimanere sul sentiero della conca e di rinunciare alle creste che rincorrono Bocchetta Fondi. Sono già le 02:20 e, in più, ho scordato i ramponi... Il Carega ora è vicino, talmente vicino che mi sembra di poterlo toccare. Posso oltrepassarlo con lo sguardo e volare fino alla Tosa, al Crozzon e a tutti i contorni delle montagne, sempre pronte per farsi amare dai miei occhi in un momento e dal mio cuore per sempre. E nel bianco silenzio di queste piccole ore, i passi diventano eccezioni e le impronte, appena accenate, sono semplici anomalie nella logica della notte. Non ho sangue nelle vene ma liquida libertà. Non respiro più aria ma gratitudine e bellezza.

Mi sporgo oltre la cornice del Vajo dei Colori e scivolo con le idee lungo il fianco della montagna. La luna sembra voler brillare più intensamente, quasi per convincermi a scendere in quel buio verticale. Invece proseguo; devo salire ancora e ridisegnare i tornanti della mulattiera che conduce al Fraccaroli. Mi alzo veloce fra neve e roccia, traversando verso sinistra, e con passi di vetro giungo finalmente al rifugio. Sorrido: il viso ha allacciato i suoi fili al cuore. Non riesco a trattenere un saluto di gioia e mi ritrovo stordita dal suono della mia stessa voce, così totalmente inutile e vera. Una lacrima sincera si incastra all'angolo della bocca. La assaggio per sentire che sapore ha la felicità mentre la luna ne cattura i riflessi. Rimango immobile, in silenzio, respiro: è l'unica cosa che voglio fare.

E' tutto.

E tutto è qui per me, solo per me.

Dalla terrazza del Fraccaroli cerco le stelle che conosco. Alnilam, Alnitak, Mintaka... Trovo la rossa Betelgeuse e la fredda Rigel. Mi sorprendo sempre nel ritrovarle lassù, riconoscenti e fiere d’essere guardate. Le Pleiadi, azzurrissime, ciondolano nell'aria fondendosi in una macchiolina di luce irrequieta. Magnifico questo fluido e accogliente silenzio di stelle!

Entro nel locale invernale. Scribacchio quaclosa sul diario del bivacco ma la testa fatica a mettere insieme le sillabe perché ho dimenticato le parole. Anzi, forse non ho nemmeno più bisogno delle parole. Apro l'astuccio del mio flauto, monto lo strumento e suono finché l'argento si fa tagliente sotto le dita. Mi ritiro nel mio Arctic che aspetta gonfio di piume e di sonno, spengo la luce e le idee, sprofondando nella morbidezza dei sogni.

Entra dalla finestrella. Timido. E' rosso, sembra sintetico. Un raggio di luce, forse il primo. Sbircio dal mio sacco a pelo. Con gli occhi, raccolgo questo sottile filo di cielo impigliatosi nel tavolo di legno. Sguscio come un pulcino dal mio lettuccio e mi infilo gli scarponi. Esco armata di giacca a vento, preparandomi ad un gelido buongiorno. Fuori, l'aria è di carta vetrata. Il cielo è viola e rosa. Ancora non si vede ma è palpabile un'idea d’arancione. E' solo questione di tempo e il sole prenderà ogni cosa nel suo cerchio di luce.

Mi affretto a salire la cima del Carega, puntando alla croce, con i capelli sciolti che mi solleticano le guance. Sulla cima il vento mi abbraccia generoso, facendomi vacillare, scuotendomi il corpo. Il sole mi nasce negli occhi, prendendo tutto ciò che trova dentro di me. Per un istante, non esisto più. Poi, man mano che la mezzaluna incandescente prende forma, facendosi spazio, conquistando di secondo in secondo l'orizzonte, il mio corpo comincia a vivere di nuovo.

Scendo.

Decido di rientrare per il Forcellino del Plische e a metà strada mi concedo una sosta su di un comodo roccione caldo di sole. Il vento è rimasto a far capriole lungo i fianchi del Carega assieme alla neve che ora cede il pendio alle ghiaie che mi accompagnano veloci nella sfrenata e meravigliosamente folle discesa.

Al Battisti, in piedi, accanto alla macchina, sento già una nostalgia di velluto avvolgere il mio piccolo cuore...
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Re: la felicità è ad un passo da casa

Messaggio  LucaVi il Lun Lug 30, 2012 6:15 pm

Sì, ma qui siete tutti fuori: andare in montagna di giorno no, eh?!

Almeno tu comunque, a differenza di quelli di Ecce Bombo, l'alba la prendi in faccia.

E scrivi bene.
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Re: la felicità è ad un passo da casa

Messaggio  virgy il Lun Lug 30, 2012 7:31 pm



bello!!!!!!!!!


Very Happy
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Re: la felicità è ad un passo da casa

Messaggio  fabri il Lun Lug 30, 2012 7:43 pm

Federica....

che dire.... Rolling Eyes

perchè stiamo lontani altrimenti ci saremo sicuramente incontrati....

facciamo le stesse cose, nello stesso modo, negli stessi orari, con le stesse sensazioni.....

abbiamo anche il nome che inizia per F ... Very Happy


e questo per le partenze notturne è un classico....

"C'è un tale silenzio che il
rumore enorme dei miei stessi passi quasi mi spaventa. Capisco d'essere
un po' brilla perché, di tanto in tanto, perdo l’equilibrio fra i sassi
grossi e ogni volta che succede scoppio a ridere, tendendo l'orecchio in
attesa di subire il rimprovero del buio nascosto fra i mughi"

Wink
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Re: la felicità è ad un passo da casa

Messaggio  paoloC il Lun Lug 30, 2012 9:52 pm

Bellissimo!
Riesci ad esprimere in modo magistrale quello che anch'io provo in quei momenti!
cheers

La felicità è davvero ad un passo da casa..
e molta gente non se ne rende neppure conto.

Un mio carissimo amico mi ha recentemente detto quanto segue Wink

"Non posso non stupirmi di quanta gente, apparentemente amante delle
montagne, sia lontana anni luce dal conoscerle veramente, dal
rispettarle e amarle come esse meritano: luoghi selvaggi dello spirito."

___________________________
L'Enrosadira non ha bisogno di Photoshop
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Re: la felicità è ad un passo da casa

Messaggio  Adriano il Lun Lug 30, 2012 10:54 pm

Brava Very Happy





io di notte volutamente non ci sono mai andato Rolling Eyes
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Re: la felicità è ad un passo da casa

Messaggio  Ansia Kammerlander il Mar Lug 31, 2012 7:44 am

LucaVi ha scritto:Sì, ma qui siete tutti fuori: andare in montagna di giorno no, eh?!

Almeno tu comunque, a differenza di quelli di Ecce Bombo, l'alba la prendi in faccia.

E scrivi bene.

Quoto la vecchia guardia! Wink
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Re: la felicità è ad un passo da casa

Messaggio  federica boifava il Mar Lug 31, 2012 10:02 am

LucaVi ha scritto:...a differenza di quelli di Ecce Bombo, l'alba la prendi in faccia.



Very Happy Very Happy Very Happy Ecce Bombo... merita una notturna! Mo' me lo riguardo. Qui in ufficio m'han guardata tutti male perchè mi son fatta una risataccia!
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Re: la felicità è ad un passo da casa

Messaggio  Ospite il Mar Lug 31, 2012 11:40 am

federica boifava ha scritto:
LucaVi ha scritto:...a differenza di quelli di Ecce Bombo, l'alba la prendi in faccia.



Very Happy Very Happy Very Happy Ecce Bombo... merita una notturna! Mo' me lo riguardo. Qui in ufficio m'han guardata tutti male perchè mi son fatta una risataccia!

dovevo nascere cent'anni fa...
mrgreen




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Re: la felicità è ad un passo da casa

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