trad in Valle d'Aosta

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trad in Valle d'Aosta

Messaggio  MauMau il Ven Mag 11, 2012 9:17 pm

Interessante, bravo Matteo, un climber che tira fuori sempre belle idee

Schen, se vai a curiosare mi fai sapere com'è?

http://www.planetmountain.com/News/shownews1.lasso?l=1&keyid=39512#

M

cssseeehhh.... tira fuori i friend da dove li hai nascosti, tanto li vedo, son sotto al letto! mrgreen Pensavi eh che nella tua valle non sarebbe arrivata l'onda! Twisted Evil

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Re: trad in Valle d'Aosta

Messaggio  schen il Lun Mag 14, 2012 9:23 am

non hai idea di quante volte ho pensato che quella zona sarebbe stata da andarci a mettere il naso.. ma non avevo skill and balls enough.. Embarassed
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Re: trad in Valle d'Aosta

Messaggio  buzz il Lun Mag 14, 2012 9:43 am

Bello. Smile
Giusto a Sperlonga parlavamo di che fine avesse fatto Magogì Laughing
eccolo qui... che si è inventato qualcosa di bello.

Giusto una domanda Mau.
Se l'arrampicata è clean, perché si usa la scala francese per le difficoltà?

Solo per dare appunto un idea della difficoltà del tiro?
Non dico di usare la scala UIAA che grada il passo, ma perché non si usa la scala brit
visto che in fondo questo tipo di arrampicata a loro si rifà?

buzz

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Re: trad in Valle d'Aosta

Messaggio  MauMau il Lun Mag 14, 2012 6:25 pm

Buzz ha scritto:Bello. Smile
Giusto a Sperlonga parlavamo di che fine avesse fatto Magogì Laughing
eccolo qui... che si è inventato qualcosa di bello.

Giusto una domanda Mau.
Se l'arrampicata è clean, perché si usa la scala francese per le difficoltà?

Solo per dare appunto un idea della difficoltà del tiro?
Non dico di usare la scala UIAA che grada il passo, ma perché non si usa la scala brit
visto che in fondo questo tipo di arrampicata a loro si rifà?

ciao, rispondo. A parte che da quello che ho capito i tiri non so del tutto clean, ma ci sono anche degli spit...poi la scala brit è difficile da capire per chi non è stato in UK. Si rischia solo di fare una bella confusione. Wink

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Re: trad in Valle d'Aosta

Messaggio  buzz il Mar Mag 15, 2012 7:28 am

MauMau ha scritto:
Buzz ha scritto:Bello. Smile
Giusto a Sperlonga parlavamo di che fine avesse fatto Magogì Laughing
eccolo qui... che si è inventato qualcosa di bello.

Giusto una domanda Mau.
Se l'arrampicata è clean, perché si usa la scala francese per le difficoltà?

Solo per dare appunto un idea della difficoltà del tiro?
Non dico di usare la scala UIAA che grada il passo, ma perché non si usa la scala brit
visto che in fondo questo tipo di arrampicata a loro si rifà?

ciao, rispondo. A parte che da quello che ho capito i tiri non so del tutto clean, ma ci sono anche degli spit...poi la scala brit è difficile da capire per chi non è stato in UK. Si rischia solo di fare una bella confusione. Wink

ok sulla scala brit
ma basta, su una via, che ci siano i fix alle soste per farla diventare sportiva?
(alcune di quelle vie hanno solo fix nelle soste)
ai fini della sicurezza di chi scala, su un tiro di 30 metri, sapere che i primi 10 è quinto e poi trovo un passo di VII magari continuo, mi può aiutare nella logica con cui disporrò le protezioni. Viceversa sapere che quel tiro è dato 6a+ / 6b nulla mi dice su quello che effettivamente incontrerò.
A prescindere dal fatto che la via sia su un contrafforte che si affaccia sull'Autostrada o su un terreno di alta montagna, un volo di venti metri è un volo di venti metri...

Non lo dico assolutamente per criticare la scelta di Matteo G e compagni. Solo per chiacchierare.

buzz

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Re: trad in Valle d'Aosta

Messaggio  MauMau il Mar Mag 15, 2012 8:49 am

sono due cose indubbiamente diverse, anche se può non sembrare. La tendenza attuale è quella di mettere (o ritornare a mettere, perchè le prime vie di Piola e Voigler erano ben così) gli spit solo dove strettamente necessario, anche se questa rimane pur sempre una valutazione oggettiva. Un tempo infatti avremmo detto: qui è improteggibile, mettiamo uno spit, oggi abbiamo a disposizione protezioni mobili molto più affidabili, i microfriend etc che possono spostare questa scelta, cioè il mettere lo spit, un po' più in là. Tuttavia il trad inglese, o clean climbing, è tutt'altra cosa. Se non si può mettere niente non metti niente, stop, e se ti caghi lasci il tiro a chi ha più coraggio di te. Punto, non c'è margine di discussione, se e ma.

Io apprezzo di più questo stile, mi intriga e mi stimola maggiormente, per cui preferisco fare due gradi in meno ma farli clean che scendere a compromessi. Attenzione, ho detto apprezzo, non ho detto che faccio solo questo altrimenti sono un'ipocrita!!!
La scelta della stile da adottare è comunque appannaggio dell'apritore, ed è una scelta che va rispettata, basta saperlo. Anche noi in Corsica abbiamo adottato lo stile di Matteo e in ogni caso alla fine avrai vie impegnative, perchè uno spit ogni tanto non è certo come avere tutta la via spittata. Tuttavia, rovesciando il discorso, avere uno spit, anche solo uno (ma un chiodo nornale è lo stesso), in mezzo al tiro, ti fa partire in una condizione psicologica molto diversa da dovertelo attrezzare tutto.

Ho potuto verificare come persone abituate da anni ad andare su terreni tradizionali, in montagna o altro, si siano trovati estremamente a disagio su monotiri e terreno "new trad" completamente da attrezzare a nut e friend, magari con qualche pezzettino obbligatorio. Il che avvalora la tesi che ho sempre sostenuto (e contestata dagli alpinisti duri e puri) che siano proprio due "sport" diversi! Questo non vuol dire, lo dico per i signor Guerini, che mai nessuno qui in Italia in passato abbia fatto scalate con quest'ottica. L'eccezione conferma la regola, erano mosche bianche, e comunque non avevano, come si tende a fare oggi, adottato una mentalità sportiva applicata al trad

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Re: trad in Valle d'Aosta

Messaggio  buzz il Mar Mag 15, 2012 9:04 am

Ma su questo non ho nulla da eccepire.

Mi riferisco invece alla scala di difficoltà utilizzata.
In questo caso quella sportiva francese, per vie che oltre alle soste non hanno niente.
Ovvero per tiri di 20-25 metri (ma potrebbero essere di più) totalmente sprotetti.


:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::

Polifemo
A. Gianatti, M.Giglio 19/06/2011
25 m, 6a+ max, 5c obbl.
L1: 6a+
In posto: solo le soste

Materiale: 1 set friend da #.5 a #4 C4.
Note: variante diagonale a sinistra che collega la seconda sosta di Wonder crack alla terza di Smemoranda. Il nome deriva dal fatto che, durante l'apertura, a causa di un frammento di roccia, la capocordata aveva momentaneamente un occhio fuori uso.

Wonder crack
M. Giglio, S. Minoggio 01/06/2010
120 m, 7a+ max, 6b obbl.
L1: 5c, L2: 7a+, L3: 6b+, L4: 6c+, L5: 6b+
In posto: solo le soste

Materiale: 1 set nut piccoli, 2 set completi di friend da #000 a #3 C3/C4, 1 friend #4 C4.
Note: la prima via della parete, la più logica, la più bella! Il secondo tiro è un capolavoro della natura, dopo il duro passo di ingresso proseguire lungo la fessura di destra. L'uscita dal tetto dell'ultimo tiro è “più impressionante che difficile” (cit.).

Mi rhodo dendro
M. Giglio, S. Minoggio 06/04/2011
50 m - progetto, 7c? max, 6a obbl.
L1: 6a+, L2: 7c? L3... progetto?
In posto: solo le soste.

Materiale: 1 set completo di friend da #000 a #4 C3/C4 (doppi da #.5 a #2 C4).
Note: attualmente sono stati saliti solo i primi due tiri. Il secondo si presenta come una fessura diagonale strapiombante molto difficile. Il seguito anche sembra essere interessante.

Fessura @ dondolo
M. Giglio, S. Minoggio 06/04/2011
50 m, 6c max, 5c obbl.
L1: 5c, L2: 6c

In posto: solo le soste



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Re: trad in Valle d'Aosta

Messaggio  MauMau il Mar Mag 15, 2012 9:13 am

ma la scala francese indica solo la difficolà! Da qs punto di vista che tu usi la francese, l'UIAA o l'australiana è lo stesso. Si potrebbe al massimo eccepire, ad essere pignoli, di non aver indicato un grado di proteggibilità. Perchè se hai un 6a+ caratterizzato da una fessura rettilinea è un conto, se ne hai un altro caratterizzato da fessurine va e vieni su un muro è un altro paio di maniche. Questo parametro è ben contemplato nella scala inglese e nella nostra scala R, cioè sarebbe R1 nel caso della fessura, R2 o R3 nel secondo caso

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Re: trad in Valle d'Aosta

Messaggio  buzz il Mar Mag 15, 2012 9:22 am

MauMau ha scritto:ma la scala francese indica solo la difficolà! Da qs punto di vista che tu usi la francese, l'UIAA o l'australiana è lo stesso. Si potrebbe al massimo eccepire, ad essere pignoli, di non aver indicato un grado di proteggibilità. Perchè se hai un 6a+ caratterizzato da una fessura rettilinea è un conto, se ne hai un altro caratterizzato da fessurine va e vieni su un muro è un altro paio di maniche. Questo parametro è ben contemplato nella scala inglese e nella nostra scala R, cioè sarebbe R1 nel caso della fessura, R2 o R3 nel secondo caso

ma infatti!
se ci fai caso nella relazione danno la difficoltà massima e l'obbligatorio.

che senso ha, su un tiro senza protezioni in loco?
ovviamente ha senso perché è probabile che fra una possibile protezione e l'altra possibile protezione c'è appunto un tratto obbligatorio.

ma già se non ho quel particolare friend doppiato... cambia tutto!

Ok, nella relazione danno esattamente il materiale da portare e, se sono stati precisi, e usi il materiale dove lo hanno usato loro, allora hai quell'obbligatorio.

Ma insomma... mi sembra un po' aleatoria come cosa...
o ci vai essendo ben sopra il grado obbligatorio dichiarato, oppure con un notevole gonnellino di friends...

boh.

a mio giudizio la scala francese sportiva che grada il tiro non ha senso, su un terreno del genere.
preferirei venissero gradati i passaggi.

buzz

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Re: trad in Valle d'Aosta

Messaggio  buzz il Mar Mag 15, 2012 9:26 am

Che poi, di fondo, è la stessa discussione del post
http://www.verticalmente.net/t766-9-arrampicatori-su-10-continuano-a-fare-gli-stessi-errori-post-2#20855
l'ambiguità di cui non ci si riesce a liberare, fra attività sportiva e avventura.

buzz

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Messaggio  MauMau il Mar Mag 15, 2012 9:46 am

il grado a passaggio può avere ancora un senso su una via di montagna, discontinua. Ma non su tiri che abbiano una certa continuità. L'obbligatorio può non essere solo dato dal friend che hai o non hai. Anzi, il genere è dato da un tratto di placca/muro/strapiombo tra due punti dove ti puoi proteggere.
Ma proprio qui sta il punto. Ammesso che questo tratto sia lungo/difficile, sino a poco tempo fa lo si proteggeva con uno spit. ORa, anche grazie al maggiore livello, lo si tende a lasciare obbligatorio. In pocvhe parole la stessa evoluzione che si è verificata sulle vie a spit distanziati, con un'obbligatorio tra spit e spit, si sta ora trasferendo a quelle tradizionali. Solo che ci sono mille variabili in più, principalmente di carattere geomorfologico

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Re: trad in Valle d'Aosta

Messaggio  buzz il Mar Mag 15, 2012 10:08 am

Sarà una mia deformazione, ma quando leggo la scala francese penso all'arrampicata sportiva.
Qui la logica è sportiva dato che si tende ad applicare l'etica della libera, dovendosi proteggere.
vabbeh... con tutte le eccezioni del caso.


Però: i tratti troppo duri (?) per essere considerati improteggibili dagli apritori sono stati spittati, i tratti facili (per gli apritori) sono stati lasciati come obbligatorio.

A me sembra la classica logica, tutto sommato, del faccio come cazzo mi pare. Laughing
Il che mi può anche star bene, specie su questo terreno, meno in montagna.

Ma che di oggettivo, al punto da trasformarsi in etica, non ha molto.
Segna solo il tuo livello di apritore (se apri dal basso, ovviamente). E' la tua opera.
Se ci andassi io sarebbe un'altra cosa. Se ci andasse un altro, ancora diversa.


buzz

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Messaggio  MauMau il Mar Mag 15, 2012 10:19 am

manfatti, scusami, una via rappresenta il gusto ed il livello del suo apritore, no? A meno che, estremi opposti, una via plaisir (spittata apposta ascellare per permettere a tutti di salire) e la via completamente clean, come mamma l'ha fatta. Anche la via tradizionale di montagna, se tu ci metti 100 chiodi non è più la stessa.

L'apritore tenderà sempre a chiodare lungo su un livello che padroneggia bene e vicino su quello che è al limite. E' umano Wink Infatti in questo range l'etica potremmo definirla un'etica relativa.

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Messaggio  buzz il Mar Mag 15, 2012 10:26 am

Molto relativa.
Al punto che facendo le pulci all'articolo su PM ci troverei qualche contraddizione.

buzz

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Messaggio  Drugo Lebowsky il Mar Mag 15, 2012 10:40 am

MauMau ha scritto:manfatti, scusami, una via rappresenta il gusto ed il livello del suo apritore, no? A meno che, estremi opposti, una via plaisir (spittata apposta ascellare per permettere a tutti di salire) e la via completamente clean, come mamma l'ha fatta. Anche la via tradizionale di montagna, se tu ci metti 100 chiodi non è più la stessa.

L'apritore tenderà sempre a chiodare lungo su un livello che padroneggia bene e vicino su quello che è al limite. E' umano Wink Infatti in questo range l'etica potremmo definirla un'etica relativa.

giusto


l'importante è che il clìin abbia una bella sfèsa per permettere al negato di turno (= me!) di far diventare un grado algebrico un rial trad V+A0 Cool Cool Cool
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Messaggio  MauMau il Mar Mag 15, 2012 10:47 am

potremmo coniare "trial trad" mrgreen

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Messaggio  Drugo Lebowsky il Mar Mag 15, 2012 10:53 am

Exclamation mipiace cann
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Messaggio  xee il Mer Mag 16, 2012 3:27 pm

MauMau ha scritto:Interessante, bravo Matteo, un climber che tira fuori sempre belle idee

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Io se non vedo il metallo luccicare in quantità,
là non mi ci avvicino neppure.
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Messaggio  LucaVi il Mer Mag 16, 2012 4:26 pm

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