Siamo un popolo spendaccione. Falso

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Siamo un popolo spendaccione. Falso




come al solito lo trovate anche qui http://whitetraces.wordpress.com/2012/10/29/siamo-un-popolo-spendaccione-falso/

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O almeno è la tesi che propone il Centro Nuovo Modello di Sviluppo.

Abbiamo il debito a 2000 miliardi di euro perché abbiamo vissuto sopra alle nostre possibilità? Falso

Un abstract dei punti salienti lo propone oggi il blog di Grillo. Ve lo riporto qui sotto.

A questo link trovate una presentazione chiara ed esaustiva. Ma soprattutto spiegata in un linguaggio semplice e immediato che punta a sconfiggere la privatizzazione delle informazioni esercitata attraverso il gergo tecnico. Reliquia del medioevo delle corporazioni.

Buona lettura.

Il debito pubblico italiano sfiora i 2.000 miliardi.Marcia al ritmo di 100 miliardi in più all'anno. Il 94% del debito è dello Stato, il 6% degli Enti locali. La leggenda che il debito sia dovuto all'aver vissuto sopra le nostre possibilità è falsa. Il debito pubblico non è cresciuto in questi anni per le troppe spese. Nel solo 2011 lo Stato ha avuto un avanzo primario di 16 miliardi, ma gli interessi, pari a 78 miliardi (nel 2012 saranno almeno 90 miliardi), hanno causato un deficit di 62 miliardi. E' una macchina infernale. Dal 1980 al 2011 le spese sono state inferiori al gettito fiscale per 484 miliardi (siamo stati quindi più che virtuosi), ma gli interessi sul debito di 2.141 miliardi, che abbiamo dovuto pagare nello stesso periodo, ci hanno impoverito. Negli ultimi vent'anni il PIL è cresciuto lentamente, mentre il debito è esploso. Il rapporto debito pubblico/PIL è aumentato dal 98,5% del 1991 al 120% del 2011.
Chi sono i possessori del nostro debito? A chi paghiamo gli interessi che distruggono il bilancio dello Stato? Soltanto il 15% sono famiglie, il 40% sono soggetti esteri (di cui più del 50% in Francia e in Germania), il 19% fondi e assicurazioni, il 20% banche italiane e il 6% la Banca d'Italia (*). Il debito pubblico è trasformato regolarmente in oggetto di speculazione dai mercati. Quando gli Stati vendono nuovi titoli per restituire quelli in scadenza, i mercati usano la speculazione al ribasso per imporre tassi di interesse più alti. La tecnica dell'usuraio. Il debito diventa quindi una opportunità per massimizzare i guadagni dei mercati a spese delle comunità nazionali. Come conseguenza si aggravano le disparità sociali. L'11% delle famiglie italiane vive in povertà e il 7,6% è a rischio (**), dal 2008 al giugno del 2012 le famiglie italiane hanno subito un salasso di 330 miliardi di euro (***).
Se i poteri finanziari usano la speculazione per aumentare i loro guadagni e obbligano i governi al pagamento degli interessi al più alto tasso possibile, il risultato è la recessione degli Stati indebitati e la loro cessione di sovranità. La Grecia dopo tre anni di austerità è scesa da 180 miliardi a 150 di spesa per i consumi e la disoccupazione è salita da 200.000 a quasi un milione di persone (****). Nel lungo termine la recessione distrugge il Paese, ma il debito non diminuisce. Il mito della crescita che dovrebbe nel tempo ridurre il peso del debito si è dimostrata falsa. Nel 2012 In Italia ci sarà una diminuzione del PIL intorno al 3% e per il 2013 non è atteso nessun miglioramento. La globalizzazione sposta inesorabilmente la produzione nei Paesi dove il costo del lavoro è più basso. L'ambiente e un modello di crescita infinito non sono compatibili. Ogni europeo consuma in media 16 tonnellate di materiali all'anno che corrispondono a 51 se si aggiungono detriti e rifiuti dovuti alle catene produttive.
La spirale di debito crescente e gli interessi speculativi stanno disintegrando l'Italia insieme ad altri Stati europei. Ci sono alternative. Le stanno applicando alcuni Paesi del Sud America e l'Islanda. Il peso della crisi va distribuito tra creditori (in massima parte banche e istituti finanziari) e cittadini, va avviata una durissima lotta alla speculazione, valutato il congelamento degli interessi per alcuni anni, e analizzate le voci del debito per valutarne la legittimità di ognuna. Stiamo correndo contro un muro e ci dicono che non c'è alternativa. Il rischio è che si arrivi comunque al default con la svalutazione del debito e la Nazione impoverita e in ginocchio.


(*) dato marzo 2012
(**) Istat luglio 2012
(***) Il sole 24 ore luglio 2012
(****) elaborazione dati Ameco 2012

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Tengri

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Messaggio il Mar Ott 30, 2012 4:29 pm  Silvio

molto bene, grazie !

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Messaggio il Mar Ott 30, 2012 4:51 pm  mork

Che il debito alla fin fine fosse un problema di interessi si sapeva già. Le campagne per la cancellazione del debito dei paesi poveri erano fatte proprio per questo motivo. Il debito non sarà mai pagato, ma i paesi continuano a pagare gli interessi che sono quelli che li strangolano.

Comunque, secondo me l'articolo contiene una piccola falsità di fondo. Se te spendi un tot e ti avanzano 16 miliardi, e devi ancora pagare 78 miliardi di interessi, vuol dire che hai speso troppo. Gli interessi sapevi già prima che dovevi pagarli, mica l'hai scoperto dopo.
Che poi il sistema finanziario sia un cappio al collo di tutti noi, son d'accordo. Ma non puoi scrivere che siamo stati virtuosi. Certo, se non ci fossero gli interessi, era meglio, ma che scoperta...

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Messaggio il Mar Ott 30, 2012 5:29 pm  Tengri

Leggiti le diapositive sul sito. Il discoso è molto più ampio.

Secondo quello che si legge c'è un momento storico ben preciso in cui inizia la spirale del debito. Legato agli scenari politico economici della reggenza Regan.

il ragionamento che fai ... se devi pagare 78 e spendi e ti rimane 16 allora significa che hai speso troppo perché devi ancora 78-16 ... è un discorso interno al meccanismo del debito. Così non se ne esce. La domanda a cui invece si cerca di rispondere è "come se ne esce?".

Quella che definisci una falisità in realtà lo è solo se non tieni conto di chi da una parte lo ha generato il debito e chi dall'altra è chiamato a ripagarlo.

E secondo me alcune delle proposte di quel documento sono condivisibili. Un esempio? Solo il 15% del debito è in mano ai cosidetti "piccli risparmiatori", le famiglie. A quelli garanisci la restituzione di capitale e parte degli interessi. Agli altri (gli speculatori) no. Azzeri il conto e riparti.

Si tratta di misure emergenziali in tempo di crisi profonda. Già altrove scrissi che in sostanza siamo in guerra. E offrire l'altra guancia a chi c'ha un mitra non è solo ingenuo. E' idiota.

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Messaggio il Mar Ott 30, 2012 5:37 pm  Tengri

uso un analogia ...

sto leggendo unlibro sui movimenti popolari indiani. L'autrice a un certo punto dice che il governo ha montato una campagna di comunicazione per convincere l'opinione pubblica che tutti i movimenti erano "maoisti". Ovvero un sinonimo di violenti, armati, illegali e pronti a conquistare il potere con la forza.

L'autrice si fa a un certo punto una domanda. Violenti? Qualcuno si pone il problema di quando l'esecito arriva nei villaggi e stermina le popolazioni? Qualcuno definisce quelli come attacchi violenti, illegali tesi a usurpare i diritti di quelle persone? Perché alla vioenza bisognerebbe rispondere in altro modo?

Ecco ... mutatis mutandis ... perché allo squalo speculatore che prende in prestito titoli per poi rivenderli sul mercato secondario capitalizzare e restiturli devalorizzati io dovrei rispondere dall'interno della sua logica? Che si fotta! Io Stato sovrano (se ancora lo sono) prima blocco la resituzione degli interessi. Poi se mirode il culo non gli restituisco nemmeno il capitale.

Bush lo fece dopo aver occupato l'Iraq. Non mi sembra che gli sia successo nulla. Anzi. Correra l'ha fatto in Ecuador ... e le sorti del Paese migliorano. perché noi CAPRE italiane dovremmo continuare a sottostare a questo giochetto?

BAH ... fincheé anche noi che non contiamo un cazzo continuaiamo a farci sti problemi siamo proprio alla mercè. A sto punto fanno bene a incularci senza vasellina. perché alla fin fine continueremo a pensare che tanto l'ano sta lì apposta. Smile

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Messaggio il Mar Ott 30, 2012 5:41 pm  mork

mi leggerò bene l'articolo ma sono sicuro che ci troverò spunti condivisibili.

Quello che volevo dire io, è che essendo chi ci governa strettamente connesso al sistema finanziario e speculativo sa perfettamente come funziona. Quindi definirlo "virtuoso" mi sembra una forzatura in quanto comunque spende molto più di quello che può permettersi (comprendendo anche gli interessi). Non so se mi sono spiegato bene.
Se chi ci governasse fosse qualcuno che protesta contro la speculazione finanziaria allora sarebbe un altro discorso. Ma negli ultimi 20 anni (cioè da quando presto + attenzione a queste cose) l'unico che ho sentito protestare contro la speculazione è stato Tremonti, pensa te...


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