Piccola riflessione

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200912

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Piccola riflessione




Non condivido quasi mai a fondo le posizioni di Michele Serra, anche se riconosco un pensiero critico intelligente. Ma questa riflessione è anche la mia, espressa molto bene.

Aldilà della contingenza di Fiorito, è proprio il concetto di democrazia diretta, che sta mostrando in questi anni tutti i suoi limiti.
La classe dirigente di questo paese è il frutto della maggioranza di questo paese, che è fatta di gente incolta, manipolabile, meschina, egoista, furba, disonesta quando può. In generale di infimo livello intellettuale.

Come la mettiamo?



buzz

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Piccola riflessione :: Commenti

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Messaggio il Gio Set 20, 2012 12:00 pm  MDT

condivido pienamente la riflessione ma sul come la mettiamo trove delle difficoltà enormi nel cercare e trovare una risposta.

PS in modo particolare condivido "La classe dirigente di questo paese è il frutto della maggioranza di questo paese, che è fatta di gente incolta, manipolabile, meschina, egoista, furba, disonesta quando può. In generale di infimo livello intellettuale."

Ultima modifica di MDT il Gio Set 20, 2012 12:06 pm, modificato 1 volta

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Messaggio il Gio Set 20, 2012 12:06 pm  buzz

La risposta immediata ed evidente è l'elite illuminata.
Ma anche questa sappiamo, storicamente, che non funziona.

Quindi un oscillare fra i due estremi è inevitabile?
Un sistema che da il meglio di sé quando le due tendenze riescono a controllarsi vicendevolmente annullando gli estremi più perniciosi dell'altra.

E che da il peggio di sé quando una nettamente prende il sopravvento.

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Messaggio il Gio Set 20, 2012 1:18 pm  tummu

purtroppo è vero, la casta siamo noi
non solo per un discorso di rappresentanza (siamo noi che la eleggiamo) ma proprio siamo come loro
la casta individua solo quelli che "ce l'hanno fatta": quelli che, non certo soltanto in politica ma quasi sempre grazie alla politica, hanno ottenuto un dato "successo" ognuno al suo livello, molti nel loro piccolo, applicando un'etica che, se appare appena debole quando riferita a un singolo episodio ("cosa vuoi che sia? in confronto ai veri criminali") ha però delle conseguenze enormi quando il fenomeno si diffonde; e purtroppo il potere di attrazione della casta è tanto più grande quanto più ampio il numero di quelli che ne fanno parte, perché, al di là delle motivazioni personali, è determinante il fatto che qui comportamenti diventano sempre più accettabili e giustificabili (perché "lo fanno tutti", di cui un esempio classico è l'evasione fiscale)

Ultima modifica di tummu il Ven Set 21, 2012 7:32 am, modificato 1 volta

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Messaggio il Gio Set 20, 2012 1:22 pm  Beldar

bah, io di solito con Serra sono abbastanza d'accordo , ma stamattina ho letto sta roba e non mi ha convinto; girando un pò d'europa non sono poi convinto che negli altri paesi lagggggente sia poi tanto meglio di qui, nell'intimo; sono stati educati meglio, spesso semplicemente sanno che se sbagliano pagano e che le regole esistono, e da noi questo non esiste, ma da lì a dire che noi siamo spazzatura e gli altri molto meglio di noi, per me ce ne corre, e parecchio.
E' che da noi una "grossa minoranza" fa i cazzi suoi quotidianamente e non paga mai, e gli altri, persone civili e normali che potrebbero essere tedeschi, francesi, inglesi, subiscono in silenzio o pretestano blandamente cercando di limitare i danni, consci del fatto che la minoranza non pagherà, comunque.
Poi in nessun paese europeo è stata condotta una operazione di deculturazione così massiccio da parte dei media negli ultimi vent'anni come in Italia, e questo ha il suo peso.

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Messaggio il Gio Set 20, 2012 2:09 pm  buzz

Non credo sia così. Gli italiani, non sono uguali a francesi, tedeschi, inglesi. A livello individuale ci corre la differenza fra etica protestante e cattolica. A livello collettivo il fatto che siamo stato unitario da molto meno tempo.
A livello di storia moderna il fatto che per decenni, dal dopoguerra agli anni 70, il paese è stato spaccato in due ideologicamente.
La cultura del "siamo tutti sulla stessa barca" affiora nella sinistra solo nella seconda metà degli anni 70. Prima, più o meno dichiarata, la logica del tanto peggio tanto meglio la faceva da padrone.

Non è la televisione che ha reso stupidi gli italiani più dei tedeschi o degli inglesi.
Il livello dei media inglesi o tedeschi è se possibile ancora peggiore del nostro.
I media danno al pubblico quello che il pubblico vuole. Che poi in questo processo i media legittimino (e rinforzino) gli aspetti peggiori è un dato di fatto, indubbiamente.

L'alternativa è una televisione educatrice. Sono media che tendono a migliorare gli italiani.
Ma il punto è: (e qui torniamo al paese spaccato) in che direzione?

Per decenni un certo tipo di cultura di massa è stata in mano alla sinistra o alla chiesa.
LE verità intangibili della cultura erano quelle della resistenza e di una certa morale cattolica (anche se per certi versi erano fra loro in relativo conflitto). Negli ultimi 20 anni le prime sono state messe in discussione da una destra emergente.
Segno di quanto ancora i conflitti di 70 anni fa non siano affatto risolti.

Mancano dei valori condivisi. Unificanti.
Sono sempre mancati. E questo comporta un relativismo in cui si trova sempre una scusa per dei comportamenti deplorevoli.

La clientela come forma della politica è cosa vecchia. Il concetto di clientes viene dall'antica roma, non a caso. D'altro canto, per certi versi, è insito nel concetto di democrazia rappresentativa, anche il rappresentare del politico i particolari interessi di singoli individui.
E' diventato malcostume quando diventa sistema di potere.

Il politico che raccomanda il proprio elettore per un posto di lavoro, è ancora comprensibile.
Il politico che distorce l'economia di un paese per creare posti di lavoro per attività destinate ad essere in perdita allo scopo di rafforzare la propria rete clientelare è una riprorevole anomalia.
Il politico che inventa cantieri e opere laddove non ce ne sarebbe bisogno per assicurare ai propri amici fette di denaro pubblico con quota parte alle proprie tasche è un'anomalia ancora peggiore.

Se questo è divenuto ad un certo punto vero e proprio sistema di potere è perché non si è stroncato sul nascere il fenomeno.
E se questo è avvenuto è perché inizialmente ciò veniva fatto con fine più nobile dell'arricchimento personale. (il relativismo).
Se si malversavano fondi pubblici, se si manipolavano ruoli di comando, per il partito (non per sé) era accettabile. La persona era moralmente a posto e giustificata.


Quando il collante ideologico che teneva in piedi il sistema è crollato, invece che per sostenere i partiti il sistema ha funzionato per arricchire i singoli. E quindi nasce una rete di complicità e di coinvolgimento reciproco in cui è semplicemente impossibile emergere se non si rispettano le regole del gioco.

In un quadro del genere poi è vero che si vanno ad evolvere modelli diseducativi piuttosto che il contrario. Laddove chi ruba non paga mai, anzi fa la bella vita, è chiaro che faccia sviluppare una tendenza imitativa piuttosto forte. E ad un certo punto diventa un valore, in una società del genere, rubare e fare la bella vita. Vuol dire che sei furbo, forte, intelligente, scaltro.

Il modello berlusconi ha avuto questa forza per molto tempo. "Vorrei essere come lui: abile, vincente, se lo voto per proprietà transitiva lo sarò. Lo saremo."

Se oggi berlusconi non sembra che abbia sondaggi favorevoli non è perché chi lo votava si sia improvvisamente reso conto che era un grandissimo figlio di troia. Ma perché ha perso. Perché è stato cacciato. Perché non è più un modello vincente.

Il prossimo spudorato figlio di puttana che si presenterà potendo vantare almeno aprte delle crdenziali di berlusconi, prenderà il consenso di berlusconi.
Sempre che abbia le televisioni di berlusconi, ovviamente.

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Messaggio il Gio Set 20, 2012 2:14 pm  metatarso

''è un prodotto della democrazia'' e t'ho detto tutto
mettici pure che uno come quello io proprio a livello fisiognomico,gli menerei a priori

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Messaggio il Gio Set 20, 2012 2:31 pm  MARK12G

metatarso ha scritto:''è un prodotto della democrazia'' e t'ho detto tutto
mettici pure che uno come quello io proprio a livello fisiognomico,gli menerei a priori





violento inside..........





vabbe'..........io pure

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Messaggio il Gio Set 20, 2012 2:47 pm  tummu

sono tendenzialmente d'accordo con Buzz
in parte, e sempre con riserva di verifica, anche con la sua "critica marxiana" della storia recente, ma in toto con il giudizio sulla particolarità degli italiani: qualunque ne sia la causa, io penso che siamo marci
nel senso che ormai la maggior parte di noi se può tende a fottere il prossimo (sia esso una contraparte individuata o la comunità in genere): una delle forme è anzi il "fottere il sistema", l'antipolitica non come tentativo di ririfondazione ma come scusa per ritagliarsi lo spazio per il proprio personale malaffare

i "buoni" sono soltanto quelli che non possono, ma basta che si affaccino a questa possibilità, entrando in contatto con un sistema di interessi e vedendo quanto è vasta la gamma dei comportamenti illegali ivi praticati, per lasciarsi tentare

penso che l'unica cura sarebbe una passata di talebani intransigenti del rigore morale, un po' come il grillismo, unita ad una qualche forma di rieducazione popolare

ma è solo utopia (anche quelle di grillo)

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Messaggio il Gio Set 20, 2012 3:04 pm  Adriano

Sono abbastanza daccordo con Serra , noi italiani abbiamo dei difetti ereditari , difficili ( spero non impossibili ) da cambiare.

Sottolineo pure io questo...


Beldar ha scritto:
Poi in nessun paese europeo è stata condotta una operazione di deculturazione così massiccio da parte dei media negli ultimi vent'anni come in Italia, e questo ha il suo peso.

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Messaggio il Gio Set 20, 2012 3:20 pm  Lucio1

Non tanto;

anche nei paesi anglosassoni, per esempio in Gran Bretagna, tabloid o televiosioni "generaliste" sono da altrettanto tempo di pessima qualità, anche forse peggiore..........ed hanno fatto scuola pure.
Ma, forse, poi le informazioni serie o similari (negli ultimi 20 anni), sono state meno pilotate/deviate o controllate da chi poteva trarne vantaggio politico, rispetto all'Italia; distorcendo e portando ancora di più le persone verso ideali ed esempi di malcostume e disonestà "autorizzata", giungendo alla situazione italiana all'attuale; sfacciataggine criminale "accettata ed imitata" da parte dei politici e chi detenga una qualsiasi forma di potere. Cosa non avvenuta altrove, ma forse per questo veramente conta il substrato culturale italiano.

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Messaggio il Gio Set 20, 2012 5:20 pm  Dario Annacondia

A mio parere Michele
Serra questa volta l'ha fatta fuori dal vaso. Il Michele scrive queste
stronzate (che è un complimento chiamare qualunquiste) forse perché la
"casta" comprende anche i giornalisti
? Certamente comprende lui. Fino a poco tempo fa, discorsi del genere
li sentivamo fare da Silvio e dai suoi, servivano a giustificare,
fingendo di condividere. Caro Michele, non c'è niente di
forviante, esiste realmente una "casta" separata dalla "brava gente", è una casta più larga da quello che ci vuoi fare credere, che non è fatta solo di politici, ed
il fatto che il figlio di un contadino diventi magari sindaco di
Caprarola, e che magari, nello svolgere quest'incarico rubi o si faccia
corrompere, non vuol dire che siamo tutti uguali, tutti ladri. Spero che
Serra scrivendo "Fiorito è un prodotto della democrazia" stia mentendo a
se stesso, altrimenti bisognerebbe annoverrarlo tra gli stupidi , e lui
prende uno stipendio per essere "intelligente". A quanto pare a lui e
tanti altri italiani è completamente sconosciuto il significato di
DEMOCRAZIA, come sconosciute sono le parole dignità, legge, diritto,
dovere...
Dario.

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Messaggio il Gio Set 20, 2012 7:50 pm  giggio

Dario Annacondia ha scritto:... Fino a poco tempo fa, discorsi del genere
li sentivamo fare da Silvio e dai suoi, servivano a giustificare,
fingendo di condividere. ...

mi sa che non hai capito un cazzo.

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Messaggio il Gio Set 20, 2012 8:06 pm  Dario Annacondia

giggio, grazie dell'esempio di alta cultura intellettuale e civile, tu si che sai cosè la democrazia.

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Messaggio il Gio Set 20, 2012 9:03 pm  Batman

Dario Annacondia ha scritto:giggio, grazie dell'esempio di alta cultura intellettuale e civile, tu si che sai cosè la democrazia.

mah, io non lo so se so cos'è la democrazia...

...però penso anch'io che mi sa che non hai capito eccetera

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Messaggio il Ven Set 21, 2012 7:49 am  buzz

Io non penso che quando si dice che sono gli italiani che hanno prodotto questa classe dirigente si intenda il 100% degli italiani. Sappiamo bene che non è così.
E però sappiamo anche che esiste una grossa fetta di italiani che è riconducibile ad essa.
E' inutile fare distinguo.
Io non mi sento parte di essa. Non voto questa classe politica. Non guardo la televisione. Non seguo il calcio. Non gioco al superenalotto. Nel mio lavoro sono onesto (al punto da provare tante volte, ma tante, rabbia nel vedere i disonesti continuare tranquillamente a fare tanti soldi e frustrazione nel constatare che nessuno paga, che il mondo è veramente dei furbi e dei figli di troia)...
eppure dico "noi italiani". Prendo il tutto per ogni parte.
Tanto c'è poco da fare, sulla barca ci sto pure io. Volente o nolente. Posso solo dire che non mi piace, che mi fa schifo, ma intanto ci sto e vado dove va la barca.

Inutile fare distinguo.
La casta, d'accordo non è fatta solo dai politici, e infatti parlo di classe dirigente. E' composta in massima parte da persone che si sono fatte largo, hanno assunto posizioni dominanti, in questo sistema, con i metodi di questo sistema.
In italia, in buona, larga parte, i meriti per cui diventi direttore di un dipartimento, di una struttura sanitaria, di un ufficio pubblico, di un giornale... non sono quelli inerenti all'incarico che svolgi, ma è la capacità di adeguarti al sistema in vigore, che è fatto di compromissioni, complicità, asservimento, ricatto, raccomandazione.
In poche parole, quel sistema per cui emerge il figlio di puttana leccaculo piuttosto che quello capace.

E questi sono italiani. Sono prodotti dalla cultura di questo paese. Che ci piaccia o meno.
Sono la maggioranza, perlomeno quando si contano i voti nelle urne. Vuoi perché altri sono frazionati e si perdono nei distinguo, vuoi perchè non votano.
Sono la compatta massa di figli di troia che aspirano ad essere ancora più figli di troia e che hanno come modello i grandi figli di troia.

E non li incontri solo nelle cronache dei nostri giorni. In cui battono la grancassa sullo scandalo dei politici. Per convenienza politica.
Li incontri ovunque nel quotidiano. Sono quelli che se ne sbattono i coglioni del prossimo.
E non sono solo quelli con SUV sono anche quelli col furgone delle consegne, sfigati con lavori di merda. Sono anche i ciclisti uno vicino all'altro che se ne fregano delle macchine dietro. Sono impiegati che non fanno il loro lavoro e vanno a fare la spesa. Sono imboscati negli uffici pubblici. Sono dirigenti che per farti lavorare prendono la mazzetta. Sono imprenditori che sanno che corrompere costa meno che essere competitivi. Sono piccoli artigiani che appena ti giri ti inculano. Sono operai che inculano il datore di lavoro. E datori di lavoro che inculano i dipendenti.

E potrei continuare all'infinito.

E questa gente, se si mette in politica, vuoi che diventi improvvisamente onesta e faro di civiltà?
Questa gente vota questa classe politica. PEr convenienza o per emulazione. Questa gente vorrebbe tanto essere questa classe politica, prima che sia troppo tardi e non ci sia più nulla da rubare.

Questi sono i veri parassiti di questo paese.
E non gli evasori come adesso vogliono far credere, assetati di solid come sono. Anche se spesso le figure possono coincidere.

E questa è troppo ampia come fetta sociale per essere considerata una casta. Anche perché è fatta da persone che socialmente ed economicamente hanno posizioni ben diverse nella società.
Il problema è essenzialmente culturale. E' questo, il tratto unificante.

E' la cultura del furbo.
Il politico di mestiere, l'imprenditore miliardario, il disoccupato, l'operaio, l'artigiano... possono parlare la stessa lingua. Si riconoscono negli stessi valori. Quelli per cui te ne sbatti i coglioni allegramente del prossimo.

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Messaggio il Ven Set 21, 2012 8:31 am  Tengri

Sono d'accordo con la lettura di Buzz. E' quello che viene da pensare anche a me quando analizzo il prima, l'ora e forse anche il domani del nostro paese dilaniato.

Qunado c'era il duce erano tutti, o quasi, fascisti. La resistenza e gli anitfascisti sono comparsi quando nelle strade si sparava e il frigorifero era vuoto. molti di loro, quelli più in vista, erano stati fascisti prima. Poi ci hanno ripensato. E molti di quei ripensamenti a me hanno sempre puzzato. Erano già gli opportunismi che oggi sono costume e comportamento politico? Il trasformismo come pratica parlamentare d'altra parte era stato codificato ben prima del ventennio. Boh. Chissà. Ma a me il dubbio viene.

Ma anche il popolo era tutto o quasi fascista. Convinto. O semplicemente a pecoroni per convenienza diretta o indiretta. O magari per paura. Perché "la ribellione non è una posizione politica ma una maledetta necessità".

Io in Inghilterra c'ho vissuto. E la differenza non è nell'essere umano. Lì sono più conformisti e pecore di noi. Ma hanno una storia diversa. Una monarchia. un'isola. L'invenzione dei processi socio economici che hanno inventato il liberalismo. Il modello che "conservano" è diverso. Ma stanno lì a pecoroni come gli altri. E questo è solo un esempio. Ma vale ovunque.

Ogni tanto però qualcuno di sano in mezzo alla melma esce fuori. E l'unica botta di culo è che diventi potente. Sì, perché finché il frigo è pieno e il popolo galleggia le teorie dei marxisti col trattino sulla rivoluzione e il potere collettivo della gente sono mondezza. Ne basta invece uno, saggio, illuminato, potente e incazzato. nel posto giusto al momento giusto. E allora la storia svolta. Verso dove dipende. Può essere Evo Morales. Ma può essere anche Augusto Pinochet.

Insomma, è un fatto. Finché il frigo è pieno le masse dormono. Panem et circenses. Oggi dovremmo dire pasta e calciomercato. Ma la storia non cambia. Quando il frigo si svuota il sistema raggiunge la crisi e poi si riassesta. Spesso ripristinando l'ordine costituito con qualche nuovo adattamento. Si sta meglio? Tutto da vedere.

Riguardo all'articolo di Serra però sono in parte d'accordo anche con Dario. E provo a spiegare perché. Un'articolo di quel genere va letto non solo per il contenuto ma anche per come si inserisce nel contesto. Michele Serra scrive per il gruppo La Reppubblica. E il suo riferimento alla democrazia diretta (DIRETTA si badi bene, non quella RAPPRESENTATIVA sulla quale si basa il nostro sistema elettorale) ha l'odore di quella campagna che è in corso in questi mesi per consolidare nella gente il bisogno della classe politica. Ossia di quella che di fatto viene messa da parte nei momenti di democrazia diretta. Tipo i referendum.

Dicendo "siamo tutti Fioroni", Serra sembra (almeno a me) dirci che siamo tutti marci. E che quindi tanto vale che siano i professionisti della politica a fare la politicaa. I cittadini sono marci come loro ma non sanno nemmeno decidere. Meglio che continuino a delegare.

Per carità. Ha anche ragione. Mao fra le grandi idiozie che diceva, diceva anche che "ogni popolo ha il governo che si merita". Ma è un discorso pericoloso. Soprattutto perché detto da Michele Serra fa ridere. La "casta" dei giornalisti spazzatura come lui, che sopravvivono solo grazie ai fondi pubblici che i giornali rastrellano, dovrebbero con decenza fare anche un po' di auto riflessione critica. Se non altro per cercare di convincerci che sono credibili.

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Messaggio il Ven Set 21, 2012 8:39 am  giggio

Dario Annacondia ha scritto:giggio, grazie dell'esempio di alta cultura intellettuale e civile, tu si che sai cosè la democrazia.

mi sono semplicemente uniformato al tuo stile.
e ribadisco: continui a non capire.
"secondo me non hai capito un cazzo" può essere poco gentile nella forma, ma bollare questa affermazione come antidemocratica mi fa pensare che tu non abbia capi... ehm, ben chiaro che cosa sia la democrazia.

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Messaggio il Ven Set 21, 2012 9:10 am  giggio

Tengri ha scritto:Riguardo all'articolo di Serra però sono in parte d'accordo anche con Dario. E provo a spiegare perché. Un'articolo di quel genere va letto non solo per il contenuto ma anche per come si inserisce nel contesto. Michele Serra scrive per il gruppo La Reppubblica. E il suo riferimento alla democrazia diretta (DIRETTA si badi bene, non quella RAPPRESENTATIVA sulla quale si basa il nostro sistema elettorale) ha l'odore di quella campagna che è in corso in questi mesi per consolidare nella gente il bisogno della classe politica. Ossia di quella che di fatto viene messa da parte nei momenti di democrazia diretta. Tipo i referendum.

Dicendo "siamo tutti Fioroni", Serra sembra (almeno a me) dirci che siamo tutti marci. E che quindi tanto vale che siano i professionisti della politica a fare la politicaa. I cittadini sono marci come loro ma non sanno nemmeno decidere. Meglio che continuino a delegare.

Non lo so. Io non ci ho letto questa sottile implicazione. Mi pare invece che il messaggio sia "cittadino italiano, non pensare che il marcio sia solo altrove, lassù in alto: comincia a guardare nel tuo giardino. La spazzatura si trova al piano terra come al ventesimo."
Poi, per carità, il fatto che questo tipo di critica arrivi da uno che nel "sistema" ha la sua cuccia può dare fastidio e sembrare ipocrita. Così come dire che "Fioroni è un prodotto della democrazia" mi sembra una stupidaggine (ah, questa democrazia, sempre invocata a sproposito).
Ma il senso di fondo dell'articolo - non che sia cosa nuova - è che la radice di questi comportamenti la troviamo tutti i giorni in molte persone "comuni" che ci stanno a fianco, ed il problema non è solo di una classe ma della controcultura diffusa in tutti gli strati sociali. E questo lo condivido appieno, così come le parole di buzz qua sopra.

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Messaggio il Ven Set 21, 2012 9:15 am  giggio

io avverto tutti i giorni la pesantezza di questa situazione. anche nelle più piccole cose della quotidianità mi accorgo di come molte persone se ne battano completamente le palle di chiunque stia loro attorno. completamente, in maniera disarmante. come se fossero soli al mondo. credo molti non lo facciano nemmeno per cattiveria, ma per totale mancanza di attenzione al prossimo: non è che se ne freghino, non ci pensano nemmeno. e se glielo fai notare non capiscono: chi ti guarda stranito come se fossi scemo, chi ti dà dell'intollerante, chi ti manda a fare in culo. per fortuna qualcuno ti chiede ancora scusa, e in questi casi devo dire mi si apre il cuore.
ma mi fa tristezza: mi si apre il cuore per una cosa che dovrebbe essere la normalità.
un po' come quando a milano un'auto si ferma per farti attraversare sulle strisce pedonali.

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Messaggio il Ven Set 21, 2012 9:20 am  buzz

Però non facciamo l'errore di pensare che costoro votino tutti compatti la stessa parte politica.
Anzi...
sono ben distribuiti ovunque. Anche fra quelli che non votano. Anche fra quelli che ogni giorno condividono su facebook proclami incendiari.

Di gente che da come si lamenta della classe politica sembra sia sul punto di prendere un mitra ne conosco parecchia. Ma non mi sorprende affatto poi constatare che nel loro ambito, in piccolo, ripetono gli stessi meccanismi contro cui lanciano strali.

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Messaggio il Ven Set 21, 2012 9:27 am  Topocane

viviamo in un periodo, in una società, in cui esser coerenti e puri è sempre più difficile
direi quasi impossibile.
t

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Messaggio il Ven Set 21, 2012 9:37 am  .

E' strano osservare,

come si stia discutendo di una cosa, ovvia, palese, risaputa, da sempre sotto gli occhi di tutti, ma mai affrontata dalla gente comune tutta, chiunque, perchè inconsciamente si sa di esserci dentro in pieno, complici.

Semplicemente, poi, perchè lo ha scritto un giornalista in 20 righe, come ci avesse aperto gli occhi... Shocked (che poi dovrebbero leggerlo tutti gli altri 40/50.000.000).

Forse buzzettone ha ragione come spiegato all'inizio, siamo sempre stati troppo diversi senza un ideale comune - come Italia - e non siamo mai stati formati realmente, con tutte quelle conseguenze che poi ha spiegato.

Secondo me, non ci metteremo mai in discussione tutti, chiunque, chiaramente è realmente impossibile, gli italiani non lo faranno mai.

La presa di coscienza collettiva non è certamente una soluzione, è fantascentifica.

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Messaggio il Ven Set 21, 2012 9:49 am  giggio

Topocane ha scritto:viviamo in un periodo, in una società, in cui esser coerenti e puri è sempre più difficile
direi quasi impossibile.
t

è vero, infatti non mi aspetto la purezza.
mi piacerebbe si provasse ad essere decenti.
che ci si pensasse, ci si ponesse almeno il problema. e si provasse a trovare il proprio compromesso tenendo conto anche degli altri.
per essere puri bisognerebbe andare a fare gli eremiti in cima ad un monte.

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Messaggio il Ven Set 21, 2012 10:09 am  Ospite

giggio ha scritto:
Topocane ha scritto:viviamo in un periodo, in una società, in cui esser coerenti e puri è sempre più difficile
direi quasi impossibile.
t
mi piacerebbe si provasse ad essere decenti.
Non immagini quanto tu abbia ragione secondo me Wink
Quanto senso racchiudano quelle poche parole se raffrontate al nostro quotidiano...

Bella anche la metafora delle strisce quotidiane a Milano... ormai siamo veramente arrivato al punto di gioire per cose che dovrebbero essere la norma. E questo è veramente il segno dei tempi.

Non ricordo dove ma Primo Levi scrisse che una motivazione che li spinse a rifugiarsi in montagna (a proposito di eremiti in cima ad un monte...) fu "un muto bisogno di decenza". Non c'entra nulla con questa discussione, ma quella parola, decenza, me l'ha fatta subito tornare alla mente.

ciao!

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