Serve a poco ma fa bene

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Serve a poco ma fa bene

Messaggio  Roberto il Sab Mar 24, 2012 5:13 pm



Serve a poco ma fa bene


Ti incontravo spesso al rifugio, avevi la mia attuale età, ma agli occhi del ragazzo che ero allora sembravi tanto più grande. Adriano, amavi la montagna ed i viaggi ed era bello ascoltare la tua parlata piena di cultura da italiano inglese. Far finta di essere sani è per te che sano eri più di noi tutti e che te ne sei andato per colpa dell’ idiozia di un medico.
Pipe, sei stato il mio maestro, mi hai insegnato cosa significa la montagna. Ero un ragazzino, seguivo il tuo passo di vero montanaro e affascinato ti ascoltavo parlare in patois. Da te imparavo a conoscere e rispettare la natura, gli animali e le montagne della Valle d’ Aosta. Con gli amici di allora si finiva sempre in bisboccia, a cantare canti di montagna, a raccontare di scalate e gite. L’ isola non trovata è la via, e forse davvero tu non l’ hai trovata, l’ hai smarrita tra un genepy ed una grappa alla genziana.
Sono entrato nel tuo negozio per un paio di occhiali da ghiacciaio e ne sono uscito amico. Joe, avevi il potere di conquistare chiunque con la simpatia ed il carisma che ti contraddistingueva. Il tuo Joe sport era diventato un appuntamento fisso per andare ad arrampicare, fare ghiaccio, camminare e sciare. Volevi riuscire a fare cento scalate di cascate in una stagione ma ti sei fermato alla cinquantesima, in Val di Rhemes. Eri davvero Senza orario e senza bandiera, ti piaceva vivere e basta.
Giampiero, conservo ancora il tuo settimanale di Campo Felice. Nella foto sei serio ma traspare la tua straordinaria carica di simpatia, il tuo modo spensierato e gioviale. Erano gli anni del Duca degli Abruzzi e mi assale la malinconia al ricordo delle nostre serate nel rifugio, dei capodanni sotto la neve, delle prime scalate e sciate al Gran Sasso. Poi un giorno sei partito per Africa, all’ inseguimento di un’ idea di lavoro avventuroso. In tanti ti hanno cercato in ogni modo, il tempo è passato e non sei più tornato. Spero tanto che tu abbia la tua Mir sada (*).
Nel tuo sorriso leggero era la mimica dell’ ironia. Romolo, sapevi dare alla vita il giusto valore senza cadere mai nell’ errore di prenderti troppo sul serio, la tua sagacia e il tuo coraggio in montagna ci mancano. Qualcosa ti ha strappato via mentre scalavi sulla nord-ovest dell’ Anticima dell’ Orientale, sei partito in volo e non ti sei fermato, te ne sei fuggito. Consideravi quella parete un posto da orchi e se ci fosse davvero un paradiso tu saresti li, Un orco in paradiso.
Mi sentivo importante quando discutevo con te di vie e pareti, ti ammiravo e stimavo. Ricordo il tuoi modi senza presunzione, il tuo sorriso e il tuo sguardo pieno di una trasparente luce azzurra, appena velata di malinconia. Tiziano, eri il migliore, il più forte di tutti noi e dopo tante avventure in montagna te ne sei andato mentre lavoravi. Sulla verticale della vita è per te che avevi fatto della montagna la tua vita.
Ezio, ci rispecchiavamo nelle scelte e nelle passioni, in te scorgevo un altro io. Tante volte insieme ci siamo addormentati su minuscole cenge, a picco su abissi di frantumi. Stretti per resistere al freddo aspettavamo l’ alba e parlavamo del nostro futuro. Un autobus troppo puntuale ti ha prelevato senza che tu avessi prenotato la fermata definitiva, privandomi di una parte del mio futuro. La tua via ancora non c’ è, per poco non venivo a trovarti per salirla, c’ è una montagna in Himalaya che porta il tuo nome ma non basta a consolare chi ti era amico.
Quando iniziai sei stato tu a insegnarmi dove mettere i piedi e come tirare gli appigli, è stato grazie a te che ho imparato la scalata. Cristiano, eri la simpatia fatta persona, la versione vera di un Asterix senza bisogno di pozioni. La tua carica di energia e la tua voglia di vivere sono state tradite da una malattia che te le ha rubate. Con la tua bellissima Forza 17 trovavi la via e ricordavi la lotta palestinese, nel nominare Yasser Arafat ho pensato a te.
Marco, avevi la modestia che manca a quasi tutti gli alpinisti ed invece eri un mago. A volte mi mettevi in imbarazzo con i tuoi elogi, mentre tu, con la tua calma, lasciavi delle trace indelebili per bellezza e coraggio sulle nostre montagne. Hai intrapreso un viaggio che speravi incantato, forse ne sei rimasto deluso e lo hai interrotto. Ho cercato di raccogliere la tua eredità: L’ eredità di Marco è per te.
Non abbiamo mai avuto la possibilità, arrampicare insieme sarebbe stato bello, le tue doti alpinistiche non erano da meno di quelle umane. Stefano, trasmettevi forza e determinazione, ma anche mitezza e modestia, parlare con te infondeva serenità, eri un modello per chi va per montagne. Sulla via del ritorno dalla più difficile di tutte hai aspettato il tuo compagno in crisi, consapevole del rischio dell’ altruista, e non sei più tornato, sei rimasto lassù. In Himalaya una torre di granito porta il tuo nome e Smarrito sulle tracce di un sogno è per te che sul ritorno dal tuo ultimo sogno ti sei smarrito davvero.
Giampiero, tu donavi per vocazione. Avevi una potente antenna che si metteva sulla lunghezza di onda di chi ti era accanto e trasmetteva cultura, conoscenza, saggezza ed equilibrio. Nella bufera implacabile della montagna non hai saputo trattenere il tuo calore, ma non lo hai lasciato disperdere nel vento, poco a poco è passato al tuo compagno, per il tuo ultimo atto di generosità. In Cordillera Blanca c’ è una vertiginosa montagna che porta il tuo nome, ma non basta. Senza perdere la tenerezza è per te che eri così amabile, disposto ad ascoltare e dare.
Adriano Barnes, Pipe Hanrì, Joe Mazza, Giampiero Pensalfine, Romolo Vallesi, Tiziano Cantalamessa, Ezio Bartolomei, Cristiano Delisi, Marco Sordini, Stefano Zavka e Giampiero Capoccia. Sono persone a me care perdute durante gli anni compresi tra il 1986 ad oggi, i miei anni d’ arrampicata in montagna.
Persone legate tutte allo stesso filo in districabile, la passione per la montagna, un filo solidissimo che lega anche me. Per alcune di queste persone questo non era il solo filo, ce ne era anche un altro ancora più forte, annodato stretto all’ amicizia che ci univa.
Dedicare una via o una cima non serve a quasi nulla, non allevia una perdita e non guarisce una ferita. Aiuta forse da ingannare il senso di impotenza e da un significato un poco più sentimentale alla bizzarra attività chiamata apertura di una nuova via. E’ un piccolo gesto che fa bene anche se non rimargina, un piccolo sospiro di malinconia prima di attaccare la scalata, una lacrima repressa nel rileggere una relazione o nello scrivere queste parole. E’ però più forte della pietra di una lapide e resterà finché ci saranno arrampicatori che avranno voglia di scalare.
La nostra vita è probabilmente un viaggio verso il niente, ma l’ impronta che lasciamo lungo la strada a volte rimane a lungo, almeno fino a quando ne resta la memoria. La montagna conserva per ere geologiche le sue tracce ed io gli affido questi nomi nella speranza di preservarne più possibile il ricordo.
13 gennaio 2011
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Re: Serve a poco ma fa bene

Messaggio  Admin il Sab Mar 24, 2012 5:31 pm

Penso che ognuno di noi, leggendo, un po' ricorda i volti conosciuti fra questi che tu ricordi e un po' ci aggiunge i propri.
Amici che se ne sono andati. Una lista che ci si accorge, come te, di portare dentro.

Ognuno di noi col suo pensiero sulla morte, le sue domande, senza o con risposte, con la fede o il disincanto.
Ma certo con un pensiero d'affetto. Che ti sorprende per l'intensità struggente, quanto ti fermi e lasci che il ricordo di quei volti, di quei sorrisi, riempiano i tuoi occhi, dietro un velo di lacrime.

Come dici tu... serve a poco. Ma fa bene.

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serve apoco ma fa bene

Messaggio  luna il Dom Mar 25, 2012 8:34 am

Ad_buzz ha scritto:Penso che ognuno di noi, leggendo, un po' ricorda i volti conosciuti fra questi che tu ricordi e un po' ci aggiunge i propri.
Amici che se ne sono andati. Una lista che ci si accorge, come te, di portare dentro.

Ognuno di noi col suo pensiero sulla morte, le sue domande, senza o con risposte, con la fede o il disincanto.
Ma certo con un pensiero d'affetto. Che ti sorprende per l'intensità struggente, quanto ti fermi e lasci che il ricordo di quei volti, di quei sorrisi, riempiano i tuoi occhi, dietro un velo di lacrime.

Come dici tu... serve a poco. Ma fa bene.

Il cuore di ognuno di noi è grande,l'angolo dei ricordi è pieno. E' dolce ricordare.... serve a poco ma fa bene!
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Re: Serve a poco ma fa bene

Messaggio  elmo il Mer Mar 28, 2012 11:01 am

grazie Roberto

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Re: Serve a poco ma fa bene

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