Cos'hanno di tanto speciale gli anni ottanta?

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Cos'hanno di tanto speciale gli anni ottanta?




Sono serio e vorrei capire. Non è mia intenzione aprire l'ennesimo topic celebrativo, anzi

Prima, nessuno li considerava. Erano nel dimenticatoio. Ora tutti ne parlano. Ad esempio su FV c'è quel topic celebrativo, poi hanno anche aperto una pagina su fb con più di 1000 mi piace. E tutte le volte che parli di quegli anni, la gente sgrana gli occhioni e sta ad ascoltarti. I "piccoli" sospirano "peccato non esserci stato"... i nonni mormorano "mi ricordo"... "bei tempi", ed altre cose stucchevoli di questo tipo

Io, che c'ero, che ho respirato appieno quegli anni e quell'aria di rivoluzione, dico che sì, era bello e anche molto stimolante, ma non è che si era tutti amici ed era molto meglio di oggi, eh? C'erano attriti, polemiche, invidie, colpi bassi e personaggi insopportabili anche allora. Di questo bisognerebbe parlare. O almeno, anche. Col filtro del tempo sembrano, sembriamo, tutti santi, ma non era così

Tuttavia oggi tutti paiono ossessionati da quell'epoca "d'oro", e se ne parla secondo me oltre misura. O per lo meno di più che qualche tempo fa. A quando dei bei paginoni sullo "Scarpone", al posto dei soliti su Comici, Maestri, Bonatti? Shocked :mrgreen:

Dunque perchè tanto interesse d'improvviso? E cos'hanno avuto, di tanto speciale, quegli anni?

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Cos'hanno di tanto speciale gli anni ottanta? :: Commenti

Messaggio il Ven Apr 13, 2012 8:34 am  buzz

Sono d'accordo col Drugo.
Roba buona di tutti i tipi viene prodotta continuamente. Poca.
Spazzatura di tutti i tipi viene prodotta continuamente. Molta.

E' sempre stato così.
Che poi uno conosca molto più approfonditamente quella su cui, per età, attitudine, casualità, si è concentrato e pensi per questo che il resto del tempo gli giri attorno è solo una tipica sintomatologia di cui praticamente tutti siamo affetti: miopia e provincialismo culturale.

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Messaggio il Ven Apr 13, 2012 8:39 am  MauMau

_Uli ha scritto:Fu sostituito da una specie di collettivismo istituzionale (del big business) le cui conseguenze le sperimentiamo oggi sulla nostra pelle . . .

Cioa Uli, mi puoi spiegare meglio questa frase? La trovo molto interessante. Grazie Wink

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Messaggio il Ven Apr 13, 2012 8:54 am  funkazzista

MauMau ha scritto:
nessuno ha detto questo, ho già risposto prima, è una vostra interpretazione ridotta alla solita boutade "si stava meglio quando si stava peggio". Non ho mai detto che ogni epoca non possa produrre cose interessanti e nuove, anzi, altrimenti avrei già da tempo smesso di fare attività. Il che, mi sembra, non è. E' tuttavia indubbio che ci sono stati decenni creativi ed altri di stasi, dove non si è fatto altro che metabolizzare le grandi spinte innovative degli anni precedenti. Il mio discorso era in senso generale, non si può certo dire che guardandosi in giro il panorama sociale sia edificante. Ho fatto delle constatazioni che partono da mie sensazioni personali, che comunque non sono solo mie, punto.
Ma io non attaccavo te, non fraintendere, ho solo detto che io non ragiono in quel modo (o almeno ci provo) e perché mi sembra "sbagliato".
Certo poi è vero che io ho il vizio di semplificare tutto... sorry

MauMau ha scritto:Per quanto riguarda l'arrampicata non ho una posizione così drastica come alcuni forumisti, per me la prima parte degli anni ottanta è stata molto rivoluzionaria, sotto il profilo dell'arrampicata sportiva e del free climbing. Gli anni di Arco, Totoga, San Nicolò, Val di Mello, Valle dell'Orco, Sperlonga e mettiamoci anche Sardegna - restando all'Italia - sono stati veramente produttivi ed hanno prodotto una grande spinta in avanti. Poi, dal mio punto di vista, tutto è scivolato verso una direzione meno creativa e più sportiva, nei novanta, a parte rari casi, si sono fatte le peggio cose
Oh, ecco che viene fuori cos'hanno di speciale gli anni '80.
Infatti stavo per fare la stessa considerazione: perché dei '90 (rimanendo nell'ambito dell'arrampicata) non parla nessuno?
Eppure anche nei '90 ci sono stati fior di personaggi e di "imprese", ma è evidente che si è trattato di un decennio di "consolidamento" dopo l'innovazione degli '80.

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Messaggio il Ven Apr 13, 2012 9:02 am  Ospite

Mi sembra che, sfrantumando tutto gli altri "collettivi" esistenti (tramite l' individualizzazione consumista menzionata da LucaVi) il mondo della finanziaria è riuscito a compattarsi come l' unica classe (o collettivo se vuoi) "sociale" rimasto; e questo, addirittura a livello mondiale. Basta guardar bene chi governa l' Unione Europea in questo momento.

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Messaggio il Ven Apr 13, 2012 10:01 am  Giorgio Robino

[pippone musicale]

MauMau ha scritto:
Drugo Lebowsky ha scritto:
david bowie nella sua camaleontica ed a tratti opportunistica produzione è solo figlio di brian eno??? maddaiiii!
E direi che la migliore, Heroes, gliela ha scritta pure Fripp.

si è probabile :-)

E anche i Talking di Byrne devono molto, quasi tutto, a quelle idee nate a NY dalle sperimentazioni di Fripp, Eno insieme a tutta l'avanguardia di quei tempi, tipo Laswell, Material, Zorn, Frith e compagnia bella

mmhh... si... ma io disprezzo l'anticristo Brian Eno:
1- porta nella musica pop (quella che qualcuno chiamava qui mainstream) idee che sembrano nuove e fighe (avanguardia...?) ma invece copiate dalla gente del movimento minimalista americano anni '50 (LaMonteYoung, Terry Riley, etc. sta gente lì)!
Robert Fripp con i frippertronics fa lo stesso copiando sperimenti di Eno che copia da cose già fatte da Riley un decennio prima (ma misconosciute ai più).
2- Eno diventa negli anni '70 guru della musica "ambient" e rimane considerato iniziatore della nuova elettronica (arghhh...), con il manifesto ideologico della musica per non-luoghi, la famosa musica come tappezzeria sonora; un ambigua apologia dell'ascolto superficiale e del "subliminale"; tutte teorie pericolose che ho sempre "combattuto".

E comunque ci ho messo Laughilin solo perché faceva parte del team Davis nei famosi dischi della svolta elettrica, se non sai le cose salle! Twisted Evil cià

effettivamente ... :-)
John McLaughlin piace così tanto a Miles Davis che gli dedica il titolo di una canzone nel meraviglioso "Bitches Brew" (1970) non per la sua tecnica ma per il suo improvvisare modale ... per il suo essere spiritualmente un bastardo scozzese-indiano credo... ;-)

MauMau ha scritto:
funkazzista ha scritto:
MauMau ha scritto:...
Mi fanno riflettere le parole di Cinetica (mi sembra), anzi razionalizzano una sensazione che ho ormai da qualche anno. Viviamo in un periodo di tale decadenza che anche quello che una volta ci sembrava spazzatura oggi ci sembra bellissimo (al confronto di quello che c'è). E questo è veramente una tristezza...
Era solarys...
Io trovo invece che sia una tristezza ragionare in questo modo: sembra proprio il classico lamento del "vecchio" che dice "si stava meglio quando si stava peggio".
Un po' come negare che ANCHE gli '80 abbiano prodotto ottima musica, insomma.
mrgreen

nessuno ha detto questo, ho già risposto prima, è una vostra interpretazione ridotta alla solita boutade "si stava meglio quando si stava peggio". Non ho mai detto che ogni epoca non possa produrre cose interessanti e nuove

Si ero io che parlavo della decadenza attuale, ma sugli anni '80 musicalmente dicevo che sono un punto di ripartenza positiva:

la musica esperimenta proprio negli anni '80 nuove vie di espressione (con l'elettronica di "massa"),
più "individualistiche" ma più libere di prima...

ma non pensavo certo alla new wave, o pop music varia,
mi riferivo invece al consolidarsi di nuova musica elettronica "indipendente", che poi avrà pure ripercussioni nel mainstream ma ... 20 anni dopo cioè nel 2000, per esempio in pure bella musica dance (l'utilizzo del campionamento..., l'utilizzo magnifico del "sogno della memoria del passato"...) :-)

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Messaggio il Ven Apr 13, 2012 10:20 am  cinetica

funkazzista ha scritto:
MauMau ha scritto:...
Mi fanno riflettere le parole di Cinetica (mi sembra), anzi razionalizzano una sensazione che ho ormai da qualche anno. Viviamo in un periodo di tale decadenza che anche quello che una volta ci sembrava spazzatura oggi ci sembra bellissimo (al confronto di quello che c'è). E questo è veramente una tristezza...
Era solarys...
Io trovo invece che sia una tristezza ragionare in questo modo: sembra proprio il classico lamento del "vecchio" che dice "si stava meglio quando si stava peggio".
Un po' come negare che ANCHE gli '80 abbiano prodotto ottima musica, insomma.


esatto, grazie della precisazione, io sugli anni 80 ho sparato solo merda Wink
mi astengo da fare commentoni sulla musica, tema in cui sono abbastanza ignorante,

vado a ritroso nei ricordi di un ragazzino che cresceva nella provincia del nord-est,
a quei tempi, tra i giovani ci si ritrovava tra paninari, metallati, dark, eccetera....,
coscenza politica: zero, voglia di cambiare il mondo: zero,
leggo su wikipedia che erano anni di riflusso, dopo l'indigestione dei 60 e 70,
gli anni dell'edonismo,
che tristezza Crying or Very sad

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Messaggio il Ven Apr 13, 2012 10:29 am  biemme

MauMau ha scritto:....Per quanto riguarda l'arrampicata non ho una posizione così drastica come alcuni forumisti, per me la prima parte degli anni ottanta è stata molto rivoluzionaria, sotto il profilo dell'arrampicata sportiva e del free climbing. Gli anni di Arco, Totoga, San Nicolò, Val di Mello, Valle dell'Orco, Sperlonga e mettiamoci anche Sardegna - restando all'Italia - sono stati veramente produttivi ed hanno prodotto una grande spinta in avanti. Poi, dal mio punto di vista, tutto è scivolato verso una direzione meno creativa e più sportiva, nei novanta, a parte rari casi, si sono fatte le peggio cose

Oggi stiamo di nuovo vivendo qualcosa di interessante e, dal punto di vista dell'arrampicata e dell'alpinismo, io apprezzo moltissimo quello che è stato fatto negli ultimissimi anni. Quindi, vedi che non puoi ridurre i miei interventi a "ragionamenti da vecchio"

forse per l'età, o forse per un veder comune, o per entrambe le cose, ma questo è anche il mio pensiero.

lo stacco epocale col serioso mondo della montagna ci fu proprio allora, caro jag, altrochè, mentre subito dopo (fine '80-'90) fu solo riflusso, vani tentativi di imitazione o forzature mirate a inventarsi qlcs di diverso ma mai paragonabile alle rivoluzioni di pensiero tradotte in "verticale" nei vari nuovi orizzonti, swing area, mello, sperlonga, primiero, cucco, ecc.

tra i miei ricordi, un articolo dissacrante di paolo masa sull'arrampicata in mello che c'era da spanciarsi dalle risate ... quasi una bestemmia rispetto agli scritti stoici letti in precedenza. e poi boivin, marco pedrini, manolo, bassi ... si aspettava ansiosi l'uscita di una rivista che ti spolpavi e finivi di leggere ancora a 100 metri dall'edicola.

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Messaggio il Ven Apr 13, 2012 10:44 am  funkazzista

biemme ha scritto:... caro jag...
Question

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Messaggio il Ven Apr 13, 2012 11:17 am  biemme

funkazzista ha scritto:
biemme ha scritto:... caro jag...
Question

hai ragione, eri tu che cuotavi A, ma rileggendoti, mi sa che avevo pure malinterpretato Wink

e cmq jag funkazzista .... dicesi lapsus freudiano Cool Laughing

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Messaggio il Ven Apr 13, 2012 11:24 am  AndreaG

biemme ha scritto:
MauMau ha scritto:....Per quanto riguarda l'arrampicata non ho una posizione così drastica come alcuni forumisti, per me la prima parte degli anni ottanta è stata molto rivoluzionaria, sotto il profilo dell'arrampicata sportiva e del free climbing. Gli anni di Arco, Totoga, San Nicolò, Val di Mello, Valle dell'Orco, Sperlonga e mettiamoci anche Sardegna - restando all'Italia - sono stati veramente produttivi ed hanno prodotto una grande spinta in avanti. Poi, dal mio punto di vista, tutto è scivolato verso una direzione meno creativa e più sportiva, nei novanta, a parte rari casi, si sono fatte le peggio cose

Oggi stiamo di nuovo vivendo qualcosa di interessante e, dal punto di vista dell'arrampicata e dell'alpinismo, io apprezzo moltissimo quello che è stato fatto negli ultimissimi anni. Quindi, vedi che non puoi ridurre i miei interventi a "ragionamenti da vecchio"

forse per l'età, o forse per un veder comune, o per entrambe le cose, ma questo è anche il mio pensiero.

lo stacco epocale col serioso mondo della montagna ci fu proprio allora, caro jag, altrochè, mentre subito dopo (fine '80-'90) fu solo riflusso, vani tentativi di imitazione o forzature mirate a inventarsi qlcs di diverso ma mai paragonabile alle rivoluzioni di pensiero tradotte in "verticale" nei vari nuovi orizzonti, swing area, mello, sperlonga, primiero, cucco, ecc.

tra i miei ricordi, un articolo dissacrante di paolo masa sull'arrampicata in mello che c'era da spanciarsi dalle risate ... quasi una bestemmia rispetto agli scritti stoici letti in precedenza. e poi boivin, marco pedrini, manolo, bassi ... si aspettava ansiosi l'uscita di una rivista che ti spolpavi e finivi di leggere ancora a 100 metri dall'edicola.


E' esattamente anche il mio pensiero, è tra la fine dei settanta e la metà degli ottanta che in italia si è rivoluzionato il modo di arrampicare e andare in montagna, prima, a parte voci isolate, era solo "alpinismo eroico"....
Inoltre, e non credo sia solo la mia esperienza, c'era una sorta di "fratellanza globale" tra arrampicatori, un comune modo di vedere e vivere la vita, che dopo non mi sembra si sia più ripetuta, perlomeno non su grande scala come allora....

Andrea

Andrea

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Messaggio il Ven Apr 13, 2012 11:32 am  schen

AndreaG ha scritto: è tra la fine dei settanta e la metà degli ottanta che in italia si è rivoluzionato il modo di arrampicare e andare in montagna, prima, a parte voci isolate, era solo "alpinismo eroico"....
Inoltre, e non credo sia solo la mia esperienza, c'era una sorta di "fratellanza globale" tra arrampicatori, un comune modo di vedere e vivere la vita, che dopo non mi sembra si sia più ripetuta, perlomeno non su grande scala come allora....

comunque le "voci isolate" all'inizio degli anni '70 erano quelli che decidevano di snobbare la cima di un 4000 in gita sociale CAI e se ne andavano in jeans e capelli lunghi a salire su pareti che finivano su ripiani erbosi.. se non era rivoluzione quella!
Personalmente farei partire un po' prima il conteggio degli anni di vera rottura col romanticismo forzato dell'alpinista in camicia a quadri, pantaloni da roccia alla zuava e vetta con croce obbligatoria: non dalla fine dei '70, ma almeno 8/10 anni prima..

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Messaggio il Ven Apr 13, 2012 11:57 am  funkazzista

biemme ha scritto:
funkazzista ha scritto:
biemme ha scritto:... caro jag...
Question

hai ragione, eri tu che cuotavi A, ma rileggendoti, mi sa che avevo pure malinterpretato Wink
Yes Wink

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Messaggio il Ven Apr 13, 2012 12:02 pm  AndreaG

schen ha scritto:
AndreaG ha scritto: è tra la fine dei settanta e la metà degli ottanta che in italia si è rivoluzionato il modo di arrampicare e andare in montagna, prima, a parte voci isolate, era solo "alpinismo eroico"....
Inoltre, e non credo sia solo la mia esperienza, c'era una sorta di "fratellanza globale" tra arrampicatori, un comune modo di vedere e vivere la vita, che dopo non mi sembra si sia più ripetuta, perlomeno non su grande scala come allora....

comunque le "voci isolate" all'inizio degli anni '70 erano quelli che decidevano di snobbare la cima di un 4000 in gita sociale CAI e se ne andavano in jeans e capelli lunghi a salire su pareti che finivano su ripiani erbosi.. se non era rivoluzione quella!
Personalmente farei partire un po' prima il conteggio degli anni di vera rottura col romanticismo forzato dell'alpinista in camicia a quadri, pantaloni da roccia alla zuava e vetta con croce obbligatoria: non dalla fine dei '70, ma almeno 8/10 anni prima..


Beh, dipende molto anche dalle zone, la ventata di novità allora era partita anche prima in america, è arrivata dopo in europa e in Italia prima all'ovest e solo più tardi all'est....

A.

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Messaggio il Ven Apr 13, 2012 12:08 pm  biemme

schen ha scritto:
AndreaG ha scritto: è tra la fine dei settanta e la metà degli ottanta che in italia si è rivoluzionato il modo di arrampicare e andare in montagna, prima, a parte voci isolate, era solo "alpinismo eroico"....
Inoltre, e non credo sia solo la mia esperienza, c'era una sorta di "fratellanza globale" tra arrampicatori, un comune modo di vedere e vivere la vita, che dopo non mi sembra si sia più ripetuta, perlomeno non su grande scala come allora....

comunque le "voci isolate" all'inizio degli anni '70 erano quelli che decidevano di snobbare la cima di un 4000 in gita sociale CAI e se ne andavano in jeans e capelli lunghi a salire su pareti che finivano su ripiani erbosi.. se non era rivoluzione quella!
Personalmente farei partire un po' prima il conteggio degli anni di vera rottura col romanticismo forzato dell'alpinista in camicia a quadri, pantaloni da roccia alla zuava e vetta con croce obbligatoria: non dalla fine dei '70, ma almeno 8/10 anni prima..

beh se parli di voci isolate schen, allora devi spostare molto più indietro la lancetta ... passando per "rivoluzionari" o visionari ammericani, o alla tasker/boardman, arnold, albert, o addirittura prima, wiessner, preuss.

ma voci isolate appunto, non certo un movimento collettivo come quello che si diffuse nel medesimo arco di tempo in luoghi per di più chiusi e tra loro distanti e non comunicanti ... sea/orco, mello, arco, primiero ... e per parlare nostrano eh, che non dimenticherei gente come rosso & c. o come doseth e gli sloveni, tra i primi a esportare la ventata degli anni '80 fino in himalaya e karakorum...

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Messaggio il Ven Apr 13, 2012 12:34 pm  funkazzista

solyaris ha scritto:... il manifesto ideologico della musica per non-luoghi, la famosa musica come tappezzeria sonora; un ambigua apologia dell'ascolto superficiale e del "subliminale"; tutte teorie pericolose che ho sempre "combattuto".
...
Sono OT, ma non riesco a non quotarti.
Sulla stessa falsariga, che peccato che è sentire certi brani come sottofondo della pubblicità di una banca, oppure al supermercato...
E' vero che non c'è niente di sacro, ma certe opere meriterebbero di essere ascoltate "come si deve".
Vabbè, è un discorso inutile e stupido, lo so... Crying or Very sad

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Messaggio il Ven Apr 13, 2012 12:50 pm  MauMau

solyaris ha scritto:
mmhh... si... ma io disprezzo l'anticristo Brian Eno:
1- porta nella musica pop (quella che qualcuno chiamava qui mainstream) idee che sembrano nuove e fighe (avanguardia...?) ma invece copiate dalla gente del movimento minimalista americano anni '50 (LaMonteYoung, Terry Riley, etc. sta gente lì)!
Robert Fripp con i frippertronics fa lo stesso copiando sperimenti di Eno che copia da cose già fatte da Riley un decennio prima (ma misconosciute ai più).
2- Eno diventa negli anni '70 guru della musica "ambient" e rimane considerato iniziatore della nuova elettronica (arghhh...), con il manifesto ideologico della musica per non-luoghi, la famosa musica come tappezzeria sonora; un ambigua apologia dell'ascolto superficiale e del "subliminale"; tutte teorie pericolose che ho sempre "combattuto".

E comunque ci ho messo Laughilin solo perché faceva parte del team Davis nei famosi dischi della svolta elettrica, se non sai le cose salle! Twisted Evil cià

effettivamente ... :-)
John McLaughlin piace così tanto a Miles Davis che gli dedica il titolo di una canzone nel meraviglioso "Bitches Brew" (1970) non per la sua tecnica ma per il suo improvvisare modale ... per il suo essere spiritualmente un bastardo scozzese-indiano credo... ;-)

io ho ascoltato molto Terry Riley, giusto per capire da dove venivano quelle cose. Non è la musica mia, ma sono sempre stato curioso

Per Mc Laughiling dò ragione al Drugo che è piuttosto freddo, ma tanto di cappello comunque. In ogni caso è un piacere parlare di musica con te solyaris Wink

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Messaggio il Ven Apr 13, 2012 12:51 pm  schen

biemme ha scritto:
beh se parli di voci isolate schen, allora devi spostare molto più indietro la lancetta ... passando per "rivoluzionari" o visionari ammericani, o alla tasker/boardman, arnold, albert, o addirittura prima, wiessner, preuss.

ma voci isolate appunto, non certo un movimento collettivo come quello che si diffuse nel medesimo arco di tempo in luoghi per di più chiusi e tra loro distanti e non comunicanti ... sea/orco, mello, arco, primiero ... e per parlare nostrano eh, che non dimenticherei gente come rosso & c. o come doseth e gli sloveni, tra i primi a esportare la ventata degli anni '80 fino in himalaya e karakorum...

no, il mio "voci isolate" evidenziato era proprio per affermare che secondo me, al contrario, il fermento dei primi anni '70 era già oltre lo sparuto gruppetto di individui visionari.
Andavo ad arrampicare a Rocca Sella sopra Torino con mio padre nel '73/'74, palestra storica dei cajani doc, e i vari Grassi e C. venivano a scalare slegati in scarpe da ginnastica (qualcuno aveva le primissime scarpette..) e salutavano beffardi le cordate di zuavati e scarponati, impegnate in pericolose assicurazioni a spalla e doppie con la corda di cordata semplicemente girata a metà intorno agli spuntoni, altro che soste di Sastra!
Beh, ho sentito con le mie orecchie mio padre, classe '39, vero montanaro old style ma bravo su roccia, e altri del gruppo di amici che avevano nel DNA il cajanesimo ancestrale, ammettere sinceramente che quei capelloni erano forti e sicuri, e che scalare come loro sarebbe stato bello, liberi da pastoie. Mio padre!! Non ci avrei creduto se non lo avessi sentito. Questo nella mia zucca di adesso, significa che quel modo di vivere il gioco dell'arrampicata era comunque affascinante, anche per chi fino ad allora aveva vissuto di canaponi, scarponi e tragiche bufere.
I tempi erano maturi. E infatti da lì in poi, sono nati gli ovigli.. asd

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Messaggio il Ven Apr 13, 2012 12:52 pm  MauMau

cinetica ha scritto:
funkazzista ha scritto:
MauMau ha scritto:...
Mi fanno riflettere le parole di Cinetica (mi sembra), anzi razionalizzano una sensazione che ho ormai da qualche anno. Viviamo in un periodo di tale decadenza che anche quello che una volta ci sembrava spazzatura oggi ci sembra bellissimo (al confronto di quello che c'è). E questo è veramente una tristezza...
Era solarys...
Io trovo invece che sia una tristezza ragionare in questo modo: sembra proprio il classico lamento del "vecchio" che dice "si stava meglio quando si stava peggio".
Un po' come negare che ANCHE gli '80 abbiano prodotto ottima musica, insomma.


esatto, grazie della precisazione, io sugli anni 80 ho sparato solo merda Wink
mi astengo da fare commentoni sulla musica, tema in cui sono abbastanza ignorante,

vado a ritroso nei ricordi di un ragazzino che cresceva nella provincia del nord-est,
a quei tempi, tra i giovani ci si ritrovava tra paninari, metallati, dark, eccetera....,
coscenza politica: zero, voglia di cambiare il mondo: zero,
leggo su wikipedia che erano anni di riflusso, dopo l'indigestione dei 60 e 70,
gli anni dell'edonismo,
che tristezza Crying or Very sad

ho confuso perchè cmq trovavo molto interessante quello che avevi detto. E ci vedevo parecchi spunti di discussione Wink

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Messaggio il Ven Apr 13, 2012 12:52 pm  Batman

Limitandosi all'arrampicata, e molto di corsa (ci sarebbe da organizzare un bel convegno, sull'argomento...)

Gli anni ottanta cominciano con i "Cento nuovi mattini", manifesto di quanto era emerso di nuovo in modo più o meno sotterraneo nel decennio precedente, l'arrampicata che si era ormai affrancata dalla dimensione alpinistica ma che ancora alle sue origini alpinistiche era legata, e che non era ancora diventata "sportiva". Non c'è un solo spit, in tutte le vie dei cento nuovi mattini...

E finiscono con l'arrampicata sportiva ormai affermata, con le gare che già non si fanno più sulla roccia vera, l'attrezzatura a spit dall'alto, la comparsa di nuove figure del verticale che ormai spesso con l'alpinismo non hanno più nulla a che spartire.

Hanno questo di speciale, gli anni ottanta. Una transizione epocale (se si può usare questo termine per un fenomeno così marginale come l'arrampicata). Niente di paragonabile, che abbia coinvolto così massicciamente l'intero mondo del verticale, è avvenuto dopo. E dentro questa transizione si sono anche perse certe cose, ma sono succese un sacco di cose belle - e soprattutto irripetibili.

Credo che sia una valutazione obiettivamente sostenibile, che prescinde dalla circostanza che per ragioni anagrafiche sono stati per me degli anni importanti

Che poi, se allarghiamo il discorso, allora ha ragione LucaVi, sono stati gli anni del riflusso, del craxismo, e dell'incubazione dello squallore che lo ha seguito...

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Messaggio il Ven Apr 13, 2012 12:56 pm  buzz

Ma questo che racconti batman, non è la ricaduta nel piccolo mondo dell'arrampicata di quello che nella società civile era nato prima, soprattutto, per la distanza geografica?
Cioè, quello che qui arriva negli anni 80 era arrivato portato dagli europei (karl, gullich, albert) da yosemite, dove era nato negli anni 70.

Questo spiega la controtendenza. In un certo senso.

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Messaggio il Ven Apr 13, 2012 1:01 pm  AndreaG

Buzz ha scritto:Ma questo che racconti batman, non è la ricaduta nel piccolo mondo dell'arrampicata di quello che nella società civile era nato prima, soprattutto, per la distanza geografica?
Cioè, quello che qui arriva negli anni 80 era arrivato portato dagli europei (karl, gullich, albert) da yosemite, dove era nato negli anni 70.

Questo spiega la controtendenza. In un certo senso.

E' quello che dicevo poco sopra....
Infatti nel libro di Karl "Tempo per respirare" c'era già tutto....

A.

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Messaggio il Ven Apr 13, 2012 1:06 pm  Batman

Mi scuso per la fretta, il discorso meriterebbe più distinguo, ma direi che no, con quanto a mio avviso caratterizza gli anni ottanta yosemite c'entra poco o nulla (salvo il fatto che per molti - intendo molti più di prima - è diventato un luogo simbolo, un punto di riferimento, e per alcuni anche un luogo dove si è andati davvero a mettere le mani).

Lo "yosemite" di casa nostra si è chiamato val di Mello e valle dell'Orco, ed è già degli anni settanta. Ed è già tutto dentro i "Cento nuovi mattini". Negli ottanta si è consumato il passaggio all'arrampicata sportiva, quanto di più lontano si possa immaginare rispetto a yosemite.

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Messaggio il Ven Apr 13, 2012 1:07 pm  ad-tocci

Batman ha scritto:Limitandosi all'arrampicata, e molto di corsa (ci sarebbe da organizzare un bel convegno, sull'argomento...)

Sai Bat che è un po' di tempo che ci penso, un qualcosa come le culture dell'alpinismo... Avrei anche in mente qualche interlocutore a cui si potrebbe chiedere un supporto.

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Messaggio il Ven Apr 13, 2012 1:07 pm  buzz

AndreaG ha scritto:
Buzz ha scritto:Ma questo che racconti batman, non è la ricaduta nel piccolo mondo dell'arrampicata di quello che nella società civile era nato prima, soprattutto, per la distanza geografica?
Cioè, quello che qui arriva negli anni 80 era arrivato portato dagli europei (karl, gullich, albert) da yosemite, dove era nato negli anni 70.

Questo spiega la controtendenza. In un certo senso.

E' quello che dicevo poco sopra....
Infatti nel libro di Karl "Tempo per respirare" c'era già tutto....

A.

Si, cercavo appunto di collocare la cosa nella giusta prospettiva.
Qui da noi, nell'arrampicata, l'ondata dissacrante liberatoria è arrivata negli anni 80, stranamente in controtendenza con il resto della società civile. Ma solo per provincialismo e isolamento culturale, se vogliamo.
Il fatto è che le onde del sasso buttato nello stagno in alcune subculture si propagano a velocità differenti di altre.

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Messaggio il Ven Apr 13, 2012 1:20 pm  biemme

Batman ha scritto:Limitandosi all'arrampicata, e molto di corsa (ci sarebbe da organizzare un bel convegno, sull'argomento...) ...

si c'è parecchia materia bat, ma ... e provoco anche tocci, proprio partendo dalla tua parentesi, una cosa che mi son chiesto spesso da una trentina d'anni in qua ... tu pensi che i convegni siano stati, siano, e possano essere in futuro uno strumento interessante o proficuo, in chiave di dibattito o anche di ricerca storiografica?

io ci ho sempre trovato - in ogni angolo d'italia - molta, moltissima autoreferenzialità, sempre le stesse facce a presentare, le stesse a parlare, le stesse a lodare oltre ogni aggettivo sempre le stesse persone (figure anche valide eh) lasciandone completamente fuori molte altre di assoluto rilievo, forse proprio perchè personaggi "particolari", scontrosi o schivi a presentarsi in pubblico, sia pure in platea. di quelli che mai e poi mai avresti trovato in un convegno magari per controbattere, ma che - spesso col senno di poi - si rivelano essere stati alpinisti/arrampicatori che hanno fatto davvero la differenza, gente avanti

ecco, su questo trovo più, come dire, completo, superpartes, trasversale, documentarmi su un forum italiano o straniero, o cmq in rete, piuttosto che tra cumuli di documentazione di convegni, cajani e non, di filmfestival, di presentazioni di libri, film e via dicendo, dove moderatori, ospiti d'onore, relatori, insomma, ecco ...

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