Antiche civiltà

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Antiche civiltà




Non so voi, ma io sono sempre stato affascinato dall'archeologia misteriosa.
Cioè quelle cose inspiegate, come ad esempio le mura di Sacsayhuaman



Costruite da una civiltà in grado di trasportare, sollevare pietre anche superiori alle cento tonnellate e modellarle in un gioco d'incastri fra loro tale che nemmeno un foglio di carta potrebbe passarci.

Si fanno diverse ipotesi su Sacsayhuaman e gli archeologi cercano di dare delle spiegazioni tecniche. L'attribuzione alla civiltà incaica non pare affatto certa ma, in mancanza di qualcosa che smentisca, si fa risalire la costruzione in epoca storica, tra il 1400 e il 1500 d.c.

Si parla di migliaia di uomini che lavorano per decine di anni. Sollevano con tronchi, abbassano scavando intorno.
Ma tutto ciò presuppone una civiltà, un comando centralizzato, qualcuno che comandi questi uomini, che li nutra, che li sproni, che dia un senso al loro lavoro.
In questo caso si attribuisce il tutto alla grande civiltà Incaica.
In mancanza di altre prove.

Però un sito scoperto da relativamente pochi anni - 1995 - nella zona sud-est della Turchia, è veramente straordinario e ancora più di siti come Sacsayhuaman ci dice che quello che conosciamo della nostra storia è poco.

Gobek Litepe


http://gobeklitepe.info/

È risalente a 12.000 anni fa. 10.000 prima di Cristo.
7.500 anni prima della Piramide di Cheope.
7.000 anni prima di Mohenjo-daro Harappa
6.500 anni prima di Uruk, la città sumera che si stima come più antica del mondo.

Gobek Litepe non è una città, ma un monumento. Un santuario.
Non è stato trovato nulla che faccia pensare ad abitazioni, focolari, strade.

Ogni forma di T pilastro varia da 40 a 60 tonnellate, lasciando a noi a grattarsi la testa su come sulla terra, abbiano compiuto una simile impresa monumentale. In un momento in cui utensili manuali anche semplici sono difficili da trovare, come hanno fatto a ottenere questi blocchi di pietra lì, e come li hanno eretti? Con nessun insediamento o società di cui parlare, con l'agricoltura ancora un lontano grida di distanza, in un mondo di solo cacciatori-raccoglitori, la complessità e progetti sviluppati di questi templi rappresentato un enigma per gli archeologi. Non dobbiamo cambiare la nostra visione di come e quando civilizzato la storia umana ha avuto inizio?

Chi ha costruito questi santuari?
Non esisteva, per quanto ne sappiamo, alcuna civiltà in grado di operare un simile sforzo di massa.

Non solo hanno costruito questo sito monumentale, ma lo hanno anche subito ricoperto di sabbia, in modo che rimanesse nascosto.
Grazie a questa opera è giunto fino a noi praticamente intatto.






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Antiche civiltà :: Commenti

Messaggio il Gio Mag 10, 2012 6:40 pm  MarcoS

Sull'argomento ho trovato piuttosto intriganti le domande che si è posto un certo Chris Dunn in seguito ad un viaggio in Egitto, quando si è trovato di fronte a blocchi di granito lavorati in maniera più precisa di quanto si sarebbe aspettato. Non è archeologo ma un tecnico.
"Christopher Dunn has an extensive background as a craftsman, starting his career as an indentured apprentice in his hometown of Manchester, England. Recruited by an aerospace manufacturing company, he immigrated to the United States in 1969. Over the past 49 years, Chris has worked at every level of high-tech manufacturing from machinist, toolmaker, programmer and operator of high-power industrial lasers, Project Engineer and Laser Operations Manager. For the past 16 year, he has served as Human Resource Director for a Midwest aerospace manufacturer."
http://www.gizapower.com/Advanced/Advanced%20Machining.html

qua una panoramica di foto di blocchi lavorati in maniera piuttosto precisa...
http://www.gizapower.com/pma/index.htm

In sintesi il tizio, che non si perde in considerazioni esoteriche od ufologiche ma pare badi parecchio al sodo, è convinto che molta della pietra lavorata - antica - che ha reperito su vari monumenti in egitto presenta innegabili segni dell'uso di macchinari almeno allo stato dell'arte attuale e in alcuni casi addirittura superiore.
Magari qualcuno di voi che ha voglia di dare un'occhiata, e che possiede competenze in merito maggiori delle (nulle) mie può capire meglio se dice baggianate o meno.

Poi, altro posto interessante, dall'antichità un po' incerta, con pietre lavorate in maniera un po' più precisa di quanto ci si potrebbe aspettare è Puma Punku

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Messaggio il Gio Mag 10, 2012 7:06 pm  fabri

io mi sono letto questo di Graham Hancock





e l'ho trovato molto interessante. Spazia dalle civiltà andine fino a quella egiziana ed alle piramidi ed alla sfinge in particolare. Nessuna teoria ufologica o strana ma anche lui mette in luce molti particolari che rendono difficile credere che queste opere ciclopiche siano state costruite dalle civiltà alle quali vengono in genere associate. E porta anche molte argomentazioni pratiche a questa sua tesi come dimensioni, pesi, precisione, tempi.... Il tutto devo dire è molto credibile e lascia molte perplessità sulle affermazioni dell'archeologia classica. Unito ad altre testimonianze geologiche ed astronomiche tende a sostenere l'esistenza di una civiltà molto antica scomparsa dalla terra a causa di un evento astronomico/geologico...mi sembra intorno ai 12.000/14.000 anni fa .... vado a memoria....

Prendendo ad esempio la piramide di Cheope .... anche con i mezzi modernissimi di oggi ci sarebbero molti problemi a sollevare e sistemare i vari blocchi di granito alcuni di dimensioni enormi.... tutti sono poi sistemati con precisione millimetrica tra di loro ed anche rispetto alle altre due piramidi... per non parlare della precisionee delle dimensioni di alcuni corridoi e cunicoli interni .... facendo due conti anche con i mezzi odierni sarebbe molto difficile completare l'opera con una tale precisione e nei tempi in cui si dice sia stata costruita la piramide. Figuriamoci allora.

E questo vale per molti altri siti tra cui Sacsayhuaman citato da Buzz.

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Messaggio il Gio Mag 10, 2012 7:17 pm  MarcoS

fabri ha scritto:....
Prendendo ad esempio la piramide di Cheope .... anche con i mezzi modernissimi di oggi ci sarebbero molti problemi a sollevare e sistemare i vari blocchi di granito alcuni di dimensioni enormi.... tutti sono poi sistemati con precisione millimetrica tra di loro ed anche rispetto alle altre due piramidi... per non parlare della precisionee delle dimensioni di alcuni corridoi e cunicoli interni .... facendo due conti anche con i mezzi odierni sarebbe molto difficile completare l'opera con una tale precisione e nei tempi in cui si dice sia stata costruita la piramide....

Difatti secondo alcuni, tra cui il tizio di cui sopra, quella costruzione era in realtà un qualche tipo di macchinario.
Collateralmente, pensando a chi potrebbe esserci stato dietro ad una ipotetica tecnologia avanzata in tempi remoti, cercate su youtube qualcuna delle conferenze di Biglino. mrgreen

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Messaggio il Gio Mag 10, 2012 8:32 pm  Tengri

Madonna che hai tirato fuori ... che ricordi. Lì ci sono stato un paio di volte. Guarda che belle le placche inclnate ch emergono dalla terra in u punto del sito archeologico ... è un posto spettacolare.

In merito alle teorie ... in antropologia in genere li si definisce Chiefdom. Spesso (come per i maya gli incas e gli aztechi - solo per citare le maggiori latinoamericane) una potente casta sacerdotale gestendo in maniera oculata tanto gli elementi simbolici che quelli econimici riesce a convogliare le enregie umane intorno a grandi opere. Anche piccoli gruppi sparsi nella foresta. Successe così per i Maya. Ed eressero Tikal. Successe così per la civiltà preincaica che eresse Saqsa.

Le opere vengono percepite dalla popolazione come fossero necessarie per mantenere l'equilibrio cosmico su cui si basa la vita stessa. Ed è per questo ce tutti sono disposti a muoversi, a lavorare gratis, finanche a morire sotto le pietre perché vivano i figli. Per costruire questa roba ci si mettevano decine di anni. E si modellavano a colpi di pietra, infilando cunei, utilizzando la forza dell'acqua. per sollevarle si faceno mound di terra e poi si rimuoveva la terra. Come fecero per Stonehenge ... ma anche per il pantheon di Roma

Francamente, finché non emergono prove reali queste sono le uniche teorie valide.

Se avessero utilizzato macchinari complessi o astronavi aliene come mai non esiste nessuna evidenza fisica di cio? nei siti archelogici avrebbero ritrovato un cavolo di micro materiale alieno sconosciuto, un pezzo di macchinario .... no?

Ovvio, queste sono le teorie valide allo stato attuale delle cononscenze. nuove cononscenze porteranno a nuove teorie ...

E forse la mitica civiltà pre minoica di Atlantide, scomparsa con leruzione del vulcano Santorini smetterà di essere una leggenda e entrerà a far parte della storia ...

Se fosse esistito qualche macchinario
File allegati
Saqsaywaman rocas resbalosas.JPG Non hai il permesso di scaricare i file.(55 kb) Scaricato 2 volte

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Messaggio il Gio Mag 10, 2012 9:08 pm  buzz

D'accordo Tengri, finché è possibile fare ipotesi credibili basandosi su quello che conosciamo è giusto così.
Ma 12000 anni fa non esisteva, basandosi sulle nostre conoscenze storiche, una civiltà in grado di edificare Gobek Litepe.

Ho fatto riferimento a Sacsayhuaman proprio per dire che anche quando alcuni particolari restano inspiegati (tecniche di trasporto di sollevamento e di modellazione) se si ha una società abbastanza organizzata cui ascrivere l'opera, gli archeologi sono a posto. Non è loro compito entrare nei dettagli tecnici. Non sono nemmeno in grado.

Ma relativamente a Gobek Litepe, questa civiltà non esiste. Non ha lasciato alcuna traccia nota.
Ha costruito questi santuari (o tombe, anche se non hanno ancora trovato traccia di sepolcri o simili) li ha sepolti. Basta.
Dove viveva, 12000 anni fa, questo popolo?

Un'opera del genere vuol dire migliaia di persone a lavorare, migliaia di persone da dirigere, cui dar da mangiare, migliaia di persone che come dici tu, hanno uno scopo superiore.
Ma chi erano?

In un epoca in cui si pensava che l'agricoltura fosse ancora di là da venire, questi avevano il know out dei sumeri oltre seimila anni dopo.

Misteri e cose inspiegabili ce ne sono molti. Ma questo è certamente esorbitante.
Ci dice che quello che conosciamo della storia dell'umanità è largamente incompleto.

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Messaggio il Ven Mag 11, 2012 9:12 am  Admin

MarcoS ha scritto:Sull'argomento ho trovato piuttosto intriganti le domande che si è posto un certo Chris Dunn in seguito ad un viaggio in Egitto, quando si è trovato di fronte a blocchi di granito lavorati in maniera più precisa di quanto si sarebbe aspettato. Non è archeologo ma un tecnico.
"Christopher Dunn has an extensive background as a craftsman, starting his career as an indentured apprentice in his hometown of Manchester, England. Recruited by an aerospace manufacturing company, he immigrated to the United States in 1969. Over the past 49 years, Chris has worked at every level of high-tech manufacturing from machinist, toolmaker, programmer and operator of high-power industrial lasers, Project Engineer and Laser Operations Manager. For the past 16 year, he has served as Human Resource Director for a Midwest aerospace manufacturer."
http://www.gizapower.com/Advanced/Advanced%20Machining.html

qua una panoramica di foto di blocchi lavorati in maniera piuttosto precisa...
http://www.gizapower.com/pma/index.htm

Lungo ma vale la pena. Ho lavorato per un po' anni addietro nel campo del taglio con utensili diamantati, (vendendoli, per cui lessi molto per documentarmi) così una parte delle cose di cui parla non mi risultano del tutto indigeste. Le sue argomentazioni sono solide.

Come dice alla fine, in mancanza di prove certe si tende a scegliere la soluzione più semplice. Ma nei reperti che ha analizzato esistono le prove non solo logiche (errori di taglio che non avrebbero senso se non con un taglio ad alta velocità, o precisioni assolutamente incredibili, per altri manufatti) ma anche fisiche: solchi a spirale nella trapanazione del granito che mostrano velocità di avanzamento della fresa impossibili anche con utensili moderni.

Fantastico.

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Messaggio il Ven Mag 11, 2012 11:23 am  buzz

Ogni tanto accade. Accade che una scoperta archeologica possa mettere in crisi la linea temporale dell'evoluzione della civiltà nella storia antica.
Sta accadendo ora, in Turchia, su alcune colline chiamate Göbekli Tepe vicino alla pianura di Harran, nei pressi del confine siriano.

La scoperta riguarda un complesso di templi che risalirebbe addirittura ad migliaia di anni prima della Grande Piramide, intorno a 11.500 anni fa, 6000 anni prima che Stonhenge prendesse forma. E, soprendentemente, tra i 3000 ed i 1500 anni prima di Çatalhöyük, considerato uno degli insediamenti più antichi della storia.

Göbekli Tepe è un sito particolare, come particolare è la dedizione che l'archeologo tedesco Klaus Schmidt ha posto nel suo lavoro negli ultimi dodici anni.
L'antica civiltà che ha costruito le rovine di Göbekli Tepe è stata definita "la Roma dell' Era Glaciale", un complesso urbano popolato da cacciatori-raccoglitori dotati di una raffinata cultura religiosa, architettonica e sociale.

Il sito fu inizialmente esaminato dall' Università di Chicago e dall' Università di Istanbul negli anni '60. Dopo la visita del sito, che fu soltanto un "mordi e fuggi" su quello che agli antropologi sembrò un cimitero abbandonato risalente al Medioevo, nel 1994 arrivò Schmidt, convinto che in quel luogo ci fosse più che un vecchio cimitero.
"Solo l'uomo può aver creato una collina come questa" sostenne Schmidt "E' chiaro che questo è un sito enorme risalente all'Età della Pietra".

Si possono trovare terrazze, cerchi di pietra, pilastri alti sei metri a forma di "T" e monoliti. E come se non bastasse, i rilevamenti radar hanno mostrato come sotto il terreno si celino almeno altre 15 rovine monumentali.
Göbekli TepeFino ad ora sono stati portati alla luce alcuni dei 50 pilastri del complesso, uno dei quali, secondo le datazioni, rappresenterebbe l'opera d'arte monumentale più antica del mondo.
Su uno dei pilastri è possibile ammirare dei simboli astratti, anche se in realtà l'intero sito è ricoperto da bassorilievi e sculture di animali e piante. Cinghiali selvatici, manzi, leoni, volpi, leopardi, si può trovare di tutto a Göbekli Tepe. Ci sono anche raffigurazioni di esseri umani, scultura semi-umanoidi prive di volti.



La tesi di Schmidt è quella che la cooperazione tra cacciatori e la formazione di questo centro di culto siano nate per esigenze religiose. Il tempio ha costituito il fulcro della città, attorno ad esso è stato costruito tutto il resto. Non si tratta del "tradizionale" insediamento urbano di poche case, qui si parla di una città fatta e finita, con templi, laboratori specializzati, case.

"Le scoperte più importanti derivanti dal lavoro nel sito sono il fatto che ci dev'essere stato un complesso grado di organizzazione nelle società di cacciatori-agricoltori, e che che gruppi non sedentari come questi costruivano strutture così monumentali" spiega Schmidt. "Per realizzare questi progetti circolari enormi, bisogna possedere un certo grado di cooperazione tra gruppi, come anche un'organizzazione per coordinare un lavoro come questo".

Questa scoperta sta pian piano rivoluzionando il mondo dell'archeologia. Come afferma Ian Hodder, del programma archeologico della Stanford University "Molte persone pensano che questo possa cambiare tutto. Cambia completamente le carte in tavola. Tutte le nostre teorie erano sbagliate".

Le teorie sulla "rivoluzione del Neolitico" hanno sempre sostenuto che tra 10 e 12 mila anni fa agricoltori ed allevatori hanno iniziato a creare villaggi, città, lavori specializzati, scrittura, e tutto ciò che sappiamo delle antiche civiltà.
Ma uno dei punti salienti delle teorie tradizionali è che sia nata prima la città, e dopo i luoghi di culto. Ora, invece, sembra che la religione si apparsa prima della vita civilizzata e organizzata in centri urbani; anzi, che sia quasi stata il motore primario per la creazione di città.



Göbekli TepeIl sito di Göbekli Tepe sembra anche dimostrare che in quella regione sia nata l'agricoltura, oltre che l'architettura domestica.
La mappatura genetica del grano sembra dimostrare che in questa zona siano stati, per la prima volta nella storia, coltivati cereali. Anche i primi maiali selvatici d'allevamento sembra si siano originati qui intorno a 10.000 anni fa.

Su sito sono state scoperte oltre 100.000 ossa animali, macellati e cucinati sul posto. Tra gli animali sono state ritrovate gazzelle (circa il 60% del totale delle ossa finora esaminate), pecore, cinghiali e cervi rossi, assieme a dozzine di ossa di uccelli. Tutti questi animali erano selvatici, il che dimostrerebbe la natura di cacciatori della popolazione dell'area.

Il problema della diffusione di questa scoperta è alquanto bizzarro: non sta nell'assenza di prove che possano dimostrare inequivocabilmente la sua età, come si potrebbe pensare.
Il problema sta nella presenza di troppe prove.

"Il problema con questa scoperta" sostiene Schwartz della John Hopking University "è che è unica".
Non sono infatti stati ritrovati altri siti monumentali risalenti all'epoca di Göbekli Tepe, in nessuna parte del mondo. Si è sempre creduto che in quel periodo l'uomo vivesse all'interno di caverne, dipingendole con scene di caccia, o costruendo al limite qualche rifugio in pietra grezza. Addirittura, anche dopo il periodo in cui Göbekli Tepe era al suo massimo splendore, e per i circa 1500 anni successivi, sembra ci siano pochissime evidenze di edifici anche solo paragonabili a quelli ritrovati nel sito turco.
Le mura di Gerico, finora considerate la costruzione monumentale più antica della storia dell' uomo, sono probabilmente nate più di un millennio dopo Göbekli Tepe.

Questa è una scoperta che potrebbe mettere in discussione la linea temporale sull'evoluzione della civiltà umana. Fino ad ora è stato portato alla luce solo il 5% del sito, ed i lavori procedono senza sosta, tant'è che sul posto sono presenti ben 3 differenti team di archeologi. "E' difficile dare un programma dettagliato su quanto tempo servirà per portare a termine gli scavi" dice Schmidt. "C'è lavoro per più di una generazione di archeologi, senza dubbio".

Gli scavi a Göbekli Tepe procedono lentamente, dato il clima della regione: le temperature estive sono proibitive, durante l'inverno invece le piogge non consentono gli scavi, ed il periodo utile per l'attività archeologica è rappresentato da due mesi durante la primavera e due in autunno.

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Messaggio il Ven Mag 25, 2012 12:45 pm  MarcoS

Sempre in tema costruzioni di grande antichità mi è tornato in mente di rovine antichissime, di ben oltre centomila anni - decisamente fuori posto temporalmente, qualora la datazione proposta da alcuni studiosi non risultasse grossolanamente errata - con annesse miniere d'oro coeve.
Luogo e presenza delle miniere riporta in maniera singolare ai racconti della genesi umana dei Sumeri su cui Sitchin ha basato le proprie controverse (e a volte forse un po' troppo fantasiose) teorie. Peraltro parzialmente suffragate anche dalle traduzioni bibliche di Mauro Biglino. Per chi ha voglia di cazzeggiare un po' sull'argomento, di quest'ultimo si trovano alcune conferenze complete piuttosto interessanti su youtube, di sitchin (mah) si trova di tutto e di più, dello zimbabwe sicuramente qualcosa in rete c'è, anche in italiano.

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Messaggio il Ven Mag 25, 2012 2:17 pm  buzz

Il fatto è che 4,5 miliardi di anni sono tanti.
E la nostra storia parte, con grossi buchi, da 5000 anni.
Proporzionalmente, se non sbaglio, sono gli utlimi 5 centimetri di 450 chilometri.
Nel corso di questo tempo, moltissime volte si è arrivati per vari motivi, i più dei quali sconosciuti, all'estinzione dell'80-85-90-95% delle specie viventi.
Se pensiamo che si ipotizza che se l'intera popolazione del nord america fosse colpita da una catastrofe tale che 300 e passa milioni di persone morissero tutte, le possibilità che a distanza di qualche milione di anni si ritrovassero abbastanza ossa da comporre uno scheletro intero sarebbero inferiori allo 0,01%.
Se pensiamo che gli oceani sarebbero colmi, se l'enorme massa dei sedimenti (quelli che formano le nostre amate pareti di calcare) non scivolassero sotto lo zoccolo continentale continuamente, come spazzatura sotto il tappeto...
Pensare che siamo il risultato finale di miliardi di anni di evoluzione, negando che altri/altro possa aver raggiunto alti livelli di intelligenza anche sociale, prima di noi... equivale a presumere di essere soli nell'universo. Un atto di arroganza. Un pensiero abbastanza ridicolo.

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Messaggio il Ven Mag 25, 2012 2:19 pm  buzz

Buzz ha scritto:Il fatto è che 4,5 miliardi di anni sono tanti.
E la nostra storia parte, con grossi buchi, da 5000 anni.
Proporzionalmente, se non sbaglio, sono gli ultimi 5 centimetri di 450 chilometri.
Nel corso di questo tempo, moltissime volte si è arrivati per vari motivi, i più dei quali sconosciuti, all'estinzione dell'80-85-90-95% delle specie viventi.
Se pensiamo che si ipotizza che se l'intera popolazione del nord america fosse colpita da una catastrofe tale che 300 e passa milioni di persone morissero tutte, le possibilità che a distanza di qualche milione di anni si ritrovassero abbastanza ossa da comporre uno scheletro intero sarebbero inferiori allo 0,01%.
Se pensiamo che gli oceani sarebbero colmi, se l'enorme massa dei sedimenti (quelli che formano le nostre amate pareti di calcare) non scivolassero sotto lo zoccolo continentale continuamente, come spazzatura sotto il tappeto...
Pensare che siamo il risultato finale di miliardi di anni di evoluzione, negando che altri/altro possa aver raggiunto alti livelli di intelligenza anche sociale, prima di noi... equivale a presumere di essere soli nell'universo. Un atto di arroganza. Un pensiero abbastanza ridicolo.

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Messaggio il Ven Mag 25, 2012 3:04 pm  grizzly

Buzz ha scritto:... se non sbaglio...

Ritenta...

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Messaggio il Ven Mag 25, 2012 3:36 pm  buzz

grizzly ha scritto:
Buzz ha scritto:... se non sbaglio...

Ritenta...

già 45.000 km... Question (oh sto a memoria, abbiate pietà) Laughing
più o meno 5 cm come la circonferenza della terra all'equatore.

meglio, ai fini del discorso.

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Messaggio il Ven Mag 25, 2012 4:37 pm  Tengri

Buzz ha scritto:Pensare che siamo il risultato finale di miliardi di anni di evoluzione, negando che altri/altro possa aver raggiunto alti livelli di intelligenza anche sociale, prima di noi... equivale a presumere di essere soli nell'universo. Un atto di arroganza. Un pensiero abbastanza ridicolo.

Assoluamente d'accordo. Ma, temo, fra il presupporre e il dimostrare ci sono decenni di studi che devono verificare la veridicià delle preupposizioni.

Quando hanno scoperto la dendrocronologia (datazione effettuata attraverso lo studio del variare fluttuante degli anelli di accrescimento della corteccia degli alberi) e hanno con questa corretto le date al C14 molte tesi archeologiche sono andate a farsi friggere e tutto e stato rimesso in un ordine temporale completamente diverso.

Magari succederà in futuro che scopriranno un sistema di rilevazione nel terreno di tracce microscopiche di elementi che possano confermare questa o quella tesi.

Per ora, però, la teoria evolutiva darwiniana e le sequenze culurali che dal paleolitico hanno portato ad oggi sono utto ciò che abbiamo a disposizione per ricostruire il tempo fino almeno alla preistoria dell'uomo.

Se poi ci rivolgiamo al mondo animale e vegetale mi viene subito da chiedermi: se abbiamo trovato tracce dei trilobiti in cima alle montagne, abbiamo evidenze di organismi anche più elementari incastonati nella pietra e fossilizzati. Addirittura dei dinosauri del Giurassico abbiamo qualche testimonianza. Come mai non avremmo nulla ... ma proprio nulla di nient'altro?

Rispondere con teorie vaghe tipo cataclismi, sommovimenti tettonici è purtropo un'illazione tanto quanto immaginare scenari alla Asimov e conquiste extraterrestri. D'altra parte nel regno del non dimostrabile tutto è possibile e la plausibilità dipende solo dagli schemi mentali e dai preconcetti (in senso letterale) di chi ascolta.

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Messaggio il Ven Mag 25, 2012 7:39 pm  Admin

Tengri ha scritto:
Buzz ha scritto:Pensare che siamo il risultato finale di miliardi di anni di evoluzione, negando che altri/altro possa aver raggiunto alti livelli di intelligenza anche sociale, prima di noi... equivale a presumere di essere soli nell'universo. Un atto di arroganza. Un pensiero abbastanza ridicolo.

Assoluamente d'accordo. Ma, temo, fra il presupporre e il dimostrare ci sono decenni di studi che devono verificare la veridicià delle preupposizioni.

Quando hanno scoperto la dendrocronologia (datazione effettuata attraverso lo studio del variare fluttuante degli anelli di accrescimento della corteccia degli alberi) e hanno con questa corretto le date al C14 molte tesi archeologiche sono andate a farsi friggere e tutto e stato rimesso in un ordine temporale completamente diverso.

Magari succederà in futuro che scopriranno un sistema di rilevazione nel terreno di tracce microscopiche di elementi che possano confermare questa o quella tesi.

Per ora, però, la teoria evolutiva darwiniana e le sequenze culurali che dal paleolitico hanno portato ad oggi sono utto ciò che abbiamo a disposizione per ricostruire il tempo fino almeno alla preistoria dell'uomo.

Se poi ci rivolgiamo al mondo animale e vegetale mi viene subito da chiedermi: se abbiamo trovato tracce dei trilobiti in cima alle montagne, abbiamo evidenze di organismi anche più elementari incastonati nella pietra e fossilizzati. Addirittura dei dinosauri del Giurassico abbiamo qualche testimonianza. Come mai non avremmo nulla ... ma proprio nulla di nient'altro?

Rispondere con teorie vaghe tipo cataclismi, sommovimenti tettonici è purtropo un'illazione tanto quanto immaginare scenari alla Asimov e conquiste extraterrestri. D'altra parte nel regno del non dimostrabile tutto è possibile e la plausibilità dipende solo dagli schemi mentali e dai preconcetti (in senso letterale) di chi ascolta.

Beh in primo luogo, relativamente all'approccio metodologico, sono d'accordo con te. Ovvero: costruisco una teoria con quello che ho.
Dopodiché però, bisogna tenere presente che troppo spesso, quasi sempre, la storia della scienza insegna che le teorie si fossilizzano e ci sono enormi resistenze ad accettare il cambiamento.
Non solo per posizioni ideologiche, in genere, ma anche perché le idee da mettere in discussione mettono in discussione gli uomini che le hanno professate, il loro ruolo, mentre invece quelli vogliono mantenerlo e consapevolmente o meno, fanno resistenza per conservare il loro privilegio, o ruolo accademico, o fama... e così teorie che poi si rivelano vere vengono prese in considerazione duecento anni dopo che erano state formulate.

In questo senso, ci sono un bel po' di cose che non vanno a posto in nessuna teoria, e per questo vengono sostanzialmente ignorate, per il problema che pongono.

Dal punto di vista tecnico meccanico, il link che aveva posta marcos sopra, relativamente al tipo di lavorazione che hanno subito le pietre delle piramidi, non possono essere spiegate nell'ambito di alcuna teoria attuale.
Il che dovrebbe bastare a farci capire che queste teorie sono largamente incomplete o del tutto sbagliate.
Quindi ad azzerare e ricominciare da capo.

Ma questo ovviamente non lo si fa, perché la scienza è comunque establishment che preferisce conservare e al limite dopo molte resistenze sostituire, ma non ammettere è tutto sbagliato.

E di cose così ce ne sono molte.
Ora non è che io prenda per oro colato tutto quello che gira in rete o prima ancora nei libri di pteer kolosimo e altri...
ma fosse solo per una questione statistica... qualcosa di oggettivamente inspiegabile c'è, in molte situazioni.

E se non stai con la mente aperta, pronto ad indagare in ogni direzione, anche quella apparentemente meno verosimile...

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Messaggio il Sab Mag 26, 2012 10:48 am  grip

colpa degli alieni....altre spiegazioni non ne vedo

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Messaggio il Ven Lug 19, 2013 4:56 pm  Admin

http://pianetablunews.wordpress.com/2013/07/19/individuate-piramidi-sconosciute-che-farebbero-impallidire-le-piramidi-di-giza/

A parte il link sopra e la notizia letta alcuni giorni fa che Gobleki Tepe risale dalle analisi del carbonio 14 dei resti organici trovati ad almeno 12.000 anni fa

Sto leggendo in questi giorni un libro di cui riporto alcune recensioni tratte dalla rete. Non c'è molto in realtà.

"Il Mulino di Amleto" di Giorgio De Santillana, fisico e filosofo della scienza e Hertha Von Dechend, etnologa, storica (http://www.mulinodiamleto.it/category/letture/mulino-di-amleto/de-santillana-e-von-dechend)

seguono le tracce in un percorso vertiginoso, da Shakespeare a Saxo Grammaticus, dall’Edda al Kalevala, dall’Odissea all’epopea di Gilgameš, dal Rg-Veda al Kumulipo, vagando dalla Mesopotamia all’Islanda, dalla Polinesia al Messico precolombiano. I disiecta membra del pensiero mitico, che ama «mascherarsi dietro a particolari apparentemente oggettivi e quotidiani, presi in prestito da circostanze risapute», cominciano qui a parlarci un’altra lingua: là dove si racconta di una tavola che si rovescia o di un albero che viene abbattuto o di un nodo che viene reciso non cerchiamo più il luogo di quegli eventi su un atlante, ma alziamo gli occhi verso la fascia dell’eclittica, la vera terra dove si svolgono gli avvenimenti mitici, il luogo dove si compiono i grandi peccati e le imprese eroiche, il luogo dove si è compiuto il dissesto originario, fonte di tutte le storie, che fu appunto lo stabilirsi dell’obliquità dell’eclittica.

La tematica centrale del libro l'evidenziazione, attraverso un'ampia quanto rigorosa analisi comparativa di miti, concezioni religiose, fiabe, e poemi epici di ogni tempo e luogo, di una nozione scientifica piuttosto complessa contenuta in essi e consistente nella codificazione della precessione degli equinozi attraverso una forma narrativa che di solito ha per protagonisti personaggi e situazioni bizzarre, almeno per la nostra mentalità e senso estetico.

Nella Prefazione, paventando che il testo potesse presentare delle serie difficoltà ai lettori, si precisa che queste non erano imputabili agli autori:
"Sono le difficoltà inerenti a una scienza che fu fondamentalmente tenuta segreta, e in modi tali che noi non riusciamo bene a immaginare. Ma la difficoltà maggiore deriva dal fatto che non abbiamo potuto far uso della nostra tradizionale logica catenaria, così semplice ed onesta, in cui prima si pongono i principi e poi segue la deduzione. Non così facevano i pensatori arcaici; essi pensavano invece in un modo paragonabile forse alla fuga musicale, dove tutte le note non possono esser costrette entro un'unica scala melodica, dove si viene tuffati in medias res e si deve seguire l'ordine temporale creato dai loro pensieri. È nella natura della musica, dopotutto, che le note non possono essere suonate tutte assieme.

In sostanza nel libro si postula:

1] l'esistenza di una scienza tenuta segreta attraverso modalità che l'autore ammette di non riuscire ad immaginare;
2] l'esistenza di una logica che de Santillana chiama non catenaria;
3] l'esistenza di una classe di individui che de Santillana definisce come pensatori arcaici a cui detta logica catenaria va attribuita.
Risultano così individuate l'una accanto all'altra, tanto per evidenziare la chiarezza con la quale de Santillana aveva affrontato non soltanto la particolarità della struttura globale del sua grande affresco, tre grandi tematiche di supporto a cui l'autore accenna ma che non tratta neanche marginalmente in nessun punto del suo lavoro. La statura intellettuale di de Santillana gli avrebbe permesso senz'altro di comporre un opera dalla mole ancora più formidabile, ma egli avrebbe dovuto trattare contestualmente alla tematica centrale, anche:
1] degli aspetti contenutistici di una conoscenza segreta, di cui egli ha rintracciato su scala mondiale le grandi coordinate;
2] degli aspetti storici ed antropologico culturali della mentalità delle civiltà che elaborarono questa scienza segreta;
3] degli aspetti da sociologia della conoscenza e sociologici veri e propri degli individui preposti alla elaborazione e trasmissione di questa conoscenza segreta.

In relazione all'ampia citazione riportata sopra, va evidenziato che è soltanto dopo aver posto queste tre formidabili tematiche, che de Santillana descrive e non senza acutezza, la natura complessa della tecnica della fuga musicale, e che la attribuisce anche alla sua opera. Soltanto così intesa essa assumerebbe una sicura intelligibilità, in quanto a causa della tematica centrale affrontata (la quale è pur sempre un tentativo di ricostruzione di una produzione intellettuale elaborata da particolari individui che in ere remote la crearono attraverso tecniche di indagine non basate sulla logica a cui noi contemporanei diamo valore assoluto), sarebbe altrimenti condannata a non approdare ad alcun risultato certo.

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Messaggio il Lun Lug 22, 2013 2:11 pm  giorgiolx

se non erro avevano trovato un sito che pareva una piramide anche in bosnia...di proporzione inaudita

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Messaggio il Lun Lug 22, 2013 2:17 pm  giorgiolx

giorgiolx ha scritto:se non erro avevano trovato un sito che pareva una piramide anche in bosnia...di proporzione inaudita

 ok, rapida ricerca su internet...una bufala; perdono

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