Le montagne di Primo Levi

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Re: Le montagne di Primo Levi

Messaggio  d_ice il Ven Apr 13, 2012 2:43 pm

MauMau ha scritto:
d_ice ha scritto:I tre denti di cumiana (è una vita che non ci vado, c'è anche una storica via di gervasutti, quella dei "bugnun")


ma non è di gervasutti quella dei bognun! E' di Ravelli

Embarassed Embarassed Embarassed Embarassed Embarassed

ma non c'è un aneddoto del fortissimo sui bugnun? pensavo fosse la prima salita, evidentemente mi sono fatto trarre in inganno.
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Re: Le montagne di Primo Levi

Messaggio  MauMau il Ven Apr 13, 2012 2:50 pm

i bognun sono i ghiandoni di quarzo, ma la placca dei bognun è solo quella della via brik di Ravelli, appunto ai tre denti. Brik era il cane di Ravelli. Aperta nel 1930. Forse tu ti confondi con la Via Gervasutti alla Sbarua oppure la Vena di Quarzo Wink

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Re: Le montagne di Primo Levi

Messaggio  Batman il Ven Apr 13, 2012 2:51 pm

alessandro ha scritto:Vi ringrazio tantissimo tutti quanti, non immaginate il regalo che mi state facendo Wink
E mi ripropongo a breve di passare per almeno qualcuno di questi posti!
Batman ha scritto:
Sì, G. Delmastro era il fratello del Sandro di Primo Levi. Nel racconto si fa menzione di questo fratello che (cito a memoria) "stava a Sandro come Sandro stava ai comuni mortali" o qualcosa del genere...
Ricordavi bene Batman Wink

Quest’ultimo, lo Sbarüa, mi pare fosse stato scoperto da Sandro stesso, o da un suo mitico fratello, che Sandro non mi fece mai vedere, ma che, dai suoi scarsi accenni, doveva stare a lui come lui stava alla generalità dei mortali.

Sarebbe bello, davvero. Organizzare un pellegrinaggio sulle montagne di Primo Levi. Che poi sono anche quelle di un altro personaggio "non alpinista" che ha scritto su quegli stessi monti delle pagine molto belle in un libretto "Sulle montagne", parlo di Vittorio Foa.

Io ho scoperto la montagna da bambino proprio lì in valle di Cogne. E il bivacco Martinotti era uno dei luoghi mitici dove ho sempre desiderato salire, e dove non sono mai andato. Magari la nord della Roccia Viva ormai non si fa più, ma sarebbe ancora bello andare comunque lassù a respirare un'aria di montagne d'altri tempi...
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Re: Le montagne di Primo Levi

Messaggio  biemme il Ven Apr 13, 2012 2:52 pm

il money come appariva nel pliocene Cool
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money 2.jpg Non hai il permesso di scaricare i file.(148 kB) Scaricato 0 volte
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Re: Le montagne di Primo Levi

Messaggio  schen il Ven Apr 13, 2012 2:55 pm

Batman ha scritto: Il bivacco Martinotti era uno dei luoghi mitici dove ho sempre desiderato salire, e dove non sono mai andato. Magari la nord della Roccia Viva ormai non si fa più, ma sarebbe ancora bello andare comunque lassù a respirare un'aria di montagne d'altri tempi...

La nord della Roccia Viva si può ancora fare ma da adesso in poi (che ci ha messo un po' di neve sopra) e forse fino a fine maggio, inizio giugno. Ti prenoto un posto presso gli schen? Qualcuno si ricorda che giochi bene a palla negli spazi ristretti.. Wink
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Re: Le montagne di Primo Levi

Messaggio  MauMau il Ven Apr 13, 2012 2:58 pm

Batman ha scritto:
alessandro ha scritto:Vi ringrazio tantissimo tutti quanti, non immaginate il regalo che mi state facendo Wink
E mi ripropongo a breve di passare per almeno qualcuno di questi posti!
Batman ha scritto:
Sì, G. Delmastro era il fratello del Sandro di Primo Levi. Nel racconto si fa menzione di questo fratello che (cito a memoria) "stava a Sandro come Sandro stava ai comuni mortali" o qualcosa del genere...
Ricordavi bene Batman Wink

Quest’ultimo, lo Sbarüa, mi pare fosse stato scoperto da Sandro stesso, o da un suo mitico fratello, che Sandro non mi fece mai vedere, ma che, dai suoi scarsi accenni, doveva stare a lui come lui stava alla generalità dei mortali.

Sarebbe bello, davvero. Organizzare un pellegrinaggio sulle montagne di Primo Levi. Che poi sono anche quelle di un altro personaggio "non alpinista" che ha scritto su quegli stessi monti delle pagine molto belle in un libretto "Sulle montagne", parlo di Vittorio Foa.

Io ho scoperto la montagna da bambino proprio lì in valle di Cogne. E il bivacco Martinotti era uno dei luoghi mitici dove ho sempre desiderato salire, e dove non sono mai andato. Magari la nord della Roccia Viva ormai non si fa più, ma sarebbe ancora bello andare comunque lassù a respirare un'aria di montagne d'altri tempi...

più che lì dalle parti del Vallone di Forzo e della Torre di Lavina respiri anche di più l'aria di quei tempi. Meglio in autunno. Dalla parte di Forzo vi sono in corso di apertura delle nuove vie in un vallone molto bello, ma occorrono 4 ore per arrivare alla base delle pareti. Sotto ci sono diversi laghi. E' veramente una zona solitaria e poco battuta


Ultima modifica di MauMau il Ven Apr 13, 2012 2:58 pm, modificato 1 volta

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Re: Le montagne di Primo Levi

Messaggio  grizzly il Ven Apr 13, 2012 2:58 pm

alessandro ha scritto:... poiché Sandro diceva che, per vedere i panorami, avremmo avuto tempo a quarant’anni...

Batmann... biemme... parole per voi... Twisted Evil

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Re: Le montagne di Primo Levi

Messaggio  schen il Ven Apr 13, 2012 3:08 pm

MauMau ha scritto:
più che lì dalle parti del Vallone di Forzo e della Torre di Lavina respiri anche di più l'aria di quei tempi. Meglio in autunno. Dalla parte di Forzo vi sono in corso di apertura delle nuove vie in un vallone molto bello, ma occorrono 4 ore per arrivare alla base delle pareti. Sotto ci sono diversi laghi. E' veramente una zona solitaria e poco battuta

quoto.
La cresta di Bardoney alla Torre di Lavina è una bella salita davvero d'altri tempi e per arrivarci, oltre a dormire al bivacco Davito (che è in un posto stupendo), si percorre un vallone tipicamente "canavesano", non saprei come meglio definirlo.. Ci gira poca gente fin lassù, anche in piena estate tutto sommato. Anche al biv Revelli, nel vallone adiacente, sotto la Roccia Azzurra e la cima di Valeille vale la pena andare a passare una notte.

Si può sapere dove stanno chiodando, Mau? O è top secret?
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Re: Le montagne di Primo Levi

Messaggio  biemme il Ven Apr 13, 2012 3:13 pm

grizzly ha scritto:
alessandro ha scritto:... poiché Sandro diceva che, per vedere i panorami, avremmo avuto tempo a quarant’anni...

Batmann... biemme... parole per voi... Twisted Evil

non comprendo orso Question ... c'eran tempi in cui vagavo rimirando panorami tra la sbarua e la valsusa, in orco o in piantonetto, o tra gli stambecchi nel selvaggio ambiente del bivacco ivrea (uno dei miei preferiti) dopo averlo cercato ore e ore nella nebbia, o dal money, dal martinotti, dal gonella, ma ero gggiovane. Poi divenni nordesticolo, ma i panorami non li ho mai persi di vista. Chissà, magari quando sarò vecchio e stanco, andrò a riposare le membra in posti con panorama vista mare, di quelli tipo finale, insomma, ecco Twisted Evil Twisted Evil
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Re: Le montagne di Primo Levi

Messaggio  d_ice il Ven Apr 13, 2012 3:14 pm

d_ice ha scritto:
MauMau ha scritto:
d_ice ha scritto:I tre denti di cumiana (è una vita che non ci vado, c'è anche una storica via di gervasutti, quella dei "bugnun")


ma non è di gervasutti quella dei bognun! E' di Ravelli

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ma non c'è un aneddoto del fortissimo sui bugnun? pensavo fosse la prima salita, evidentemente mi sono fatto trarre in inganno.
che vergogna.... Rolling Eyes

L'aneddoto è questo:

I due giovani scalatori (Chabod e Gervasutti) si erano incontrati attorno al 1931
quando Gervasutti, stabilitosi a Torino e in ricerca di alpinisti della
sua età, fu per così dire “preso in esame” da Chabod che lo condusse ai
Tre Denti di Cumiana dove, come scrisse Massimo Mila, «sulla prima placca,
poco ripida, il candidato s'era innalzato d'un paio di metri, convinto di
trovare i buchi che nel calcare permettono di salire su inclinazioni ben
più esposte, poi li aveva riscivolati fino in fondo. Aveva sbuffato un po'
col naso, come faceva spesso, poi ci si era rimesso, e fu chiaro che (da
esperto dolomitista che intraprende per la prima volta una scalata su
granito, ndr) aveva capito subito la situazione». E la capì tanto bene
che, come ancora avremo modo di vedere, in ogni successiva scalata
compiuta con Chabod solo raramente avrebbe concesso al compagno di
procedere da primo lungo i tratti rocciosi.


Mau, confermi che la placca è quella dei bugnun?
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Re: Le montagne di Primo Levi

Messaggio  MauMau il Ven Apr 13, 2012 3:17 pm

io sulla Torre di Lavina ho fatto la Via Calosso, dormendo al Bivacco. Bei ricordi

stanno chiodando sulla Punta Perra nel Vallone delle nebbie, mi sembra si chiami così. Roba per amatori. Aveva fatto delle vie Meneghin negli anni...ops lo dico...ottanta mrgreen , poi nessuno più. Ora la zona sta vivendo una nuova stagione grazie al mio amico Daniele che oramai ama queste rotte poco battute e fa sempre più fatica a trovare compagni. Ha aperto anche qualche cosa nella zona dell'Avic, se non sbaglio, ma non ti saprei dire esattamente, ma dall'altra parte del Mont Glacier, vado a memoria e forse faccio qualche errore

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Re: Le montagne di Primo Levi

Messaggio  schen il Ven Apr 13, 2012 3:24 pm

MauMau ha scritto:io sulla Torre di Lavina ho fatto la Via Calosso, dormendo al Bivacco. Bei ricordi

stanno chiodando sulla Punta Perra nel Vallone delle nebbie, mi sembra si chiami così. Roba per amatori. Aveva fatto delle vie Meneghin negli anni...ops lo dico...ottanta , poi nessuno più. Ora la zona sta vivendo una nuova stagione grazie al mio amico Daniele che oramai ama queste rotte poco battute e fa sempre più fatica a trovare compagni. Ha aperto anche qualche cosa nella zona dell'Avic, se non sbaglio, ma non ti saprei dire esattamente, ma dall'altra parte del Mont Glacier, vado a memoria e forse faccio qualche errore

miiii.., il canepa e Enrico (Pessiva) sono sempre in caccia.
Attività di ricerca sulle pareti più remote del Piemonte.. sono venuti pure a cercare rogne sopra al Regondi, dietro "casa mia" nella zona del Trident de Faudery: tracce di roccia tra roba che si smonta .. Rolling Eyes
Qui non si chiude con la classica "per facili placche alla sommità" di calimeriana memoria. Smile
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Re: Le montagne di Primo Levi

Messaggio  grizzly il Ven Apr 13, 2012 3:27 pm

biemme ha scritto:... magari quando sarò vecchio e stanco, andrò a riposare le membra in posti con panorama vista mare, di quelli tipo finale, insomma, ecco Twisted Evil Twisted Evil

...

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Re: Le montagne di Primo Levi

Messaggio  MauMau il Ven Apr 13, 2012 3:29 pm

d_ice ha scritto:

Mau, confermi che la placca è quella dei bugnun?

certo, la conosco molto bene. Se non altro perchè è stata una delle mie prime arrampicate. Me la ricordo come un incubo, è una placca di V con solo dei cristalli. Poi più su c'era il passaggio delle "pinze", un altro V grado, poi forse il "passo del gatto o del serpente". Allora si usava denominare i passaggi che facevano più paura.

Forse era il 77 quando mi chiamò un tale Pomato del CAI , e forse c'era anche Bosso non ricordo più, che abitava vicino a casa mia e mi disse che potevo andare con loro. Io non avevo quasi mai arrampicato, ero il bocia della compagnia, e decisero di andare a fare proprio quella via. Era autunno e l'aria della Sbarua era magica e limpida, con quelle foglie gialle, le betulle alle soste, me lo ricordo ancora. Trovai durissimo e mi tirarono su quasi come un sacco di patate. Avevamo lo zaino carico, la camicia a quadri, i calzettoni e gli scarponi. Ovviamente.

verso il 2004 mi trovavo lì da solo e un pomeriggio decisi di ritornare sui miei passi. Mi infilai le scarpette e senza nulla, neanche la magnesite, arrivai in cima a quella, che era stata una delle mie prime vie. La placca dei bognun mi diede comunque un poco di adrenalina... conservava la sua fama anche dopo tanti anni! Qualche giorno più tardi feci così anche la Via Rivero, che ai tempi era uno spauracchio per tutti e bisognava essere molto preparati per affrontarla. La feci per rendere omaggio all'amico Meneghin, che fu trovato morto alla base di quella via, un giorno di qualche anno prima. E' la prima volta che parlo di queste mie solitarie, ma ci sono affettivamente legato

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Re: Le montagne di Primo Levi

Messaggio  Ospite il Ven Apr 13, 2012 3:35 pm

le vicissitudini di Levi mi portano alla memoria questo racconto di Marina Morpurgo cià
In viaggio con la zia (dove si racconta di una fuga in Svizzera e di un prete con la tonaca piena di bombe)

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Re: Le montagne di Primo Levi

Messaggio  grizzly il Ven Apr 13, 2012 3:36 pm

MauMau ha scritto:io sulla Torre di Lavina ho fatto la Via Calosso, dormendo al Bivacco...

Io dalla Calosso son sceso a metà, attrezzando tutte le soste, sotto un diluvio universale... Forse non avevamo manco seguito la via giusta. Mi ricordo di una placca superba a knob... Comunque vallone dimenticato...

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Re: Le montagne di Primo Levi

Messaggio  d_ice il Ven Apr 13, 2012 3:42 pm

MauMau ha scritto:
d_ice ha scritto:

Mau, confermi che la placca è quella dei bugnun?

certo, la conosco molto bene. Se non altro perchè è stata una delle mie prime arrampicate. Me la ricordo come un incubo, è una placca di V con solo dei cristalli. Poi più su c'era il passaggio delle "pinze", un altro V grado, poi forse il "passo del gatto o del serpente". Allora si usava denominare i passaggi che facevano più paura.

Forse era il 77 quando mi chiamò un tale Pomato del CAI , e forse c'era anche Bosso non ricordo più, che abitava vicino a casa mia e mi disse che potevo andare con loro. Io non avevo quasi mai arrampicato, ero il bocia della compagnia, e decisero di andare a fare proprio quella via. Era autunno e l'aria della Sbarua era magica e limpida, con quelle foglie gialle, le betulle alle soste, me lo ricordo ancora. Trovai durissimo e mi tirarono su quasi come un sacco di patate. Avevamo lo zaino carico, la camicia a quadri, i calzettoni e gli scarponi. Ovviamente.

verso il 2004 mi trovavo lì da solo e un pomeriggio decisi di ritornare sui miei passi. Mi infilai le scarpette e senza nulla, neanche la magnesite, arrivai in cima a quella, che era stata una delle mie prime vie. La placca dei bognun mi diede comunque un poco di adrenalina... conservava la sua fama anche dopo tanti anni! Qualche giorno più tardi feci così anche la Via Rivero, che ai tempi era uno spauracchio per tutti e bisognava essere molto preparati per affrontarla. La feci per rendere omaggio all'amico Meneghin, che fu trovato morto alla base di quella via, un giorno di qualche anno prima. E' la prima volta che parlo di queste mie solitarie, ma ci sono affettivamente legato

Anche per me è stata una delle prime vie, quella dei bugnun! qualche anno dopo di te però (diciamo una ventina Wink )
avevo quindi le scarpette, tutta un'altra cosa Wink... ero con il mitico Gustin, un personaggio unico e amatissimo nel cuneese-torinese! per chi non lo conosce, eccolo!

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Re: Le montagne di Primo Levi

Messaggio  MauMau il Ven Apr 13, 2012 3:44 pm

non lo conosco! Chi è? Strano, in genere i vegliardi li conosco tutti mrgreen Crying or Very sad

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Re: Le montagne di Primo Levi

Messaggio  d_ice il Ven Apr 13, 2012 3:48 pm

MauMau ha scritto:non lo conosco! Chi è? Strano, in genere i vegliardi li conosco tutti Crying or Very sad

Gustìn, al secolo Agostino Gazzera, classe 1927. Chissà, se solo avesse qualche primavera di meno, forse l'avremmo visto correre sui sentieri dell'UTMB. O del Tor des Geants....

Si racconta volentieri, Gustìn, e non è certo uno che "se la tira". Potrete chiedergli della sua vita da operaio in fabbrica, fin dai primissimi anni del dopoguerra. Vi narrerà con entusiasmo mai sopito la sua vacanza in bicicletta, e che bicicletta, quella che usava per andare al lavoro. La stessa che nel 1950 l'ha accompagnato, in sette giorni (e
notti!!!) di viaggio, dal Torinese alla Liguria, alla Toscana, al Veneto, su per i più bei passi dolomitici, e poi ancora attraverso la Lombardia, fino a Torino. Niente alberghi né ristoranti, bensì brevi pause di riposo dove capitava e pasti tutt'altro che luculliani. Alla faccia degli integratori e delle barrette. La celeberrima Milleuno Miglia ciclistica, lui l'aveva già vissuta, ben prima che altri la inventassero e ne facessero un'icona del mondo delle randonnées ciclistiche.


Vi racconterà della salita al Cervino, conquistato partendo nientemeno che... da Torino, al termine del turno di
lavoro del sabato: in bicicletta, e che bicicletta, fino a Cervinia, con lo zaino, e poi su verso il Rifugio Oriondé, una breve pausa in una baita e via fino alla vetta, sotto la neve e nella tormenta. La discea, il ritorno a Cervinia a tarda sera, la pedalata nella notte fino a Torino per arrivare in fabbrica con mezz'ora di ritardo... E la degna conclusione con la ramanzina del suo responsabile, indignato per la mancanza di responsabilità e dedizione al lavoro dei "giovani d'oggi".


Una sfortunata ascensione al Monte Bianco, che l'ha costretto ad un bivacco di tre giorni nella tormenta, gli ha portato via le dita dei piedi, per congelamento. Ben lungi dall'arrendersi, Gustìn ha continuato a camminare e ad arrampicare con scarponi adattati alla necessità. Oggi la sua folta barba bianca è simbolo di un'ammiratissima istituzione per il Club Alpino Italiano e per gli amanti della montagna; ancora oggi Gustìn, che spegne quest'anno ottantacinque candeline, delizia gli appassionati della disciplina con la sua abilità nell'arrampicata sulle cascate di ghiaccio... e all'occorrenza, come vivace protagonista di una bella tavolata in rifugio, tra amici.
Un uomo un mito, ci sarebbero da raccontare decine di aneddoti su di lui, è un fenomeno di simpatia, praticamente presente in tutte le scuole cai del cuneese. Io lo conobbi a quella di Savigliano, quando il direttore era ancora Max Piras

EDIT: alessandro, spero tu voglia perdonare il mio OT Embarassed Embarassed Embarassed
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Re: Le montagne di Primo Levi

Messaggio  Ansia Kammerlander il Ven Apr 13, 2012 3:52 pm

Batman ha scritto:
alessandro ha scritto:Vi ringrazio tantissimo tutti quanti, non immaginate il regalo che mi state facendo Wink
E mi ripropongo a breve di passare per almeno qualcuno di questi posti!
Batman ha scritto:
Sì, G. Delmastro era il fratello del Sandro di Primo Levi. Nel racconto si fa menzione di questo fratello che (cito a memoria) "stava a Sandro come Sandro stava ai comuni mortali" o qualcosa del genere...
Ricordavi bene Batman Wink

Quest’ultimo, lo Sbarüa, mi pare fosse stato scoperto da Sandro stesso, o da un suo mitico fratello, che Sandro non mi fece mai vedere, ma che, dai suoi scarsi accenni, doveva stare a lui come lui stava alla generalità dei mortali.

Sarebbe bello, davvero. Organizzare un pellegrinaggio sulle montagne di Primo Levi. Che poi sono anche quelle di un altro personaggio "non alpinista" che ha scritto su quegli stessi monti delle pagine molto belle in un libretto "Sulle montagne", parlo di Vittorio Foa.

Io ho scoperto la montagna da bambino proprio lì in valle di Cogne. E il bivacco Martinotti era uno dei luoghi mitici dove ho sempre desiderato salire, e dove non sono mai andato. Magari la nord della Roccia Viva ormai non si fa più, ma sarebbe ancora bello andare comunque lassù a respirare un'aria di montagne d'altri tempi...


Forse posso dare una mano. Tra i compagni di antifascismo e di montagna di Primo Levi c'era anche l'architetto Eugenio Gentili Tedeschi, che era un amico dei miei genitori, e ha lasciato testimonianze scritte. In effetti Cogne era uno dei loro luoghi preferiti. E ci tornarono, da partigiani, quelli scampati alla retata di Brusson in cui erano stati presi Levi e Wanda Maestro, tra gli altri.
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Re: Le montagne di Primo Levi

Messaggio  grizzly il Ven Apr 13, 2012 3:52 pm

MauMau ha scritto:non lo conosco! Chi è? Strano, in genere i vegliardi li conosco tutti Crying or Very sad

Tensiun d_ice... non lo conosce perchè è astemio... Non saprebbe gustarsi la mitica grappa di Gustin!!!

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Re: Le montagne di Primo Levi

Messaggio  d_ice il Ven Apr 13, 2012 3:53 pm

grizzly ha scritto:
MauMau ha scritto:non lo conosco! Chi è? Strano, in genere i vegliardi li conosco tutti Crying or Very sad

Tensiun d_ice... non lo conosce perchè è astemio... Non saprebbe gustarsi la mitica grappa di Gustin!!!
ah ecco Evil or Very Mad Evil or Very Mad Evil or Very Mad tutto sipegato.... a me gustin fece portare i suoi pintoni fino in puanto alla Castello Rolling Eyes Rolling Eyes Rolling Eyes bastardo Evil or Very Mad
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Re: Le montagne di Primo Levi

Messaggio  Ospite il Ven Apr 13, 2012 3:56 pm

Ansia Kammerlander ha scritto:
Batman ha scritto:
alessandro ha scritto:Vi ringrazio tantissimo tutti quanti, non immaginate il regalo che mi state facendo Wink
E mi ripropongo a breve di passare per almeno qualcuno di questi posti!
Batman ha scritto:
Sì, G. Delmastro era il fratello del Sandro di Primo Levi. Nel racconto si fa menzione di questo fratello che (cito a memoria) "stava a Sandro come Sandro stava ai comuni mortali" o qualcosa del genere...
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Quest’ultimo, lo Sbarüa, mi pare fosse stato scoperto da Sandro stesso, o da un suo mitico fratello, che Sandro non mi fece mai vedere, ma che, dai suoi scarsi accenni, doveva stare a lui come lui stava alla generalità dei mortali.

Sarebbe bello, davvero. Organizzare un pellegrinaggio sulle montagne di Primo Levi. Che poi sono anche quelle di un altro personaggio "non alpinista" che ha scritto su quegli stessi monti delle pagine molto belle in un libretto "Sulle montagne", parlo di Vittorio Foa.

Io ho scoperto la montagna da bambino proprio lì in valle di Cogne. E il bivacco Martinotti era uno dei luoghi mitici dove ho sempre desiderato salire, e dove non sono mai andato. Magari la nord della Roccia Viva ormai non si fa più, ma sarebbe ancora bello andare comunque lassù a respirare un'aria di montagne d'altri tempi...


Forse posso dare una mano. Tra i compagni di antifascismo e di montagna di Primo Levi c'era anche l'architetto Eugenio Gentili Tedeschi, che era un amico dei miei genitori, e ha lasciato testimonianze scritte. In effetti Cogne era uno dei loro luoghi preferiti. E ci tornarono, da partigiani, quelli scampati alla retata di Brusson in cui erano stati presi Levi e Wanda Maestro, tra gli altri.
cheers Very Happy Very Happy

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Re: Le montagne di Primo Levi

Messaggio  Ospite il Ven Apr 13, 2012 4:14 pm

Ansia Kammerlander ha scritto:
Forse posso dare una mano. Tra i compagni di antifascismo e di montagna di Primo Levi c'era anche l'architetto Eugenio Gentili Tedeschi, che era un amico dei miei genitori, e ha lasciato testimonianze scritte. In effetti Cogne era uno dei loro luoghi preferiti. E ci tornarono, da partigiani, quelli scampati alla retata di Brusson in cui erano stati presi Levi e Wanda Maestro, tra gli altri.
cheers cheers cheers
Non so se i nomi corrispondano, ma in un altro racconto de Il sistema periodico, quello intitolato "Oro", sono citati sia una Vanda che un Euge.
No anzi, penso proprio che corrispondano, Euge faceva l'architetto mentra Vanda era per caso chimica?

È cosa risaputa che i torinesi trapiantati a Milano non vi allignano, o vi allignano male. Nell’autunno 1942 eravamo a Milano sette amici di Torino, ragazzi e ragazze, approdati per motivi diversi nella grossa città che la guerra rendeva inospitale; i nostri genitori, chi ancora li aveva, erano sfollati in campagna per sottrarsi ai bombardamenti, e noi facevamo vita ampiamente comune. Euge era architetto, voleva rifare Milano, e diceva che il miglior urbanista era stato Federico Barbarossa. Silvio era dottore in legge, ma scriveva un trattato di filosofia su minuscoli foglietti di carta velina ed era impiegato in un’impresa di trasporti e spedizioni. Ettore era ingegnere alla Olivetti. Lina faceva l’amore con Euge e si occupava vagamente di gallerie d’arte. Vanda era chimica come me, ma non trovava lavoro, ed era permanentemente irritata di questo fatto perché era femminista. Ada era mia cugina e lavorava alle Edizioni Corbaccio: Silvio la chiamava bidottore perché aveva due lauree, ed Euge la chiamava cugimo che voleva dire cugina di Primo, del che Ada si risentiva un poco. Io, dopo il matrimonio di Giulia, ero rimasto solo coi miei conigli, mi sentivo vedovo ed orfano, e fantasticavo di scrivere la saga di un atomo di carbonio, per far capire ai popoli la poesia solenne, nota solo ai chimici, della fotosintesi clorofilliana: ed in fatto l’ho poi scritta, ma molti anni più tardi, ed è la storia con cui questo libro si conclude.

Oro è un altro tra i miei preferiti. Si scopre come nasce l'idea di costituire una banda partigiana. Sono pagine bellissime: si parla di Gramsci, Gobetti, Rosselli, Salvemini. E poi l'8 settembre e la salita in montagna.
E infine l'arresto.
Il racconto s'intitola "Oro" perchè durante la detenzione ad Aosta, Levi condivide la cella con un contrabbandiere, e cercatore d'oro quando il torrente non ghiaccia durante l'inverno.

- Sai perché si chiama Dora? - mi rispose: - Perché è d’oro. Non tutta, si capisce, ma porta oro, e quando gela non si può più cavarlo.


Che topic stupendo che sta venendo fuori Wink Grazie a tutti!


Ultima modifica di alessandro il Ven Apr 13, 2012 4:48 pm, modificato 1 volta

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Re: Le montagne di Primo Levi

Messaggio  MauMau il Ven Apr 13, 2012 4:22 pm

d_ice ha scritto:
Un uomo un mito, ci sarebbero da raccontare decine di aneddoti su di lui, è un fenomeno di simpatia, praticamente presente in tutte le scuole cai del cuneese. Io lo conobbi a quella di Savigliano, quando il direttore era ancora Max Piras

EDIT: alessandro, spero tu voglia perdonare il mio OT Embarassed Embarassed Embarassed

grazie, a me era sembrato proprio Max Piras fra qualche anno mrgreen mrgreen

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Re: Le montagne di Primo Levi

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