Dagli italiani non c'è nulla da temere

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031012

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Dagli italiani non c'è nulla da temere




La Storia è importante. E non perchè historia se repetit. Anzi: la storia è la scienza delle cose che non si ripetono.
E' importante perché a guardarla da lontano si possono cogliere le direzioni degli atteggiamenti collettivi.
E' importante lo sguardo olistico: capirne le linee generali. Le direzioni.
L'approccio riduzionista è una gran perdita di tempo: come smontare un pianoforte per vedere dove si trova la sonata al chiaro di luna di Beethoven.

A guardarla da lontano la storia è un susseguirsi di fenomeni naturali come le stagioni, le piogge, le alluvioni, la neve. E' una catena di cose in cui una ne mette in moto un'altra ineludibilmente.
I popoli visti da lontano sono come gli individui. Si comportano come individui.
Non ho la primogenitura di quest'idea, per carità. Sicuramente disse qualcosa in proposito Benedetto Croce. Ma anche Tito Livio, se non sbaglio.

Così sto cercando di farmi un'idea di quale periodo storico assomigli a quello che stiamo vivendo. Ma non lo trovo.
Anche perché non sono molto sicuro dei tratti salienti.
Ad esempio: quest'epoca, nel nostro paese, è caratterizzata dall'insicurezza o dalla rabbia?
C'è più paura in giro o più rabbia?

A sentir parlare la gente, a leggere quella che una volta era la sparuta minoranza di chi scrive ai giornali e che ora è la variegata e ampia schiera di chi commenta blog, giornali, siti, facebook e quant'altro, sembrerebbe il momento dello sdegno e della rabbia.

Ma come mai, in tutto ciò, ogni mattina in piazza del parlamento e dintorni, gli appartenenti a quella che chiamano la casta vanno e vengono indisturbati ?
Come mai non c'è nessuno che vada a chiedere loro conto?

Qualcuno si suicida. Altri manifestano, nell'indifferenza generale.
Ci si abitua a tutto. Siamo in grado di sopportare anche un suicidio al giorno sotto casa, se non si fa troppo traffico. Altrimenti cambiamo strada.

Quando mai nella storia abbiamo assistito ad una così ampia riduzione degli spazi di sicurezza sociale senza che una protesta crescesse?

Non trovo riscontro. Non capisco.

Mi chiedo se la consapevolezza di una sorta di inutilità della protesta sia alla base di questa frustrazione. Ma non mi convince.
Non è che non scendiamo in piazza perché pensiamo che sarà inutile.
Anzi in genere, negli ultimi anni i movimenti più o meno corporativi che hanno protestato energicamente hanno sempre ottenuto qualcosa.
Magari a scapito di altri.

Si può anzi dire che se sei abbastanza organizzato da mettere in piedi una protesta qualcosa ottieni sicuramente. Magari sottobanco. Vedi autotrasportatori, tassisti, e altre corporazioni.

Allora penso che il tratto distintivo di questa epoca, più che altro sia la disgregazione.
L'insicurezza più che la rabbia ha generato la disgregazione.

Non andiamo in piazza perché gli altri come noi, non sono nostri fratelli, sono nostri nemici. Non abbiamo uno scopo comune. Lo scopo è fotterci l'un l'altro.
Fotterci quando siamo in fila nel traffico. Quando siamo al lavoro. Quando dobbiamo trovare un lavoro.
Odiamo i nostri vicini. Gli altri come noi.
Ognuno di noi identifica il nemico qui e là, ed è gente simile a noi. Terribilmente simile a noi.
Basta che sembra che l'altro abbia un po' di più di me, una macchina migliore, una vacanza migliore, un parcheggio, una casa, una palestra... per far nascere l'invidia, la rabbia, il sospetto.

E' un quadro sconsolante quello che vado dipingendo. Ma non vedo a grandi linee alcun motivo per essere ottimista, sugli italiani.

Oggi ho letto questo articolo di Uriel Fanelli: L'orizzonte del desiderio
Forse non ne condivido ogni parte, ma il cuore dell'analisi mi sembra perfetto.


L'orizzonte del desiderio.





Scritto da Uriel Fanelli
Ho scritto nel post precedente che dal 2014 dobbiamo smettere di pensare
che sia l'industria a dare lavoro, e che invece inizieranno ad essere
indispensabili nuove infrastrutture per supportare un tipo di industria
nuovo e mai visto prima. (1) Cosi' la domanda e' "ma chi rimarra' senza
lavoro come fara'?" , e qualcuno ha scritto che questo produrra' guerre e
rivoluzioni. Onestamente, e' un ritornello che alla lunga stanca, per
quanto e' stupido.

Il primo punto da capire e' che la rivoluzione la fa un popolo che e' in
qualche modo importante o necessario al potere. Se e' il popolo ad
essere necessario per raccogliere il grano o mandare avanti le
industrie, allora succedera' che in Francia ci saranno le corvee', e in
Russia le deportazioni nelle citta' industriali.

Cosi'il lavoratore si ribellera', per la semplice ragione che ha valore.
"Se vuoi che io faccia questo mi dai quello, e se provi a costringermi
con la forza io mi ribello".
Ma se osserviamo le ribellioni, osserviamo per prima cosa che prima
avvengono richieste meno violente, POI il potere le seda con la forza
(Come l' Ochrana in Russia che carico' i manifestanti con la cavalleria,
facendone strage) , e allora si arriva alle armi.

Adesso supponiamo che NON ci sia bisogno di voi. Non potete andare in
piazza a dire "ehi, se vuoi che io faccia quel che vuoi allora devi
darmi quel che voglio", per la semplice ragione che nessuno vuole che voi facciate qualcosa.

Non vi stanno richiamando a forza di corvee per il raccolto. Non vi
stanno pagando poco in fabbrica. Semplicemente, non hanno bisogno di
voi.

Prima che a qualcuno salti in mente di nominare il luddismo, vorrei far
notare che Ned Ludd lavorava in fabbrica. Era DENTRO la fabbrica, ed era
NECESSARIO alla fabbrica. Per quanto il padrone potesse licenziarlo e
assumere un altro, occorreva sempre "un altro".

La domanda e': Ned Ludd avrebbe potuto fare qualcosa se fosse stato
FUORI dalla fabbrica? Forse avrebbe potuto entrare e distruggere il
macchinario, ma difendere qualcosa contro qualcuno di cui NON hai
bisogno e specialmente qualcuno che sta fuori dal cancello e' molto piu'
semplice che difendere qualcosa contro qualcuno che sta DENTRO.

La seconda domanda e': il fatto che Ned Ludd fosse inglese obbligava, in
un certo senso, la fabbrica ad essere in Inghilterra. Supponiamo un
attimo che la fabbrica automatica fosse, che so io, in qualsiasi colonia
biritannica. Una colonia nella quale nessuno aveva nemmeno idea di che
diavolo fosse quell'edificio. Ned Ludd che cosa avrebbe potuto fare?

Cioe', che cosa potrebbe fare il cittadino italiano nel momento in cui
fosse disoccupato E non avesse nemmeno idea del fatto che l'occupazione
sia calata del 15% solo perche' tutti automatizzano il lavoro?

Ora, facciamo una piccola "simulazione", ovvero cerchiamo di indovinare
che genere di nazione si ottiene in questo modo. In Italia, per fare un
esempio, c'e' una popolazione utile di circa 21 milioni di persone.


  • Togliamo 4 dei 7 milioni impiegati dalle fabbriche, e mettiamoli disoccupati.
  • Assorbiamo parte di questa disoccupazione, diciamo 2 milioni, per le infrastrutture che servono alla trasformazione.(2)
  • Rimangono due milioni di disoccupati in piu'.

Ora, due milioni su 60 milioni di abitanti non costituiscono una forza elettorale sufficiente a cambiare radicalmente le cose.

Rimane il punto: e se si ribellassero?
Ma il vero punto e'che NON c'e' MAI stata una rivolta di disoccupati nella storia.

Anche esaminando TUTTE le rivolte , partendo dalla rivolta degli schiavi
di Heliopolis sino a Spartaco, alle rivolte degli schiavi di Sicilia,
passando per i vari moti contadini, sino alle rivoluzioni francesi,
americane, russe, cinesi, scopriamo sempre lo stesso: chi si ribella un lavoro ce l'ha.

Mi spiace, ma non vedrete rivolte di disoccupati, per un semplice motivo: la rivolta funziona per diversi motivi:


  1. Essa implica ed equivale ad uno sciopero, ovvero ad un blocco della produzione.
  2. Essa minaccia il sistema produttivo.
  3. Non e' possibile sterminare i rivoltosi, perche' servono allo stato.

Ma se i rivoltosi non servono allo stato e la nazione continua a
funzionare durante le rivolte, tutto quello che otterrete e' che 58
milioni di italiani vedranno la rivolta dei rimanenti due milioni come
una MINACCIA per il loro status quo, e quindi SI SCHIERERANNO CONTRO I RIVOLTOSI.

Gli italiani sono 60 milioni. Di questi, i disoccupati sono circa 2.744
mila , secondo le stime. In definitiva, quindi, avreste 57 milioni di
persone che ha paura che gli distruggiate l'automobile o gli incendiate
la casa o gli roviniate il lavoro, e i due milioni -ammesso che scendano
in piazza- a protestare. E' ovvio che un governo avra' consenso totale se reprime le manifestazioni che eccedono.

Infine, c'e' il fenomeno di cui volevo parlare, e che da' il titolo al post: l' Orizzonte del Desiderio.

Che cosa desidera il rivoltoso?

Oggi come oggi, il disoccupato desidera fare debiti. Egli vuole un
lavoro a tempo indeterminato allo scopo di comprare automobile a rate,
casa a rate, telefono cellulare a rate, ovvero semplicemente per fare
debito. In un bilancio, il debito e' una voce NEGATIVA, quindi diciamo
che vuole "meno mille lire al mese".

Con una simile pretesa, non vi sara' mai una vera contesa con una classe dirigente. La rivoluzione viene quando c'e' contesa.

Mi spiego: se voi desiderate un lavoro, diciamo un posto in fabbrica, ed
un altro lo desidera perche' e' disoccupato, la contesa e' TRA VOI e
l'altro che vuole lo stesso posto.

Nella francia della rivoluzione, il popolo NON aveva pane, e i ricchi
avevano il pane. Cosi' il popolo era in contesa coi ricchi. Ma nel
nostro caso, i ricchi non stanno in fabbrica.

Cosi', il nostro operaio che vuole il posto lottera' con un altro che lo
vuole, tipo un immigrato, e se l'immigrato chiede un salario minore
vincera', oppure il nostro operaio si iscrivera' ad un partito nazista e
caccera' lo straniero. Ma tutto questo NON coinvolge i ricchi: e' una guerra tra poveri.

Tutto quello che desidera il nostro disoccupato NON E' qualcosa che le
classi alte hanno, ma qualcosa che ha il suo vicino di casa. Qualsiasi
scontro si verifichi, non e' uno scontro con le classi alte, ma uno scontro con il vicino di casa.

Quando l'operaio si rivoltava, quando scioperava, egli voleva qualcosa
che i ricchi avevano. Sognava di mandare i figli a scuola -come facevano
i ricchi- , sognava di poter arrivare a fine mese, come facevano i
ricchi, sognava di avere i vestiti dei ricchi e il lusso dei ricchi.

Cosi', fu inevitabile lo scontro COI RICCHI.

MA oggi l'orizzonte e' cambiato. E' cambiato l'orizzonte del desiderio.
Oggi nessuno vi dira' mai che vuole vivere come un ricco imprenditore.
Nessuno vi dira' che lotta per lo stile di vita di Lapo Elkann, o di
Della Valle. Nessuno vi dira' che pretende il diritto i frequentare la
stessa scuola dei figli di Montezemolo.

Tutto e' diventato mignon, e' stato normalizzato su una pretesa di
modestia. Che cosa vuole il disoccupato italiano? Gli basta un lavorETTO
tranquillo, con il suo stipendIETTO, il suo appartamentINO, una
macchinINA non troppo lussuosa, eccetera.

Niente di tutto questo ce l'hanno i ricchi. I ricchi hanno uno
stipendIONE, un appartamentONE, un macchinONE. L'orizzonte del
desiderio, che inevitabilmente produce l'orizzonte della rivendicazione,
e' rimpicciolito sino a fare in modo che voi desideriate quel che
possiede IL VOSTRO VICINO.

Ma in questo modo, la lotta sara' inevitabilmente contro il vostro vicino.

Il disoccupato potra' trovare scandaloso che il politico guadagni cento
volte quel che guadagna lui, potra' trovare scandaloso che mangi gratis,
viaggi gratis o abbia sesso gratis, ma si guardera' bene dal dire CHE
VUOLE LE STESSE COSE.

Cosi', bastera' ai ricchi diventare INVISIBILI, cioe' non farsi notare e frequentare ambienti lussuosi e chiusi, ed ecco che il nostro disoccupato lottera' per avere il posto di lavoro del vicino di casa.

E questo perche' il reddito del vicino e' dentro il suo orizzonte del desiderio, mentre quello dei ricchi non lo e' piu'.

Che cosa sapete, dei ricchi, in fondo? Quello che vi dicono i giornali
di gossip. A volte li vedete in barca , a volte li vedete divorziare, a
volte li vedete prendere il sole in vacanza. Percepite pochissimo, se
non in questi piccoli punti di contatto, la differenza tra la vostra
vita e la loro. Questo perche' lo stile di vita dei RICCHI e' fuori dal
vostro orizzonte del desiderio.

Quello dei politici e' , semmai, piu' vicino. Li vedete fare le feste
con le porcelline (o qualsiasi cosa accadesse a Roma, non ho seguito
bene le cose) , li vedete fare il bunga bunga, vedete gli sprechi e gli
stipendi. Questo li proietta dentro il vostro orizzonte del desiderio. E
da questo nasce la rabbia.

Ma dei ricchi veri sapete davero poco. La stragrande maggioranza della
loro esistenza sta fuori dal vostro orizzonte dei desideri. Sapete che
la tale riccona si e' messa in topless in spiaggia, magari sapete quale
spiaggia, ma non sapete , per dire, che ci e' arrivata con una Bentley
che da sola costa piu' di casa vostra.

Del resto, fareste mai una rivolta per potervi mettere in topless in
spiaggia come la tal diva, o per poter divorziare come la tal altra? No.
In realta', i ricchi stanno facendo filtrare verso di voi SOLO quelle
parti della loro vita che non sono RIVENDICABILI. Sapete che siano
ricchi, ma non sapete di preciso come vivano.
Tempo fa fui ospite di una persona ricca, ma davvero ricca. A cena,
semplicemente dalle cucine mi chiesero cosa volevo, e scoprii che -a
differenza di casa mia- non e' che quelli mangiassero quel che si era
fatto quella sera, per tutti. Semplicemente ordinavano quel che gli
pareva alla cucina di casa, ove c'era un cuoco (e altre persone) che
preparavano. Come se avessero un ristorante interno a casa.

Ora, voi non scenderete MAI in piazza per avere cinque persone che
cucinano per voi ed un maitre di sala che "pilota la cena". Vi
basterebbe, semplicemente , la certezza che il cibo non manchi mai.
Cosi', il vostro orizzonte dei desideri non comprende niente che sia
oggi prerogativa dei ricchi.

Essi hanno portato la loro vita AL DI FUORI del vostro orizzonte dei desideri.
E lasciano filtrare SOLO quel che e' legittimamente desiderabile, cioe' solo quel che potreste avere.

Si, potreste andare a Sharm el Sheik e mettere fuori le tette come il
tale personaggio. Lo fa il vicino. Cosi' lottera' per QUEL TANTO che gli
serve per quello.

Questa e' la ragione per la quale oggi , a fronte di una contesa per le
risorse, il cosiddetto 99% non sta veramente cercando le risorse dei
ricchi, ma quelle dei vicini di casa.

Adesso torniamo alla situazione nella quale in Italia arrivassero, per
via della automatizzazione, altri due milioni di disoccupati, portando i
disoccupati da 2.8 milioni a 4.8 milioni. Che cosa succederebbe?
Succederebbe che essi si scannerebbero innanzitutto per il poco lavoro che c'e'.

Questo significa che se uno fa il pompino al capo per farsi rinnovare il
contrario, l'altro gli dara' anche il culo. Ma questo non sta ancora
producendo una rivolta: sta producendo semplicemente una guerra tra poveri.

Il problema e' che nel vostro orizzonte c'e' "il lavoro". E la contesa
sul lavoro che volete NON l'avete coi ricchi. Voi volete il diritto di
entrare in fabbrica, ma la fabbrica oggi e' automatica, o non c'e' piu'.
E quando c'e' e offre pochi posti, la contesa e' su quelli. Cioe', e'
una contesa con persone come voi.
POTREMMO RIASSUMERE SEMPLICEMENTE DICENDO CHE TUTTI LOTTANO PER LE
RISORSE CHE CI SONO, E MAI PER QUELLE CHE NON CI SONO. E COME SE NON
BASTASSE, TRA LE RISORSE CHE CI SONO SI LOTTA SEMPRE PER LE RISORSE CHE
SI CONOSCONO, CHE SI VEDONO, CHE SI CAPISCONO.
In questo caso, non c'e' proprio alcuna possibilita' di rivoluzione. Per
fare la rivoluzione dovreste procedere contro le macchine, ma QUALI
macchine? Dopotutto, anche la tecnologia del 1980 richiedeva MENO
manodopera di quella del 1970. E quella del 1970 richiedeva MENO
manodopera rispetto a quella del 1960. E cosi' via.

Cosi', questa rivolta che sognate NON avverra'. Quello che farete quando
ci saranno altri due milioni di disoccupati perche' le macchine hanno
densita' produttiva media superiore all'uomo sara' semplicemente di
torturare i politici perche' guadagnino di meno, e sognare quello che
hanno i vostri vicini di casa fortunati, cioe' un lavorETTO tranquillo,
con il suo stipendIETTO, il suo appartamentINO, una macchinINA non
troppo lussuosa, eccetera.

Finche' il vostro orizzonte del desiderio e' limitato dalla limitazione a
pochissimi volgari piaceri, tutto cio' che desidererete saranno quei
pochissimi volgari piaceri. Per quelli vi batterete, e vi batterete solo
e sempre con coloro che sono in contesa sulle stesse cose, ovvero con
quelli come voi.

Ottenendo, cioe', una guerra tra poveri. Come scriveva Orwell

Tutte le fedi, I costumi, I gusti, le emozioni, gli atteggiamenti mentali che
caratterizzano in nostro tempo, hanno lo scopo effettivo di sostenere la mistica
del Partito e di impedire che la vera natura della società contemporanea
appaia nella sua realtà. Una rivolta materiale, così come ogni
mossa preliminare che conduca a tale rivolta, è, al presente, praticamente
impossibile.

Dai prolet non c’è nulla da temere. Lasciati a se
stessi, essi continueranno di generazione in generazione, e di secolo in secolo,
a lavorare, a generare e a morire non solo senza provare mai alcun impulso alla
rivolta, ma soprattutto senza la possibilità di intendere che il mondo
potrebbe anche essere diverso da quello che è.


Essi potrebbero divenire pericolosi solo se il progresso della tecnica industriale
rendesse necessario di migliorare e di portare a un livello superiore lo standard
della loro educazione.


Ma dal momento che le rivalità commerciali e militari non hanno più
ora l’importanza che avevano una volta, il livello dell’educazione
del popolo va man mano declinando. Conoscere quali siano le opinioni condivise
dalle masse e quali siano, per contro, le opinioni che le masse non condividono,
costituisce un problema del tutto trascurabile.
Alle masse, infatti, è
garantita una sorta di libertà intellettuale dal momento che esse sono
sprovviste, appunto, dell’intelletto.
Voi non sapete cosa desiderare perche' siete privi di intelletto. E dal
momento che non sapete cosa desiderare, l'orizzonte del desiderio si
limita a pochi volgari piaceri che vedete godere al vicino. Privi della
possibilita' di desiderare di meglio, privi della conoscenza di cosa sia
meglio, le masse costituiscono un particolare trascurabilissimo.

La parte che ho scritto in rosso e' fulminante: in un mondo ove le
macchine svolgono tutto il lavoro o quasi, solo una piccolissima parte
di addetti ha bisogno di una educazione adeguata a gestire le macchine e
il resto dell'economia.

Gli altri sono prolet, e il loro orizzonte del desiderio e' cosi'
limitato che e' irrilevante: anche lasciando l'uomo moderno libero di
desiderare, desiderera' un "contratto a tempo indeterminato che gli
consenta di accendere un mutuo".

Se rifletteste sulla stupidita' di questo desiderio, ovvero quello di
avere un reddito onde INDEBITARSI, capireste chiaramente che si e' GIA'
verificata la perdita di intelletto di cui parla Orwell. Quelle masse
non si ribelleranno MAI perche' SONO TROPPO STUPIDE PER FARLO.

E se anche si ribellassero, lotterebbero per UN DEBITO, ovvero per avere NUOVE CATENE.

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Messaggio il Ven Ott 05, 2012 3:12 pm  AndreaVe

Come volevasi dimostrare, non è proprio un pirla qualunque..........

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Messaggio il Ven Ott 05, 2012 3:14 pm  AndreaVe

Carino poi quell'altro pirla in mimetica d'ordinanza che minaccia la commessa dietro alla serranda abbassata Evil or Very Mad

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Messaggio il Ven Ott 05, 2012 3:16 pm  Beldar

esatto, è un pirla che sarebbe pagato per fare ben altro che manganellare studenti, e per farlo peraltro senza alcune segno di riconoscimento che lo identifichi, inperfetto e mafiosissimo anonimato; ma purtroppo in certi ambienti e in certe teste sembra che dal G8 di Genova in poi non sia cambiato veramente un cazzo, e quando è cambiato lo è in peggio.
che schifo...

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Messaggio il Ven Ott 05, 2012 3:16 pm  Ospite

Guardate il resto delle fotogallery... immagini raccapriccianti.

Fossi il padre di quel ragazzo non avrei pace fino a quando non verrei a sapere nome e cognome e indirizzo di quel poliziotto (eufemismo).

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Messaggio il Ven Ott 05, 2012 3:18 pm  Topocane

....c'è da nn aver pace solo a pensar di esser padre Neutral

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Messaggio il Ven Ott 05, 2012 3:23 pm  buzz

Beldar ha scritto:esatto, è un pirla che sarebbe pagato per fare ben altro che manganellare studenti, e per farlo peraltro senza alcune segno di riconoscimento che lo identifichi, inperfetto e mafiosissimo anonimato; ma purtroppo in certi ambienti e in certe teste sembra che dal G8 di Genova in poi non sia cambiato veramente un cazzo, e quando è cambiato lo è in peggio.
che schifo...


in genere questi mezzi in borghese sono sottufficiali

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Messaggio il Ven Ott 05, 2012 3:36 pm  Ospite

buzz ha scritto:
alessandro ha scritto:Torino


sono allenamenti per le manifestazioni dei prossimi giorni.
nella prossima settimana inizieranno ad attendarsi sotto al parlamento.
il 27 manifestazione.
Il 27 ottobre intendi il NoMontiDay?

Ma da chi è promossa?
Ha senso scendere a Roma secondo te?

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Messaggio il Ven Ott 05, 2012 3:37 pm  buzz

non lo so... sta crescendo un po' in sordina. ho letto che Cremaschi la promuove, quindi c'è la fiom.
certo se ne parla poco per ora.

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Messaggio il Ven Ott 05, 2012 7:17 pm  LucaVi

La polizia mena, lo si sa. Ed eccede nella violenza perché sa di essere impunita. Anche per la faccenda della Diaz a Genova lo si è visto, c'è addirittura una sentenza della Cassazione, ma delle diverse centinaia di poliziotti che hanno commesso quei crimini soltanto poche decine hanno subito una pena peraltro effimera. I media poi fanno il resto, così che la gente pensi che han fatto bene a dare una lezione ai vandali e ai provocatori.
Mentre a un manifestante che con un sasso spacca una vetrina possono appioppargli 5 anni di carcere, più di quanto succeda per certi omicidi.
Cosa penso? Boh, non c'ero stavolta. Ma ho ben presente quanto capitava a noi che contestavamo. Ci picchiarono apposta, nei primi anni, noi allora giovanissimi, proprio per spaventarci e farci desistere.
Il fatto che l'attuale governo sia sostenuto anche dal PD, su questi problemi di ordine pubblico, non mi tranquillizza affatto. Facevo la naia obbligatoria e la odiavo, vedevo in faccia il fascismo in troppi ufficiali e sottufficiali, intanto che D'Alema in visita all'Accademia Militare di Modena si preparava ad entrare nelle stanze del potere congratulandosi per l'eccellenza di quell'istituto.

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Messaggio il Ven Ott 05, 2012 10:18 pm  trek2005

guardando la foto mi è salita la collera...
se fossi stato il padre del ragazzo avrei forse cercato di risalire a quello stronzo che stava sopra mio figlio per aspettarlo sotto casa e restituire il trattamento, con gli interessi...
poi comunque mi è venuto in mente che non tutti siano convinti di quel che fanno...
forse più che l'identità di quello della foto varrebbe la pena di cercare l'identità del suo mandante...
per non tornare alla solita guerra dei poveri....

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Messaggio il Sab Ott 06, 2012 4:36 pm  Admin



un gruppo di ragazzi autoconvocati sta cercando di manifestare intorno alla zona del parlamento.
http://www.facebook.com/CATENAUMANA.PARLAMENTO.ITALIANO

ovviamente la polizia gli sta addosso ferocemente.

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Messaggio il Sab Ott 06, 2012 6:19 pm  Admin

E i vigili urbani gli stanno facendo le multe per via dell'ordinanza antibivacco di alemanno.

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Messaggio il Sab Ott 06, 2012 7:28 pm  trek2005

Ad_buzz ha scritto:E i vigili urbani gli stanno facendo le multe per via dell'ordinanza antibivacco di alemanno.
strana categoria quella dei vigili...
sempre solerti a fare il lavoro da sgherri...

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Messaggio il Mar Ott 30, 2012 11:21 am  .

Fiorito dilettante

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/29/casa-delle-cene-eleganti-di-berlusconi-pagano-contribuenti/397552/


quasi quasi mi costituisco parte civile,

anzi faccio un partito.... "Parte Civile- PC", poi con i tesserati.


facciamo causa a X e Y partiti per danni civili e alla comunità.........


sarebbe da fare, i giudici comunisti nemici della legalità e della libertà, magari ci fanno vincere.

asd

Ultima modifica di Il telefone malefico il Mar Ott 30, 2012 11:25 am, modificato 1 volta

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Messaggio il Mar Ott 30, 2012 11:25 am  buzz

ma perchè pensavi che le zoccole di stato le pagasse di tasca propria?
considera che ci sono almeno un paio di "onorevoli" (e dicendo un paio stiamo proprio stretti) che sono state elette e lo seguivano nei vari spostamenti istituzionali per l'italia con compiti non propriamente istituzionali.

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Messaggio il Mar Ott 30, 2012 11:27 am  .

beh io al pompei pago di mio eh

cmq si "sapeva tutto" ovvio.

ma quando le robe escono "più ufficiali" sarebbe da agire.

allora ti iscrivi al mio partito? ho già l'avvocato.

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Messaggio il Mar Ott 30, 2012 11:33 am  buzz

quanto mi dai se mi costituisco

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Messaggio il Mar Ott 30, 2012 12:26 pm  .

4 anni e 6 mesi

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Messaggio il Mar Ott 30, 2012 12:56 pm  buzz

ma poi c'è l'indulto

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