Le riviste di settore

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Re: Le riviste di settore

Messaggio  Beldar il Lun Mar 19, 2012 10:23 am

MauMau ha scritto: Quando era uscito l'articolo forse l'han letto in dieci e nessuno mi ha mandato uno straccio di commento No Tanto che gli stessi testi li ho utilizzati poi su internet e sulla mia guida e molti hanno commentato positivamente. Tutto questo per dire che le riviste non son lette "a prescindere".

io lo lessi, era un gran bel servizio, decisamente sopra la media degli articoli che uscivano (ok ti mando in pm anche il mio iban... )
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Re: Le riviste di settore

Messaggio  MauMau il Lun Mar 19, 2012 10:30 am

era una cosa interessante perchè non era mai capitato che un'artista di quel calibro volesse dare il nome alle vie. Mi aveva chiesto di farle il disegno di ogni via e diede lei il nome a seconda dell'estetica della linea e di cosa le suscitava. Come sai avevo chiodato la torre che lei stessa aveva utilizzato 20 anni prima per la sua famosa performance dei nastri celesti. Io ero rimasto molto impressionato da come a volte la nostra sensibilità di scalatori possa combaciare con quella degli artisti. Lei mi aveva detto cose molto belle sulla scalata, pur non essendo mai salita su una roccia, e questo mi aveva dato da pensare. Ma secondo te, mi ricapitasse di fare una cosa del genere, dove cavolo lo dovrei pubblicare perchè qualcuno lo legga? Su fb? Rolling Eyes


Ultima modifica di MauMau il Lun Mar 19, 2012 10:31 am, modificato 1 volta
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Re: Le riviste di settore

Messaggio  schen il Lun Mar 19, 2012 10:30 am

MauMau ha scritto:
grazie schen, poi manda l'iman che faccio il bonifico



MauMau ha scritto:
quello che dici ci sono arrivato, ed in fatti l'ho fatto presente a PM durante una chiaccherata con la redazione. Ovviamente non proponendomi in prima persona ma facendo presente alcuni personaggi che avrebbero una penna felice in questo senso, che ora bazzicano nei forum. Batman ad esempio, ma ce ne sono diversi altri in giro. Alcuni hanno perso un po' la voglia di scrivere ma erano molto bravi, penso a Mirko Giorgi, ad esempio.
Ma tornando a palla... chi li paga? O pensi che tutti lo dovrebbero fare gratis a prescindere?

Ma quale gratis! Le riviste via web (montagna TV, PM, le ditte specializzate che hanno siti web spettacolari con link agli eventi, ai forum, ecc ... mettine tu altri, io mica li conosco!) vi devono pagare, e pure bene, perchè spariate 'sti flames. Secondo me se li vendete bene, e avete del materiale dimostrativo in abbondanza, il futuro dell'editoria che ha a che fare con sport "estremi" ( Rolling Eyes) e materiali specifici connessi, sta qui: nei reality.
Potrai dirmi che è triste, ma i soldi girano così, non più nei racconti lunghi e belli di una avvincente avventura personale.
Un tempo: Caravan con la suite di "nine feet underground", oggi: Caparezza con "Kevin Spacey"..
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Re: Le riviste di settore

Messaggio  MauMau il Lun Mar 19, 2012 10:33 am

chi è Caparezza? Rolling Eyes
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Re: Le riviste di settore

Messaggio  schen il Lun Mar 19, 2012 10:35 am

MauMau ha scritto:chi è Caparezza? Rolling Eyes

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Re: Le riviste di settore

Messaggio  MauMau il Lun Mar 19, 2012 10:38 am

i Caravan almeno erano nuovi...
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Re: Le riviste di settore

Messaggio  Beldar il Lun Mar 19, 2012 10:38 am

MauMau ha scritto:chi è Caparezza? Rolling Eyes

Mau, ehm , non so come dirtelo con delicatezza, ma dopo Robert Fripp c'è stato altro nella musica...
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Re: Le riviste di settore

Messaggio  Drugo Lebowsky il Lun Mar 19, 2012 10:53 am

Beldar ha scritto:
MauMau ha scritto:chi è Caparezza? Rolling Eyes

Mau, ehm , non so come dirtelo con delicatezza, ma dopo Robert Fripp c'è stato altro nella musica...


asd asd asd
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Re: Le riviste di settore

Messaggio  MauMau il Lun Mar 19, 2012 10:54 am

no, nessuno, dopo di lui il nulla. Anche se a ben vedere è ancora vivo e fa... Twisted Evil
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Re: Le riviste di settore

Messaggio  fab il Lun Mar 19, 2012 10:56 am

MauMau ha scritto:per rispondere agli altri. Preciso che io mi riferivo principalmente alle riviste di qualche anno fa, in cui c'erano aricoli "d'autore" chiamamoli così. Lo so anche io che negli ultimi anni sono scadute, ma comunque se non le compri non puoi mica beccare quell'unico che magari c'è, eh? Tu per esempio fab non le compri a prescindere, ti sei formato un'opinione che è quella ormai da anni (ne avevamo già discusso qualche anno fa) e quindi...

no n'è vero, non so cosa ti abbia dato questa idea che non compro le riviste a prescindere. Proprio un mesetto fa ne cercavo al giornalaio ma è peggio che andar di notte.
Niente di niente..
e soprattutto ho pacchi di riviste che stanno impolverendo. Compro guide anche se non scalo più.
Quindi non è un comportamento a prescindere il mio, ma solo una conseguenza rispetto a ciò che voglio leggere ora.

Non so come hai inteso ciò che ho quotato... scratch
vabbè.. fa lo stesso..
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Re: Le riviste di settore

Messaggio  MauMau il Lun Mar 19, 2012 12:18 pm

Per esempio per il prossimo numero di Vertical un forumista ha fatto un bel servizio sull'Agner. La storia, i personaggi, le vie. Ecco, io continuo a non trovare spazi altri dove pubblicare roba del genere. Posso anche andare su Gulliver a leggermi le vie, ma a parte che l'Agner non lo trovo, non mi accontenterei delle due righe del ripetitore che manco so chi è. Oppure, dici tu, potrei aprire un topico qui dal titolo "Agner, storia e personaggi" ma a parte gli interventi autorevoli che potrebbero esserci dovrei anche depurare il tutto dallo svacco e da eventualmente quelli che intervengono magari senza neanche sapere dove è l'Agner (ogni riferimento è puramente casuale :mrgreen: ).
Posso essere d'accordo se mi parli di Ondra, ciò che si trova in rete è già a sufficienza, senza farne un doppione sulla carta. Ed infatti io mi sono sempre opposto a pubblicare interviste su personaggi troppo sulla scena, andando invece a cercare persone poco conosciute. Sull'ultimo Up ho intervistato Kalisz, che mi sembra abbia una storia interessante, poi si parla dell'universo Pirenei che conosciamo poco. Su Vertical ho intervistato Randall, su internet al massimo gli avevano chiesto della sua ultima impresa. Insomma io cerco di trovare una possibile convivenza tra mezzi. E' chiaro che se oggi su una rivista scrivo: "Ondra ha ripetuto il tal tiro, xyz, 9z" ho perso in partenza. E così pure se gli faccio l'intervistina che comincia così "Allora Adam, cosa ci dici dell'ultima via? Dura?" e finisce con "Ed ora, cosa farai nei prossimi mesi?" Sleep
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Re: Le riviste di settore

Messaggio  fab il Lun Mar 19, 2012 12:29 pm

MauMau ha scritto:Per esempio per il prossimo numero di Vertical un forumista ha fatto un bel servizio sull'Agner. La storia, i personaggi, le vie. Ecco, io continuo a non trovare spazi altri dove pubblicare roba del genere. Posso anche andare su Gulliver a leggermi le vie, ma a parte che l'Agner non lo trovo, non mi accontenterei delle due righe del ripetitore che manco so chi è. Oppure, dici tu, potrei aprire un topico qui dal titolo "Agner, storia e personaggi" ma a parte gli interventi autorevoli che potrebbero esserci dovrei anche depurare il tutto dallo svacco e da eventualmente quelli che intervengono magari senza neanche sapere dove è l'Agner (ogni riferimento è puramente casuale :mrgreen: ).
Posso essere d'accordo se mi parli di Ondra, ciò che si trova in rete è già a sufficienza, senza farne un doppione sulla carta. Ed infatti io mi sono sempre opposto a pubblicare interviste su personaggi troppo sulla scena, andando invece a cercare persone poco conosciute. Sull'ultimo Up ho intervistato Kalisz, che mi sembra abbia una storia interessante, poi si parla dell'universo Pirenei che conosciamo poco. Su Vertical ho intervistato Randall, su internet al massimo gli avevano chiesto della sua ultima impresa. Insomma io cerco di trovare una possibile convivenza tra mezzi. E' chiaro che se oggi su una rivista scrivo: "Ondra ha ripetuto il tal tiro, xyz, 9z" ho perso in partenza. E così pure se gli faccio l'intervistina che comincia così "Allora Adam, cosa ci dici dell'ultima via? Dura?" e finisce con "Ed ora, cosa farai nei prossimi mesi?" Sleep
il problema è che tu continui a parlare di cosa vuoi tu.
Come se ti identificassi nel lettore medio, ovvero poi la massa che ti fa incassare.
Chi cerca quello che vuoi tu è più di nicchia, e la nicchia non te fa campà!!
le palestre sono piene di gente che guarda su you tube i video di ondra, e che magar i Maestri o l'Agner non sa nemmeno dove sta di casa.. Se parli poi di Maestri ad esempio quanto se ne trova sul WEB?? ormai sappiamo pure quanti peli del didietro aveva!

Tra la passione e la sopravvivenza devi scegliere. Per campare di quello devi capire a chi devi arrivare. La nicchia non ti fa mangiare, pensando anche che poi gli alpinisti so pulciari. Io se dovessi mandare avanti una rivista penserei alla massa, alle palestre, e per passione arricchirei con approfondimenti alpinistici e non.
Ma non devi arrivare a te stesso!
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Re: Le riviste di settore

Messaggio  schen il Lun Mar 19, 2012 12:30 pm

MauMau ha scritto:E così pure se gli faccio l'intervistina che comincia così "Allora Adam, cosa ci dici dell'ultima via? Dura?" e finisce con "Ed ora, cosa farai nei prossimi mesi?" Sleep

si, ma se invece di finire così, stoni Adam di Vodka e lo convinci a schiodare il Nose, come suggeriva qualcuno.. sai che impact? e tu sei li, con macchina foto e penna..

"Dicci Adam, cosa stai provando?" - "Ahhh, argh, aaaahhh, siiii, jaaaa, yeeessss, vaaaaiiiii, ammerigani demmerd..... "
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Re: Le riviste di settore

Messaggio  MauMau il Lun Mar 19, 2012 12:33 pm

fab ha scritto:
MauMau ha scritto:Per esempio per il prossimo numero di Vertical un forumista ha fatto un bel servizio sull'Agner. La storia, i personaggi, le vie. Ecco, io continuo a non trovare spazi altri dove pubblicare roba del genere. Posso anche andare su Gulliver a leggermi le vie, ma a parte che l'Agner non lo trovo, non mi accontenterei delle due righe del ripetitore che manco so chi è. Oppure, dici tu, potrei aprire un topico qui dal titolo "Agner, storia e personaggi" ma a parte gli interventi autorevoli che potrebbero esserci dovrei anche depurare il tutto dallo svacco e da eventualmente quelli che intervengono magari senza neanche sapere dove è l'Agner (ogni riferimento è puramente casuale :mrgreen: ).
Posso essere d'accordo se mi parli di Ondra, ciò che si trova in rete è già a sufficienza, senza farne un doppione sulla carta. Ed infatti io mi sono sempre opposto a pubblicare interviste su personaggi troppo sulla scena, andando invece a cercare persone poco conosciute. Sull'ultimo Up ho intervistato Kalisz, che mi sembra abbia una storia interessante, poi si parla dell'universo Pirenei che conosciamo poco. Su Vertical ho intervistato Randall, su internet al massimo gli avevano chiesto della sua ultima impresa. Insomma io cerco di trovare una possibile convivenza tra mezzi. E' chiaro che se oggi su una rivista scrivo: "Ondra ha ripetuto il tal tiro, xyz, 9z" ho perso in partenza. E così pure se gli faccio l'intervistina che comincia così "Allora Adam, cosa ci dici dell'ultima via? Dura?" e finisce con "Ed ora, cosa farai nei prossimi mesi?" Sleep
il problema è che tu continui a parlare di cosa vuoi tu.
Come se ti identificassi nel lettore medio, ovvero poi la massa che ti fa incassare.
Chi cerca quello che vuoi tu è più di nicchia, e la nicchia non te fa campà!!
le palestre sono piene di gente che guarda su you tube i video di ondra, e che magar i Maestri o l'Agner non sa nemmeno dove sta di casa.. Se parli poi di Maestri ad esempio quanto se ne trova sul WEB?? ormai sappiamo pure quanti peli del didietro aveva!

Tra la passione e la sopravvivenza devi scegliere. Per campare di quello devi capire a chi devi arrivare. La nicchia non ti fa mangiare, pensando anche che poi gli alpinisti so pulciari. Io se dovessi mandare avanti una rivista penserei alla massa, alle palestre, e per passione arricchirei con approfondimenti alpinistici e non.
Ma non devi arrivare a te stesso!

Fab, il problema è che sono anni che cerco di farti capire che il pubblico delle palestre non comprerebbe mai una rivista! Lo dici tu stesso, guarda youtube! E allora perchè la dovrei fare per loro? Illuminante leggere il resoconto di Pearson sul Qualido, dove dice di essere andato per mesi in Val di Mello ed ad un certo punto si è accorto che sopra i sassi c'erano delle pareti ed ha pensato che fossero mai state salite. Allora ha cercato su internet... ma non riusciva a trovare molto... allora ha chiesto a degli amici... :mrgreen:
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Re: Le riviste di settore

Messaggio  Ospite il Lun Mar 19, 2012 12:36 pm

Capisco quello che dici e sono d accordo con te Maurizio.

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Re: Le riviste di settore

Messaggio  Drugo Lebowsky il Lun Mar 19, 2012 12:52 pm

maumau... come dire? Rolling Eyes è bello parlarci addosso (e sai bene che la cosa mi riesce facile e onanisticamente gratificante).

però, le tue considerazioni sono umanamente comprensibili in quanto mi paiono più "uno sfogo tra 4 amici che ti capiscono" che la ricerca di una via alternativa.
da professionista del settore, le risposte le hai già
quanto ti hanno/abbiamo detto lo sapevi già...


cosa possiamo/posso dire?
che se compro Vertical è appunto nell'auspicio di trovare un articolo sull'agner o sulle grandi giorasss???
che spendo 6 n€uri per "leggere" qlcs? -fosse solo un articolo!-
(un po' meno di leggere un art. scritto alla marc tuait, di 4 bòce che vanno in cina...)
che se compro pareti (che so già che sfoglierò e basta) è perchè il tipo sa annusare dove va il mondo da un pdv commerciale?



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Re: Le riviste di settore

Messaggio  Drugo Lebowsky il Lun Mar 19, 2012 12:54 pm

fab ha scritto:[il problema è che tu continui a parlare di cosa vuoi tu.
Come se ti identificassi nel lettore medio, ovvero poi la massa che ti fa incassare.
Chi cerca quello che vuoi tu è più di nicchia, e la nicchia non te fa campà!!

eh...
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Re: Le riviste di settore

Messaggio  MauMau il Lun Mar 19, 2012 1:09 pm

Drugo, io le risposte non le so già. Onestamente continuo a lavorare e ad impegnarmici perchè mi pagano, poco ma mi pagano. Se la rivista fosse mia, beh, la storia cambierebbe e non so se io ce li investirei i miei soldi. Il topic aveva la pretesa di discutere anche su: ok, la carta sta morendo, ma che si fa su internet? Se davvero vogliamo fare qualcosa. Una risposta è quella di schen il visionario :mrgreen: a cui io ero arrivato alcuni mesi fa, pur essendo del settore
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Re: Le riviste di settore

Messaggio  Drugo Lebowsky il Lun Mar 19, 2012 1:22 pm

boh
ti capisco fin là
come ha detto il fab, chi è interssato a certa robba è ed era un target (! figo, eh? Cool ) già limitato anni fa
ora con le nuove "proposte"/opportunità in rete e per il fatto che la ggente-che-va-in-montagna è così&cosà ecc... ecc.... ciò... mi pare che l'utenza non sia certo cresciuta.

scusa, ma attualmente passages (che già al tempo era di nicchia) venderebbe qualche numero?
l'annuario del CAAI vende oltre che agli iscritti, sezioni e sezioncine, amici e parenti?
pubblicazioni locali -che comunque tra tante seghe vetero-caiane, hanno anche della polpa (per es: Le alpi venete/ Le dolomiti bellunesi/46°parallelo ...) venderebbero se non venissero date di default con la tessera delle "sezioni editrici"?
(senza contare che certe pubblicazioni lavorano con redattori non professionisti al 100%... )

mmmh Rolling Eyes non so Rolling Eyes Rolling Eyes Rolling Eyes
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Re: Le riviste di settore

Messaggio  dags1972 il Lun Mar 19, 2012 1:23 pm

Ciao... primo post su fv2012, io sono sempre stato un amante della lettura, se mi sedevo da qualche parte mi mettevo a leggere, sfogliare riviste ...di tutto , su qualsiasi argomento... ancora oggi faccio così persino sulla rivista "dentista oggi" trovo qualcosa che di riflesso stuzzicava la mia curiosità
Ora sul web...i link, wikipedia sono tanti piccoli step e iniziando a leggere da una parte del mondo con pochi click mi ritrovo dall'altra.

Al tempo compravo in edicola una mare di roba: fumetti, riviste... ultimamente (un poco prima della grande crisi) ho iniziato a tagliare, limitando di molto le mie uscite, i primi a essere tagliati i settimanali d'opionione ...Europeo ,Espresso, Panorama, Internazionale... trovavo le stesse cose online prima... allo stesso tempo alcune riviste specialistiche di nicchia da 4 mensili, si son ridotte a una la migliore, più completa, tanto pubblicavano le stesse cose un mese prima o un mese dopo ...e quindi ho fatto una scelta

L'editoria da Montagna quasi pian pianino mi ci sono disamorato contemporaneamente le riviste nascevano, morivano, si univano, rinascevano... per due o tre anni mi sono abbonato, poi mi son reso conto che quello che leggevo erano cose già lette .. o in un articolo... o in una guida, libro e allora ho smesso di abbonarmi, in edicola sfoglio Alp, se c'è un qualche articolo che mi prende magari la prendo, magari sempre più no...

...e sempre più mi ritrovo a rileggere per l'ennesima volta il monografico sulla Cordillera Blanca di Alp... qualità, sostanza e cose per il mio livello ...quello che cercavo (e cerco ) in una rivista

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Re: Le riviste di settore

Messaggio  fab il Lun Mar 19, 2012 1:29 pm

MauMau ha scritto:Drugo, io le risposte non le so già. Onestamente continuo a lavorare e ad impegnarmici perchè mi pagano, poco ma mi pagano. Se la rivista fosse mia, beh, la storia cambierebbe e non so se io ce li investirei i miei soldi. Il topic aveva la pretesa di discutere anche su: ok, la carta sta morendo, ma che si fa su internet? Se davvero vogliamo fare qualcosa. Una risposta è quella di schen il visionario :mrgreen: a cui io ero arrivato alcuni mesi fa, pur essendo del settore
si ma la mia considerazione sulla marmaglia che va in palestra è legata alla tua richiesta iniziale..
ovvero come posso campare continuando a lavorare su carta? Secondo voi ne vale la pena?

E lo so anche io che chi va in palestra se ne frega delle riviste.
Ma la risposta è che se devi lavorare su carte devi cercare in altri ambiti, o sicuramente altro rispetto a quello che era prima.

Io non sono del settore e arrampico veramente poco per dire adesso dove va la tendenza, ma sicuramente è lontana da Alp e Vertical. Molto più vicina a FV, PM per capirci.

Certo si potrebbe anche da lavorare di fantasia, ovvero.. come posso far comprare le riviste ai gibboni delle palestre? Cosa cercano? Quella è la massa. Ora non comprerebbero mai una rivista ma metti che si tocca qualche nervo di loro interesse magari qualcosa salta fuori.. E giù col brainstorming..
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Re: Le riviste di settore

Messaggio  funkazzista il Mar Mar 20, 2012 9:59 am

Negli anni '80 ero un teenager curioso alla scoperta di un mondo nuovo ed affascinante.
Compravo tutto quel poco che c'era e leggevo avidamente.
Non tutto tutto... a me interessavano principalmente l'arrampicata e il sassismo, il Grande Alpinismo molto meno (con alcune eccezioni).
Anche allora ovviamente c'era gente (la maggioranza, direi, così a naso) cui non fregava una mazza di leggere, di informarsi, di sapere, di capire.
Il perché proprio non lo so... penso sia normale (e non mi avventuro in analisi che comunque non sarei in grado di portare a termine :mrgreen:).

Sono passati 30 anni, io sono cambiato, le riviste anche, c'è inFernet, la curiosità mi è rimasta: storie, personaggi, aneddoti.
Compro ancora riviste, anche se non tante come prima, e le leggo volentieri: grAmper, poaréti, verticàl.

La mia sensazione è che, per vendere, ogni uscita di una rivista dovrebbe essere un numero "da collezione", unico e imperdibile.
Difficile, certo, ma se fosse facile lo farebbero tutti Smile
Mi viene in mente ad esempio il numero speciale di ALP dedicato ai 30 anni di Finale (che spesso e volentieri vado ancora a sfogliare), o più recentemente i vari speciali dedicati a Bonatti (più o meno riusciti), o una rivista come Alpinist (che però non ho più preso da un bel po', quindi non so se e come sia cambiata).

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Re: Le riviste di settore

Messaggio  MauMau il Mar Mar 20, 2012 2:02 pm

a volte apro ed ho l'impressione di aver sbagliato forum! :mrgreen: :mrgreen:

Fab, posso dirti che fare una rivista per gli arrampicatori è una causa persa, parlo dal lato economico eh?. D'altra parte Punto Rosso docet. A parte che sono in pochi rispetto agli altri e poi non sentono proprio l'esigenza di comprare, leggere etc. Dunque è inutile cercare qualche argomento che gli interessi, perchè loro cercano la news su cosa ha fatto Ondra/Sharma, come ci si allena, e al limite qualche nuova falesia dove andare, ma neanche troppo, ho potuto constatare che nemmeno le world climbing destination son capaci di smuoverli un po'. Il resto son tutte cose che trovi bene su internet

Vertical è una rivista pensata per gli alpinisti, con qualcosa anche di arrampicata, ma con un taglio di nicchia, non certo sportivo. Potremmo riassumere dicendo che parla di stile alpino e di trad, salvo rare eccezioni. Un taglio ultra specialistico e ancora più di nicchia rispetto all'arrampicata sportiva, con sicuramente molti meno praticanti, ma molti dei quali sono affezionati e cercano proprio questo tipo di articoli. Quindi meglio fare una rivista per 4 gatti che ti seguono piuttosto che per 100 che comunque ti snobberebbero, non ci piove!

Alpinist. Più o meno lo stesso taglio ma con maggiore attenzione alla qualità. Più racconti, spesso ben scritti, ma in USA e UK hanno un'altra tradizione. E una cronaca ben fatta, anche se ultimamente dopo la rifondazione hanno dovuto tagliare e non poco. La cronaca internet almeno la faceva una ragazza di 20 anni o poco più, non che non sia brava, ma è sintomatico del fatto che anche loro non abbiano soldi per pagare qualche nome prestigioso. L'ex direttore Beckwitt se n'è andato, fa altro, mi sembra vada a sciare. Ho portato un po' in giro sua moglie l'anno scorso, mi ha colpito che non sapesse neanche farsi il nodo a 8 all'imbrago... :mrgreen:
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Re: Le riviste di settore

Messaggio  Giorgio Robino il Mer Mar 28, 2012 3:07 pm

Buzz ha scritto:Libri autoprodotti, forse.

sono d'accordo.

sulle riviste:
premetto che ho smesso di comprare e comunque di leggere riviste specialistiche in oggetto da anni...
credo che sia perchè mi fa proprio schifo in generale la piega che stà prendendo l'alpinismo
(attuale? o forse è sempre stato così?),
non mi piace quasi mai quello che viene considerato exploit oggigiorno,
non mi piace la ricerca della difficoltà tecnica estrema,
non mi piace l'approccio, il contesto delle salite,
non mi piace il modo di riportare gli avvenimenti, che mi pare senza un "sentimento", senza un "senso" da condividere.

sull'autoproduzione dei libri:
la prendo da lontano, non me ne volete, e riporto il mio caso personale, che mi occupo anche un pò di fare musica (ok, è altra cosa); anni fà dopo vari incazzamenti con pseudio-discografici, dopo avere capito come funziona o non funziona il "mercato" discografico peraltro ormai moribondo. ho deciso di fare tutto da solo: cioè faccio la musica, la promuovo con il siterello web e le webradio, regalo MP3 e vendicchio i CDR worldwide. mò sono felice perchè sono libero. certo non ci vivo a sta maniera qua. ma ancor prima decisi di mai e poi mai mischiare arte e soppravivenza: per vivere decisi di fare altro (ora peraltro sono disoccupato :-) che ridere...); ok mi direte ma una cosa è fare musica (di dubbio valore), ed altro è l'attità letterario-tecnica (sulla montagna).

Venendo al dunque dei libri, riporto due casi a mio modo di vedere "esemplari", che mi piacciono:

1- Andrea Parodi ( http://www.parodieditore.it/ )
alpinista della mia provincia, scrittore da quasi trent'anni, relazionatore di guide sulle alpi Liguri e Marittime. E' editore di se stesso e porta (credo ancora) personalmente i suoi libri in tutte le libreie ed autogrill ?! che distano un raggio di 200km dal Monviso ... Anni fà comprai il suo primo libro in un negozio a Genova; la libraia mi guardò in faccia e mi disse:
"Lo conosce? E' un tipo troppo buffo: viene qui lui stesso con lo zaino pieno a portare i suoi libri!"

2- Alessandro Gogna
quest'inverno è venuto a Genova a fare una serata ed il discorso è andato inevitabilmente sulle solite domande del tipo "ma si può comprare "Cento nuovi Mattini" ?" Ebbene lui, grandissimo!!! ha incominciato a dire che molti libri che ha fatto sono rumenta... ma sul "quel" periodo è invece orgoglioso e pensava di fare lo scan di alcuni libri rari (che dice di avere in UNICA copia personale) e venderli in formato elettronico, visto il numero comuqnue esiguo di possibili appassionati.
Non so se poi lo ha fatto davvero sto lavoro di portare i libri in formato elettronico.

Dunque io capisco che in verità un giornalista, uno scrittore, un fotografo, un letterato,
vorrebbe vedere la sua attività come un "lavoro"
nel senso più nobile di una attività sociale continuativa che porti un profitto...
quella roba con cui "viverci"...

ma visto il mare vacuo attuale...
forse la individualistica vendita in rete è meglio di niente.... no?

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Re: Le riviste di settore

Messaggio  MauMau il Mer Mar 28, 2012 3:50 pm

secondo me possedere "100 nuovi mattini" in copia pdf non sarà mai lo stesso che averlo con la copertina sgualcita (e fin qui ho detto una cosa ovvia) e per Alessandro far pagare 3 euro a quelle poche persone che ci tengono ad averlo non lo ripaga certo di quello che realmente vale il libro. E' una brutta sensazione svendere il proprio lavoro perchè i tempi son cambiati, credimi. A volte "il meglio di niente" non consola e soprattutto non paga la pena. Proprio Enzolino mi sembra qualche mese fa diceva "ma se qualcuno si è perso questi libri mitici, perchè non farne delle nuove edizioni?" Ok, come ragionamento non fa una grinza, ma io penso che certi libri abbiano una certa unicità in sè e se tu te li sei persi quando c'erano...in fondo peggio per te... e se non eri nato pazienza, anche io mi son perso tanti bei libri del passato. A parte che nelle biblioteche del CAI li trovi, ma comunque mi sembra un po' così per tutto. Non è sempre facile ristampare un libro, spesso ci sono questioni di diritti o di tipografia che il lettore neanche immagina. E per quella manciata di interessati non vale molto la pena sbattersi

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