Debito pubblico il minore dei mali?

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Debito pubblico il minore dei mali?




Eresia! In questi anni di crisi ci hanno lavato il cervello facendo in modo che ognuno nel suo piccolo si sentisse in colpa. Perché la sanità è pubblica. Perché la scuola è pubblica. Perché ci sono troppi consiglieri regionali. Perché l’autobus e le mense costano poco. Perché tutti abbiamo vissuto al di sopra dei nostri mezzi.

Ci sentiamo in colpa. Eppure continuiamo a guardare la macchina che abbiamo da 10 anni. Le scarpe che non ci possiamo permettere. Le vacanze in tenda. Le cene a casa perché fuori non si può. Il sogno dei figli perché dopo affitto e spese nemmeno al cinema riusciamo ad andare.

Ci guardiamo allo specchio e ci sovviene una domanda. Al di sopra dei nostri mezzi? Ma che cazzo dite!!

Sono ormai mesi che, come di consueto, cerco risposte diverse. Diverse dal mantra colpevolizzante che usa la crisi per spillarci gli ultimi risparmi al fine di comprare carbone per un sistema che è ormai come un treno a vapore ai tempi dell’elettricità.

E vagando di economista in economista qui e lì inizia a insinuarsi l’idea che il mantra sul debito pubblico in realtà sia ciò che sia. Ovvero una di quelle operazioni di illusione di massa che serve a garantire il silenzio conciliatorio del popolo di Auchan a politiche sempre più vessatorie. Perché siamo colpevoli. E dobbiamo espiare.

Peccato. Punizione. Espiazione. Felicità. La cultura giudaico-cristiana (quella a cui volenti o nolenti apparteniamo) fornisce il terreno di coltura ideale perché il mantra venga interiorizzato e i singoli si autoconvincano che continuare a soffrire sia la giusta punizione per le colpe del passato.

Nel mio vagare ho trovato un articolo di alcuni sediziosi rivoluzionari complottisti che scrivono per un blog sconosciuto e soprattutto totalmente ignorante su tutto ciò che riguarda il funzionamento e le dinamiche dell’economia di mercato. Il misterioso blog si chiama Bloomberg e l’articolo parla di come ricchi tedeschi pecchino e a espiare siano poveri greci. Una sorta di FIAT-Cattolicesimo. Privatizzare il peccato e socializzare l’espiazione.

In sostanza, si tratta di come il debito pubblico sia in realtà (e in buona parte) una sorta di trucco per ripagare il debito privato (soprattutto delle banche).

Ve lo traduco. Leggetelo anche se non vi frega un cazzo né dei Greci né dei Tedeschi, perché si tratta di un paradigma. Di un esempio di come stanno andando le cose in Europa. E di come anche le leggi di stabilità italiane rispondono a ben altri interessi che non quelli del “rimettiamo a posto i conti così poi torna la crescita e tutti stiamo meglio” (dichiarazioni di oggi del governo in gestione commissariata) … oooppsss …. in carica)

Buona lettura. L’originale è qui.

“Nei milioni di parole scritte sulla crisi del debito in Europa, la Germania è in genere identificata come l’adulto responsabile a la Grecia come il bambino dissoluto. Alla prudente Germania, dice la storiella, dispiace moltissimo di dover salvare la Grecia, che ha preso in prestito molto di più di più di qunato poteva permettersi e ora deve pagarne le conseguenze.

Vi sorprenderebbe sapere che I contribuenti europei hanno fornito identico appoggio finanziario tanto alla Germania quanto alla Grecia? Un esame dei flussi monetari europei e dei bilanci delle Banche Centrali europee suggerisce proprio questo.

Iniziamo dicendo che non possono esistere debitori irresponsabili senza creditori irresponsabili. Le banche tedesche sono alla base del problema. Grazie in parte a leggi con ampi margini di manovra, le banche tedesche, negli anni prima della crisi, hanno creato un rischio altissimo (precarious exposures) nelle zone periferiche del continente. Dal dicembre del 2009, secondo la Bank for International Settlements, le banche tedesche hanno messo insieme un credito di $704 miliardi nei confronti di Grecia, Irlanda Italia, Portogallo e Spagna. Molto di più del capitale aggregato delle stesse banche. In altre parole hanno prestato più di quanto potevano permettersi.

Quando la Banca Centrale Europea e l’Unione Europea sono intervenute per salvare i Paesi in difficoltà hanno solo reso possibile che le banche tedesche riportassero a casa i propri capitali. Come risultato hanno salvato sia le banche tedesche sia i contribuenti che avrebbero dovuto supportare quelle banche se i prestiti non fossero stati ripagati. A differenza degli aiuti alla Grecia, il supporto alle banche tedesche è avvenuto automaticamente, come conseguenza della struttura monetaria dell’Unione.

Come ha funzionato

Quando le banche tedesche hanno ritirato i capitali dalla Grecia, le altre banche centrali dell’area euro hanno controbilanciato la fuoriuscita con prestiti alla Banca Centrale Greca. Questi prestiti apparivano sui bilanci della Bundesbank, la banca centrale tedesca, come richieste di pagamento nei confronti del resto dei paesi dell’euro. Il meccanismo, pensato per mantenere a galla la moneta unica, ha reso più facile per el banche tedesche uscire dalle difficoltà.

Ed ora la parte ingannevole. Al contrario delle richieste delle banche private tedesche, quelle della Bundesbank erano solo in parte responsabilità della Germania. Se la Grecia non avesse onorato il debito, le perdite sarebbero state condivise da tutti i paesi dell’euro, d’accordo con la quota che essi hanno nella Banca Centrale Europea. La quota tedesca sarebbe stata del 28%. In breve, negli ultimi due anni, la maggior parte l’assunzione di rischio chiaramente visibile sui bilanci delle banche tedesche è stato caricato sui contribuenti di tutti i paesi dell’euro.

E’ difficile quantificare quanto esattamente la Germania abbia beneficiato dal salvataggio europeo. Un indicatore potrebbe essere la cifra che le banche tedesche hanno incassato a discapito dell’eurozona da quando la crisi è iniziata. Secondo la BIS la cifra si aggira intorno ai $353 miliardi fra fine 2009 e fine 2011 ultimo dato disponibile). Un altro indicatore potrebbe essere l’aumento delle richieste della Bundesbank’s indirizzate alle altre banche centrali europee. Si tratta di 466 miliardi di euro ($590 miliardi) fra dicembre 2009 e aprile 2011, anche se in questo caso la cosa potrebbe riflettere anche correntisti non-tedeschi che spostano capitali in banche tedesche.

Dall’altra parte la Grecia ha ricevuto un totale di circa 340 miliardi di euro per ricapitalizzare le banche, rimpiazzare capitali in fuga, ristrutturare il debito, e aiutare il governo a far quadrare i conti. Solo 15 di questi miliardi provengono direttamente dalla Germania. Il resto proviene dalla banca Centrale Europea, dall’Unione e dal Fondo Monetario Internazionale.

Meglio preparati

Il cambiamento della solvibilità della Germania ha implicazioni importantissime per il suo ruolo di leader nella risposta europea alla crisi economica. Prima che le banche tedesche ritirassero i capitali rischiavano tonnellate di denaro se la Grecia avesse deciso di uscire dall’euro. Ora qualunque perdita verrebbe condivisa dai contribuenti di tutta l’eurozona, in particolare la Francia, le cui banche hanno ancora crediti ingenti con la Grecia. Forse è proprio questo che alcuni funzionari intendevano quando sottolineavano come ora l’area dell’euro sia “meglio preparata” a un uscita della Grecia.

Infine, tuttavia, la Germania si renderebbe conto di quanto le costerebbe l’uscita della Grecia. Se la la situazione delle banche e l’irrequietezza dei mercati spingessero anche Portogallo, Spagna, Italia ed altri fuori dall’area euro, le perdite potrebbero cancellare la maggior parte del capitale delle banche tedesche. Per non parlare dei danni di lungo termine che la caduta dell’euro comporterebbe per le esportazioni che spingono l’economia tedesca e la potenziale dismissione di un progetto europeo pensato per impedire il ripetersi degli orrori di due guerre mondiali.

Per impedire questo scenario, con o senza la Grecia, la Germania dovrà fare tutto ciò che finora ha rifiutato. Ciò include permettere alla banca Centrale Europea di spalleggiare il governo del debito dei singoli paesi. L’area dell’euro necessita anche di un meccanismo che trasferisca automaticamente soldi ai paesi in difficoltà, così come è stato per il salvataggio delle banche tedesche – un elemento che gli economisti considerano da lungo tempo cruciale per rendere l’eurozona un’unione monetaria funzionale. Come abbiamo più volte ribadito un fondo congiunto di assicurazione per la disoccupazione potrebbe essere il primo passo verso l’unione fiscale.

Quando il Cancelliere Merkel pensa al prossimo passo da fare per contrastare la crisi europea – un passo che potrebbe tanto far crescere l’eurozona quanto, alternativamente, metterne a rischio la stessa sopravvivenza – dovrebbe tenere a mente che il suo paese è debitore nei confronti del sistema euro tanto quanto la Grecia”.

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In the wrong place at the wrong time. Is it here? Is it now? Will I know?
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Tengri

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Messaggio il Lun Dic 17, 2012 2:51 am  yo

Beldar ha scritto:
Tengri ha scritto:

Pare che se scrive con una S sola ... ma che intendi?


intendo che certi toni mi sembrano (non da oggi, ma da alcuni giorni) da profeti e possessori di verità rivelate rivolte a noi, povero volgo di stolti che non capiamo, ma può darsi che sia io che la veda così, sarà un mio problema...mah...
Stateve accuorti quagliò...

ma che stai dicendo? Smile
apri un topic apposito se ti sembra che questa cosa sia vissuta nella stessa maniera anche da altri

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Messaggio il Lun Dic 17, 2012 3:02 am  yo

Allora,
mi son vista il video

segnalo per chi non potesse guardare tutte le 2 ore e mezzo di video
dal minuto 31.05 sino al minuto 49.30 (Devo dare proprio ragione a Buzz, o perlomeno a quanto scrive)

Interessante dal minuto 51.30 al 54.15 (Banche, Obama, Monti)

Dal minuto 55 al 1:12, all'ora 1:03 inquadra per bene il signor Monti
all'ora 1:06 viene confermata l'intera teoria di Tengri (che già condividevo)
all'ora 1:10 fino a 1:12 è da ascoltare

poi si fa più interessante, per voi povero volgo di stolti che non capite.

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Messaggio il Lun Dic 17, 2012 10:46 am  Tengri

E brava Yo ... Però così gliel'hai fatta troppo facile a sti pigroni. Very Happy L'intervista andrebbe ascoltata tutta per capire bene le interconnessioni.

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Messaggio il Lun Dic 17, 2012 11:37 am  yo

Tengri ha scritto:L'intervista andrebbe ascoltata tutta per capire bene le interconnessioni.

Si ma anche più volte, almeno 3
perchè la prima volta non si capisce
la seconda si capisce male
la terza si comincia a capire
sempre che uno abbia la volontà di voler capire
pillola rossa o pillola blu?
perchè se ad uno non gli fotte un cazzo poi però non venga mai più a lamentarsi di come vada il governo, la politica, la finanza e pure il mondo...il mondo...eh già, questo troppo grande, meglio curarsi il proprio giardino e farsi i propri cazzi che di problemi se ne ha già fin troppi

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Messaggio il Lun Dic 17, 2012 1:10 pm  buzz

yo ha scritto:
Tengri ha scritto:L'intervista andrebbe ascoltata tutta per capire bene le interconnessioni.

Si ma anche più volte, almeno 3
perchè la prima volta non si capisce
la seconda si capisce male
la terza si comincia a capire
sempre che uno abbia la volontà di voler capire
pillola rossa o pillola blu?
perchè se ad uno non gli fotte un cazzo poi però non venga mai più a lamentarsi di come vada il governo, la politica, la finanza e pure il mondo...il mondo...eh già, questo troppo grande, meglio curarsi il proprio giardino e farsi i propri cazzi che di problemi se ne ha già fin troppi

il problema è che quelli che non gliene fotte un cazzo sono la maggioranza. e di fatto, il sistema è fatto in modo che siano loro ad essere decisivi.
e tu puoi saperne quanto ne vuoi, ma nella migliore delle ipotesi ti può servire per andartene, se ci riesci.
altrimenti sei nella barca governata da quelli che non gliene fotte un cazzo. e ne condividi il destino.

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Messaggio il Lun Dic 17, 2012 2:50 pm  yo

buzz ha scritto:

il problema è che quelli che non gliene fotte un cazzo sono la maggioranza. e di fatto, il sistema è fatto in modo che siano loro ad essere decisivi.
e tu puoi saperne quanto ne vuoi, ma nella migliore delle ipotesi ti può servire per andartene, se ci riesci.
altrimenti sei nella barca governata da quelli che non gliene fotte un cazzo. e ne condividi il destino.

ma infatti su questo conta il 10% della popolazione mondiale che detiene il 90% della ricchezza, mondiale


sai che qualcuno ha fatto dei calcoli?
"Se sul pianeta terra tutti guadagnassero lo stesso stipendio questo ammonterebbe a 450 euro al mese...calcoli sul potere d'acquisto europeo. In Africa sarebbero molti meno, ovviamente. Saremmo tutti poveri."
affraid

Beppe Grillo parlò di signoraggio nel 92 mi pare
gli arrivarono minacce di morte, da allora non ne parlò più
lo stesso tipo del video afferma che "lui è un timoroso e ci tiene alla sua incolumità"

così eh, un pò OT ma questo mi è venuto in mente e questo ho scritto

fotte un cazzo alla gente di avere figli, delle generazioni future, male che vada di figli non se ne fanno
e tanto poi come li mantieni, già con meno di due stipendi non puoi permetterti una famiglia, con uno riesci a malappena a campare...cioè campi per pagar le tasse.

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Messaggio il Lun Dic 17, 2012 8:13 pm  yo

yo ha scritto:

Beppe Grillo parlò di signoraggio nel 92 mi pare
gli arrivarono minacce di morte, da allora non ne parlò più

è del 98

da guardare
http://www.youtube.com/watch?gl=IT&hl=it&v=CJJ9rzReXso

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Messaggio il Lun Dic 17, 2012 8:53 pm  gug

Da quando ho cominciato a leggere il blog di Bagnai ho finalmente cominciato a capire tanti aspetti di questa crisi che mi sembravano incongruenti, ma che dovunque vedevo liquidati con i soliti luoghi comuni. Ora non posso non essere d'accordo con il post iniziale di Tengri ed essere sempre più incazzato con questo governo dei "tecnici".

Spero fortemente nel M5S che sta agendo in maniera forse confusa e senza una linea unica e condivisa, però nel quale vedo accolti molti dei concetti espressi su debito pubblico, euro e politica del rigore.

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Messaggio il Mar Dic 18, 2012 10:43 am  Tengri

Purtroppo invece temo che sulla questione "euro e europa" la loro consapevolezza sia un passo avanti rispetto alla proposta. nel senso che non dubito che abbiano certezza sull natura della crisi. Ma temono che il "popolo" non capisca. E fano proposte ancora all'interno della cornice dell'euro. E questo li porterà a fare casini.

Staremo a vedere.

Intanto se non l'avete fatto andate a firmare. Sennò alle elezioni nemmeno ci arrivano. Il prossimo we ci dovrebbe essere un altro Firmaday

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Messaggio il Mar Dic 18, 2012 11:23 am  tummu

stasera cdm per il decreto legge sulle elezioni, che dovrebbe includere il promesso dimezzamento delle firme

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Messaggio il Mar Dic 18, 2012 3:36 pm  gug

Tengri ha scritto:Purtroppo invece temo che sulla questione "euro e europa" la loro consapevolezza sia un passo avanti rispetto alla proposta. nel senso che non dubito che abbiano certezza sull natura della crisi. Ma temono che il "popolo" non capisca. E fano proposte ancora all'interno della cornice dell'euro. E questo li porterà a fare casini.

Questo è un rischio concreto, però sono gli unici che si dissociano dal dogma di "l'Europa lo vuole!" e questo mi sembra già una autentico miracolo in un panorama politico di allineati e coperti all'agenda di Monti

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Messaggio il Gio Dic 20, 2012 12:34 am  yo

A proposito di granitiche certezze,
ogni tanto mi capita di parlare
con la gente/persone e di chiedere NON "chi voterai?" ma bensì chiedo
"come se ne esce da questa crisi?" Shocked
Tutti,
tutti quanti parlano e/o si lamentano in questo periodo, che si vada
dalla parrucchiera, o dal rifornitore di fiducia o dal collega ecc.
Nessuno sa rispondere, oppure nessuno vuol rispondere. Qualcuno è
convinto che non convenga a nessuno "radere a tappeto l'italia e rifondarla da principio", qualcuno risponde che "l'unica è mandar a casa tutti i politici" e via discorrendo.
Insomma,
in sostanza nessuno capisce niente di economia e finanza (con
esclusione dei presenti s'intende, infatti la colpa è sempre degli
assenti Cool).
Bon,
comunque nel parlar con calma e a bassa voce è venuto fuori che
qualcuno di soluzioni ne ha e che queste siano due: 1°) non dar più
soldi alle banche ma darle alle imprese, che perlomeno queste producono,
mentre invece le banche parassitano, 2°) fallire, cioè non rendere più i
soldi, vivere di ciò che l'italia produce, con la conseguenza che in
futuro mai più nessuno ti farà credito.

Ecco, il discorso è un pò più articolato e complesso di questo...però c'è da ragionarci sopra.
Debito pubblico, il minore dei mali?

Beppe Grillo. Mi piacerebbe che le sue idee politiche entrassero in parlamento.

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