Biblioteca Virtuale

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Re: Biblioteca Virtuale

Messaggio  Q il Gio Apr 12, 2012 2:34 pm

giggio ha scritto:Di Saramago ho letto solo "Cecità" e devo dire che mi ha colpito non poco. Un bella mano stretta alla bocca dello stomaco
Ha uno stile di scrittura - punteggiatura ridotta all'osso, frasi affastellate una sull'altra, ritmo continuamente interrotto e a volte disorientante - che inizialmente mi ha infastidito, ma che alla lunga ho apprezzato e trovato molto adatto al contenuto.




aahhhh Saramago... lo amo e lo odio.



vi consiglio pure Le intermittenze della morte
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Re: Biblioteca Virtuale

Messaggio  buzz il Gio Apr 12, 2012 2:38 pm

Allora beccatevi questo su DFWallace Smile

“Alas, poor Yorick! I knew him, Horatio; a fellow of infinite jest, of most excellent fancy.

(Ahimè, povero Yorick!...Quest'uomo io l'ho conosciuto, Orazio, un giovanotto d'arguzia infinita e d'una fantasia impareggiabile). Amleto - Shakespeare

Tre anni fa esatti, il 12 settembre 2008, si uccideva impiccandosi David Foster Wallace.

Io non mi ricordo bene quando fu, ma in un natale vidi un suo libro, "la scopa del sistema" appena uscito, con buone recensioni, e lo regalai a mia cognata. Questa, dopo qualche tempo, venni a sapere che si era quasi offesa, e che il libro non lo aveva letto. Non so se lo avesse buttato o cosa.

Non perché io avessi in grande stima le qualità di critico letterario di mia cognata, e nemmeno il contrario ad onor del vero. Semplicemente non conoscevo i suoi gusti e quindi non sapevo se questa sua cattiva impressione avrei potuto condividerla oppure no. Ma dai toni ebbi la sensazione di aver regalato qualcosa come "American Psycho" di Bret Easton Ellis, di cui la critica parlava bene ma che come contenuti poteva risultare shockante per più di qualcuno. Chiesi lumi. Mi rispose: "come posso dirti? è brutto. illegibile. proprio brutto brutto, ecco" .

Ovvio che un giudizio così tranciante può incuriosiree indurti a leggerlo. Ma anche al contrario, alla lunga, può influenzare. Per cui un po' sbrigativamente misi "la scopa del sistema" e il suo autore in uno scomparto della mente in cui metto quello di cui diffidare e che è molto vicino, direi contiguo, a quella che francamente definisco spazzatura. In questo comparto ci sono parecchi autori alla moda. Vincere un premio strega o scrivere per certe case editrici porta direttamente in un posto d'onore al suo interno.

Insomma sono un po' razzista, in senso letterario, e molto selettivo. Penso che il mio tempo è poco, che di scrittori eccezionali nel passato ce ne siano stati molti di più di quanti io riuscirò a leggere nella mia vita, che prima di intraprendere la conoscenza di qualche contemporaneo devo avere dei motivi. Può essere il consiglio di qualcuno che stimo per i suoi gusti letterari, recensioni trovate in rete, o trattare di un argomento che a prescindere dall'autore, mi interessa.

Quello che mi convinse a togliere DFW dallo scomparto di quelli da evitare fu in un certo qual modo la mia per molti versi insana tendenza ad accettare le sfide. Ogni tanto parlando di libri in rete usciva questo libro "Infinite jest" come opera eccezionalmente complessa, difficile da comprendere. E più ne parlavano in questi termini, con entusiasmo, quasi col tono di chi fa parte di un'elite "quelli che hanno letto infinite jest e ci hanno capito poco e ne sono felici" più cresceva in me la voglia di leggerlo per smontarlo pezzo pezzo.

Insomma sì, ho preso in mano Infinite Jest perché ne parlavano bene, ma per una sorta di narcisismo intellettuale e una buona dose di supponenza snobistica, la mia intenzione era farlo a pezzi.

E invece mi sono innamorato. Del libro, ma anche dell'autore. Della mente di chi aveva scritto quel libro. Della sua profondità nella quale era bello perdersi lasciandosi cullare, trasportato dalle sue divagazioni, sballottato dalle sue subordinate, in quel mare apparentemente infinito e circolare che è la trama complessa di quelle 1100 pagine.

Di seguito ho letto altri suoi libri. E poi ho scoperto che DFW era morto, suicida. E ci sono rimasto male. Come se avessi perso un'occasione. Come fossi arrivato troppo tardi.

E' una sensazione stupida, perché la conoscenza con un autore è un processo a senso unico. Tu entri in contatto con lui, ma lui non con te. La sua è una relazione uno a molti casuale. Il suo primo interlocutore è egli stesso e quello che lui pensa siano gli altri che lo leggeranno, un altri che è un magma indistinto da cui emergeranno voci vaghe. Forse. Che un po' si teme e un po' si cerca. Che comunque non si conosce.

E quindi da lettore, conoscere un autore, prima o dopo non fa differenza. Ma il fatto è che nei libri di Wallace, in particolare Infinite Jest, ti rendi conto che Wallace presenta se stesso, i suoi se stessi, nei suoi personaggi. E sono tutti personaggi fuori posto. Don Gately, Hal Incandenza, Joelle Van Dyne sono Wallace. Sue estroflessioni. E sono dei disadattati, esseri che avevano grandi potenzialità e che hanno sprecato il loro talento. Ai quali ogni forma di riscatto è negata.

Ti affezioni a loro e vorresti trovare per loro una speranza, mentre percorri i labirinti del libro. E alla fine la speranza non c'è. Ma quasi inconsapevolmente si forma nella tua anima un legame a livello molecolare con questi personaggi e il loro autore personaggio egli stesso. Così che quando ho saputo che Wallace era morto, e che si era suicidato, ho avuto la stessa sensazione di impotenza per l'ineluttabile e ineludibile fine di un genio autoimmune condannato a non poter uscire da se stesso. Prigioniero del proprio talento. Come nel suo libro, per i personaggi che ho amato.

Me ne sono dispiaciuto, come per un amico. Per questo oggi lo ricordo.

.................................

Di seguito un link: Wallace su roger federer Per chi non conosce Wallace e conosce un poco il tennis: un modo per conoscere di più entrambi e capire perché Wallace abbia il potere di dare forma con il linguaggio ai pensieri che sai di avere ma che nella tua testa non prendono forma consapevole. E meno che mai diventano discorsi di senso compiuto.


"Infinite Jest"
Non è un libro con una bella trama lineare in cui tutto rimane a mente e si riesce a parlarne facilmente. Penso che per farlo in modo soddisfacente dovrei rileggerlo un paio di volte, prendere appunti, fare copia e incolla di intere pagine...

Non lo farò. Ho intenzione di leggere altre cose di Wallace, prima di una eventuale rilettura di queste 1270 pagine, di cui un centinaio solo di note.

Ne scrivo quindi consapevole di averne una visione del tutto frammentaria, probabilmente distorta. Esprimo le sensazioni che mi ha lasciato, senza altra pretesa.

Io non ho mai letto uno con una tale capacità di entrare nelle pieghe della realtà a tale livello di definizione. Io amo gli scrittori tipo Carver, che dicono l'essenziale e quello che ti lasciano è quello che non hanno detto, te lo ritrovi senza sapere da dove sia venuto.

Mi viene la metafora che Carver sia un'impressionista, rispetto alla definizione digitale multimegapixel di Wallace.

Mi viene da pensare a quando su photoshop, o altro programma simile, inizi a cliccare con lo strumento che ingrandisce su una immagine ad alta definizione. Più clicchi e più ingrandisce. Esce dallo schermo, perdi il quadro d'insieme. I dettagli sono stupendamente nitidi però, e li guardi godendoteli.
Quando torni al quadro d'assieme ti dispiace di esserteli persi e allora ci ritorni. Nel libro aspetti che tornino.

Il quadro d'assieme ha iniziato a chiarirsi nella mia testa verso il migliaio di pagine.
Prima era tutto un infinito mucchio di dettagli, alcuni spettacolari, altri ... come dire... interlocutori. Però non capivo se alla fine c'era un quadro d'assieme oppure no. Ma la lettura di certe pagine, celate fra altre pur piacevoli ma normali, bastava da sola a ripagare la pena di perdersi in quel labirinto. Te le ritrovi all'improvviso, come tesori nascosti, una straordinaria potenza narrativa. Incalzante. Descrive come se mai avesse fatto altro che quello che descrive. Si immedesima a una tale profondità...

Dice di tennis in modo divino, e so che ha giocato a tennis a buoni livelli. Ma parla di di dipendenza da alcol, da droghe, come se si fosse rivoltato nei luoghi più oscuri dell'anima di chi vive per una sostanza. Parla di risse come se non avesse fatto altro nella vita che spaccare teste. E così via... E tutto questo lo disperde qui e là, lo nasconde, lo trasforma con l'ironia, lo trasfigura e lo piega ai suoi scopi. Che io non so quali siano.

Alla fine un quadro d'assieme è venuto fuori, ma non era molto importante. Come sempre nella vita, del resto, il fine è meno importante dei mezzi, la strada più importante della meta.

Wallace ha una enorme capacità di sezionare una realtà anche banale e renderla scendendo fin nell'ordito del tessuto che la compone. Descrive contemporaneamente dialoghi, gesti, pensieri, di una, due, tre, quattro ... enne persone e situazioni, intrecciando complessi processi mentali e tenendo il filo di tutti, li fa sparire e riapparire, è un prestidigitatore della parola scritta.

Wallace ha una mente che ci si perde dentro.

I suoi personaggi sono unici, irripetibili, normali, banali, straordinari, sopra le righe, assurdi, incredibili, reali, nelle loro manie, pensieri, tic, desideri, paure, disperazioni.

Tutti dipendono da qualcosa. Tutti hanno bisogno di qualcuno o qualcosa. Vivono in un mondo assurdo in cui le loro vite assurde sembrano normali. Non hanno aspirazioni se non di arrivare alla pagina successiva. Sono sempre sull'orlo del fallimento.

Wallace si serve del realismo come di un grimaldello per entrare nell'irrealtà. L'assolutamente vero diventa paradosso. Impossibile seguirlo senza perdersi nella sua pazzia.

E' stato un grandissimo scrittore. Ma, mi pare di capire, è stato un genio. La sua morte, per suicidio, assolutamente coerente. E' troppo, quello che aveva dentro, per essere portato a lungo da un uomo.

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Re: Biblioteca Virtuale

Messaggio  virgy il Gio Apr 12, 2012 4:53 pm

karamella ha scritto:
Adriano ha scritto:Io devo andare avanti con " Cecità" di Josè Saramago

Attendo l' umore giusto.

UNA BOMBA! a parte che sono innamorata di Saramago che ho scoperto troppo tardi e di cui ho per fortuna ancora un sacco da leggere, di cecità mi ricordo che mi faceva male allo stomaco leggerlo, è durissimo!!! però è bello bello bello, ora sto leggendo saggio sulla lucidità, che racconta cosa succede quando tutti i cittadini decidono di votare scheda bianca in massa e ricollega il fenomeno alla cecità di cui stai leggendo tu e quindi chiama gli stessi protagonisti, che non vedo l'ora di ritrovare. Altra bomba: le intermittenze della morte, sempre di Saramago. Quest'uomo è un genio.




mi piace come scrive, mi piace ricevere questi pugni allo stomaco se a scriverle, queste pagine, è Saramago Exclamation
e anche io tra i libri da leggere prossimamente ho il saggio sulla lucidità!!!!!!
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Re: Biblioteca Virtuale

Messaggio  faust il Gio Apr 12, 2012 5:55 pm

io sto su "Il vincito re è solo" di Paolo Coelho, ma dopo 50 pagine ancora non mi prende...Neutral
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Re: Biblioteca Virtuale

Messaggio  Tengri il Ven Apr 13, 2012 10:35 pm

Infinite Jest lo sto leggendo ... in inglese. un vero mito moderno. un libro talmente denso che talvolta devo lasciarlo e aspettare che quello che ho letto venga digerito per procedere.

Tanto come sempre leggo 4-5 libri in simultanea. Spesso in 3 lingue diverse. Tanto per rendere la cosa più avvincente
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Re: Biblioteca Virtuale

Messaggio  tocci il Sab Apr 14, 2012 8:35 pm

Silvio ha scritto:domanda banale:

mi avete molto incuriosito con saramago;

cosa consigliereste per iniziare ?

grazie !


L'ultimo romanzo breve, Caino, folgorante e geniale, sullo stile del Vangelo ma meno ideologico, la misura su cui Saramago dava il meglio; nei romanzi più lunghi c'è molto artificio, intellettualismo e spesso il tempo della narrazione procede troppo lentamente. Ma anche L'uomo duplicato ti consiglio, sempre nel solco di realismo magico allegorico (o fantastico realista, se si preferisce) degli ultimi grandi romanzi, ma uno dei pochi che ha un buon ritmo narrativo sin dall'inizio e ti conquista, anche per la struttura a giallo su cui si innesta. Poi anche La caverna.
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Re: Biblioteca Virtuale

Messaggio  Q il Lun Apr 16, 2012 11:40 am

Silvio ha scritto:domanda banale:

mi avete molto incuriosito con saramago;

cosa consigliereste per iniziare ?

grazie !




l'anno della morte di riccardo reis
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Re: Biblioteca Virtuale

Messaggio  Ospite il Mar Apr 17, 2012 10:53 am



sono già al terzo libro (finito stanotte) del ciclo di Emerych di Valerio Evangelisti, sono entrato nel personaggio.


eretico che non sei altro ti schiaccerò come un insetto


Nicolas Eymerich (un inquisitore domenicano realmente esistito, nato nel 1320 a Gerona, in Catalogna, e morto nel 1399) è il protagonista, finora, di otto romanzi di Valerio Evangelisti.
Crudele, inflessibile, altero, tormentato, agisce con totale spietatezza al servizio di ciò che ritiene il bene. E' tuttavia dotato di straordinaria intelligenza e di profonda cultura, tanto che il lettore è portato a identificarsi con lui, pur venendo turbato dalla sua violenza praticamente priva di freni.
Eymerich indaga su fenomeni misteriosi nell'Europa medioevale, ma la soluzione del mistero sta in storie parallele a quella principale, che si proiettano nel nostro presente e nel nostro futuro.
L'azione stessa di Eymerich eccede i limiti del suo tempo e si proietta su tutta la storia umana, gettandovi un'ombra difficile da estirpare: l'orrore e il fascino dell'intolleranza.
Classificati come di "fantascienza" o "fantasy", i romanzi con al centro Eymerich miscelano invece vari generi letterari, al servizio di riflessioni più profonde di quelle che mediamente propone la narrativa popolare



ti cito jag

mi sai qualche info in più che me li segno e poi scarico?

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Messaggio  . il Mar Apr 17, 2012 10:54 am

http://www.eymerich.com/blogengine/


ci stanno pure i romanzi a fumetti



.

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Re: Biblioteca Virtuale

Messaggio  Ospite il Mar Apr 17, 2012 11:42 am

ne ha scritti una marea Shocked

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Messaggio  tocci il Mar Apr 17, 2012 11:48 am

Ma un amante del fantasy come te non conosceva Evangelisti??? Lo stiven king romagnolo?
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Re: Biblioteca Virtuale

Messaggio  Ospite il Mar Apr 17, 2012 11:49 am

no, di italiani non ho letto praticamente nulla
ammetto di essere abbastanza esterofilo su questo aspetto Embarassed

però mi rifarò appena finisco la torre nera dello stiven! (mancano 2 libri).

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Re: Biblioteca Virtuale

Messaggio  . il Mar Apr 17, 2012 11:55 am

Sei ignorante vero nell'animo inside

Evangelisti è uno dei può grossi scrittori italiani e non solo fantasy o che

guarda già solo la webzine carmilla che ha fondato.


e poi un metallazzo come te che non conosce metallo urlante

vergognati


"sono costretto a punirti come eretico, per depurare la tua anima corrotta, solo il fuoco può liberarti realmente"

.

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Re: Biblioteca Virtuale

Messaggio  Ospite il Mar Apr 17, 2012 11:58 am

io di metallo urlante conoscevo, di nome,
la rivista di fumetti

Metal Hurlant Embarassed


da cui credo la via al grimsel, credo è?

scussate Embarassed

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Re: Biblioteca Virtuale

Messaggio  tummu il Mar Apr 17, 2012 12:27 pm

@Buzz a proposito di Meridiani di sangue: non hai avuto la sensazione, a tratti, che il distacco con cui racconta la violenza si tramuti all'improvviso in comicità? a me sì, soprattutto all'inizio però, in alcune scene del primo capitolo che mi hanno fatto pensare ad una sorta di parodia
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Messaggio  buzz il Mar Apr 17, 2012 12:36 pm

beh c'è anche in non è un paese per vecchi, il film dico, la stessa sensazione, no?

è perché le azioni di sangue sono talmente prive di pathos, in chi le compie e nelle descrizioni, da risultare, agli occhi di chi è invece abituato a considerarle tragiche, drammatiche, (+ tutta una serie di aggettivi a scelta) come false. da cui l'unico elemento che salta fuori se c'è è l'assurdità della situazione.
cioè la mancanza di pathos ci permette di vedere il lato comico.

il fatto è che descrive degli assassini che uccidono con la stessa facilità con cui si può mangiare una ciliegia.
e non sono inventati. è voluto, nei suoi libri, questo effetto.

non credo sia per indulgere verso una spettacolarità hollywoodiana. penso che voglia proprio rimarcare la possibilità per l'essere umano di essere totalmente privo di umanità.

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Messaggio  tummu il Mar Apr 17, 2012 1:06 pm

sì si nota anche in quel film, ma lì il discorso è troppo diverso

invece nel libro, io ho avuto la senzazione che ci fosse proprio un intento umoristico, un ingrediente messo a posta più che una conseguenza del distacco emotivo (del resto, a primo acchito direi che la mancanza di pathos dovrebbe portare ad un registro cinico, o asciutto, ma non necessariamente comico)
le scene a cui pensavo poi non sono tanto violente: il sermone in tenda seguito dalla sparatoria è strepitoso o la scazzottata senza senso nella passerella in mezzo fango
scene normalissime in un film western, e che non farebbero nemmeno ridere
invece nel libro, raccontate, oltre che bene, in un testo dove manca del tutto l'epica (la retorica che è tipica di quel genere cinematografico) mi sono sembrate delle bombe di comicità e sulle prime mi hanno fatto pensare ad un romanzo spassoso;
invece poi questa vena si perde, c'è solo qualche altro episodio che non ricordo
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Messaggio  . il Mar Apr 17, 2012 2:55 pm

Krompato ieri

http://it.wikipedia.org/wiki/Neuromante

Ma la "danza degli affari" è soprattutto virtuale: il Cyberspazio (o Matrice) è un infinito spazio elettronico a cui è possibile accedere per archiviare, scambiare, carpire dati/informazioni. È forse la più lucida e profetica intuizione di Gibson: così carica di significato da elevare il neologismo a termine di uso comune.

« Cyberspazio: un'allucinazione vissuta consensualmente ogni giorno da miliardi di operatori legali, in ogni nazione [...] Una rappresentazione grafica di dati ricavati dai banchi di ogni computer del sistema umano. Impensabile complessità. Linee di luce allineate nel non-spazio della mente, ammassi e costellazioni di dati. Come le luci di una città, che si allontanano... . »


« Night City era come un esperimento dissennato di darwinismo sociale, concepito da un ricercatore annoiato che tenesse un pollice in permanenza sul pulsante dell'avanti-veloce. Smetti un attimo di farti largo a spintoni, e affonderesti senza lasciare traccia; muoviti un po' troppo velocemente, e finiresti per spezzare la fragile tensione superficiale del mercato nero; in entrambi i casi spariresti senza che di te rimanesse niente […] anche se il cuore, i polmoni o i reni avrebbero potuto sopravvivere per i serbatoi delle cliniche al servizio di qualche sconosciuto con un sacco di Nuovi Yen. »



.

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Messaggio  Ospite il Mar Apr 17, 2012 3:01 pm

NON L AVEVI ANCORA LETTO
CHE GRAVISSIMA MANCANZA!!!!


(tremenda vendetta Cool )

cmq hai fatto bene, è un capolavoro.
Secondo me va riletto un paio di volte perchè è difficile da capire da tanto è visionario in alcuni passaggi, ma non potrà non piacerti Cool

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Messaggio  . il Mar Apr 17, 2012 3:04 pm

potrebbe essere un romanzo che balza da momenti di musica Drone ("o" bodrone) a momenti cybergoth

.

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Messaggio  . il Mar Apr 17, 2012 3:15 pm

Fo3-The Awakening ha scritto:NON L AVEVI ANCORA LETTO
CHE GRAVISSIMA MANCANZA!!!!


(tremenda vendetta Cool )

cmq hai fatto bene, è un capolavoro.
Secondo me va riletto un paio di volte perchè è difficile da capire da tanto è visionario in alcuni passaggi, ma non potrà non piacerti Cool

"considerato il manifesto del genere cyberpunk"

ma se il romanzo Il cacciatore di androidi è del 68 e non è considerato cyberpunk ..... quanto si discosta IL film (icona e precursore del genere) da quest'ultimo quindi?

l'ambientazione:

Film VS libro "Anche l'ambientazione è totalmente differente: al sovraffollamento caotico della città di una Los Angeles futura del film si contrappone nel romanzo una forte sensazione di vuoto, di silenzio insopportabile, di solitudine."

ma gibson - per il neuromante - s'è ispirato quindi AL film che è uscito prima?

EDIT: risposta;...no ...ora ho studiato pardone moi ziochen

.

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Messaggio  virgy il Mer Mag 09, 2012 3:08 pm

sto finendo Crying or Very sad
davvero un genio della letteraura!
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Messaggio  virgy il Mer Mag 09, 2012 9:25 pm

....sono stata caparbia, anche perchè sono dell'idea che i libri vadano finiti, o almeno che si debba provare a riaprirli qualche tempo dopo, insomma dargli un'ulteriore chance.

All'inizio, devo dire con sincerità, non ero in sintonia con questo libro e con le sue frasi tipo scatole cinesi Rolling Eyes , dentro una frase ne ritrovavi un'altra e poi un'altra ancora e così ...non solo dovevi leggere con attenzione, ma dovevi ricordarti anche i particolari delle frasi secondarie che secondarie non erano, anzi.

Con quel libro aperto sembrava mi trovassi davanti ad un dipinto ricco di sfumature, di colori, di luci, di ombre, di gradazioni, di particolari che, a sua volta, riportavano ad altri particolari...
tutti dettagli che non sembravano essere importanti o essenziali per l'immagine/racconto, ma che invece se te ne sfuggiva qualcuno...ecco, dovevi fermarti, osservare meglio, analizzare, capire.

L'ho abbandonato per qualche settimana, sul comodino, insieme ad infinite jest....(lasciato anche lui a pagina 250, ma di cui riprenderò sicuramente la lettura), sono andata in vacanza dalle parole, dalla lettura Rolling Eyes e mi sono distratta pensando ad altre cose, o meglio...ad altre parole .

Poi, come sempre, le "vacanze" finiscono, tu ritorni e i libri sul comodino ti guardano Shocked mentre togli la polvere o mentre accendi la lampada, insomma....non puoi fare finta che non ci siano; qualcosa gli devi pur dire, gli devi dire se li abbandoni definitivamente, riponendoli in libreria o se li coccoli ancora, sfogliando le loro pagine, le loro storie.

Una sera mi intenerisco un pò di più e riprendo in mano il dipinto letterario Rolling Eyes e, stranamente, in pochissimo tempo mi sono ritrovata nella seconda sezione: la più intensa, forse, di sicuro la più sofferta per me, quella che "mi parlava", mi "analizzava"
e che io ho coccolato di più: sottolineando, evidenziando, riportando ad amici interi capoversi.

E un'altra sera, questa, mi ritrovo a salutare Proust e il suo "Dalla parte di Swann" e mi spiace che il "tempo" poi sia volato senza che me ne rendessi conto e che adesso quelle pagine ricche e profonde siano solo un ricordo....

d'accordo, non è una lettura facile, e forse non è neppure il mio tipo di scrittura preferito
però, questo stile quasi musicale, questo linguaggio lirico, queste frasi lunghe e piene di metafore hanno il loro fascino, e immergendoti in questa "sfida" capisci l'unicità di questo scrittore!
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Messaggio  . il Ven Mag 11, 2012 3:03 pm

ho appena comprato questo, speriamo bene, tanto sono racconti.




e poi ho preso due liberi di Zygmunt Bauman, che però non avevo mai letto, per ora.

vedremo.


finito, il neuoromante...... bello allucinato ...... adesso mi cerco "immagini" di molly

emozione


http://fc03.deviantart.net/fs10/i/2006/123/a/1/molly_by_GeometricButterfly.jpg




.

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Re: Biblioteca Virtuale

Messaggio  virgy il Dom Mag 20, 2012 6:15 pm

mentre assisto impotente a sempre più torti inflitti dalla vita a persone vicine, oggi, compleanno di Erri de Luca, ripongo il suo "Il torto del soldato" in un ripiano della mia libreria vicino a tutti gli altri suoi "poetici" libri ....e vicino ad una domanda:
Qual'è il torto dell'uomo?
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