Domanda ai mangiatori di carne

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Domanda ai mangiatori di carne




Io non mangio carne da molti anni: esattamente dal settembre dell'89. Quindi sono quasi 23 anni.
Il motivo principale è che cerco di evitare di infliggere sofferenze ad altri esseri viventi, se mi è possibile.

Certo, sono perfettamente consapevole che semplicemente nell'atto di lavarmi le mani spazzo via milioni di batteri, che il semplice fatto di esistere comporti il consumo e/o la distruzione di altre forme di vita. Il circolo della vita e la morte... mors tua vita mea... le leggi naturali... la selezione naturale...
Però la differenza fra me come essere umano e altre forme di vita che si limitano ad esistere e cercare la propria autoaffermazione, è che sono dotato di coscienza, cioè della consapevolezza della mia esistenza, e quindi sono in grado di interrogarmi su me stesso.
Per farla breve: se posso evitare, evito.

Ho arbitrariamente deciso che quanto maggiore è la complessità della forma di vita che mi trovo davanti tanto più alto deve essere il mio rispetto per essa, e la mia attenzione nel cercare di salvaguardarla. Fra le forme di vita ad alta complessità vi è senza dubbio l'essere umano, quindi anche me medesimo. Il mio sistema etico, per salvaguardare la mia esistenza, mi permetterebbe di uccidere animali complessi, se non fossi in condizione di poter scegliere differentemente.
Casualmente, vivendo in questa società opulenta, lo sono. Quindi posso permettermi la scelta etica di non uccidere a scopo alimentare animali posti molto in alto nella scala della complessità.

Quindi, prima motivazione, quella etica.

Inoltre, sono convinto che il consumo di carne nelle società occidentali sia assolutamente sproporzionato. Solo sessanta anni fa, nel nostro paese tanto per fare un esempio, il consumo di carne (includendo insaccati e conservati vari) era un lusso che ci si poteva permettere, se benestanti, non più di un paio di volte alla settimana. Dal boom economico si arrivò a consumare carne anche due volte al giorno, in varie forme più o meno riconoscibili (vi ricordo che il salame e il prosciutto sono carne, che il ripieno dei tortellini è carne, che i petti di pollo impanati sono carne, che il ragù è carne... eccetera.
Se non lo sanno infatti normalmente i camerieri dei ristoranti, i quali quando dico che non mangio carne continuano a propormi questi alimenti, eprchè dovreste saperlo voi?)

Questa sproporzione comporta diversi problemi per la nostra salute. Il nostro organismo non è fatto per utilizzare la carne in modo massiccio dal punto di vista alimentare. Non mi dilungo, cercando in rete si trovano molte pubblicazioni che spiegano perchè. E' ovvio però che questa è un'argomentazione piuttosto debole, in senso assoluto. Infatti, anche il fumo, l'alcool, l'eccesso nel mangiare, la vita sedentaria, le attività ricreazionali pericolose, sono tutte cose che contribuiscono statisticamente ad accorciare la durata della nostra esistenza. E sono cose cui ci sottoponiamo volontariamente, perchè né traiamo una qualche gratificazione immediata. E allora ci si può perdere in un mare di argomentazioni sensate sulla incertezza della nostra vita, sul carpe diem eccetera. E poi sul fatto che molto altro, quello che respiriamo, l'ambiente in cui viviamo, comunque non dipendono da noi che in minima parte. E allora tanto vale non privarci di minimi piaceri, visto che comunque tale privazione non ci garantirebbe alcuna sicurezza.

In ogni caso, per me, questa vale come seconda motivazione. Ho smesso di fumare, di farmi droghe, di bere, evito di fare vita sedentaria, e ho smesso anche di mangiare carne. Per cercare di migliorare la qualità della mia vita. Se non per vivere di più (che vivere di più da rincoglionito non so quanto sia un bene).

Però questa sproporzione comporta anche problemi per l'ambiente in cui viviamo. Gli allevamenti di bestiame distruggono letteralmente il pianeta. E lo affamano anche, perchè l'allevamento di carne non è conveniente, dal punto di vista alimentare.

Per allevare il miliardo e mezzo di capi bovini che oggi è destinato al consumo alimentare, si utilizzano migliaia di tonnellate di cereali e legumi che potrebbero essere utilizzati per l’alimentazione umana. Oggi, circa un terzo della raccolta mondiale di cereali è impiegata come mangime per bovini e altro bestiame d’allevamento, mentre circa un miliardo di esseri umani soffrono per la famee la denutrizione cronica.

E lo stesso accade per il consumo di acqua. Anche se il bestiame utilizza direttamente solo l’1,3% dell’acqua utilizzata in totale in agricoltura, si deve però considerare l’acqua utilizzata per produrre l’enorme quantità di cereali e soia che gli animali consumano. Risulta così che 1 Kg di manzo è stato prodotto impiegando ben 100.000 litri di acqua, cento volte la quantità che serve per produrre un kg di grano.

Quindi la terza motivazione è quella ecologia, per l'ambiente.

Ma anche su questo si trova moltissimo, in rete. Quindi non mi dilungo ulteriormente. Non penso che sia la mancanza di informazione, quella che tenga lontano la gente da scelte eticamente corrette per l'ambiente in cui vive. O si considera se stessi assolutamente prioritari nel proprio ambiente, più importanti dell'altro da sé e ci si comporta di conseguenza oppure dove comporta un impegno a parole si professa una sorta di coscienza ecologica ma dove un impegno anche minimo è richiesto, si preferisce soprassedere.

Tutto sommato, quelli che se il problema non se lo pongono proprio vivono in un sistema coerente, anche se spesso a loro insaputa, al centro del quale sono essi stessi.
Quelli che cercano di vivere ispirandosi ad un sistema etico non del tutto egoistico, sono pochi. Quelli che ci riescono ancora meno. E le loro scelte, per quanto possano essere significative per se stessi, sono ininfluenti sul piano collettivo.

Quello che apporta significativi cambiamenti ai nostri modelli di vita non sono le scelte etiche. Sono le necessità economiche.
In questo pianeta, molto semplicemente, la specie umana non può più permettersi di allevare animali a scopo alimentare. L'aumento della popolazione mondiale pone problemi urgenti da risolvere in questo senso.

La necessità economica, come sempre è accaduto, informerà i principi morali.Tempo qualche decennio, se esisteremo ancora, mangiare carne animale sarà l'equivalente di un tabù. La metteranno giù così: ma in realtà, semplicemente, non potremo più permettercelo.

Quindi non faccio questo discorso per far proselitismo. Mai fatto. Non mi interessa

Ma è la curiosità.
Io non mangio carne per:
a) scelta etica
b) scelta salutista
c) scelta ambientale

ma fra i mangiatori di carne, c'è qualcuno che riesca ad andare aldilà del banale "mi piace", che conosco e quindi escludo a priori come risposta?

C'è qualcuno in grado di argomentare la sua scelta sotto qualsiasi profilo?


Per cortesia evitate commenti del genere "vuoi mettere una bella bistecca alla brace?"
Li cancello.

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Domanda ai mangiatori di carne :: Commenti

Messaggio il Mer Nov 28, 2012 3:16 pm  buzz

Incidentalmente, c'è questo articolo oggi su "comedonchisciotte"

La pubblicazione che il movimento vegetariano e i suoi detrattori attendevano da decenni è finalmente arrivata: dati concreti, oggettivi e significativi sull'incidenza dei tumori tra i vegan.

L'articolo scientifico è stato curato da un team di ricercatori della Loma Linda University, e pubblicato su Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention, rivista dell'American Association for Cancer Research, co-sponsorizzata dall'American Society of Preventive Oncology.

Tra i 69.120 Avventisti che vanno a comporre lo studio di popolazione Adventist Health 2, dopo aver distinto in onnivori, latto-ovo-vegetariani, "pesco-vegetariani", "semi-vegetariani" e vegan, questi ultimi sono risultati l'unico gruppo con una ridotta incidenza complessiva di tumori, indipendentemente dal genere sessuale, ma in particolare per i tumori femminili (ginecologici e della mammella), anche dopo la miriade di aggiustamenti statistici prodotti sui dati (etnia, storia familiare di tumori, livello educativo, abitudini di fumo, consumo di alcool, età al menarca, gravidanze, allattamento, uso di contracettivi orali, terapia ormonale sostitutiva e menopausa).

Questi risultati sono di enorme rilevanza per la salute pubblica internazionale se consideriamo che gli Avventisti sono già di per sè un gruppo sociale a basso rischio di tumori rispetto alla popolazione generale e che la pubblicazione arriva a solo 4 anni dall'inizio dello studio, quando per rilevare a fondo l'incidenza dei tumori sono spesso necessari anche decenni prima di avere campioni significativi.

La protezione per i tumori della dieta vegan va ad aggiungersi a quella per obesità, diabete, ipertensione, diverticolite e cataratta già emersa negli ultimi anni.

Manco a dirlo, come risulta da una ricerca su Google News, la vergognosa stampa italiana, ivi compresa quella cosiddetta "scientifica", non ha pubblicato una sola riga sulla questione, in modo da non rendere nemmeno necessaria la pronta smentita di Calabrese, Ghiselli e del cosiddetto Istituto Nazionale per la Ricerca sugli Alimenti e la Nutrizione, nella cui home-page campeggia attualmente un bello spot ai salumi italiani.

Oggigiorno, a questa "civiltà" urbana e alla sua violenza fagocitatrice ci si può ancora ribellare avendo l'unica forza delle proprie scelte quotidiane: la scienza epidemiologica ci indica una possibile via.

Carlo Martini
www.comedonchisciotte.org

che l'alimentazione più sana per l'uomo sia quella strettamente vegetariana, diciamo più o meno quella degli scimpanzè, secondo me è un dato scontato.

ma tutto ciò che facciamo in qualche modo ci deteriora.
sta a noi scegliere se bruciare intensamente o lentamente.
molti dicono: chi se ne frega di campare centanni senza soddisfazioni, meglio di meno ma godendosi la vita.
discorso che non fa una piega, se è una scelta consapevole.
Sapendolo uno si potrebbe regolare, nell'utilizzare quello che all'apparenza (e anche nella sostanza, per via delle nostre abitudini culturali e alimentari) ci gratifica (la fiamma brucia intensamente) ma ci accorcia l'esistenza.

(questo lasciando un attimo da parte gli altri aspetti, etici e d'impatto ambientale)

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Messaggio il Gio Nov 29, 2012 9:05 am  buzz

alessandro ha scritto:
buzz ha scritto:
La frutta è un prodotto che è costruito dalla natura per essere mangiato.
Appunto... questo la dice lunga sulla minor/maggior complessità delle piante rispetto a noi... di fatto ci usano Wink C'è un discreto libro che tratta di questi argomenti, "la botanica del desiderio mi pare s'intitoli".

ciao! vado a mangiare adesso... piadina rigorosamente vegetariana Rolling Eyes Rolling Eyes Rolling Eyes


Very Happy

a proposito di piante, ecco... quando leggo queste cose
http://www.ilmessaggero.it/primopiano/vaticano/albero_abete_roma_natale/notizie/234667.shtml

mi prende la stessa sensazione che mi prenderebbe se al posto dell'albero ci fosse un mammifero superiore, adulto e anche con un certo lignaggio.
Lo vedo come un gesto non dissimile ai sacrifici rituali.
Per me è uno scempio, un atto contro natura, efferrato.

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Messaggio il Gio Nov 29, 2012 10:17 am  panoramix

per andare ancora un passo più OT, a me prende un analogo magone quando si sente che qualche demente scalpella i monumenti delle nostre città... che in sostanza è quanto ci resta di "vivo" dei loro illustri, o meno illustri, artefici.

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Messaggio il Gio Nov 29, 2012 10:37 am  buzz

I grandi alberi hanno qualcosa di sacro. Che siano isolati e visibili da lontano. O immersi in una foresta.
Quando gli sei vicino e li guardi, perché bisogna avere occhi per guardarli, e ti fermi a pensare da quanto tempo sono lì, allora non puoi fare a meno di provare una certa soggezione. Poi se alzi gli occhi verso l'alto: sono così grandi.
Quante giornate hanno visto passare. La notte, il giorno, il vento furibondo, la pioggia scrosciante, la neve, il sole impietoso, il caldo torrido, la siccità. Una forma di vita aliena non potrebbe essere più dissimile da noi. I loro pensieri se ne hanno sorno imperscrutabili. Come quelli di un dio. I grandi alberi sembrano grandi saggi e incutono timore e rispetto. I nostri vecchi sono spesso dileggiati. La nostra cultura privilegia la gioventù. La vecchiaia è lenta, riflessiva; la gioventù è giovane, impetuosa.
I grandi alberi hanno vissuto tanta vita, come i nostri vecchi. Abbatterli è un sacrilegio. Ma una cultura cui la vecchiaia ripugna non si pone il problema.

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Messaggio il Gio Nov 29, 2012 12:16 pm  Ludmil_J

minghia bazz

ti sei dato allo sciamanesimo


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Messaggio il Sab Dic 01, 2012 5:50 pm  Davide.DB

Premetto che non ho letto tutto.. solo alcune considerazioni sulla scelta etica:

Il volante il pomello del cabio o i sedili della tua auto in che materiale sono?

Le tue scarpe? O scarpette? o scarponi da arrampicata?

Il cinturino del tuo orologio? La tua cintura?

Il tuo sapone con che tipo di grasso è fatto?



Ripeto non ho letto tutti i post, ma se vogliamo fare etica.. facciamolo in tutto..



Poi per la scelta salutistica e o ambientale o economica mi va bene.

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Messaggio il Sab Dic 01, 2012 6:32 pm  Admin

in 23 anni una cosa non ho mai capito:
perché su questo argomento la gente viene a fare le pulci alla mia etica invece di guardare i bacarozzi nella propria.

mi ha talmente rotto il cazzo sentire ste domande.

sono 23 anni.
quanti maiali, vacche, conigli, fagiani, cavalli, polli, e cazzi vari avrò ammazzato meno di te e di tutti quelli che sono venuti a farmi sta domanda, con l'aria di aver scoperto il punto debole che mette tutto in discussione, in questi anni?

a me basta.

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Messaggio il Dom Dic 02, 2012 12:54 pm  Davide.DB

hai ragione, io cerco la piccola grinza nella tua etica e non guardo alla grossa grinza nella mia..

solo che non ho o non seguo quest'etica, ma se decidessi di non mangiar carne per non far soffrire gli animali seguirei l'etica in tutto.

Io al massimo ho scelto di mangiar poca carne, per motivi esclusivamente di futura salute. (almeno mi aguro che serva)..

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Messaggio il Dom Dic 02, 2012 1:02 pm  Admin

scusami ma in questi anni è una cosa che mi sono sentito chiedere non sai quante volte.
decine di "inquisitori" che step by step a mezzo domande che dal semplice tono ormai riconosco dalle prime tre parole con una luce negli occhi all'idea di aver intravisto una falla nel ragionamento, una pecca nell'etica...

io l'ho scritto: si vive nella contraddizione necessariamente. l'etica perfetta non esiste. ai due estremi comportamentali ci sono atteggiamenti altrettanto impossibili per la vita.

è ovvio che stia bene attento anche ad altri tipi di "consumi" animale.
scarpe di cuoi, non le uso da anni. cinghie qualcuna ce l'ho. anche quele da anni, o me le hanno regalate. portafogli...
non è che faccio il talebano e se mi regalano un portafogli faccia gli scongiuri inorridito.

ovvio che non accetto l'uso di pellicce, di nessun genere. (animali intendo).
ma ho un giubbotto di pelle. anche quello da decenni.

boh... poi ci sono un sacco di usi "nascosti". usano roba di provenienza animale per cose che nessuno si immaginerebbe mai.

ma come ti dicevo... alla fine ne faccio un discorso quantitativo.
non penso di salvare il mondo con quello che faccio. solo di portare una piccola insignificante pietruzza al mucchio.

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Messaggio il Dom Dic 16, 2012 9:28 pm  yo

Mangio carne perchè mi hanno insegnato a farlo
c'è stato un periodo in cui ne mangiavo veramente poca, praticamente una o due volte al mese, per un anno, e ne ho pagato le conseguenze, o meglio, per essere più precisi, avevo una dieta estremamente disordinata, dovuta al fatto che fossi allergica a molti alimenti...non mangiare la carne per me è stato veramente poco salutare, diciamo, ma non mi andava.
Quindi ora mangio la carne per la poltronite di cucinare altri alimenti, diciamo che mi è comoda. Cerco di mangiare meno insaccati possibile, anche se mi piacciono
Che cavolo, dovesse finire il mondo il 21 12 2012 probabilmente mi sputtanerei tutti i soldi tra cibo, montagne e buona compagnia!
Mi rendo conto che a mangiarne tanta fa veramente tanto male, il mio organismo se ne accorge, i miei neuroni pure, ma sono veramente poltrona in cucina e forse, rispetto a tante altre persone, ho pure poca fantasia in cucina...insomma, a volte cucinare mi sembra proprio una perdita di tempo, soprattutto se mangio sola.
Quindi mi schiaffo una fettina di pollo, un pò di insalata, e la cena è bella che fatta Sad

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Messaggio il Dom Dic 16, 2012 11:19 pm  Topocane

...ché passerebbe un bel piatto di pizzoccheri, eh Twisted Evil

No, così asd per dire, eh... What a Face

che li abbiam mangiati poi oggi, eh. In rifugio a 2000m dopo una bellissima sciata e prove arva Smile

cià

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Messaggio il Dom Dic 16, 2012 11:36 pm  yo

Ohi TC
ho fatto una foto in tuo onore l'altra sera

la mia amica ha cucinato ed io mangiavo!
File allegati
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Messaggio il Lun Gen 28, 2013 10:29 am  Ospite

E il latte lo bevi buzz mrgreen

Ho recentemente letto uno studio che sostiene come ci sia stato un momento durante l'evoluzione della nostra specie dove la possibilità di bere latte animale abbia di fatto salvato dall'estinzione quelle comunità che praticavano l'allevamento rispetto alle altre.

La prova secondo questi ricercatori sta nella diffusione del gene che esprime l'enzima lattasi (quello che ci fa digerire il latte da adulti). Questo gene ancestralmente si disattivava dopo l'infanzia. Ma qualche migliaio di anni fa in Turchia, è avvenuta una mutazione permettendo al fortunato "mutante" di digerire il latte anche dopo lo svezzamento.

Il punto, secondo i ricercatori, sta nel fatto che la diffusione di questa mutazione è avvenuta troppo velocemente secondo i tradizionali canoni della genetica di popolazione. Se non con il fatto che si sia verificata una elevatissima pressione di selezione su quel gene. Cioè l'avere o non avere la mutazione in quel dato momento storico ha significato la vita o la morte per quelle comunità ancestrali. Le cause di questa crisi non sono chiare (ci sono più spiegazioni del fenomeno ma nessuna decisiva). Tuttavia il dato che emerge da questo studio è che la capacità di bere e digerire il latte ha permesso a quelle comunità che avevano in sé la mutazione di sopravvivere alimentandosi appunto con il latte, mentre per le altre non c'è stato scampo. Da qui la diffusione velocissima nel tempo e nello spazio del gene "mutante". Quello che conserviamo anche noi adesso da qualche parte nel nostro genoma.

ciao!

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Messaggio il Lun Gen 28, 2013 10:45 am  buzz

Io sapevo che prima dei 4 anni noi perdiamo il 90-95% dell'enzima lattasi.

Che fa male per vari motivi. Che non è vero che latte e prodotti caseari prevengono l'esteoporosi.

Inoltre come molte altre forme di sfruttamento animale industriale la vita delle vacche da latte è un'aberrazione.

per rispondere alla tua domanda, no. non lo bevo.
(qualche volta... ma molto raramente magari un cappuccino, o un caffè macchiato)

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Messaggio il Lun Gen 28, 2013 10:54 am  Daffi

a proposito di questo argomento:

http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/11/22/darwin-e-linnaturalita-del-bere-latte/

avendo una bimba piccola ho cominciato già da un po' a informarmi riguardo alle questioni legate all'alimentazione.. come si può immaginare, si va dal pediatra che consiglia di far mangiare carne 1 volta al giorno, a quello che consiglia invece di non eccedere con le proteine. Quando si parla di alimentazione per i bambini, diventa ancora più complicato capirne qualcosa... anche il fatto di dare latte vaccino non è cosi' scontato, anzi.

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Messaggio il Lun Gen 28, 2013 11:00 am  buzz

http://www.alimentazioneinequilibrio.it/2012/02/21/381/

molto ben fatto sul legame fra consumo di latte e derivati e osteoporosi
che paradossalmente è l'esatto contrario di quanto vanno affermando ufficialmente invitando al consumo di prodotti caseari per prevenire l'osteoporosi.

in effetti il consumo di prodotti caseari e latte induce l'osteoporosi.

in aggiunta a quanto scritto in questo articolo, sapevo che l'unica etnia africana che soffre di osteoporosi è anche l'unica dedita all'allevamento e al consumo di latte: i masai.


e questo articolo sulla correlazione fra latticini e cancro
http://www.nutriprof.it/index.php?option=com_content&view=article&id=11:latticini-e-cancro&catid=11&Itemid=139

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Messaggio il Lun Gen 28, 2013 11:54 am  Ospite

Più che altro buzz l'articolo ribadisce l'importanza di una alimentazione equilibrata. Da qui a dire che consumare latticini e latte induca l'osteoporosi non è corretto secondo me (causano una acidificazione del sangue che è una delle cause dell'osteoporosi, che è diverso da dire che sono causa dell'osteoporosi).

E appunto poi con una alimentazione equilibrata l'acidificazione verrebbe tamponata con l'assunzione di verdura (alimenti basici). Il frico è dunque salvo asd asd

Per la cronaca non bevo latte né vendo formaggi, giusto per ribadire la mancanza di conflitti d'interesse Wink


ciao! cià

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Messaggio il Lun Gen 28, 2013 12:04 pm  buzz

alessandro ha scritto:Più che altro buzz l'articolo ribadisce l'importanza di una alimentazione equilibrata. Da qui a dire che consumare latticini e latte induca l'osteoporosi non è corretto secondo me (causano una acidificazione del sangue che è una delle cause dell'osteoporosi, che è diverso da dire che sono causa dell'osteoporosi).

E appunto poi con una alimentazione equilibrata l'acidificazione verrebbe tamponata con l'assunzione di verdura (alimenti basici). Il frico è dunque salvo asd asd

Per la cronaca non bevo latte né vendo formaggi, giusto per ribadire la mancanza di conflitti d'interesse Wink


ciao! cià

Da qui a dire che consumare latticini e latte induca l'osteoporosi non è corretto secondo me (causano una acidificazione del sangue che è una delle cause dell'osteoporosi, che è diverso da dire che sono causa dell'osteoporosi).

io sapevo che secammina come una papera sbatte le ali come una papera e fa qua qua come una papera è una papera.

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Messaggio il Lun Gen 28, 2013 1:45 pm  Ospite

buzz ha scritto:

io sapevo che secammina come una papera sbatte le ali come una papera e fa qua qua come una papera è una papera.
ma lo scrivi per via dell'avatar... Rolling Eyes

cosa vuoi che ti dica buzz... non sono un ortopedico sorry

da quel (poco) che ne so le cause di questa malattia sono genetiche e ormonali, basta vedere l'incidenza donne contro uomini, anziani contro giovani etc... il tutto causato da un cambiamento molecolare nell'attività tra osteoblasti e osteoclasti mi pare si chiamino quei linfociti.

In questo processo come s'inserisce la dieta: è opinione comune che l'aumento di latticini contrasti questi effetti. Adesso l'articolo che hai postato dimostra il contrario (ma è una tesi, magari ce n'è saranno altrettante di parere opposto). Io contestavo l'assunto di dire che il consumo di questi alimenti causi l'insorgenza della patologia, anche perchè nello stesso articolo si afferma come una dieta equilibrata sia in grado di contrastare la tendenza all'acidificazione del sangue. Tutto qui.

E comunque in medicina le correlazioni tra abitudini (alimentari e non) e insorgenza di malattie sono uno degli aspetti statistici più controversi e dibattuti e quindi ci andrei sempre cauto prima di emettere giudizi assoluti.

Per dire uno dei fattori che contrastano l'insorgenza della malattia di Alzheimer è la nicotina. Da qui a dire che per prevenire questa malattia è necessario iniziare a fumare...

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Messaggio il Lun Gen 28, 2013 2:12 pm  buzz

ma va beh... questa mica è una rubrica di medicina!

è che la convinzione dominante anche fra i medici è che per contrastare l'osteoporosi le donne debbano consumare più alimenti che contengano calcio e quindi latte e derivati.

che questo in realtà non solo non serva alla prevenzione di questa malatti ma anzi possa determinare nel fisico le condizioni per cui si sviluppa è paradossale.

se ti piace di più il condizionale usiamo il condizionale. a me che me ne frega ?
io sta cosa la so da una ventina d'anni. ma non intendo predicare niente. siamo nell'ambito ristretto delle scelte personali.
quando mi capita di parlarne con qualcuno lo dico. se vuole approfondire lo fa, e se non lo fa chi se ne importa.

come per le sigarette. si sa che fanno male.
pure sul pacchetto c'è scritto "possono provocare il cancro" mica che lo provocano certamente.
finezze lessicali.
se ti interessa approfondisci e/o ti assumi la responsabilità di fare una scelta, (anche di non approfondire) visto che la pelle è tua.

e quindi decidi tu se ci va il condizionale o no.
Very Happy a me interessa per me e per qualcuno che mi è caro. il resto del mondo cazzi suoi.

PS "tu" ovviamente in senso lato. non "tu" aleassandro. cià

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Messaggio il Lun Gen 28, 2013 2:25 pm  virgy

anche io so questa cosa da un pò di tempo e cioè che i latticini/latte favoriscono l'osteoporosi e non la contrastano


se avete pazienza e tempo (e soprattutto se ci saranno ancora i forum Rolling Eyes), potete "studiarmi"....
adoro e mangio i formaggi spessissimo...colazione con latte e caffè Embarassed

mah, vedremo

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Messaggio il Ven Ago 09, 2013 9:17 am  Admin

http://contiandrea.wordpress.com/2012/01/08/gli-huntza-la-popolazione-piu-longeva-al-mondo/

Gli Hunza, la popolazione più longeva al mondo
Con questo articolo completo la tematica iniziata tramite l’articolo “Digiuno terapeutico, nutrimento per l’anima”
Tempo fa iniziai una ricerca sul popolo più longevo al mondo e scoprii dati molto interessanti.
E’ il popolo degli Hunza: questa popalazione non solo vive in media 130-140 anni ma non conosce neppure le nostre tanto temute patologie degenerative, il cancro, malattie del sistema nervoso, ecc..
Vivono al confine nord del Pakistan all’ interno di una valle sulla catena Himalayana e sono la popolazione in assoluto più longeva della terra.
La nostra èlite medica si vanta di tenere in vita i nostri anziani fino agli 80 anni e oltre. Ebbene, gli Hunza, senza ricorrere ai prodigi della nostra scienza mendica, a cento anni sono vivi, incredibilmente attivi, lavorano ancora nei campi e curano i loro figli con estrema vivacità e vitalità. Le donne Hunza sono ancora prolifiche anche oltre i novant’anni. Chiaramente per riuscire a concepire a tale età, il loro fisico è ancora piuttosto giovanile e non ha nulla a che vedere con le nostre novantenni.
Gli strumenti indiscutibilmente più utili alla loro longevità paiono essere il lungo digiuno a cui sono sottoposti ogni anno, l’alimentazione vegetariana e l’acqua alcalina presente nelle loro terre.
Digiuno e prodotti vegetali
Gli Hunza vivono infatti dei frutti della natura e soffrono anche un lungo periodo di carestia nei mesi invernali. Adottano forzatamente quello che i naturopati definiscono “digiuno terapeutico”.   L’altopiano su cui vivono, in Pakistan, è un luogo in gran parte inospitale e non dà raccolto sufficiente per alimentare i 10.000 abitanti Hunza per tutto l’anno.
Coltivano orzo frumento, miglio, grano saraceno e la verdura da orto: pomodori, cavoli, spinaci, rape, piselli e avevano numerosi gli alberi di noci e albicocche, ciliegie, more, pesche, pere e melograni. Fino a marzo però, quando matura l’orzo, digiunano anche per settimane intere (fino a due mesi in semi digiuno) per poter razionare i pochi viveri rimasti in attesa del primo raccolto.
Il bello è che questa “bizzarra” consuetudine, che secondo vecchi concetti di nutrizionismo porterebbe a debolezza, morte e distruzione, al contrario nel corso degli anni ha prodotto nella popolazione straordinarie capacità di vigore.
Ralph Bircher evidenzia che, se necessario, un Hunza in 24 ore può arrivare a marciare per 200 km a passo spedito senza mai fermarsi per mangiare o dormire.
Le forti doti di resistenza sono conosciute in tutto l’oriente, tanto che nelle spedizioni Himalayane, erano assoldati come portatori.
Il digiuno nel mondo animale
Anche in molti animali il digiuno è una cosa normale per la sopravvivenza, nei periodi di carenza di prede. In autunno gli stambecchi, camosci e cervi mangiano molto di più per accumulare grasso per l’ inverno, che a causa dell’ altitudine dove vivono, non permette l’ approvvigionamento di cibo sufficiente. Il bello che i violenti scontri che i cervi hanno tra di loro per l’ accoppiamento e la successiva fecondazione avvengono proprio in pieno inverno, quindi praticamente a digiuno, che non compromette, anzi enfatizza le loro energie. Gli uccelli migratori mangiano a fine estate più del fabbisogno e quando partono verso i luoghi più caldi sono talmente grassi da pesare il doppio del normale. Ma durante la migrazione, che può arrivare anche a 5000 km, non si fermano mai e a fine corsa il loro perso ritorna normale. I lupi cacciano per giorni, ma poi possono restare per settimane senza mangiare e nello stesso tempo percorrono grandi distanze per procacciare altro cibo, vivendo con il solo grasso corporeo come del resto quasi tutti i predatori. Anche i pesci digiunano, come per esempio il salmone, che nella sua famosa risalita del fiume non ingerisce nulla, nemmeno nel successivo periodo della posa delle uova. In sostanza il digiuno è una condizione che non è quindi nata da 10.000 anni, ma da milioni di anni della storia stessa dell’uomo/animali ed è per questo che apporta molti benefici.
Acqua alcalina
L’ultimo elemento fondamentale per la forza, e la longevità di questo popolo fu la composizione dell’ acqua. Dopo diversi studi emerse che l’acqua degli Hunza possedeva elevato pH (acqua alcalina), con notevole potere antiossidante ed elevato contenuto di minerali colloidali. L’acidosi metabolica innescata dal digiuno prolungato viene infatti compensata e il ph rimane più stabile. Per quanto riguarda l’alimentazione ho già evidenziato che l’unico frutto a mantenere il ph umano stabile è la mela rossa; nel digiuno invece ci si può aiutare bevendo acqua alcalina, acqua con argilla verde ventilata, o facendo lavaggi interni/esterni con acqua e sale integrale.
Oggi il territorio degli Hunza è stato intaccato dalla società “evoluta” e anche lì sono arrivati cibi spazzatura, farina 0 impoverita, zucchero bianco, sale sbiancato chimicamente, ecc… e con loro le prime carie, le prime problematiche cardiovascolari, i primi problemi reumatici che l’Occidente evoluto conosce bene. In pochi sono riusciti a scampare da questo inquinamento “evolutivo” evitando ogni forma di contagio con usanze e abitudini percepite ad istinto come innaturali e dannose.
Conclusioni
Ragioniamo con calma e chiediamoci se hanno senso le classiche chiacchiere da bar che sentiamo comunemente:
“Aveva 80 anni, per lo meno ha vissuto a lungo e ora ha smesso di soffrire”…
“Ormai ho 35 anni, mi devo sbrigare se voglio avere un bambino”…
“Ho superato i 40 anni, devo stare attento a non esagerare con l’attività fisica”…
“Ho 30 anni, ho le ginocchia a pezzi, dovrò smettere di giocare a pallone”, ecc…
“Signora, a 60 anni è normale pensare ad una dentiera” ……….
Esiste veramente un orologio biologico incontrovertibile nell’uomo o sono gli stili di vita errati ad accelerare il corso delle lancette?
Hanno senso le ansie di alcune donne che toccati i 30 anni iniziano già a temere di non riuscire ad avere figli “in termpo”?
E’ veramente fisiologico avere ad una certa età menopausa, andropausa, osteoporosi, artrosi, demenza senile …. ?
E’ normale lo scatenarsi di così tante patologie senili, cronico-degenerative, o al sistema nervoso?
Ciò che è normale in una società malata potrebbe essere contro natura o senza senso per un popolo consapevole.


 
N.B.
Oggi l’occidentalizzazione ha raggiunto anche quei posti, portando negli ultimi anni anche in quelle terre prodotti innaturali precotti con conservanti, zucchero e sale aggiunti. Una volta intaccati dalle malsane abitudini della società in cui viviamo, le malattie non hanno tardato ad arrivare anche lì.
Gli Huntza rimarranno comunque un esempio per tutti coloro che apprezzano un ritmo di vita più a misura d’uomo e in simbiosi con la natura, sperando che in futuro possano nascere comunità sul loro stile.
Oltre a Ralph Bircher un altro medico nutrizionista, Mac Carrison di origini scozzesi, ha studiato da vicino questo popolo tra la prima e la seconda guerra mondiale. Ne “I segreti della salute degli Hunza” troviamo la sua testimonianza.

Questo medico ha sempre sostenuto che tutte le patologie dell’uomo nascevano dall’alimentazione.
Stando a contatto con questo popolo ha notato che i loro punti forti erano legati all’autosufficienza alimentare, alla prevalenza di cibi crudi e di origine quasi esclusivamente vegana (basso contenuto proteico) e infine all’assenza di prodotti industriali di qualsiasi tipo. [i]Mangiavano prodotti carnei al max 5 volte l’anno… dato assolutamente trascurabile.
[/i]
[i][i][i]Secondo Bircher i punti forti della loro salute di ferro erano legati all’alimentazione quasi esclusivamente vegana, al basso apporto calorico giornaliero, all’ambiente incontaminato e all’acqua ricca di minerali e priva di fluoro (la conformazione del territorio li isolava dai popoli limitrofi e dalle infiltrazioni tossiche industriali).
[/i][/i][i][i][i][i]Mi permetto di aggiungere che da quanto è scritto nel libro gli Hunza avevano molti meleti e nei periodi più rigidi a quell’altitudine l’unico albero in grado di dare frutti adatti all’uomo è il melo. Non solo… l’unico frutto che è in grado di conservarsi per lungo tempo dopo averlo colto è la mela.
Ecco perchè a rigor di logica nel periodo di semi-digiuno cui erano sottoposti forzatamente facevano uso di mele.
[/i][/i][/i][/i][/i]

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Messaggio il Gio Ago 29, 2013 9:29 am  zietta

pullulano le inziative, fiere, incontri, weekend

http://www.festivalvegetariano.it/

http://www.veganchio.org/

non vi viene il dubbio che il business stia arrivando anche qui? Rolling Eyes 

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Messaggio il Gio Ago 29, 2013 10:42 am  buzz

e allora?
quale dubbio?

dovrei tornare a mangiare carne dopo 25 anni perché "il business sta arrivando anche qui"?

invece nell'industria della carne cosa c'è al posto del business, l'amore?


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Messaggio il Gio Ago 29, 2013 11:22 am  zietta

buzz ha scritto:e allora?
quale dubbio?
dovrei tornare a mangiare carne dopo 25 anni perché "il business sta arrivando anche qui"?
invece nell'industria della carne cosa c'è al posto del business, l'amore?
no, nell'industria della carne non c'e' amore ma almeno non ce nessuno che me lo vuol far credere a tutti i costi!!! Io mangio ciò che è stato concepito, allevato e ucciso, perchè io potessi mangiarlo.

quello che vorrei dire è che all'inizio potevo anche credere nel preferire alimenti diversi della carne (come credere nel bio)
potevo credere che ci fosse etica, attenzione, che ci fosse amore, come dici tu
adesso inizio a stufarmi di tutti quelli che tentano di "riflarmi" a tutti i costi il tofu, il seitan o l'alimento di moda del momento
Se questo porta a soldi si inventeranno chissà cosa, non sarà più il tofu che facevano in cina 1000 anni fà, se porta soldi ci rifileranno il tofu sintetico o non so cosa ...
e solo tra 10 anni scopriremo come ci hanno infinocchiato per tanto tempo.
già le Proteine vegetali ristrutturate ... uhhhh quel "ristrutturare" non voglio sapere cosa celi

purtroppo è così per tutto, se ci guardiamo indietro vediamo come dove arriva il business si sfacia tutto. Allora dico che i simpatici negozietti bio, naturasi, etc che vendono tofu a peso d'oro ... bhe non lo fanno per amore se non dei soldi! Lo dicessero. Solo questo.
Aumenta l'interesse, aumentano fiere, santoni, alimenti preziosi ... aumentano i prezzi.

non facciano i salvatori del pianeta perchè non mangiano carne
vedremo tra 10 anni o 20 anni cosa ci hanno rifilato dopo la conversione di massa al tofu

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