RACCOLTA FIRME PER IL RIPRISTINO DELLA VIA OUVERTURE SANS FIN - SPERLONGA, PILASTRO DI PONENTE

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201213

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RACCOLTA FIRME PER IL RIPRISTINO DELLA VIA OUVERTURE SANS FIN - SPERLONGA, PILASTRO DI PONENTE




Nel settore Pilastro di Ponente qualcuno ha recentemente spittato una via che parte a sinistra di Ouverture sans fin, uno storico itinerario aperto nel 1984 da Delisi e Brighenti, e che incrocia Ouverture a metà del secondo tiro. Il tracciato originario è stato in questo modo rovinato da una spittatura che ha coinvolto l’ultima parte del secondo ed il terzo tiro. Ouverture era una via classica aperta con poco materiale e lasciando il meno possibile sulla roccia. Questa via è stata più volte ripetuta in modo tradizionale da alcuni arrampicatori mediante l’uso di friend e dadi. Attraverso un confronto avvenuto in questi anni sui principali forum di arrampicata (Fuori via, Verticalmente, Planet mountain ecc.), è stato proposto di mantenere questa via, e quei rari itinerari “classici” che testimoniano la nascita del free climbing nel Lazio, nello stato in cui furono aperti. Anche alcune recenti guide hanno sottolineato il valore storico di questi tracciati. Mantenere queste vie rispettandone la natura originaria e il significato storico può consentire, a chi voglia ripeterle oggi o in futuro, di poterlo fare in uno stile che sia il più possibile simile a quello degli apritori. Chiediamo perciò all’autore/agli autori di questa azione di togliere tutto il materiale aggiunto (spit, compresi quelli della sosta con cordino giallo e nero) e di chiudere i buchi fatti sulla roccia. Ciò rappresenterebbe un importante precedente ed un bell’esempio di rispetto. Chiediamo che l’intervento di ripristino venga fatto nel più breve tempo possibile e comunque non oltre il termine di due mesi dalla data di questo avviso (entro il 19 febbraio 2014). Qualora non ci sia stata alcuna azione entro tale data, si darà comunque seguito all’intervento di ripristino.
Chi vuole può lasciare la sua firma in questo post.
Grazie

Per un confronto e per approfondire l'argomento, visitare la pagina http://www.verticalmente.net/t1775p90-sperlonga-d-amare#76630
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RACCOLTA FIRME PER IL RIPRISTINO DELLA VIA OUVERTURE SANS FIN - SPERLONGA, PILASTRO DI PONENTE :: Commenti

Messaggio il Ven Dic 27, 2013 7:34 pm  buzz

Penso che il periodo non sia troppo indicato per una raccolta firme, per cui riproporremo la cosa a tamburo battente non appena passate le feste.
In modo che gesti arroganti e stupidi come questo abbiano una risposta chiara.

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Messaggio il Sab Dic 28, 2013 3:12 pm  kluge

Come già a suo tempo dissi a Luca (Flow), prima di scatenarsi in campagne schiodatorie e scatenare guerre globali termonucleari, bisognerebbe pensarci bene e magari anche andare a verificare. Io non ho salito la via in questione, Biemme l'ha "riscoperta" dopo tanti anni riportandola in vita e ripulendo la parete che credo fosse diventata ormai una mezza giungla.
L'uscita delle nuove guide e l'attrezzatura (anche a fix) di nuovi itinerari in zona ha riportato l'interesse di alcuni (non tantissimi) arrampicatori sulla zona.
Qualcuno ha deciso di andare ad aprire una via (dal basso, ma con il trapano) su quel pilastro, la via parte circa 15 metri a sinistra di Overture e probabilmente la interseca. A quanto ne so io si tratta di un tiro di 30 metri che arriva in sosta sul terrazzino dove c'è la seconda sosta di Overture, quanto si sovrapponga alla fine del secondo tiro di Overture non l'ho capito, e a da quanto ho capito io, per ora si ferma li.

Sinceramente non riesco ad appassionarmi a queste diatribe sull'uso dei fix e del valore storico, artistico, culturale, ambientalistico di una via in montagna o in falesia, al limite mi piacerebbe scoprire cosa pensavano di fare i due che sono saliti di la la prima volta, Fabio l'ho solo sfiorato, ma l'atmosfera di quegli anni mi sembrava alquanto irriverente (leggetevi qualcosa su Fabio Delisi, Enrico Jovane, Bassanini e compagnia bella).
Aprire una nuova via è sempre un gesto irriverente ed egoista, comunque lo si faccia.

Ma personalmente evito di mettermi in queste situazioni, e le uniche volte che ho messo mano a modo mio su pareti e itinerari già saliti mi sono premurato di sentire gli apritori (quando possibile).

Ognuno ha sensibiltà diverse, e non ci sono regole condivise, ne scritte ne tramandate, non ci sono tribunali che decidono cosa possiamo o non possiamo fare (o forse in qualche caso ci sono e decretano la morte dell'arrampicata).

Chi ha attrezzato quell'itinerario accanto ad Overture è convinto di non aver fatto nulla di scorretto, qualcuno qui sarà convinto che invece si tratta di uno sfregio alla storia e una lesione del proprio diritti a riscoprire una parete non ancora "deturpata dai fix", ognuno è libero di pensarla come crede ed agire di conseguenza, spero solo che chi agisce sia consapevole delle conseguenze di quello che fa, perché le conseguenze rischiano di ripercuotersi su tutti.


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Messaggio il Sab Dic 28, 2013 5:39 pm  buzz

Kluge se non riesci ad appassionarti, perché hai sentito il dovere di intervenire?
perché non interviene l'apritore, che evidentemente non è l'anonimo apritore mascherato?

nemmeno a me francamente me ne frega di certe diatribe, ma non mi frega perché mi sono stufato di discterne, dato che spesso e volentieri siamo sempre nell'ambito del "faccio come cazzo mi pare" ovvero chi fa mette di fronte al fatto compiuto e volente o nolente tocca accettare.

a me, personalmente, questo mondo di teste di cazzo in libertà mi ha stufato e avendo altro a cui pensare posso benissimo lasciarli nel loro brodo.
tuttavia, se qualcuno a ragione veduta tirasse giù la fila di fix che vanno a modificare quello che per lui è un itinerario storico da salvaguardare non ci troverei nulla da dire.

spero anzi che lo faccia.

(e mi divertirò molto a vedere "le conseguenze (che ) rischiano di ripercuotersi su tutti.")

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Messaggio il Sab Dic 28, 2013 6:11 pm  biemme

Sto in viaggio nn ho tempo ne sono capace a postare dal cell. 
E cmq esporrò la mia opinione, che rimane tale, direttamente all'autore di questa variante bassa che poi esce su ouverture PASSANDOCI ESATTAMENTE SOPRA AL TERZO TIRO E NON ACCANTO. basta vedere le foto di flow.
 
Se invece di prendere x il culo la gente adesso, foste prima andati a farla ouverture, non avreste messo quello scarabocchio giallo a casaccio.

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Messaggio il Dom Dic 29, 2013 8:12 am  Silvio

kluge ha scritto:Come già a suo tempo dissi a Luca (Flow), prima di scatenarsi in campagne schiodatorie e scatenare guerre globali termonucleari, bisognerebbe pensarci bene e magari anche andare a verificare. Io non ho salito la via in questione, Biemme l'ha "riscoperta" dopo tanti anni riportandola in vita e ripulendo la parete che credo fosse diventata ormai una mezza giungla.
L'uscita delle nuove guide e l'attrezzatura (anche a fix) di nuovi itinerari in zona ha riportato l'interesse di alcuni (non tantissimi) arrampicatori sulla zona.
Qualcuno ha deciso di andare ad aprire una via (dal basso, ma con il trapano) su quel pilastro, la via parte circa 15 metri a sinistra di Overture e probabilmente la interseca. A quanto ne so io si tratta di un tiro di 30 metri che arriva in sosta sul terrazzino dove c'è la seconda sosta di Overture, quanto si sovrapponga alla fine del secondo tiro di Overture non l'ho capito, e a da quanto ho capito io, per ora si ferma li.

Sinceramente non riesco ad appassionarmi a queste diatribe sull'uso dei fix e del valore storico, artistico, culturale, ambientalistico di una via in montagna o in falesia, al limite mi piacerebbe scoprire cosa pensavano di fare i due che sono saliti di la la prima volta, Fabio l'ho solo sfiorato, ma l'atmosfera di quegli anni mi sembrava alquanto irriverente (leggetevi qualcosa su Fabio Delisi, Enrico Jovane, Bassanini e compagnia bella).
Aprire una nuova via è sempre un gesto irriverente ed egoista, comunque lo si faccia.

Ma personalmente evito di mettermi in queste situazioni, e le uniche volte che ho messo mano a modo mio su pareti e itinerari già saliti mi sono premurato di sentire gli apritori (quando possibile).

Ognuno ha sensibiltà diverse, e non ci sono regole condivise, ne scritte ne tramandate, non ci sono tribunali che decidono cosa possiamo o non possiamo fare (o forse in qualche caso ci sono e decretano la morte dell'arrampicata).

Chi ha attrezzato quell'itinerario accanto ad Overture è convinto di non aver fatto nulla di scorretto, qualcuno qui sarà convinto che invece si tratta di uno sfregio alla storia e una lesione del proprio diritti a riscoprire una parete non ancora "deturpata dai fix", ognuno è libero di pensarla come crede ed agire di conseguenza, spero solo che chi agisce sia consapevole delle conseguenze di quello che fa, perché le conseguenze rischiano di ripercuotersi su tutti.



kluge;

non condivido neanche una virgola di quello che hai scritto, una virgola;

come detto giustamente da buzz, se non ti appassioni perchè sei intervenuto ?

così, giusto per capire;

e poi:

passare sopra ad una via esistente, "asfaltarla" di fix, a te non pare irriverente ?

a me sì, e manco poco;

a me è sembrato un gesto di assoluto disprezzo nei confronti di un itinerario che, a suo modo e nel suo genere e in quel contesto, era STORICO !!!

PUNTO !!!

se l'apritore non ritiene di dovere tenere conto della storia di quei posti, io ritengo invece che la storia di quei posti vada rispettata;

lui si sente in diritto di fare il cazzo che gli pare ?

io mi sento in diritto di contestargli il suo fare come cazzo gli pare !

siamo o non siamo in democrazia ?

e ancora: se qualcuno decide di schiodare questo spregevole misfatto, io ci sto;

voglio proprio vederle queste conseguenze che si ripercuoteranno su tutti.

voglio proprio vederle;

con tanta roccia da bucare, perchè proprio là ?

perchè ?

e mi fermo qui.

la roccia va rispettata;

la storia va rispettata;

il diritto delle persone di salire un itinerario storico in stile trad va rispettato.

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Messaggio il Dom Dic 29, 2013 12:23 pm  Silvio

pagina 236 guida vie lunghe circeo eccetera - versante sud:

overture sans fin

VIA STORICA RARAMENTE RIPETUTA.


che facciamo ???

prima lo scrivete e poi lo negate ????

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Messaggio il Dom Dic 29, 2013 1:20 pm  medioverme

Occhio che alla prossima guida tolgono mezzo grado a tutte le vie. Voglio vedere poi.

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Messaggio il Dom Dic 29, 2013 1:42 pm  buzz

tanto da mo che ciò la mia scala. (in cui equilibri precari è 6c) che me frega delle guide. ormai sono superate dalle apps.

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Messaggio il Dom Dic 29, 2013 2:42 pm  medioverme

Certo a 0,99 € c'hai l'app che te fa vedere in 3D i 7a che vuoi fare avvista Evil or Very Mad
Regalati (le app e i gradi).

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Messaggio il Dom Dic 29, 2013 2:49 pm  Flow

La spittatura dell'itinerario che si sovrappone per diversi metri (in precedenza sprotetti) e su parti di due tiri di Ouverture sans fin non è né il più importante né il più grave episodio che sia accaduto in questi anni negli ambienti dell'arrampicata sportiva e dell'alpinismo. Ma fa comunque riflettere. Ci sono diversi aspetti da tenere presenti. Da una parte lo spazio che diversi arrampicatori stanno cercando di dedicare all'arrampicata trad, dall'altra i metodi che si potrebbero utilizzare da ora in avanti per valorizzare, ripristinare, mantenere gli itinerari "classici" e per l'apertura di nuovi itinerari, specialmente in quel luoghi che conservano ancora rare tracce di storia dell'arrampicata.
Vorrei che si tenesse conto che in Italia, negli ultimi anni, anche il Club Alpino Accademico Italiano (CAAI) ha sostenuto e promosso iniziative finalizzate a valorizzare l'arrampicata Trad. Basti pensare ai due Meeting Internazionali di arrampicata Trad organizzati dal CAAI in Valle dell'Orco nel 2010 e nel 2012. Oppure la recente iniziativa promossa da Mountain Wilderness Italia e CAAI finalizzata a dare risalto a vie alpinistiche di stampo classico o vie di falesia "proteggibili con assoluta prevalenza di protezioni mobili" http://www.planetmountain.com/News/shownews1.lasso?l=1&keyid=40901
Vorrei che si tenesse conto che anche alcuni chiodatori prolifici stanno riflettendo sulle modalità di apertura di nuovi itinerari. Riferendosi allo sviluppo dell'arrampicata sportiva di questi anni, Elio Bonfanti ci ricorda il "proliferare di nuove falesie e di una sistematica chiodatura a spit della quale forse oggi stiamo perdendo la misura." http://www.planetmountain.com/News/shownews1.lasso?l=1&keyid=41457  Citando un Gian Piero Miotti d'annata (1982), scrive ancora: "Accanto a palestre attrezzate ( ...) vi dovrebbero essere altre palestre tenute poco chiodate o del tutto schiodate, dove l'arrampicatore possa prendere coscienza della difficoltà emotiva e della reale presenza del pericolo." Restando nell'ambiente del centro Italia, Bruno Vitale, in un'intervista rilasciata nel 2006 a Gransassonews.it e riferendosi alla "moda" di piantare spit lungo le grandi vie classiche di Corno Grande e Corno Piccolo, scriveva: " Secondo me è giunto il momento di metterci intorno a un tavolo e ragionare del futuro. (...) Mi piacerebbe che fossero coinvolti un po' tutti: gli apritori, il Cai, le guide alpine, il parco, le varie associazioni, che dovrebbero cominciare a responsabilizzarsi, e tutti gli appassionati. Facciamoci tutti un esame di coscienza, e poi decidiamo il da farsi. lo e i miei compagni di avventura (...) siamo disposti a metterci in gioco in prima persona. Se qualche nostra via crea confusione, bene, siamo disposti ad andare a togliere gli spit e i chiodi di troppo. Ma tutti dovremmo essere capaci di un comportamento più consapevole. Altrimenti la selva di spit è dietro l'angolo."
Vorrei che queste parole non restassero lettera morta. Vedi, caro Kluge, è vero che su tali questioni non ci sono regole condivise o a carattere normativo. Ci sono, semmai, regole scritte condivise in alcuni contesti, che cercano di favorire una cultura del rispetto delle varie possibilità che si offrono agli arrampicatori. Basti ricordare, per chi conosce il tedesco, la Die Tirol Deklaration http://www.alpenverein.it/files/content/139197_16357_1_0/tiroldekl.pdf, il Codice di autoregolamentazione delle attività sportive in montagna del 1995 (del CAI), meglio conosciuto come Tavole di Courmayeur, di cui allego alcuni passaggi:
1) La costruzione artificiale di itinerari di arrampicata mediante perforazione della roccia deve essere limitata alle pareti che già si sono prestate naturalmente all'esercizio dell'arrampicata sportiva perché situate in prossimità di punti d'appoggio, pur appartenendo a strutture della cresta alpina. Alla stessa stregua possono essere considerati quegli itinerari alpinistici la cui temporanea iperfrequentazione ha richiesto interventi speciali ai punti di sosta per ragioni di sicurezza. Si tratta di itinerari che - almeno temporaneamente - non consentono più una vera esperienza alpinistica.
2) Altrove l'apertura di nuovi itinerari di scalata deve essere basata sulla struttura naturale della montagna e sul rispetto degli itinerari esistenti. L'uso dei mezzi artificiali che comportano la perforazione della roccia deve essere limitato a casi straordinari, simili a quelli in cui essi sono stati tradizionalmente tollerati, ossia ai casi in cui essi consentono il superamento di brevissime interruzioni della linea di salita naturale; e ai casi di emergenza.

3) Nella ripetizione di itinerari di scalata in arrampicata libera devono essere rispettate o ripristinate le protezioni disposte dai primi salitori o quelle riconosciute accettabili dopo un certo numero di ripetizioni. 
Oppure, più recentemente, ci si può riferire al documento sull'Etica della chiodatura alpinistica in Val Gardena http://www.planetmountain.com/News/shownews4.lasso?l=1&keyid=34607". Innanzi tutto si auspica che vie classiche non vengano stravolte da una chiodatura sistematica a perforazione (per esempio a spit, a fittoni resinati e simili). Le vie già esistenti dovrebbero mantenere il loro carattere originario e così anche il loro valore alpinistico. L'assemblea chiede quindi a tutti gli alpinisti, arrampicatori e chiodatori di rispettare e di immedesimarsi nelle tradizioni vigenti su queste pareti, ovvero di prestare attenzione a non ledere vie già esistenti intersecandole, ricalcandole o tracciando nuovi itinerari in prossimità di esse.
o Anche in pareti con spazio sufficiente per vie nuove è importante salire dal basso, evitando di far largo uso di violenza perforante, proprio per conservare terreno d'avventura e d'esplorazione per le future generazioni, alle quali occorre rendere possibile libertà d’azione secondo le loro capacità, indubbiamente un domani più evolute.
E ancora "Itinerari superattrezzati ingannano facilmente chi esce dalla falesia, dandogli la sensazione di una totale sicurezza. Nel severo ambiente di grandi dimensioni permangono pur sempre una serie di pericoli oggettivi che si moltiplicano, inoltre, a causa dell’iperfrequentazione di dette vie. Per i motivi suesposti, le associazioni presenti hanno espresso parere contrario a tali “tracciati costruiti”.
Una maggiore sicurezza è raggiungibile facendo leva sull’autoresponsabilità di ogni singolo alpinista. Per fare ciò è importante che tutte le pubblicazioni in merito diano un quadro preciso e corretto della pericolosità e dell’impegno complessivo delle vie descritte, dando all’alpinista la possibilità di cimentarsi su itinerari adeguati alla sua preparazione, esperienza ed alle sue capacità. Ivi è compresa l’abilità e la tecnica nell’applicazione di protezioni mobili (clessidre, spuntoni, dadi, friends ecc.), indispensabile peraltro nel completare soste già esistenti, e la verifica (relativa alla sicurezza) della chiodatura che potrebbe eventualmente anche esigere la sostituzione di qualche chiodo leso o malfermo.

Perché non applicare questi principi anche alle falesie del Lazio (e altrove) su quella manciata di itinerari rimasti in stile "classico"? Oppure dobbiamo accettare che gli stili di arrampicata e di chiodatura vengano del tutto normalizzati e che le vie classiche vengano addomesticate in virtù di una presunta sicurezza?

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Messaggio il Dom Dic 29, 2013 3:23 pm  medioverme

Ma che è una tecnica subdola del nemico?

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Messaggio il Dom Dic 29, 2013 5:37 pm  kluge

OK, come volevasi dimostrare...

Anche se sono abbastanza scettico sull'importanza che date alla "storicità" e quantaltro nel mondo dell'arrampicata, io penso di essere stato sempre rispettoso della vostra scala di valori e vi ripeto che, per quanto poco abbia fatto, non mi pare di aver mai "deturpato opere d'arte" e non sono daccordo con chi fa queste operazioni (in buona fede o no).

L'autore della spittatura non interviene perchè manco sa che esiste questo forum e non credo abbia mai letto alcun forum.

Io riporto solo quanto mi è stato riferito, non faccio l'avvocato di nessuno e non giudico nessuno e non voglio convincere nessuno vi ho solo riportato quanto mi è stato riferito.

Volete farvi la guerra? Fate quello che vi pare, io ho i miei spazi e il mio modo di passare il tempo libero, come per esempio dare una mano a Bruno a risistemare itinerari (storici o meno), aggiustare sentieri (attività alquanto fuorimoda mi pare) e quando il fisico scassato me lo permette anche arrampicare un po'.

E' vero, non intervengo più tanto spesso, questi argomenti non mi hanno mai appassionato e scusatemi se ho voluto riportarvi quanto mi è stato riferito su questa vicenda, pensavo vi potesse interessare, evidentemente mi sbagliavo.

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Messaggio il Dom Dic 29, 2013 6:40 pm  Silvio

kluge, io non ce l'ho con te;

ho detto che non condividevo i contenuti dello scritto;

io non cerco la guerra, ho già abbastanza problemi senza che debba cercarne altri;

sono gli altrui comportamenti che attizzano polemiche, non le repliche alle polemiche;

nulla di personale nei tuoi confronti.

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Messaggio il Dom Dic 29, 2013 7:11 pm  buzz

che guerra ?

non c'è nessuna guerra.

qualcuno ha deciso di piantare fix da qualche parte,
se qualcun altro non è d'accordo e li toglie hanno esattamente gli stessi diritti, visto che chi mette fix non è che acquisisce diritti di proprietà sulle pareti.

in ogni caso non mi pare che il tuo tono nell'intervento precedente (e nemmeno nel successivo) fosse tanto distaccato.
anzi mi sembra abbastanza prevenuto e non so proprio perché.

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Messaggio il Dom Dic 29, 2013 7:41 pm  Silvio

prevenuto, e anche apparentemente coinvolto dal punto di vista della partecipazione emotiva.

mi sbaglio kluge ?

se sì, sono contento di sbagliarmi.

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Messaggio il Dom Dic 29, 2013 9:10 pm  buzz

Dal tenore del primo post mi era sembrato di poter supporre che kluge avesse quantomeno collaborato in qualche modo alla nuova apertura.
O quantomeno che pur dichiarandosi non interessato alla questione sentisse la necessità di riportare il punto di vista dell'apritore, evidentemente suo amico.

Dice: "prima di scatenarsi in campagne schiodatorie e scatenare guerre globali termonucleari, bisognerebbe pensarci bene e magari anche andare a verificare."

Giusto. Ma la stessa domanda vorrei farla agli apritori: avevano salito ouverture prima di andare ad aprire una via accanto e che la interseca?

Perché chi ha ripetuto la via, con testimonianze fotografiche in tutta evidenza, dice una cosa diversa da quanto affermato in quella foto con i tracciati

Kluge dice che bisognerebbe sentire Delisi prima di avventurarsi in campagne schiodatorie.
Ma gli apritori lo hanno sentito? Sono loro che hanno modificato uno status ventennale e non chi la ripeteva senza togliere o aggiungere nulla.

Quindi:
prima domanda: gli apritori avevano ripetuto overtoure per sincerarsi di non snaturarla con la loro via?

seconda domanda: gli apritori avevano sentito Delisi, nell'ipotesi che rispondendo alla prima domanda ritenessero che la loro via disturbasse il tracciato storico?



Oppure se ne sono sostanzialmente fregati.

E in questo caso, con quale coraggio, o se preferisci, faccia da culo, uno che ha salito la via e si è reso conto della sventagliata di fix e li ha fotografati... si deve sentir dire qui che prima deve sincerarsi e comunque prima deve (lui) sentire Delisi??

ma che razza di rovesciamento di frittata è questo?

______________


"Aprire una nuova via è sempre un gesto irriverente ed egoista, comunque lo si faccia"

Non condivido per niente questa generalizzazione. Potrà anche esserlo in certi casi, ma non è sicuramente una prerogativa di tutte le aperture.

Sicuramente, ne convengo però, mi sembra lo sia di questa "apertura". Irriverente non so. Egoista senza dubbio.

Inoltre, Kluge, visto che non sei l'avvocato di nessuno e sei intervenuto solo tanto per dire quello che dicono gli apritori...
mi spieghi che significa la frase, in particolare quella in neretto:

"Chi ha attrezzato quell'itinerario accanto ad Overture è convinto di non aver fatto nulla di scorretto, qualcuno qui sarà convinto che invece si tratta di uno sfregio alla storia e una lesione del proprio diritti a riscoprire una parete non ancora "deturpata dai fix", ognuno è libero di pensarla come crede ed agire di conseguenza, spero solo che chi agisce sia consapevole delle conseguenze di quello che fa, perché le conseguenze rischiano di ripercuotersi su tutti."


Perchè, francamente, non c'è niente che mi possa far passare da una posizione di quasi neutralità a una attiva e incazzata come una minaccia più o meno velata.

Perché vedi... come ho scritto sopra, anche io penso che non valga la pena di perdersi su queste cose, in un mondo in cui ognuno fa quello che cazzo gli pare e ho ben altri problemi cui pensare.

Personalmente penso che gli itinerari storici andrebbero salvaguardati. E che visto che nel centro italia non c'è molto di pareti salibili solo in  modo classico, anche questi pochi spazi andrebbero salvaguardati, anche laddove si trovino nel regno dell'arrampicata sportiva, se non altro a scopo propedeutico.

Però nel tempo ho preso atto che possiamo anche essere in 99 su 100 a pensarla così, ma appunto, come dici tu:

"Ognuno ha sensibiltà diverse, e non ci sono regole condivise, ne scritte ne tramandate, non ci sono tribunali che decidono cosa possiamo o non possiamo fare"

ho rinunciato da un po' a fare battaglie di principio in questo campo. Visto che appelli vari sono serviti a ben poco e che di fronte al fatto compiuto cui ti mettono certi atteggiamenti, l'unica sarebbe quella di mettere loro stessi di fronte ad altri fatti compiuti. Occhio per occhio, come si suol dire.

Ma ho altre gatte da pelare.

Però... aldilà di questo, gli arroganti mi sono sempre stati oltremodo sulle palle...
NON MI RIFERISCO A TE. Ti conosco da anni e so che non è un atteggiamento che possa riguardarti.

e se qualcuno sta pensando a non so quale tipo di minacce verso chi potrebbe schiodare quella via... questo è proprio il modo migliore per tirarmi dentro a questa storia con tutte le scarpe. E voglio proprio vedere chi minaccia chi.

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Messaggio il Lun Dic 30, 2013 7:02 am  Silvio

io quoto INTEGRALMENTE buzz.

INTEGRALMENTE.

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Messaggio il Lun Dic 30, 2013 8:52 am  medioverme

Certo che semmai Fabio dovesse leggere questi scritti, mi piacerebbe vederne la faccia.
Vorrei anche dire che se uno apre una via, non è che si è appropriato di un pezzo di roccia. Mi spiego meglio: se pierluigi bini decidesse di andare a "spittare" la stefano tribioli, oppure se igor koller decidesse di "spittare" il pesce, io mi sentirei comunque autorizzato ad andare a togliere gli spit messi da pierluigi e/o da igor. Voglio dire che se riuscite a sentire Fabio Delisi, dubito che vi dirà "non vi azzardate a toccare quella via" anzi probabilmente vi dirà che avete messo pochi spit. Ciò non toglie che, secondo me, la via è stata aperta così, e anche un parere favorevole di Fabio non ne giustificherebbe la spittatura (anche parziale) in alcun modo.

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Messaggio il Lun Dic 30, 2013 10:02 am  Silvio

citazione integrale dalla introduzione della guida: "gaeta, circeo, leano, sperlonga, moneta: vie lunghe CLASSICHE E MODERNE"

"uno sforzo particolare è stato dedicato alla "restaurazione storica" di alcuni itinerari che nel corso del tempo erano stati letteralmente cancellati.

Se da una parte l'avvento dell'arrampicata sportiva ha completamente cambiato lo spirito e la tecnica degli arrampicatori, NOI SIAMO CONVINTI CHE QUESTO NON POSSA AUTORIZZARE NESSUNO A CANCELLARE LE TRACCE ED I NOMI DELLE VIE PRECEDENTI.

Se Finocchi, Jolly e Di Bari hanno scosso il mondo arrampicatorio romano portando in pochi anni il livello dal 6a al 7c, questo però non vuol dire che vie come I TETTI DI ENRICO (Enrico Costantini e compagni, 1960) o 4 MILLIMETRI (Franco Bellotti e compagni, 1984) debbano essere cancellate e sovrimpresse da altri e più moderni itinerari, le pareti vergini sono ancora tantissime e c'è spazio per tutti."

complimenti vivissimi per la coerenza;

KLUGE non ce l'ho con te, lo sai benissimo a chi mi riferisco...

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Messaggio il Lun Dic 30, 2013 12:18 pm  biemme

medioverme ha scritto:Certo che semmai Fabio dovesse leggere questi scritti, mi piacerebbe vederne la faccia.
Vorrei anche dire che se uno apre una via, non è che si è appropriato di un pezzo di roccia. Mi spiego meglio: se pierluigi bini decidesse di andare a "spittare" la stefano tribioli, oppure se igor koller decidesse di "spittare" il pesce, io mi sentirei comunque autorizzato ad andare a togliere gli spit messi da pierluigi e/o da igor. Voglio dire che se riuscite a sentire Fabio Delisi, dubito che vi dirà "non vi azzardate a toccare quella via" anzi probabilmente vi dirà che avete messo pochi spit. Ciò non toglie che, secondo me, la via è stata aperta così, e anche un parere favorevole di Fabio non ne giustificherebbe la spittatura (anche parziale) in alcun modo.

assolutamente d'accordo col medio

purtroppo nn ho tempo questi gg, ho altri pensieri e concordo con buzz che i problemi sono ben altri

tuttavia visto che qui di questo "problema" si parla, mi permetto di invitare tutti a evitare toni particolarmente accesi che non portano da nessuna parte.

anch'io son stufo di appelli e sottoscrizioni (ce n'era una anni fa anche ai prati sulle vie del gs) che esperienza ci dimostra, rimangono regolarmente lettera morta, tuttavia ho aderito, e con me altri, alla sottoscrizione affissa dal mozzarellaro e che invita l'autore a "rivedere" la sua opera

ad una email inviata spontaneamente dall'autore di questa attrezzatura qlc giorno fa a me ed altri amici, ho risposto stanotte esprimendogli (non sinteticamente, come da mia abitudine) la mia opinione personale e cercando di convincerlo (allegandogli foto e tracciati esatti di ouverture, della sua nuova linea e dei fix fotografati da flow) che a volte riconoscere un errore e fare un passo indietro non è un'onta ma tuttaltro. Spero ora, come gli ho anche scritto, che lo capisca anche lui, perchè ok che quella, come tutte le rocce del mondo, non è di proprietà di nessuno, ma se lui "corregge" la sua linea (inizialmente autonoma) proseguendola autonoma sulla sx anche in alto (come il terreno consente e come del resto lui stesso mi ha scirtto che intendeva fare), ne trarrebbe soddisfazione lui, tutti noi, ed eviteremmo tutto questo casino che, ripeto, nn porta cmq da nessuna parte.

attenderò una sua risposta (scritta o meglio ancora concreta), confidando nella ragionevolezza Rolling Eyes 

ciao
b

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Messaggio il Lun Dic 30, 2013 1:19 pm  buzz

Bruno io penso che i toni qui siano stati del tutto ragionevoli.

Non ci sono state alzate di testa né iniziative unilaterali. E' stata semplicemente presa l'iniziativa di aprire un dialogo con gli apritori sconosciuti della via invitandoli a rivedere la propria opera.
Va da sé che ci sarebbe stato un interlocutorio, confidando in una discussione ragionevole.

Non è che qualcuno ha detto "adesso vado e schiodo". Anzi.
E' stato CHIESTO, pubblicamente, di tornare indietro.

Credo che i toni qui si siano alzati per l'intervento di Kluge. Voglio pensare al di fuori delle sue stesse intenzioni.


Perché è chiaro che se uno inizia con ragionevolezza e si sente rispondere "spero solo che chi agisce sia consapevole delle conseguenze di quello che fa, perché le conseguenze rischiano di ripercuotersi su tutti" il rischio di un irrigidimento delle posizioni c'è.

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