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Facciamo godere un po' di anti complottisti parlando di Bilderberg. Ogni tanto ci vuole.

Sembra che stiano tutti proprio a Roma.

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/1-per-decidere-leuro-commissariamento-di-italia-spagna-e-grecia-i-grembiulini-del-gruppo-46589.htm

Nel momento politico più drammatico per l’Italia e per l’Europa il gruppo Bilderberg, quasi come se fosse una provocazione, ha scelto proprio Roma per tenere da domani la sua 61° sessione di lavori che si concentrerà soprattutto sul commissariamento dei paesi euro più a rischio Italia, Spagna e Grecia. Della riunione non c’è’ traccia neppure sul sito ufficiale della più potente e misteriosa organizzazione mondiale che raccoglie manager, banchieri e imprenditori da tutto il mondo.



Marlieke de Vogel, segretaria organizzativa del Gruppo Bilderberg è però disperata: l’incontro segretissimo di Roma del più potente circolo finanziario para-massonico mondiale, previsto per domani, rischia un clamoroso flop. Perche’ mai, visto i successi di questi meeting super riservati che si tengono ininterrottamente dal 1954 e che prende il nome dall’albergo olandese dove si tenne il primo incontro?

Semplicemente perchè i geni dell’organizzazione hanno piazzato gli ospiti che vengono per discutere i destini del pianeta, all’ indomani della conferma di Obama e con le borse in fibrillazione, nel prestigioso Hotel de Russie di via del Babuino, angolo piazza del Popolo, invaso però nelle stesse ora da troupe televisive alla ricerca di starlette, attrici, papponi e veline venuti a smignotteggiare per il Festival cinematografico di Roma.



Addio quindi alla segretezza e a quell’aria super ovattata che caratterizza tutti gli incontri che il Bilderberg organizza solitamente solo in posti ultra riservati due volte l’anno lontano da telecamere e pettegolezzi. L’ultima riunione si è’ tenuta nella riservata cittadina di Chantily in Virginia, Usa, dal 31 maggio al 2 luglio.


Ma a Roma, si sa, tutto finisce a puttane e così, tanto per non farsi notare, l’ottantina di congiurati si trasferirà in gita domani pomeriggio con decine di pulmini con i finestrini oscurati e i lampeggiatori e le sirene a palla, ai Musei Capitolini che chiuderanno i battenti addirittura in anticipo, alle 17, per permettere ai grembiulini una visita guidata a partire dalle 19 facendo infuriare centinaia di turisti che verranno allontanati con conseguente blindatura dell’intera area.

Il catering che sovrintende l’organizzazione, ha previsto un aperitivo all’ingresso e poi la visita, divisa in due gruppi, della sala degli Orazi e Curiazi, del Tabularium e nell’ Esedra di Marco Aurelio dove si svolgerà’ la cena.


A proposito, pare che il vecchio Enrico Bondi abbia avuto sotto gli occhi il preventivo per la visitina guidata e la cenetta. Per circa 80 persone pare oltre 100 mila euro, un prezzo di saldo, poco più di 1000 euro a grembiulino… Mangeranno caviale e tartufo ? Berranno solo Crystal? Ma chi paga?



Lo vorrà sapere certamente l’austero Mario Monti dato per certo alla cena e forse anche ai lavori del mercoledì assieme al sempre presente Corradino Passera, al ministro dell’istruzione Francesco Profumo, all’immancabile duo femminile Paola Severino ed Elsa Fornero. Anche se per la verità ai lavori non sono mai previsti per tradizione esponenti di governo ma si sa che SuperMario non resiste quando si tratta di Aspen, Bilderberg, Trilateral e consorterie varie…

Nonostante l’appannamento per la clamorosa sconfitta della sua Roma la più lucida rimane la ministra dell’interno Anna Maria Cancellieri che, sentendo puzza di bruciato ha declinato l’invito cosa che non ha fatto ovviamente Giuliano Amato, indicato nei documenti ufficiali come semplice Presidente della Treccani.

Inserito nella lista degli ospiti il governatore della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, per la delicatezza dei temi che verranno trattati e che in un certo senso lo coinvolgono istituzionalmente, ha fatto sapere al francese Henry de Castries, presidente del Bilderberg che seguirà prudenzialmente gli sviluppi dei lavori da Francoforte per evitare con la sua presenza a Roma inevitabili strumentalizzazioni.


La povera de Vogel e’ inoltre sbiancata quando ha notato che tra gli ospiti italiani oltre alla ormai habitué Lilli Gruber, già attovagliata a Chantily, c’e’ una new entry del giornalismo come Chicco Mentana proprio per far vedere che La7 di Bebe’ Bernabe’, gran cerimoniere, è di casa. Flebuccio de Bortoli, con il suo impermeabile bianco ed il bavero alzato per passare inosservato, è in forse fino all’ultimo momento. Attesa anche per l’arrivo probabile di Vendeline von Bredow del ‘’The Economist” la testata più anti berlusconiana del mondo.


Ma chi sono gli ospiti che per ora hanno confermato? Tra gli italiani l’ex sindacalista della CGIL il ferroviere Mauro Moretti, Alberto Nagel, ad di Mediobanca, Angelo Cardani, presidente di Agcom, Federico Ghizzoni ad di Unicredito, Enrico Cucchiani di Intesa, Fulvio Conti dell’Enel, la presidente della Rai Anna Maria Tarantola, il neo presidente della CIR Rodolfo De Benedetti il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, ancora indeciso, ed il solito Gabriele Galateri.

Per provare a farsi le ossa anche in questa sessione parteciperà’ il sempre verde Enrico Letta presentato, non si capisce perché’ mai, come leader del Partito Democratico. Ci tiene moltissimo anche se spera che lo zio Gianni non lo venga a sapere.
Quelli più furbi che hanno capito l’andazzo vedendo il programma ed hanno preferito rinunciare, per non finire paparazzati, sono invece Squinzi, Montezemolo, Della Valle, Mario Greco, John Elkann e Renato Pagliaro.



Tra gli stranieri brillano invece Tom Enders, ceo della Eads, Marcus Agius di Barclays, Edmund Clark, canadese boss della Td Bank group, Kenneth Jacobs gran capo della Lazard, l’americano Klaus Kleinfeld chairman dell’Alcoa (che spera di non essere contestato dopo la chiusura dell’impianto in Sardegna), Jorma Ollila della Shell. Hanno dato forfait immaginando forse il casino di Roma due pezzi da novanta come David Rockefeller e Jean Claude Trichet.

Riusciranno i nostri eroi a salvare il mondo, magari commissariando ancora i governi più deboli come Grecia, Spagna e Italia, ed a passare inosservati grazie ad un imponente servizio d’ordine che ancora una volta paralizzerà il centro di Roma? Una cosa e’ comunque ormai decisa: prima di riunirsi di nuovo in Italia passerà molto tempo…



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Bilderberg :: Commenti

Messaggio il Mar Nov 13, 2012 11:22 am  buzz

La Fornero intanto ha avuto a Napoli il benvenuto che dovrebbe avere ovunque non appena spuntasse la sua faccia.
http://video.repubblica.it/dossier/protesta-studenti-autunno-2012/scontri-a-napoli-vigilessa-colpita-abbandona-moto/110517/108901

(a parte che nel video si vede la moto colpita, e non la vigilessa, che lascia la moto a terra - tanto non avrebbe potuto rialzarla - e si allontana)

La Fornero avrebbe voluto incontrare gli studenti, ma quelli, choosy, hanno detto di no. sorry

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Messaggio il Mar Nov 13, 2012 11:27 am  buzz

Ovviamente, in nessun giornale nazionale si fa menzione a questa riunione del gruppo Bilderberg. Che complottismi o meno, sarebbe comunque "notizia" che un tale gruppo di potenti si incontri, nello specifico di Roma.
Ma figuriamoci se i media nostrani, quanto di più attappetato esista nel panorama dei media mondiali, fa parola.

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Messaggio il Mar Nov 13, 2012 11:52 am  Ospite

Troppe cose i nostri giornali non pubblicano ... Nello specifico, però, mi sento di esprimere qualche critica al pezzo di Dagospia. La notizia c'è, eccome. Eppure - nella sua enunciazione "gossippara" - perde quasi risalto, si annacqua, si riduce - chessò - a una sorta di presentazione di assemblea di condominio, ma che condominio Very Happy, senza peraltro approfondire quel che sarà l'ordine del giorno. E su assenti e presenti alla fine ci sarà solo il rammarico che qualcuno non sarà paparazzato, il che - al giorno d'oggi - è davvero un problema.
E' forse chiedere troppo - vista l'occasione - un taglio più incisivo e informativo nel senso alto per noialtri lettori?

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Messaggio il Mar Nov 13, 2012 11:58 am  buzz

claudio1949 ha scritto:Troppe cose i nostri giornali non pubblicano ... Nello specifico, però, mi sento di esprimere qualche critica al pezzo di Dagospia. La notizia c'è, eccome. Eppure - nella sua enunciazione "gossippara" - perde quasi risalto, si annacqua, si riduce - chessò - a una sorta di presentazione di assemblea di condominio, ma che condominio Very Happy, senza peraltro approfondire quel che sarà l'ordine del giorno. E su assenti e presenti alla fine ci sarà solo il rammarico che qualcuno non sarà paparazzato, il che - al giorno d'oggi - è davvero un problema.
E' forse chiedere troppo - vista l'occasione - un taglio più incisivo e informativo nel senso alto per noialtri lettori?

il taglio di dagospia è quello. prendere o lasciare. ironia, sarcasmo e disincanto.
anche se spesso dicono cose pesantissime in questo modo.

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Messaggio il Mar Nov 13, 2012 12:15 pm  Ospite

buzz ha scritto:
claudio1949 ha scritto:Troppe cose i nostri giornali non pubblicano ... Nello specifico, però, mi sento di esprimere qualche critica al pezzo di Dagospia. La notizia c'è, eccome. Eppure - nella sua enunciazione "gossippara" - perde quasi risalto, si annacqua, si riduce - chessò - a una sorta di presentazione di assemblea di condominio, ma che condominio Very Happy, senza peraltro approfondire quel che sarà l'ordine del giorno. E su assenti e presenti alla fine ci sarà solo il rammarico che qualcuno non sarà paparazzato, il che - al giorno d'oggi - è davvero un problema.
E' forse chiedere troppo - vista l'occasione - un taglio più incisivo e informativo nel senso alto per noialtri lettori?

il taglio di dagospia è quello. prendere o lasciare. ironia, sarcasmo e disincanto.
anche se spesso dicono cose pesantissime in questo modo.

Lo so bene, avendo contribuito alla testata anch'io anni fa ... e con lo stesso taglio. Ma chettedevodì, ce poteva sta' la sorpresa, ecco tutto.

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Messaggio il Mar Nov 13, 2012 12:31 pm  Silvio

buzz ha scritto:Ovviamente, in nessun giornale nazionale si fa menzione a questa riunione del gruppo Bilderberg. Che complottismi o meno, sarebbe comunque "notizia" che un tale gruppo di potenti si incontri, nello specifico di Roma.
Ma figuriamoci se i media nostrani, quanto di più attappetato esista nel panorama dei media mondiali, fa parola.

c'è un articolo a pagina 4 del fatto quotidiano versione cartacea.

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Messaggio il Mer Nov 14, 2012 9:33 am  buzz

Silvio_AD ha scritto:
buzz ha scritto:Ovviamente, in nessun giornale nazionale si fa menzione a questa riunione del gruppo Bilderberg. Che complottismi o meno, sarebbe comunque "notizia" che un tale gruppo di potenti si incontri, nello specifico di Roma.
Ma figuriamoci se i media nostrani, quanto di più attappetato esista nel panorama dei media mondiali, fa parola.

c'è un articolo a pagina 4 del fatto quotidiano versione cartacea.

sì e di questo ne riparla oggi il sito dagospia.

nota "l'incredibile articolo" di Stefano Feltri. che mette la cosa piuttosto in canzonetta:

A chi crede alle grandi cospirazioni, ai complotti e ai burattinai occulti i fatti interessano poco, comunque quelli a disposizione sono questi: domani sera, a Roma, si terrà una cena riservata di Telecom Italia, promossa dal presidente Franco Bernabè, a cui è attesa anche la presenza di Mario Monti. Il sito Dagospia annuncia - con articolo anonimo - una riunione del club Bildelberg a Roma per il giorno successivo che sarebbe ormai compromessa dalla scelta infelice della data, mal incastrata tra le presidenziali americane e la Festa del cinema nella Capitale che attira fotografi e tv poco compatibili con la riservatezza del club in cui si riunisce la superclass.

Subito Twitter rivela l'entusiasmo dei complottisti, "Immagino sappiate che la cena della #Bilderberg di domani sera a #Roma la pagate voi? #Ovvietà". E Dagospia, che parla dell'evento suggerisce un ordine del giorno apocalittio: "Decidere l'euro-commissariamento di Italia, Spagna e Grecia". Chissà.

Il Bilderberg era un albergo dove, nel 1954, il principe olandese Bernhard van Lippe-Biesterfeld riunì 100 tra intellettuali, politici e uomini d'affari. Da allora, una volta all'anno, il Bilderberg club si riunisce per parlare dei grandi temi di finanza e politica. Non prende decisioni, ma scambi di punti di vista tra persone in posizioni apicali nei rispettivi campi hanno ovviamente un effetto, creano un clima, influenzano scelte. Il tutto garantito dalla riservatezza del contenuto degli incontri (è segreto quello che si dicono, ma non l'evento, viste le misure di sicurezza).

Il Summit del 2012 si è già tenuto, a Chantilly, in Virginia, dal 31 maggio al 3 giugno, per parlare di Iran, Putin, crisi dell'euro. Improbabile, quindi, che mercoledì all'improvviso ci sia una inedita riunione bis, nel cuore di Roma, sarebbe una prima volta. Si è creata una sovrapposizione tra i due eventi, la cena Telecom e una (probabile) riunione a porte chiuse del giorno dopo. Punto di raccordo Franco Bernabè, il manager che guida il gruppo telefonico ed è assiduo frequentatore degli eventi del Bilderberg club.

Alla cena ci saranno molti di quelli che contano nel capitalismo di relazione italiano, dal presidente di Cir Rodolfo De Benedetti, cui il padre Carlo ha trasferito il controllo sul gruppo di famiglia, all'amministratore delegato di Mediobanca Alberto Nagel. Dato tra i partecipanti, non ci sarà invece Federico Ghizzoni, l'ad di Unicredit che domani deve presentare i dati trimestrali. Come sempre in queste occasioni c'è poco di concreto, ma la cospirazione ha il suo fascino.

E quella del Bilderberg conta su un sostenitore assai attivo, il giornalista russo Daniel Estulin, che pochi mesi fa assicurava in un'intervista al Giornale che "Monti è la perfetta esemplificazione del concetto di Compagnia unica mondiale teorizzata da Lehman per il vertice Bilderberg del 1968". E la Spagna sarebbe stata "sacrificata sull'altare dell'alta finanza". Nei suoi libri Estulin offre pochi fatti e molte teorie sostanziate da qualche gola profonda rigorosamente anonima. Comunque le sue tesi sono sicuramente più appassionanti di quella che è probabilmente la spiegazione corretta dell'evento romano: l'ennesima occasione di incontro per i membri di un capitalismo fondato sulle cene e sui buffet.

dopodiché, riporta questi fatti:

1. Alcune tra le più recenti partecipazioni di Stefano Feltri a "Otto e Mezzo" di Lilli Gruber, che a giugno ha partecipato alla riunione Bilderberg di Chantilly, in Virginia: il 12 giugno con Antonio Mastrapasqua, il 12 settembre con Pierluigi Bersani, il 25 settembre con Stefano Rodotà, il 15 ottobre con Giuliano Amato, l'8 novembre con Matteo Renzi.

2. Dalla "Piccola Posta" del 26 settembre 2012
http://www.dagospia.com/rubrica-1/varie/stefano-feltri-non-sar-ospite-di-otto-e-mezzo-ma-solo-uno-dei-collaboratori-44520.htm
Gentile Dago,
Leggo sul tuo sito che da ottobre sarei tre volte a settimana a Otto e Mezzo. L'informazione non e' corretta, semplicemente ho il piacere di essere uno dei collaboratori esterni della trasmissione di Lilli Gruber.
Grazie,
Stefano Feltri


Poi riporta alcuni articoli del Il Fatto Quotidiano quando non considerava le riunioni del gruppo Bilderber un'amena scampagnata fra miliardari.

4. ECCO ALCUNI ARTICOLI DI QUANDO IL "FATTO" ANCORA CONSIDERAVA IL BILDERBERG, E LA SUA SEGRETEZZA, UN EVENTO GIORNALISTICAMENTE RILEVANTE E NON UNA SCAMPAGNATA DI BANCHIERI E MINISTRI


BILDERBERG: DA CIAMPI/PRODI NEL 1987 ALLE DECISIONI SU GRECIA E SPAGNA
Carlo Tecce per "il Fatto Quotidiano" del 3 giugno 2012

(...)
Non saprete mai che strategia seguono i diciotto vertici che l'ex commissario europeo Etienne Davignon coordina con la sapienza di un ottantenne belga un po' amministratore, un po' imprenditore, un po' diplomatico. Non troverete documenti, neppure fra le relazioni ufficiali (non divulgate), l'identità di un interlocutore che, fra un biscotto dietetico e un succo d'arancia, condanna un'azienda oppure benedice un partito. Il segreto come statuto aiuta a gonfiare l'ipotesi diffusa che il Bilderberg abbia favorito il golpe portoghese, la bolla immobiliare, l'agonia europea, l'ascesa di Bill Clinton e Tony Blair.

Se volete provare il brivido che esista un ordine mondiale di massoni senza grembiuli o illuminati senza novizi dovete incrociare il calendario. Una data, una città, un'epoca. Il 14 maggio 2009, Nafsika Palace, elicotteri, guardacoste e cacciabombardieri sorvegliano Atene. Chi supera la trincea di seicento manganelli e poliziotti viene automaticamente arrestato. Nessuno rischia. Il cinque stelle con ristorante panoramico è il covo greco di Bilderberg.
club-bilderbergclub-bilderberg

La compagnia è variopinta: la regina Beatrice d'Olanda; il portoghese José Manuel Barroso, la massima autorità europea; Robert Zoellick, l'americano che presiede la Banca Mondiale; Timothy Geithner, il segretario al Tesoro di Barack Obama; decine di ex ambasciatori, ministri, nobili. In quei tre giorni, sosteneva il giornalista di origine russa Daniel Estulin, autore di un libro sul Bilderberg, il Club aveva un paio di soluzioni in agenda: una stagione piuttosto lunga di povertà oppure una breve depressione per un nuovo regime mondiale. Anche scommettere è azzardato. La Grecia, però, s'è fatta budino, già devastata e contagiosa a fine anno.

Il 4 giugno 2010, mare di Sitges vicino Barcellona, il Bilderberg omaggia il socialista moderno, ancora saldamente al comando, José Zapatero. Tempo una manciata di mesi e la disoccupazione impazzisce: il sistema Zapatero implode. Non fatevi ingannare da quel fascino ambiguo di una ricostruzione suggestiva. Godetevi la cronaca di un'agenzia vecchia di 25 anni. Primavera 1987, lago di Como, a Cernobbio i fratelli Gianni e Umberto Agnelli importano il modello Bilderberg: non possono mancare Romano Prodi (Iri); Carlo Azeglio Ciampi (Banca d'Italia); il finanziere David Rockefeller (Trilateral Commission). Quasi sfuggiva, c'era Raul Gardini (Ferruzzi-Montedison).

La famiglia Agnelli adorava il Bilderberg (e Mario Monti lo frequentava): nel '97 si portano sul lago Lanier (Atlanta) anche Carlo Rossella, direttore de La Stampa.

Rossella è nostalgico: "Ricordo Hillary Clinton che mangiava gelati enormi e la cortesia di una regina, Sofia di Spagna. Il protocollo era rigido: cena di sera, sveglia all'alba, 8:30 primo incontro. Più che discutere su quello che stava accadendo nel mondo, si decideva cosa fare per il futuro". Il mito resiste? "Appena conti di meno smettono di chiamarti. Letta potrà sfruttare l'occasione per accreditarsi con grandi banchieri e politici. La Gruber è una scelta di Bernabè, lui è un protetto del Club. La Fiat pesa ancora tanto, per questo John Elkann partecipa".



MONTI E GLI ALTRI, AL LIMITARE DEL BOSCO
Claudio Messora per www.ilfattoquotidiano.it del 12 novembre 2011

La comprensione chiara e generale del disegno complessivo che muove le cose del mondo, sia detto chiaramente, è fuori dalla portata di tutti noi. Forse anche di quegli stessi che si trovano, per meriti o per logiche aristocratiche, ai vertici della società globale. Del resto i rapporti tra i singoli individui - e quindi tra i gruppi di cui fanno parte - sono governati dalla matematica del caos, dalla teoria delle rete o, se volete, dall'effetto del famoso battito d'ali di farfalla.

Detto questo, vi sono certamente delle spinte che tengono a riorganizzare il tessuto sociale per favorire l'ascesa di alcuni interessi a discapito di altri. Quando questi stimoli si organizzano in maniera trasparente e condivisa parliamo di politica. Quando si organizzano lontano dai riflettori, realizzano un sistema dentro al sistema che genera interrogativi e proietta ombre talvolta inquietanti. Su questo, perlomeno, mi pare non ci si possa dividere. Lo stesso Zbigniew Brzezinski, membro fondatore della Commissione Trilaterale su mandato di David Rockefeller, del Gruppo Bilderberg nonché consigliere per la sicurezza nazionale durante il mandato presidenziale di Jimmy Carter, nel 2007 diceva:


"Certamente in qualsiasi sistema politico ci sono accordi che si stringono al tavolo e accordi che si stringono sotto al tavolo. Se parliamo delle organizzazioni che hai menzionato, in realtà sono tutte sopra al tavolo. Sappiamo chi sono. Sappiamo cosa fanno. Probabilmente in molti casi esageriamo la loro influenza. Ma, cosa più importante, operano con trasparenza. Chiunque voglia sapere cosa fa il Consiglio sulle Relazioni Estere (Cfr) può facilmente scoprirlo."

Difficile dire altrettanto, però, del Gruppo Bilderberg, una conferenza annuale dove si incontrano le stesse persone che occupano, in massima parte, il ruolo di membri della Commissione Trilaterale e quello di ministro, segretario e parlamentare nei nostri parlamenti (da Mario Monti a Giulio Tremonti a Emma Bonino e così via) e dove l'accesso è rigorosamente vietato a qualsiasi giornalista. Rockefeller, ex presidente della Chase Manhattan Bank, lo stesso che ha fondato la Commissione Trilaterale e che ovviamente, per non farsi mancare niente, è membro anche del Bilderberg, avrebbe dichiarato:

"Siamo grati al Washington Post , al New York Times, al Time e ad altre grandi testate i cui editori hanno partecipato ai nostri meeting rispettando il loro impegno di discrezione per quasi 40 anni. Sarebbe stato impossibile per il Gruppo Bilderberg sviluppare il proprio piano per il mondo se fosse stato soggetto alle luci dei media in questi anni".


A prescindere dal fatto che sarebbe curioso domandarsi, nel nostro paese, quali editori e quali testate abbiano partecipato "con discrezione" al "piano per il mondo" - sezione Italia, parliamo comunque delle stesse persone che, a leggere il rapporto della Commissione Trilaterale The Crisis of Democracy, ritengono che negli States vi sia un eccesso di democrazia, che un'eccessiva partecipazione democratica abbia paralizzato i sistemi politici nell'Europa dell'est e che le uniche democrazie che abbiano mai funzionato siano state quelle dove una significativa parte della popolazione è restata ai margini del dibattito politico, letteralmente "in apnea".


Mi pongo e vi pongo una domanda: visto che Mario Monti, oltre che valente economista, è anche un uomo Commissione Trilaterale, Goldman Sachs e Bilderberg, esattamente come Lucas Papademos che guarda caso si è insediato ad Atene nello stesso identico momento in cui i governi di Italia e di Grecia cadevano simultaneamente, e visto che Milano Finanza riporta che Goldman Sachs sarebbe all'orgine dell'ondata di speculazione che ha aggredito i titoli di stato italiani, dichiarando nel contempo in un comunicato stampa che le "elezioni sono lo scenario peggiore per i mercati" (sui quali influiscono grazie al cosiddetto "parco buoi") e che ci vuole un "governo tecnico per abbassare lo spread", è lecito per un cittadino chiedersi quali e quanti di questi accordi siano stati presi sotto al tavolo?


Se pensate che sia lecito, allora ritagliatevi una ventina di minuti e guardate il video che introduce questo post. E' di qualche giorno fa, dunque gli ultimi aggiornamenti non ci sono, ma analizzeremo insieme da dove arrivano Mario Monti e soprattutto Lucas Demetrios Papademos, i due podestà forestieri che la finanza mondiale rispettivamente sta per porre a capo del Governo italiano in un caso, e che ha già posto a capo di quello greco nell'altro.

Se invece pensate che non sia lecito e che dovremmo completamente disinteressarcene, per consentire a "chi sa" di "fare" mentre noi, come spiega bene The Crisis of Democracy, ce ne stiamo tutti in apnea, tranquilli tranquilli ai margini del dibattito pubblico, allora per me non ci sono problemi. Mi basta che tutti insieme prendiamo atto del fatto che il termine "democrazia", così come è comunemente inteso, è una favola buona per addormentare i bambini. Anche questo è un risultato utile, perché peggio della consapevolezza di poter contare su un diritto di rappresentanza limitato c'è solo l'illusione di sovrastimare la storia del popolo sovrano.

In ogni caso, io sono tra coloro che ritengono utile accendere i riflettori e cercare di capire cosa si muove tra gli alberi, laggiù, al limitare del bosco.

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Messaggio il Mer Nov 14, 2012 9:41 am  Silvio

grazie come sempre per l'approfondimento;

io da qui, dall'ufficio, non posso leggere dagospia (e non capisco sinceramente il perchè, visto che poi altri siti ben peggiori sono accessibili, ma vabbè...);

ora mi rileggo il tutto con calma, poi stasera da casa mi aggiornerò su dagospia;

certo che il più pulito ci ha la rogna; e, come diciamo noi accademici di oxford, li mortacci loro, di tutti, giornalisti vil razza dannata !!!

Twisted Evil Twisted Evil Twisted Evil

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Messaggio il Mer Nov 14, 2012 1:12 pm  tummu

già, ma resta da capire se sono peggio quelli che inventano le cose o quelli che si rifiutano di crederci o quelli che prima ci credevano e poi si sono ri-creduti ...

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Messaggio il Mer Nov 14, 2012 1:43 pm  buzz

A me, francamente, se questi (o parte di questi) si riuniscono con grembiulini o cappucci sotto simboli massonici o cabalistici o della spectre poco importa. Quello che è certo è che ognuno di questi ha un potere enorme. E ognuno tende, naturalmente, ad accrescerlo e/o mantenerlo.
Di fatto, senza dare alcun significato altro al termine, questi fanno parte di una elite.


Se il mondo fosse un luogo idilliaco, si potrebbe anche pensare che sia un bene, che i personaggi più potenti del mondo, nelle industrie, nella finanza, nella politica, nei media, si incontrino fra loro, si conoscano, stabiliscano delle relazioni umane.
Si potrebbe pensare che queste relazioni aiutino la pace e il benessere del mondo.

Ma il mondo non è un luogo idilliaco. E gli uomini che si avvicendano in questo circolo di potenti, spesso sono al centro di situazioni che sembrano contribuire in larga misura affiché non lo sia.

E' un problema di struttura, che non necessariamente, anche se non è incompatibile con esso, richiede un disegno ed un complotto. Già per l'azione razionale, anche se scoordinata, di tutti questi uomini dal potere che può essere anche estremamente cospicuo, ognuno dei quali si fa gli affari propri (cura i propri interessi) il mondo tende ad essere molto spesso un luogo peggiore. Figuriamoci quando poi essi cercano anche di trovare punti di convergenza e perseguono strategie comuni.

Diciamo che sono alcune centinaia di persone che in pratica riescono ad influenzare pesantemente i destini del mondo.
E il fatto che i media, anziché tenerli sotto stretta osservazione, sostanzialmente li ignorino è indicativo sia del loro potere, sia del fatto che essi hanno dei buoni motivi per voler essere ignorati.

E fosse solo per questo, si dovrebbe avere un ottimo motivo per non ignorarli.

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Messaggio il Mer Nov 14, 2012 2:22 pm  mork

buzz ha scritto:A me, francamente, se questi (o parte di questi) si riuniscono con grembiulini o cappucci sotto simboli massonici o cabalistici o della spectre poco importa. Quello che è certo è che ognuno di questi ha un potere enorme. E ognuno tende, naturalmente, ad accrescerlo e/o mantenerlo.
Di fatto, senza dare alcun significato altro al termine, questi fanno parte di una elite.


Se il mondo fosse un luogo idilliaco, si potrebbe anche pensare che sia un bene, che i personaggi più potenti del mondo, nelle industrie, nella finanza, nella politica, nei media, si incontrino fra loro, si conoscano, stabiliscano delle relazioni umane.
Si potrebbe pensare che queste relazioni aiutino la pace e il benessere del mondo.

Ma il mondo non è un luogo idilliaco. E gli uomini che si avvicendano in questo circolo di potenti, spesso sono al centro di situazioni che sembrano contribuire in larga misura affiché non lo sia.

E' un problema di struttura, che non necessariamente, anche se non è incompatibile con esso, richiede un disegno ed un complotto. Già per l'azione razionale, anche se scoordinata, di tutti questi uomini dal potere che può essere anche estremamente cospicuo, ognuno dei quali si fa gli affari propri (cura i propri interessi) il mondo tende ad essere molto spesso un luogo peggiore. Figuriamoci quando poi essi cercano anche di trovare punti di convergenza e perseguono strategie comuni.

Diciamo che sono alcune centinaia di persone che in pratica riescono ad influenzare pesantemente i destini del mondo.
E il fatto che i media, anziché tenerli sotto stretta osservazione, sostanzialmente li ignorino è indicativo sia del loro potere, sia del fatto che essi hanno dei buoni motivi per voler essere ignorati.

E fosse solo per questo, si dovrebbe avere un ottimo motivo per non ignorarli.

quoto in toto

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Messaggio il Gio Nov 15, 2012 10:01 am  buzz

Visto che molti non leggono dagospia e sono gli unici che ne parlano, riporto:

::::::::::


1. NEL PIU’ ASSORDANTE SILENZIO DEI GIORNALONI, COMPRESI “L’UNITÀ” E IL “MANIFESTO”, È ANDATO IN SCENA, CON BLINDATURA POLIZIOTTESCA DEI MUSEI CAPITOLINI, L’INCONTRO DEL BILDERBERG DE’ NOANTRI, STARRING MONTI, PRODI, IGNAZIO VISCO, FORNERO, CANCELLIERI, NAGEL, MORETTI ETC. E POTERI MARCI ESTERO-VESTITI -

2. COLTO SU “IL FATTO” LA PROSSIMA VOLTA DAGOSPIA FARÀ TESORO DI QUESTA PREZIOSA LEZIONE DI ALTO GIORNALISMO E ANZICHE’ RIVELARE LA NOTIZIA DARA’ ASCOLTO A STEFANO FELTRI, INVECE: QUELLI CLUB BILDERBERG SONO SOLTANTO UNA MANICA DI TESTA DI CAZZO CHE VUOLE CAPIRE SE IL MONDO (ECONOMICO) È TONDO O FATTO A PERA -

3. ESSÌ, HANNO RAGIONE I GIORNALONI CHE TENGONO PIÙ ALLA PUBBLICITA’ CHE ALLE NOTIZIE -

DAGOSPIA COLTO SU "IL FATTO" FA AMMENDA: NON DOVEVA RIVELARE IN ESCLUSIVA LA NOTIZIA DELLA RIUNIONE DEL CLUB BILDERBERG A ROMA
DAGOREPORT

Il Fatto o fattaccio è questo: da fonte attendibile Dagospia viene a sapere che il gruppo Bilderberg, non la cooperativa dei facchini della stazione Termini, si riunirà a Roma in gran segreto.
Urge verifica, ovviamente.
Nel giro di poco tempo la conferma arriva da uno dei convitati al meeting all'"Hotel de Russie".

Che fare?
Ignorare la "notiziola" o lanciarla sul Web?
La domanda la giriamo a Stefano Feltri del "Fatto" di Padellaro&Travaglio che, con un articolo firmato, ci tira le orecchie per aver scambiato una scampagnata dei soliti potentoni internazionali per una riunione "complottista".
Ma quando e dove?


Cosa replicare allora di fronte a certe rampogne del solito maestrino saccente che sale imprudentemente in cattedra?
Niente.
Abbiamo sbagliato, insomma.

Dovevamo fare come si è comportata la grande stampa dei Poteri marci. Cioè, dovevamo lasciar cadere la gustosa segnalazione, attaccarci al telefono e avvertire gli organizzatori (Telecom) che avevamo avuto la soffiata giusta, ma che - in nome del diritto di cronaca -, ci saremmo astenuti dal pubblicarla.


La prossima volta Dagospia farà tesoro di questa preziosa lezione di alto giornalismo.
Così, potremo risparmiarci le pressanti sollecitazioni dei promotori. Quelle di ignorare l'avvenimento che noi, imprudentemente, abbiamo annunciato sul sito Dagospia. "Inviti" i quali, almeno dalla lettura dei giornali del giorno dopo (neppure una riga sul club Bilderberg a Roma), sono stati accolti, senza battere ciglio, dai vari Flebuccio de Bortoli, Ezio Mauro e compagnia direttoriale bella.

Tutti a "schiena dritta", come dicono (solo nelle cerimonie funebri dei convegni) quelli del mestiere, di fronte a certe veline che ricordano ahimè lo stile censorio del Minculpop mussoliniano.

Invece, Dagospia ha commesso l'imperdonabile errore di spiegare ai suoi affezionati lettori che, per la prima volta, il mitico (e misterioso) club Bilderberg si sarebbe attovagliato a Roma. E che alla "scampagnata" avrebbero partecipato il premier Rigor Montis e una mezza dozzina di ministri del suo gabinetto.


Noi, la curiosità di fare una scappata all'"Hotel de Russie", francamente l'abbiamo avuta. Magari avremmo strappato qualche dichiarazione agli illustri partecipanti sulla possibile svendita all'estero delle nostre ultime imprese-gioiello (Telecom, Unicredit, Generali,Finmeccanica).

Poi, però, dopo aver letto l'articolo controfirmato di Stefano Feltri, ci siamo detti: ma no, non ne vale la pena. E facciamo contento pure il simpatico e bravo Bebè Bernabè (stavolta lo scriviamo senza alcuna ironia), che al Feltri Stefano paga una collaborazione a La7.
Beato lui che in tempi di crisi dell'editoria può contare, grazie alla Bilderberger Gruber, sul doppio lavoro.

Dunque, abbiamo sbagliato.
E chiediamo ancora venia a Stefano Feltri per aver anticipato un avvenimento che i suoi promotori, la Telecom di Bebè Bernabè, voleva tenere gelosamente segreto.
E chi sa perché.
E, soprattutto, Dagospia si cosparge la testa di cenere per aver pubblicato un articolo anonimamente (Dagoreport) contravvenendo alla regola aura del sito di firmare, rigorosamente, tutto il suo notiziario, non solo con il cognome, D'Agostino, ma anche col nome, Roberto.

Il che rivela, ancora una volta, che spesso i giornalisti non leggono gli altri media. E neppure il quotidiano su cui scrivono. Altrimenti Stefano Feltri avrebbe potuto documentarsi che su "il Fatto", a firma Carlo Tecce, è apparso un articolo in cui si spiega come la "segretezza" del club Bilderberg continui a intrigare i cronisti di mezzo mondo. E a far discutere.

A dare ascolto a Stefano Feltri, invece, si tratta soltanto di una manica di testa di cazzo che vuole capire se il mondo (economico) è tondo o fatto a pera. Come la sua testa stordita. Comunque come cronista (mancato) merita "8 e mezzo".



Piazza del Campidoglio. Solitamente le visite terminano alle 19. Oggi "per problemi di sicurezza - dicono all'ingresso i dipendenti - i musei capitolini chiudono alle 17″.I partecipanti alla riunione del Gruppo Bilderberg faranno una visita esclusiva dei musei alle 19, poi la riunione.
http://www.lintellettualedissidente.it/il-gruppo-bilderberg-a-roma-le-immagini-in-esclusiva/


2. IL PREMIER A INDUSTRIALI E BANCHIERI: LA CURA STA FUNZIONANDO
Umberto Mancini per "Il Messaggero"

Prima una serata organizzata da Telecom, ai musei capitolini all'ombra della statua del Marco Aurelio, in onore del premier Mario Monti. Poi, oggi, il super vertice del gruppo Bildenberg all'Hotel De Russie. Obiettivo dichiarato: scambiare opinioni, fare il punto sulla situazione economica e finanziaria, immaginare il futuro.


Insomma, disegnare uno scenario possibile per riavviare la crescita e dare sprint al pil, dribblando la crisi finanziaria e di idee che strozza la ripresa. Al centro, ovviamente, il piano d'azione messo in campo dal premier Mario Monti, che ha ripercorso di fronte ai 70 ospiti italiani e internazionali di Bernabè, quanto fatto in questi mesi dal governo, dalla legge di stabilità alla cura antievasione. Un cura dura ma che sta funzionando. E che ha convinto il gotha dell'economia chiamato a raccolta da Franco Bernabè.

Imprenditori e banchieri, da Diego Della Valle ad Alessandro Benetton, da Enrico Cucchiani, che guida Intesa Sanpaolo, ad Alberto Nagel di Mediobanca, a Gabriele Galateri di Genola delle Generali, all'ex premier Romano Prodi. Uno dei partecipanti, sia all'incontro di ieri Telecom che a quello di Bildenberg, spiega il senso del doppio incontro romano: «la ragione per cui abbiamo scelto la Capitale è semplice. Da una parte spettava al presidente Franco Bernabè indicare una città, dall'altra perchè la Capitale piace davvero a tutti. Per questo abbiamo deciso di riunirci e di farlo alla luce del sole. Le parole di Monti sono state sagge, una linea d'azione che sta funzionando».


Un summit blindato e a porte chiuse ma non segreto. Di altissimo livello, visto che alla cena di Telecom è stato invitato mezzo governo: Francesco Profumo, ministro dell'Istruzione, Anna Maria Cancellieri, ministro degli Interni, Elsa Fornero, ministro del Lavoro. Era previsto anche l'arrivo di Corrado Passera, che però non è potuto intervenire, visto l'impegno in Sardegna per il caso Sulcis.


C'era invece il Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, e l'amministratore delegato delle Ferrovie, Mauro Moretti. Ha invece declinato l'invito il sindaco Gianni Alemanno. Oggi, al De Russie, il vertice annuale di Bildenberg, il gruppo nato nel 1954 e al quale hanno partecipato in passato anche Gianni Agnelli e Rockfeller, approfondirà le tematiche relative allo sviluppo e alle criticità congiunturali.

«Non abbiamo nulla da nascondere, non siamo dei carbonari - conclude uno dei partecipanti - si tratta di un summit in cui personalità che hanno una certa influenza mondo dell'economia si confrontano, parlando nella massima libertà. Ed è per questo motivo che le riunioni sono riservate».



3. MARIO FESTEGGIA UN ANNO A CENA CON LA SUA LOBBY
Brunella Bolloli per "Libero"

Attovagliati con vista mozzafiato sui tetti di Roma, i potenti del mondo hanno brindato ai loro affari e, forse, anche a un anno di governo Monti. Più che una cena sembrava un consiglio di amministrazione con i big della finanza, dell'imprenditoria e dell'industria venuti apposta nella Città Eterna per decidere le sorti dell'Europa (chi commissariare e chi no) e dell'Italia in particolare.


Sessione straordinaria dell'esclusivo club Bilderberg, conclave dei grandi e potenti uomini d'affari che ogni anno, dal 1954, sceglie una località per i suoi meeting internazionali. Più che una loggia una lobby, anche se i maligni ironizzano su grembiulini (come nella massoneria) e burattinai occulti, forse perché il club è protetto da una massiccia e impenetrabile cortina di mistero e i temi trattati riguardano i destini del pianeta. Gli aderenti sono gli unici a conoscere date e luoghi dei summit, comunicare con la stampa è vietato.

Sarà per questo che avere conferma della partecipazione del nostro premier, Mario Monti, è un'impresa. Dopo una giornata di rimpalli e silenzi, alla fine da Palazzo Chigi arriva la conferma: il premier è andato alla cena e ha tenuto una breve relazione ("speech") sulle questioni economiche e i temi dell'eurozona.


Il nostro premier è uno dei pochi italiani ammessi al Bilderberg. Figura negli elenchi da quando era docente di Economia alla Bocconi, poi Commissario europeo (una volta è andata anche Emma Bonino ma ora non più), da rettore ed è rimasto da premier. Anzi. Pare che Super Mario non si perda una riunione del prestigioso consesso. È sulla lista Bilderberg da protagonista. Al pari di Paolo Scaroni, Ad di Eni e soprattutto di Franco Bernabè, presidente della Telecom Italia e gran cerimoniere della tre giorni romana.

È targata Telecom, infatti, la regia dell'evento con cena da mille euro a testa sulla Terrazza Caffarelli preceduta da una visita guidata ai Musei capitolini, per l'occasione chiusi al pubblico nell'ala del Palazzo dei Conservatori. E, del resto, quando ricapita di avere in Italia i pezzi da novanta del business internazionale? Il sobrio Monti, che ieri ha ricevuto Cameron e ha parlato al telefono con Obama, deve averne approfittato per festeggiare il suo primo anno al governo.


Invito esteso alla sua squadra di ministri, sebbene trovarne uno che dica «sì, ci vado» è impossibile. Perché la regola aurea è che l'invito al Bilderberg non si smentisce mai né si conferma, mail «no comment» è assertivo. A parte, dunque, Enrico Mentana, che ha smentito di esserci, l'elenco comprende: Lilli Gruber ed Enrico Letta (forse sono andati insieme alla cena dopo ‘Otto e mezzo'), Rodolfo De Benedetti di Cir, Alberto Nagel di Mediobanca, Mauro Moretti delle Ferrovie, Fulvio Conti, Angelo Cardani, Enrico Cucchiani di Intesa, la presidente della Rai, Anna Maria Tarantola, Gabriele Galateri e altri, circa un centinaio di persone.


Perché oltre ai big italiani la lista dei super potenti comprende: Tom Enders, ceo della Eads, Marcus Agius di Barclays, il canadese Edmund Clark boss della Td Bank, Kenneth Jacobs numero uno di Lazard e pure l'americano capo dell'Alcoa Klaus Kleinfeld, che spera di non essere contestato dopo la chiusura dell'impianto in Sardegna.

Perché è ovvio che tra i nostri rappresentanti del governo e i super boss stranieri ci sono parecchie questioni da discutere, sulla pelle degli italiani. Conflitto di interesse per Monti? Di sicuro Francesco Storace, leader della Destra, è categorico: «Il premier non vada alla riunione di Bilderberg».


Critica anche Giorgia Meloni. Blitz dei ragazzi della Giovane Italia fuori dall'Hotel de Russie: «Vogliamo sapere perché 130 personalità influenti si accordino per decidere le sorti degli stati. Monti ha il dovere morale di riferire il Parlamento sugli esiti di questo incontro, perché è una vergogna che un premier partecipi a riunioni segrete, nelle quali si influenzano i futuri dei popoli a guadagno della tecnocrazia e della finanza». E dopo la cena, oggi riunione segretissima. Top secret anche quella.

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