Nobel di regime

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Nobel di regime




come al solito è anche qui http://whitetraces.wordpress.com/2012/10/12/nobel-di-regime/

--------------

Non bastava il Nobel della Pace a Obama mente gli USA avevano i carri armati in mezzo mondo. Quest’anno i norvegesi del Nobel Committee hanno assegnato il premio all’Unione Europea.

A parte il fatto che assegnare un premio a un’istituzione mi sembra di per sé una cosa priva di senso. E’ importante capire che non si tratta tuttavia di un evento di secondaria importanza. Il Nobel è percepito come la massima onorificenza mondiale nei vari campi in cui viene assegnato. Uno scrittore che lo vince ha ottime probabilità di vendere milioni di copie dei suoi libri dal giorno dopo. E’ un potente simbolo che contribuisce ad accrescere la credibilità di chi lo riceve. Ne parlano i media. E’ una cosa che entra dentro le case.

Ma è realmente un riconoscimento meritocratico?

Secondo me no. E quella di quest’anno è l’ennesima conferma.

Si legge nel comunicato del Committee:

Il Comitato ha deciso di assegnare il premio Nobel per la pace 2012 all'Unione Europea. L'Unione e i suoi membri per oltre sei decenni hanno contribuito al progresso della pace e della riconciliazione, della democrazia e dei diritti umani in Europa. […]

Il Comitato per il Nobel vuole concentrarsi su quello che considera il più importante risultato dell'Ue: l'impegno coronato da successo per la pace, la riconciliazione e per la democrazia e i diritti umani. Il ruolo di stabilità giocato dall'Unione ha aiutato a trasformare la gran parte d'Europa da un continente di guerra a un continente di pace. Il lavoro dell'Ue rappresenta la "fraternità tra le Nazioni", e costituisce una forma di "congressi di pace" ai quali si riferiva Alfred Nobel nel 1895 come criterio per il premio Nobel per la pace”.

I grassetti sono miei e vorrei soffermarmi su quelle parole.

E’ vero che i 5 membri del Committee sono Norvegesi e la Norvegia è Europa meno di quanto l’Alaska sia USA. E’ vero che il Presidente è anche il capo del Consiglio d’Europa che sta a braccetto con l’UE. E’ vero tutto. Ma mi piacerebbe capire che droghe si fanno questi prima di deliberare. Se non altro per provarle.

O magari è solo una questione di semantica. Se per pace si intende “esportazione della guerra armata al di fuori dei confini dell’Europa”. E per riconciliazione si intende “arte del compromesso e delle geometrie variabili fra coloro che detengono il potere a discapito dei cittadini”. Se è così allora diciamo che il Nobel ci sta tutto.

Mettendo questo accanto al fatto che la UE è ormai a braccetto di BCE e FMI per “ristrutturare” le economie dei paesi della periferia Europea a tutto vantaggio di chi l’Europa la governa – Germania e Francia - lo scenario è chiaro.

Il Nobel non è un riconoscimento meritocratico. E’ un altro degli strumenti para-politici di costruzione del consenso. E nel caso specifico di quest’anno la necessità è quella di puntellare l’idea che “o Europa o morte”. Che l’Europa non solo è indispensabile ma rappresenta un passo avanti di civiltà rispetto alle lotte intestine dell’Europa pre Guerra Mondiale.

In un altro passo del comunicato infatti si accenna al fatto che Francia e Germania si sono fatte guerre per 70 anni. Ora invece, dal dopoguerra ad oggi, vanno d’amore e d’accordo. Dimenticandosi – per il pubblico – della guerra a suon di spread che giornalmente si combatte nel vecchio continente.

La realtà è che si tratta di una questione di poche lettere. Alle bombe si sono sostituiti i bond. Guerra militare esportata. Guerra finanziaria in pieno rigoglio. Missione compiuta.

L’unica parola sincera di quel comunicato è “stabilità”. Questo i governanti europei sono riusciti a fare. Anestetizzare i popoli, sedare i focolai di protesta per creare il terreno di coltura adatto alla speculazione da una parte e all’accaparramento delle risorse dall’altra. Quelle rastrellabili negli stati membri e quelli che le missioni di pace riescono a catturare altrove.

D’altra parte non c’era da aspettarsi di molto meglio dal Comitato che assegnò il premio a Kissinger nell’anno del golpe di Pinochet. Non a caso un’intellettuale di spessore come Sartre rifiutò quello per la letteratura. I segnali erano tutti lì già dagli anni ’60.

Che si tratti di un difetto d’origine? D’altra parte Alfred Nobel inventò la dinamite. Che per lo meno gli cambiassero nome! Lo chiamassero Nobel per la Guerra. O magari con un nome più politically correct Nobel per la Stabilità.

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Tengri

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Nobel di regime :: Commenti

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Messaggio il Mar Ott 16, 2012 3:25 pm  tummu

se non vi va bene antieuropeisti, allora qualificate voi stessi uno che:

descrive i negoziati europei come "geometrie variabili tra coloro che detengono il potere a discapito dei cittadini"

descrive la politica estera come "esportazione della guerra armata al di fuori dei confini dell'Europa"

semplifica l'attuale fase del processo di integrazione in "comanda la Germania" e "gli Stati Uniti d'Europa sono la Grande Germania"

mette sullo stesso piano la "guerra a suon di spread" e la guerra vera
(forse dopo che una bomba gli ha distrutto casa - e il PC, così la pianta di scrivere certe cose - capirà la differenza)

e conclude dicendo

"Questo i governanti europei sono riusciti a fare. Anestetizzare i
popoli, sedare i focolai di protesta per creare il terreno di coltura adatto
alla speculazione da una parte e all’accaparramento delle risorse dall’altra.
Quelle rastrellabili negli stati membri e quelli che le missioni di pace
riescono a catturare altrove
"

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Messaggio il Mar Ott 16, 2012 3:31 pm  LucaVi

Definirsi? Semplice, cittadini del mondo.
E anche europei, italiani, lombardi o laziali, milanesi o romani o cimoliani... ma come popolo, non come governanti.

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Messaggio il Mar Ott 16, 2012 3:45 pm  buzz

tummu ha scritto:se non vi va bene antieuropeisti, allora qualificate voi stessi uno che:

descrive i negoziati europei come "geometrie variabili tra coloro che detengono il potere a discapito dei cittadini"

descrive la politica estera come "esportazione della guerra armata al di fuori dei confini dell'Europa"

semplifica l'attuale fase del processo di integrazione in "comanda la Germania" e "gli Stati Uniti d'Europa sono la Grande Germania"

mette sullo stesso piano la "guerra a suon di spread" e la guerra vera
(forse dopo che una bomba gli ha distrutto casa - e il PC, così la pianta di scrivere certe cose - capirà la differenza)

e conclude dicendo

"Questo i governanti europei sono riusciti a fare. Anestetizzare i
popoli, sedare i focolai di protesta per creare il terreno di coltura adatto
alla speculazione da una parte e all’accaparramento delle risorse dall’altra.
Quelle rastrellabili negli stati membri e quelli che le missioni di pace
riescono a catturare altrove
"

premesso che tengri sa difendersi benissimo da solo e ti risponderà lui se ne avrà voglia, relativamente alle sue frasi sopra estrapolate,

ti dico, caro tummu, che essere contro questa europa, non vuol dire essere antieuropeisiti, così come essere contro questo governo non vuol dire essere antitaliani.

i nobili ideali di Altiero Spinelli hanno poco a che vedere con questa Europa.
Leggiti il "manifesto di Ventotene" http://www.italialibri.net/contributi/0407-1.html se non hai niente da fare.


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Messaggio il Mar Ott 16, 2012 3:47 pm  Tengri

Ma definirsi cosa Tummu!!!! Riponi l'etichettatrice e conservala per il supermercato please.

Io non mi definisco nulla ... nemmeno "di sinistra" se può farti piacere. Sono 20 anni che combatto contro le definizioni, le etichette, le caselle. Addirittura al Centro Sociale mi incazzavo quando qualcuno mi chiedeva se ero Autonomo, Guevarista, Stalinista ... come se o sei qualcosa, o appratieni a un gruppo definito oppure ... chi cazzo sei, non riesco a individuarti.

Io non mi definisco un bel niente. Sei tu che per capirmi invece di ascoltarmi cerchi di definirmi. Così è più facile.

L'Europa dei popoli (per dirla con LucaVi) ti pare un concetto uguale a l'Europa dei Mercati? Mettere in discussione la seconda significa mettere in discussione l'idea della prima? No. Lo capirebbe chiunque. Dunque esistono diverse idee di Europa. E se facessi uno sforzo in più di comprensione, invece di cercate in primis le coordinate per infilarmi in una casella (insieme a Buzz e a qualcun'altro), ti renderesti connto che le mie affermazioni criticano un tipo particolare di Europa ... non il concetto in sé.

Ciò non significa che io consideri di facile realizzazione l'unione di popoli così diversi come gli spagnoli e i finlandesi ad esempio. Tutt'altro. Non per niente si è accuratamente evitato di consultare i cittadini (in molti degli Stati membri) su questo.

Metti un calabrese della Sila e un veneto di belluno insieme. Falli parlare per un paio d'ore si qualcosa che non sia "birra e salsicce" e ti renderai conto di quanto sia difficile parlare di un sentire comune italiano ... figurati europeo. E' che sepesso le belle idee prescindono dai fatti e rischiano di rimanere (quando va bene) idee ...

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Messaggio il Mar Ott 16, 2012 3:59 pm  buzz

Il bello è che l'idea dell'europa nasce come idea federalista. Nel senso che le istituzioni si volevano il più possibile vicine alle specificità locali. E con delle autorità via via più lontane e distanti mano mano che la zona di interesse si ampliava.
Oggi abbiamo di fatto un potere centrale che impone un governo di gauleiter. Un'idea di federalismo falsa. Tipo Unione Sovietica o Iugoslavia.
Tanto più insopportabile in quanto mascherata visto che i centri di potere si chiamano BCE e FMI.

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Messaggio il Mar Ott 16, 2012 4:12 pm  Tengri

buzz ha scritto:Il bello è che l'idea dell'europa nasce come idea federalista. Nel senso che le istituzioni si volevano il più possibile vicine alle specificità locali. E con delle autorità via via più lontane e distanti mano mano che la zona di interesse si ampliava.
Oggi abbiamo di fatto un potere centrale che impone un governo di gauleiter. Un'idea di federalismo falsa. Tipo Unione Sovietica o Iugoslavia.
Tanto più insopportabile in quanto mascherata visto che i centri di potere si chiamano BCE e FMI.

Che sei matto ... mo Tummu ti dice che stai dando del nazista a Mario Draghi o a Christine Lagarde ... sono già pronte etichetta e casella eh .... Very Happy

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Messaggio il Mar Ott 16, 2012 4:48 pm  Beldar

Tummu, pussa via, non ci fai nulla qui, non lo vedi che c'è una liturgia in corso ?????

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Messaggio il Mar Ott 16, 2012 4:52 pm  tummu

sì vabbé allora sono europeisti anche gli astronomi a cui piace il satellite di Giove
o i mitologi a cui piace la figlia di Zeus

ma che discorsi, l'Europa è questa dove viviamo

se tu ci sputi sopra, per me puoi anche darti un tono citando Spinelli, De Gasperi o Monnet, o chi preferisci tu, ma senza uno straccio di atteggiamento costruttivo (e realista, perché è questa la realtà che si deve migliorare) non puoi dirti europeista manco di striscio

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Messaggio il Mar Ott 16, 2012 4:58 pm  Tengri

tummu ha scritto:sì vabbé allora sono europeisti anche gli astronomi a cui piace il satellite di Giove
o i mitologi a cui piace la figlia di Zeus

ma che discorsi, l'Europa è questa dove viviamo

se tu ci sputi sopra, per me puoi anche darti un tono citando Spinelli, De Gasperi o Monnet, o chi preferisci tu, ma senza uno straccio di atteggiamento costruttivo (e realista, perché è questa la realtà che si deve migliorare) non puoi dirti europeista manco di striscio

Praticamente come dire che se qualcuno ti mette un piatto di merda davanti e ti dice questa è la cena tu al massimo cerchi il modo migliore per otturarti il naso. Non è che magari ti alzi e vai a vedere se fuori c'è qualcos'altro di meglio da mangiare ...

E questo lo chiami realismo? Boh ... a me sembre altro ... che ti devo dire.

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Messaggio il Mar Ott 16, 2012 5:03 pm  tummu

ennesima demagogia

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Messaggio il Mar Ott 16, 2012 5:05 pm  buzz

tummu tu al tempo del nazismo in germania o al tempo del fascismo in italia, non hai alcun dubbio sulla parte dove saresti stato eh?

beh io nemmeno.


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Messaggio il Mar Ott 16, 2012 5:16 pm  buzz

Vah che ci sta bene qui, tanto per ribadire l'impegno di pace dell'europa, in questi tempi di crisi in cui chiudono 35 imprese al giorno, i disoccupati aumentano e sempre più famiglie non sanno come arrivare alla fine del mese.

Ma oh, per carità, questa è l'Europa in cui viviamo.

Continuiamo quindi la nostra liturgia.

:::::::::::::::::::::::::::::::::

F35, costi infiniti e trucchi contabili
di Checchino Antonini

Secondo quanto ha dichiarato il generale Claudio Debertolis, segretario generale della Difesa e direttore nazionale armamenti, i cacciabombardieri F-35 Lightning 2 destinati all'Aeronautica e alla Marina italiane costeranno ciascuno 127,3 milioni di dollari (99 milioni di euro) per la versione A convenzionale e 137.1 milioni di dollari (106,7 milioni di euro) per la versione B a decollo corto e atterraggio verticale (Stovl), che saranno imbarcati sulla portaerei Cavour. Negli anni futuri, secondo il generale, il costo dovrebbe andare a diminuire. Nel febbraio scorso la cifra comunicata dallo stesso generale Debertolis alla Commissioni Difesa di Camera si aggirava intorno a 80 milioni di dollari ognuno. «Il progetto F-35, presentato ufficialmente al parlamento italiano a prezzi ridotti, appare invece crescere costantemente rispetto ai costi iniziali, analogamente come è già avvenuto nel passato, con lo stesso sistema, per altri aerei (a suo tempo il Tornado e poi l'Eurofighter) - spiega Maurizio Simoncelli, vicepresidente dell'Archivio Disarmo, un istituto di ricerche internazionali - sarebbe ora che, di fronte ad una crisi economica senza precedenti e a tagli sociali pesantissimi, il governo e il parlamento mostrassero senso di responsabilità almeno nei confronti dei cittadini italiani costretti a forti sacrifici. Né va dimenticato che questi aerei di quinta generazione (invisibili ai radar) serviranno per trasportare non solo bombe convenzionali, ma anche nucleari, con scarsa coerenza con gli impegni ufficiali per il disarmo nucleare e la non proliferazione dichiarati dai governi italiani».

Le nuove direttive statistiche internazionali, intanto, con l'aggiornamento dei manuali per i sistemi nazionali di statistica, porteranno dal 2014 una sorpresa perché cambiano i metodi di contabilizzazione delle spese militari. Così le performance migliori saranno soprattutto quelle dei paesi con maggior produzione di armamenti di tipo puramente offensivo; cioè quelle armi che si distruggono nel loro uso bellico, non appena raggiungono l'obiettivo per cui sono state costruite: ammazzare e distruggere. Lo spiega il sito della campagna Sbilanciamoci. Già Bob Kennedy nel celebre discorso del '68 all'università del Kansas, sull'inadeguatezza di un indice che "misura tutto, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta", aveva rivelato agli americani che il Pil cresce anche "con la produzione di napalm, missili e testate nucleari".

Il salto di qualità nella misurazione dei sistemi d'arma consisterà nel fatto che tutti gli acquisti d'arma, «purché utilizzati per un periodo superiore a un anno, saranno contabilizzati come investimenti in beni durevoli» e le munizioni o i pezzi di ricambio saranno contabilizzate come "scorte". Fino ad ora, tutto ciò (le armi distruttive) era classificato alla voce "consumi intermedi"intermedi per essere collocate fra le scorte. Il trucco servirà a far impennare il Pil dei paesi più armati migliorando il rapporto debito/Pil che è all'origine delle politiche di austerity. Eurostat stima prudentemente per l'Italia un aumento "contabile" del Pil di 800 milioni di euro. Ma se dovesse passare la proposta di escludere dal rapporto debito/Pil le spese per investimenti pubblici, le spese pubbliche in armamenti distruttivi diventerebbero investimenti e i ministeri della difesa europei non dovrebbero faticare a ottenere la copertura finanziaria per i loro sistemi d'arma.



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Messaggio il Mar Ott 16, 2012 5:19 pm  Beldar

buzz ha scritto:tummu tu al tempo del nazismo in germania o al tempo del fascismo in italia, non hai alcun dubbio sulla parte dove saresti stato eh?
beh io nemmeno.

eh, è un discorso che ho fatto più volte tra me e me, poi ho ascoltato, letto libri, tanti, e testimonianze, e spesso per tanti di quelli che poi abbiamo considerato come antifascisti "storici", il confine non è stato in realtà così netto, la presa di coscienza è arrivata gradualmente e per molti solo a cavallo dell'8 Settembre, è un discorso complesso; io posso solo dire "spero e credo che sarei stato dalla parte di chi è salito in montagna" ma non posso avere la certezza, e credo nemmeno tu, per quanto l'idea di averla possa titillare il tuo ego.

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Messaggio il Mar Ott 16, 2012 6:05 pm  Admin

Beldar ha scritto:
buzz ha scritto:tummu tu al tempo del nazismo in germania o al tempo del fascismo in italia, non hai alcun dubbio sulla parte dove saresti stato eh?
beh io nemmeno.

eh, è un discorso che ho fatto più volte tra me e me, poi ho ascoltato, letto libri, tanti, e testimonianze, e spesso per tanti di quelli che poi abbiamo considerato come antifascisti "storici", il confine non è stato in realtà così netto, la presa di coscienza è arrivata gradualmente e per molti solo a cavallo dell'8 Settembre, è un discorso complesso; io posso solo dire "spero e credo che sarei stato dalla parte di chi è salito in montagna" ma non posso avere la certezza, e credo nemmeno tu, per quanto l'idea di averla possa titillare il tuo ego.

io le mie certezze le ho. e ho riscontri alle mie certezze.

ma a parte questo, ho la certezza che non considero lo stato di cose esistenti in quanto esistente come unico possibile.

concetto che invece gronda dai discorsi di tummu.

come la pensi tu in proposito non lo so, visto che ti sei limitato a fare una battuta, che per certo mi fa capire che non sei d'accordo con me, ma non quali siano le tue idee in proposito. Quindi non posso nemmeno criticarle. Posso solo risponderti di striscio con un'altra battuta.

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Messaggio il Mar Ott 16, 2012 11:04 pm  tummu

sinceramente non lo so cosa avrei fatto durante il fascismo, lo dico per prudenza e umiltà: più o meno la penso come Beldar, credo di sapere cosa il mio io di oggi avrebbe fatto in base alla conoscenza sommaria della storia, ma non posso realmente sapere cosa sarei stato allora vivendo quella realtà; alla fin fine mi sembra un esercizio abbastanza inutile

quello che so oggi, e che ho già detto altre volte, è che non sono un conservatore per partito preso, sono aperto a diverse possibilità di cambiamento e progresso, ma a una condizione ben precisa: non scambierei mai questo mondo con uno "migliore" (qualunque cosa significhi) se ciò comporta rinunciare a cose fondamentali come pace, democrazia e libertà, pur nell'imperfetta declinazione che hanno in questo mondo

ne derivano due conseguenze

il mio progressismo parte comunque dallo status quo e non da utopie e fantasie più o meno irrealizzabili; il vero progresso per me si costruisce a piccoli passi, puntare troppo in alto non serve a nulla, e del resto la storia mi insegna che sono proprio le grandi utopie, in quanto radicalmente diverse dal mondo in cui volevano attecchire, ad essere state imposte con la forza, per poi fallire; io credo seriamente che quelli che sbraitano tanto contro il regime, se anche riuscissero a fare qualcosa, alla fine della giostra si ritroverebbero in mano un altro regime, né più né meno. Migliore secondo loro, ma non c'è nessuna garanzia in realtà, l'unica certezza è che bisogna fare un salto nel buio, che io non sottoscrivo.

il modo in cui si discute è fondamentale: il disfattismo e catastrofismo a senso unico per me sono una pregiudiziale, è come un biglietto da visita in cui c'è scritto "non ci interessa conoscere analizzare e proporre, sappiamo già tutto e dobbiamo soltanto diffondere il verbo" (non a caso costruito non raramente su interpretazioni arbitrarie e ipotesi non verificabili)

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Messaggio il Mer Ott 17, 2012 8:00 am  buzz

E' facile dire "non lo so cosa avrei fatto". E' ovvio. Nessuno può ipotecare il futuro e nemmeno un passato in cui non c'era.
La mia era una domanda retorica chiaramente.

Ma uno con le posizioni che assumi in queste discussioni verosimilmente sarebbe stato lì a fare le pulci ai discorsi estremistici. Avrebbe visto il grigio dove altri vedevano il nero. Avrebbe detto beh non è tutto sbagliato, hanno fatto anche tante cose utili. Avrebbe giustificato gli eccessi del regime. Avrebbe alzato le spalle di fronte a leggi liberticide o razziali. Avrebbe denunciato come ipotesi catastrofiste quelle che mettevano in guardia contro la guerra.
I campi di concentramento? Tutte esagerazioni. e via così.

Perché questa è la posizione che assumi in queste discussioni. Sempre e comunque, per partito preso. E' il ruolo che ti sei dato. Proprio quello che stigmatizzi: quello che diffonde il verbo. Il verbo della conservazione dello status quo. Quale che sia.

Certo come in ogni discussione un argomento può essere visto con l'ottica del bicchiere mezzo pieno o con quella del mezzo vuoto.
Qui si dice che la guerra è stata esportata dall'europa a fuori dai suoi confini e tu ci ridi sopra.
La consideri un'affermazione ridicola confrontandola con il fatto innegabile che in europa, che evidentemente restringi a: italia, visto che ci vivi, poi germania, francia, spagna, inghilterra, austria...e satelliti... i classici paesi delle guerre continue che abbiamo studiato a scuola, nella nostra scuola europocentrica, dal 45 a oggi non ci sia stata guerra.
Ma le guerre che hanno visti soldati e armamenti europei in giro per il mondo ce ne sono state eccome!
Perchè spenderemmo così tanti soldi in armamenti se no?


Ci ridi sopra, in altre circostanze, quando ti dico che una guerra c'è stata, si chiamava guerra fredda, e che le condizioni attuali dell'italia molto derivano dalle circostanze di quella guerra.
Ma è innegabile che i milioni di morti della II guerra mondiale non li abbiamo più visti, dalle nostre parti.
E' innegabile che la nostra generazione sia stata meglio di molte che l'hanno preceduta.

Ma il punto è: basta questo per dare il Nobel della pace all'Europa?

Per te si, va bene. Per me no. Mi sa di presa per il culo autoreferenziale.

Allora forse bisogna capirsi su che si intende per nobel per la pace.

Il Nobel dovrebbe essere un riconoscimento che un'organismo autonominato come rappresentante della comunità degli uomini dà ad altri uomini per essersi particolarmente distinti in qualche attività che apporta beneficio ad altri uomini.
Giusto? sei d'accordo con questa definizione?
Penso che non ci siano problemi, no?

Forse il problema è nel concetto di "opere di pace". Alle quali dovrebbe seguire il riconoscimento.

Un riconoscimento per l'opera svolta per la pace dovrebbe, secondo me, rivolgersi a chi si è distinto particolarmente nel promuovere la pace in una situazione di conflitto esistente, o anche a chi ha portato avanti lotte difficili e pericolose rinunciando alla violenza.

E forse è qui che le nostre opinioni divergono totalmente.
Perché tu vedi forse il bicchiere mezzo pieno.
In fondo si, gli stati europei in fondo avranno anche fatto guerre a vario titolo in giro per il mondo, ma sul territorio europeo una verra guerra non c'è stata, quindi perchè no? il premio può starci.
Io invece il bicchiere non lo vedo proprio.

Perché tempo fa mi ero andato a guardare la storia dei nobel della pace
http://it.wikipedia.org/wiki/Premio_Nobel_per_la_pace
e mi sono reso conto che insieme a persone di tutto rispetto, ci sono dei veri e propri assassini e la cosa non mi quadra per niente.

Ho sempre avuto molta simpatia politica per Yasser Arafat, (porto il suo esempio proprio perché è un personaggio a me vicino, certo più di Begin o di Obama) ma dargli un premio per la pace è r i d i c o l o. A mio modo di vedere.

Ma quella lista è zeppa di contraddizioni del genere.

Poi alla fine della pagina guardo che qualcuno ha avuto l'idea di fare una classifica per nazioni dei nobel per la pace. E' indicativo, no? Cos'è, la classifica della bontà? Non lo so.

Ma in testa si sono gli USA, con ben 22 premi nobel per la pace. Seguito dal regno unito, con 13.

Ma è incredibile! Gli angloamericani, proprio loro che praticamente non sono MAI stati in pace da quando esistono. Che sono sempre in guerra da qualche parte del mondo. Che a compilare un elenco delle guerre cui sono stati impegnati potremmo stare qui tutto il giorno. Proprio loro risultano essere i maggiori facitori di pace del pianeta.

Ma è incredibile!!! Laughing

oddio. poi penso che in effetti il premio prende il nome dall'inventore della dinamite. Rolling Eyes
E tutto quadra. Laughing paradossalmente quadra. E' assurdo. E' grottesco. Ma ha una sua logica.

No, non avrei aperto questo topic, perché avendolo capito da tempo, quanto questo riconoscimento sia falso e ipocrita, non ci perdo troppo tempo a meravigliarmi e parlarne.
Ma poi visto che se ne parla, alcune battute su quanto sia appunto falso e grottesco le faccio. En passant.

Se poi ci sono quelli come te che cadono dal pero. Beh non posso farci nulla.
Siete sempre esistiti. Siete anzi la maggioranza. (passo anche io al Voi, visto che hai cominiciato tu, a incasellare).

Una volta si chiamava "maggioranza silenziosa". Brava gente, per carità. Siete i pilastri delle società. Ma di tutte le società, è questo il guaio.
Sorreggete qualsiasi potere. Appoggiate qualsiasi governo legalmente costituito purchè si definisca tale. Qualunque cosa faccia, qualunque azione vi ordinasse di avallare, passando carte o girandovi dall'altra parte, lo fareste, perché così vanno le cose, e potrebbero andar peggio.

E' grazie a voi che le cose meglio non andranno mai.

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Messaggio il Mer Ott 17, 2012 9:57 am  tummu

io non rido della guerra esportata o della guerra fredda, cerco solo di contrastare le semplificazioni

per chiudere il discorso del fascismo, visto che insisti, hai detto nel finale che noi siamo quelli che sostengono i governi legalmente eletti: questo dovrebbe bastare

per quanto riguarda il nobel, mi sembrava che la discussione non fosse su quello ma sulla valutazione che si dà dell'Europa: la mia valutazione è più positiva che negativa, ma del nobel non me ne frega niente
è uno strumento di "regime" e di creazione del consenso?
sticazzi
punto primo, chi se ne frega finché quel "regime" mi permette di vivere in relativa libertà democrazia e pace
punto secondo mi sembra che puntellare il consenso, in un momento in cui quelle istituzioni tutto-sommato-positive sembrano vacillare, non è un crimine contro l'umanità

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Messaggio il Mer Ott 17, 2012 9:59 am  giggio

[intervallo]
non ho letto tutto ma in merito alla domanda "e io cosa avrei fatto" mi permetto di segnalare un libro che sto leggendo adesso: "Canale Mussolini" di Antonio Pennacchi.
dà una visione del periodo pre-fascista e fascista dal punto di vista di una famiglia di mezzadri della bassa padana. è un racconto con un taglio ed un punto di vista diversi rispetto al solito, e mette in evidenza proprio come certe scelte e certe divisioni si originino da episodi e situazioni spesso specifici, nell'inconsapevolezza del contesto globale.

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Messaggio il Mer Ott 17, 2012 10:14 am  buzz

tummu ha scritto:io non rido della guerra esportata o della guerra fredda, cerco solo di contrastare le semplificazioni

per chiudere il discorso del fascismo, visto che insisti, hai detto nel finale che noi siamo quelli che sostengono i governi legalmente eletti: questo dovrebbe bastare

per quanto riguarda il nobel, mi sembrava che la discussione non fosse su quello ma sulla valutazione che si dà dell'Europa: la mia valutazione è più positiva che negativa, ma del nobel non me ne frega niente
è uno strumento di "regime" e di creazione del consenso?
sticazzi
punto primo, chi se ne frega finché quel "regime" mi permette di vivere in relativa libertà democrazia e pace
punto secondo mi sembra che puntellare il consenso, in un momento in cui quelle istituzioni tutto-sommato-positive sembrano vacillare, non è un crimine contro l'umanità

anche il regime fascista era legale. pienamente legale.

così come sono pienamente legali molte azioni che sta compiendo in questi anni la nostra classe dirigente. anche se sarebbero tranquillamente definibili criminali.


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Messaggio il Mer Ott 17, 2012 10:15 am  buzz

http://www.ilgiornale.it/news/esteri/leuropa-nobel-pace-dichiara-gi-guerra-846475.html

Si combatterà in Mali e vedrà la Francia in prima linea con l'Unione europea a supporto. Il tutto con l'imperdibile contributo di Romano Prodi, incaricato dal segretario generale dell'Onu Ban Ki Moon di coordinare l'azione dell'Onu nel Sahel esercitando le funzione che gli sono più congeniali: smorzare, ridimensionare, tranquillizzare. Quanto all'amata Unione, appena entrata nel consesso dei buoni planetari, eccola già pronta a sognare il fronte. Per l'amore del cielo, quella che ci prepariamo, se non a combattere almeno a sostenere, sarà una «guerra giusta». Una guerra per liberare il nord del Mali e il Sahel dalla minaccia terroristica di Al Qaida. Una guerra per liberare i territori dove i militanti jihadisti, dopo aver imposto la legge islamica, perseguitano le madri non sposate, le vendono ai trafficanti di droga, trasformano i loro figli in bambini soldati. Una guerra per mettere fine al regno del terrore creato a marzo, quando le cellule di Al Qaida Maghreb, appoggiate da gruppi tuareg d'ispirazione fondamentalista, hanno assunto il controllo di Timbuctu e d'un territorio grande quanto la Francia.

(continua....)

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Messaggio il Mer Ott 17, 2012 10:20 am  buzz

giggio ha scritto:[intervallo]
non ho letto tutto ma in merito alla domanda "e io cosa avrei fatto" mi permetto di segnalare un libro che sto leggendo adesso: "Canale Mussolini" di Antonio Pennacchi.
dà una visione del periodo pre-fascista e fascista dal punto di vista di una famiglia di mezzadri della bassa padana. è un racconto con un taglio ed un punto di vista diversi rispetto al solito, e mette in evidenza proprio come certe scelte e certe divisioni si originino da episodi e situazioni spesso specifici, nell'inconsapevolezza del contesto globale.

è proprio questo il punto: l'inconsapevolezza del contesto globale.
ma oggi come oggi rimanere inconsapevoli del contesto globale è una colpa. perché esistono a disposizione tutti gli strumenti per informarsi e per guardare oltre le apparenze, così come vengono presentate.

se poi ogni accenno al contesto globale viene interpretato come dietrologia, mentre in genere si tratta semplicemente di analisi dei meccanismi del potere, è ovvio che chinati a guardare le proprie scarpe è molto difficile intravedere la direzione dove si sta andando. E poi si potrà dire, io non lo sapevo, che potevo fare io?

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Messaggio il Mer Ott 17, 2012 10:31 am  Tengri

tummu ha scritto: non sono un conservatore per partito preso, sono aperto a diverse possibilità di cambiamento e progresso, ma a una condizione ben precisa: non scambierei mai questo mondo con uno "migliore" (qualunque cosa significhi) se ciò comporta rinunciare a cose fondamentali come pace, democrazia e libertà, pur nell'imperfetta declinazione che hanno in questo mondo

Sì ... hai ragione .... era esattamente quello che diceva Regan quando i movimenti sudamericani (indigeni e non) chiedevano democrazia e libertà. "sono aperto a diverse possibilità. Ma non farò nulla che metta a rischio la pace, la democrazia e la libertà del popolo americano"

Solo che almeno lui aveva la decenza di aggiungere la parte in neretto. Da quello che dici (che è l'unica cosa che posso analizzare) mi sembra che a te il fatto che la pace, la democrazia e la libertà che ti vivi sul marciapiede di casa tua (e poi ti spiego perché) siano il frutto della guerra e dell'asservimento altrove sono insignificanti.

In sostanza il fine - la TUA pace - giustifica il mezzo. Per me non è così. Analizzo il privilegio in cui sono per pura casualità nato, mi allontano da esso, lo guardo e mi rendo conto che ha un PREZZO. E quel prezzo non li ritengo giusto. Considerare l?Europa foriera di pace è una vera idiozia. O almeno è un pensiero unidirezionale, che guarda al dentro e non si rende conto del fuori. Che prende il culo la gente con l'etichetta "missioni di pace". Ma sul serio sei convinto che siamo in afghanistan e iraq per diffondere la pace e la democrazia? Ce l'ha chiesto per caso qualcuno?

Guarda che se ti rileggi ... qui mi sembra che l'unico che propone "ideologie" e pacchetti pronti sei tu ...

In questo Buzz ha ragione. E la faccio ancora più chiara. Nelson Mandela ... uno degli uomini che fino a un certo punto sono riuscito addirittura ad ammirare. Io che in genere non ammiro nessuno. Premio Nobel per la pace? Una idiozia! Nelson Mandela fu arrestato perché era il capo di Spear of the Nation, un'organizzazione guerrigliera che piazzava bombe e stava organizzando la lotta armata. Roba veramente pacifica no?

Le tue affermazioni che ho qui citato sono ESATTAMENTE quelle di un conservatore. Visto che ti piacciono le caselle. Mica che c'è nulla di male eh. Mica è un'offesa. Sei un conservatore che poi ci mette il "ma" ... come lo xenofobo che inizia il suo discorso con "io non sono razzista ma ....". Tu dici "non lo sono per partito preso ma non toccate la MIA pace, democrazia e libertà". Premettendo che già quelle potrebbero essere messe in pratica assai meglio, è proprio il tipo di affermazioni che conslidano lo satus quo.

Mi sembri il mio collega a confronto con la raccolta differenziata. Troppa fatica pensare che il bicchierino sporco del caffe non si butta nella plastica. Perché quello turba i suoi equilibri precotituiti. La sua libertà di buttare tutto nello stesso sacchetto. Chissene frega poi se il camion con la mondezza finisce in una discarica stracolma. Tanto mica sta vicino casa sua.

Ed ecco la storia del tuo marciapiede di prima. Guarda che la democrazia, pace e libertà di cui vaneggi non c'è mica bisogno che vai tanto lontano per vederle sparire eh. Da casa mia basta che faccio 5-6km e entro in una zona che mi ricorda molto le periferie latinoamericane che ho frequentato a lungo. Dove giri guardingo. Dove compaiono le scritte di bentornato per i galeotti che escono e tornano a casa. Dove la legge esiste solo virtualmente. Dove vince il più forte ... non il più democratico. Dove la libertà te la inizi a conquistare a 15 anni col coltello.

Buttalo ogni tanto l'occhio oltre il tuo marciapiede .. e ti accorgerai che il mondo di pace, democrazia e libertà è un bel miraggio, una bella e fumosa ideologia che a te viene gratis solo perché a molti molti molti molti altri costa caro

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Messaggio il Mer Ott 17, 2012 10:38 am  Tengri

tummu ha scritto:punto primo, chi se ne frega finché quel "regime" mi permette di vivere in relativa libertà democrazia e pace
punto secondo mi sembra che puntellare il consenso, in un momento in cui quelle istituzioni tutto-sommato-positive sembrano vacillare, non è un crimine contro l'umanità

Ecco appunto ... scrivevo mentre tu pubblicavi questo ...

Che altro dire ... sta tutto qui ... nel tuo bel "chissene frega" ...

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Messaggio il Mer Ott 17, 2012 10:40 am  tummu

vabbé lascio perdere, tanto non c'è dialogo possibile
ma voglio almeno correggere la visione egoistica che mi attribuisci: la cosiddetta "mia" libertà è in realtà quella di 500 milioni di persone, tanti ne conta l'UE27

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Messaggio il Mer Ott 17, 2012 10:43 am  cinetica

le mie opinioni, anche se fregano a nessuno:

i nobel per alla pace alla UE, a Obama, a molti altri sono semplicemente grotteschi e se non paradossali. Che si premi l'UE, un organismo che si sa manco bene chi o cosa sia o cosa dovrebbe essere, sopprattutto di questi tempi, imho è semplicemente ridicolo e assurdo. Di una assurdità tale che per me è controproducente: se già se prima la gente di questi premi fregava poco, ora ancor di più fregherà ancora meno. L'anno prossimo probabilmente affibieranno il premio a Topolino per aver fatto pace con Gambadilegno e non si stupirà credo nessuno.

Storicamente che la CEE sia stata un organismo positivo per Italia e chi ne ha fatto parte è vero. Se gli stati europei non stanno uniti in qualche modo finiranno per contare sempre meno sullo scenario internazionale. Se si creeranno gli Stati Uniti d'Europa non ci vedo niente di male. Se il paese egemone deve essere la Germania per il momento non ci vedo niente di male, che oggi l'Italia ha ben poco da alzare la cresta, ma non credo che Francia e Inghilterra vogliano stare solo a guardare.

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