da Segnavia 54 - psycoclimb 1914

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da Segnavia 54 - psycoclimb 1914




Rimettendo ordine nella sterminata libreria di mio padre (collezionista di libri, non solo di montagna, ovviamente), mi sono imbattuto in un testo dal titolo Psicologia dell’alpinista, redatto da Adolfo Hess (Lattes & C. Editori, Torino 1914). Adolfo Hess è un’importante figura di accademico, ovvero uno di coloro che, a cavallo fra ’800 e ’900, concretizzarono il passaggio all’alpinismo “senza guide”. Prima di lasciare la parola ad altri autori, Hess si cimenta in un capitolo introduttivo, intitolato «Due chiacchiere pseudo-filosofiche». Nell’illustrare le differenti tipologie di approccio alla montagna (scientifico, sportivo, emotivo – oggi probabilmente diremmo “romantico” – e così via…), Hess sostiene che, più o meno, in tutti gli individui, che perdurano nella frequentazione dell’Alpe, si possono individuare cinque fasi successive.

di Carlo Crovella - Segnavia 54 - http://segnavia54.com/2012/04/16/psycoclimb-1914/

Prima fase: uno stato di incubazione, in genere inconscio (aggiungo io, presumibilmente connesso al traino familiare);

Seconda fase: iniziazione, con forte impressionabilità e ingenuità;

Terza fase: la fase sportiva, la “vera attività alpinistica” dice Hess, con grande impulso passionale e raggiungimento del top (usando naturalmente un termine di oggi, Hess scrive “l’apogeo” – chic!) tecnico e atletico;

Quarta fase: stadio riflessivo, con serenità di spirito e godimento della montagna in tutti i suoi risvolti e dominio del sentimento estetico e della cultura intellettuale;

Quinta fase: la decadenza (!), in cui dominano i ricordi e la propensione a tramandare ai giovani e alle masse (testuale, ndr) l’eredità dei propri sentimenti, delle soddisfazioni e dei godimenti che ci vengono dalla montagna.

Hess conclude esplicitamente che la quinta fase è la corsa verso la… giubilazione. Il testo si snoda poi con alcuni contributi di autori tedeschi (in lingua originale) e con una corposa serie di ritratti di figure alpinistiche dell’epoca (fine ’800 – primi ’900). Ma torniamo allo scritto di Hess: mi ha molto colpito l’individuazione delle cinque fasi e ci ho riflettuto sopra. Una primissima precisazione, doverosa: Hess non fa riferimento a “grandi alpinisti”, ma sottintende che le cinque fasi si manifestino in qualsiasi appassionato di montagna, a qualsiasi livello tecnico-atletico egli si muova.
........... continua Arrow


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da Segnavia 54 - psycoclimb 1914 :: Commenti

Messaggio il Mar Apr 17, 2012 2:23 pm  buzz

Pensandoci bene, su questo forum, di personaggi pienamente nella V fase ce ne sono parecchi... asd

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Messaggio il Mar Apr 17, 2012 2:27 pm  Ospite

sono pure io in fase 5 Laughing Laughing Laughing Laughing

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Messaggio il Mar Apr 17, 2012 2:37 pm  Ospite

Interessante Buzz Wink

Personalmente penso di essere nella fase quattro. Il bello è che ci devo essere arrivato direttamente dalla fase due, perchè non ricordo di aver mai raggiunto alcun 'top' in nessuna disciplina mrgreen mrgreen mrgreen


Very Happy

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Messaggio il Mar Apr 17, 2012 2:57 pm  LucaVi

Non mi riconosco per niente nella fase 5. Rolling Eyes

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Messaggio il Mar Apr 17, 2012 3:46 pm  Ospite

E noi della fase 6? Very Happy

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