Everest

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080512

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Everest




In una delle stagioni più secche record, la preti di Lhotse, Nuptse Everest stanno scatenando un fiume di caduta massi, tra i 2 e i 10 al minuto. Le condizioni sono così pericolose quest'anno che alcuni tra i più esperti sherpa si rifiutano di andare sulla montagna. E ora, la guida Russell Brice capo di Himalayan Experience ha sorprendentemente risposto al pericolo di quest'anno staccando la spina nella sua spedizione commerciale al tetto del mondo.


http://gregontopoftheworld.blogspot.it/

è il blog di un cliente della spedizione commerciale che racconta della sua esperienza al campo base (e per quest'anno di ferma lì).



Il capo spedizione HimEx ha spiegato che mai nella sua vita come operatore Everest ha visto condizioni peggiori di quest'anno. Non è solo il secco, e il vento nella parte superiore della montagna, ma soprattutto la seraccata del Khumbu.




Continua riportando la notizia che gli sherpa appaiono molto preoccupati da queste condizioni.

Nell'ultimo post il blog dice anche che quando Russel Brice ha comunicato ai suoi clienti la decisione di rinunciare alla salita, questi erano delusi e molti di loro si sono fatti venire a prendere al campo base dai loro elicotteri per tornare il più velocemente possibile alle proprie occupazioni.

...

Venerdi 4 aveva scritto questo post (trad. aggiustata da google)

La vita al campo 2
Ti senti più o meno privo di vita a Camp 2. Non vi rendete conto fino al 2 giorno quanto l'escursione ti abbai sottratto energie. L'altitudine ti fa mancare costantemente il fiato e annaspi in cerca d'aria dopo sforzi minori. Sei in stato letargico e temi di dover fare i compiti minori, ma necessario: come dentro o fuori della tenda, camminare verso la tenda da pranzo, svuotare la bottiglia pipì, anche solo per togliersi gli strati di vestiti ti devi forzare psicologicamente.

È generalmente ventoso, ma finora è stato soleggiato. Il sole è così intenso! La tenda è peggio di una sauna entro la metà del giorno. La cena è alle ore 5:30 e la prima colazione è alle 8:30 AM. Tra 7:00 e 8:15 AM siamo nella nostra tenda e fa molto freddo tale da dover da rimanere nel vostro sacco a pelo.

Finora siamo stati al Campo 2 per sei giorni e data la quantità di tempo che siamo nelle nostre tende, siamo tutti sul punto di impazzire! Molti gli alpinisti hanno tosse, raffreddore, mal di testa e altri disagi. Di notte è un coro di colpi di tosse. Il vento batte le tende la maggior parte della notte in modo che i tappi per le orecchie sono necessari se si vuole dormire.
Cerco di leggere fino a 23:00 e dormo in modo irregolare fino a circa 5:00. Dalle 05:00 fino al 08:15 è un test a non impazzire.

La tenda ti fa cadere la condensa ghiacciata addosso ed è il periodo più freddo della giornata in modo da tenere tutto a parte il naso nel sacco a pelo. Al Campo 2 si deve essere in tempo o non si ottiene un posto a tavola. Se sei in ritardo toca sedersi su sacchi delle corde di arrampicata.
Ci vuole disciplina estrema per la transizione dal sacco a pelo a vestirsi per il freddo fuori. Ogni giorno tutti noi arriviamo alla tenda cucina sempre più presto per assicurarsi una sedia per sedersi. Il cibo non è per niente buono qui il nostro appetito è scarso. Sono stanco di pesce in scatola e spazzatura.

Devo sforzarmi di mangiare per mantenere la mia forza e compensare la letargia. Abbiamo fatto due escursioni fino al fondo della parete del Lhotse, che si trova a circa 1,5 ore camminata su terreni graduale. La prima volta era freddo e ventoso e abbiamo provato i nostri indumenti per la cima per la prima volta. Mi sentivo abbastanza bene la prima escursione il Lunedi.

Siamo andati di nuovo il Martedì e mi sentivo di merda. Sembra che non ero l'unico in quanto molte persone si trascinavano , lamentandosi e gemendo. Il terreno era facile eppure si ciamo sentiti così male. Per raggiungere il Campo 3, dobbiamo coprire questo terreno facile e poi passare alla parete Lhotse stessa, con una ripida salita a 45 gradi e 3 ore su corde fisse.

Avevamo sperato di salire a Campo 3 ieri, ma le condizioni della parete sono stati i peggiori che le guide abbiano mai visto. I forti venti e la mancanza di neve hanno creato condizioni di caduta di ghiaccio e sassi. Un certo numero di infortuni si sono verificati vanno dalle ferite facciali che richiedono punti di sutura alle spalle slogate. Russ e le guide non possono accettare il rischio attuale. Ci sono stati molti incontri tra le guide dei grandi gruppi commerciali per vedere cosa si potrebbe fare. Altre eventuali vie di salita sono stato studiate senza successo.

La chiave è che dovrebbe diminuire il vento e arrivare delle nevicate di neve bagnata di neve bagnata per cementare il percorso. Stiamo andando verso il basso al Campo Base ad aspettare condizioni accettabili per tornare e andare per la vetta. Non ci aspettavamo un tentativo di cima fino alla fine di maggio in ogni caso. Penso che tutti noi non eravamo preparati per tutto questo tempo in tenda. Everest è "su in fretta e aspettare". Io amo un vero letto e comfort semplici di casa, ma bisogna aspettare un altro mese!

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Everest :: Commenti

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Messaggio il Mer Mag 23, 2012 7:23 pm  Paolin

Cristo ma che gusto c'e'...?

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Messaggio il Mer Mag 23, 2012 7:25 pm  biemme

AndreaG ha scritto: Siamo proprio sicuri????? affraid

pale beh nn so di quando è la foto, ma se quelli là fossero 200, vorrebbe dire che giù nel cwm erano almeno 4 volte tanti Rolling Eyes Shocked

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Messaggio il Mer Mag 23, 2012 7:37 pm  Ospite

biemme ha scritto:
AndreaG ha scritto: Siamo proprio sicuri????? affraid

pale beh nn so di quando è la foto, ma se quelli là fossero 200, vorrebbe dire che giù nel cwm erano almeno 4 volte tanti Rolling Eyes Shocked
La foto dell'Hillary step fa parte della stessa sequenza temporale delle foto precedenti... presumo che quasi tutti quei 160 alpinisti (come li ha contati Ivo) abbiano raggiunto tranquillamente il colle sud. Anche se non tutti sono poi partiti o togliendo chi si fosse fermato prima dello step o alla balconata, il numero in andata e ritorno su quel passaggio è senz'altro molto alto da provocare un ingorgo di ore.

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Messaggio il Mer Mag 23, 2012 7:43 pm  AndreaVe

Ma sono foto in diretta o si sa già com'è andata a finire?

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Messaggio il Mer Mag 23, 2012 7:44 pm  LucaVi

Il gusto è di dire sono stato sull'Everest, come un'apparizione televisa in questa società di narcisisti e consumisti.

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Messaggio il Mer Mag 23, 2012 7:50 pm  fab

Come cambiano le cose.
Veramente queste foto mi fanno strano, e mi riportano di botto a fare un collegamento col topic della carne. Sembra ormai esserci una corsa al consumismo più sfrenato, dal quale nemmeno io mi chiamo fuori e in cui mi sento coinvolto.
Ormai sembra che il denaro permetta tutto, dall'Everest alla missione una spaziale privata a cui pochi giorni fa siamo giunti.

Ma in un momento come questo in cui il GAP tra chi ha fame e chi si può permettere la vacanzina sull'Everest è enorme mi viene da pensare che ci dovrà necessariamente essere una involuzione.
Bo.. Rimango veramente perplesso...

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Messaggio il Mer Mag 23, 2012 9:13 pm  Admin

Leggevo in effetti su rockandice Uli Steck che parlava del fatto che il vero pericolo nella sua ascensione dell'altro giorno erano le 300 persone sull'hillary step. Che non sapeva come muoversi.

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Messaggio il Mer Mag 23, 2012 11:50 pm  aletonella

300 anime che scalano l'Everest nello stesso giorno?!? What a Face

Domanda, ma da 1a10 qual è la difficoltà per un'alpinista forte scalare questa vetta?!

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Messaggio il Gio Mag 24, 2012 7:24 am  buzz

La fila di climber dal campo 3 al 4, dal satellite.



Ueli Steck in cima... per quanto il campo della foto sia ristretto, si nota un certo ... affollamento... Very Happy

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Messaggio il Gio Mag 24, 2012 8:23 am  Topocane

...una cosa che mi vien da pensare, vedendo la foto di Steck, è che ci sarà stato un boom di vendite (in proporzione, eh) sull'abbigliamento da altissima montagna; cose che prima non è che comprasse una massa di gente, adesso se pur *piccini* per il mercato, ma son sempre numeri Smile

ah. l'altra cosa c'ho pensato alla notizia di Steck li, è stata: macheccazzo gli salta in mente?!?! Rolling Eyes

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Messaggio il Gio Mag 24, 2012 8:50 am  buzz

Topocane ha scritto:...una cosa che mi vien da pensare, vedendo la foto di Steck, è che ci sarà stato un boom di vendite (in proporzione, eh) sull'abbigliamento da altissima montagna; cose che prima non è che comprasse una massa di gente, adesso se pur *piccini* per il mercato, ma son sempre numeri Smile

ah. l'altra cosa c'ho pensato alla notizia di Steck li, è stata: macheccazzo gli salta in mente?!?! Rolling Eyes

beh lo scorso anno aveva rinunciato a poco dalla cima per problemi di freddo ai piedi.
però effettivamente è strano, per uno come lui, salire dalla normale, praticamente in coda con i tapascioni ...
(tutto relativo eh)

Però forse è anche una risposta alla domanda sopra di Aletonella. Quanto è difficile l'Everest?
Penso che se non ci sei stato e non sei stato su altri 8000 non puoi saperlo veramente.

Però puoi immaginarlo, in qualche modo, se uno come Ueli Steck torna indietro e poi ci torna per la normale.
A pelle, il fatto mi invia due segnali:
a) Ueli Steck credo abbia un'intelligenza più grande del suo ego.
b) l'everest senza ossigeno è comunque, con i suoi quasi 9000 metri, una prova assolutamente da non prendere sottogamba per nessuno.

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Messaggio il Gio Mag 24, 2012 11:44 am  Ospite

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Messaggio il Gio Mag 24, 2012 11:51 am  ML

2006: record di 266 persone sulla vetta. affraid
2007: primavera, cominciano i casini in tibet
2008 2009: cb tibetani chiusi. da ricordare che un permesso puro costa 3000 us$, che non e' mica tanto alla fine.
2010 2011: turismo chiuso in tibet, pochi alpinisti
2012: ole' si scatena il serpentone!

[nda le 10,30 di mattina e so xa stufa, non ne posso piu', help, save, etcetc]

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Messaggio il Gio Mag 24, 2012 11:54 am  ML

poi: quanto e' difficile l'everest?
dicono che tecnicamente non sia difficile, il problema e' la quota.
e' un 8,848. non un 8,200, non un 8,400 etc. un cazzo di 8,848. cioe' un quasi 9,000 m, come dicono gli inglesi.
un mio amico un giorno e' sceso e mi ha detto 'lassu' bruci e ti spegni come una candela'.

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Messaggio il Gio Mag 24, 2012 12:17 pm  aletonella

Però forse è anche una risposta alla domanda sopra di Aletonella. Quanto è difficile l'Everest?
Penso che se non ci sei stato e non sei stato su altri 8000 non puoi saperlo veramente.

Però puoi immaginarlo, in qualche modo, se uno come Ueli Steck torna indietro e poi ci torna per la normale.
A pelle, il fatto mi invia due segnali:
a) Ueli Steck credo abbia un'intelligenza più grande del suo ego.
b) l'everest senza ossigeno è comunque, con i suoi quasi 9000 metri, una prova assolutamente da non prendere sottogamba per nessuno.

Ok, se non ci sei stato non puoi saperlo veramente. Immagino che i fattori da tenere in considerazione siano troppi e sicuramente soggettivi. Mi chiedo però: vista la compresenza di 300 (trecento!) persone, si può classificare l'Everest, anche se il più alto, uno degli ottomila più accessibili? Rolling Eyes

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Messaggio il Gio Mag 24, 2012 12:28 pm  buzz

aletonella ha scritto:
Però forse è anche una risposta alla domanda sopra di Aletonella. Quanto è difficile l'Everest?
Penso che se non ci sei stato e non sei stato su altri 8000 non puoi saperlo veramente.

Però puoi immaginarlo, in qualche modo, se uno come Ueli Steck torna indietro e poi ci torna per la normale.
A pelle, il fatto mi invia due segnali:
a) Ueli Steck credo abbia un'intelligenza più grande del suo ego.
b) l'everest senza ossigeno è comunque, con i suoi quasi 9000 metri, una prova assolutamente da non prendere sottogamba per nessuno.

Ok, se non ci sei stato non puoi saperlo veramente. Immagino che i fattori da tenere in considerazione siano troppi e sicuramente soggettivi. Mi chiedo però: vista la compresenza di 300 (trecento!) persone, si può classificare l'Everest, anche se il più alto, uno degli ottomila più accessibili? Rolling Eyes

con bel tempo e con l'ossigeno a quanto pare si

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Messaggio il Gio Mag 24, 2012 1:19 pm  Ospite




Foto di Simone Moro, appena partiti dal campo 3
http://www.montagna.tv/cms/?p=40814

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Messaggio il Gio Mag 24, 2012 1:31 pm  buzz

Singolare, che questo topic inizi con la presa di posizione di Russel Brice che si è ritirato con la sua organizzazione per le condizioni troppo pericolose della montagna e prosegua evidenziando una pericolosità di tipo diverso: l'affollamento.

Le due cose non potrebbero essere collegate?

Ovvero che le condizioni troppo pericolose in precedenza e il meteo abbiano fatto concentrare tutte le salite?

Oppure quest'anno è proprio aumentata la presenza turistica?

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Messaggio il Gio Mag 24, 2012 3:25 pm  Ospite

http://www.planetmountain.com/News/shownews1.lasso?l=1&keyid=39595

“Impressionante, era davvero come essere a Gardaland....”. Sono le prime parole di Simone Moro dal Campo base sud dell'Everest. La Gardaland è, appunto, la montagna più alta della terra. Lì questa mattina Simone s'è ritrovato con una folla impensabile. Più di 200 persone che lentamente salivano verso il Colle Sud. Per Moro ci sono stati pochi dubbi: ha abbandonato la pazza folla, insieme al suo progetto di salire in successione Everest e Lhotse senza ossigeno supplementare. Troppo lento il tutto. Troppa impreparazione da parte di troppi. Assolutamente assurdo lasciarsi “comandare” e intrappolare nei ritmi di quell'enorme fila... Insomma, troppo rischioso. Questo chi frequenta l'Himalaya, ma anche chi ne segue le cronache, lo sa. Ma evidentemente le molte lezioni, fra tutte quelle delle tragedie successe all'Everest nel 1996 e più recentemente al K2 nel 2009 non sono servite. Né sono serviti gli incidenti e i 4 morti che hanno riempito proprio le cronache dall'Everest di questi ultimi giorni. E' un discorso lungo quello dell'affollamento e anche dell'impreparazione di chi affronta l'Himalaya. Il solito discorso sulle spedizioni commerciali, dirà qualcuno. Ma bisogna affrontarlo. Prima di tutto dicendo chiaramente che non tutte le spedizioni commerciali sono uguali, che c'è anche chi, come Russel Brice, ha deciso di interrompere la sua spedizione perché riteneva che ci fosse troppo pericolo per i suoi clienti. Poi cercando di parlarne il più possibile. Cercando un po' di riprendere e ricordare quella cultura dell'andar per montagne che sembra scomparsa (almeno all'Everest). E' anche per questo che vi proponiamo questa lunga chiacchierata a caldo (rigorosamente via Skype) con Simone Moro.

Simone che situazione hai trovato sull'Everest?
Ieri sono partito abbastanza presto e dunque non c'era una gran fila. Ma stamattina, quando sono partito sono rimasto allibito. Guardavo su e vedevo solo gente per centinaia di metri di dislivello. Guardavo giù... idem. Sono salito dapprima alla velocità del gruppone, poi ho provato a superare stando solo sui ramponi ma il fiato si spezzava, era irregolare (ovviamente io non usavo Ossigeno supplementare). Poi rientravo in fila e mi guardavano male... insomma mi sono sentito un pesce fuor d'acqua. Ho contato più di 200 persone tra sotto e sopra che andavano al Colle Sud. Impressionante, era davvero come essere a Gardaland....

Ma non lo sapevi, non te lo immaginavi già così?
Sì... ma non con tutti che tentano lo stesso giorno. Nelle altre stagioni le salite in vetta erano spalmate. Quest'anno - dopo che Russel Brice (uno dei più esperti organizzatori di “spedizioni commerciali”) ha abbandonato per i pericoli sull'Icefall e sulla parete del Lhotse - le spedizioni si sono interrogate a vicenda sul da farsi e poi tutti hanno deciso di salire proprio in questi giorni.

Per te un' Everest impraticabile in queste condizioni... puoi sintetizzarci in breve perché?
Beh immagino che un alpinista lo capisca subito. Quando tenti di salire senza Ossigeno devi tassativamente andare alla tua velocità, costante, e scendere celermente. Avere tutte quelle persone davanti vuol dire che la velocità, le pause e le attese le decide la fila e tu devi stare fermo. Idem in discesa. Il 19 maggio scorso sono morte persone che usavano 9 bombole di ossigeno a testa!!! e alla fine le hanno finite tutte per la lentezza con cui si muovevano, e sono morte. Io cosa faccio, mi caccio in quella roulette russa? Nooooo. A meno che non usi ossigeno e non mi adegui alla marea ecc ecc ma questo non è certo il mio obiettivo.

Ci descrivi una situazione che ha dell'allucinante... ma tutte queste persone (a proposito perché non parli di alpinisti?) se ne rendono conto? E se non se ne rendono conto dov'è l'errore... cosa si sta sbagliando?
Diciamo che queste persone si muovono anche con dinamiche e "sicurezze" date dal gruppo. Non li ho chiamati alpinisti forse erroneamente. Probabilmente lo sono o si sentono tali ma rimango allucinato nel vedere persone che non sanno usare uno Jumar, aprirlo, spostarlo. Vedere gente che si fa mettere i ramponi, oppure si fa dare la mano da uno sherpa per camminare su una cengia di neve per andare a fare la cacca. Insomma, tutte queste cose succedono da tempo qui, questi sono quelli che pagano, che permettono a sherpa, agenzie, lodge, elicotteri di vivere. Ma oggi, quando mi ci sono trovato dentro e ho pensato a quello che mi aspettava domani, ho avuto paura e le preoccupazioni mi hanno fatto prendere la decisione di uscire dal gruppo.

Tutto vero... è una situazione che esiste e si conosce da anni. Ma qui sembra davvero che occorra ricominciare un discorso, anche culturale, su quel tipo di alpinismo anzi su questo modo di andare in montagna, o meglio su quella montagna, l'Everest...
Si, però il rischio è di decidere e discutere di una montagna che non è nostra ma nepalese. Basterebbe che le spedizioni commerciali usassero criteri diversi di reperimento clienti e che facessero pacchetti preparatori all'Everest. Il Nepal vive con L'Everest e il turismo, dunque è sempre delicato esporsi suggerendo decisioni drastiche...

Non parlo di decisioni drastiche, ma di consapevolezza dei limiti e dei pericoli che questo tipo di "sviluppo" avrà. A proposito ma secondo te la folla in cui ti sei trovato dentro lassù che consapevolezza ha, sa cosa rischia?
Poca, quando ho deciso di fermarmi e di scendere tutti mi salutavano e stringevano la mano (sono conosciuto qua) e quando dicevo che rinunciavo per il pericolo di troppa gente mi dicevano: you are right... e continuavano a salire...

Dimmi la verità... ci starai pensando da giorni... che senso ha tutto ciò, che idee ti sei fatto delle loro motivazioni, cosa li spinge, cosa avresti voglia di dire a queste persone che rischiano forse senza neanche rendersene conto la vita?
Per tutta questa gente l'Everest è un gioiello che vogliono comprare e conquistare. Per loro è un emblema, un entrare in un club ristretto di "valorosi". Li posso capire in parte, da anonimi diventano qualcuno nel loro paese o a casa loro. Li vedo spremersi come limoni ed erogare sino all'ultima energia e morire per questa montagna. Tutto questo per me non ha senso ma deve averne parecchio per loro.

Ma c'è qualcosa che si può fare per invertire questa tendenza? E' possibile che il destino dell'Everest e delle altre grandi montagne, simbolo della terra, possa essere questa folla... questo specie di "consumismo" applicato all'alpinismo, questo cercare un trofeo fine a se stesso?
Questo capita solo sull'Everest. Poi anche Manaslu e Cho Oyu, ma molto meno. In Pakistan forse solo sul G2. La decisione che ho preso vuole essere un messaggio forte lanciato da quello che, probabilmente più di molti di coloro che erano in fila, l'Everest lo poteva salire... queste decisioni spero facciano riflettere, magari non i protagonisti ma chi organizza le spedizioni commerciali

Sembri sereno, eppure questa salita doppia Everest - Lhotse contava molto per te... cerchi di contenere l'amarezza o la delusione, forse?
Non sono amareggiato né deluso. L'alpinismo mi ha regalato tanta serenità e so che ormai non dipendo più da una scalata o da un'intervista. Ho raggiunto una solidità e maturità che mi aiutano molto e ho la fortuna di non avere sponsor che mi valutano per ciò che scalo e non scalo. So che la traversata è solo posticipata, è come un frutto che ha ancora bisogna di un po' di sole. Ho molte altre cose a casa, ho anche idee e progetti in testa e questo è ciò per cui vale la pena rinunciare serenamente. Questa rinuncia forse può insegnare qualcosa a me, a chi è qua e a chi sta a casa. Morire per un sogno non fa parte del mio modo di intendere la mia esistenza.

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Messaggio il Gio Mag 24, 2012 3:37 pm  AndreaVe

Allucinante.

Talmente assurdo che mi vien quasi da pensare che Moro esageri....

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Messaggio il Gio Mag 24, 2012 4:48 pm  AndreaG

AndreaVe ha scritto:Allucinante.

Talmente assurdo che mi vien quasi da pensare che Moro esageri....

basta guardare le foto, e contare i morti, per capire che non esagera affatto....

A.

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Messaggio il Gio Mag 24, 2012 4:55 pm  buzz

Infatti. Quello che dice mi sembra equilibrato e privo di secondi fini.
E' chiaro che lui per fare la traversata Everest-Lhotse va su e giù con le corde fisse, anche se senza ossigeno.
La sua performance è da vetta a vetta (con alle spalle la salita e davanti la discesa, certo) ed è evidentemente impensabile attrezzare una linea di salita e di discesa alternative. Anche dal punto di vista logistico non sarà attrezzato, per una eventualità del genere.

Quindi, semplicemente, non può...
e ha dovuto rinunciare.
Dopodiché sa anche che tutto il business che gira lì attorno non è proprio conveniente per lui spararci sopra a zero.
Non ha preso la licenza di pilota di elicottero anche per operare in nepal? (tanto per dire...)
E in qualche modo quello delle spedizioni commerciali è anche (e potrebbe diventare ancora di più) il suo lavoro. (vedi Brumotti).

Quindi si limita a constatare che c'è qualcosa che non va, in tutto ciò. Ma è parte dell'ingranaggio, anche lui.

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Messaggio il Gio Mag 24, 2012 5:21 pm  AndreaG

E cmq, la foto che ho messo prima sulla cresta finale mi ha ricordato un episodio di qualche anno fa, in una situazione (fatte le debite proporzioni) analoga...

Salivo sul GrossGlockner, la vetta più alta dell'austria (poco sopra i 3800 m) con gli sci, a fine aprile-primi di maggio, con tempo meraviglioso dopo un lungo periodo di brutto tempo, quindi folla delle grandi occasioni....Salita semplice fino alla cresta finale da fare senza sci, non difficile ma parecchio esposta e stretta, si passa uno alla volta e ci sono dei fittoni per fare sicura. Arriviamo alla fine della cresta nevosa sull'anticima, un cocuzzolo nevoso con salti nel vuoto da tutte le parti, da cui si deve scendere a una selletta e salire una breve paretina rocciosa che conduce poi facilmente in vetta, una sorta di Hillary step in miniatura dove è norma assicurarsi, almeno in discesa; in realtà moltissimi si assicurano da subito e percorrono legati anche la stretta cresta nevosa che porta all'anticima. Noi siamo in tre, e ovviamente la corda ce l'ha il terzo di noi che si è attardato, quindi siamo saliti slegati sino all'anticima, dove abbiamo trovato l'ingorgo e ci siamo disposti ad aspettare il terzo con la corda...potremmo salire slegati anche l'ultimo tratto, ma poi se il socio non fosse arrivato avremmo dovuto ridiscendere slegati, e con quella folla e alcune scenette agghiaccianti che vediamo in loco con gente che ne combinava di tutti i colori ci fanno optare per l'attesa. La cima è là, in vista e vicina,40-50 m di dislivello al massimo, in 10 minuti ci saremmo e siamo tentati, il rischio però di prendersi uno spintone e finire giù è elevato...
Dopo 45 minuti di attesa il socio non è in vista, e decidiamo che per noi può bastare così, tutta quella gente invece di farti godere l'ambiente ti dà un lieve senso di disgusto, voltiamo i tacchi e scendiamo a goderci la discesa prima che la neve molli troppo...dopo poco incontriamo l'amico con la corda ma ornai si torna, e anche lui ci segue giù con gli sci...
Si scende un ripido pendio con un ampio giro e ci si porta verso la parte pianeggiante del ghiacciaio, che si trova esattamente sotto la cresta finale, separata da 400 m di parete con dei salti di roccia verticali poggiati su un ripido pendio nevoso...è da lì che guardando in su notiamo un punto fermo sopra la crepaccia terminale, e poi ci accorgiamo che sotto qualcosa rotola sul pendio ripido verso il pianoro ghiacciato... la cosa che rotola è uno zaino, il puntino fermo sopra la crepaccia è il suo padrone che ha effettuato una discesa "abbreviata" dalla cima facendosi un salto di 400 m sopra le rocce... Altri amici che erano rimasti più sopra, alla base del tratto finale, ci racconteranno che questo ragazzo austriaco scendeva la ripida paretina sotto l'antecima faccia a valle, superando la fila ingorgata per non aspettare,e che a un certo punto è scivolato ed è partito giù dal pendio senza riuscire a fermarsi...
Abbiamo assistito allibiti al recupero del corpo da parte dell'elicottero, che l'ha agganciato con il cavo baricentrico e l'ha poi depositato sul ghiacciaio per caricarlo; scendendo poi con gli sci verso di loro, abbiamo seguito una sottile scia rossa lasciata sulla neve immacolata dal corpo penzolante...

Ecco, questa stessa mentalità esportata alle altissime quote fa si che gente senza la preparazione tecnica e psico-fisica necessaria si lanci verso una cima solo perchè questa è prestigiosa, generando una situazione insostenibile e pericolosa per chiunque si trovi là; capisco benissimo la reazione di Simone Moro che ha voltato i tacchi, e credo che avrei fatto esattamente la stessa cosa!

A.

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Messaggio il Gio Mag 24, 2012 8:57 pm  Ospite

Effetto non meno secondario di questa invasione è la propagazione in rete di un corredo fotografico mai visto.

La lunghissima via dal CB fino alla vetta viene scandita da centinaia di foto, tanto che ogni passo, i campi, le visuali storiche possono essere riconosciute da chiunque sua collegato a internet. Tanto da dare un senso effimero di possibilità.

L'effetto volano sarà che, a dispetto dei morti e della estrema pericolosità della montagna più alta del mondo, sempre più gente avrà voglia di cimentarsi nell'impresa e sarà sempre più gente impreparata...

Questa è in sintesi la degenerazione ultima dell'alpinismo. Una ricerca insensata di conquista, insensibile addirittura ai concreti rischi per la propria e altrui vita e svuotata di ogni altro valore o ricerca...


https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10150806811965957&set=a.10150622740190957.382701.642145956&type=3&theater

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Messaggio il Ven Mag 25, 2012 11:07 am  biemme

A ha scritto:Effetto non meno secondario di questa invasione è la propagazione in rete di un corredo fotografico mai visto.

La lunghissima via dal CB fino alla vetta viene scandita da centinaia di foto, tanto che ogni passo, i campi, le visuali storiche possono essere riconosciute da chiunque sua collegato a internet. Tanto da dare un senso effimero di possibilità.

L'effetto volano sarà che, a dispetto dei morti e della estrema pericolosità della montagna più alta del mondo, sempre più gente avrà voglia di cimentarsi nell'impresa e sarà sempre più gente impreparata...

verissimo

proprio ieri pensavo a quanto dici qui sopra, e agli effetti devastanti di questo diluvio di immagini che si stanno amplificando anche su tv, quotidiani e riviste di grande diffusione

vedere immagini di alpinisti impegnati su una parete verticale o su un muro ghiacciato, sia pure sulle alpi o in appennino, toglie ogni velleità ai più già alla sola visione delle foto, o quanto meno li induce a constatare che è necessario un lungo apprendistato fatto di tecniche, manovre, allenamento, esperienza ...

vedere gente camminare in fila come qui sopra, illude moltissimi (e lo si legge persino su forum di settore come questo) che la salita all'everest sia "facile", alla portata, sole splendente, una rassicurante corda fissa, tutoni da astronauta che ti proteggono dal freddo, guide e sherpa ogni dieci metri pronti a metterti un rampone o farti un machard, un nevaietto poco più che ripido, un permesso che oggi costa "solo" 3000 euro (o dollari?) e, su tutto, l'ipocrisia di chi si ostina ancora e nonostante queste immagini da delirio, a invogliare adepti con l'immancabile fine a sfondo benefico (che tutto giustifica, inquinamento compreso) del tipo "si, ma così si aiuta l'economia locale" , quasi che invece andarsene in trekking o a scalare in qualsiasi altro angolo del globo, dall'africa all'asia, ci trovi economie avanzate e popolazioni che non abbisognano affatto di introiti dal turismo. roba da vergognarsi.

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