Le riviste di settore

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Re: Le riviste di settore

Messaggio  MauMau il Mar Apr 03, 2012 4:39 pm

biemme ha scritto:
MauMau ha scritto:sembra che tra poco - se non hanno già iniziato - venderanno le falesie a pezzi come brani su itunes No

hanno già iniziato, con quella più alta del mondo, ho letto Rolling Eyes

ma quale? Machupichu? :mrgreen:

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Re: Le riviste di settore

Messaggio  Giorgio Robino il Mar Apr 03, 2012 5:04 pm

LucaVi ha scritto:Sì, le riviste, come i libri, soffrono sempre di più il web e questo è un problema per chi lavora con la carta.

Ma ho notato che il web è molto più superficiale e meno verificabile. C'è una sorta di leggerezza del dare informazioni, a volte irresponsabilmente approssimative se non addirittura sbagliate.

ciao Luca!

si, il web è uno schifo se ci si adegua su modelli di comunicazione "anonimi", che ora sono d'uso comune.
ma la superficialità la vedo sul web, come sulle riviste e sui libri, ovunque.

bho, ammetto che non so proprio come questo moderno uomo così "informato" ma irresponsabile al contempo,
possa risollevarsi ad un qualche nuovo pensiero,
quale che sia il mezzo usato, web o riviste o libri o carta o cartoons...

sono troppo pessimista ? ;-)
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Re: Le riviste di settore

Messaggio  giggio il Mar Apr 03, 2012 7:49 pm

sul web si trovano perle sparse in un mare di ciarpame.
torneremo a fare i cacciatori-raccoglitori, come quando eravamo appena scesi dalle piante :mrgreen:

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Re: Le riviste di settore

Messaggio  Ospite il Mar Apr 03, 2012 10:41 pm

giggio ha scritto:sul web si trovano perle sparse in un mare di ciarpame.
torneremo a fare i cacciatori-raccoglitori, come quando eravamo appena scesi dalle piante :mrgreen:
è quasi un lavoro da "recuperanti"... Wink

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Re: Le riviste di settore

Messaggio  KAZAN1975 il Mar Apr 03, 2012 11:22 pm

LucaVi ha scritto:Sì, le riviste, come i libri, soffrono sempre di più il web e questo è un problema per chi lavora con la carta.

Ma ho notato che il web è molto più superficiale e meno verificabile. C'è una sorta di leggerezza del dare informazioni, a volte irresponsabilmente approssimative se non addirittura sbagliate. Complice il diffuso e compulsivo protagonismo narcisista, che se cerchi di correggerlo con una critica magari puntuale suscita irragionevoli permalosità e rogne non solo virtuali.

sara' .. ma per me (complice il mio istinto da collezionista) l'appeal che ha un volume in libreria non potra' mai essere soppiantato da file o da una app su un qualsiasi supporto informatico...
il piacere ( perche di piacere si tratta) dello sfogliare le pagine ( cartaceee) di un libro non potra' mai essere soppiantato da un qualsiasi e-book o da una app ..
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Re: Le riviste di settore

Messaggio  funkazzista il Mer Apr 04, 2012 12:10 am

LucaVi ha scritto:...
Ma ho notato che il web è molto più superficiale e meno verificabile. C'è una sorta di leggerezza del dare informazioni, a volte irresponsabilmente approssimative se non addirittura sbagliate. Complice il diffuso e compulsivo protagonismo narcisista, che se cerchi di correggerlo con una critica magari puntuale suscita irragionevoli permalosità e rogne non solo virtuali.
Verissimo.
Oggi chiunque può aprire un blog o un sito.
Tutto il bello e il brutto del web sta proprio in quel "chiunque".

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Re: Le riviste di settore

Messaggio  gug il Mer Apr 04, 2012 8:49 am

KAZAN1975 ha scritto:
LucaVi ha scritto:Sì, le riviste, come i libri, soffrono sempre di più il web e questo è un problema per chi lavora con la carta.

Ma ho notato che il web è molto più superficiale e meno verificabile. C'è una sorta di leggerezza del dare informazioni, a volte irresponsabilmente approssimative se non addirittura sbagliate. Complice il diffuso e compulsivo protagonismo narcisista, che se cerchi di correggerlo con una critica magari puntuale suscita irragionevoli permalosità e rogne non solo virtuali.

sara' .. ma per me (complice il mio istinto da collezionista) l'appeal che ha un volume in libreria non potra' mai essere soppiantato da file o da una app su un qualsiasi supporto informatico...
il piacere ( perche di piacere si tratta) dello sfogliare le pagine ( cartaceee) di un libro non potra' mai essere soppiantato da un qualsiasi e-book o da una app ..
io pero' non faccio testo.. Rolling Eyes

Pure io sono d'accordo e sono sicuro che, proprio per questo fascino e anche per altri piccoli vantaggi, i libri non scompariranno mai del tutto (un pò come i caminetti nelle case Wink ). Però un conto sono i libri, o almeno alcuni libri, un altro sono le riviste che spesso sono un bene "usa e getta" o, se anche non lo erano all'inizio, ormai lo stanno diventando: quì molti lo hanno detto che prima collezionavano le riviste di montagna, ma ormai la cosa non li interessa più, sia per i contenuti, sia per la difficoltà di andarle a ripescare.
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Re: Le riviste di settore

Messaggio  Tengri il Mer Apr 04, 2012 2:15 pm

biemme ha scritto:
solyaris ha scritto:...iTunes non è un buon esempio.......Tornando al paragone con il giornalismo sulla montagna, alla fotogarfia, alla letteratura in genere ....
funkazzista ha scritto:So che sono OT, ma anche secondo me il paragone con la musica non regge.
Ormai la musica è un genere di consumo, non un'espressione artistica.
20 anni fa si facevano i concerti per promuovere i dischi, oggi è il contrario.
Sintomatico.

si sono ababstanza d'accordo...ma indipendentemente dal periodo storico, nel passato, nel presente,
c'è molta musica che è "genere di consumo", ma c'è anche minore musica che è "espressione artistica"...
c'è molto giornalismo che è "genere di consumo" ma c'è anche minore giornalismo che è "espressione artistica"...

mi trovo completamente in linea con queste tue considerazioni
b

Rega' ... si fa per dire Ma voi che siete tutti Marxisti-Leninisti ma avete mai sentito il vecchio detto dello Zio Russo "usare gli strumenti del nemico per abbatterlo?" ... eccheccazzo.

In TEORIA ... e lo scrivo maiuscolo ... solo un pazzo si sognerebbe di essere in disaccordo con voi. Ma vi ricordo che non è lo strumento che fa il contenuto. Ma la forma che lo contiene e gli elementi che lo compongono.

Si può fare musica bellissima e d'autore, artistica ... chiamatela come cazzo vi pare ... e imparare ad arrivare al pubblico (anche quello più diseducato per educarlo) attraverso i linguaggi che quel pubblico parla. Quando fate queste analisi nichiliste me parete i professori di scuola elementare che non sapendo che cazzo fare col PC o come insegnare agli studenti a usare la Rete ...semplicemente gli mettono 4 se fanno copia e incolla.

Beh ... così, perdonatemi ... si finisce rinchiusi nella torre d'avorio dell'arte, dell'élite, della cerchia degli eletti.

Un esempio: Quando abbiamo deciso di usare anche FB per pubblicizzare questo forum. Molti hanno storto il naso. Io ero d'accordo. FB è come la musica commerciale e i suoi luoghi di fruizione. Verticalmente è come un bel disco prog di Pink Floyd o Jethro Tull. Tanto per capirsi. Se riesco a estrarre un fraseggio di Gilmore e tramite un FB del cazzo riesco ad arrivare a un giovane hipopparo, magari insegnandogli ad assaporare qualcosa di meno ripetitivo del beat ossessivo, avrò fatto una stupenda opera di educazione culturale.

Standomene a discutere nella mia bella stanza piena di dischi in vinile con i 4 amici che sono tutti d'accordo con me non ho fatto un cazzo. Mi sono solo autoreferenzialmente complimentato con me stesso per quanto sono meglio della plebe.

Per un amico che fa musica qualche volta scrivo testi. Usiamo tutti i mezzi che offre la rete per arrivare alla gente (o almeno ci si prova ) per bypassare le major e la catena di produzione/distribuzione. E in questo la rete rappresenta un asset incredibile. Altro che ciarpame.

Il problema è solo essere disposti a cambiare punto di vista. Nella mia professione si dice che "non esistono cattivi ascoltatori. Solo cattivi comunicatori". Ergo, se qualcuno non ti ascolta è perché devi imparare a farti capire. Devi imparare illinguaggio dell'interlocutore che ti interessa.

Diverso è se sei ricco. O vivi di altro. O non ti interessa che qualcuno "legga" ciò che "scrivi" ma lo fai solo per te stesso. Ma a quel punto non lo pubblichi. Te lo tieni sul comodino e te lo "rileggi" quando ti va.

Questo vale per la musica, per le riviste di settore, per le guide arrampicatorio/alpinistiche ... per i contenuti di questo forum ...
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Re: Le riviste di settore

Messaggio  gug il Mer Apr 04, 2012 2:45 pm

MauMau ha scritto:Gug, il parallelo con la musica non regge. Un disco quanto lo pagavi 10 anni fa? 20 euro almeno! Una rivista è sempre costata meno di 7 euro, quanto vuoi togliere ancora?

Non parlo di prezzi, ma di fruibilità: è vero che ogi le riviste sono meno lette perchè sempre più gente è abituata a trovare tutto sul web e allora quello che io sostengo è di seguire questa tendenza, ma di garantire un introito a chi ci lavora. Questo si può fare con quelle forme miste che suggerivo: la gente va sul sito della rivista, trova attualità e tutta una serie di contenuti accessibili e poi trova (a prezzo molto accattivante) contenuti scaricabili a pagamento: proprio come avviene nei siti delle riviste scientifiche che citavo.

Io su itunes ci vado perchè mi è comodo, perchè trovo tante cose gratuite, perchè posso esplorare e assaggiare brani e artisti che non conosco e perchè poi tutto rimane classificato: quando poi sono lì spesso compro perchè i prezzi sono molto convenienti, ma i motivi che mi hanno attratto sono altri. Questo è il parallelo che facevo con la musica
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Re: Le riviste di settore

Messaggio  LucaVi il Mer Apr 04, 2012 2:46 pm

A proposito, una mia amica si deve sbarazzare di tantissime annate di ALP (credo tutte), della Rivista della Montagna e della Rivista del CAI. Interessano?
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Re: Le riviste di settore

Messaggio  giggio il Mer Apr 04, 2012 2:50 pm

LucaVi ha scritto:A proposito, una mia amica si deve sbarazzare di tantissime annate di ALP (credo tutte), della Rivista della Montagna e della Rivista del CAI. Interessano?

Alcuni numeri di Alp (es. monografie su Finale, Arco, vie lunghe moderne... ) sì. Però non so se le va di sbarazzarsi solo di pochi numeri.

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Re: Le riviste di settore

Messaggio  LucaVi il Mer Apr 04, 2012 2:58 pm

E' che sta traslocando, è a Treviso e chi vuole queste riviste deve andarsele a prendere.
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Re: Le riviste di settore

Messaggio  Giorgio Robino il Mer Apr 04, 2012 3:10 pm

Tengri ha scritto:Usiamo tutti i mezzi che offre la rete per arrivare alla gente (o almeno ci si prova ) per bypassare le major e la catena di produzione/distribuzione.


si, io tento proprio il bypass di sta catena. modello più individualista che comunista... forse;
l'indipendenza totale dalla meschina intermediazione di bytes, possibile attraverso il web
(vedi anche thread su autoproduzione libresca).

Tengri ha scritto:Il problema è solo essere disposti a cambiare punto di vista. Nella mia professione si dice che "non esistono cattivi ascoltatori. Solo cattivi comunicatori". Ergo, se qualcuno non ti ascolta è perché devi imparare a farti capire. Devi imparare illinguaggio dell'interlocutore che ti interessa.

A questa cosa non ho mai creduto. vendetti lo strumento tanti anni fà quando suonavo jazz in pubblico proprio perchè incatenato in questa conflittualità della comunicazione... molti anni ci vollero per un reset. si, cambiando punto di vista, ma il cambio di punto di vista fu proprio dimenticare il presunto linguaggio atteso dal fantomatico interlocutore.

La libertà mi ha portato felicità.


Ultima modifica di solyaris il Mer Apr 04, 2012 3:16 pm, modificato 1 volta
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Re: Le riviste di settore

Messaggio  biemme il Mer Apr 04, 2012 3:12 pm

Tengri ha scritto:
biemme ha scritto:
solyaris ha scritto:...iTunes non è un buon esempio.......Tornando al paragone con il giornalismo sulla montagna, alla fotogarfia, alla letteratura in genere ....
funkazzista ha scritto:So che sono OT, ma anche secondo me il paragone con la musica non regge.
Ormai la musica è un genere di consumo, non un'espressione artistica.
20 anni fa si facevano i concerti per promuovere i dischi, oggi è il contrario.
Sintomatico.

si sono ababstanza d'accordo...ma indipendentemente dal periodo storico, nel passato, nel presente,
c'è molta musica che è "genere di consumo", ma c'è anche minore musica che è "espressione artistica"...
c'è molto giornalismo che è "genere di consumo" ma c'è anche minore giornalismo che è "espressione artistica"...

mi trovo completamente in linea con queste tue considerazioni
b

Rega' ... si fa per dire Ma voi che siete tutti Marxisti-Leninisti ma avete mai sentito il vecchio detto dello Zio Russo "usare gli strumenti del nemico per abbatterlo?" ... eccheccazzo.

In TEORIA ... e lo scrivo maiuscolo ... solo un pazzo si sognerebbe di essere in disaccordo con voi.
......
Questo vale per la musica, per le riviste di settore, per le guide arrampicatorio/alpinistiche ... per i contenuti di questo forum ...

non mi trovo assolutamente in linea con queste tue considerazioni, tengri, nè ho ora tempo x argomentare sufficientemente il perchè

lasciamo poi perdere l'uso degli strumenti del nemico, che mi ricordano tanto delle maxitestedicazzo cosmiche alla matteo renzi, tanto per intenderci

quanto si fa per pura passione, sottraendo tempo, denaro e risorse a tutto il resto, lo si fa d'istinto, senza ragionamenti razionali, conteggi, nè in ossequio ai sacri principi della scienza della comunicazione

Tengri ha scritto:Diverso è se sei ricco. O vivi di altro. O non ti interessa che qualcuno
"legga" ciò che "scrivi" ma lo fai solo per te stesso. Ma a quel punto
non lo pubblichi. Te lo tieni sul comodino e te lo "rileggi" quando ti
va.

qui dimentichi una categoria : chi scrive/fa libri/musica per sè stesso e anche per il piacere di farli leggere/ascoltare a chi sa apprezzare, e ha piacere a riceverne critiche o assensi che sa essere autorevoli perchè provenienti da persone appassionate, competenti e critiche


interagisco qui dentro finchè troverò spunti di interesse e confronto sul tema Montagna in primis, e, secondariamente, anche su tutto il resto dello scibile, ma personalmente mai e poi mai lo farò con l'occhio al mercato, al rapporto domanda/offerta, ai "mi piace", al totalizzatore degli ingressi qui dentro o pensando "cosa mi dai tu se io ti do uno spazio di pubblicità?".

no, non è vero che più gente entra più c'è confronto e contenuti, perchè i contenuti - dovunque - li mettono sempre e solo le stesse persone, quelle appassionate nel midollo, quelle che ci credono, non certo la massa che segue il trend, nè chi questi temi li sfrutta per i propri interessi senza nulla dare in cambio, nè chi li usa solo a beneficio della sua professione, nè gli immancabili critici distruttivi o provocatori che amano solo mettersi in mostra e creare bagarre o "vedere qual'è la reazione", "mettere alla prova" ecc

chi fa musica bellissima, d'autore, artistica, sperimentale, se ne fotte i coglioni di riempire le sale o di attorniarsi di esperti di comunicazione, continuerà a fare i suoi concerti di nicchia per il piacere e la passione di suonare e di far ascoltare musica con la M (se è davvero capace di farla) a beneficio di chi sa apprezzarla.

se poi quel musicista (o scrittore, ecc ecc) così ci sopravviverà, meglio ancora, altrimenti (ed esempi ne abbiamo a frotte) per campare cambierà genere e farà canzonette di cassetta del cazzo guadagnando il doppio o suonando ai matrimoni e alle prime comunioni, e se non è capace a fare ciò perchè non è neanche furbo o non ci arriva, andrà da un buon comunicatore che gli suggerirà di fare canzonette del cazzo o alla moda, e camperà così, felice e contento. buon per lui

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Re: Le riviste di settore

Messaggio  giggio il Mer Apr 04, 2012 3:26 pm

Tengri ha scritto:Il problema è solo essere disposti a cambiare punto di vista. Nella mia professione si dice che "non esistono cattivi ascoltatori. Solo cattivi comunicatori". Ergo, se qualcuno non ti ascolta è perché devi imparare a farti capire. Devi imparare il linguaggio dell'interlocutore che ti interessa.

A parte che i cattivi ascoltatori (così come la roccia cattiva :mrgreen: ) esistono, quel che dici funziona bene se il tuo obbiettivo è vendere (e venderti).
Se il tuo obbiettivo è esprimere ciò che sei e portare avanti una tua idea, funziona solo in parte.

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Re: Le riviste di settore

Messaggio  Tengri il Mer Apr 04, 2012 5:34 pm

biemme ha scritto: 1) non mi trovo assolutamente in linea con queste tue considerazioni, tengri, nè ho ora tempo x argomentare sufficientemente il perchè

2) lasciamo poi perdere l'uso degli strumenti del nemico, che mi ricordano tanto delle maxitestedicazzo cosmiche alla matteo renzi, tanto per intenderci

......

3) qui dimentichi una categoria : chi scrive/fa libri/musica per sè stesso e anche per il piacere di farli leggere/ascoltare a chi sa apprezzare, e ha piacere a riceverne critiche o assensi che sa essere autorevoli perchè provenienti da persone appassionate, competenti e critiche


.....

4) chi fa musica bellissima, d'autore, artistica, sperimentale, se ne fotte i coglioni di riempire le sale o di attorniarsi di esperti di comunicazione, continuerà a fare i suoi concerti di nicchia per il piacere e la passione di suonare e di far ascoltare musica con la M (se è davvero capace di farla) a beneficio di chi sa apprezzarla.


Le ho numerate così riesco a ricordarmi meglio a cosa rispondo e non ci fraintendiamo:

1) in realtà non ti trovi d'accordo perché probabilmente non ci ricordiamo più da cosa partiamo. L'argomento da cui si partiva era LE RIVISTE DI SETTORE. E quelle se non le fai per venderle che le fai a fare? Per farle leggere agli interessati e appasionati? E allorail prezzod i copertina che ce sta a fa? Smile E il mio discorso parte tutto da qui. Rimosso questo presupposto sono d'accordo con te e dimentica tutto il resto ... che ovviamente parte dal presupposto che oltre a fare qualcosa di qualità lo vuoi anche vendere. Dove vendere e mercato non sono due parolacce ma semplicemente i luoghi con cui se vuoi vivere facendo una rivista ti devi confrontare. Tutto qui. Quindi se torniamo in topic ... le riviste di settore da scrivere per passione e da vendere per vivere ... proseguiamo ...

2) Si trattava ovviamente di una provocazione/battuta. Ma fino a un certo punto. Quando vivevo con gli indigeni nella foresta ed ero un talebano anti-occidentalista un professore peruviano mi disse. il tuo obiettivo dovrebbe essere quello di lavorare con la Esso e cercare di fare qualcosa da dentro. Con i cartelli in riva alla spiaggia non riuscirai a risolvere niente. Lui lo faceva e gli hanno fatto pure un paio di attentati. Non so se avesse ragione. Ma ogni tanto ci penso. perché sono rimasto sulla riva con i cartelli accanto ai compagni indigeni e ce la siamo tutti presa nel culo

3) in realtà se leggi bene "chi li fa per se stesso" ce lo avevo messo. E avevo anche un po' stigmatizzato il "cenacolo del vinile". Ma sempre e SOLO, ci tengo a sottolinearlo, perché si parlava di Riviste in vendita. E perché il discorso era partito da Mau Mau che chiedeva, secondo voi hanno ancora un senso? Secondo me se l'approccio è quello del "scrivo per parlare solo a quelli autorevoli, interessati e che parlano la mia lingua" non funziona ... tutto qui. Non ci vivi. E se non sei disposto a muoverti da quella posizione meglio che chiudi. O fai un altro lavoro e continui a fare riviste GRATIS.

4) Sì .... ma anche no. Si fa anche musica bellissima con l'intento di venderla per poter vivere di musica. E per poterci stare dentro tutto il giorno. Invece di fare l'impiegato e di suonare il free jazz gratis nei locali per intenditori. E io francamente non ci vedo nulla di male e di svilente. Mio cugino fa musica del cazzo (non nel senso della qualità ma nel senso "che non è quella che farebbe sempre") per vivere e poi fa il jazz per passione. Preferisce fare la musica del cazzo, che sempre musica è, piuttosto che mettere timbri alle poste? Meglio lui o il postino jazzista? boh ... secondo il tuo discorso meglio il secondo. Secondo me meglio mio cugino. Che ogni tanto mentre fa musica del cazzo piazza qui e lì un CD di Jazz, e capita che qualcuno che lo va ad ascoltare mentre fa musica del cazzo poi inizi ad ascoltare anche il suo jazz ...

A me della "formazione" delle persone interessa. A me ognuno che legge una cosa che scrivo e magari si smuove di una virgola dalla sua apatia ... beh è una piccola vittoria ... mi dà gioia. E spesso per raggiungere gli apatici devi parlare la loro lingua per veicolare contenuti diversi.

La comunicazione ... tanto per intenderci ... non è solo la propaganda ...
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Re: Le riviste di settore

Messaggio  Tengri il Mer Apr 04, 2012 5:35 pm

giggio ha scritto:
Tengri ha scritto:Il problema è solo essere disposti a cambiare punto di vista. Nella mia professione si dice che "non esistono cattivi ascoltatori. Solo cattivi comunicatori". Ergo, se qualcuno non ti ascolta è perché devi imparare a farti capire. Devi imparare il linguaggio dell'interlocutore che ti interessa.

A parte che i cattivi ascoltatori (così come la roccia cattiva ) esistono, quel che dici funziona bene se il tuo obbiettivo è vendere (e venderti).
Se il tuo obbiettivo è esprimere ciò che sei e portare avanti una tua idea, funziona solo in parte.

Come sopra ... questo thrad partiva dal discorso "Riviste di Settore" che non mi sembrano un articolo che ti viene depositato sulla soglia dal catecumeno di turno ....
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Re: Le riviste di settore

Messaggio  aletonella il Sab Apr 07, 2012 12:38 pm

LucaVi ha scritto:E' che sta traslocando, è a Treviso e chi vuole queste riviste deve andarsele a prendere.

Io volentieri andrei abitando nelle vicinanze. bounce
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Re: Le riviste di settore

Messaggio  Admin il Sab Apr 07, 2012 4:26 pm

In effetti mi sembra che nella discussione occorra sciogliere un nodo:
la priorità.

Se la priorità è viverci, ovvero vendere, oppure se è esprimersi, ovvero comunicarsi.

Le due cose possono anche in parte coincidere.
Quanto è ampia quella parte dipende dalla tua fortuna, e/o fa, la tua fortuna.

Nel primo caso, quello che fai deve piacere ad un numero abbastanza elevato di persone da coprire i costi e farti guadagnare da vivere al netto delle tasse.
Nel secondo caso te ne freghi del cliente, se trovi chi ti apprezza sarà gratificante, ma non è essenziale che il numero di questi sia ampio.

Fra questi due estremi c'è quello che si potrebbe definire il tuo stile, la tua personalissima mediazione fra l'essere una puttana e l'ascesi.

Il problema è che, ammesso che non si voglia essere una puttana, si dovrebbe comunque in primo luogo sapere in cosa consiste esserlo.
Ovvero, cos'è che il cliente vuole? Cos'è che il cliente comprerebbe tale che io potrei viverci?

La domanda: sono disposto a fare questo oppure mi snatura e preferisco di no, è solo successiva.

Se invece partiamo dal presupposto di esprimersi, comunicarsi, dare voce alla tua passione, allora è un altro discorso.
Ti accontenti di scrivere su un forum, magari anche elitario come questo, ad evitare gli scassaminchia e gli idioti.

Quelli che fanno le cose per passione e si ritrovano ricchi forse esistono, ma si contano sulla punta delle dita, fra qualche miliardo di persone.

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Re: Le riviste di settore

Messaggio  bummi il Sab Apr 07, 2012 5:34 pm

Pensa io invece ritengo che stia succedendo esattamente il contrario, ovvero che il giornalismo in Italia si stia preoccupando troppo del proprio pubblico a discapito dei contenuti e delle idee. Il giornalismo di opinione e d'inchiesta è scomparso, gli editoriali assomigliano tutti a delle veline dettate dalla stessa persona.
Chi invece ha il coraggio di andare oltre e esprimere qualcosa, vedi Travaglio, sfonda e arriva a fare comunue breccia.
Senza passione il successo vero (non quello gonfiato da promozioni di vario genere) nel mondo della comunicazione è difficilissimo, alla lunga i lettori capiscono che quello che fai è solo il frutto di un compitino che per quanto fatto bene non sarà mai equiparabile al risultato di qualcuno che ci ha messo l'anima.
Alla fine la vera differenza la fa il linguaggio adottato, anche il miglior articolo del mondo va redatto con un linguaggio comprensibile, perchè qualsiasi cosa pubblichi, che sia su un blog, un sito o un quotidiano vuoi che la gente ti legga e ti capisca.
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Re: Le riviste di settore

Messaggio  Admin il Sab Apr 07, 2012 8:28 pm

Quello che ho scritto io e quello che hai scritto tu non sono affatto in alternativa.

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Re: Le riviste di settore

Messaggio  bummi il Sab Apr 07, 2012 8:57 pm

Ad_buzz ha scritto:Quello che ho scritto io e quello che hai scritto tu non sono affatto in alternativa.

Allora ho frainteso quando parlavi di "viverci o comunicare" come se fossero elementi non compatibili. Sono abbastanza convinto che riviste e giornali "marchette", in cui si pubblicano soprattutto articoli per far piacere a qualche sponsor ormai non hanno più molto margine per campare. La crisi coinvolge anche le aziende e sono poche quelle disposte a mantenere in vita un giormale solo per farsi pubblicità. Se non hai nulla da comunicare davvero, intendo qualcosa di originale che non trovi altrove, hai poca vita.
Anche perchè la comunicazione non è mai stata tanto potente come adesso, c'è sempre meno "cortina di fumo attorno ai fatti", tant'è che molti si sentono sempre più minacciati e cercano in tutti i modi di chiudere i rubinetti della libera espressione. Per inciso, non so se siete a conoscenza dell'ultima diavoleria confezionata dalla Corte di Cassazione http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/07/privacy-minaccia-l’informazione-storia/202988/

Vabbè, magari ne parleremo a voce la settimana prossima.
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bummi

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Re: Le riviste di settore

Messaggio  Drugo Lebowsky il Sab Apr 07, 2012 9:10 pm

LucaVi ha scritto:E' che sta traslocando, è a Treviso e chi vuole queste riviste deve andarsele a prendere.

visto che magari ci si conosce, e data la logistica, magari puoi anche dire che il sottoscritto può fare da trait d'union

a me non frega una tèga, ma credo di aver sempre dato disponibilità ai cazzi altrui.

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Drugo Lebowsky

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Re: Le riviste di settore

Messaggio  buzz il Dom Apr 08, 2012 7:34 am

bummi ha scritto:
Ad_buzz ha scritto:Quello che ho scritto io e quello che hai scritto tu non sono affatto in alternativa.

Allora ho frainteso quando parlavi di "viverci o comunicare" come se fossero elementi non compatibili. Sono abbastanza convinto che riviste e giornali "marchette", in cui si pubblicano soprattutto articoli per far piacere a qualche sponsor ormai non hanno più molto margine per campare. La crisi coinvolge anche le aziende e sono poche quelle disposte a mantenere in vita un giormale solo per farsi pubblicità. Se non hai nulla da comunicare davvero, intendo qualcosa di originale che non trovi altrove, hai poca vita.
Anche perchè la comunicazione non è mai stata tanto potente come adesso, c'è sempre meno "cortina di fumo attorno ai fatti", tant'è che molti si sentono sempre più minacciati e cercano in tutti i modi di chiudere i rubinetti della libera espressione. Per inciso, non so se siete a conoscenza dell'ultima diavoleria confezionata dalla Corte di Cassazione http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/07/privacy-minaccia-l’informazione-storia/202988/

Vabbè, magari ne parleremo a voce la settimana prossima.

Avevo specificato che parlavo di due estremi, di due priorità.
In mezzo ognuno trova il suo stile.

Era semplicemente per dire che non si doveva, in questa discussione, perdere di vista la questione che cosa voglia il pubblico lo devi sapere, se vuoi cercare di viverci.

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Re: Le riviste di settore

Messaggio  Albertagort il Dom Apr 08, 2012 9:46 am

Dico la mia, da professionista della carta stampata. fisicamente. Lavoro sulle macchine che stampano riviste, libri, manifesti ecc...
Si assiste costantemente alla contrazione della tiratura, alla diminuzione degli ordini. Purtroppo la tecnologia va avanti in modo prorompente, e ormai è diventata realtà la possibilità di leggere il giornale o una rivista sul netbook o sull ipad, o peggio sullo smartphone. Forse con questi sistemi è anche più facile vendere l'articolo, infatti il cliente può pagare tramite sms o tramite carta, senza dover andare in edicola.
Io adesso mi sono fatto l'abbonamento all'espresso, perchè mi è arrivata un offerta di tutto rispetto, e obiettivamente è una rivista che dice quello che voglio sentirmi dire. Le riviste di montagna mi annoiano, le trovo poco attinenti alla realtà dell'alpinista della domenica (quale sono io, a essere generosi). Non nutro nessun interesse a sapere la lunghezza dei runout in wenden o di chissà che vie-suicidio sulla nord del chimboghjugynga in sexbekistan. Sono cose che non mi appartengono e che tanto non andrò mai a fare. Mi sembra di guardare una partita di calcio. Se poi si parla di cose più fattibili o geograficamente vicine, ad esempio se voglio scoprire come sono fatti i monti tatra o che vie ha fatto anghileri sul lagunaz, trovo quello che voglio girando sui forum o su google, o su planetmountain.com e anche su youtube. Forse su questi media sono anche disposto a pagare, per quello che mi interessa. Se ci fosse un video a pagamento , fatto bene, di una via che mi affascina, 1 euro lo tiro anche fuori.
Io, in questo momento, avrei serie perplessità a mettere in piedi una rivista di settore. Io non me la comprerei.
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Re: Le riviste di settore

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