Le riviste di settore

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Le riviste di settore

Messaggio  MauMau il Mar Mar 13, 2012 3:27 pm

Dopo i bacetti ed i convenevoli ci provo..

Come sapete sono redattore di una delle ultime riviste di settore (montagna) in Italia. Ultime perchè sembra abbiano i giorni contati. Lavoro a Vertical (anche se senza uno straccio di contratto) dalla sua ri-fondazione, avvenuta nel 2006 a Grenoble. Si può dire che covi l'idea di una rivista internazionale (in più lingue) sin dal 1998/1999. Assieme a Rampik e ad Erik Svab avevamo provato a fare un annuario (l'idea della rivista per il momento era troppo ambiziosa) ma ci scontrammo subito con le resistenze ed i boicottamenti dell'ambiente editoriale di allora, che evidentemente aveva piuttosto paura di noi. Dopo vari tentativi andati a vuoto con CDA, Grivel e Vivalda riuscimmo finalmente a pubblicare UP con Versante Sud, testata che tutt'ora vive. Nel frattempo avevo parlato del mio progetto con Claude Gardien, allora direttore (come oggi) di Vertical, che era una rivista piuttosto in crisi. Quando Niveales Editions, già editore di Grimper, comprò Vertical da Glenat, decise di rifondarla e Gardien propose la mia idea. Fu ovvio quindi offrirmi di entrare a farne parte. Non nego che per me fu una grande soddisfazione, se pensate che io leggevo Vertical fin dal suo primo numero

Queste le premesse, non conosciute da tutti, perchè io su FV ho sempre rinunciato a far autopromozione. Dopo i primi due anni di entusiasmo arrivarono i primi problemi, con la crisi europea alle porte. L'editore si trovò in una crisi di liquidità molto seria e fu costretto a tappare i buchi delle testate in passivo anche con quelle in attivo come Vertical. Molti redattori se ne andarono, come la tedesca Alexandra o l'inglese Neil che trovavano insopportabile essere pagati tre mesi dopo, e rimanemmo di fatto in due, io e Claude (oltre due o tre segretarie di redazione e pubblicità). La rivista fu commissariata e vivemmo un periodo di crisi profonda, non solo perchè non venivamo pagati, ma anche di motivazione. Che volete, io e Claude non siamo più ragazzini, e queste cose non fanno piacere.

Insomma abbiamo resistito, e ora la rivista sembra si stia riprendendo contanti molti affezionati. Purtroppo tutti (oltre a noi anche gli articolisti) ci hanno rimesso molti soldi. La concorrenza sapete qual'è, non sta a me parlarne, ma comunque noi non ci siamo mai proposti come l'alternativa. Volevamo essere, sin dall'inizio, una rivista in più, oltre a quelle nazionali. Purtroppo, nei budget attuali della pubblicità, non c'è spazio per tutti, quindi è inevitabile il pestarsi i piedi.

Ho raccontato questa storia perchè la mia sensazione è quella di lavorare per una cosa che non ha futuro. Potete ben immaginare come mi senta, sebbene ce la metta tutta per fare un prodotto accettabile. Ve lo dico subito (ed è la ragione per cui non ho mai scritto di questo su FV, dove il clima è spesso irriverente a prescindere), non sono nello spirito di accettare critiche pesanti o svacco gratuito. Che provassero gli altri a fare una rivista internazionale in due, poi parlassero (sbaglio i verbi apposta eh? :mrgreen: ). Io non vado a giudicare il lavoro privato di ognuno di voi, ma visto che siamo in un forum di montagna e si parla di una rivista di montagna, posso anche accettare critiche e rimproveri, se questi sono fondati.

Ma la domanda è: pensate veramente che le riviste, quali che siano e come sono fatte, abbiano un futuro? O è meglio mettersi il cuore in pace e rivolgersi ad altro? Ringrazio quelli che in questi anni mi hanno sostenuto (qui sul forum Biemme e Beremanco, per citarne solo due, che mi hanno proprio dato una mano in pratica) e mi hanno dato la forza di continuare. Ma la situazione ora è questa: siamo su una scialuppa, alla deriva...

Maurizio


Ultima modifica di MauMau il Lun Mar 19, 2012 6:47 am, modificato 1 volta

MauMau

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Re: Le riviste di settore

Messaggio  Topocane il Mar Mar 13, 2012 3:43 pm

ciao mau

la prima cosa che mi viene da buttarti giù, così di getto è che ora *veramente* pian piano stiamo arrivando tutti, TUTTI, a sfiorare il fondo del barile
chi più, chi meno, comincia pure a grattarlo

detto questo penso che se finora tutti più o meno galleggiavano tranquilli nel loro agio, ora la cosa si fa veramente sentire sulla pelle, sulla vita comune.

io lho avvertito prima qui sul lavoro mio, prima era un chiacchericcio, poi un lamentarsi del nemico giallo, poi te la prendi co' politica ed amministrazioni, locali e non... e alla fine ti accorgi che non si sta più lavorando, zero o quasi. proprio il minimo per tenere acceso un lumicino, nell'attesa.... di ché poi, non si sa

fino all'anno scorso bene o male chi mi circonda nella vita stave benone, tutti col loro bel lavoro, che girava bene etc.etc... ora sono veramente in tanti a dirmi che comincian a fare tagli.
ovviamente cominci dal *superfluo*, poi passi al meno necessario, fin ad alcune realtà che si vedon costrette a *scegliere* pure nel fare la spesa quotidiana (esempio se sono i panifici in crisi, qui da noi ne chiudono settimanalmente...)

per restare nel campo editoriale, io pure ho limato delle cose effettivamente superflue... due abbonamenti a riviste, estere pure
quelle di montagna ormai son anni che non mi appassionan più, ma sicuramente è dovuto al cambio di interessi miei

quindi penso che ora sia proprio un brutto momento per delle cose alla fin fine superflue, futili, non necessarie.

non credi?!?
io nn mi butterei MAI ad investire due cents in qlcs di futile, in sto periodo...

boh...

auguri Wink

Topocane

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Re: Le riviste di settore

Messaggio  virgy il Mar Mar 13, 2012 3:45 pm

MauMau ha scritto:
Ho raccontato questa storia perchè la mia sensazione è quella di lavorare per una cosa che non ha futuro.



di questi tempi in tanti lavorano per cose che non hanno futuro.....




azz Mau
sei partito con un quesito bello difficile

virgy

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Re: Le riviste di settore

Messaggio  Ospite il Mar Mar 13, 2012 3:47 pm

Forse sono un caso a parte, ho fatto windsurf per 30 anni e non ho mai comprato una rivista di settore se non i primi 6 mesi di Windsurf Italia, ho arrampicato per tutti gli anni '80 e ho ripreso da poco ma non ho mai comprato una rivista di settore, faccio karate da quando avevo 17 anni e non ho mai comprato una rivista di settore ... per me erano inutili allora e lo sono a maggior ragione oggi dove se ti serve una info apri un browser e cerchi in rete dove trovi di tutto e di più. Forse Mau sono agli estremi, ma non credo di essere il solo silent

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Re: Le riviste di settore

Messaggio  tummu il Mar Mar 13, 2012 3:58 pm

e io sono il tuo esatto contrario
ho iniziato a collezionare la rivista della montagna che ancora non sapevo fare un otto Laughing
ma questo, oltre che una storia vecchia (anni 90) è anche una pura preferenza personale, non credo che conti molto

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Re: Le riviste di settore

Messaggio  Tengri il Mar Mar 13, 2012 4:00 pm

Ciao Maurizio,

te la do io la prova tangibile che le cose sono cambiate. Almeno per me. E che sono pronto a combattere la mia battaglia per "fuori i minchioni da questo forum". Altrimenti, come fatto con Fuorivia, me ne andrò io.

La tua storia è ahimé la storia di molti che si occupano di carta stampata. Te lo dico per esperienza indiretta ma vicina. Mi occupo di comunicazione e relazioni con i media e di "colleghi" nelle tue condizioni ne conosco in giornali nazionali a tiratura alta. Riesco solo a immaginare cosa significhi per una rivista di settore che punti inoltre alla qualità.

Vertical non la conosco. Ma perché sono ignorante io. Non sono infatti un veterano della montagna. Ma d'altra aprte come dici tu ... se non ti fai autopromozione ... Wink In quest'ottica se non la conosco io, potenzialmente interessato, imagina quanti potenziali clienti ti perdi.

La piscina là fuori è sempre più piccola e gli squali fanno più figli dei conigli. Quindi il mio molto modesto consiglio è che invece tu inizi a farti autopropmozione attraverso tutti i canali possibili. Ormai il pubblico è pronto e sa distinguere fra qualcosa di qualità e le porcherie. Usare gli strumenti che usa chi vende porcherie non significa necessariamente vendere porcherie. Quindi fallo. COn intelligenza, con sensibilità ma anche con un po' di furbizia. Le regole del gioco per sopravvivere non le scrivi tu. Le scrive il mercato. Allora la scelta è fra usare quelle regole per proporre una cosa di qualità e sopravvivere. Oppure sindacare sulla giustezza delle regole e morire con onore.

Riguardo al futuro della carta stampata. Ho le mie riserve. Anche il Corriere della Sera ormai vende copie quasi solo per abbonamento. La Repubblica vive quasi interamente granzie al grande successo del sito e alla raccolta della sua pubblicità. E poi basta che ti guardi intorno. La prossima generazione è la prima dei nativi digitali. Quelli in edicola manco ci entrano. Una cosa di carta non se la compreranno mai. Diciamo che un certo gusto retrò dell'ambiente alpinistico ritardi un po' questo effetto sulla tua comunità di riferimento. 5 anni e le cose diventeranno veramente preoccupanti secondo me.

Fossi in voi inizierei a pensare a un progetto più aggiornato di cui la rivista cartacea sia solo una parte e che piano piano si muova verso l'integrzione di altri media (un sito di nuova concezione, una rivista elettronica, l'interazione con i social network, una app per I-phone e I-Pad ... e via dicendo).

Lo so sembrano parolacce ai puristi .... ma anche Bonatti ascoltava le previsioni alla radio. Non per questo le imprese degli alpinisti di oggi che consultano siti e stazioni meteo hanno meno significato. Ogni epoca ha i suoi linguaggi ...Very Happy

___________________________
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Re: Le riviste di settore

Messaggio  Fo3-The Awakening il Mar Mar 13, 2012 4:01 pm

Mau io son giunto alla conclusione che riesci a tenere botta finche la motivazione resta alta. Se c è quella sei disposto a tutto.
Cosi è stato per me con Uomini e Pareti e per gli inizo del sito up-climbing che ho aiutato a tirare su, mi ricordo anche di una riunione con te a milano in questo senso.

Poi è arrivato Livello0, il mio piu grande sogno - il mio piu grande fallimento.
L ho sentito morire sotto le mani e sono scappato, poi mi sono reso conto che ero esaurito e ho anche smesso di scalare da tanto ero nauseato.

La rivista in se non conta nulla, è un mezzo per veicolare un idea e una passione.
Lo stesso vale per i siti.
Se non c è questo è solo carta straccia.

Se la leggono gli stessi lettori, sempre, con gli stessi commenti è un fallimento.

Questo è ovviamente solo il mio pensiero.

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Re: Le riviste di settore

Messaggio  MauMau il Mar Mar 13, 2012 4:21 pm

Intanto grazie delle risposte. A Tengri vorrei dire che la versione scaricabile per ipad c'è già, un sito era in programma ma non è mai partito, per mancanza di fondi...

Sull'utilità oggi di una rivista:

non so se io negli anni ottanta comprassi tutto quanto c'era sul mercato per esigenza di cultura o cosa. Non lo so. Avevo però il bisogno di leggere, di sapere. Lo stesso ho fatto per la musica che ascoltavo ma altri, magari, l'ascoltavano e basta e non hanno mai letto nulla. A me andava così.
Oggi, sarà per la crisi ma non solo quello, una rivista di fatto interessa a pochi. Dieci anni fa si faceva un gran parlare di contenuti. Leggevo: io Alp lo comprerei se solo ci fosse... etc etc E ognuno diceva la sua. Per scoprire poi che non era così, che uno non l'avrebbe comprato a prescindere. E' questo quello che mi perplime, non il fatto che ci sia la crisi, perchè altrimenti uno si dovrebbe sentire autorizzato a pensare che è un momento, e come tale passerà. Invece è che la gente non ne sente il bisogno di leggere il racconto di quello che è andato nel Garwal o di scoprire che nel prox numero c'è la monografia delle pareti dietro casa sua. Nun gliene frega una cippa! Invece 30 anni fa era essenziale, ed io ricordo le andate e ritorno all'edicola, aspettando con ansia che uscisse la Rivista della Montagna. Oggi è il tempo degli eventi, dei raduni, delle notiziole telegrafiche sul sito di news. Domani chissà, ma non certo di quello che tentiamo di tenere ancora in vita, temo.

Penso che a me mi si possa dire tutto ma non di essere stato statico, fermo sui miei modelli comunicativi. Mi son formato scrivendo monografie, poi articoli, anche di opinione. Ho pure scritto un libro di racconti a metà, che non ho mai trovato il coraggio di pubblicare. Quando si è affermato internet son stato tra i primi nelle mailing list, poi sui forum, quindi sui blog e su facebook. Non son rimasto ai miei tempi, insomma. Quando leggo qui sul forum "mi piacerebbe salvare quanto abbiamo scritto e detto" io penso che no, che forse ragioniamo ancora come quando si faceva collezione di riviste. Io pure le ho quasi tutte, ma sto cominciando a perdere l'interesse del possederle. Un giorno, forse, le brucerò tutte, come fece Giampiero Motti. Per il momento i mountain, vertical, etc etc stanno a prendere polvere in cantina. Perchè forse ogni cosa è figlia del suo tempo, ed ha valore solo per te che l'hai vissuto. Quando questo qualcosa diventa incomunicabile, quando le generazioni attuali mostrano disinteresse, allora merita di andare perso, di scivolare via. E questa è una delle poche cose che amo di internet, quella, in fondo, di non lasciare traccia...

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Re: Le riviste di settore

Messaggio  Fo3-The Awakening il Mar Mar 13, 2012 4:35 pm

Credo che oggi, se si hanno i mezzi, si debba fare il processo contrario: non adattare l idea ma imporre l idea, che si adatterà a un certo tipo di pubblico.

Altrimenti è sostanzialmente impossibile trovare il giusto compromesso.

Attualmente nelle riviste di montagna, come nei siti, manca solo la pagina di politica estera e poi c è tutto.
Il risultato è superficialita e approssimazione.

Tanto vale non leggere nulla.
Purtroppo nessuno ha raccolto l eredità di Alpinist.

Chiudo che adesso parlo solo di biga e sci!

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Re: Le riviste di settore

Messaggio  buzz il Mar Mar 13, 2012 4:45 pm

E' un dato di fatto che c'è la crisi e che ora si guarda a quello che si spende molto più di prima.
Alcuni sono andati sotto al livello di guardia, altri si vedono pericolosamente vicino e controllano le uscite come mai hanno fatto.
Però penso che questo non sia che un componente, determinante ma fino ad un certo punto.
Il componente principale è che siamo travolti da una valanga di informazione, tanta al punto da non riuscire a raccapezzarcisi.

Sotto il mio browser vedo passare i feed delle pagine internet che seguo. C'è la tua pagina su fb. C'è quella di SA. Non vado nemmeno sui siti tematici più noti: tanto c'è sempre qualcuno che ci va, (quello che ora è in messico per esempio ) e posta su fb la notizia. Io seguo il link e leggo.

Bene che va tutto ciò arriverebbe in edicola fra 15 giorni. Cose già viste in internet, più comode da seguire. Più comode da approfondire in tempo reale, basta cliccare o fare copia e incolla, googlare, andare sulla pagina facebook.

Cosa dovrebbe darmi la rivista perché io la compri?
Non mi viene in mente nulla.

Sarà perché sono uno che il passato è solo qualcosa di vago che mi appartiene vagamente, ma non subisco il fascino della carta stampata, dell'odore dell'inchiostro, della carta da foto.
Sarà un mio limite, ma passo sopra le cose velocemente, le divoro, le assimilo.

Ogni volta che in vita mia ho comprato serie di riviste (ALP, per esempio) mi sono ritrovato ad avere queste decini di chili di roba per casa, che non sapevo dove mettere, in cui non sapevo cosa cercare e dove, nel caso mi fosse venuto in mente di farlo, perché non ho una mentalità archivista.

Gira che ti rigira le ho buttate.

Vendere i contenuti sulla rete?
Difficile. Molto difficile. Cosa vendi, se il tuo vicino lo da via gratis?

Libri autoprodotti, forse.
Più che riviste, che si consumano in un paio di sedute al cesso. Cose che restino in mano più a lungo.
Che in termini di costo/ora siano convenienti rispetto ad altre forme di intrattenimento.

Sempre tenendo conto che il pubblico che legge è una minoranza, rispetto a quello che guarda e/o ascolta.

Difficile comunque reinventarsi in quest'epoca.

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Prima o poi, la peggiore possibile combinazione di circostanze è destinata a prodursi.

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Re: Le riviste di settore

Messaggio  MauMau il Mar Mar 13, 2012 4:48 pm

Fo3-The Awakening ha scritto:Credo che oggi, se si hanno i mezzi, si debba fare il processo contrario: non adattare l idea ma imporre l idea, che si adatterà a un certo tipo di pubblico.

Altrimenti è sostanzialmente impossibile trovare il giusto compromesso.

Attualmente nelle riviste di montagna, come nei siti, manca solo la pagina di politica estera e poi c è tutto.
Il risultato è superficialita e approssimazione.

Tanto vale non leggere nulla.
Purtroppo nessuno ha raccolto l eredità di Alpinist.

Chiudo che adesso parlo solo di biga e sci!


Fo a me l'idea di livellozero piaceva e come sai ho dato anche una mano concreta e del tutto disinteressata al vostro progetto. Ma non volevo dirvelo agli inizi, ma niente può andare avanti solo per passione senza essere soggetto alla routine a al logorarsi della stessa. Se invece tu lavori per un qualcosa che ti piace e vieni anche retribuito è diverso, hai la sensazione di dare un senso al tutto. C'è molto poco ideale in questo, lo so, ma molta concretezza. Non che non valga la pena fare le cose per passione, anzi, te lo dice uno che ha impiegato due terzi della sua vita in questo senso. Ma alla fine questo si trasforma inevitabilmente in nevrosi. Gli altri pensano che tu faccia una vita bellissima e tu invece pensi di essere un relitto inutile. Poi certo, tra me e te ci son 20 anni e la percezione delle cose è per forza diversa

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Re: Le riviste di settore

Messaggio  Beldar il Mar Mar 13, 2012 5:19 pm

MauMau ha scritto:Ma non volevo dirvelo agli inizi, ma niente può andare avanti solo per passione senza essere soggetto alla routine a al logorarsi della stessa. Se invece tu lavori per un qualcosa che ti piace e vieni anche retribuito è diverso, hai la sensazione di dare un senso al tutto. C'è molto poco ideale in questo, lo so, ma molta concretezza. Non che non valga la pena fare le cose per passione, anzi, te lo dice uno che ha impiegato due terzi della sua vita in questo senso. Ma alla fine questo si trasforma inevitabilmente in nevrosi. Gli altri pensano che tu faccia una vita bellissima e tu invece pensi di essere un relitto inutile. Poi certo, tra me e te ci son 20 anni e la percezione delle cose è per forza diversa


uhm, dai Mau, tu a che età ci sei arrivato a ta cosa, io verso i 35 e con delle "sbruncate" (musate per i non sardi) niente male.
Tornando al discorso riviste del settore: quando ho iniziato a vagare per montagne (sottosuolo prima e soprasuolo poi) ero un lettore/acquirente vorace di qualsiasi cosa mi capitasse tra le mani, dallo Scarpone (ossantapolenta...) sino ad Alp, RdM , bollettini dei gruppi speleo; ora compro solo pochissimi libri di montagna e qualche guida alle falesie e cartine escursionistiche, il resto continua ad interessarmi ma lo trovo in rete, impacchettato e confezionato spesso meglio che su molte delle riviste in circolazione, con video, commenti dei diretti interessati e tutto quello che su carta non arriverà mai per ovvi motivi, con una immediatezza che forse crea bulimia di informazione, ma che nessuna rivista mi potrà dare; ora sono lì che lurko sulla rete sperando che qualcuno da qualche parte del mondo mi dica che i tre del G1 dispersi sono stati ritrovati vivi, con una rivista al massimo leggerei un resoconto a posteriori, e questo nel 2012 può anche interessarmi, ma non al punto da prendermi altra carta in casa; credo che la sopravvivenza delle riviste cartacee sia davvero una roba molto difficile, non hanno la "durabilità" di contenuti di un buon libro, almeno per me

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Re: Le riviste di settore

Messaggio  MauMau il Mar Mar 13, 2012 5:26 pm

Beldar ha scritto:
uhm, dai Mau, tu a che età ci sei arrivato a ta cosa, io verso i 35 e con delle "sbruncate" (musate per i non sardi) niente male.


a me sembra di esserci arrivato verso i 34 :mrgreen:

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Re: Le riviste di settore

Messaggio  LucaVi il Mar Mar 13, 2012 6:34 pm

Ti rispondo con questo mio pezzo, scritto addirittura nel 2005. E il mercato drogato dell'editoria, al di là delle osservazioni intervenute nel topic a proposito del web, funziona adesso ancora più scorrettamente!
Certo è che questo tuo topic, di contenuto, non andrebbe cancellato quando partiremo ufficialmente.
Comunque sia...

Riviste

Mi telefona una donna moderna, redattrice di una nota rivista femminile, da Milano. Mi lusinga
spiegandomi che dopo una ricerca in Internet è approdata qui a Cimolais e mi
domanda se con la mia esperienza posso segnalarle tre rifugi delle Alpi
Orientali – uno in Trentino Alto Adige, uno nel Veneto, uno del Friuli – da
consigliare alle loro lettrici di giugno per una giovevole vacanza sui monti.
La sua voce è suadente, sembra il Castoro, l’amo. Le chiedo soltanto di
richiamare tra mezz’ora perché voglio fare le cose per bene, consultare i miei
libri, essere obiettivo. La risento dopo trenta minuti e immaginandola bella e
bionda o bruna vorrei dirle, come Francesco Guccini in Autogril: – Vieni andiamo, andiamo via –. Mi
limito a richiederle altri cinque minuti per controllare, sulla carta al 25000, che uno dei tre
rifugi da me preferiti sia propriamente in provincia di Bolzano e non in quella
già selezionata di Belluno. La sento ancora rapida, fresca, ridente quanto la
fanciulla incontrata sul treno a Saint-Pierre-des-Ifs dal Narratore proustiano
e dallo stesso in seguito vanamente cercata. Chiudo confermandole, per cento
metri almeno, il Sud-Tirolo.
Mi riprometto di acquistare il mensile in questione quando riporterà l’articolo a cui ho
disinteressatamente contribuito. Poi mi dimentico.
Passa l’estate. Mi scopro in uno di questi tre rifugi. Mangio, bevo, pago. Domando infine al
gestore se per caso lo ha contattato la redazione del noto periodico. Mi
attendo una risposta compiaciuta. Lui invece, tuonando: – Sì, sì, la brigante,
mi ha chiesto quanti soldi ero disposto a sborsare per comparire sulle sue
preziose pagine!


Ultima modifica di LucaVi il Mar Mar 13, 2012 7:08 pm, modificato 5 volte

LucaVi

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Re: Le riviste di settore

Messaggio  Ospite il Mar Mar 13, 2012 6:37 pm

fantastico

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