da Carmilla online - Feisbuc: operazione "caro diario"

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da Carmilla online - Feisbuc: operazione "caro diario"




Il regalo per l'anno nuovo da parte di Mark Zuckerberg per tutti gli utenti di Facebook è Timeline. Un nuovo look, una nuova interfaccia del profilo del più popolare tra i social network, che lo fa somigliare sempre più alla struttura di un blog, o di un sito personale, anche se ripetuto per n utenti. Timeline avrà il compito di rappresentare la storia della nostra vita, e nella versione italiana il termine è stato abilmente localizzato con “diario”.

da http://www.carmillaonline.com/archives/2012/02/004183.html#004183

Una mossa scaltra da parte dell'azienda, che porta al livello successivo la concezione alla base del sito. E' storia nota che FB sia nato negli Stati Uniti come una sorta di annuario virtuale, un mezzo per identificare i compagni di università, vedere i loro interessi, sapere la loro situazione sentimentale. Con il passare del tempo, una volta laureati, il sito ha iniziato a funzionare da homecoming infinito e sempre a portata di mano. Poi l'uscita dai circuiti studenteschi, alla conquista del mondo. E' noto anche che il social network è fondato sull'acquisizione di contatti, basati sulle caratteristiche comuni degli individui. Ma una volta stabilita una comunità base di “amici”, essa deve essere alimentata da fatti, esperienze comuni, per cementarla e creare il classico clima cameratesco. Il gruppo deve essere dotato di ricordi condivisi. Con una funzione in più: i ricordi possono essere ripuliti, sistemati, cancellati e spennellati con Photoshop. Per renderci più socialmente presentabili, per essere a nostro modo delle celebrità costrette a mantenere la propria immagine. Nonostante le grandi speranze del fondatore di Facebook, ex hacker, (Quello che mi interessa realmente è la missione, fare sì che il mondo sia aperto [2]) e dei suoi collaboratori ( [...] i social network possono essere un mezzo potente per condividere nuove idee, dare risalto a nuovi prodotti e discutere le notizie d’attualità [3]), quello che inevitabilmente salta agli occhi è che in realtà l'aggregazione sociale avviene attraverso modalità per lo più deprimenti, ma molto produttive. Tra tutte, la più gettonata: scrivere ovvietà. “Oggi ho forato”, “finalmente è primavera”, “oggi c'è il sole”, “che giornata di merda”. A seconda dell'avvenenza o del prestigio sociale dell'utente, arriveranno consensi in maniera direttamente proporzionale. Oppure attraverso il commento di circostanza, ad esempio alla vista di una fotografia dove la tua amica, nota per avere una chioma da Rapunzel, esibisce una mohicana, scrivere “Che cosa hai fatto ai capelli?”. Ricordare i momenti salienti della serata precedente, in un moviolone inutile e senza soluzione di continuità. Come al bar, solo che almeno al bar si gioca a briscola. E poi le citazioni. Esprimere il proprio stato d'animo con una citazione, che sia in senso classico o tramite il collegamento a qualche canzone su YouTube. Come Victor Ward, il protagonista di Glamorama, ormai parliamo solo per frasi di canzoni pop e frammenti della cultura dello spettacolo, che si ripetono, si confondono, creano ansia se non colte, e soprattutto alimentano una diffusa sindrome da deficit di attenzione, gonfiando a dismisura leggende metropolitane quali Paul Is Dead e la coprofagia di Gianni Morandi. E quando per caso scappa una frase originale viene trattata come una gemma preziosa, la Divina Commedia, Stairway to Heaven. Ma ricorda, questa sarà popolare solo se tu sei già popolare.
In questo sistema tribale il silenzio equivale all'auto-estinzione sociale. Sembra impossibile accettare che un giorno, o due, o anche tre non abbiamo nulla da dire al mondo. Perché se non abbiamo nulla di ovvio da dire c'è sempre il piano B: il ritorno al passato.

Rachael: I'm not in the business. I am the business.[4]

La semplicità di Timeline è rendere visibile quello che già era latente: noi stessi esistiamo come utenti di Facebook in quanto contenitori di ricordi, esistiamo solo in funzione del nostro passato. E non che faccia schifo alla maggior parte degli iscritti, che sono ben lieti di arricchire il profilo con foto di repertorio come viene richiesto dalle maschere del sito. Siccome FB è più che altro intrattenimento (o come scrivono le esperte techno-chic di Style.it un social network da cazzeggio), proprio come l'industria pop torna perennemente all'antico . Il bottone “Condividi” inviterà a sparare nel cyberspazio elementi del tuo “diario”, dove la personalità dell'utente medio potrà finalmente straripare liberamente e cullarsi nell'auto-adulazione e nell'autobiografia.



Sarà un bene, sarà un male, sarà una cosa che daremo per scontato come un programma di scrittura elettronica? O meglio: la digitalizzazione dei ricordi in futuro sarà una open source così importante e irrinunciabile?


Ultima modifica di Buzz il Mar Apr 17, 2012 3:24 pm, modificato 1 volta

buzz

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Messaggio il Mar Apr 17, 2012 3:05 pm  LucaVi

Sono da poco su Facebook. Condivido quanto è sopra scritto, ma non lo demonizzerei. E' un mezzo e dipende da come lo usi. Talvolta è anche piacevole mostrare a degli amici lontani una foto che loro non hanno ancora visto, e viceversa.
Certo è che con FB il profilo dello stronzo è meno delineabile.

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Messaggio il Mar Apr 17, 2012 3:07 pm  .

FB è la nostra plastica facciale

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Messaggio il Mar Apr 17, 2012 3:39 pm  buzz

Io non credo ad una divisione manichea fra contenuto e contenitore, ovvero fra oggetto deresponsabilizzato e uso dell'oggetto.
Così come la televisione, facebook (e ovviamente non solo) sono stumenti non solo atti allo scopo. Sono contenitori che modellizzano il contenuto.
Forzarne l'utilizzazione in altre direzioni è molto difficile.

Tuttavia in una realtà nella quale se non comunichi non esisti, anche la propagazione di concetti contrari al flusso dominante non può esimersi da utilizzare - con estrema cautela - certi strumenti.

Lo vediamo anche attraverso l'idea da cui ha preso le mosse questo forum:
in stragrande maggioranza, la gente che va in montagna e/o arrampica e/o scala o fa attività in montagna, sta su facebook. Ognuno a modo suo, più o meno, chi nella modalità "che bella foto..." chi in quella "condivido altrui pensieri" in genere a scopo narcisistico-sessual-relazionale, ma non solo, perché esiste un effetto traino di innegabile potenza: è comodo utilizzare un media dove ci sono più o meno tutti. Però non vuol dire che la gente sia assuefatta a questo unico modo di comunicare. E in effetti la grande partecipazione a questo forum ne è la prova. La condivisione di contenuti del forum su facebook porta a grande partecipazione e interesse. C'è spazio, fra chi frequenta facebook, per discussioni anche più approfondite e tematiche meno popolari.

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Messaggio il Mar Apr 17, 2012 4:17 pm  Ospite

Fb, per una discussione Articolata in stile forum è molto, molto scomodo, checché ne dicano alcuni.

Innanzitutto si viene travolti dalle notifiche che diventano letteralmente invasive e seguire il flusso del discorso, spesso, diventa complicato.

La maggior funzione del social network è quella "hey look at me, i m so cool".
Gli arrampicatori solo foto di scalata
Gli sciatori solo foto di sci
I bigaroli solo foto di biga.

è un mezzo perfetto per comunicare il superfluo che ci circonda, mascherandolo a volte con il nome di passione perchè, teoricamente, una volta tornati a casa la nostra "scimmia" dovrebbe essersi placata, dopo aver sciato - scalato - pedalato tutto il giorno.
Fb inveca da la possibilità di prolungare l'estasi tendenzialmente all'infinito con pubblicazione di foto e filmati e i relativi commenti che sono null'altro che carburante per l'ego.

Fb è anello di congiunzione tra l'attività (sia essa anche l'andare a ballare in disco) e il ricordo permanente di essa, che si tramuta in amplificazione dell'ego dove ogni uscita è leggendaria e ogni giornata è fantistica oppure, viceversa, è tutto una merda.

Fb rende il vero - verosimile, noi stessi facciamo da filtro sulla realtà che abbiamo vissuto mostrandone solo gli aspetti che ci interessano, o mostrando gli altri come ci va a noi.

si fb è verosimile.

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Messaggio il Mar Apr 17, 2012 4:35 pm  giggio

per quel che vedo io, oltre a quello che dite, FB è particolarmente adatto al cazzeggio o all'aggiornamento/notifica o alla notizia spot.
tutte cose che fai/vedi nel tempo di reazione di secondi/minuti (commenti etc.), fino ad un massimo di qualche ora.
poi viene tutto ingoiato e seppellito dalle cose più recenti.
il tipo di fruizione quindi va di conseguenza.

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Messaggio il Mar Apr 17, 2012 4:47 pm  cinetica

io devo ammettere che il "diario" ha leggermente cambiato il mio modo di interagire con fb.
Mentre prima postavo solo un po' alla casso ora dedico un po' di attenzione anche alla cura della mia bacheca: tolgo quello che mi da fastidio o reputo superfluo e metto in evidenza ciò che voglio fare apparire.

quoto sia buzz sia fo

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Messaggio il Mar Apr 17, 2012 4:50 pm  .

trovato anche questo sfogliando il sito in questione

http://www.carmillaonline.com/archives/2010/11/003675.html#003675

cit.

"Su Facebook, dicevamo, a differenza che nel blogging, le cogenze del dispositivo rendono più standardizzati i processi di soggettivazione. Non solo perché su Facebook i processi attivi di soggettivazione e di costruzione identitaria si sviluppano sempre a partire dal dispositivo, ma anche perché Facebook è un dispositivo-specchio che produce serialità e omologazione: si è più soggetti costituiti, che soggetti costituenti.

Se infatti la decisione di aprire un proprio profilo in rete “costituisce una pubblicizzazione del sé, una sorta di promozione identitaria che, come per i marchi, passa attraverso una strategica proposta di un’identità visiva”, Facebook accentua, fin dal nome, la rilevanza assegnata alla promozione di un’identità visiva di sé: è il libro delle facce.

Solo che, rispetto alla libertà espressiva che il blog consente, fin dai primi atti che noi compiamo, nel momento in cui siamo chiamati a produrre un’immagine di noi stessi, Facebook ci persuade a seguire un preciso regime di visibilità che non è esplicitamente prescritto ma che si articola su una serie di ingiunzioni.[26] Nel momento in cui ci iscriviamo a Facebook e iniziamo a costruire il nostro profilo, ci viene chiesto di inserire il nostro nome-cognome, la data di nascita, un indirizzo e-mail, una descrizione di noi stessi e una nostra immagine, il nostro avatar, il nostro alter ego digitale. "Upload a profile picture" è l’ingiunzione che tutti noi riceviamo. Possiamo scegliere di non far vedere a nessuno o di condividere solo con gli amici, alcuni dei nostri dati sensibili, quali la data di nascita o l’indirizzo e-mail. Quel che invece non possiamo in alcun modo nascondere è il nostro nome e cognome e la nostra immagine. Se decidiamo di non caricarne alcuna apparirà, al posto del nostro volto, un’immagine poco attraente: un grande punto interrogativo che in calce rinnova l’ingiunzione “Upload a profile picture”.

Ora: non si dice né che siamo obbligati a farlo, né che dobbiamo pubblicare una foto “vera” di noi stessi: ma, se non lo facciamo, saranno i nostri stessi “amici” a sollecitarci, perché tutti su Facebook hanno una loro immagine!"

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Messaggio il Mar Apr 17, 2012 5:25 pm  Beldar

dai , Jag, ma per favore, ma chi l'ha scritto sto robo qui ??? FB è zeppo di nick fasulli come Jaguaro o Beldar, di foto appiccicate con fiori, barche a vela ( la mia) e altre amenità come avatar, che nulla hanno a che vedere col proprio aspetto esteriore; se proprio dobbiamo criticare il Grande Satana Zuckembergiano almeno facciamolo con critiche un pò più ficcanti che non ste menate degne di Pontifex

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Messaggio il Mar Apr 17, 2012 5:47 pm  .

bravo; però

Guarda che mica l'ho scritto io, o ho espresso giudizi...o che... mi pare....

se ti pare, non mi pare.

o no?

vuoi farmi dire tu le cose?

pare.

firulì

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Messaggio il Mar Apr 17, 2012 6:07 pm  Beldar

no, non ti faccio dire nulla, per carità, mi fa solo sorridere un giudizio così superficiale espresso da un sito su un fenomeno che sta marcando un nuovo modo di rapportarsi alla rete, che ci piaccia o meno, tralascio pipponi come "le cogenze del dispositivo rendono più standardizzati i processi di soggettivazione " che mi sanno di intellettuale che se la tira, abbello ma come cazzo scrivi su un sito web ????
derubricare FB ad una protesi sul web di ego ipertrofici mi sembra vagamente riduttivo; lo strumento FB è molto più flessibile e malleabile di quanto non si dice normalmente, permette interazioni sicuramente frivole ma anche meno, condensando in una piattaforma forme di comunicazione diverse che vanno dalla condivisione di contenuti multimediali sino all'invio di messaggi o alla chat, tutte cose che si fanno anche fuori FB, ovvio, ma che lì vengono condensate in un unico strumento; io semplicemente lo trovo comodo, lo uso, ho dei livelli di privacy piuttosto alti, il 90% dei contatti sono persone che conosco dal vivo, con i quali spesso per vari motivi è molto più comodo sentirsi via FB che con altri mezzi, non mi frega nulla di aggiungere contatti compulsivamente (a tal proposito mi sono reso conto che il 70% dei miei contatti è nato nei primi mesi di frequantazione su FB, gli altri nei due anni sucessivi con una curva ormai pressochè piatta); per inciso lo strumento diario o timeline non mi piace e quindi non l'ho messo su, sono ancora al classico vecchio profilo, e, per il momento, nessuno mi ha imposto passaggi al nuovo sistema.
Il giorno che mi rompoerò le palle di FB lo mollerò, non credo che questo mi manderà dall'analista o mi farà buttare da un ponte

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