Patrick Edlinger

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Re: Patrick Edlinger

Messaggio  Silvio il Mer Nov 21, 2012 9:33 am

gug ha scritto:
MauMau ha scritto:il fatto è che la tanto vituperata "eleganza", soppiantata nei novanta dall'"efficacità", per noi era veramente un valore. Veder salire cose impossibili senza faticare era a quei tempi il massimo, questo significava l'abbattimento dei limiti di cui parla AGD. Non il numero, come lo si intende oggi. Per noi comuni mortali che si trattasse di 7c o 8a, era lo stesso. Non faceva differenza. Ma è il come lo si faceva che contava. Un imprinting che fatichiamo ancora a toglierci di dosso, e che dobbiamo soprattutto a Berhault ed Edlinger...

Questo mi ricorda un bellissimo concetto studiato di un testo rinascimentale studiato a scuola: quello della sprezzatura, contrapposta all'affettazione. Si sosteneva che avesse più valore fare una cosa difficile, facendola apparire facile e naturale, piuttosto che farlo mostrando di sforzarsi. Penso che sia lo stesso in questo paragone: Edlinger era la "sprezzatura" e Gullich o quelli venuti dopo "l'affettazione"

gug il tuo intervento è bellissimo;

ti ricordi il testo rinascimentale come si chiamava ?
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Re: Patrick Edlinger

Messaggio  bradipo il Mer Nov 21, 2012 9:36 am

Tutti tranne uno (?). Non a caso chi è veramente performante (anche oggi) è molto flessibile!!

riflettevo, purtroppo anche in questo caso, come il confine tra la vita la morte sia molto casuale; mi dispiace...continuerò a guardare con entusiasmo i suoi filmati.

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Re: Patrick Edlinger

Messaggio  MauMau il Mer Nov 21, 2012 9:44 am

ma a dispetto di quanto si legge qua, dell'onda di commozione generata dalla sua prematura scomparsa, Gullich è e rimane un riferimento per le nuove generazioni, mentre Edlinger proprio no. Forse per i nostalgici, o per quelli che hanno iniziato sulla spinta dei suoi video, ma per gli altri direi di no. Solo poche settimane fa ho visto la conferenza di Ondra a San Vito ed ha dedicato molto spazio al suo mito, Gullich. Gullich era molto di più di Action Directe, ma purtroppo bisogna dire che di lui è rimasto solo quello Crying or Very sad

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Re: Patrick Edlinger

Messaggio  bixio il Mer Nov 21, 2012 9:52 am

funkazzista ha scritto:
AGD ha scritto:Patrick è stato il gesto, non il grado
Si.
Gullich è "il grado", Edlinger "il gesto".
Eleganza si, ma non fine a se stessa ("Piacere ed efficacia del movimento giusto", cito a memoria una didascalia del "suo" libro).
Azzardo a dire che quello che lo distingueva dagli altri, la sua caratteristica peculiare, era la grandissima flessibilità articolare: schiena, anche, ginocchia, caviglie snodatissime gli permettevano di essere sempre incollato alla roccia.
Nel "suo" libro insiste molto sull'allenamento di questa qualità, che oggi sembra dimenticata (tutti pensano al pan gullich o al boulder).


concordo con tutto...ma non bisogna dimenticare che edlinger prima di arrampicare aveva un ottimo passato di ginnastica attrezzistica! vuol dire parecchio...è come se yuri chechi decidesse di arrampicare! invece wolfghang aveva un passato da autodidatta al punto di inventarsi addirittura un'allenamento tutto suo convinto che bastasse solo la potenza! patrick aveva tutta la scioltezza del ginnasta! nonostante questo uno ha fatto un 9a che è un riferimento tutt'ora e l'altro l'8c con dolcezza e accarezzando la roccia! tutto questo in anni in cui questo sport stava nascendo....come si fà a non farli rientrare nel mito? Wink
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Re: Patrick Edlinger

Messaggio  mork il Mer Nov 21, 2012 9:56 am

MauMau ha scritto:ma a dispetto di quanto si legge qua, dell'onda di commozione generata dalla sua prematura scomparsa, Gullich è e rimane un riferimento per le nuove generazioni, mentre Edlinger proprio no. Forse per i nostalgici, o per quelli che hanno iniziato sulla spinta dei suoi video, ma per gli altri direi di no. Solo poche settimane fa ho visto la conferenza di Ondra a San Vito ed ha dedicato molto spazio al suo mito, Gullich. Gullich era molto di più di Action Directe, ma purtroppo bisogna dire che di lui è rimasto solo quello Crying or Very sad

una volta ho detto che David Lama potrebbe essere considerato un successore di Gullich per aver saputo coniugare altissima difficoltà tecnica in arrampicata sportiva con una attività in alta montagna. Mi è stato risposto cosa c'entra Gullich con l'alta montagna e ho scoperto in quella occasione che nessuno sapeva cosa fossero "Eternal Flame" e "Riders of the Storm.
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Re: Patrick Edlinger

Messaggio  Beldar il Mer Nov 21, 2012 9:59 am

MauMau ha scritto:, Gullich è e rimane un riferimento per le nuove generazioni, mentre Edlinger proprio no.

assolutamente vero, constatato ieri in "chiacchere" di palestra, solo pochissimi avevano una idea di chi fosse e di cosa e come scalasse già a metà anni 80. Se l'alpinismo rischia a volte di essere ossessionato dalla sua storia, l'arrampicata sportiva rischia di dimenticare anche la poca che ha.
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Re: Patrick Edlinger

Messaggio  MauMau il Mer Nov 21, 2012 10:19 am

mork ha scritto:
MauMau ha scritto:ma a dispetto di quanto si legge qua, dell'onda di commozione generata dalla sua prematura scomparsa, Gullich è e rimane un riferimento per le nuove generazioni, mentre Edlinger proprio no. Forse per i nostalgici, o per quelli che hanno iniziato sulla spinta dei suoi video, ma per gli altri direi di no. Solo poche settimane fa ho visto la conferenza di Ondra a San Vito ed ha dedicato molto spazio al suo mito, Gullich. Gullich era molto di più di Action Directe, ma purtroppo bisogna dire che di lui è rimasto solo quello Crying or Very sad

una volta ho detto che David Lama potrebbe essere considerato un successore di Gullich per aver saputo coniugare altissima difficoltà tecnica in arrampicata sportiva con una attività in alta montagna. Mi è stato risposto cosa c'entra Gullich con l'alta montagna e ho scoperto in quella occasione che nessuno sapeva cosa fossero "Eternal Flame" e "Riders of the Storm.

appunto. Forse c'entrano anche Arnold e Albert, ma senz'altro sono state tra le più grosse imprese di Wolfgang

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Re: Patrick Edlinger

Messaggio  nicola il Mer Nov 21, 2012 10:20 am

Fa parte della conoscenza superficiale ricordare un personaggio solo per una vicenda.

Bonatti per il K2, Messner per i 14 ottomila, Maestri per il compressore, Manolo per "sector noooo limitzzz", Berhault per i tallonaggi, Gullich per action directe e il pan... si può andare avanti ore.

Riprendendo gli stessi che ho citato, se si va un po' oltre:

Bonatti per il G4, la canoa nello yukon, il tuffo nel rio delle amazzoni; Messner per il Nanga, le libere in dolomiti scarponi ai piedi, le salite sul bianco; Maestri per le free solo di vie estreme per l'epoca, Manolo per la supermatita e gli altri capolavori quando non sapeva ancora darci un grado; Berhault e Gullich per tutti i vioni in montagna fatti.

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Re: Patrick Edlinger

Messaggio  gug il Mer Nov 21, 2012 11:08 am

Silvio_AD ha scritto:
gug ha scritto:
MauMau ha scritto:il fatto è che la tanto vituperata "eleganza", soppiantata nei novanta dall'"efficacità", per noi era veramente un valore. Veder salire cose impossibili senza faticare era a quei tempi il massimo, questo significava l'abbattimento dei limiti di cui parla AGD. Non il numero, come lo si intende oggi. Per noi comuni mortali che si trattasse di 7c o 8a, era lo stesso. Non faceva differenza. Ma è il come lo si faceva che contava. Un imprinting che fatichiamo ancora a toglierci di dosso, e che dobbiamo soprattutto a Berhault ed Edlinger...

Questo mi ricorda un bellissimo concetto studiato di un testo rinascimentale studiato a scuola: quello della sprezzatura, contrapposta all'affettazione. Si sosteneva che avesse più valore fare una cosa difficile, facendola apparire facile e naturale, piuttosto che farlo mostrando di sforzarsi. Penso che sia lo stesso in questo paragone: Edlinger era la "sprezzatura" e Gullich o quelli venuti dopo "l'affettazione"

gug il tuo intervento è bellissimo;

ti ricordi il testo rinascimentale come si chiamava ?

A memoria mi sembra "Il cortigiano" di Baldesar Castiglione.
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Re: Patrick Edlinger

Messaggio  Silvio il Mer Nov 21, 2012 11:11 am

Grazie GUG, ora cerco !

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Re: Patrick Edlinger

Messaggio  buzz il Mer Nov 21, 2012 1:01 pm

...


Ultima modifica di buzz il Lun Nov 26, 2012 4:17 pm, modificato 1 volta

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Re: Patrick Edlinger

Messaggio  LucaVi il Mer Nov 21, 2012 7:48 pm

Siamo tutti fragili dèi.
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Re: Patrick Edlinger

Messaggio  Ospite il Mer Nov 21, 2012 9:05 pm

Peggio. Nasciamo come potenziali dei, poi la fragilità ci frega. Piuttosto, studicchiando medicina cinese ho scoperto che anche per loro, dopo i 60 anni, c'è il "new beginning".

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Re: Patrick Edlinger

Messaggio  LucaVi il Mer Nov 21, 2012 9:36 pm

Però io sto passando il periodo più felice della mia vita proprio in questi ultimi anni, pur nel decadimento fisico.
Questa discussione a partire dalla morte di Edlinger mi ha interessato. Non ho dati contributi, ma l'ho letta con passione.
Credo che il segreto sia nell'accettarsi.
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Re: Patrick Edlinger

Messaggio  nicola il Gio Nov 22, 2012 10:26 am

Luca, prendo la tua ultima frase e la espando.

Credo che il problema di molti stia proprio nel processo di accettazione di sé nelle varie epoche della propria vita.

Banalmente: accettarsi forte, capace, famoso e indistruttibile è facile; accettarsi vulnerabile e con i capelli brizzolati lo è meno, accettarsi non più autosufficiente lo è ancora di meno, io credo. Grazie a dio normalmente è un passaggio graduale (a meno di incidenti o vicende gravi di vita).

Un'altra cosa che mi ha colpito della storia di Edlinger è che non sapevo avesse una figlia di 10 anni. Un pensiero profondo va anche a lei, che non ha più il papà.

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Re: Patrick Edlinger

Messaggio  Batman il Gio Nov 22, 2012 12:03 pm

nicola ha scritto:Luca, prendo la tua ultima frase e la espando.

Credo che il problema di molti stia proprio nel processo di accettazione di sé nelle varie epoche della propria vita.

Banalmente: accettarsi forte, capace, famoso e indistruttibile è facile; accettarsi vulnerabile e con i capelli brizzolati lo è meno, accettarsi non più autosufficiente lo è ancora di meno, io credo. Grazie a dio normalmente è un passaggio graduale (a meno di incidenti o vicende gravi di vita).

Un'altra cosa che mi ha colpito della storia di Edlinger è che non sapevo avesse una figlia di 10 anni. Un pensiero profondo va anche a lei, che non ha più il papà.

Non lo aveva già più, il papà, in un certo senso.

Patrick aveva divorziato questa primavera, dopo un periodo difficile con la sua compagna, Matia, con cui gestiva la gite d'étape "L'Escales" a La Palud. C'ero stato l'aprile dell'anno scorso, e già Patrick non era più lì, c'era solo Matia a mandare avanti la gite. Non la e non lo conoscevo abbastanza per parlare della cosa con lei. Quando ci sono tornato a maggio scorso, Matia era proprio impegnata con le vicende giudiziarie del divorzio. Ed era chiaro che era una storia che la aveva profondamente segnata. Non so quanto avesse segnato lui, e quale fosse il rapporto di causa effetto tra, diciamo, la decadenza fisica, la percezione di non essere più quello di un tempo, il ripiego sull'alcool (che ignoravo) e la disgregazione del mondo degli affetti e della famiglia. Ci sono rapporti di coppia che si risolvono consensualmente e senza traumi; l'impressione era che non fosse questo il caso. Ripeto, non so e non ho chiesto chi avesse la responsabilità di cosa, da parte di chi fosse stata voluta una separazione che appariva comunque traumatica. E' stato triste, vedere la tensione di Matia, indovinare la sofferenza che non riusciva a dissimulare, e sapere che lui era ancora altrove lì a La Palud, ma ormai non c'era già più.
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Re: Patrick Edlinger

Messaggio  LucaVi il Gio Nov 22, 2012 12:15 pm

Dobbiamo imparare sì ad accettarci, ma essendo vulnerabili possiamo anche essere facilmente travolti. Mi fa tristezza quanto racconta Batman, una dolce tristezza, mi fa sentire Edlinger paradossalmente più vivo e vicino.


Ultima modifica di LucaVi il Gio Nov 22, 2012 12:17 pm, modificato 1 volta
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Re: Patrick Edlinger

Messaggio  Ospite il Gio Nov 22, 2012 12:16 pm

LucaVi ha scritto:Però io sto passando il periodo più felice della mia vita proprio in questi ultimi anni, pur nel decadimento fisico.
Questa discussione a partire dalla morte di Edlinger mi ha interessato. Non ho dati contributi, ma l'ho letta con passione.
Credo che il segreto sia nell'accettarsi.

Secondo la medicina classica cinese, da 0 a 10 anni c'è il periodo di formazione e sviluppo. Dai 10 ai 20 si raggiunge il picco della crescita fisica. Dai 20 ai 30 si raggiunge il picco della crescita mentale. Dai 30 ai 40 si raggiunge il picco della crescita emozionale. Dai 40 ai 50 si raggiunge il picco della crescita spirituale.Dai 50 ai 60 il picco della crescita energetica. Dai 60 inizia ... il "nuovo inizio". Dai 50 ai 60, in particolare, vengono a frutto le esperienze precedenti. Se l'adulto ha acquisito con successo armonia fisica, mentale, emotiva e spirituale,il picco energetico che ne risulta lo prepara alla rinascita. Se non c'è questa armonia la forza vitale si esaurisce. In un passo si cita il fatto comune che i maestri di arti marziali che praticano in maniera esagerata o scorretto, senza un bilanciamento energetico tra parte fisica e parte spirituale (stress eccessivo di Fegato/Polmoni e indebolimento di Milza/Cuore/Reni), vengono meno proprio tra i cinquanta e i sessanta.

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Re: Patrick Edlinger

Messaggio  nicola il Gio Nov 22, 2012 12:23 pm

E' inevitabile per me l'immedesimazione nella triste vicenda della famiglia Edlinger che si disgrega, avendo moglie e due bimbe piccole.
Spero non debba mai accadermi una cosa simile, e posso immaginare che sofferenza possa dare un tale epilogo.
Possano trovare pace.

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Re: Patrick Edlinger

Messaggio  biemme il Gio Nov 22, 2012 1:21 pm

LucaVi ha scritto:Dobbiamo imparare sì ad accettarci, ma essendo vulnerabili possiamo anche essere facilmente travolti. Mi fa tristezza quanto racconta Batman, una dolce tristezza, mi fa sentire Edlinger paradossalmente più vivo e vicino.

già. questa morte mi ha colpito, come dicevo, più di altre, oltre che x quanto lui ha rappresentato ... forse anche perchè in quell'aprile ero lì, insieme con gianni e altri amici, da matia a la palud, e nonostante fossero già separati, quando all'ingresso della bella gite d'etape lessi "fam. Edlinger" sulla cassetta della posta, ricordo che x me fu come entrare in un tempio sacro ... roba che mi fa tristezza al solo pensarci, adesso Sad

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Re: Patrick Edlinger

Messaggio  MauMau il Gio Nov 22, 2012 7:01 pm

oggi c'è stato il funerale. Sulle cause della morte nessuno dei francesi risponde, perchè c'è stata l'autopsia ed è in corso un'indagine della magistratura. Mi hanno detto per certo che era anche malato e faceva fatica a reggersi in piedi. Altro non si sa. Questo per quanto riguarda i tristi fatti, oltre quello che ha aggiunto Batman che confermo. Per il resto lo ricordiamo bello e fortissimo com'era.

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Re: Patrick Edlinger

Messaggio  Musico Errante il Gio Nov 22, 2012 9:10 pm

Bellissime le riflessioni su questo topic

Comunque riprendendo l'articolo di ADG

AGD ha scritto:Patrick è stato il gesto, non il grado

credo che quel che era Patrick manchi purtroppo oggi, dove, soprattutto tra le nuove generazioni, si cerca il grado più che l'eleganza del gesto (lo vedo tra gli amici, ma basta pensare anche ad Ondra, fortissimo ma, a mio avviso, oggettivamente brutto da vedere mentre arrampica).

Quello che voglio conservare di Patrick è la sua eleganza e perfezione nei movimenti oltre a quanto di grande ha fatto. E magari le prossime volte, durante l'arrampicata, ricercherò anch'io quell'eleganza più che il risultato Wink

Ciao Patrick
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Re: Patrick Edlinger

Messaggio  MauMau il Ven Nov 23, 2012 8:12 am

ho trovato sul web questa intervista a Marco Bernardi, che sto sentendo in questi giorni per altre cose. Ecco, da questa risposta si capisce quanto era importante il gesto nei climbers che avevano iniziato ad arrampicare in quegli anni:

Cosa ne pensi di chi oggi pratica il bouldering?
«Benché io sia stato uno dei promotori dell’arrampicata, non credo che né le gare di arrampicata né l’arrampicata su strutture artificiali abbiano un senso. Io penso che l‘arrampicata su masso sia la vera essenza dell’attività sportiva dell’arrampicata. L’arrampicata deve svolgersi solo su una struttura naturale e l’arrampicata su masso ne è la massima espressione. Mentre in falesia l’arrampicata è interrotta dalla necessità di utilizzare le protezioni. Sarebbe meglio in falesia arrampicare con la corda dall’alto per migliorare la tecnica, e per provare il piacere dell’arrampicata in sé come si prova sui massi, anziché assicurarsi da uno spit all’altro. L’arrampicata è poi un mezzo tecnico che può evolvere nell’alpinismo, ma può anche rimanere arrampicata, attività sportiva in sé, che esalta il gesto fine a se stesso, facilitato questo anche dalla mancanza del rischio. Io per l’arrampicata sui massi vedo un futuro e le gare potrebbero svolgersi proprio sui massi, piuttosto che sulle strutture artificiali, che non hanno senso. Nell’arrampicata non si deve pensare che al gesto fine a se stesso».

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Re: Patrick Edlinger

Messaggio  nicola il Ven Nov 23, 2012 12:10 pm

MauMau ha scritto:oggi c'è stato il funerale. Sulle cause della morte nessuno dei francesi risponde, perchè c'è stata l'autopsia ed è in corso un'indagine della magistratura. Mi hanno detto per certo che era anche malato e faceva fatica a reggersi in piedi. Altro non si sa. Questo per quanto riguarda i tristi fatti, oltre quello che ha aggiunto Batman che confermo. Per il resto lo ricordiamo bello e fortissimo com'era.



Che cosa terribile mammamia... Crying or Very sad

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Re: Patrick Edlinger

Messaggio  virgy il Ven Nov 23, 2012 2:05 pm

MauMau ha scritto:ho trovato sul web questa intervista a Marco Bernardi, che sto sentendo in questi giorni per altre cose. Ecco, da questa risposta si capisce quanto era importante il gesto nei climbers che avevano iniziato ad arrampicare in quegli anni:

Cosa ne pensi di chi oggi pratica il bouldering?
«Benché io sia stato uno dei promotori dell’arrampicata, non credo che né le gare di arrampicata né l’arrampicata su strutture artificiali abbiano un senso. Io penso che l‘arrampicata su masso sia la vera essenza dell’attività sportiva dell’arrampicata. L’arrampicata deve svolgersi solo su una struttura naturale e l’arrampicata su masso ne è la massima espressione. Mentre in falesia l’arrampicata è interrotta dalla necessità di utilizzare le protezioni. Sarebbe meglio in falesia arrampicare con la corda dall’alto per migliorare la tecnica, e per provare il piacere dell’arrampicata in sé come si prova sui massi, anziché assicurarsi da uno spit all’altro. L’arrampicata è poi un mezzo tecnico che può evolvere nell’alpinismo, ma può anche rimanere arrampicata, attività sportiva in sé, che esalta il gesto fine a se stesso, facilitato questo anche dalla mancanza del rischio. Io per l’arrampicata sui massi vedo un futuro e le gare potrebbero svolgersi proprio sui massi, piuttosto che sulle strutture artificiali, che non hanno senso. Nell’arrampicata non si deve pensare che al gesto fine a se stesso».


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