Point Lenana (31 luglio, Arzignano - VI)

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Re: Point Lenana (31 luglio, Arzignano - VI)

Messaggio  Topocane il Mar Mar 17, 2015 11:25 am

...ci pensavo ierisera mentre guardavo La prima neve, alla tipologia di persone che si possono trovare quasi solo più in veneto/trentino o nell'est più spinto. e mi impressionavano soprattutto i ragazzi, i nuovi uomini... non lo so, sarà un luogocomune sicuramente, ma penso che ormai certi modi di fare si possono ritrovare solo in alcune zone con ormai decenni di substrato leghista/razzista etc.
è un luogocomune, appunto... ma chissà come mai un film del genere l'han girato ed ambientato li.
anche se poi la sceneggiatura narra un racconto tutt'altro che razzista... ma il contorno fa impressione, ehh
la scena dentro al bar/osteria dove la giovane madre vede i ragazzi appena più grandi del suo...  le scene del rapporto bimbo/madre... marò, rabbrividisco.
(e devo dire che ho avuto un flashback sulle parole spesso spese da un forumista transfugo in montagna... con figlia giovane... Rolling Eyes )

la terra bruciata fatta in tutta italia negli ultimi 20anni non so quanto ci vorrà a sanarla...
IMO è terra persa. bruciata per sempre Neutral

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Re: Point Lenana (31 luglio, Arzignano - VI)

Messaggio  alessandro il Mar Mar 17, 2015 11:36 am

Sono luoghi comuni, oppure accettiamo l'idea che la gioventù media dei napoletani sia quella uscita da gomorra, oppure i giovani milanesi sia quelli che aspirano tutti ad un master alla bocconi, con il posto garantito in sanità, area CL Twisted Evil Twisted Evil Twisted Evil

Su una cosa sono però convinto: che sia una battaglia persa. Che sia solo questione di tempo. Questi tempi mi ricordano troppo gli anni '30 del '900. Che sia troppo tardi. Che chi può provi a salvarsi individualmente, altro non vedo possibile cià
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Re: Point Lenana (31 luglio, Arzignano - VI)

Messaggio  Topocane il Mar Mar 17, 2015 11:55 am

alessandro ha scritto:Sono luoghi comuni, oppure accettiamo l'idea che la gioventù media dei napoletani sia quella uscita da gomorra, oppure i giovani milanesi sia quelli che aspirano tutti ad un master alla bocconi, con il posto garantito in sanità, area CL Twisted Evil Twisted Evil Twisted Evil

Shocked Rolling Eyes Shocked

ah... NON è così??? Rolling Eyes

azz.... devo avere gli okkiali sporchi allora Rolling Eyes

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Re: Point Lenana (31 luglio, Arzignano - VI)

Messaggio  alessandro il Mar Mar 17, 2015 12:05 pm

Vivendoci dentro la realtà veneta, che quindi conosco non per sentito dire, per aver visto un film, o per aver letto un giornale (dai un occhio alla proprietà dei più importanti media italiani) potrei farti mille esempi contrari... il punto è che dipingere ad hoc una realtà per fini strumentali è il gioco di chi dell'ignoranza della gente (di questo stiamo parlando, penso a mio padre che non ha finito nemmeno le medie ma di certo è lontanissimo dallo stereotipo razzista/xenofobo) se ne approfitta (sarà che qui a Bonn ha studiato Goebbels e queste cose le sento molto vicine). Ben venga Alberto Peruffo e quei pochi che credono ancora che solo la cultura possa essere l'antidoto contro questo veleno strisciante che nutre il razzismo e il fascismo, presente latente in ogni epoca e gruppo umano. Questo è il punto, contrapporre cultura a ignoranza, ragionamenti a conclusioni troppo affrettate, usare molto vetril per correggere la vista di molte lenti offuscate. Ma lo vedi anche qua dentro, ogni tipo di contributo come si arena di fronte alla banalità, al menefreghismo, al pressappochismo... ah sì, c'è la crisi *Di cultura non si vive, vado alla buvette a farmi un panino alla cultura, e comincio dalla Divina Commedia* What a Face What a Face What a Face
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Re: Point Lenana (31 luglio, Arzignano - VI)

Messaggio  LucaVi il Mar Mar 17, 2015 12:56 pm

Al di là dei localismi, c'è una tendenza nazionale e non da oggi a parlare alla pancia della gente. Ignoranza è anche farsi bastare slogan e battute, oppure l'uomo solo al comando anziché il partito o il movimento collettivo.
Voglio dire che la politica spettacolo ha contribuito a tutto ciò, probabilmente più dei retaggi territoriali (che comunque esistono anche loro).
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Re: Point Lenana (31 luglio, Arzignano - VI)

Messaggio  LucaVi il Mar Mar 17, 2015 1:05 pm

Quest'ignoranza poi serpeggia e s'impone, come un pensiero unico, nei luoghi decentrati. Qui da me è "il suo", la proprietà, nel senso che tutto il resto non interessa, non conta ed è potenzialmente ostile. Quando parli, alla quarta parola non ti seguono più, proprio non capiscono.
Ma non è che sia diverso, chessò, da un paese dell'entroterra toscano.
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Re: Point Lenana (31 luglio, Arzignano - VI)

Messaggio  Ad_adri il Mar Mar 17, 2015 8:01 pm

Mi sa Luca che i problemi di rapporti comunicativi che trovi nel tuo paesello poco abbiano a che fare con i contenuti dell' articolo Rolling Eyes

Magari pure si offendono per il paragone, nel paese dell' entroterra toscano mrgreen
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Re: Point Lenana (31 luglio, Arzignano - VI)

Messaggio  alessandro il Lun Mar 23, 2015 12:15 pm

http://www.internazionale.it/reportage/2015/03/23/nordest-fantasmi-diserzione

Ancora applausi applauso applauso applauso


Una boccata d'ossigeno leggere in lingua italiana pezzi del genere, in un mondo dei media dove ci collochiamo in quanto a libertà di stampa al 73° posto ricordo...
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Re: Point Lenana (31 luglio, Arzignano - VI)

Messaggio  alessandro il Lun Mar 23, 2015 12:21 pm

Tra l'altro questo pezzo cita un episodio che mi ricordavo aver letto e che ripropongo qui:

REINTEGRO a pieno titolo dei fucilati del '15-'18 nella memoria nazionale. Vittime come gli altri. Soldati che hanno sofferto come gli altri. Manca questo riconoscimento perché possa dirsi completa in Europa la partecipazione dell'Italia alle onoranze ai Caduti della Grande guerra. I principali Paesi belligeranti  -  Francia, Germania, Inghilterra  -  ci hanno pensato da tempo, con atti politici, interventi presidenziali, monumenti, e l'aggiornamento delle liste dei Caduti. Quasi ovunque i condannati sono stati tolti dal ghetto della vergogna e della rimozione. Manca il nostro Paese, quello che ha fatto più largo uso della giustizia sommaria: 750 fucilati con processo, 200 colpiti da decimazione per estrazione a sorte, e un numero incalcolabile di soldati uccisi per le vie brevi dai loro ufficiali o dai carabinieri per codardia, ribellione o episodi di pazzia.

"Se non ora, quando?", si chiede il sostituto procuratore di Padova Sergio Dini, ex magistrato militare, che ha già chiamato in causa il ministro della difesa Pinotti. "Assistendo a luglio al concerto di Redipuglia, dove il maestro Muti ha radunato orchestrali di tutti i Paesi belligeranti, il presidente Napolitano ha fatto un passo importante di riconciliazione con l'ex nemico. Ora manca solo la riconciliazione con noi stessi, l'abbraccio ai ragazzi della mala morte. Le Forze armate dovrebbero capirlo, a meno che non vogliano negare che quelle esecuzioni  -  dal loro punto di vista  -  siano servite a qualcosa. Se i fucilati ebbero una funzione, essa sia riconosciuta. Non farlo sarebbe accanimento. Anche perché si fucilarono solo soldati semplici, povera gente. Vogliamo portarci dietro ancora questo anacronismo di classe?".

E dire che l'Italia è stata uno dei primi Paesi a porre il problema con film ( Uomini contro , di Francesco Rosi), con libri e ricerche storiografiche. Ed è stato anche il primo in Europa a erigere un monumento ai fucilati. È accaduto diciotto anni fa a Cercivento, sui monti della Carnia, sul luogo di una delle più ingiuste esecuzioni, il pra dai fusilâz, un prato che per decenni i valligiani rifiutarono di falciare in segno di protesta. Una memoria tenace, passata di bocca in bocca, che ha dato vita a un corpus di memoria orale ancora vivissimo e al quale nel '96 il sindaco Edimiro Della Pietra, mettendosi contro le autorità militari e rischiando una denuncia di apologia di reato, ha voluto dar forma di monumento.

Quella di Cercivento è una storia che riassume le altre. È il giugno del '16. Gli austriaci stanno sfondando su Vicenza con la Strafexpedition. Nella zona del Monte Coglians c'è il battaglione alpini Tolmezzo, considerato infido dagli ufficiali "forestieri" per via dei cognomi mezzi tedeschi dei carnici arruolati e dei tanti di essi che hanno lavorato da emigranti in terra d'Austria. Hanno una perfetta conoscenza del terreno, ma gli alti comandi non si fidano a sfruttarla e insistono a ordinare azioni suicide. Quando viene deciso un attacco alle rocce della cima Cellon in pieno giorno e senza supporto di artiglieria, alcuni soldati suggeriscono di compiere l'assalto col favore della notte. È quanto basta perché il comandante, un napoletano di nome Armando Ciofi, coperto dal tenente generale Michele Salazar, comandante della 26ª divisione, gridi alla "rivolta in faccia al nemico" e ordini la corte marziale.

Il processo si svolge di notte, in una cornice lugubre, nella chiesa che il prete di Cercivento, terrorizzato, è obbligato a desacralizzare. Sul processo incombono le circolari Cadorna, che chiedono "severa repressione", diffidano da sentenze che si discostino "dalle richieste dell'accusa" e ricordano il "sacro potere " degli ufficiali di passare subito per le armi "recalcitranti e vigliacchi". Gli accusati sono decine, e ciascuno ha nove minuti per l'autodifesa.

Un'ora prima dell'alba, la sentenza. Quattro condanne alla fucilazione. Tutti carnici: Giambattista Corradazzi, Silvio Gaetano Ortis, Basilio Matiz e Angelo Massaro, emigrante in Germania che ha scelto di rientrare "per servire la patria". Mentre lo portano via grida: "Ecco il ringraziamento per quanto abbiamo fatto". Il prete, don Zuliani, confessa i morituri. È sconvolto, propone inutilmente di sostituirsi ai soldati davanti al plotone. Dopo, non vorrà più rientrare nella chiesa "maledetta " e diverrà balbuziente a vita. La prima scarica uccide tre condannati, solo Matiz è ferito e si contorce urlando. Lo rimettono sulla sedia. Nuova scarica e non basta ancora. Perché sia finita ci vogliono tre colpi di pistola alla testa.

La gente assiste senza parole. Solo un vecchio grida: "Vigliacchi di italiani, siete venuti a portare guerra! Con gli austriaci abbiamo sempre mangiato, e voi venite ad ammazzarci i figli!". L'ufficiale risponde secco: "Vecchio taci, che ce n'è anche per te". L'intero reparto sarà trasferito per punizione sull'altopiano di Asiago e lassù, un po' di tempo dopo, il comandante Ciofi sarà fatto secco in zona non battuta da fuoco nemico, quasi certamente per vendetta. Settant'anni dopo, il nipote di Gaetano Ortis, un militare di carriera, chiederà la revisione del processo, ma il tribunale militare di sorveglianza di Roma risponderà con una beffa che resterà nella storia: la domanda non può essere accettata "perché non presentata dall'interessato".

Pure Caporetto sarà pagata da soldati semplici. L'allora vescovo di Treviso, Longhin: "Se i tedeschi saranno come questi nostri sciagurati italiani, cosa ci resterà? Qui si fucila senza pietà. Preghiamo". E intanto nessuno toccherà i veri responsabili della disfatta, i generali Capello o Badoglio. Il secondo sarà addirittura promosso. Diversa la sorte di Andrea Graziani, noto per avere fucilato uno che l'aveva guardato con la cicca in bocca. A guerra finita sarà trovato morto lungo la ferrovia dopo il passaggio del suo treno. Ma molto più a lungo si trascinerà nella memoria nazionale il senso di un'irrisolta ingiustizia.

Cercivento, in Carnia, Adri sai dov'è?

Mi emoziona sempre leggere di quei valligiani che si rifiutarono di falciare il prato dove avvenne la fucilazione per protesta... mi piacerebbe passarci un giorno.

Così come la storia di Alessandro Anderloni (http://www.lefalie.it/repertorio/spettacolo/8/al-disertore).


Quello che mi fa più paura dell'Italia in questo momento (ma da sempre, vedi 25 aprile) è la faziosità e la distorsione della storia, e il suo utilizzo per scopi propagandistici e politici, da vero voltastomaco.

E' un discorso per cui mi batto da sempre, e pezzi come quello di wu ming 1 mi aprono il cuore leggendoli e pensando che c'è ancora qualcuno (e come lui, Rumiz, Peruffo) che si batte ancora per il semplice ma necessario obiettivo di riportare semplicemente la verità storica...

Temo sempre la controcritica: "ci sono cose più importanti al momento" Rolling Eyes Rolling Eyes Rolling Eyes e intanto dimentichiamo la storia e il passato, e per dirla alla Primo Levi, penso che in questo periodo di guerre future in preparazione, saremo a breve chiamati a rivivere gli errori del passato...
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Re: Point Lenana (31 luglio, Arzignano - VI)

Messaggio  Ad_adri il Lun Mar 23, 2015 3:36 pm

Cercivento è nei pressi di Paluzza, verso Ravascletto, vicino ad Avostanis per intenderci.

La storia dei "fusilaz" di Cercivento è molto nota in Friuli ed oggetto di numerose richieste di riabilitazione e di petizioni anche al capo dello Stato. Tempo fa l' ex presidente Scalfaro ne aveva gia certificato la riabiitazione morale ma il tribunale militare non era poi intervenuto. Uno dei quattro fucilati, Angelo Massaro era di Maniago, il soldato rientrato dalla Germania per combattere per la patria...


http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=2&cad=rja&uact=8&ved=0CCgQFjAB&url=http%3A%2F%2Ftemi.repubblica.it%2Fmessaggeroveneto-appello%2F%3Faction%3Dvediappello%26idappello%3D391340&ei=Mx8QVa7jD8PV7Qbwt4GoBA&usg=AFQjCNH0ur3pmXoAZEj0INzw6mAIaka0hA&bvm=bv.88528373,d.ZGU

http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=3&ved=0CC0QFjAC&url=http%3A%2F%2Fwww.cjargne.it%2Falpinortis.htm&ei=6SQQVbmSGIGU7AaCqYFY&usg=AFQjCNHC8FxSqIJ9znNJDp_Sc_Sv3mpLZg&bvm=bv.88528373,d.ZGU&cad=rja
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Re: Point Lenana (31 luglio, Arzignano - VI)

Messaggio  alessandro il Lun Mar 23, 2015 3:43 pm

La storia (anzi, la Storia) andrebbe riscritta da zero. A cominciare anche dalla toponomastica (esempio, salire in Grappa lungo la strada "Cadorna"  Rolling Eyes ).

Grazie Adri (anche per i link!), ho visto anch'io, una valletta laterale partendo da Paluzza Wink
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Re: Point Lenana (31 luglio, Arzignano - VI)

Messaggio  Ad_adri il Lun Mar 23, 2015 5:02 pm

Riallacciandomi all bellissimo articolo postato, segnalo un cimitero-sacrario "condiviso", è quello situato a Pradis di Clauzetto ( borgata di Forno)  dove sono state raccolte e tumulate le une vicino alle altre, salme di Alpini italiani, Kaiserjager tedeschi e Schutzen austriaci, caduti nella poco conosciuta ma importante battaglia di Pradis durante la ritirata al Piave in seguito allo sfondamento di Caporetto.
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Re: Point Lenana (31 luglio, Arzignano - VI)

Messaggio  alessandro il Gio Mar 26, 2015 1:31 pm

Ad_adri ha scritto:Cercivento è nei pressi di Paluzza, verso Ravascletto, vicino ad Avostanis per intenderci.

La storia dei "fusilaz" di Cercivento è molto nota in Friuli ed oggetto di numerose richieste di riabilitazione e di petizioni anche al capo dello Stato. Tempo fa l' ex presidente Scalfaro ne aveva gia certificato la riabiitazione morale ma il tribunale militare non era poi intervenuto. Uno dei quattro fucilati, Angelo Massaro era di Maniago, il soldato rientrato dalla Germania per combattere per la patria...
Rimanendo in tema mi hanno girato questo...

http://www.ansa.it/sito/notizie/magazine/numeri/2015/03/24/grazia-per-gli-alpini_c5fa718c-e9dc-46fc-af91-0faab8a2501a.html


ciao! cià cià
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Re: Point Lenana (31 luglio, Arzignano - VI)

Messaggio  alessandro il Mer Apr 15, 2015 10:35 am

Era uscita anche la terza parte del reportage di Wu Ming 1 su Internazionale...

La posto se qualcuno fosse interessato (http://www.internazionale.it/reportage/2015/03/30/wu-ming-nordest-inchiesta).

Vale i dieci minuti che si spendono per leggerlo Wink ciao!
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Re: Point Lenana (31 luglio, Arzignano - VI)

Messaggio  alessandro il Lun Giu 08, 2015 3:36 pm

alessandro ha scritto:Era uscita anche la terza parte del reportage di Wu Ming 1 su Internazionale...

La posto se qualcuno fosse interessato (http://www.internazionale.it/reportage/2015/03/30/wu-ming-nordest-inchiesta).

Vale i dieci minuti che si spendono per leggerlo Wink ciao!
Reportage ampliato adesso disponibile in libreria... leggi qua. Ciao!
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