Legalità e moralità

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Legalità e moralità




La casta dei giornalisti è a grandi linee tutta schierata in difesa del direttore del Giornale, Sallusti che è stato condannato per diffamazione ad andare in carcere.

Il Quirinale: "Esaminiamo la sentenza". Ezio Mauro: "Non si può andare
in galera per omesso controllo su un'opinione". Severino: "Cambiare
norme". Berlusconi preme su Monti.


La pena è sospesa, quindi in carcere davvero non ci deve andare. Però questo gli consente di atteggiarsi a combattente per la libertà di opinione, vittima dei soprusi del sistema illiberale e della casta dei magistrati, che lo condannano per aver diffamato un altro magistrato.

Rifiuta l'escamotage dell'affidamento ai servizi sociali "perchè non c'è nulla su cui debba essere rieducato".

E invece ci sarebbe proprio da rieducarlo, costui. E i suoi sodali tutti.
Non che ritenga che i servizi sociali siano in grado di rieducare. Al massimo, nel migliore dei casi, riescono a fare qualcosa in situazioni veramente disperate, di famiglie sconquassate da alcolismo, droghe, povertà. Ma in genere anche in questi casi ben poco possono fare con i pochi fondi che hanno a disposizione.
L'affidamento ai servizi sociali nel 99% dei casi è un modo alternativo di scontare la detenzione. Ovvero di non scontare la detenzione quando si ha motivo di ritenere che non reiterai il reato per cui sei stato condannato.

Il punto non è quindi la rieducazione di Sallusti da parte di uno psicologo dei servizi sociali.

Il punto è la rieducazione dei Sallusti e di buona parte della società italiana.
Rieducazione ad un diverso concetto di legalità. Più vicina al senso comune e meno al privilegio del potere.

Infatti, entrando nel merito:
Sallusti è stato condannato per un articolo a firma anonima su Libero, quando era direttore, in cui si affermava che un magistrato (nome e cognome) aveva ordinato l'aborto di una ragazzina 13enne.

A nulla è servita la smentita del magistrato. Il fatto che non fosse in suo potere ordinare ciò. La querela. La richiesta di 20.000 euro (da devolvere in beneficienza) per la remissione della querela.

In anni non c'è stato un trafiletto, una smentita, una riga di scuse. Niente di niente.

Per i Sallusti si può diffamare gravemente qualcuno e poi sbattersene i coglioni allegramente.
E badate bene: stiamo parlando dell'odioso Sallusti, ma Repubblica in ciò segue esattamente la stessa prassi. Quando gli fa comodo sbatte il mostro in prima pagina, lo distrugge, dopodiché delle sue (o di altri) smentite ci si pulisce il culo.

Questo modo di fare giornalismo lo vediamo tutti i giorni.
E' mero ed arrogante esercizio di potere. Violenta distorsione dell'informazione piegata a delle tesi.

Il senso comune cosa ci direbbe?
Che se hai pubblicato una notizia errata, appena puoi la smentisci, chiedi scusa e ripaghi i danni che hai provocato.

Non c'entra niente la libertà di stampa.
E' il senso comune. Non puoi diffamare e rovinare le persone e ballare sui loro cadaveri.

Ma questo sarebbe il senso comune.
In Italia la legalità non è più però legata al senso comune. A quello che il codice definisce "il senso del buon padre di famiglia".

La legalità è legata al Potere.
E questi, tutti, si meravigliano scandalizzati, quando ancora viene applicata qualche legge che lede il diritto di farsi allegramente i cazzi propri.

Vi è capitato di vedere Fiorito questo periodo in televisione?
Combatte colpo su colpo, si capisce che si sente un perseguitato. Uno che sta pagando per colpe che non esistono. Si sente pienamente nella legalità.

Infatti è completamente legale quello che hanno fatto.

Il senso comune ci direbbe che mentre mancano i soldi per i disabili, mentre la regione non manda i soldi ai comuni che devono sospendere gli scuolabus, mentre si tagliano servizi essenziali qui e là, mentre negli ultimi anni la pressione fiscale (irpef) di competenza regionale è aumentata del 50% l'aver aggirato la legge aumentando a dismisura la quantità di denaro pubblico che finiva nelle casse dei partiti fosse immorale.

Ma la moralità è romai altra cosa della legalità.
La moralità non ha nulla a che vedere con la legalità.

La legalità è ciò che la legge permette di fare.
E la legge permette di fare quello che che cambiando eventualmente la legge (o interpretandola, o trovando commi e codicilli da azzeccagarbugli) riusciamo a fare.

Quello che è legale è morale. E basta. Quindi Fiorito si sente un uomo probo. Si sente onesto. Si sente accerchiato da imbecilli che non sanno e parlano.

Anche in questo caso di Sallusti.
Vogliono cambiare la legge.
Perché a loro fa comodo così. Poter insultare e diffamare chiunque senza poi dover perdere tempo a smentire. E il loro comodo è morale. Se per uno strano incidente di percorso è illegale... e beh... si cambia la legge. E allora diventa legale e morale.

La legge piegata ai desideri dei potenti. Quante volte l'abbiamo vista questa cosa nella storia?
Moltissime volte.
Ma ci sembra assurdo e inconcepibile perché siamo nati in democrazia. I concetti basilari del diritto in cui siamo cresciuti considerano una stortura del genere una vera perversione.

Ma questi concetti possono essere modificati. Hanno scoperto da tempo che possono farci dimenticare anche le più elementari norme della democrazia, anche il normale senso comune, costruendo delle realtà i cui assiomi sono completamente diversi.
Hanno scoperto che ribadendo 100-1000 volte la stessa bugia quella diventa vera. E che non importa se sarà vera per tutti. Basterà che sia vera per una quantità sufficiente di elettori da far restare in piedi il sistema. Si chiama controllo sociale. Dopo di quello c'è il controllo militare.

Non c'è bisogno di Matrix. E non c'è nessuna pillola blu o rossa che possa salvarci.

buzz

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Legalità e moralità :: Commenti

Messaggio il Gio Set 27, 2012 2:59 pm  buzz

e comunque, è incredibile, come in questo caso siano tutti schierati, da napolitano in giù, a difesa del "diritto di opinione" contro la "magistratura politicizzata"...

http://www.repubblica.it/politica/2012/09/27/news/sallusti_l_editoriale_sul_giornale_la_redazione_a_fianco_del_direttore-43372709/?ref=HRER1-1



ROMA - Apertura del Quirinale sul caso Sallusti. Il
presidente Giorgio Napolitano e il ministro della Giustizia Paola
Severino hanno convenuto sulla esigenza di modifiche normative in
materia di diffamazione a mezzo stampa, tenendo conto delle indicazioni
della Corte europea di Strasburgo sulla responsabilità del direttore.
"Il carcere - ha affermato Severino - deve essere sempre un'extrema
ratio: se ci sono possibilità alternative vanno percorse".

Una risposta quasi in tempo reale all'editoriale del direttore del Giornale che, in merito alla sentenza emessa ieri dalla Corte di Cassazione 1
che lo condanna a 14 mesi di reclusione, ha attaccato duramente il capo
dello Stato, accusandolo di "non aver fatto nulla di serio per arginare
la magistratura politicizzata".

Nell'articolo, intitolato "In
Italia più che gli euro mancano le palle", Sallusti annuncia le sue
dimissioni, oltre all'intenzione di non accettare misure alternative al
carcere né un'eventuale grazia dal Quirinale e di chiedere che gli venga
tolta la scorta.

La prima pagina del quotidiano ospita poi gli
interventi dell'editore Paolo Berlusconi ("Non posso accettare le
dimissioni, confermo la mia più totale fiducia al direttore"),
dell'editorialista Vittorio Feltri ("Ma i colpevoli da punire sono i
giudici"), del direttore del Corriere della sera


Ferruccio de Bortoli ("Una sentenza pericolosa per la democrazia"), e i
commenti di Mario Cervi ("Ora sarà difficile fidarsi ancora del nostro
diritto"), di Paolo Guzzanti ("Chiederò io la grazia al posto suo") e di
Vittorio Sgarbi ("Così è ufficiale: avere un'opinione è diventato
reato"). Anche sul sito internet l'intera redazione del Giornale si
schiera a fianco del direttore e chiede a governo e Parlamento di
intervenire contro "una legge liberticida e fascista che manda in
carcere chi ha scritto un articolo".

Tutto questo mentre alla Camera Renato Farina "confessa" di essere l'autore dell'articolo, a firma 'Dreyfus' 2,
per il quale Sallusti è stato condannato e chiede la grazia per il
giornalista o la revisione del processo a suo carico. Ed Ernesto Lupo,
primo presidente della Corte di Cassazione, giudica "eccessiva" la pena
inflitta a Sallusti. "Non voglio dare giudizi politici - ha detto a
margine di un'audizione parlamentare - ma va trovata una pena adeguata.
Certe scelte, però le deve fare il legislatore".

Intanto per Sallusti si profila un nuovo rinvio a giudizio per un'intervista che risale al periodo in cui era direttore di Libero.
ll giudice per l'udienza preliminare Maria Grazia Domanico ha disposto,
infatti, il processo nei suoi confronti per omesso controllo e nei
confronti del generale Antonio Pappalardo e la giornalista Barbara
Romano per diffamazione, in relazione a un'intervista pubblicata da Libero il
3 luglio 2007. Il processo comincerà il 5 dicembre davanti alla quarta
sezione penale. Il procedimento ha preso il via da una querela di
Maurizio Block, all'epoca sostituto procuratore presso il tribunale
militare di Padova e oggi consigliere del consiglio superiore della
magistratura militare. Nel capo di imputazione si legge che il generale e
la giornalista avrebbero diffamato a mezzo stampa Block nell'intervista
"Violante lascia? Peccato, con tutto quello che sa", in cui l'allora
colonnello Pappalardo accusava il procuratore militare "di rapporti
'inquietanti' con il presidente della camera dei deputati onorevole
Luciano Violante in relazione allo svolgimento delle proprie funzioni di
magistrato", ritenendo Violante "responsabile della 'regia occulta'
dell'accusa di 'golpismo' mossa all'allora colonnello Antonio
Pappalardo".

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Messaggio il Gio Set 27, 2012 3:09 pm  tummu

antiche sere ha scritto:
Ma l'Italia è l'unico paese europeo dove la diffamazione a mezzo stampa è un reato penale.

e la Corte europea dei diritti dell'uomo, leggo, "ha più volte avuto occasione di sostenerne l'assoluta illegittimità"

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Messaggio il Gio Set 27, 2012 3:10 pm  Beldar

mah, io direi che un fa na piega quanto dice il giudice qui sotto

http://www.lastampa.it/2012/09/27/italia/cronache/campagna-sul-nulla-volevo-solo-la-rettifica-di-una-notizia-falsa-SpuqGbNwTafY6qVqE5a26K/index.html


edit: mio parere personalissimo, per carità, eh

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Messaggio il Gio Set 27, 2012 3:12 pm  fabius.b

nessun giudice potrà mai obbligare una minorenne ad abortire. Quindi la notizia è falsa come una banconota da 11 euro.

Il giudice tutelare può accordare l'autorizzazione a una minorenne per abortire,nel caso in cui la minorenne acceda a un servizio di Interruzione Volontaria della Gravidanza, e lei lo richieda senza l'assenso o nella totale inconsapevolezza degli esercenti la patria potestà

dunque la notizia è falsa, come una banconota da 11 euro.

Più politicamente scorretto di così

Se te becchi 'na condanna in penale sò cazzi tui, IMHO

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Messaggio il Gio Set 27, 2012 3:15 pm  buzz

Beldar ha scritto:mah, io direi che un fa na piega quanto dice il giudice qui sotto

http://www.lastampa.it/2012/09/27/italia/cronache/campagna-sul-nulla-volevo-solo-la-rettifica-di-una-notizia-falsa-SpuqGbNwTafY6qVqE5a26K/index.html


edit: mio parere personalissimo, per carità, eh

totalmente d'accordo.

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Messaggio il Gio Set 27, 2012 3:28 pm  tummu

pazzesca la vicenda della possibile transazione Shocked

però... il dubbio che possa essere una sentenza politica mi viene
sembra che nella maggior parte dei casi la carcerazione non venga mai inflitta a un giornalista per il reato di diffamazione, anche se questo obbliga il giudice a fare un po' di acrobazie giuridiche tra legge sulla stampa e codice penale

stavolta non le hanno volute fare

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Messaggio il Gio Set 27, 2012 3:35 pm  antiche sere

fabius.b ha scritto:...

Più politicamente scorretto di così

Se te becchi 'na condanna in penale sò cazzi tui, IMHO

No, son cazzi nostri.

Perchè così si è trasformato una povera e spregevole persona in un eroe della libertà di stampa.

Perchè sull'onda dell'indignazione e dell'emotività il rischio che venga promulgata l'ennesima legge piene di falle e di incertezza è altissimo.

L'ho scritto e lo ribadisco. Uno dei problemi dell'Italia è essere perennemente il paese delle emergenze. Ripariamo sempre lo steccato quando i buoi sono già usciti.

Ritornando al primo post di Buzz, l'oggetto del dibattere era moralità e legalità. Possiamo cercare di avere legalità ma la moralità non potrai mai averla per decreto.

Basta dire che l'autore dell'articolo incriminato era Farina, ex giornalista radiato per note vicende.

Continuo ad essere convinto che una legge che ti sanziona in un caso come questo con una sanzione da 20 milioni di €uro sarebbe stata un deterrente certamente più forte che una condanna a 14 mesi che Sallusti non sconterà mai e che sa benissimo che mai diverrà esecutiva.

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Messaggio il Gio Set 27, 2012 3:47 pm  buzz

Potrei essere d'accordo, in astratto. Ma che le sanzione sia VERAMENTE appropriata alle possibilità economiche e/o all'utile che ha ottenuto dalla diffamazione.

Sul fatto di trasformare uno spregevole individuo in eroe non sono d'accordo.

Non sono d'accordo con la logica per cui se uno compie un reato è meglio non condannarlo per non farlo diventare un eroe.
Che la legge esiste, giusta o sbagliata che sia, lo sapeva anche lui. Poteva evitare di commettere il reato per cui la legge lo avrebbe sanzionato.

E non sono d'accordo sul fatto che se ora questa pletora di compagni di merenda, di apparente diverso colore, si schiera compatta in sua difesa e pensa di cambiare la legge per farne una ancora peggiore, che lascerà completo campo libero ai diffamatori ricchi, la colpa sia di chi ha chiesto l'applicazione della legge.

Che fai, invochi proprio una magistratura politicizzata, che condanni o meno in relazione all'opportunità politica?
In questo caso era meglio di no per non farne un eroe.


Che dovevano fare in cassazione, questo ragionamento? bella roba. una magistratura che funziona così. mi fa specie che tu venga ad invocarla.

Ma poi che logica è questa per cui mi inculano, ma meglio far finta di niente, se no poi passi per maleducato.

Non è un eroe.
E' un eroe solo per i briganti come lui, casomai.

Per la gente onesta, che ragiona con la propria testa, resta solo ed esclusivamente un uomo disonesto intellettualmente e professionalmente.

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Messaggio il Gio Set 27, 2012 4:12 pm  antiche sere

buzz ha scritto:
Non è un eroe.
E' un eroe solo per i briganti come lui, casomai.

Per la gente onesta, che ragiona con la propria testa, resta solo ed esclusivamente un uomo disonesto intellettualmente e professionalmente.

Penso che il mondo non è solo bianco/nero. Non c'è solo la divisione briganti/onesti.

Io penso alle migliaia di persone oneste, magari semplici, che si formano un'opinione sulla base di quello che ascoltano e leggono. Ed oggi queste persone ascoltano e leggono di un perseguitato.

Non possiamo pensare che esista una legge transitiva per cui sei un brigante se sei politicamente o culturalmente vicino un brigante.

Altrimenti dovremmo dire che le 30.000 persone che hanno votato Fiorito erano tutti briganti sodali.

O che tutti i lombardi che hanno votato Formigoni sono dei tangentisti.

O tutti quelli che al tempo che fu votarono Marrazzo perchè erano bisex...Rolling Eyes

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Messaggio il Gio Set 27, 2012 4:23 pm  antiche sere

buzz ha scritto:

Che fai, invochi proprio una magistratura politicizzata, che condanni o meno in relazione all'opportunità politica?
In questo caso era meglio di no per non farne un eroe.


Io questo non l'ho mai detto o scritto. Ho semplicemente detto che punire penalmente il reato di diffamazione a mezzo stampa è inutile e per la mitezza della pena e controproducente perchè trasformi, intenzionalmente o involontariamente in martire, una persona che ha agito con dolo. E se gli altri paesi europei hanno legiferato così ci sono molti motivi.

Semmai, e qui lo preciso, invoco una magistratura che abbia gli strumenti (leggasi leggi) per punire proporzionalemente al danno arrecato.

Tutto qua.Wink

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Messaggio il Gio Set 27, 2012 4:24 pm  Topocane

antiche sere ha scritto:
O che tutti i lombardi che hanno votato Formigoni sono dei tangentisti.

beh... dopo enne legislature (ché già questa, come truffa, basterebbe...) e quanto fatto....
io un pensierino su chi continua a darci il voto al formicone ce lo farei Rolling Eyes
se nn tutti per interessi, ma quanto meno per parrocchia

bastardo. lui e a stopunto tutti quanti lo votano Mad
Twisted Evil

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Messaggio il Gio Set 27, 2012 4:30 pm  antiche sere

Topocane ha scritto:
antiche sere ha scritto:
O che tutti i lombardi che hanno votato Formigoni sono dei tangentisti.

beh... dopo enne legislature (ché già questa, come truffa, basterebbe...) e quanto fatto....
io un pensierino su chi continua a darci il voto al formicone ce lo farei Rolling Eyes
se nn tutti per interessi, ma quanto meno per parrocchia

bastardo. lui e a stopunto tutti quanti lo votano Mad
Twisted Evil

Guarda che votiamo tutti per parrocchia....Rolling Eyes

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Messaggio il Gio Set 27, 2012 4:34 pm  buzz

Allora qui abbiamo questa situazione: i giornalisti sollevano una gran cagnara su questo argomento, spalleggiandosi fra loro (non tutti per fortuna) nel timore di seguire prima o poi Sallusti in galera.
Siccome fanno opinione, i suddetti creano, martellando la loro posizione sulla libertà di opinione (sgarbi docet), un movimento di sodali che difendono Sallusti, campione di libertà di informazione.

Tutto ciò è una gigantesca e fuorviante montatura.

Invece di essere schifato, tu che sei in grado di leggere e di documentarti e di formarti la tua opinione, dici che sarebbe stato opportuno non fare di Sallusti un martire.

Ora, questa affermazione va tradotta in opere, per avere un valore pratico anziché astratto.

Nella fattispecie, dato che c'è una legge, se tu mi dici che la Legge andrebbe cambiata, posso anche essere d'accordo (vedi ragionamento nei post precedenti).

Se mi dici che ti rode, che un campione del giornalismo prezzolato come questo diventi assurdamente il simbolo di una battaglia di libertà (da parte di gente che ha della libertà evidentemente lo stesso concetto del partito del popolo della libertà di guzzantiana memoria: la libertà di fare quello che cazzo ci pare...) posso anche essere d'accordo.

Ma se mi dici che sarebbe stato opportuno non pervenire a questa condanna. Allora no. Non posso essere d'accordo. La condanna c'è stata perché è stata infranta una legge. Non spetta alla magistratura cambiare le leggi, al limite interpretarle, nei limiti previsti dal legislatore.

Per quanto mi riguarda, legalità, moralità, senso comune sono tutti dalla parte della magistratura, in questo caso. I cantori pelosi della libertà d'opinione mi fanno solo schifo, anche se in questo momento grazie al loro strapotere sui mezzi d'informazione hanno buon gioco a costruire un cumulo di menzogne.

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Messaggio il Gio Set 27, 2012 4:36 pm  buzz

Ah ok, non avevo visto l'altra risposta.

Siamo d'accordo allora.

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Messaggio il Gio Set 27, 2012 4:58 pm  Topocane

antiche sere ha scritto:
Topocane ha scritto:
antiche sere ha scritto:
O che tutti i lombardi che hanno votato Formigoni sono dei tangentisti.

beh... dopo enne legislature (ché già questa, come truffa, basterebbe...) e quanto fatto....
io un pensierino su chi continua a darci il voto al formicone ce lo farei Rolling Eyes
se nn tutti per interessi, ma quanto meno per parrocchia

bastardo. lui e a stopunto tutti quanti lo votano Mad
Twisted Evil

Guarda che votiamo tutti per parrocchia....Rolling Eyes

si.
ma il probbblema è che in politica parrocchia non dovrebbe coincidere con parrocchia; con campanile, oratori, preti, ospedali etc.etc.etc... Rolling Eyes

Twisted Evil

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Messaggio il Gio Set 27, 2012 6:07 pm  Ospite

Nel caso specifico, se l'italia fosse un paese meno barocco la vicenda dell'exdirettore di libero/giornale sarebbe andata cosi:

1) Un team di legali, editors e fact-checkers dell'azienda editoriale
avrebbe sconsigliato un approccio così "rude" alla descrizione e al
commento della vicenda;

2) se comunque l'articolo e l'editoriale fossero stati pubblicati senza
"tagli", una volta ricevuta la richiesta di rettifica da parte
dell'offeso gli stessi di cui sopra avrebbero imposto la sua
pubblicazione e la storia finiva li;

3) Arrivati al processo, il giudice avrebbe più o meno detto: il reato
c'è. Per il risarcimento al querelante, ci penserà il giudice civile.
Penalmente, il direttore è condannato a stare sei mesi lontano dal
giornale e da qualsiasi altro mezzo di informazione, per riflettere
dell'uso sbagliato che ha fatto dell'enorme potere che ha sull'opinione
pubblica.

Indipendentemente dalla persona del condannato, è bene ricordare che i
direttori di organi di informazione hanno un potere (e una retribuzione)
molto grandi. Ora non possono rivendicare un diritto a esercitare
questo potere senza assumersi alcuna responsabilità.
La casta dell'informazione si è messa a piangere, ululando al
liberticidio. Vero è che - come i politici e come i managers e i
banchieri - questa casta vuole potere e soldi senza responsabilità. Il caso
Sallusti sarà il grimaldello per arrivare all'impunità dei giornalisti e
dei loro direttori.

Probabilmente l'entità della condanna è eccessiva, tuttavia spero serva
di monito alla categoria circa un uso più corretto, professionale, meno
abborracciato del potere che ha in mano.

Infine, che vada in galera uno che firmava "Libero" è un bel contrappasso, o no?

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Messaggio il Ven Set 28, 2012 3:20 pm  virgy

antiche sere ha scritto:
..................
.................
.................
................

Il messaggio è semplice. NOI cosa facciamo in pratica per cambiare le cose?

Io e mia moglie avremmo potuto nasconderci e far finta di niente, lamentarci dell'iniquità della vita. Abbiamo scelto di combattere, per vedere riconosciuti i nostri diritti violati.


Ecco da dove si deve ripartire, da dove deve avvenire il nostro "risveglio"
dalla voglia di "combattere", anche da questo, sì

quello che mi rattrista, invece, che non c'è più questa "spinta", questa energia

quando subiamo un'ingiustiza, piccola o grande che sia, non ci indignamo neppure più, ce la lasciamo scivolare addosso o al massimo ci lamentiamo a parole e poi la lasciamo cadere nel vuoto...
"ma che mi metto a fare", ma se denuncio perdo pure dei soldi", "ma poi chissà come andrà a finire"
"tanto la giustizia non esiste" "ma dai, mi poteva andare peggio" ecc ecc

è così, è anche così che è avanzato, avanza e avanzerà il marcio
con la nostra passività, apatia


Rolling Eyes


bravo, antiche sere!!!!!!!!!!!

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Messaggio il Dom Set 30, 2012 10:48 am  Admin

DI MASSIMO FINI
ilfattoquotidiano.it

Prima che il “caso Sallusti” andasse a finire a “tarallucci e vino” come sempre avviene in questo Paese quando ci sono di mezzo i potenti e i privilegiati (è pressoché certo, col clima di indignazione ipocrita che si è creato da parte di ogni genere di collitorti, politici, giornalisti, napolitani, che nelle more del periodo di sospensione della pena concesso dal Procuratore capo di Milano, il governo o il Parlamento vareranno una legge 'ad hoc' che salverà il direttore del Giornale dal carcere, ma che, fatta in tutta fretta, ingarbuglierà ulteriormente la questione della diffamazione), Giuliano Ferrara scriveva: “Ecco la trasformazione di una posizione di offesa in una violenza della legge, una legge sbagliata, ma che ha per conseguenza un atto violento su una persona... un uomo, un professionista che lavora nell'informazione, un cittadino che perde il diritto alla libertà personale”.

È ovvio che per un professionista, che in genere abita in una bella casa e ha un certo train de vie, finire in carcere è molto più doloroso che per un ragazzo di strada che ha forzato la cassa di un supermercato. Ma il Codice non stabilisce razzisticamente le pene a seconda della tipologia del reo, ma di quella dei reati. È altrettanto ovvio che la privazione della libertà personale è una violenza sul cittadino, la massima che uno Stato di diritto può permettersi. Ma una comunità, se vuole tenersi insieme, deve darsi concordemente delle regole e se non vuole che restino lettera morta deve stabilire delle pene per chi le viola. Rinunciare alla violenza della legge significa aprire la strada alla legge della violenza. Cioè alla violenza del più forte. Che è quanto sta accadendo in Italia da molti anni.

La “pasionaria” Daniela Santanchè ha detto che si incatenerà a non so cosa in difesa di Sallusti. Ma questa stessa Santanchè nel caso di presunti stupratori (del tutto presunti perché non erano ancora stati rinviati a giudizio) ha gridato: “In galera subito! E buttare via le chiavi”. Questi sono i garantisti a giorni alterni e a rei alterni. In realtà in Italia si sta affermando un doppio diritto penale: uno soft, fin quasi all'impunità, per i reati tipici di “lorsignori”, uno durissimo per i reati da strada che son quelli commessi dai poveracci. Ma questa è la vecchia, cara, schifosa, giustizia di classe. Io non ci sto.

Una grande, e voluta, confusione si è fatta sulla libertà d'opinione. Una cosa è se io scrivo che il giudice Caio è un incapace, questa è un'opinione, come tale, appunto, opinabile, altra se scrivo che ha ordinato un aborto a una minorenne. Questa non è un'opinione, ma l'attribuzione di un fatto determinato, che non è opinabile. Se è vero il giornalista avrà fatto bene il suo mestiere, se è falso è diffamazione (il tuo vero errore, Sandro, è stato di fidarti di un dilettante allo sbaraglio, quel Renato Farina che faceva il giornalista, soi-disant, e contemporaneamente la spia per i Servizi). Ciò che va eliminata non è la diffamazione, ma la serqua di reati liberticidi di cui il nostro Codice è zeppo e che sono indegni, essi sì, di una democrazia: vilipendio alla bandiera, vilipendio al Capo dello Stato, vilipendio alle Forze armate, vilipendio alla religione fino alla recente legge Mancino che punisce con tre anni di reclusione “l'odio razziale o etnico”.

L'odio è un sentimento e, come tale, a differenza dell'opinione, non controllabile. Nessuno, finora, nemmeno i dittatori, si erano spinti fino a mettere le manette ai sentimenti. Io ho il diritto di odiare chi mi pare, restando chiaro che se solo tento di torcergli un capello devo andare dritto e di filato in gattabuia. Con buona pace di Giuliano Ferrara e dell'indiscriminato “diritto alla libertà personale”.

Massimo Fini
Fonte: www.ilfattoquotidiano.it

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