Dal sito dei ragni di lecco, concatenamento in val di mello

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Dal sito dei ragni di lecco, concatenamento in val di mello




Durante il mese di Luglio Simone Pedeferri e Davide Spini sono
riusciti in uno dei concatenamenti più importanti della storia della Val
Masino, salendo in poco meno di 24 ore diverse vie tra Val di Mello e
alta Val Masino. La corsa comincia poco dopo lo scoccare della
mezzanotte dal parcheggio della Valle e finisce dopo che l’orologio ha
compiuto un giro completo all’intaglio di uscita della Taldo Nusdeo al
Picco Luigi Amedeo, in mezzo tanti metri di roccia, tanti piccoli passi,
tanti metri di dislivello e un unico sogno immaginato e raggiunto in
due…
di Davide Spini
da http://www.ragnilecco.com/index.php?option=com_content&view=article&id=606%3A30-08-2012-concatenamento-in-masino-per-pedeferri-a-spini&catid=119%3Anews-2012&Itemid=57


“Il risveglio di Kundalini”, “Luna nascente”, “Piedi di piombo”,
“Oceano irrazionale”, “Magic line”, “Nusdeo-Taldo”. Nomi di vie che in
gioventù mi fecero spaventare e furono il banco di prova del mio istinto
di sopravvivenza, ora, senza apparente nesso logico, sono buttate lì
una in fila all’altra, con la giusta dose d’arroganza.

…“Kundalini”…

…dura due soli tiri e lo stesso vale per

….“Luna”….

…“Piedi di Piombo”…

…invece, è decisamente meno divertente delle precedenti. Gli appoggi
sono minuscoli e le prese inesistenti, così l’arrampicata è un po’ più
macchinosa e meno fluida.


foto tratta da http://cammazza.files.wordpress.com






Sono passate da poco le 6 quando Simone parte per

…“Oceano irrazionale”...

In un solo lungo e bagnatissimo tiro arriva a far sosta nella tromba.
Dopo un attimo lo raggiungo e continuo, giocando con la fessura bagnata
arrivo alla cengia da cui parte la facile rampa della seconda parte. In
un paio d’ore siamo in vetta al Precipizio, poi una bella scarpinata
tra ripidi pascoli e placchette bagnate ci conduce in cima alla Val
Livincina.

Discesa da brivido verso la Val Qualido tra erba verticale, sassi instabili e chiodi di discutibile tenuta.

La parete del Qualido è gigante e bellissima!

Sulle interminabili placche di

…“Magic line”…

l’arrampicata è forzatamente più lenta, un po’ per l’assenza di
appigli, un po’ per tutte le ore trascorse “passeggiando” per monti.

Finalmente la parete spiana e poi finisce. Seguiamo la cresta che
riporta al canale di discesa di poche ore prima, disarrampichiamo su
terreno più facile ma esposto, soliti chiodi, solita doppia e solito
brivido.

Camminando verso il Rifugio Allievi sento che la galoppata sta per
finire e sono felice. L’adrenalina mi pulsa dentro, la fatica non
esiste, le gambe girano, la mente è pronta…Vorrei mettermi a correre!

Il tepore del rifugio, un panino, qualche borraccia di sali minerali,
un po’ chiacchiere con gli amici e un caffè abbondante ci portano via
un po’ di tempo, ma ci tengono lontani dall’aria gelida che circonda
l’Allievi.

Con il freddo già dentro di noi usciamo e ci incamminiamo verso la classica, difficile e grandiosa

…“Nusdeo-Taldo”…

NO PAIN, NO GAIN!



foto tratta da http://cammazza.files.wordpress.com

I primi tiri li fa Simone, poi mi annuncia di non riuscire più a
indossare le scarpette e si mette quella da ginnastica. Ora conduco io,
determinato ad arrivar in cima prima delle fatidiche 24 ore.

Il “diedro nero”, penultimo tiro per la fine di tutto, mi mette a
dura prova. I piedi hanno perso sensibilità, il freddo è costante e le
energie mentali stanno per finire. Tiro friend, chiodi e parolacce,
proteggo molto, ma arrivo in sosta in un tempo ragionevole.

Ultimo traverso, fine del sottovento e sosta sullo spigolo. Il vento
mi schiaffeggia e inizio a tremare. Quando Simo arriva è mezzanotte e
sono già pronto per calarmi lungo lo “Spigolo sud”.

Dopo 23h 50 min dalla partenza tutto sembra finito, ma il peggio deve ancora venire.

Un abbraccio fulmineo e si scende, fa un freddo porco.

Tremo e scendo. Cerco la prossima sosta, ma la corda finisce sempre
anzitempo. Quindi doppia su un fix senza perder tempo in inutili
eroismi.

Il vento ci maltratta e ci stanca, mentre la corda sembra accorciarsi
sempre più. Noi tremiamo e scendiamo, visto che non possiamo fare
altro.

Finalmente si intravedono i pascoli. Ultima doppia su spuntone. TERRA. Grazie!



La discesa è un vero “trip da droghe sintetiche”. Vista la carenza
di sonno tutto è surreale, senza tempo e senza spazio…e senza fine! Ci
addormentiamo tre volte e ci incavoliamo perché il sentiero non finisce
mai. Poi, inaspettatamente, arriva l’alba e che ci riporta alla realtà.
Così gli ultimi chilometri verso casa sono tranquilli e piacevoli, così
il pensiero può vagare verso progetti futuri…

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Messaggio il Gio Set 13, 2012 4:20 pm  Topocane

...tutte vie che uno scalatore *normale* impiega buona parte della sua vita
per fare tutte Laughing

alè! Wink

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Messaggio il Gio Set 13, 2012 4:26 pm  fabri

Topocane ha scritto:...tutte vie che uno scalatore *normale* impiega buona parte della sua vita
per fare tutte Laughing

alè! Wink

e non solo le vie....perchè nel mezzo ci sta pure un dislivello che.... Rolling Eyes

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