I Raràmuri

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I Raràmuri

Messaggio  buzz il Mar Apr 17, 2012 8:02 am

Per me, scoprire che i Rarámuri esistono ancora, è stata una sorpresa. Leggevo "L'Azteco" di Gary Jennings proprio nel periodo in cui mi allenavo per preparare la maratona e pensare a questo popolo che chiamava se stesso "piedi rapidi" (o "pianta idonea per la corsa" trad. di wikipedia) mi affascinava. Nel libro si narrava di corse leggendarie. Per giorni interi senza mai fermarsi, più veloci dei cavalli, sui terreni impervi della Sierra Madre.

In questo sito parlano dei Raràmuri in generale. Della loro cultura, della loro vita. E' molto interessante.
Ma in questo parlano della loro fantastica peculiarità: correrre.

Lo spietato e inospitale terreno della Sierra Madre è cupo e ripido, non molto favorevole al trasporto moderno e anche difficile per gli animali. Così, la modalità di trasporto che i Rarámuri preferiscono è la corsa.
A differenza dei keniani, però, che nel corso di generazioni di vita nel loro terreno montagnoso hanno sviluppato la capacità polmonare di percorrere lunghe distanze a un ritmo di corsa molto sostenuto, il Rarámuri ha sviluppato un approccio morbido e armonioso di concepire la corsa sulla lunga distanza, sebbene anche questa capacità potrebbe far impallidire qualsiasi corridore di ogni altra cultura.

I cacciatori Rarámuri sono capaci di catturare un cervo soltanto inseguendolo senza fine, senza colpirlo, finché esso non cade a terra esausto dalla stanchezza. Questa è la filosofia dell’approccio armonico che avvicina il popolo Tarahumara alla corsa.

Non è insolito, per un Rarámuri, correre da casa sua fino a raggiungere un villaggio a 40 miglia di distanza e fare ritorno a casa nello stesso giorno.

La corsa fa così tanto parte integrante della loro cultura e la loro identità culturale, che l’unica forma di sport agonistico dei Tarahumara
è una gara sulla lunga distanza chiamata rarajipari.
Da centinaia d’anni i Tarahumara svolgono il gioco chiamato rarajipari. Il gioco consiste nel prendere a calci una palla di legno intagliato lungo distanze che arrivano fino a 50 a 100 miglia, in una competizione che può durare anche due giorni. Durante la gara, i Tarahumara corrono con ai piedi le classiche huaraches e si alimentano solo con mais, fagioli e tortillas.
Ma i Tarahumara non sono corridori nati per le competizioni che tutti conosciamo.

Nel 1993 un uomo di nome Rick Fisher accompagnò una delegazione di sei Rarámuri alla Leadville Trail 100 miles, una gara massacrante che si svolge negli Stati Uniti, in Colorado. fornì a ciascuno di essi scarpe da trail running, ma la metà di loro scelse di correre con i sandali huaraches fabbricati solo pochi giorni prima della corsa. I Rarámuri iscritti alla Leadville Trail 100 hanno corso visibilmente rilassati, tenendosi inconsapevolmente a distanza di sicurezza dallo spirito competitivo della corsa. Nonostante questo, senza alcuno sforzo apparente, al calar della notte Victoriano Churro, un agricoltore Rarámuri di ben 55 anni è stato il primo a tagliare il traguardo della competizione. In seconda posizione si è piazzato il suo compagno Rarámuri Cerrildo Chacarito.

L'anno successivo Fisher portò una ulteriore delegazione di giovani della tribù Rarámuri a correre la Leadville Trail 100 e il venticinquenne Rarámuri Juan Herrera non solo vinse la gara, ma stabilì il nuovo record, abbassandolo di ben 25 minuti. Fu l'ultima volta che un Rarámuri corse a Leadville.
......
continua qui

Ora nella regione del Mexico abitata dai raramuri (chihuahua) c'è un'emergenza alimentare e dai primi mesi dell'anno è in corso una mobilitazione internazionale per aiutare questa popolazione.

Questo video è relativo a questa problematica:



Scott Jurek talks about racing, winning, running with the Tarahumara, and coming to terms with what running means to him today.

Cercando online ho trovato anche questo, di pochi giorni fa:

A casa di una coppia di amici a Londra trovo un libro nella loro libreria che mi colpisce per la semplicità del suo titolo: Born to run.

Il titolo completo è però esplosivo: Born to Run: The Hidden Tribe, the Ultra-Runners, and the Greatest Race the World Has Ever Seen.

Non ho ancora terminato di leggere questo libro, ma una notizia di questa mattina mi costringe a parlarne. E’ morto uno dei protagonisti principali Micah True anche detto Caballo Blanco.

In suo onore in questi giorni si stanno organizzando varie manifestazioni in giro per il mondo.

Di cosa parla questo libro ? Di tante cose. E’ un’odissea che si svolge nel mondo delle corse estreme, corse in percorsi di montagna per 160 km.



Parla di una tribù messicana che vive in un luogo inaccessibile i Tarahumara che tra di loro si chiamano Rarámuri, o “The Running People“. Hanno uno stile di vita semplicissimo con una dieta semplice fatta di legumi e cereali.

Praticano la Korima, “the power of unconditional living”, una pratica di condivisione con gli altri di quello che hanno. Questa tribù che non ama avere contatti con il mondo e che vive in modo spartano nella Sierra Madre messicana è diventata famosa quando uno dei suoi corridori, un cinquantacinquenne ha vinto una delle gare di corsa più dure al mondo: La Leadville Trail 100(100 vuole dire 100 miglia ovvero 160 km).

Un semplice indio sorridente che si alimentava con pochi alimenti semplici e che correva con dei sandaletti ha battuto gli ultra atleti super allenati americani.

Questo libro parla anche dell’inutilità delle scarpe da ginnastica e di come il piede umano sia una macchina perfetta in grado di adattarsi ad ogni terreno.

Questo libro parla anche di un uomo Micah True, che ha deciso di sposare lo stile di vita dei Tarahumara, e diventando famoso con il soprannome di Caballo Blanco.

Ecco un video pubblicato pochi giorni fa da un suo amico:



Ecco un estratto da un articolo di Christopher McDougall autore del libro, che nel 2006 parla dei Tarahumara.

When it comes to the top 10 health risks facing American men, the Tarahumara are practically immortal: Their incidence rate is at or near zero in just about every category, including diabetes, vascular disease, and colorectal cancer. Age seems to have no effect on them, either: The Tarahumara runner who won the 1993 Leadville ultramarathon was 55 years old. Plus, their supernatural invulnerability isn’t just limited to their bodies; the Tarahumara have mastered the secret of happiness as well, living as benignly as bodhisattvas in a world free of theft, murder, suicide, and cruelty.

So how do they do it? How is it that we, in one of the most technologically advanced nations on Earth, can devote armies of scientists and terabytes of data to improving our lives, yet keep getting fatter, sicker, and sadder, while the Tarahumara, who haven’t changed a thing in 2,000 years, don’t just survive, but thrive? What have they remembered that we’ve forgotten?

da http://www.vagabonding.org/?p=3239



Il web è pieno di storie che sono come romanzi.
Ma sono vita vera.

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Re: I Raràmuri

Messaggio  xee il Mar Apr 17, 2012 9:45 am

è una storia bellissima che da un sacco di spunti di riflessione:

Ad esempio sull'alimentazione: da noi vanno di gran moda i regimi alimentari iperproteici e questi mangiano solo legumi e cereali, in barba alla tanto celebrata paleo zona non LCL (dieta zona senza latticini, cereali o legumi) e corrono fino a sfiancare un cervo.

Sui nostri piedi e la riscoperta del barefoot in mezzo al fiorire di calzature sempre più ammortizzate.

E poi, soprattutto, la bella storia di questa popolazione. Mi piacerebbe sapere qual'è la loro vita media (ovviamente prima della crisi alimentare che li sta affliggendo) giusto per confrontare empiricamente questo dato con le teorie che la corsa prolungata farebbe male.

Interessante lettura: approfondirò!
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Re: I Raràmuri

Messaggio  Admin il Mar Apr 17, 2012 9:46 am

E' stato bellissimo sapere che i leggendari raràmuri esistevano mrgreen

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http://www.verticalmente.net

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Re: I Raràmuri

Messaggio  Tengri il Mer Apr 18, 2012 1:32 pm

Ad_buzz ha scritto:E' stato bellissimo sapere che i leggendari raràmuri esistevano

E conta che vivono in alcuni dei posti più belli della terra ... lì vicino corre il Barranca del Cobre ... il canyon più profondo del pianeta. :-)
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Re: I Raràmuri

Messaggio  buzz il Mer Apr 18, 2012 1:35 pm

Tengri ha scritto:
Ad_buzz ha scritto:E' stato bellissimo sapere che i leggendari raràmuri esistevano

E conta che vivono in alcuni dei posti più belli della terra ... lì vicino corre il Barranca del Cobre ... il canyon più profondo del pianeta. :-)

vedo che c'è da chiodare parecchio asd


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Re: I Raràmuri

Messaggio  Tengri il Mer Apr 18, 2012 1:41 pm

xee ha scritto:è una storia bellissima che da un sacco di spunti di riflessione:

Ad esempio sull'alimentazione: da noi vanno di gran moda i regimi alimentari iperproteici e questi mangiano solo legumi e cereali, in barba alla tanto celebrata paleo zona non LCL (dieta zona senza latticini, cereali o legumi) e corrono fino a sfiancare un cervo.

Sui nostri piedi e la riscoperta del barefoot in mezzo al fiorire di calzature sempre più ammortizzate.

E poi, soprattutto, la bella storia di questa popolazione. Mi piacerebbe sapere qual'è la loro vita media (ovviamente prima della crisi alimentare che li sta affliggendo) giusto per confrontare empiricamente questo dato con le teorie che la corsa prolungata farebbe male.

Interessante lettura: approfondirò!

Di storie così ne esistono è vero. Però spesso chi scrive è o un bianco o un nativo che impara a scrivere quello che noi vogliamo sentire. Il "buon selvaggio" da Rosseau in poi è un mito occidentale capace di muovere molte coscienze. In realtà, per mia esperienza, le cose sono ben più complicate.

Il fatto che un 55enne raràmure abbia vinto Ladville non significa che tutti i Tarahumara siano così come piacerebbe a molti romantici scrittori del web. I loro problemini li hanno anche loro.

E poi non confondere. Molte delle diete iperproteiche alla moda oggi servono a vendere prodotti di sintesi e intervengono su un problema cronico della nostra alimentazione: lìutilizzo di cereali raffinati e una dieta iperglucidica spinta dai produttori delle belts americane. la stessa lotta contro i grassi (di ogni genere) e la loro sostituzione con i cereali (kellogs mi raccomando) fa parte di questa strategia.

I cereali che mangiano i tarahumaras e i loro legumi messi insieme e sommati a carne allevata e selvaggina hanno quantitativo proteico e indice glicemico molto simile alla dieta del paleolitico. Inoltre conta che la vita che fanno (trasportando di corsa o a dorso di mulo) le loro cose implica necessità alimentari (anche di carboidrati) nemmeno lontanamente assimilabili a chi vive seduto e si allena per andare in montagna.

Il contwesto mi sembra importante sennò, anche in buona fede si rischiano di fare bei casini Very Happy

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Re: I Raràmuri

Messaggio  Tengri il Mer Apr 18, 2012 1:42 pm

Buzz ha scritto:
Tengri ha scritto:
Ad_buzz ha scritto:E' stato bellissimo sapere che i leggendari raràmuri esistevano

E conta che vivono in alcuni dei posti più belli della terra ... lì vicino corre il Barranca del Cobre ... il canyon più profondo del pianeta. :-)

vedo che c'è da chiodare parecchio


certo un viaggettino da quelle parti ....
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Re: I Raràmuri

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