Bortoluth

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Bortoluth

Messaggio  gongo il Ven Feb 05, 2016 10:49 am

Introduzione

Dice Giacomo Giordani che noi di pianura quando si entra nelle valli clautane, siamo rapiti dalla sensazione di selvaggio e incontaminato. Invece per lui e per molti del passato questo è ambiente domestico e anzi per alcuni di loro è la prima dimora. Anche qui, nella scala temporale delle ere geologiche che modificano l'ambiente naturale, si sono inserite le storie minuscole di malghesi, cacciatori, bracconieri, guardiacaccia, pastori, partigiani, boscaioli: qui hanno disegnato la loro infinita rete di sentieri percorsi una o mille volte. Tante storie, qualche leggenda, per gran parte perse per sempre. Mucchi di rocce caotiche e griglie di mughi assolutamente indifferenti ai nostri battesimi di nomi, versanti, cenge, creste, quote, primi salitori, ultimi ripetitori, primatisti, velocisti, lenti. E i sassi e i mughi resteranno lì, come prima, quasi per sempre.
La storia, dunque, per Giordani è fatta dagli uomini e non dalle montagne; è questa una sensazione molto ben presente per chi si addentra nei monti di Claut, dove più che da altre parti i nomi e soprannomi di persone identificano luoghi geografici.
Bos de Cioccio, Bos de Cicut, Bus e Pale de Cione, Col de Vittor, Ciol de Nucci, Cima Bortoluth, Ciadin de Gasparin, Landre de Salmistro, Landre de Pantiana...
Mi fermo qui: ognuno può aprire la cartina e cercarsi i numerosi toponimi derivati da nomi propri di persona che abbondano in Val Settimana.
Mi ha sempre affascinato questa toponomastica, mi intriga sapere chi fossero coloro ai quali per sempre sarà dedicato un bosco o un torrente, o addirittura una cima. Forse pastori, cacciatori, scopritori di passaggi a cui è stato dedicato il luogo?

" /> Campanula di Moretti, simbolo delle Pregoiane.

La scoperta

Mi sono dunque convinto che dovevo fare una ricerca storica per venire a capo del problema. Una visita all'Archivio di Stato di Pordenone mi ha sepolto in una montagna di atti della vicinia di Claut a partire da metà del XVII secolo; tanti contratti di passaggio di proprietà, locazioni, imposizioni pubbliche, ma i nomi vengono utilizzati, non spiegati. Tranne che per il Col de la Question (quistion) che è una vicenda molto interessante, ma che tratterò più avanti.
Mi sono rivolto in un secondo momento all'Archivio Storico Diocesano di Pordenone, dove sapevo presenti i diari parrocchiali di 48 comunità locali e vi ho reperito anche quello della parrocchia S. Giorgio di Claut. Tra faldoni di nascite, morti, matrimoni ecc. ho trovato alcuni quaderni di formato diverso risalenti agli anni tra il 1763 e il 1789, vergati da tal Don Pietro Vidoni che fu parroco di Claut in quegli anni. Don Pietro oltre ai registri ufficiali teneva un diario degli avvenimenti di paese. Molto interessanti le descrizioni che fece Don Pietro delle conseguenze dei terremoti del 1776 e del 1789. La fatica di leggere tutti quei quaderni è stata infine ricompensata da uno scritto datato 28 luglio 1781 e del seguito in data 13 agosto dello stesso anno. Ripropongo qui di seguito i due brani avvertendo che si tratta di trascrizione fedele all'originale, con tanto di errori ortografici, parole indecifrabili e modi di dire dialettali. Da tale testimonianza si chiarisce l'origine dei toponimi Bortoluth (ciadin, cima) e S. Francesc (ciadin, cima e forcella).

La storia

28 luglio 1781 Vennero meco Maria Borsatt sedonera accompagnata da tale Gildo Bortolusso, fabbro ferraio da Cuncuardia Gafaree. La Maria tornava dal suo viaggio in pianura dove vende mestoli e attrezzi di legno. Pettegola come tutte le donne raccontava in giro che in su la montagna de Claute da qualche mese vagava ramingo un giovine e la voce giunse al Bortolusso che nulla sapeva più del suo primogenito Giuseppe scomparso. Il Bortolusso era dunque venuto in Claute insieme alla Maria giutandola nel tirare e sburtare la carretta della mercanzia. Il suo figliuolo, mi raccontava il Bortolusso, era da anni in seminario a Puart dove otteneva un buon profitto e stava per prendere i voti. Senonchè il diavolo sotto le vesti di una fanciulla gli fe perdere la testa. Cambiò modo di fare, s'inimicò i superiori e infine fu scoperto a ubbriacarsi con gli infusi alcolici del frate erborista e cacciato dal Seminario. Dopo qualche giorno inquieto a casa disse che voleva partire e di notte sparì senza nulla lasciare detto. Il povero padre credeva che il giovine che girava sui monti di Claute poteva essere il di lui figlio disgraziato e mi domandava d'aiutarlo. Seppi da Maria che le voci le erano state riferite da Lucilla Lorenzi figlia del pastore che porta le bestie in Sinons e dunque ci recammo da detta donna per ragguagli. Lucilla confermò che più volte nelle settimane scorse, quando saliva in Sinons dal padre per portargli farina da polenta, aveva veduto questo giovine che le parve gentile e colto, parlava latino come un prete alla messa, raccontava della bellezza del creato di animali e fiori e diceva pure che oltre la forca di Sinons aveva incontrato l'orso e con parole gentili lo aveva ammansito così come fece il santo Francesco con il lupo. Il Bortolusso s'accordò con la Lucilla per essere accompagnato in Sinons e dato che il mio compito era finito mi ritirai.

13 agosto 1781 Oggi pomeriggio che pioveva fortissimo abbiamo sepolto il Giuseppe Bortolusso figlio del fabbro ferraio di Cuncuardia Gaffaree trovato esanime alla base delle pareti rocciose nel ciadin, in suso la casera Gravussa. Il Bortolusso padre fu generoso con i pastori Lorenzi e con tutti i clautani che lo giutarono a recuperare e trasportare la salma. Lasciò pure un obolo per la nostra chiesa.

I Ciadins delle Pregoiane (note geologiche)

L'allineamento delle cime tra Val Settimana e Meduna del gruppo delle Pregoiane sull'asse Ovest-Est e l'immersione degli strati rocciosi verso Nord ha creato le condizioni ottimali per la formazione di piccoli ghiacciai sul lato settentrionale degli strati. L'esarazione glaciale ha prodotto alcuni circhi ottimamente conservati e molto interessanti per chi vuole comprendere sul campo la geomorfologia. Le conche glaciali sono state nominate dai clautani Ciadins per la loro forma a bacinella o catino.
Il più bello e anche più vasto è senz'altro il Ciadin de la Meda con la morena frontale poco più in alto di dove sorge il bivacco Anita Goitan. La morena frontale è il punto dove avviene la fusione del ghiacciaio; essa è costituita da rocce e detriti staccati dal substrato dal ghiacciaio, che lavora come un aratro e spinge avanti a sè queste masse; a monte della morena frontale c'è il fondo del circo glaciale che in alcuni casi può ospitare un laghetto; in occasione della fusione delle nevi il verde prato sul fondo del Ciadin della Meda diventa un acquitrino.
Più ad Est della Meda c'è il Ciadin delle Pregoiane la cui omonima forcella è valicata dal sentiero CAI 376; abbiamo visto precedentemente due dei caratteri distintivi di un circo glaciale e cioè la soglia e il fondo o pavimento; salendo da Nord in forcella delle Pregoiane si può notare la terza caratteristica di un circo glaciale e cioè la testata (o corona) con pareti rocciose verticali. I cicli di gelo e disgelo e le valanghe, agendo al di sopra del ghiacciaio verticalizzano le pareti della testata formando a volte creste aguzze.

" /> Ciadin de Gasparin

I Ciadins delle Pregoiane (note turistiche)

Se fosse possibile sorvolare la zona verso oriente da forcella delle Pregoiane si passerebbe sopra il Ciadins de Bortoluth e de Gasparin, sicuramente i più sconosciuti del gruppo poiché gli itinerari che li raggiungono non sono noti e le uniche relazioni esistenti sono quelle di S. Fradeloni, non più attuali. Si pensi che salire in Ciadin de Bortoluth da casera Gravuzza (vedi itinerario B alla Cima Pussa, pag. 458, Dolomiti Orientali di A.e C. Berti) è una fatica inenarrabile tra fittissime mughete; un tempo c'era un sentiero, ora ci si perde tra la vegetazione. Anche per la salita in Ciadin de Gasparin da malga Senons ci si avvaleva un tempo di un bel sentiero (vedi itinerario B alla Cima di S. Francesco, pag. 455 Dolomiti Orientali di A.e C. Berti) che ora non si riconosce più nella faggeta in basso e poche tracce si ritrovano solo oltre la vegetazione arborea, immancabilmente soffocate dai mughi.

Il sentiero de Bortoluth

Questo sentiero è un vero e proprio passpartout, una chiave per raggiungere in modo facile e poco dispendioso i due Ciadins situati a Sud di malga Senons: quello di Gasparin, tra Cima di S. Francesc e Cima Putha; quello di Bortoluth tra Cima Putha e Cima de Bortoluth.
Lo utilizzavano i pastori clautani per portare le vacche da malga Senons in Ciadin de Bortoluth, dove era stato realizzato anche un ricovero di fortuna.
Da malga Senons bisogna...(per ottenere questa relazione si deve cliccare 1000 volte i banner sulla home page di questo forum )... 
Qui bivio.

Per il Ciadin de Bortoluth

Si guada ....

Per il Ciadin de Gasparin

Si risale ....

Il Ciadin de Bortoluth

Il Ciadin de Bortoluth mi ha sempre affascinato, qui se fosse possibile vorrei erigervi un piccolo rifugio. Un casotto di legno e frasche, o anche solo un riparo sotto roccia, con un muretto a secco e un focolare. Questo è il luogo del mio fantasticare quando la noia dei giorni mi sopravviene. Questo è il luogo del vagabondare della mia anima che vi trova pace e quiete. Qui dove le rocce arrossiscono ai primi raggi, brillano per i gioielli di ghiaccio e neve incastrati nelle fessure, addirittura fioriscono di cespi blu intenso quasi fossero un orto verticale.
Dal Ciadin ho salito per tre vie la Cima Bortoluth (2160 m)

" /> La Cima Bortoluth da Nord; lungo la placconata con mughi si snoda la via Alternativa da Nord; lungo la gradonata immediatamente inferiore la via Parete Nord Est 

Per il canalone della parete Est

Il canalone è formato da una parete strapiombante sulla sinistra e a destra da placche appoggiate e rocce articolate. Si arrampica sul fondo solo nella parte iniziale per poi tenersi sempre a destra, cercando i passaggi più solidi, con meno detriti. È molto simile al canalone della via Fradeloni, Segolin, ma più lungo e vario. Si tratta di una scalata molto interessante, che offre la sensazione di entrare nella montagna, tra le sue matrigne pieghe, in piena sicurezza; non sei tu che conquisti il monte, è lui che ti conduce in alto, verso il suo culmine, al momento di maggiore intensità delle tue emozioni. Via aperta in libera con Celestino Folegot e Mitch Camponogara il 31/10/2015; difficoltà fino al secondo grado.

Alternativa da Nord

La parete Nord Est di Cima Bortoluth è caratterizzata da tre enormi gradoni obliqui, come tre scalini di una gigantesca entrata di cattedrale. Il più alto è costituito dalla placconata che scende dalla cima; lungo il limite occidentale di tale tavolato roccioso sale la via normale dal Ciadin de le Pregoiane (Giordani e Morassutti). Con Andrea Fiorot il 1/8/2015 abbiamo invece percorso in libera il limite orientale del tavolato roccioso. L'itinerario è molto lungo, ma non difficile (primo grado) e si possono fare molte varianti a seconda dell'ispirazione.

Parete Nord Est di Cima Bortoluth

La Cima Bortoluth aveva fino ad ora vie di salita in ogni versante escluso il Nord Est. La cosa interessante è che le tre vie, realizzate in epoche diverse, sono emblematiche della Storia dell'alpinismo di queste montagne. La guida A. Giordani apre la normale con Morassutti sul versante Nord Ovest. Fradeloni con Segolin un itinerario in discesa sul lato Sud del monte. Casara e Cavallini salgono invece da Ovest. Quanti bei nomi! Quanta storia!
Confesso, senza modestia, che il desiderio di aprire una via sul versante vergine di questa cima, tendeva anche alla possibilità di accostare il mio nome a questi mostri sacri dell'alpinismo.
Questa via sale la gradonata mediana che restringendosi sempre di più si esaurisce in parete. Proprio al suo termine, sulla parete aggettante di destra si apre uno stretto e insperato camino. Arrampicando per questo si arriva su una esposta cengia che corre qualche decina di metri sotto la cresta Nord; per la cengia fin dove si può, per poi guadagnare la cresta e seguirla fino in vetta. In libera e solitaria il 12/8/2015; difficoltà fino al terzo grado.

" /> La freccia a sinistra indica l'attacco del Canalone Est; quella di destra evidenzia il camino della via Parete Nord Est
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Re: Bortoluth

Messaggio  panoramix il Lun Feb 08, 2016 1:29 pm

gran bei posti quei due ciadin, puoi star sicuro di non incontraci nessuno! Per ora ho avuto modo solo di assaggiarli... ma ritorneremo!
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Re: Bortoluth

Messaggio  kala il Dom Feb 14, 2016 10:10 pm

Bella ongo  Wink
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Re: Bortoluth

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