Black Sabbath

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Black Sabbath




I miei primi dischi li comprai nel 72. Mio padre aveva comprato lo stereo di Selezione. Che all'epoca era considerato il top della tecnologia. o forse lo era per una famiglia dalle non eccelse possibilità economiche, non so. Selezione era quella rivista mensile: "Selezione del reader's digest" e mio padre era abbonato. Ad un certo punto questa rivista mise in vendita per gli abbonati (non so se potevano prenderlo a rate) uno Stereo.
Lo scrivo con la maiuscola perché era veramente una novità incredibile.
Quando arrivò in dotazione c'era un disco a 45 giri in cui si poteva verificare la meraviglia della tecnologia stereofonica. Un po' come i primi film dei fratelli Lumiere che avevano ripreso una locomotiva che sembrava arrivare in sala, sul disco c'era il rumore di un treno, che passava da sinistra verso destra, dalla cassa sinistra a quella destra.
Erano grandi prove famigliari, cui partecipavano zii e zie venuti appositamente a trovarci. Ognuno si metteva al centro della stanza e il treno andava. E dopo ci si scambiava le opinioni.
<< si si, sembrava proprio come se passasse, che impressione!>>
La forza di suggestione era tremenda. Mia nonna disse che queste cose le facevano impressione e lei non voleva sentirle.

Poi lo stereo di selezione aveva un attrezzo che si metteva al centro del piatto del giradischi e permetteva di posizionare in cascata fino a 7 (o 9, non ricordo) dischi. Quando uno finiva il braccio si sollevava e il nuovo disco calava, il braccio si riposizionava e ripartiva a suonarlo.
Era qualcosa di eccezionale.


Lo stereo di selezione. Con tutte quelle manopole ti faceva sentire veramente tecnologico. I grandi non ci si avvicinavano. Li spaventava.

Per anni fui all'avanguardia in tutta la cerchia dei miei amici e le feste per via di questo giradischi si facevano sempre a casa mia. Anche perché vigeva il divieto assoluto di portarlo in giro. Chissà per quanti anni lo avrà pagato mio padre. Non gliel'ho mai chiesto. E ora dubito se ne ricordi.

Insomma, c'erano un po' di dischi in casa. Roba vecchia di mia madre. Il più moderno era Johnny Hallyday con Silvie Vartan, un disco a 78 giri.
Io da un po' di tempo ascoltavo i Deep Purple. Avevo passato l'estate del 72 a sentire Made in Japan chiuso nella 500 di mia madre che aveva lo Stereo 8.
Anche su questo ci sarebbe da spiegare. Lo stereo 8 era un cartuccione. Il vantaggio rispetto allo stereo 4 (la classica cassetta che girava prima dell'avvento dei CD) era che lo stereo8 aveva 4 piste e poteva scattare da una all'altra. I brani erano divisi nelle 4 sezioni e tu potevi passare da una sezione all'altra. Ovviamente se il nastro girava da un minuto, cambiando passavi ad ascoltare i primi brani di ogni sezione dopo un minuto. Non mi ricordo, ma non mi pare potesse riavvolgersi. Doveva finire. Ma non sono sicuro.


Casetta stereo 8. Questa ce l'avevo.

Insomma, appena arrivò lo Stereo a casa mi comprai dei dischi.
La mia cultura musicale allora si formava su Ciao 2001 che era l'unica rivista che circolasse.



Questa per esempio me la ricordo bene. Ma anche queste altre. In quel periodo le consumavo, per quanto le sfogliavo. Non perdevo un numero. Mi segnavo le date dei concerti e l'uscita dei dischi. Sapevo tutto dei gruppi e delle loro vicissitudini. Il tempo sembrava andare molto più lentamente, a pensarci adesso. Fra l'uscita di un disco e un altro cambiavano prospettive e aspettative.

I primi dischi che comprai erano Master of reality dei Black Sabbath e Vol 4 dei Led Zeppelin.
Quello che mi conquistò subito fu Master of Reality. L'attacco dissonante di Black Dog mi disturbava. Mi sedevo in poltrona con le due casse ai lati e spingevo Sweet Leaf a palla. (ma allora non si diceva, a palla)



In realtà volevo comprare gli ultimi due dischi di due gruppi che mi affascinavano molto, ma di cui avevo ascoltato poco e niente. Non c'erano radio private a quel tempo (quando 4-5 anni dopo arriveranno si chiameranno libere) e nemmeno televisioni. Sui canali Rai queste cose non giravano. Giusto Supersonic la sera alle 10 ma arrivò alcuni mesi dopo.
Però non trovai Vol 4 dei Black Sabbath, appena uscito e presi il precedente Master of Reality.

Passavo tutto il mio tempo in casa con questi due dischi. Per un po' non potei permettermene altri. Ed era un periodo di grave scazzo famigliare. Ero in piena crisi adolescenziale. In guerra con tutto il mondo. A scuola litigavo con tutti, i capelli erano sempre più lunghi. Volevo solo comprarmi una chitarra elettrica. Quell'anno fui bocciato e cacciato da quella scuola.

Su Ciao 2001 sognavo sulle date dei concerti italiani dei gruppi che sognavo ma che nemmeno avevo mai ascoltato. Le foto di Ian Anderson che suonava il flauto su una gamba sola con quelle palandrane settecentesche che indossava sul palco mi affascinavano. Avrei dato chissà cosa per andarli a vedere.
Ma ero troppo piccolo nel 72. Il Palasport era dall'altra parte di Roma. L'autobus per il mio quartiere aveva come ultima corsa le 23.45. Non sapevo come fare.

Il primo concerto cui andai, che proprio non potevo, non potevo non andare, fu quello dei Black Sabbath. Era il 73. Mi pare Febbraio 73. Dissi che andavo a dormire a casa di un amico vicino alla scuola che frequentavo e che era lontana da casa. Invece arrivai all'Eur con l'autobus da solo perché nessuno fra i miei amici aveva avuto il permesso di andare o era riuscito a svincolarsi. Feci la fila per il biglietto. Ero intimidito. C'era il mondo dei concerti. Tanti ragazzi più grandi, io ero un ragazzino. Era tutto nuovo. Spaventoso e enorme. Ricordo il palazzetto pieno di fumo. Ricordo che guardavo con invidia i gruppi che per come erano vestiti, per come si muovevano e si conoscevano e si raccontavano di altri concerti sembravano padroni della situazione. Io me ne stavo da solo. Mi ero portato delle sigarette che avevo fregato nel pacchetto di mia nonna e chiesi da accendere a una ragazza. Non fumavo e dovetti sedermi perché mi girava forte la testa e temetti di vomitare. Ad un certo punto mi sentivo profondamente infelice.

Suonò un gruppo di spalla. Non ricordo chi fossero. Ma all'inizio li avevo presi per i Black Sabbath e mi meravigliava perché non riconoscevo nessun pezzo. Però non chiesi niente perché temevo di fare brutta figura.

Anni dopo, ad un concerto dei Kiss (che mi stavano sul cazzo e chissà perchè c'ero andato) un carabiniere in servizio che era davanti a me mi sentì commentare con la ragazza con cui ero, eravamo appena arrivati e lei temeva che il concerto fosse già iniziato, "no questo è il gruppo di spalla". E il carabiniere si girò e disse. "E' di spalla perchè qui siamo di lato. Però se ti sposti..."
Giuro che è vero.

Insomma ad un certo punto finisce di suonare il gruppo. Un po' di pausa. Il tempo passava. Io guardavo l'ora e le speranze di prendere l'ultimo autobus diminuivano. Non sapevo dove andare, quando sarebbe finito il concerto. Si spengono le luci. Attesa. Non si accendevano gli accendini allora. Lo vidi fare per la prima volta qualche anno dopo. Forse perché non c'erano gli accendini usa e getta. Si usavano i fiammiferi o accendini da ricaricare. Solo i puntini rossi delle sigarette.

Si accende un riflettore e punta su una enorme svastica sospesa al centro del palco.
E attaccano Paranoid.

Che botta. Quel basso mi faceva torcere le budella. Mi veniva da piangere per quanto ero contento di essere lì in quel momento. Non so perché ci si commuove in certe circostanze ma io ero lì e quelli erano i Black Sabbath e stavano suonando Paranoid.
Credo di non essere mai stato più vicino a dio di quel momento.

La gente vicino a me prese a saltare. Io mi vergognavo all'inizio ma poi nessuno mi guardava e iniziai a saltare pure io. I pezzi si susseguivano, non avevo più voce per cantare e urlare.
Quando uscimmo mi sentivo parte di quella gente. Non avevo parlato con nessuno ma ora ci guardavamo in faccia e avevamo qualcosa in comune. Avevamo condiviso qualcosa.
Non riuscivo ad andarmene dal Palasport. Restavo lì ad ascoltare. Nei circoletti, dove si raccontavano i momenti. Si scaricavano emozioni. Tremavo ma non dal freddo.

Alla fine con un gruppo presi un autobus verso la stazione. Sull'autobus eravamo ancora un bel po'. Ero solo ma ero nel gruppo. Ero uno di loro. Poi alla stazione ci disperdemmo. Presi un tram e solo due del concerto salirono con me, ma si misero seduti davanti. Poi scesi al capolinea del tram e ora non sapevo come andare a casa. C'erano un bel po' di chilometri. E poi come potevo presentarmi a casa a quell'ora?

Avevo pensato di dormire in un portone, ma non era ancora l'una. E la notte era lunga. C'erano le corse notturne del tram. Feci su e giù da un capolinea all'altro per un po' di volte. L'autista mi disse: "a ragazzì ma non ce l'hai una casa?". Allora scesi.
Erano le due e mezza e mi infilai dentro un portone, verso piazza Vittorio.
Non fu divertente. Un sacco di pensieri brutti mi giravano per la testa. Ma poi arrivò l'ora in cui gli autobus ripresero a circolare e andai verso scuola.
Non vedevo l'ora di raccontare agli amici che io al concerto c'ero andato.

buzz

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Black Sabbath :: Commenti

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Messaggio il Gio Ott 18, 2012 4:05 pm  Paolin

buzz ha scritto:

Il primo concerto cui andai, che proprio non potevo, non potevo non andare, fu quello dei Black Sabbath. Era il 73. Mi pare Febbraio 73.

http://www.black-sabbath.com/tourdates/1973tour/

23 Febbraio? Very Happy

Se i Kiss li hai visti nel '80-'81 il gruppo di spalla erano i Maiden, ai tempi di Killer.

Bel racconto Buzz, mi ha ricordato le mie prime esperienze con la musica che acquistavo "con i miei soldi" e i primi concerti di un certo spessore. L'anticipazione, la gioia di essere li, l'euforia del vedere la tua band preferita davanti a te....che bello essere giovani ed entusiasti. Very Happy

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Messaggio il Gio Ott 18, 2012 4:16 pm  buzz

wow! eh sì 23 febbraio. era un venerdi. i concerti erano sempre di venerdi. Very Happy

lì dice che iniziavano (typical set) con Tomorrow’s Dream ma io mi ricordo Paranoid.
però (purtroppo) sono passati un po' di anni... Mad
ma sweet leaf me la ricordo, che la fecero quasi subito.

i kiss boh... no, doveva essere il 79. in un concerto ai giardini di castel sant'angelo.
c'ero andato nei giorni precedenti a vedere Peter Tosh che allora era insieme a Bob Marley il nome più noto del reggae e così ci sono tornato, più che altro per la tipa che era con me, ma i Kiss non mi hanno mai detto nulla.

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Messaggio il Gio Ott 18, 2012 8:06 pm  Paolin

buzz ha scritto:wow! eh sì 23 febbraio. era un venerdi. i concerti erano sempre di venerdi. Very Happy

lì dice che iniziavano (typical set) con Tomorrow’s Dream ma io mi ricordo Paranoid.
però (purtroppo) sono passati un po' di anni... Mad
ma sweet leaf me la ricordo, che la fecero quasi subito.

i kiss boh... no, doveva essere il 79. in un concerto ai giardini di castel sant'angelo.
c'ero andato nei giorni precedenti a vedere Peter Tosh che allora era insieme a Bob Marley il nome più noto del reggae e così ci sono tornato, più che altro per la tipa che era con me, ma i Kiss non mi hanno mai detto nulla.

anche a me i Kiss mi sono sempre stati sulle palle. Tutto di loro m'infastidisce, dalla musica alla spiccata vena commerciale che hanno sempre avuto. Kiss-qua, kiss-la, eccheppalle!!

ok che sono passati un po' di anni ma aver vissuto in quegli anni ti ha permesso di vivere il periodo d'oro di un certo tipo di rock 'n roll.
Ti invidio in questo senso, io ho iniziato ad interessarmi di musica attorno al '86, '88 e il primo concerto lo vidi nel '90 quando ormai i grandi che adoravo stavano soccombendo al suono del grunge Seattlesco. Mad

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Messaggio il Gio Ott 18, 2012 8:32 pm  virgy



sì ...bel racconto


in un attimo mi sono passati davanti agli occhi.... il mio mangiadischi e il primo Stereo...un minerva, mi pare
e poi le riviste che comprava mio fratello, mi pare Alta Fedeltà o una cosa del genere, non ricordo bene...
la rivista che hai postato tu Buzz, invece, mi riporta a Firenze ....girava in quella casa, la ricordo bene

sì, anche se avevo altri interessi, ero lo stesso circondata da musica e gruppi, insomma sono cresciuta a pane e ritmo mrgreen

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Messaggio il Gio Ott 18, 2012 11:17 pm  cal

Bel racconto, mi hai fatto tornare in mente tante cose...

Le parole "Sweat Leaf" mi hanno fatto tornare in mente immediatamente il suo attacco...
I primi concerti da regazzì, con li dejavu del gruppo spalla, arrivi sfinito alla pausa ed il tuo gruppo deve ancora suonare...
L'entusiasmo per la scoperta...

Il mio primo concerto dei BS (http://www.black-sabbath.com/tourdates/1998tour/) è stato l'ultimo per molti anni, pensavo: ormai ho visto loro il primo vero gruppo Rock che ho ascoltato (partendo da Sabbath Bloody Sabbath), ho visto il concerto della vita ora cosa potrei vedere che non mi deluda... ed ho aspettato di dimenticare l'emozione di quel giorno prima di andare ad un altro concerto.

A 16 anni andai ad un Monster Of Rock, passai tutta la notte tra treni e stazioni che ricordi affraid Sleep
[con un amico più grande che aveva fumato talmente che a fine concerto mi confessò che aveva creduto di essere in una disco, e che le stelle fossero le luci sorry ]

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Messaggio il Ven Ott 19, 2012 9:10 am  mork

Paolin ha scritto:... soccombendo al suono del grunge Seattlesco. Mad

infatti io ho visto i SoundGarden a Reggio Emilia Cool

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Messaggio il Ven Ott 19, 2012 9:58 am  panoramix

Beh in qualche maniera dei degnissimi eredi i Soundgarden

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Messaggio il Ven Ott 19, 2012 10:00 am  tummu

quoto
dopo la deriva degli anni 80 anche il grunge aveva un suo perché

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Messaggio il Ven Ott 19, 2012 3:15 pm  Paolin

cal ha scritto:A 16 anni andai ad un Monster Of Rock, passai tutta la notte tra treni e stazioni che ricordi affraid Sleep
[con un amico più grande che aveva fumato talmente che a fine concerto mi confessò che aveva creduto di essere in una disco, e che le stelle fossero le luci ]

quello di Modena dell' '88...? Ricordo ci fossero i Maiden, Anthrax, Kiss, Helloween e altri....

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Messaggio il Ven Ott 19, 2012 3:23 pm  Paolin

mork ha scritto:
Paolin ha scritto:... soccombendo al suono del grunge Seattlesco. Mad

infatti io ho visto i SoundGarden a Reggio Emilia Cool

guarda. Di per se non mi ha mai completamente dispiaciuto il grunge come forma musicale. Cio' che mi infastidi' fu il completo abbandono da parte delle case discografiche delle band che mi facevano saltare ed urlare fino a quel momento rivelando, come se ce ne fosse bisogno, la cinicita' e la vera natura del bisness musicale.
Fino a quel momento pensavo che la musica fosse pura ed in particolare la mia musica, il metal e soprattutto il Thrash, fosse ancora piu' pura e scevra da ogni contaminazione commerciali. Poi ho visto Mustaine girare in camicia di flanella ed ho capito tutto. Mad Mad

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Messaggio il Ven Ott 19, 2012 4:04 pm  Spider

Paolin ha scritto: Poi ho visto Mustaine girare in camicia di flanella ...

Twisted Evil Twisted Evil Twisted Evil

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Messaggio il Ven Ott 19, 2012 5:30 pm  panoramix

addirittura i mitici Voivod avevano preso una mezza sterzata con The Outer Limit

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Messaggio il Lun Ott 22, 2012 7:11 pm  cal

Paolin ha scritto:
cal ha scritto:A 16 anni andai ad un Monster Of Rock, passai tutta la notte tra treni e stazioni che ricordi affraid Sleep
[con un amico più grande che aveva fumato talmente che a fine concerto mi confessò che aveva creduto di essere in una disco, e che le stelle fossero le luci ]

quello di Modena dell' '88...? Ricordo ci fossero i Maiden, Anthrax, Kiss, Helloween e altri....

No troppo presto Smile quello di tre o quattro anni dopo, c'erano sempre gli Iron forse i Pantera What a Face e deve essere stato a Reggio quella volta Wink

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Messaggio il Mar Ott 23, 2012 1:23 pm  giorgiolx

Paolin ha scritto:

ok che sono passati un po' di anni ma aver vissuto in quegli anni ti ha permesso di vivere il periodo d'oro di un certo tipo di rock 'n roll.

esatto...anni d'oro ma antichi...ognuno ha vissuto i suoi anni...io ho beccato in pieno i secondi 80 e i primi 90 piena era hard core pun rock in italia ed era un fulgore e uno scintillio di gruppi e concerti...la crema...dopo di allora mai più come prima...e sono stato felice di aver vissuto quel periodo...echissenegrega di chi si è beccato i led zeppelin, o i deep o i jethro tull o i cream blablabla...quel tipo di rock per noi era vecchio e amuffito Twisted Evil Twisted Evil Twisted Evil a ciascuno il suo...dopo c'è stato altro e in futuro ci sarà altro ancora...importante non dire mai la frase chiave...ai miei tempi si che si saltavano i fossi per lungo

ah, il grunge era vecchio anche quando era nuovo

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Messaggio il Mar Ott 23, 2012 1:55 pm  tummu

è per quello che Kurt si è sparato

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Messaggio il Mar Ott 23, 2012 3:11 pm  Ospite

Buzz, complimenti per il racconto.

Certo chi e nato e vissuto a Roma o immagino a Milano, potrà raccontare queste storie degli anni '70 e '80.

Io sono arrivato a Roma nell'86 e ricordo qualcosa del genere. Dal paese di provincia clerico/contadino ad una citta come Roma, il salto è stato vertiginoso. A Roma si potevano vedere dal vero le cose e alla sera al TG1 le rivedevi. "Ti sentivi al centro della scena".

Dalla provincia invece vedevano il sunto filtrato di tutto o quasi.

I concerti, le manifestazioni, le bombe, il raccordo bloccato, tutto toccavi con mano.

Ora siamo cresciuti, e spesso ci lamentiamo ti tutto. Da ragazzi invece era tutto meraviglioso.

Mah....



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Messaggio il Mar Ott 23, 2012 3:13 pm  buzz

per il raccordo bloccato non userei il verbo al passato.

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Messaggio il Mar Ott 23, 2012 3:28 pm  giorgiolx

Rugg ha scritto:

Io sono arrivato a Roma nell'86 e ricordo qualcosa del genere. Dal paese di provincia clerico/contadino ad una citta come Roma, il salto è stato vertiginoso. A Roma si potevano vedere dal vero le cose e alla sera al TG1 le rivedevi. "Ti sentivi al centro della scena".


ma vah...io vengo dalla provincia vicentina e la scena eravamo noi!!!!

...ci organizzavamo i concerti si chiamava gente, si occupavano i posti, si suonava e soprattutto si girava...c'era un concerto a milano? si partiva e si andava, ce n'era uno a modena? via in treno

si compravano le funzine e i 7'' o le cassettine e via andare...

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Messaggio il Mar Ott 23, 2012 7:34 pm  Paolin

giorgiolx ha scritto:
Paolin ha scritto:

ok che sono passati un po' di anni ma aver vissuto in quegli anni ti ha permesso di vivere il periodo d'oro di un certo tipo di rock 'n roll.

esatto...anni d'oro ma antichi...ognuno ha vissuto i suoi anni...io ho beccato in pieno i secondi 80 e i primi 90 piena era hard core pun rock in italia ed era un fulgore e uno scintillio di gruppi e concerti...la crema...dopo di allora mai più come prima...e sono stato felice di aver vissuto quel periodo...echissenegrega di chi si è beccato i led zeppelin, o i deep o i jethro tull o i cream blablabla...quel tipo di rock per noi era vecchio e amuffito Twisted Evil Twisted Evil Twisted Evil a ciascuno il suo...dopo c'è stato altro e in futuro ci sarà altro ancora...importante non dire mai la frase chiave...ai miei tempi si che si saltavano i fossi per lungo

ah, il grunge era vecchio anche quando era nuovo

mai piaciuto il punk, cosi' cosi' l'Hardcore e mi sono sempre limitato ad una manciata di band d'oltreoceano (DRI, SOD, Suicidal Tendencies, Ramones...). In Italia pero' c'era una band Padovana che mi piaceva molto e che ho visto un paio di volte dal vivo, mi pare si chiamasse Frutteti Riarsi o qualcosa del genere...

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Messaggio il Mar Ott 23, 2012 8:40 pm  giorgiolx

Paolin ha scritto:
giorgiolx ha scritto:
Paolin ha scritto:

ok che sono passati un po' di anni ma aver vissuto in quegli anni ti ha permesso di vivere il periodo d'oro di un certo tipo di rock 'n roll.

esatto...anni d'oro ma antichi...ognuno ha vissuto i suoi anni...io ho beccato in pieno i secondi 80 e i primi 90 piena era hard core pun rock in italia ed era un fulgore e uno scintillio di gruppi e concerti...la crema...dopo di allora mai più come prima...e sono stato felice di aver vissuto quel periodo...echissenegrega di chi si è beccato i led zeppelin, o i deep o i jethro tull o i cream blablabla...quel tipo di rock per noi era vecchio e amuffito Twisted Evil Twisted Evil Twisted Evil a ciascuno il suo...dopo c'è stato altro e in futuro ci sarà altro ancora...importante non dire mai la frase chiave...ai miei tempi si che si saltavano i fossi per lungo

ah, il grunge era vecchio anche quando era nuovo

mai piaciuto il punk, cosi' cosi' l'Hardcore e mi sono sempre limitato ad una manciata di band d'oltreoceano (DRI, SOD, Suicidal Tendencies, Ramones...). In Italia pero' c'era una band Padovana che mi piaceva molto e che ho visto un paio di volte dal vivo, mi pare si chiamasse Frutteti Riarsi o qualcosa del genere...

si, frutteti riarsi Smile

ma indipendentemente dal genere a chi dice...ah...se fossi nato in quegli anni si che sarei stato fortunato...rispondo che ogni generazione ha il suo "Rock&Roll" e se uno voleva "essere dentro" o "vivere da dentro" certe cose ...bastava che si guardasse attorno Rolling Eyes

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Messaggio il Mer Ott 24, 2012 12:03 pm  buzz

giorgiolx ha scritto:
ma indipendentemente dal genere a chi dice...ah...se fossi nato in quegli anni si che sarei stato fortunato...rispondo che ogni generazione ha il suo "Rock&Roll" e se uno voleva "essere dentro" o "vivere da dentro" certe cose ...bastava che si guardasse attorno Rolling Eyes

Sono d'accordo si e no.
Forse soggettivamente può anche apparire così, non saprei. Ma che i Led Zeppelin storicamente, oggettivamente, contino di più dei Frutteti Riarsi non mi pare opinabile.
Laughing
Ho preso due estremi, è chiaro, ho estremizzato fino al paradosso, ma il concetto che voglio esprimere è che ci sono momenti e situazioni, che diventano storici perché di massa, oppure perché segnano un punto di svolta in qualche modo rilevante.

Essere a Woodstock allo storico concerto non è come essere a Concorezzo (ho sparato a caso... l'avranno fatto un concerto rock a concorezzo una volta, no?) Smile
essere al Parco Lambro nel 75 non è come essere ad un heineken festival del 2005;

Poi è chiaro che non è che uno se ne debba far un vanto, se casualmente, inconsapevolmente, quel giorno era lì.
Per quanto mi riguarda farei volentieri a cambio, il Parco Lambro con un Heineken festival qualsiasi, se qualcuno mi da l'età che avevo al parco lambro all'heineken festival Wink

Il mito non si forma a caso, però.
Tu avrai pure vissuto soggettivamente "un fulgore e uno scintillio di gruppi e concerti...la crema" ed essere felice per averlo vissuto e questo nessuno te lo può togliere.
Va benissimo, sono d'accordo con te.
E posso anche capire che nei momenti in cui vivevi questa tua età il rock anni 70 fosse antico e vetusto. E' normale.

Però, a distanza di tanti anni, sotto il vaglio continuo che permette alla pula di volare via e al grano di depositarsi sul fondo, vai a vedere quello che resta. Non per me, o per te, ma per tutti.

A me ha sempre sorpreso, vedere nel tempo che la musica che ascoltavo a 15 anni (e rimaneva per me bella, anche perché era legata ai miei anni) fosse bella per tutte le generazioni che sono venute successivamente.
Ma così come ascolto io del rock blues anni 50 e lo trovo bello. E ascolto roba anni 80-90 e la trovo bella.

La musica bella non ha età. Per fortuna.

Ma oltre questo, la bella musica è insieme frutto del suo tempo ma anche in qualche modo lo cambia, lo impersona. Lo fotografa, lo cristallizza, in qualche modo.

E ci sono momenti storici più importanti di altri. O se preferisci, più significativi. Dei punti di svolta.

Anni 90? Il concerto dei metallica (pantera - acdc ecc) a mosca (monster of rock) 1991, muro di berlino giù da due anni, perestroika, gorbaciov... la sensazione del punto di svolta. Impensabile fino a qualche anno prima, quando Sting (1985) cantava:
We share the same biology
Regardless of ideology
What might save us me and you
Is that the Russians love their children too



beh non puoi dirmi che essere a quel concerto dei Metallica non sarebbe qualcosa da tenersi stretto dentro, magari scambiandolo con il concerto dei Cani Morti a Rogoredo.

Smile


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Messaggio il Mer Ott 24, 2012 4:13 pm  giorgiolx

ma anche no...mitizzare un concerto non mi interessa.

Essere stati a woodsotck è mitico? boh...è anche una cosa antica antica...
è stato seminale per UN CERTO TIPO di rock? sicuramente, ma a me quel tipo di rock non piace e lo trovo vecchio, ammuffito e polveroso...i Led Zeppelin IO li trovo noiosi e per nulla attuali.

sono passati più di 40 anni...non ero neanche nato...

Il rock è rottura, è "situazionista", è morto/sepolto/resuscitato/trasformato/reimpastato mille volte...

dover rifarmi musicalmente parlando (anzi, rock&roll-mente parlando) ad una musica di 45 anni fa è molto poco rock&roll e molto da pensionato, Per me i gruppi che danno la scossa sono quelli che anticipano il futuro e solitamente non sono capiti dai contemporanei..pensa agli stooges, contemporanei di woodstock e e infatti rivalutati una decade dopo.

per te è differente...c'eri...hai vissuto quei momenti, forse ti ricordano quando eri giovane; forse i led zeppelin erano rottura rispetto ad elvis presley o adriano celentano come per me lo erano i cure o gli stone roses rispetto ai led zeppelin.

poi c'è a chi piace partecipare, sentirsi parte di un momento epocale come può essere stato il concerto dei pink floyd quando è caduto il muro di berlino e a chi no...io sto male ai concerti con più di 1000 persone e al concerto dei metallica non ci sarei mai andato Smile

boh...ho poche idee e anche confuse...ma ti assicuro che occupare un capannone, sbattersi per organizzare il concerto, lavorare, fare, brigare per le 100 persone che forse verranno...non ha prezzo Wink che siano i led zeppeli o i frutteti riarsi o i cani morti

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Messaggio il Mer Ott 24, 2012 5:17 pm  buzz

Non intendevo mettere a confronto musiche diverse. E non è che mi sono fermato ad ascoltare la musica anni 70, anzi... che palle se no.
E ho chiaro che legare un'emozione alla propria giovinezza si rischia molto facilmente di scambiare la nostagia della giovinezza per nostalgia dell'emozione in sè, mitizzandola.

Niente di tutto questo.

Mi hai risposto però quando dici che a te vivere certi eventi epocali non interessa.
Ok, lo capisco. E francamente non è che mi sia mai trovato a pensare "ah come sarebbe stato fico essere a Mosca nel 91" ... assolutamente no.

Però, dal mio punto di vista, nel subcultura rock, quel concerto è stato epocale. Come altri del resto. Il significato è andato oltre quello del concerto in sé. Senza scomodare troppo le maiuscole, ma quel concerto è Storia. Come Woodstock del resto.
Per il metasignificato che ha travalicato il confine ristretto della subcultura che lo ha espresso per espandersi e diventare altro.

Spesso, riguardo questi eventi del passato, siano essi concerti, rivoluzioni, guerre, grandi momenti di follia o di emozione o di commozione o di gioia collettiva, andiamo a leggerci dei libri, guardiamo dei film, sentiamo i racconti di chi c'era insomma.

E' una qualità innata dell'uomo, il raccontarsi. L'iliade, l'odissea, i grandi poemi epici di ogni cultura. Raccontati, cantati, scritti.
Riportano ad altri uomini le gesta degli uomini.

Quando leggiamo l'Iliade con gli occhi della fantasia siamo lì.
Se fosse possibile trasportarci leggeri a guardare lo faremmo: folle di curiosi accalcati da ogni epoca, intorno al campo di battaglia, a guardare le gesta degli Achei e dei Troiani.

Volando molto più basso, ci sono gruppi e concerti che sono entrati nella storia del rock.
Qualche milione di altri no.

Non sto parlando di me eh. Il concerto cui faccio riferimento in questo racconto è importante solo per me. E' del tutto soggettivo. Forse era l'epoca, che lo rende particolare. Oggi non siamo abituati a pensare che in quegli anni leggevi di un disco e riuscivi ad ascoltare qualcosa solo qualche mese dopo quando lo compravi. E questo alimentava le leggende e le aspettative. Non c'era televisione, radio, internet. Non c'era niente.

Il discorso che facevo era generale. Ci sono momenti e situazioni che hanno un valore oggettivo riconosciuto, metasignificati la cui ampiezza spesso sfugge, al momento.
Essere stato lì, essere testimone, ha un valore diverso dall'averne sentito dire.

Ma non siamo tutti uguali ovviamente.


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Messaggio il Mer Ott 24, 2012 7:21 pm  Tengri

boh ... io ho visto a Roma uno degli ultimi concerti dei Deep Purple. E me la ricordo come una tappa fondamentale nel mio personalissimo percorso musicale.

Quando hendrix, morrison e la joplin morivano io stavo per nascere. Eppure grazie a cugini più grandi ho iniziato la strada del rock dall'alba. Stones, hendrix, Elvis, i doors, e poi Black Sabbath, Deep purple, Led Zeppeling. Quando suonavo il flauto dolce a scuola cercavo di rifare a orecchio i fraseggi di henderson. Ma non ci riuscivo. il io fluto dritto non aveva la stessa tonalità e estensione del suo ... e ci rimanevo malissimo.

Ascolto il grunge di Siattle e tutto lo considero tranne che "vecchio appena nato". Anche perché se ci si ferma ai Nirvana ... beh diciamo che è come parlare di rock e avere solo i dischi dei Beatles ... Very Happy

Insomma questo per dire che chi "rompe il muro" due generazioni dopo diventa un "classico". Ma non per questo perde la sua carica dirompente. Mozart era un rivoluzionario ... molto Rock. Ma chi lo sa? Solo chi si interessa e studia le modulazioni che lui introdusse nella musica dell'epoca.

Dire che i Led Zeppelin o i Deep Purple o qualunque cosa che venisse dai '70 sia oggi vecchio e polveroso, è come (visto che siamo in un forum di montagna) dire che Bonatti è vecchio e fumoso. In questo, invece, vale la bella scritta sulla Jeep del giovane House vagabondi alpino "Bonatti is King". Ecco ... pensando a quegli anni bisognerebbe avere il buon senso intellettuale di riconoscere che quei musicisti infransero il primo muro sperimentale che transitava la musica verso una nuova epoca.

E' successo altre volte dopo. Ma in maniera molto più diluita e nell'affollamento della scena musicale degli anni dell'I-pod. a me i Radiohead mi fanno quasi cagare ... il Brit Pop mi scassa le palle ... però amici musicisti mi dicono che Thom Yorke sia un genio tipo il Lennon di Helther Skelter. Solo che a differenza di Page e Blackmore sta lì infilato in piena era della mercificazione in mezzo a un milione di altri come lui.

La storia di Buzz vi fa capire come i numeri di quegli anno siano diversi da quelli di oggi. Eppure, come per l'arrampicata, ho il sospetto che l'aumento del volume non corrisponda all'emergere di nuove genialità. Sarà che l'omologazione e la tendenza ad assecondare il mercato sono oggi più forti di allora.

Allora il pubblico erano i movimenti di contestazione del sistema. Oggi sono gli avventori di Auchan ....

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