Per chi ritorna a casa

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Re: Per chi ritorna a casa

Messaggio  Topocane il Mer Apr 04, 2012 3:38 pm

non volevo mettere in mezzo i figli...
...in 'sto periodo sarei un po' troppo di parte Laughing

lo dico in generale, cmq... il discorso dell'egoismo.

andare a fare una cosa con pericoli oggettivi CERTI, imo, è troppo da egoisti
da pompatori di ego.
non ne capisco davvero il fine, a che pro Rolling Eyes

sarà sicuramente un limite mio, metter la vita davanti a certe cose... bohh
per ora passioni sì forti da oscurare questa, banale, cosa, non ne ho mai avute.

altro discorso so' le valutazine soggettive, i rischi che uno sa di prendere o meno.
ma dove ci va di mezzo solo la sfiga... sori, nn fa per me.
(e mi sento pure di criticare chi lo fa, pensa... )

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Re: Per chi ritorna a casa

Messaggio  giggio il Mer Apr 04, 2012 3:43 pm

non è il mio caso, ma credo di capire chi è disposto a rischiare la vita per inseguire qualcosa che lo fa sentire vivo.

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Re: Per chi ritorna a casa

Messaggio  yo il Mer Apr 04, 2012 5:40 pm

Suppongo che chi ha dei figli faccia delle scelte più calcolate rispetto a chi non ne ha.


Con compagna farai altre scelte, in primis quella di assicurarti(…) di avere a fianco quella giusta, suppongo.


Ma mentre la compagna che si lascia a casa può accettare delle scelte più o meno consapevoli o più o meno egoistiche al figlio (piccolo) questo non è dato. Al figlio non è dato neppure di scegliere di arrivare in questo mondo. Ci sono persone che hanno figli a 45-50 anni. Anche questa è una scelta egoista.

Sui rischi oggettivi sinceramente non saprei cosa pensare ma sicuramente non mi sento di giudicare e anzi, mi fa infuriare chi lo fa e poi perché esiste una differenza tra rischio e pericolo.Il pericolo implica una condizione oggettiva mentre il rischio implica una probabilità. Pericolo e rischio, combinate assieme, sono una bomba innescata. E potrebbero esplodere con la stessa potenza e intensità dello stato d’animo in cui l’Alpinista si trova ad affrontare “quella” sfida.


E di questa sfida se ne parla parecchio. La sfida dell’Alpinista, la sfida fine a se stessa, la sfida con la natura.


Ma il compito dell’Alpinista è sopravvivere sempre, sino alla fine, sino all’ultimo respiro, perché altrimenti muori.
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Re: Per chi ritorna a casa

Messaggio  espo il Mer Apr 04, 2012 6:43 pm

yo ha scritto:Suppongo che chi ha dei figli faccia delle scelte più calcolate rispetto a chi non ne ha.


.

mah .... spesso negli anni del soccorso alpino commentando certi fatti, piuttosto che certe scelte, abbiamo usato la dizione, copiata dal diritto, ... dell' incidente o della scelta del buon padre di famiglia..... quando davanti a evidenti condizioni oggettive e soggettive in cui non era il caso di andare qualcuno è andato lo stesso perchè quello era il suo giorno per andare e altri liberi non ne aveva .......
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Re: Per chi ritorna a casa

Messaggio  cristi il Gio Apr 05, 2012 4:13 pm

da quando è nata la mia prima figlia rischiavo di meno ma avevo ancora voglia di rischiare, da quando il mio compagno ha rischiato di lasciarci le penne e io ho rischiato di vedermelo morire tra le braccia voglia di rischiare non ne ho proprio più, il che non vuol dire che non abbia voglia di andare in montagna e fare anche cose difficili. poi il rischio può essere soggettivo, calcolato e poi c'è la sfiga, però credo che sia nostro preciso dovere nei confronti di chi magari sopporta questa passione e la subisce essere il più accorti possibile
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Re: Per chi ritorna a casa

Messaggio  Bed il Gio Apr 05, 2012 8:55 pm

cristi ha scritto:da quando è nata la mia prima figlia rischiavo di meno ma avevo ancora voglia di rischiare, da quando il mio compagno ha rischiato di lasciarci le penne e io ho rischiato di vedermelo morire tra le braccia voglia di rischiare non ne ho proprio più, il che non vuol dire che non abbia voglia di andare in montagna e fare anche cose difficili. poi il rischio può essere soggettivo, calcolato e poi c'è la sfiga, però credo che sia nostro preciso dovere nei confronti di chi magari sopporta questa passione e la subisce essere il più accorti possibile

Rispettabile come norma: fare il possibile per evitare il peggio. Curioso come quel "possibile" cambi a seconda dei casi, delle esperienze, delle condizioni; non so, ma mi sembra sempre più un'illusione e rischiare il tanto o il poco potrebbe davvero non avere senso, nemmeno statisticamente. Un po' come certe domande che fanno i bambini: "Maestra, quanto fa otto diviso brontosauro?" (Cit.)

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Re: Per chi ritorna a casa

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