Andavamo al liceo insieme

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Andavamo al liceo insieme

Messaggio  Roberto il Ven Set 28, 2012 8:57 am

Tratto dal racconto "Andavamo al liceo insieme", una stioria di amicizia al liceo artistico.

Dicembre 1969.

“Opporcalamignottazozzalurida!”

Sento Vanni imprecare nel tipico slang sardo.

“Che t’ è seccesso? Te sei perso er portafojo ‘n antra vorta?” Chiedo.

“Ma che portafojo! Magara, tanto nun c’ ho ‘na lira. Me so scordato de portà’ la carta sporvero pe’ disegnà’. Oggi Ruta me scortica vivo, già l’ artra vorta ero senza.”

“Mannaggia, non ce n’ ho manco uno da prestatte, ho appena preso l’ urtimo.”

“A Robbè, e se famo er disegno ‘nzieme pe’ oggi? In fondo se fanno l’ opere de gruppo, provamoce puro noi, er professone nun p’ ‘o di’ gnente.”

Anche se ancora solo di scuola, Vanni ed io siamo amici e ci intendiamo molto bene.

“Dai, sposta lo sgabbello e mettete vicino, oggi famo er capolavoro del liceo!” Gli rispondo entusiasta.

Nelle successive quattro ore di ornato disegnato il duo Vanni-Roberto produce uno dei migliori lavori di tutta la seconda M, ma che dico, di tutto il liceo. Osserviamo con soddisfazione la nostra opera e quindi la sigliamo con le firme: Vanni 69 e IR 69.

“Bello bello bello!” Dice Vanni.

“Sembra fatto da una mano sola, non se capisce pe’ gnente che eravamo in due a dipingne.”

Il professor Ruta sta facendo il solito giro di fine lezione e controlla i lavori eseguiti, si ferma davanti al nostro e resta pensieroso qualche minuto. Deve essere sbalordito da cotanta perfezione, rinnovamento stilistico e arditezza formale.

“Ognuno per conto proprio facevate meglio. Lei Giovanni la prossima volta si porti il foglio per lavorare e la smetta con questi trucchetti, io la boccio se continua a stare con la testa tra le nuvole!”

Ruta ci è sempre stato antipatico, è un pittore tradizionalista e capisce niente di arte contemporanea, specie della nostra.

Per fortuna abbiamo chi ci capisce, il parere di Piero, Agostino e Massimo è l’ opposto di quello del professore.

“Che idea che c’ avete avuto, perché nu’ ‘o famo tutti ‘nzieme?” Propone Massimo, con il suo caratteristico entusiasmo.

“Si! Si! Sarebbe ‘na ficata!” Rinforza Agostino.

“Si, certo, così il professore ci boccia in gruppo.” Ci porta al reale il saggio Piero.

“Certo co’ Ruta sarebbe ‘mpossibbile, quello va avanti ancora co’ le tazze e le concoline come modello, ma co’ Piruca se p’ ‘o fa, lui è ‘n artista serio, mica n’ imbattatele d’ ‘a sagra der carciofo de Ladispoli.” Rilancio io, che ho una venerazione per il professor Piruca.

“Ottimo, io ce sto. Chi ce sta?” Vanni alza la mano e ci guarda, e tutti, come fossimo un coretto stonato: “Io pure ce sto!”

“Cazzo! Oggi è nato un gruppo di artisti super, non so se faremo opere d’ arte, ma de certo ce divertiremo tanto!” Massimo, come sempre ha compreso il succo della faccenda.

“E il nome? Dobbiamo darci un nome.” Come sempre il concreto Piero ci indica la strada.

“Ho detto che semo un gruppo de artisti super? Allora famo Il Supergruppo! Che ve pare?” Massimo la butta la fiducioso e noi acclamiamo per buona la sua idea.

E’ nato Il Supergruppo, cinque ragazzi tra i quindici ed i diciotto anni uniti dall’ amicizia e da due fini ben precisi: cercare di produrre arte e divertirsi come matti.

Piero è il più grande di età, ha compiuto da poco diciott’ anni ed è il più maturo, anche se devo ammettere che si fa presto a sembrare saggi al nostro confronto. E’ di origine sarda, ha una bella barba folta, i capelli lunghi sulle spalle, lisci e nerissimi, due lenti da miope e gioca molto bene al calcio. Disegna in modo tale che pare la rincarnazione di Leonardo da Vinci, ma senza essere frocio. A volte lo chiamiamo Pippo.

Massimo è invece il romano de Roma più romano che conosca. Alto e simpatico, non la smette mai con scherzi e battute spiritose, ha l’ aspetto robusto ed un perenne sorriso divertito sulla faccia. Gli piace farsi chiamare Max per via di una vera passione nei riguardi di Max Bunker, l’ autore di fumetti.

Agostino, chiamato anche Er secco per via dell’ altezza e della costituzione longilinea, ma anche Er nasca a causa del bel naso aquilino, è l’ altra colonna portante della simpatia nel gruppo ed infatti fa coppia fissa con Massimo, praticamente vivono insieme.

Vanni è quello con cui mi trovo meglio. E’ sardo come Piero, ma è nato a Roma e di sardo gli resta solo il cognome, la statura e la pelle olivastra. Essendo anche lui bravissimo al calcio è stato incaricato di fare da commissario tecnico alla squadra della classe, di cui il Spergruppo è il motore. Ovviamente io sono il più scarso e sto in difesa, faccio lo stopper, Agostino e Massimo centrocampisti e Piero con Vanni attaccanti.

Nei giorni seguenti, presi da entusiasmo, aggiungiamo altri due nomi al gruppo: A.D.A. (Angolo Degli Artisti) e O.L.L.A. (Organizzazione Ladri Liceo Artistico). Il primo perché per liberare il nostro estro abbiamo bisogno di spazio e quindi ci appropriamo di un angolo del laboratorio che, appunto, diventa l’ Angolo degli Artisti. Il secondo acronimo è per le poco rituali scorribande nei laboratori di disegno e scultura altrui, ovviamente nelle ore in cui gli studenti hanno le materie da studiare e sono in un’ altra aula.

La collocazione nel gruppo mi aiuta a superare le timidezze, sentirmi parte di qualcosa, accettato e ben voluto, mi fa sentire meno inadeguato. In parte però le differenze restano, anche con loro, infatti capita che io diventi quello da pigliare in giro o la vittima di uno scherzo. Ma sono sempre cose simpatiche che accetto senza problemi, non ci vedo cattiveria, solo voglia di giocare. Oltre disegnare, dipingere e scolpire, qualche volta proviamo anche a studiare insieme (con scarsi risultati, devo ammettere) e organizziamo cene o merende, però una cosa è innegabile, l’ attività che ci riesce meglio è divertirci.
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Re: Andavamo al liceo insieme

Messaggio  schen il Ven Set 28, 2012 10:06 am

Molto bello Roberto! Very Happy
Mi chiedo con un po' di dubbi se, visitando oggi sotto forma di mosca un liceo artistico, troverei la stessa voglia di vivere e di divertirsi e non solo una buona parte dei ragazzi attaccati ad un i-phone..
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