Chi vincerà le elezioni italiane? Krugman o Merrill Lynch?

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Chi vincerà le elezioni italiane? Krugman o Merrill Lynch?





Marzo è vicino. I cadaveri si agitano cercando di capire se le primarie servono a nascondere un po’ di puzza o meno. Qualcuno sceglie lo spettacolo del duello. Qualcun altro preferisce evitare. Forse. O forse no. Chi lo sa.

Ma è rilevante? O fa parte della solita strategia para-mediatica per distrarre i cittadini attraverso la droga del tifo da stadio? E’ questa la domanda che dobbiamo farci.

Domanda retorica ovviamente. Perché chi vive nell’illusione che Bersani, Renzi, Alfano o la Meloni rappresentino alternative credibili per un futuro diverso vive il “sonno della ragione che genera mostri”.

Perché? Perché la barra del timone la tiene il capitano della nave non il faccione sul cartellone pubblicitario che ti invita a comprare il biglietto. Il capitano non ti accoglie sulla passerella, non ti porta da bere, non ti racconta le favole per dormire tranquillo, non ti promette che il tempo sarà buono. Il capitano sta in silenzio in plancia e ti porta – se ci arrivi - a destinazione. E quando arrivi non ti saluta. Alla fine del viaggio potresti non aver mai visto la sua faccia. Ed è meglio così.

In genere la faccia del capitano viene resa nota solo se la nave affonda.

Il capitano della nostra nave non fa dibattiti in televisione. Non mette la sua faccia sui giornali. Mette in fila i numeri e costruisce dossier. Spinge nell’ombra le decisioni. E poi compra e vende sui mercati.

Se sull’isola un tornado ti travolge al massimo si rattrista. Poi riporta la barra a tribordo e parte per un altro viaggio.

Il capitano della nostra nave non è un uomo. E’ un sistema di relazioni economiche. Forte. Strutturato. Praticamente invincibile.

Questo sistema ci ha insegnato che in Italia la produttività è crollata a picco negli ultimi anni. E questo ha creato i disastri economici che San Monti è venuto a riparare. Ricordiamoci infatti che la crisi italiana ha molto poco a che fare (se non indirettamente) con il mercato immobiliare. Ma siamo sicuri che sia così?

Paul Krugman non la pensa proprio così. O almeno ha grandi dubbi. In questo articolo e in quest’altro sostiene infatti che gli indicatori del report del Fondo Monetario Internazionale (non il blog di un complottista rivoluzionario marxista eh!) raccontano un’altra storia. Ovvero che in Italia in passato c’era molto lavoro nero. Dalla legge Biagi in poi quel lavoro nero è emerso. Sotto varie forme. Nel frattempo però il calcolo del PIL non è cambiato molto, visto che gli economisti tenevano già conto della percentuale di sommerso. Rimanendo stabile il calcolo del PIL e aumentando le risorse umane impegnate nei processi produttivi ecco lì che magicamente la produttività (pur restando generalmente costante) matematicamente subisce un calo.

Krugman conclude dicendo che l’Italia ha il debito alto ma deficit tutto sommato accettabili e che le politiche di austerità di Monti sono irragionevoli. Anzi, aggiungo io, controproducenti, soprattutto all’interno delle perverse logiche dell’economia dello spreco che l’idolatria del PIL descrive e sostiene. L’austerità infatti deprime sia gli investimenti che i consumi. Ergo il PIL finisce in cantina.

Allo stesso tempo il Sole 24 Ore pubblica oggi un pezzo, piccolo e defilato, che ci avverte che Merrill Lynch è pronta ad acquistare nuovo debito sovrano italiano. In poche parole riprendono a comprarsi i nostri titoli di Stato. C’è però l’incognita elezioni. I processi democratici sono sempre una minaccia per l’accumulazione di capitali. Non sia mai che vince qualcuno che mette il bastone fra le ruote (o fra le eliche?) del capitano della nave!

Parlando delle elezioni infatti italiane Johannes Looste, uno dei dirigenti della banca di investimenti, dice testualmente “Con Monti sarebbe molto più facile convincere i mercati […] In ogni caso ci aspettiamo che il programma di austerità di Monti rimanga sostanzialmente sul tavolo e che sia portato avanti dal prossimo esecutivo”.

Visto che una banca di quelle dimensioni raramente si arrischia a investire senza previsioni (o “incoraggiamenti”?) attendibili la morale della favola è presto detta.



  • Le politiche di Monti non hanno nulla a che fare con il benessere dei cittadini. Servono a rassicurare i mercati. Ovvero a garantire che chi specula continui a guadagnarci

  • L’austerità è a detta del premio Nobel Krugman sostanzialmente inutile

Ah … vorremmo anche rassicurare Merrill Lynch. Signor Looste non si preoccupi, il M5S non vincerà mai le elezioni. La legge elettorale glielo impedirà. Ergo può stare tranquillo. Che vinca l’armata rosso sbiadito o l’accozzaglia azzurra l’agenda Monti non si discute. Magari lo faranno anche Sommo Sovrano della Repubblica (Presidente è roba vecchia).

Ah … Signor Krugman. Per quanto la riguarda, riprovi la prossima volta. Magari organizzi le primarie. Che fanno sempre fico e che a farle ci si guadagna punti con gli spettatori del Talk Show Italia.



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In the wrong place at the wrong time. Is it here? Is it now? Will I know?
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Chi vincerà le elezioni italiane? Krugman o Merrill Lynch? :: Commenti

Messaggio il Gio Nov 29, 2012 11:58 am  Ludmillo

te lo dico io chi le vince

le primarie del PD le vince Renzi.... piazzato strategicamente da silvio

Quelli di sinistra s'incazzano ed alle lezioni voteranno tutti grillo, il PD prenderà meno dell'alleanza ex pdl alla fine.

il parlamaneto su pressione ....dei liberal centristi.... farà pressioni per una legge furba per far fuori i grilli alle prossime elezioni..... quindi tutti i voti in massa saranno sprecati.

il PD spolpato dai suoi elettori piglierà poco...

chi vince sarà la coalizione di centro destra liberale e cristiana

praticamente ancora lui

SILVIO

mrgreen

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Messaggio il Gio Nov 29, 2012 1:19 pm  tummu

punto primo
io l'avevo detto che gli stranieri stavano tornando sui BTP, ora ML ha fatto outing ma già si sapeva da settembre; la speranza è che il trend continui facendo abbassare il costo del debito, l'unico modo - probabilmente - di uscire fuori in fretta dalle implacabili necessità dell'austerity

punto secondo
non è necessario che sia Monti in persona a guidare l'Italia, basta che il prossimo premier non si discosti troppo dall'idea del risanamento (annnullare il deficit) e delle riforme, questo lo dice anche Jooste nel su citato articoletto

quando a Krugman, la smettesse una volta per tutte di dare cattivi consigli all'Italia; se ci tiene tanto ad avere stimoli alla domanda, si impegni per farli fare alla Germania, che è quella che dovrebbe farli veramente
eccheccazzo

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Messaggio il Gio Nov 29, 2012 2:36 pm  buzz

Mai così male nella storia dell'eurozona. In ottobre, secondo i dati
della Banca centrale europea (Bce), i depositi nelle banche italiane
sono calati di 26,4 miliardi di euro rispetto al mese precedente, fino a
toccare quota 1.441 miliardi di euro. Una fuga di capitali che ha
ribaltato quanto avvenuto in settembre, quando salirono di circa 30
miliardi di euro. I capitali escono, mentre gli investimenti calano e
l'appeal dell'Italia resta ancorato alla Bce, che ha costruito la calma
apparente in cui si trova l'eurozona in questo momento. Una quiete che
però non si sa quanto potrà durare.


Perfino gli operatori più cauti sono rimasti colpiti dalla
performance dei depositi presenti nelle banche italiane. «Un tracollo
difficilmente spiegabile», dice a Linkiesta un analista di Société
Générale. 26 miliardi e mezzo di euro sono tanti. Dopo un periodo di
stabilizzazione, la fuga dei capitali continua a un ritmo sostenuto. Il
fenomeno è prevalentemente italiano e spagnolo. In Grecia, dopo un
crollo dei depositi avvenuto nei mesi scorsi, in concomitanza con le
elezioni, i capitali hanno cominciato a tornare. Nello stesso periodo
preso in esame per l'Italia, l'incremento è stato di 800 milioni di
euro, fino a quota 161 miliardi di euro.

Due sono le possibili spiegazioni per ciò che sta succedendo in
Italia, correlate fra loro. Da un lato c'è il timore di una
patrimoniale. Timore che fra i detentori di grandi patrimoni ha iniziato
a girare a fine settembre. Timori che hanno poi trovato una parziale
rappresentazione reale quando, a metà novembre, il presidente del
Consiglio Mario Monti parlò di «patrimoniale generalizzata».
Immediatamente arrivò la smentita di Palazzo Chigi, che argomentò il
fraintendimento riguardo le dichiarazioni di Monti. Nessuna
patrimoniale, quindi, a causa della «mancanza di una base conoscitiva
sufficientemente dettagliata» e della «necessità di evitare massicce
fughe di capitali all'estero».


Fughe che però ci sono state lo stesso. Difficile pensare il
contrario, dato che proprio Palazzo Chigi, nella stessa nota, ha
rimarcato che un succedaneo della patrimoniale c'è già stato. «Non
essendo perciò realizzabile una tassazione generalizzata del patrimonio,
il Governo nel dicembre 2011 è intervenuto, con l'approvazione di tutti
i partiti della maggioranza, su varie componenti della ricchezza
patrimoniale separatamente, con un risultato effettivo in qualche modo
paragonabile», disse il governo italiano.

L'altro motivo per cui la fuga dei capitali non rallenta riguarda un
evento avvenuto alcuni mesi fa. Quando in luglio l'agenzia di rating
Moody's ha declassato il giudizio sull'Italia di due note a Baa2, più
precisamente. In concomitanza con quell'operazione, Moody's ha tagliato
anche il Country ceiling rating da Aaa ad A2. Questo particolare
giudizio rappresenta il rischio di un investimento in una nazione sotto
il versante della libera circolazione dei capitali. Vale a dire che in
questo modo le agenzie di rating calcolano la possibilità che un Stato
introduca misure per bloccare i capitali all'interno dei propri confini
territoriali. Il downgrade del Country ceiling italiano non è passato
inosservato agli operatori finanziari, che hanno iniziato più a guardare
gli scenari politici rispetto a quelli economici, la cui situazione è
evidente. Il motivo è semplice: più aumentano le tensioni interne,
contrarie al processo di integrazione europea, più questo indicatore va
sotto pressione.

La fuga dei depositi continua, nonostante le azioni della Banca
centrale europea. E dire che i segnali di una stabilizzazione della
situazione italiana ci sono tutti. Oggi il Tesoro ha collocato Bot a sei
mesi per 7,5 miliardi di euro al rendimento più basso dal settembre
2010, 0,91 per cento. Solo un anno fa un collocamento analogo aveva
visto l'Italia promettere un tasso d'interesse del 6 per cento. In calo
anche i Btp decennali, il cui rendimento sul mercato obbligazionario
secondario è sceso fino al 4,58%, un livello che non si vedeva dal
maggio 2011. Crisi finita? No. Ma qualcosa sta migliorando, almeno sulla
carta.

L'obiettivo della Bce era quello di prendere tempo, in modo che le
riforme messe in cantiere dal governo di Mario Monti possano produrre
gli effetti previsti. Obiettivo raggiunto, per ora. Per il 2013 il limbo
in cui è entrata l'eurozona dovrebbe infatti continuare. Almeno, fino
alle elezioni tedesche, previste per il 22 settembre 2013. Sarà
quell'appuntamento il vero punto di svolta per l'area euro.

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Messaggio il Gio Nov 29, 2012 2:55 pm  Tengri

tummu ha scritto:punto primo
io l'avevo detto che gli stranieri stavano tornando sui BTP, ora ML ha fatto outing ma già si sapeva da settembre; la speranza è che il trend continui facendo abbassare il costo del debito, l'unico modo - probabilmente - di uscire fuori in fretta dalle implacabili necessità dell'austerity

punto secondo
non è necessario che sia Monti in persona a guidare l'Italia, basta che il prossimo premier non si discosti troppo dall'idea del risanamento (annnullare il deficit) e delle riforme, questo lo dice anche Jooste nel su citato articoletto

quando a Krugman, la smettesse una volta per tutte di dare cattivi consigli all'Italia; se ci tiene tanto ad avere stimoli alla domanda, si impegni per farli fare alla Germania, che è quella che dovrebbe farli veramente
eccheccazzo

Punto primo: eh sì speriamo proprio che ML continui a comprare il nostro debito. E che magari ricomincino pure gli altri grandi istituti di credito. O che magari ci si mettano anche i cinesi come fanno con gli USA. Sì sì, sperimao proprio ...

Punto secondo: e ci credo che Jooste lo dice ... non ha infatti grandi dubbi. Chiunque vincerà (ed ecco l'inutilità delle elezioni per le democrazie commissariate) farà esatamente ciò che si deve fare. Lo vuole l'Europa no?

Riguardo a Krugman che ti devo dire ... Tummu for President Very Happy

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Messaggio il Gio Nov 29, 2012 4:11 pm  grip

Mai così male nella storia dell'eurozona. In ottobre, secondo i dati
della Banca centrale europea (Bce), i depositi nelle banche italiane
sono calati di 26,4 miliardi di euro rispetto al mese precedente, fino a
toccare quota 1.441 miliardi di euro. Una fuga di capitali che ha
ribaltato quanto avvenuto in settembre, quando salirono di circa 30
miliardi di euro. I capitali escono, mentre gli investimenti calano e
l'appeal dell'Italia resta ancorato alla Bce, che ha costruito la calma
apparente in cui si trova l'eurozona in questo momento. Una quiete che
però non si sa quanto potrà durare.


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secondo te io essendo pur piccinopiccino se domani la mia ditta a Bucarest dovesse avere utili

me conviene pagare il 46% di tasse e portarmeli in cc Italia.....o comprare terreni in Romania dove far seminare rucola e frumento?

e son piccinopiccino e parlo di cifre a 4 zeri....pensa chi tratta i 6 zeri cosa ci fa con utili e capitali....


NON hanno ancora capito che tassare il gia' tassato aumenta la non voglia di investire nel propio paese.....

amen

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Messaggio il Gio Nov 29, 2012 4:13 pm  grip

pps: ho sbagliato a quotare.... sorry

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Messaggio il Gio Nov 29, 2012 4:18 pm  buzz

si è capito lo stesso.

chi non capisce è chi sti problemi non ce l'ha.

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Messaggio il Gio Nov 29, 2012 4:19 pm  Tengri

Chissà perché hai scelto Bucarest e la Romania ...

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Messaggio il Gio Nov 29, 2012 4:40 pm  grip

Tengri ha scritto:Chissà perché hai scelto Bucarest e la Romania ...

1-per le Rumene logicamente....


2-poi perche' li avevamo contatti Italiani che ci aiutavano 12 anni fa a partire con minore fatica che altrove il nord costa meno...la Moldavia ancora meno del nord della Romania)...
ma logisticamente non avevamo alternative.


3-perche' i ns maggiori clienti ci dissero...o delocalizzate e ci fate risparmiare sui prodotti o facciamo fare tutto in repubblica Ceca o altrove...scelta obbligata per NON chiudere e alla fine fare maggiori sacrifici..continuando a guadagnare paroparo dando il beneficio ai nostri clienti...

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Messaggio il Gio Nov 29, 2012 4:54 pm  grip

cmq io da uomo de DX spero vinca Renzi. se propio deve vincere a marzo la SX..l'unico che me sta simpatico e pare riesca a smuovere un po le acque...

la dx attuale non me da alcuno stimolo...nessuna fiducia....son sincero....non so manco se vado a votare in primavera.

i 5 stelle tante belle blablabla...ma fare politica concreta e' altra cosa....temo che se si ritrovano con le rogne da risolvere non sappiano manco da dove iniziare....vabbe' come gli altri mi direte voi. asd asd asd asd

alla fine meglio un monarca king farao muttley

io voto Savoia

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Messaggio il Gio Nov 29, 2012 5:07 pm  Tengri

grip ha scritto:
Tengri ha scritto:Chissà perché hai scelto Bucarest e la Romania ...

1-per le Rumene logicamente....

Non avevo dubbi

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