Il K2, Bonatti, Compagnoni, Lacedelli, Desio...

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Il K2, Bonatti, Compagnoni, Lacedelli, Desio...

Messaggio  buzz il Mar Lug 31, 2012 9:25 am

Fa strano, cliccare su nuovo argomento aprendo un topic sulla questione del k2, di cui oggi ricorre l'anniversario della "conquista".

Ora tutti i protagonisti di quella spedizione, o perlomeno della querelle della vetta, sono morti.

Per decenni gli alpinisti (e non solo) sono stati divisi fra bonattiani e antibonattiani. La personalità del Walter è stata tale da suscitare sentimenti opposti. Quelli che erano schierati sulle posizioni ufficiali lo erano più per antipatia personale verso Bonatti che per scelta razionale, forse.

Desio, se vogliamo, si limitò a consegnare alla storia la versione di Compagnoni e Lacedelli. Per poi sostenerla nel tempo.


Achille Compagnoni

Che idea vi siete fatti su quello che accadde quel giorno sul K2?

Non parlo della verità storica. Quella è stata riconosciuta nel 2004. Bonatti aveva ragione. La versione ufficiale era menzognera.
Bonatti non aveva consumato l'ossigeno durante il bivacco (non aveva nemmeno le maschere per poterlo fare).
I due che arrivarono in vetta usarono l'ossigeno, perlomeno, come ammise Lacedelli negli ultimi anni, fino a pochi minuti prima di arrivare in cima.
E' anche vero che spostarono il bivacco 250 metri sopra.



La domanda che mi faccio è: perchè?

Io in genere non non credo alle versioni a posteriori, per cui le cose sembrano filare perfettamente secondo un disegno sensato quanto perfido.

Vista così sembra che Lacedelli e Compagnoni spostino il campo per non farsi trovare da Bonatti e Mahdi e non condividere così la vetta. Ma sapevano che così facendo li avrebbero molto probabilmente condannati a morte?
Mi sembra impossibile.


Lino Lacedelli

Che idea vi siete fatti? Umanamente intendo. Cosa pensarono quegli uomini lassù per prendere quelle decisioni?

Riassumendo, per chi non avesse mai avuto ben chiare non tanto la storia, quanto le varie posizioni in proposito...

"E’ una storia, come afferma Rob Buchanan, redattore di «Climbing», «di confusione, tradimento e spudorata ipocrisia come nessun’altra nella storia dell’alpinismo»."

Nella notte tra il 30 e il 31 luglio 1954 W. Bonatti e l’hunza Mahadi sono stati costretti al bivacco notturno a quota 8100 m a causa di un incomprensione sulla posizione del nono campo. Ma facciamo un salto indietro, al 29 luglio: essendo rimasti gli unici in grado di proseguire, Walter Bonatti e Pino Gallotti (Erich Abram e Ubaldo Rey sono malmessi e rientrano a campo 7), raggiungono Compagnoni e Lacedelli all’ottavo campo, lasciando però le bombole d’ossigeno in prossimità del settimo campo, dato che il loro peso sarebbe stato eccessivo. Alla sera i quattro (Compagnoni, Lacedelli, Gallotti e Bonatti) si accordano per sistemare il nono campo più in basso rispetto alla posizione decisa in precedenza, per consentire ai compagni di scendere a recuperare l’ossigeno e risalire al nono campo. «Si tratta di scendere 200 m di quota verso il settimo campo, quindi superare un dislivello di 500 m in salita (tali erano le previsioni ma in realtà diventeranno oltre 700) con un peso sulle spalle di oltre venti chili, ormai sugli ottomila metri. Una prova severa, direi una follia, data la situazione sarà proprio da questa follia che dipenderà la riuscita del K2».

Durante la risalita Gallotti esausto si ferma all’ottavo campo con l’hunza Isakhan, mentre Abram, Bonatti e l’hunza Mahadi continuano l’ascesa per raggiungere i due di vetta, Compagnoni e Lacedelli. Ma i due non ci sono, sono più in alto, molto più in alto, come constateranno più tardi Bonatti e Mahadi. Abram sfinito ridiscende verso l’ottavo campo, ora sono rimasti soli. Walter Bonatti e l’ hunza Mahadi , nonostante i ripetuti richiami ottengono in risposta solo un: «più in alto, seguite le tracce …» e poi il silenzio. Con il calare dell’ oscurità, il freddo si fa sempre più intenso e con esso l’angoscia. Bonatti fatica non poco a controllare Mahadi, ormai in preda alla disperazione. La loro posizione è estremamente pericolosa, un passo falso e ci si ritrova al campo base.

Bonatti è giovane, ma dentro di lui cova la forza e la tenacia di uno spirito bellicoso e, con fermezza e carattere, decide per l’unica azione possibile. Pur essendo una follia, prepara una piazzola dove poter stare seduti, si, seduti solo con l’equipaggiamento per la salita e nulla per potersi riparare in un bivacco, un bivacco a strapiombo a 8100 m. Un breve dialogo con Lacedelli ad una distanza indefinibile scatena una nuova crisi in Mahadi che Bonatti fatica a calmare. Poi gelo, neve, una bufera spazza il canalone dove si trovano ed incredibilmente la notte passa. Poco prima dell’alba, Mahadi scende da solo, distrutto nel fisico e nell’animo(subirà diverse amputazioni a causa del congelamento di mani e piedi). Bonatti attende il levare del sole. Prima di partire, libera dalla neve i trespoli con l’ossigeno perché i compagni li possano trovare e poi anch’egli si cala al campo otto.

Pino Gallotti scrive nel suo diario: «Sabato 31 luglio: giornata dall’inizio drammatico: poco prima delle sette siamo svegliati dallo spalancarsi della tenda. E’ Mahadi che si affaccia con aria stravolta, ci mostra i piedi e le mani martoriati dal gelo, i piedi specialmente hanno le dita annerite, gia intaccate in modo preoccupante. Le sue spiegazioni – dette con voce affannosa – non risultano chiare, ci lasciano in uno stato di profonda apprensione … Non passa però molto tempo che ecco giungere Walter; ha un aspetto più che normale e il solo vederlo ci rassicura… Penso che ben pochi al mondo potrebbero mostrare un aspetto così fresco (è il caso di dirlo) e normale alla mattina dopo una simile notte. Walter può ringraziare il suo fisico e forse qualcuno che questa notte lo ha vegliato dall’alto. Compagnoni e Lacedelli giungono in vetta grazie all’ossigeno trasportato da Bonatti e Mahadi , ossigeno che nelle dichiarazioni di Compagnoni e Lacedelli “finirà” 200 m sotto la vetta rendendo drammatica l’ ascensione (distanza coperta in solo due ore, cosa impossibile senza ossigeno a quella altezza); ossigeno che “soffocherà” la verità per oltre trent’ anni. Le bombole non finirono 200 m sotto la vetta bensì durarono sino in cima, dato che esistono fotografie che testimoniano il fatto, la menzogna. Una menzogna inutile, il K2 era vinto».

http://www.italialibri.net/opere/k2laverita.html

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Re: Il K2, Bonatti, Compagnoni, Lacedelli, Desio...

Messaggio  Frentano il Mar Lug 31, 2012 9:38 am

bella domanda Buzz....la stessa che mi facevo io leggendo le righe del libro di Bonatti. L'idea mia è che si Compagnoni e Lacedelli si fossero accorti da tempo delle capacità quasi sovraumane di bonatti, quindi se fossero saliti insieme lui (a Bonatti) sarebbe arrivato prima di loro e sicuramente senza ossigeno, LUI sarebbe arrivato in Cima e LUI avrebbe avuto la gloria della prima ascensione al K2. Indi per cui hanno pensato di giocare d'anticipo: ovvero, la vetta l'avrebbere (secondo loro) raggiunta anche senza Bonatti e seza ossigeno, solo c'avvrebbero messo più tempo ! per cui un bivacco 250m più in quota li avrebbe avvantagiati per l'ultimo arrembaggio alla vetta! e Bonatti non l'avrebbe mai raggiunti visto che la tendina non l'avrebbe torvata più dove prestabilito, particolare che -secondo Lacedelli e Compagnoni- avrebbe fatto desistere Bonatti a salire ugualmente su, visto anche la mancanza di cibo...le Bombole erano troppo pesanti...ma loro pensavano che non serebbe stata una pardita "mortale" vista la presenza della tendina e del cibo. Poi la realtà fu diversa...probabilmente senza l'aiuto dell'ignaro Bonatti sarebbero morti nonostante la tendina "trafugata" e il cibo "rubato" al Bonatti... pensavano di poter conquistare la vetta senza troppi problemi e senza ossigeno ma così non fu.

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Re: Il K2, Bonatti, Compagnoni, Lacedelli, Desio...

Messaggio  buzz il Mar Lug 31, 2012 9:56 am

Io non credo che si fossero prefissati di tenere fuori Bonatti dal tentativo del giorno dopo.

Hanno spostato il campo per avvantaggiarsi. Pensando di provare senza ossigeno. Ma Bonatti, se anche avessero mantenuto il campo laddove doveva essere, sarebbe risceso e il tentativo lo avrebbero fatto comunque loro.

Bonatti e Mahdi si erano mossi senza sacco a pelo. La tenda del campo sopra non era abbastanza grande per 4. E' chiaro che avrebbero dovuto riscendere.

Infatti provano a dire da lontano a Bonatti di lasciare lì l'ossigeno e riscendere. Ma quello non lo fa e viene poi a trovarsi nei guai.

Dopodiché il vero errore fu quello di inventare una verità ufficiale abbastanza assurda.

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Re: Il K2, Bonatti, Compagnoni, Lacedelli, Desio...

Messaggio  mork il Mar Lug 31, 2012 11:16 am

Io non credo abbiamo spostato il campo con la premeditazione di non farsi raggiungere da Bonatti. Infatti mi pare che alla fine il campo l'abbiano fatto alla quota che era prevista all'inizio, che era però più in alto rispetto agli accordi del giorno prima. Credo che abbiano in qualche modo pensato di tornare al piano originale confidando nel fatto che Bonatti sarebbe riuscito comunque a raggiungerli (magari proprio pensando alle capacità fisiche di Bonatti).
Non credo che temessero che fosse Bonatti il primo perché l'organizzazione della spedizione era praticamente militare e gli ordini erano chiari, loro erano la squadra di vetta.
Tutto il male è venuto dopo, con la versione trionfalistica di Desio e il divieto per i partecipanti di diffondere informazioni per diversi anni (5? 10?). Dopo 10 anni qualcosa nella loro testa li ha spinti a mantenere la versione ufficiale, forse per evitare la vergogna di ammettere che la versione dell'eroico arrivo in vetta era una balla, la stessa versione per cui erano stati incensati nei 10 anni precedenti e che avranno ripetuto in innumerevoli interviste...
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Messaggio  Admin il Mar Lug 31, 2012 11:19 am

beh non dimentichiamo che c'è stato un processo civile per una causa per diffamazione intentata da Bonatti.

Una qualche malafede ci fu sicuramente, e una sentenza lo ha riconosciuto.

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Messaggio  mork il Mar Lug 31, 2012 11:32 am

Ad_buzz ha scritto:beh non dimentichiamo che c'è stato un processo civile per una causa per diffamazione intentata da Bonatti.

Una qualche malafede ci fu sicuramente, e una sentenza lo ha riconosciuto.

si si certo. Ma ancor di più, si rafforza quello che pensavo. Per 10 anni hanno dovuto sostenere la versione ufficiale (e se non sbaglio anche Bonatti non ha protestato per tutto il tempo durante il quale vigeva il divieto di diffondere informazioni) probabilmente in mille interviste, con anche una Medaglia d'oro al Valor Civile, posso capire che non abbiano voluto tornare sui loro passi, sarebbe stata una bella onta. Se poi ci si è messa di mezzo anche una causa civile, allora ammettere la verità sarebbe stata addirittura una ammissione di colpevolezza nella causa stessa.
Boh... è difficile entrare nella testa della gente.
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Re: Il K2, Bonatti, Compagnoni, Lacedelli, Desio...

Messaggio  Davide62 il Mar Lug 31, 2012 7:14 pm

Non voglio nemmeno pensare che Lacedelli e Compagnoni abbiano voluto allestire il campo in una diversa posizione per impedire a Bonatti di far parte della cordata di vetta, sarebbe troppo davvero.
Tra le altre cose questo benedetto ultimo campo è stato allestito in una zona della montagna ripidissima, forse addirittura più scomoda di dove si sarebbe dovuto collocarlo in prima battuta.
Le sporcaccionate che sono state raccontate in seguito sono un'altra faccenda, la realtà è che a quelle quote, con la notte incipiente, senza attrezzatura da bivacco la situazione poteva solo essere drammatica.
Inoltre la spedizione comandata da un ducetto come Desio aveva connotati assolutamente militareschi, d'altro canto erano solo più o meno 10 anni che il regime aveva lasciato il posto ad un'altra nazione e i nostalgici erano ben più che nostalgici, ma anche questa è un'altra faccenda.
La storia delle spedizioni su grandi montagne è piena di "malintesi" di questo tipo e che si sono risolti quasi sempre dicendo esattamente le cose come erano andate.
Ma in questo caso non era possibile.
La spedizione doveva assolutamente funzionare come un orologio svizzero, senza intoppi, senza discussione ma soprattutto senza se e senza ma.
Bonatti, temutissimo per la sua forza, aveva solo 24 anni e "gerarchicamente" doveva stare al suo posto, zitto e contrito.
L'orgoglio stile "balcone di Piazza Venezia", la tracotanza di Desio e aggiungo "l'innocente" ignoranza di Compagnoni e Lacedelli hanno fatto il resto.
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Re: Il K2, Bonatti, Compagnoni, Lacedelli, Desio...

Messaggio  Beldar il Mar Lug 31, 2012 7:37 pm

mah, lungi da me il desiderio di difendere Desio, ma contestualizziamo un pò le cose: tutte le spedizioni dell'epoca erano "militarizzate" , tedesche, italiane, francesi, inglesi; si andava lì per piantare il vessillo patrio sulla cima, tutto era lecito a tal fine, dagli ordini indiscutibili del capo spedizione (Herliggkofer non era certo un angioletto...), al bombare gli alpinisti come cavalli con anfetamine e porcherie varie, al rigido ordine gerarchico imposto agli alpinisti, sino alle forniture di materiali preferibilmente nazionali per mettere in bella mostra le capacità tecniche del proprio paese; le spedizioni leggere, o comunque con intenti puramente alpinistici arriveranno 15 anni dopo.
Altrimenti qui si fa l'ennesimo can can su questa storia buttando tutto nello stesso calderone, miserie umane, ripicche torti e logiche nazionalistiche, storia che per la verità non mi ha mai appassionato granchè.
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Re: Il K2, Bonatti, Compagnoni, Lacedelli, Desio...

Messaggio  LucaVi il Mar Lug 31, 2012 9:26 pm

E' sicuro che Compagnoni e Lacedelli, al di là di Desio, l'abbiano giocata comunque sporca. Fino a che punto non so, ma non abbiamo alcuna certezza per sostenere che si siano limitati alla bugia sull'uso dell'ossigeno. Potrebbe essere anche il peggio, premeditato!

Ho avuto qualche anno fa l'occasione di parlare in privato con Bonatti e di obiettargli ingenuamente l'inutilità del suo sforzo sulla ricerca della verità sul K2, perché in ogni caso chiunque se ne intendesse di alpinismo gli dava già ragione. Lui mi rispose che a quel punto lo interessava la storia più che le opinioni dei singoli e non voleva che la storia ufficiale, quella che poi si tramanda, fosse così falsata.
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