Concerti in quota

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Concerti in quota

Messaggio  gongo il Gio Set 01, 2016 3:19 pm

É del 1995 la prima edizione di Suoni delle Dolomiti, che ha avuto buona risonanza mediatica tanto da essere seguita da numerose altre rassegne musicali in quota su Alpi e Appennini.
Oltre alla musica colta si tengono ogni anno anche concerti rock e pop nei luoghi più turistici dei comprensori alpini. Certamente queste rassegne hanno sdoganato i concerti di classica portandoli a un pubblico variegato e numeroso. Servono inoltre per attirare numeri importanti di turisti in zone attrezzate con ritorni economici evidenti.
Faccio qui alcune considerazioni che esprimono solamente le mie opinioni in merito a queste ormai consolidate manifestazioni.
Vado in montagna ormai da molti anni e dopo un inizio, diciamo, in compagnia mi sono rivolto alle gite solitarie o con qualche compagno occasionale. Non detesto la musica, vado a qualche concerto, mi piace la musica classica e il jazz con moderazione.
Trovo il connubio montagna/musica un'invenzione odiosa. Non rispettosa dei delicati equilibri naturali. Penso al numero di auto che si riversano in un unico paese di fondovalle con conseguente inquinamento; penso al numero di persone, non sempre e non tutte rispettose, che sale lungo i sentieri o le funivie o addirittura con gli elicotteri; parlo anche di un rumore, sia pur di breve durata che non è naturale in quei luoghi: il silenzio è la più bella musica della montagna.
I concerti in quota sono diretto prolungamento, mascherati di cultura, del proliferare di infrastrutture, alberghi, rifugi, ferrate, parchi gioco...
Sono nient'altro che espressione del consumismo. Chi ci va ha come primo obiettivo di...esserci.
La prossima iniziativa, che non desterà grande sorpresa, saranno i centri commerciali in quota!
Il consumo di questo mercato della montagna avviene per lo più nei luoghi più belli e famosi che per questo motivo stanno divenendo i più inquinati e impossibili da vivere (vedere le polemiche sulla chiusura/apertura dei passi Dolomitici).
É una battaglia persa sostenere che tutte queste attività sono contro l'ambiente, poiché saranno difese a spada tratta dai valligiani, portatori o meno di interessi economici. Purtroppo costoro non si accorgono che stanno distruggendo il bene che hanno tra le mani. Non se ne accorgono dato che questo detrimento sarà visibile solo alle generazioni future, ai figli o ai nipoti. Poi si sente dire, dagli amministratori di montagna che la politica nazionale è miope nei loro confronti e non ha a cuore il loro futuro. E loro? Cosa fanno? Pensano all'oggi o al futuro?
La popolazioni di montagna sono state fottute dall'idea del turismo, pare che solo quello possa salvare le montagne dallo spopolamento e da una vita grama.
Il turismo totalizzante, cioè che prevede che ogni cosa sia lecita, è un falso modello di sviluppo che inevitabilmente si ritorce verso gli abitatori della montagna; poiché l'unico patrimonio di cui dispongono è la montagna stessa e se questo viene depauperato, svilito e svenduto non rimarrà loro nulla.
Mi sento dire spesso che criticare un modello di sviluppo senza proporre alternative è gesto sterile. Ma io rispondo sempre che la gente di montagna sbaglia ad inventarsi operatore turistico, deve fare quello che ha sempre fatto e che nelle generazioni passate gli ha dato sussistenza.
Nessuno vuole che le popolazioni di montagna tornino alla vita durissima della sopravvivenza. Oggi la maggior parte delle malghe è servita da strade e lo sono pure i boschi, e dove non lo è bisogna operare.

Quello che manca è una politica di aiuto ad una economia che non può competere con le realtà industriali. Si pensi al prezzo del latte che ora come ora sta strozzando gli allevatori di pianura, figuriamoci se può dare un reddito decente a un malgaro! Bisogna operare sulla creazione di filiere corte di trasformazione dei prodotti agricoli e forestali; ma sopratutto de-fiscalizzare e de-burocratizzare il lavoro in montagna. Il turismo no, deve pagare le tasse e sottostare agli stessi obblighi dei concorrenti sulle spiagge.
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Re: Concerti in quota

Messaggio  Drugo Lebowsky il Gio Set 01, 2016 5:53 pm

gongo ha scritto:
Nessuno vuole che le popolazioni di montagna tornino alla vita durissima della sopravvivenza. Oggi la maggior parte delle malghe è servita da strade e lo sono pure i boschi, e dove non lo è bisogna operare.

Quello che manca è una politica di aiuto ad una economia che non può competere con le realtà industriali. Si pensi al prezzo del latte che ora come ora sta strozzando gli allevatori di pianura, figuriamoci se può dare un reddito decente a un malgaro! Bisogna operare sulla creazione di filiere corte di trasformazione dei prodotti agricoli e forestali; ma sopratutto de-fiscalizzare e de-burocratizzare il lavoro in montagna. Il turismo no, deve pagare le tasse e sottostare agli stessi obblighi dei concorrenti sulle spiagge.
peccato che ogni volta si parli di strade (a prescindere dal COME le stesse vengano realizzate... che il discorso s'allunga) o di altre infrastrutture atte al mantenimento delle attività tradizionali, ci siano sempre (SEMPRE) una ridda di proteste da tutte (TUTTE) le associazioni ambientalistiche o pseudo tali.
cosa vogliamo?
la montagna abitata dai sette nani? "andiam, andiam, a piedi noi andiam..."
che poi in tirolo una teleferica per portar giù in istrada il latte dal maso in culandia te la fanno in un attimo. E finaziata. Qua te la paghi e aspetti qlc semestre di partiche burocratiche.
chissà perchè in quota non fai più latte (tantoperdire).


concordo pienamente sul fatto che manchi una politica economica per la montagna.
ovvero che ci sia solo secondo dettami da 1972, volti ad accogliere il villeggiante estivo o invernale (ma solo nelle stagioni canoniche, eh!)
ma non dimentichiamo che in baviera e tirolo, sud, ost o docg che si voglia, queste politiche esistono da sempre e hanno mantenuto le attività tradizionali.... che peraltro non furono mai abbandonate anche prima delle suddette politiche (fattori socioculturali/ maso chiuso/ teste diverse).
QUA, congiuntamente a un contesto orografico/storico-economico oggettivamente più sfavorevole, i miraggi delle occhialerie e del villeggiante hanno fatto tabula rasa delle attività tradizionali.
vero.

ma oggidì anche le cagate alla "suoni delle dolomiti" (che ho sempre evitato come la peste!!!) aiutano un minimo.
avvicinano turisti/frequentatori un po' diversi dai coglioni che in gardeccia o dietro alle tre cime non sanno far altro che scrivere "CIAO PUCCI-PUCCI" coi sassi sui prati.
SONO PROPOSTE DIVERSE
e rifiutarle tout court denota snobbismo
casomai sarebbe da ragionare sul come e sul dove fare ste menàte. che sarebbero da fare in luoghi più sfigati da un pdv turistico e SOLO nelle mezze stagioni. appunto al fine di portare lavoro (=un po' di schèi) anche dopo ferragosto.
chissà perchè a metà ottobre in pusteria è pieno di corriere, auto e bici con panzuti teutonici... e appena sali su per landro è il deserto dei tartari... austronzo un paese del far west... e se poi faccio casera razzo e giù per sauris verso il pura, rischio la depressione...
mah!

in ragione del fatto che "l'unico patrimonio di cui dispongono è la montagna stessa e se questo viene depauperato, svilito e svenduto non rimarrà loro nulla", concordo che sarebbero da evitare le manifestazioni più becere e di pessimo gusto, tipo il classico trenino (sic!) che ormai si trova dai serrai di sottoguda alla piazza di vipiteno.
che il turismo (PER ME) serve, anzi è indispensabile; ma che almeno non ci si metta in competizione con le sue forme jesolane... perchè se vuoi portare jesolo all'alpe, allora si che la battaglia è persa.

pragmatici saluti
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Re: Concerti in quota

Messaggio  gongo il Gio Set 01, 2016 8:57 pm

Ho  elencato i motivi per cui non mi piacciono i concerti in quota; se tu in queste opinioni ci trovi dello snobismo (con una b, caro), probabilmente devi rileggerti il significato di tale termine. Non ho alcun atteggiamento volto a farmi passare per qualcuno che non sono. Piuttosto saranno snob coloro che vanno a un concerto classico in un prato d'estate (e di quel tipo di musica non capiscono e non gliene frega niente) per darsi un tono e perché fa figo e poi "bisogna esserci".
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Re: Concerti in quota

Messaggio  Drugo Lebowsky il Ven Set 02, 2016 11:50 am

intanto, caro stocazzo  Twisted Evil
poi se cerchi bene troverai sicuramente altri errori di battitura, punteggiatura, sintassi
quindi tu sei snob, elitario e sborone asd asd asd
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Re: Concerti in quota

Messaggio  gongo il Ven Set 02, 2016 1:14 pm

Drugo Lebowsky ha scritto:intanto, caro stocazzo  Twisted Evil
poi se cerchi bene troverai sicuramente altri errori di battitura, punteggiatura, sintassi
quindi tu sei snob, elitario e sborone asd asd asd
Potrebbe essere, Signor "carostocazzo". Mi dia però spiegazioni sul perché dovrei essere snob, elitario e sborone se le faccio notare un errore, su mille, di battitura che tra l'altro non ho commesso io, bensì lei.

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Re: Concerti in quota

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