le bugie di Monti

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300912

Messaggio 

le bugie di Monti




Se vi va di perdere un po' di tempo a leggere questo articolo
http://www.rischiocalcolato.it/2012/09/post-fondamentale-litalia-tarocca-i-conti-abbiamo-un-buco-di-almeno-10-miliardi-di-euro.html
si può vedere come il governo dei tecnici stia qui per altri motivi che non rilanciare l'economia del paese.

Nell'articolo si fanno ben poche ipotesi o previsioni. Si tratta in massima parte di numeri che parlano da soli.
Le stime previsionali sono poche e, mi sembra di poter dire, abbastanza logiche.
Dire che allo stato attuale le entrate (le tasse) nei prossimi mesi non aumenteranno, dato lo stato di recessione in cui ci troviamo, non mi sembra una stima azzardata, un volo pindarico, un'audace immaginazione.

L'articolo, numeri alla mano, arriva alle seguenti conclusioni:

Il Governo Monti

a) Ha fatto crollare il PIL: nel 2012 chiuderemo al -2,5/-2,7% (ben il 2,0-2,5% meno della media UE, mentre da 15 anni crescevamo meno della UE dello 0,7/1,0%)

b) Ha creato 800.000 nuovi disoccupati, 200.000 nuovi cassaintegrati, fatto passare 400.000 lavoratori al full time al part time

c) Ha fatto crollare la produzione industriale, i consumi, gli investimenti

d) Ha fatto peggiorare brutalmente le finanze pubbliche: il debito cresceva nel 2010 e 2011 di circa il 2% all’anno, con lui +7% (dal 120 al 127%), ed il deficit e’ sempre quello

Il Governo Monti e’ una sciagura. La sciagura sta nelle politiche suicide adottate (manovra recessiva basata all’85% sulle tasse).



Tutto questo, anche senza numeri sottomano, lo si poteva intuire da tempo. Nella mia ignoranza, leggendo le stime sul PIL dell'anno successivo (2012) a fine 2011, mi rendevo conto che erano assolutamente ottimistiche. Che probabilmente, a spanne, sarebbe stato superiore al -2%
E non lo facevo sulla base di analisi economiche. Non ne sono in grado.
Lo facevo semplicemente sulla base di sensazioni sull'entità della crisi. Sull'aggravarsi della stessa.

Per contro, non ho visto alcun intervento del governo che sia andato nella direzione di rilanciare l'economia. Per quanto possibile.
Tagliare sugli sprechi... ok, siamo d'accordo. Un po' troppi tagli lineari però. Con il risultato che i servizi pubblici essenziali diminuiscono a vista d'occhio, che la povertà si diffonde nella popolazione, che i i privilegi in molte sacche non sono stati nemmeno scalfiti. O molto poco.
Niente patrimoniali, anzi... aumento delle tasse indirette (IVA e Accise, con Iva sulle Accise) proprio quelle che penalizzano di più i consumi, provocando aumento di prezzi a fronte di salari che restano invariati, o diminuiscono, e di una massa di salariati che diminuisce.

Che questa politica non potesse portare altro che ad una depressione dell'economia, anche un bambino riusciva a capirlo.

Quel noto rivoluzionario comunista di Winston Churchill scrisse:
"Una nazione che si tassa nella speranza di diventare prosperosa, è come un uomo in piedi in un secchio che cerca di sollevarsi tirando il manico"

Ora le domande che mi pongo sono due, e me le faccio da tempo:
a) per fare una politica così dissennata, c'era bisogno di un governo di tecnici, imposto dalla BCE/CE/FMI ?
b) come mai tutto l'establishment, più o meno, a partire dalla Troika su menzionata, passando per Obama, Goldman & Sahs giù giù fino ai nostri pupazzi politici tipo Bersani, Casini, Fini si spertica in lodi al Governo Monti come se avesse effettivamente salvato la patria?

Le risposte che riesco a darmi, e da tempo, e non ne riesco a vedere altre, è che
a) il governo Monti non è qui per "salvare il paese" ma per altro.
b) questo "altro" lo sta facendo bene e quindi sono tutti contenti.

In alternativa, vorrebbe dire che sono tutti degli imbecilli patentati. Ma non ci credo. Troppi e tutti insieme. E' statisticamente impossibile.

Quindi il problema è: per cos'altro?
Sicuramente di tutti gli spauracchi: debito pubblico, spread, tassi... non gliene frega nulla. Sono solo numeri che si producono quando si smuovono soldi, tanti soldi, per guadagnare, ricattare, affossare, manovrare. Numeri che possono essere modificati con altri numeri. Entità virtuali che con giochi di prestigio possono sparire.

Per cosa, è qui il governo del servitore Monti?

Ma qui ovviamente si entra nel campo delle ipotesi, seppure ben argomentate, seppur logiche. E si passa facilmente per cospirazionisti, complottisti e quant'altro.

Certo a gridare al lupo al lupo e poi vedere che il lupo va e viene e ancora qualcuno ti dice, ma no... non è un lupo, è un cane pastore...
nonostante si contino a poco a poco le pecore diminuire... fa cascare le braccia.


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le bugie di Monti :: Commenti

Messaggio il Lun Dic 03, 2012 1:08 pm  buzz

altri complottisti

http://www.qelsi.it/2012/mario-monti-un-pericolo-mortale-intervista-ad-augusto-grandi-giornalista-del-sole24ore/

C’è un’Italia contro “Il Grigiocrate” al servizio dei mercati. E’
l’Italia di Augusto Grandi, Daniele Lazzeri e Andrea Marcigliano, autori
del libro intitolato appunto “Il Grigiocrate”, soprannome poco
lusinghiero riservato al premier italiano Mario Monti. “Un grigio
tecnocrate”, ex commissario Ue al servizio dei mercati. Tutt’altro che
disposto a fare gli interessi degli italiani.
Nelle 175 pagine del pamphlet si raccontano verità scomode, noi di Qelsi ne abbiamo parlato con uno degli autori: Augusto Grandi, giornalista economico del Sole24Ore,
scrittore di saggi politico-economici e di narrativa. Vincitore del
premio St. Vincent di giornalismo, ha recentemente realizzato con
reportage di viaggio alcune mostre fotografiche sullo sfruttamento del
lavoro nel mondo.
In questa intervista esclusiva rilasciata a Qelsi, Augusto Grandi ci parla del “Grigiocrate”.
Augusto Grandi, la tesi principale de “Il Grigiocrate”
suggerisce che l’Italia sia stata indicata come luogo giusto per
sperimentare un nuovo modello politico. In cosa consiste questo modello?
E perché l’Italia?

Il modello è quello di un’Europa del sud trasformata in una sorta di
Bangladesh per l’europa del nord. Bassi salari, fuga dei cervelli e
importazione di braccia per lavori non qualificati. Ma un Bangladesh
anche a vocazione turistica. Il paradiso dove verranno a svernare ricchi
cinesi e tedeschi, russi e americani. Perché l’Italia? Perché la Grecia
è troppo piccola e debole per sperimentare un modello. L’Italia è la
terza economia europea, la seconda manifatturiera. Dunque la
sperimentazione ha davvero senso.
Nel libro, Mario Monti è definito “un uomo abituato a essere
nominato e non eletto”. Chi è Mario Monti? E perché è stato scelto lui?
Un uomo per tutte le stagioni. Commissario europeo in quota
centrodestra e pure in quota centrosinistra. Membro del cda Fiat
all’epoca delle tangenti di cui non si era accorto. E poi Goldman Sachs e
agenzia di rating che declassava l’Italia mentre lui non se ne
accorgeva. Un tipo distratto, ma silente e sobrio esecutore degli ordini
dei poteri forti. Quei poteri forti che secondo lui non esistono, per
poi sostenere che aveva perso il loro favore. L’uomo ideale per svolgere
il lavoro sporco nell’interesse dei mercati internazionali e a danno
dell’Italia.
Mario Monti si può definire un “uomo solo al comando” oppure la sua ascesa è frutto di un intreccio di rapporti e amicizie?
Mai solo al comando. Sempre e soltanto all’interno della sua cerchia di potenti e di camerieri dei potenti.
Altra figura di spicco di questo governo è Elsa Fornero,
ministro del lavoro. Una frase del libro recita “In realtà ad Elsa
interessava scardinare tutto il sistema sociale italiano, basato su
tutele a volte eccessive ma comunque indispensabili per garantire la
sopravvivenza dell’economia nazionale”. Perché questo?
La Fornero è il braccio armato del governo. Ha portato l’età
delle pensioni ai livelli record d’Europa. Non si è accorta, distratta
anche lei, delle decine di migliaia di persone che, grazie a lei,
perdevano pensione e reddito da lavoro. Ha dato la libertà di licenziare
e di fronte a 800 mila disoccupati in più ha ricordato che in
un’azienda gli occupati erano aumentati. Grazie alle follie della
Fornero i lavoratori italiani sono costretti ad accettare condiziono
indecenti o ad emigrare. Il progetto di impoverire l’Italia non può
prescindere da lei.
Nel “Grigiocrate” si fa più volte riferimento ai “giornali amici” del governo tecnico. Quali sono?
C’è solo l’imbarazzo della scelta. A partire dal Corriere, che
ha avuto Monti come editorialista per vent’anni, per passare a
Repubblica che su Monti vuol creare il partito “scalfariano”. E poi
l’ipocrisia de La Stampa che descrive sbavando servilmente le sobrie
vacanze di Monti a St. Moritz. E ancora Il Messaggero casiniano.
L’Italia ha già conosciuto precedenti esperienze di governi
tecnici: Amato e Ciampi. Quali sono le analogie e quali le differenze
con Monti?

Amato era un politico. E non a caso è finito nella squadra di Monti,
visto che anche Amato era molto distratto quando non si accorgeva delle
tangenti. In fondo Monti completa il disastro di Amato e Ciampi che
hanno portato il debito italiano all’estero, creando le condizioni per
la speculazione attuale. Il Giappone, con un debito doppio rispetto
all’Italia, paga interessi pari a un terzo, perché il debito è in mano
giapponese.
Cosa impedisce all’Italia di fare come il Giappone?
Avere governanti al servizio degli speculatori. Il debito deve rientrare
in Italia, ma se i soldi dell’Imu e delle altre tasse servono per
pagare gli interessi, non ci sono più per ricomprare il debito. E alla
speculazione fa molto più comodo incassare il 6 per cento sui titoli
italiani.
Cosa cambierà nell’Italia del dopo Monti? E quali alternative hanno gli italiani, soprattutto giovani?
Per cambiare servirebbe una volontà politica di cambiamento.
Invece, con l’attuale classe politica, si rischia che il dopo Monti sia
un altro Monti, o comunque una indecente ammucchiata che mantenga lo
sfruttamento degli italiani per accontentare i mercati. Per i giovani
italiani esiste un modello alternativo, quello dell’Argentina della
tostissima Kirchner.
Si parla spesso di complotti delle banche, signoraggio primario e
secondario, piani per impoverire i Paesi dell’Europa del sud. Eccessivo
complottismo o c’è qualcosa di vero?

Nessun complottismo. La strategia per cambiare l’assetto europeo è
dichiarata ufficialmente. Nessuna segretezza. I poteri forti non si
nascondono neppure più.
Risanare i conti pubblici e ridurre il debito pubblico: sembrano
queste le priorità del governo tecnico. Si tratta solo di spauracchi
sventolati in faccia agli italiani o sono esigenze reali?
Risanare si deve. Ma per ridurre il debito pubblico si deve
crescere. Se si continua a massacrare il risparmio degli italiani, si
riducono i consumi e si provoca la recessione. E in queste condizioni
non si risana l’economia e non si riduce il debito.
Quello di Monti è stato spesso definito dai critici un “modello
cinese”, nel “Grigiocrate” si sostiene invece che il modello Monti
rappresenti una regressione rispetto a ciò che sta avvenendo in Cina.
Perché?
La Cina si è resa conto che deve migliorare le condizioni
economiche della popolazione, Monti le peggiora in nome degli
speculatori. La Cina recupera Confucio e chiede che i giovani si
occupino degli anziani, Monti e Fornero vogliono che i giovani emigrino
lasciando gli anziani a morire negli ospizi.
Il governo Monti può essere definito una sconfitta della politica? Se sì, in cosa ha sbagliato la classe politica italiana?
Sicuramente Monti è una sconfitta della politica. Che ha
rinunciato a governare per asservirsi totalmente ai mercati
internazionali. Politici che non hanno avuto la capacità di realizzare
le riforme, che hanno assunto decine di migliaia di finti lavoratori per
mero clientelismo. Che non hanno avuto il coraggio di prendere esempio
dal governo peronista argentino. A Buenos Aires la popolazione vale più
dei banchieri e degli speculatori.
All’Italia converrebbe uscire dall’euro oppure no? E’ vero che l’uscita dall’eurozona sarebbe una catastrofe?
Sarebbe un disastro per l’Europa, prima ancora che per
l’Italia. Per noi i problemi potrebbero essere ridotti da accordi
internazionali con Paesi come la Russia, in grado di garantire
liquidità.

La copertina de “Il Grigiocrate”

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Messaggio il Gio Dic 06, 2012 2:03 pm  buzz

La media è da record: un miliardo di euro di nuove tasse al mese, ed è
destinata a crescere perché lì è compresa solo la prima rata dell'Imu.
Quella incassata dallo Stato centrale da gennaio a fine ottobre ammonta a
4 miliardi di euro. Ed è parte dei 10 miliardi di euro già incassati in
quel periodo con la firma esclusiva di Mario Monti. Secondo il
bollettino delle Entrate diffuso proprio ieri dal ministero
dell'Economia a fare la parte del leone della stangata fiscale oltre
all'Imu è stata l'imposta di fabbricazione sugli oli minerali, che in
dieci mesi ha fatto crescere le entrate a quella voce di 3 miliardi e
485 milioni di euro.

Solo per gli aumenti stabiliti dal governo dei tecnici, prima nel
decreto salva- Italia di dicembre e poi con il rincaro legato al
terremoto dell'Emilia Romagna che proprio ad ottobre la legge di
stabilità ha reso permanente. Sono le accise sulla benzina e non solo
quelle, e la stangata qui l'hanno davvero sentita tutti gli italiani.

Un
altro miliardo e 58 milioni di euro di nuove tasse in dieci mesi è
arrivato dal rincaro dell'imposta di bollo anche qui stabilito nel
decreto salva-Italia nel dicembre 2011: insieme all'Imu è l'architrave
della patrimoniale silente che Monti ha imposto agli italiani e che ora
rende assai difficile realizzare i progetti di Nichi Vendola e Pier
Luigi Bersani. Altri 879 milioni di euro sono stati incassati fin qui
dal nuovo prelievo su chi aveva aderito allo scudo fiscale.

È una tassa extra anche questa, ma siamo decisamente al di sotto di
quanto previsto nella relazione tecnica del decreto Monti di un anno fa.
Si era stati troppo ottimisti sulla consistenza di quel patrimonio
tassato come allora aveva chiesto il Pd fra molte perplessità del centro
destra. Non sono state le sole voci di nuove entrate extra che hanno
pesato sui bilanci degli italiani in questo 2012 orribile, uno degli
anni peggiori per la pressione fiscale ufficiale. Ci sono state tasse
nuove stabilite dalle ultime manovre del governo di Silvio Berlusconi, e
anche quelle naturalmente pesano.

La prima è il famoso contributo di solidarietà, che ammontava al 3%,
ma fu limitato dopo molte polemiche ai redditi superiori ai 300 mila
euro. Bene, nei primi dieci mesi ha dato un incasso di 249 milioni di
euro, lievemente inferiore alle attese e comunque non così
significativo. Sempre all'ultima manovra pre-Monti risale anche
l'aumento di un punto della aliquota ordinaria Iva, passata dal 20 al
21%. È un costo che ovviamente si è fatto sentire sulla spesa dei
consumatori italiani, ma difficile da rintracciare nei conti delle
entrate.

Perché gli italiani si sono difesi nella maniera più naturale
possibile: comprando meno, e spendendo meno. Come ogni aumento di tassa
indiretta e molte tasse dirette l'effetto è stato depressivo su consumi
ed economia. Così se in dieci mesi grazie al colossale aumento delle
tasse le entrate complessive dello Stato sono aumentate del 4% rispetto
all'anno precedente, riuscendo a ribaltare il ciclo negativo
dell'economia, gli incassi Iva sono invece scesi del 2%, con una
contrazione di 1,7 miliardi di euro.

Un dato di per sé grave, ma che diventa allarmante guardando cosa è
accaduto nel solo mese di ottobre 2012: perdita di 683 milioni di euro
rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, che percentualmente è
pari a una rovinosa caduta del 7,5%. In compenso sono aumentati in quel
mese del 10% gli incassi dalle accise sulla benzina.

Nei dieci mesi sono aumentati anche dello 0,3% gli incassi
provenienti dall'Ire, l'imposta sulle persone fisiche. Nel dato però c'è
sia un segno chiaro della crisi (gli incassi dei lavoratori autonomi
sono scesi di mezzo miliardo, pari al 4,6%), sia uno degli effetti della
manovra Monti, essendo aumentate soprattutto le ritenute sui redditi da
pensione.


Franco Bechis da Libero

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Messaggio il Gio Dic 06, 2012 2:23 pm  Silvio

tutto vero, sicuramente;

tutto giusto, non dubito;

ma la fonte ed il giornalista non mi hanno mai convinto;

tutto qui.

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Messaggio il Gio Dic 06, 2012 2:25 pm  tummu

io ho letto di un + 4,6 miliardi, in gran parte dovuto all'IMU

comunque secondo me Amato avrebbe fatto molto meglio, è uno che di stangate ne caga veramente
Rolling Eyes

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Messaggio il Gio Dic 06, 2012 2:44 pm  buzz

Silvio, Libero e Bechis ... fanno per i nemici dei loro padroni quello che fa repubblica con berlusconi (nemico dei suoi padroni).

D'altro canto... sono numeri.
Per come vanno le cose in italia l'essere di parte sta nel darli. Gli altri non li danno o li danno in sordina.

......

Amato è, nel governo Monti.

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Messaggio il Gio Dic 06, 2012 2:53 pm  Silvio

buzz ha scritto:Silvio, Libero e Bechis ... fanno per i nemici dei loro padroni quello che fa repubblica con berlusconi (nemico dei suoi padroni).

D'altro canto... sono numeri.
Per come vanno le cose in italia l'essere di parte sta nel darli. Gli altri non li danno o li danno in sordina.

......

Amato è, nel governo Monti.

giusto;

è che negli anni ho smesso anche di comprare repubblica;

per i motivi da te citati;

per cui avrei onestamente detto le stesse cose se fossero state scritte da massimo giannini su repubblica;

sarò banale, lo ammetto, ma di questi media io ormai non mi fido più;

e da tempo;

e, come te d'altro canto, le notizie me le cerco altrove, come e quando posso;

sui numeri esposti da bechis non ho alcun elemento ostativo a ritenerli reali, verosimili;

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Messaggio il Gio Dic 06, 2012 3:16 pm  Silvio

@ buzz;

ad esempio.....

E BRAVA LIANA

Sapevamo di liane sulle quali volava Tarzan, con Jane che lo aspettava e cucinava lo stufato di rinoceronte mentre Cita schiamazzava per avvertire di nuovi pericoli, sempre fra una liana e l’altra. Questa era la legge della jungla: mille pericoli in agguato.

La nostra Liana, invece, è una persona ed è una giornalista di Repubblica: Liana Milella, cronista giudiziario del quotidiano di De Benedetti, la quale quando avverte pericoli non schiamazza come Cita, bensì scrive.



E, appena emanata la sentenza della Consulta che ordina di distruggere le intercettazioni telefoniche Mancino-Napolitano, non schiamazza, starnazza un telegrafico post che riportiamo integralmente dal titolo – più che esplicativo – “E adesso distruggere subito” – che ci fa venire in mente solo Torquemada:

"Sarebbe sbagliato se la procura di Palermo, dopo la decisione della Consulta, attendesse ancora. Il passo obbligato adesso è uno solo, nel rispetto dovuto tra istituzioni. Chiedere al gip, nel giro di poche ore, di distruggere le telefonate di Napolitano con Mancino. Sarebbe un errore, un atto di arroganza, attendere le motivazioni della sentenza. Nelle poche righe del comunicato della Corte c’è già tutto quello che i pm dell’inchiesta Stato-mafia devono sapere." (1)

Finito: tutto qui. Manca solo, al termine, il classico “capito mi hai”? per farlo diventare un avvertimento in stile mafioso. Da parte di Liana Milella.

Ora, che i magistrati di Palermo non conoscano la legge mi sembra un’accusa un poco eccessiva: sanno benissimo – a parte ricorsi in sede europea – che le sentenze della Corte Costituzionale si rispettano.

Il problema, allora, si sposta dalle parti della Corte Costituzionale, la quale – col trascorrere degli anni – s’è trasformata sempre di più in una Corte “Presidenziale” e “Governativa”.

Ci viene in soccorso, per introdurre il dubbio, un articolo (2) comparso sul Fatto Quotidiano e passato subito nel dimenticatoio, nel tritacarne della carta stampata per il quale la notizia dell’uomo che morde un cane scaccia quella del cane che morde l’uomo.

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo si lagna per l’alto numero dei casi presentati dall’Italia (quasi il 10%!) sul totale dell’area OCSE: siamo in testa, seguiti da Turchia e Russia le quali, però, ci sopravanzano per il cumulo delle multe.

Si tenga presente che il ricorso in sede europea è possibile solo quando sono stati esauriti tutti i ricorsi in sede nazionale: in pratica, sono tutti ricorsi contro sentenze della Consulta e, in minor numero (giacché il ricorso alla Consulta è spesso promosso da avvocati e magistrati, per opposte ragioni) dalla Cassazione.

Note sono le sentenze su Rete4 e su Europa7 – che l’Italia non applica, continuando a pagare sanzioni – meno note altre, come la “sentenza Agrati” (personale scolastico) nella quale, in un paio di paginette, i magistrati europei quasi irridono ben due (!) chilometriche sentenze della nostra Corte Costituzionale, affermando che il “re è nudo”: le sentenze – spiegano i giudici europei senza mezzi termini – sono state redatte in quel modo ampolloso e confuso per una sola ragione, ossia per dare ragione ai vari governi ed impedire i giusti rimborsi.

Ma torniamo all’attuale sentenza: a meno che Mancino telefonasse per dare a Napolitano la ricetta degli arancini siciliani, lì si parlava di mafia, di trattativa stato-mafia la quale, non dimentichiamo, ha lasciato sul terreno due eroici magistrati, Falcone e Borsellino. Più Livatino e tutti gli altri.

I magistrati italiani sono “usa e getta”? Se non lo sono li “gettiamo” in un pilastro di cemento oppure li disintegriamo con l’esplosivo?

Vede, Milella, se lo Stato italiano fosse prodigo di risposte sulla lotta alla mafia, sui suoi contatti (il cosiddetto “terzo livello”), sulle modalità d’esecuzione dei suoi affari, su chi è “a servizio” e chi, invece, rischia la pelle, potremmo concludere che bene ha fatto la Consulta ad impedire un conflitto istituzionale.

Così non è, siamo chiari. Al punto che – per evitare le “talpe” – Falcone e Borsellino si rinchiusero per mesi alla fortezza dell’Asinara, lontani da tutto e da tutti per preparare l’istruttoria di un importante processo di mafia. Senza essere “sparati” prima: sapevano che sarebbe successo dopo.

Per gli italiani, questa sentenza ha il sapore della “sabbia”, ossia di quella sabbia che fu gettata (e continua ad esserlo) su mille inchieste: ricorda come veniva chiamata la Procura romana? “Il porto delle nebbie”.

In tempi nei quali le cosche stanno impadronendosi sempre di più degli appalti, entrano nelle amministrazioni, controllano il territorio al Nord quasi come al Sud e infarciscono le amministrazioni di loro uomini, non sarebbe stato più produttivo mostrare le carte?

O non c’è nulla, e quindi Re Giorgio (l’appellativo non è mio, è del New York Times) potrebbe tranquillamente mostrarlo agli italiani, magari spiegando cosa è successo, oppure c’è qualcosa: allora – in una vera democrazia – Napolitano, Mancino, Martelli e chi altro è coinvolto dovrebbero portare loro stessi quelle intercettazioni ai magistrati, insieme alle dimissioni da qualsiasi carica istituzionale.

Ci sarebbero ancora da dire due parole sul suo giornale e su chi e che cosa rappresenta: basta appoggiare il “salasso-Monti” e si sacrifica anche l’antimafia? Beh, allora vale anche qual che disse l’ex ministro Lunardi: “Con la mafia si deve convivere.” Che pena, per lei e per i bravi giornalisti di “Repubblica”, ridotti a dei pennivendoli schiavi del pensiero dominante e uniformato, urbi et orbis, nel nome del saccheggio della popolazione.

Concludiamo con la nota locuzione di Falcone, che ricordava i troppi “professionisti dell’antimafia”. Capito mi hai, Milella?

Carlo Bertani
Fonte: http://carlobertani.blogspot.it
Link: http://carlobertani.blogspot.it/2012/12/e-brava-liana.html
5.12.2012


http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=11175&mode=&order=0&thold=0

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Messaggio il Gio Dic 06, 2012 3:22 pm  Silvio

http://www.byoblu.com/post/2012/12/05/Vuoi-vedere-che-i-MAFIOSI-erano-loro.aspx

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Messaggio il Mar Dic 11, 2012 8:17 am  tummu

Un punto di vista mediano sulla questione Italia: europeista e montiano ma non troppo.


http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2012-12-11/quel-negoziato-sara-071423.shtml?uuid=AbLmjwAH


Quel negoziato che non ci sarà
di Marco Fortis

La fine anticipata del Governo dei "tecnici" è un danno netto per
l'Italia, non solo perché lascia in mezzo al guado diversi iter
legislativi cruciali e riporta pressione sullo spread ma anche perché si
allontana la possibilità per il nostro Paese di monetizzare i suoi
successi sul fronte dei conti pubblici chiedendo all'Europa più impegno
per la crescita. A questo avrebbe dovuto dedicarsi il premier Mario
Monti nelle sue ultime settimane, forte del recupero di credibilità
internazionale.

Mentre ora ritornano invece rocambolescamente sulla nostra scena
politica interna posizioni populiste antieuropee che rischiano di far
precipitare l'immagine dell'Italia all'estero allo stesso punto in cui
il Governo Berlusconi l'aveva miseramente lasciata un anno fa e di
vanificare i sacrifici fatti dagli italiani per risalire la china.
Diversi
indicatori mettono in evidenza la gravità di una recessione economica
che in Italia è stata enormemente amplificata dalla politica del rigore
senza crescita abbracciata dall'Eurozona. Il più preoccupante di tali
indicatori è l'aumento del tasso di disoccupazione complessivo e di
quello dei giovani, ma colpiscono anche l'agonia dell'edilizia e la
caduta della produzione industriale del nostro Paese, quest'ultima
avvenuta non per mancanza di competitività (visto che l'export tiene)
quanto per il crollo della domanda interna causato dall'eccessiva
austerità. Uno scenario che espone settori importanti, come ad esempio
quello del mobile, al rischio default.














Nel gestire la crisi, l'Eurozona ha compiuto un fondamentale errore.
Fin tanto che la cura del rigore è stata applicata ai 3 Paesi
"periferici" - secondo logica, visto lo stato disastroso dei loro conti
pubblici, anche se con poca solidarietà - la domanda aggregata interna
europea ha comunque retto discretamente perché Grecia, Irlanda e
Portogallo tutti insieme hanno una popolazione relativamente piccola.
Viceversa, quando la sfiducia dei mercati si è estesa a Spagna ed
Italia, più a causa delle incertezze sul futuro dell'euro che non per
una effettiva pericolosità dei fondamentali finanziari dei due Paesi (se
si eccettua la fragilità delle banche spagnole), la frenata
dell'economia continentale è stata inevitabile. Infatti, aver preteso di
applicare alla Spagna ed ancor più all'Italia "cure da cavallo"
analoghe a quelle imposte ai Paesi "periferici" è stato poco avveduto,
in quanto la crisi di domanda interna dell'Eurozona si è allargata di
colpo, a causa di tali "cure", ad altri 107 milioni di consumatori. A
questo punto vi è stato anche un corto circuito degli scambi di merci e
servizi intracomunitari con un effetto moltiplicativo depressivo di cui
hanno finito col fare le spese le stesse esportazioni tedesche che dalla
scorsa estate sono in flessione.

È chiaro che l'Eurozona ha bisogno non solo di rigore finanziario,
sulla cui necessità non si discute, ma anche di prospettive di crescita e
di fiducia nel futuro. Per aver fatto diligentemente i propri "compiti a
casa" ed avendo avuto fino a poche ore fa un premier credibile con
pieni poteri, l'Italia dei "tecnici" avrebbe potuto essere assoluta
protagonista in Europa sul fronte del rilancio dello sviluppo e degli
investimenti facendosi promotrice di progetti di EuroUnionBond e Project
Bond come quelli illustrati su queste colonne da Alberto Quadrio
Curzio.
Il Presidente del Consiglio Mario Monti avrebbe potuto
occuparsi non solo del rilancio della crescita "Europa su Europa" ma
anche "Italia su Italia". Per farlo egli avrebbe avuto a disposizione
almeno dieci buone carte per pretendere da Bruxelles che fosse "rivisto"
l'irrealistico ed intempestivo obiettivo del pareggio di bilancio
"anticipato" al 2013 chiesto dall'UE all'Italia e che Monti stesso ha
ereditato. Un obiettivo troppo oneroso, che invece di migliorare il
nostro rapporto debito pubblico/PIL, paradossalmente nel 2012 lo ha
fatto peggiorare di 5,8 punti, principalmente a causa della caduta del
PIL.

L'Italia non deve certo derogare dalla linea del rigore, ma
gioverebbe a tutta l'Eurozona che tale rigore (impostoci sulla spinta
emotiva della crisi di credibilità in cui eravamo caduti nel 2011 più
che per fattori economici razionali) fosse meglio graduato nel tempo,
senza provocare un esagerato e troppo prolungato shock da domanda
interna al nostro Paese.
L'azione del governo Monti sul fronte dei
conti pubblici non può essere minimamente messa in discussione da chi ci
valuta a livello internazionale. È stata un'azione così efficace (così
come lo sforzo diligentemente fatto dagli italiani per assecondarla) da
far meritare al nostro Paese almeno una piccola pausa per poter
rifiatare un po' sul piano finanziario, pur senza interrompere nemmeno
per un solo secondo il cammino delle riforme ed anzi facendo di più sul
fronte della lotta contro l'evasione fiscale, il peso della burocrazia,
gli sprechi ed i costi della politica.

Se consideriamo ciò che è avvenuto dal 2008 al 2013 (sulla base delle
ultime proiezioni della Commissione Europea) e prendiamo come metro di
paragone l'Eurozona più Stati Uniti e Gran Bretagna, cioè in totale 19
Paesi, l'Italia può vantare 4 indici statistici eccellenti: e è salita
dal 10° al 5° posto nella classifica per miglior deficit/PIL ed è già
nei limiti dei parametri di Maastricht; r è salita dal 7° al 1° posto
assoluto per miglior avanzo primario/PIL; t ha avuto una crescita del
rapporto debito pubblico/PIL fino al 2011 del tutto simile a quella
della Germania ed in seguito acceleratasi un po' solo per la contrazione
del PIL; u ha avuto la minor crescita percentuale del debito pubblico
espresso in valori monetari tra i 19 Paesi considerati.
A questi 4 indici di tendenza che rendono non solo l'azione svolta da
Monti ma l'Italia stessa "credibile" a livello internazionale ed in
condizioni di pretendere da Bruxelles almeno un punto di PIL di margine
temporaneo di manovra sulla finanza pubblica (da destinare già nel 2013
alla crescita e/o a minori tasse), si affiancano altri 6 indici
strutturali importanti: i negli ultimi 20 anni (dal 1993 al 2013) nessun
Paese al mondo è stato capace di generare, come ha fatto l'Italia, un
avanzo primario cumulato di 690 miliardi di euro, a dimostrazione del
gigantesco sforzo di aggiustamento finanziario di lungo periodo
sopportato dal nostro Paese, anche in termini di risorse sottratte alla
crescita; o il nostro debito aggregato (di famiglie, imprese e stato) è
quello cresciuto di meno in punti di PIL dal 1995 al 2011 assieme a
quello tedesco; p il nostro debito pubblico "estero", cioè detenuto da
non residenti, nel 2012 è pari al 45% del PIL, un valore più basso di
quelli di Germania (50%) e Francia (58%), per non parlare della Grecia
(dove è al 99%); a nello stesso tempo il nostro debito pubblico
"interno", cioè finanziato da residenti, è pari al 49% della ricchezza
finanziaria netta delle famiglie, dunque è più che sostenibile dai
nostri "mezzi propri" (mentre in Spagna, per un confronto, tale rapporto
si è spinto fino all'84% ed in Grecia è addirittura al 167%); s il
debito delle famiglie italiane in percentuale del PIL è il più basso tra
i Paesi avanzati; d la nostra posizione finanziaria internazionale
netta (cioè lo stock di debito totale privato e pubblico che abbiamo
verso l'estero) è intorno al 20% del PIL: un dato non molto superiore a
quelli di Francia e Gran Bretagna ed inferiore a quello degli Stati
Uniti (27%), nonché largamente al di sotto del valore massimo di soglia
del 35% indicato dalla Commissione Europea.

Potevano e possono bastare 10 carte come queste all'Italia per
rinegoziare con l'Europa la partita del rigore senza che la nostra
economia reale sia martirizzata oltre il necessario? Con Monti forse sì.
Senza di lui tutto diventa ora più difficile.

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Messaggio il Mar Dic 11, 2012 8:44 am  buzz

L'analisi del lavoro del governo Monti, punto per punto:
http://www.lavoce.info/dossier/pagina2993.html

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Messaggio il Mar Dic 11, 2012 9:49 am  Topocane

...così Rolling Eyes
per *stemperare* un po'l clima Rolling Eyes

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Messaggio il Gio Mag 02, 2013 1:30 pm  Admin

http://www.scenarieconomici.it/il-bilancio-del-governo-monti-valutazione-finale-il-peggior-governo-della-2-repubblica-valutazione-analitica-delle-performance-dellitalia-rispetto-alla-ue-di-tutti-i-governi-2/

Avevamo verificato alcuni mesi fa ciascuno dei 6 indicatori di Performance fondamentali che descrivono l’andamento dell’Economia Reale e delle Finanze Pubbliche, basati sul confronto tra andamenti dell’Italia anno per anno, governo per governo, dal 1996 ad oggi.

Oggi rifacciamo i conti coi dati definitivi.
tummu, dove sei?
ti ricordi un anno fa come difendevi Monti e compagnia bella, o devo andare a ritrovare i post!?

Evil or Very Mad

non che, come già anticipavo allora, dia soddisfazione aver predetto la propria sciagura.

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Messaggio il Gio Mag 02, 2013 2:25 pm  mork

Ad_buzz ha scritto:http://www.scenarieconomici.it/il-bilancio-del-governo-monti-valutazione-finale-il-peggior-governo-della-2-repubblica-valutazione-analitica-delle-performance-dellitalia-rispetto-alla-ue-di-tutti-i-governi-2/

Avevamo verificato alcuni mesi fa ciascuno dei 6 indicatori di Performance fondamentali che descrivono l’andamento dell’Economia Reale e delle Finanze Pubbliche, basati sul confronto tra andamenti dell’Italia anno per anno, governo per governo, dal 1996 ad oggi.

Oggi rifacciamo i conti coi dati definitivi.
tummu, dove sei?
ti ricordi un anno fa come difendevi Monti e compagnia bella, o devo andare a ritrovare i post!?

Evil or Very Mad

non che, come già anticipavo allora, dia soddisfazione aver predetto la propria sciagura.

dimentichi la "credibilità in Europa" mrgreen mrgreen

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Messaggio il Gio Mag 02, 2013 2:30 pm  mork

Ad_buzz ha scritto:http://www.scenarieconomici.it/il-bilancio-del-governo-monti-valutazione-finale-il-peggior-governo-della-2-repubblica-valutazione-analitica-delle-performance-dellitalia-rispetto-alla-ue-di-tutti-i-governi-2/

Avevamo verificato alcuni mesi fa ciascuno dei 6 indicatori di Performance fondamentali che descrivono l’andamento dell’Economia Reale e delle Finanze Pubbliche, basati sul confronto tra andamenti dell’Italia anno per anno, governo per governo, dal 1996 ad oggi.

Oggi rifacciamo i conti coi dati definitivi.
tummu, dove sei?
ti ricordi un anno fa come difendevi Monti e compagnia bella, o devo andare a ritrovare i post!?

Evil or Very Mad

non che, come già anticipavo allora, dia soddisfazione aver predetto la propria sciagura.

il fan del Governo Monti ti risponderà che senza Monti quegli indicatori sarebbero stati ben peggiori. Anzi, senza Monti oggi non saremmo stati qui a parlarne perchè l'Italia non sarebbe arrivata a Natale ma avrebbe "craccato" prima.......

non avendo la controprova, diventa una "lotta di religione"

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Messaggio il Gio Mag 02, 2013 3:40 pm  Admin

eh si. poteva andar peggio. poteva piovere.

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Messaggio il Gio Mag 02, 2013 5:18 pm  mork

Ad_buzz ha scritto:eh si. poteva andar peggio. poteva piovere.

[cit.]

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