Ritratti di Grandi Alpinisti: John Bachar

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030412

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Diciamolo, non aveva poi così tanti amici. Perlomeno allora, quando contribuì a rivoluzionare la scalata, sposando etiche ferree e il free climbing. Gullich non ne parlò bene, con Henry Barber furono scintille, con Ray Jardine insulti, con Ron Kauk quasi botte.

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Però era il re delle scalate in free solo, prima di Croft e poi, oggi, di Potter e Honnold. Tanto da aver scalato migliaia e ...migliaia di tiri così, senza corda. Statisticamente, un record, e statisticamente, un rischio enorme. E ci ha lasciato così, cadendo senza che una corda lo tenesse. Forse non ha mai avuto un cordone ombelicale, uno così.
La prima vera impresa fu del 1975, quando con Kauk, Bridwell e Long salì in libera i primi dieci tiri della Salathé wall, battezzandoli Free Blast. Poco dopo, Henry Barber “stampò” in faccia a lui e Kauk Fish Crack, la fessura psicologica di 5.12b ( almeno 7b, ben poco proteggibile). Ne rimase colpito, accettò la lezione, e si dedicò alla parete est della Washington column, liberandola con Kauk e Long e ri chiamandola Astroman.
Di lui ricordiamo anche che nel 1981 inaugurò, nella Bachar-Yerian, la tecnica di posizionamento di uno spit mentre rimaneva appeso ad un cliff. Già, proprio così, il super etico Bachar, nemico giurato dello sport climbing e maestro del free solo, fu il vero progenitore di quella tecnica poi applicata da Scheel, Kammerlander e via dicendo. Non solo, ha sempre sostenuto che quella via è stata la più psicologica e pericolosa della sua vita. Oggi si sa che certe vie a spit sono assolutamente alpinistiche e più psicologiche di qualsiasi altra via, ma allora la Bachar Yerian fece scalpore.
Con Ron Kauk è stato il primo e vero proprio atleta del free climber, così diverso anche da Barber, che non si allenava mai. No, lui e Kauk, scrisse R. Karl, “si allenano come atleti olimpionici e scalano tutti i giorni”.
Con Peter Croft inventò le corse veloci, i concatenamenti, quelli che poi sono diventati norma, quelli che con Florine, Hirayama, gli Huber, Caldwell e Honnold hanno poi segnato dei record che sono l'anticipazione di quello che avverrà in futuro, corse in montagna per essere veloci e vincere pareti non superabili in lentezza.
Insomma, un personaggio, la storia del free climber non può esimersi da ricordarlo e questa rivista tanto meno, visto che, in fondo, niente più di un free-solo può ricordare lo Stile Alpino.

Foto e testo: proprietà STILE ALPINO
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