Quo CLIMBis? - jacopo merizzi da valdimello.it

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Quo CLIMBis? - jacopo merizzi da valdimello.it




Tra le splendide mura del Castel Firmiano del Messner Mountain Museum
Domenica 6 maggio si è tenuto il convegno organizzato dal Messner
Mountain Museum, TrentoFilmfestival e International Mountain Summit:
Quo CLIMBis?
- Preservare la montagna, in quanto ultimo spazio d’avventura, o
continuare a sfruttarla sempre di più a fini sportivi e turistici?

La domanda è pleonastica se rivolta ad una tavola rotonda composta dal
gota dell’alpinismo internazionale: senza uno spazio naturale selvaggio,
“l’alpinismo è bello che finito!” hanno ribadito nei vari interventi
Hervè Barmasse, Heinz Mariacher, Hanspeter Eisendle, Albert Precht,
Denis Urubko, Roger Schäli.

Perfino nella rarefatta atmosfera
dell’Everest, racconta Messner, l’alpinismo è finito. Due percorsi di
turismo attrezzato con corde ed ossigeno dagli sherpa, conducono in
vetta con una certa sicurezza.


da http://www.valdimello.it/v2/User/asp/VdM.asp?ac=192 Jacopo merizzi

Dov’è rimasto il senso di precarietà, di avventura, di solitudine dell’alpinismo?
Nelle rocce stra-affollate di Arco di Trento e Finale Ligure?
Sulle cime del Monte Bianco e del Cervino o tra i massi del Melloblocco?
Bisogna imporre un’area di rispetto, una fascia d’alta montagna dove non si tocca nulla, un luogo magico e di difficile accesso.
Un luogo di assoluta esclusiva fruizione dell’alpinista

Per un reduce della Valtellina, della magnifica Val di Mello, e come porta
voce delle guide di Lombardia, raggiungere il Trentino Alto Adige vuol
dire riempirsi di stupore e meraviglia per tutto quello che in questa
Regione si riesce a fare: Castelli medioevali meravigliosamente
trasformati in aree museali che funzionano, fondovalli ben curati rigati
da vigneti e meleti, città a misura d’uomo con centri storici vivaci...
Tutto quello che la mia Valtellina ha perso, la triste Valtellina massacrata da capannoni e sbiadite banche locali.

Tra i rossi basalti del Castel Firmiano attorno a questa elitaria tavola
rotonda, mi sembra però che sfugga qualcosa, qualcosa che noi in Val di
Mello abbiamo capito da un pezzo,
L’alpinismo è vittima di retorica, di tristezza, di gesta eroiche disperse nella bufera, in una sola parola, di rimpianti.
Da l’idea, con tutto il rispetto dei grandissimi convenuti, di un malato allo stadio terminale.
L’alpinismo come qualsiasi altra attività umana ha bisogno di rigenerarsi.

Mi viene in mente un giovane che sta percorrendo tutte le cime e pareti
partendo a piedi dal fondovalle, che pratica una sorta di
proto-alpinismo di oggi dove non sono ancora stati inventati gli
strumenti base dell’alpinismo. Niente corde, niente piccozze e la
tecnica di progressione è ancora al di la da venire. Questo giovane che
tipo di alpinismo sta facendo? Elementare.
Elementare perché tornato indietro alle origini, ma le sue vie sono quanto mai impregnate di vero alpinismo.

Trapanare le rocce, fissare catene e fittoni, tracciare sentieri... o creare
delle zone di rispetto per salvaguardare l’alpinismo eroico del passato?

Nessuna di queste strade può funzionare perché il cuore della questione è
un’altra, va salvaguardato l’humus che ha fatto nascere l’alpinismo, la
sua essenza: l’esplorazione di aree selvagge e inaccessibili.

Va salvaguardata, come una specie rara in via di estinzione, la natura
selvaggia e primordiale. Con maggior forza se essa si trova al centro
dell’Europa e con un rigore formidabile, se ha le tinte forti di un’area
monumentale.

Ecco il motivo per cui abbiamo lottato con tutte le forze affinché la Val di Mello fosse riconosciuta Riserva Naturale.

Ma c’è un altro motivo non meno importante per chi ama arrampicare e sa
fare del sano e libero alpinismo: cosa ci può essere di più divertente
ed esclusivo di avventurarsi in questi rari spazi di gioco?
E’ una questione di stile e di qualità della vita.
Grazie Reinhold !

buzz

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Messaggio il Mar Mag 15, 2012 4:09 pm  buzz

E come siamo messi con il trasporto degli arrampicatori in quota con l'elicottero?

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Messaggio il Mar Mag 15, 2012 4:35 pm  Topocane

eh... Rolling Eyes

ma forse nelle riserve si può. eh!

Mad

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Messaggio il Mar Mag 15, 2012 4:39 pm  giggio

merizzi ha scritto:qualcosa che noi in Val di Mello abbiamo capito da un pezzo

ecco uno dei vari motivi per cui mello e i melli mi stanno sui maroni. ma tiratevela di meno!

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Messaggio il Mar Mag 15, 2012 4:45 pm  buzz

Bisogna imporre un’area di rispetto, una fascia d’alta montagna dove non si tocca nulla, un luogo magico e di difficile accesso.
Un luogo di assoluta esclusiva fruizione dell’alpinista.

Io sono assolutamente d'accordo con questo concetto e lo vado ripetendo da anni.
Ma per avere una posizione coerente, forte, eticamente universale, deve valere per TUTTI.

Quindi nessun tipo di facilitazione fissa in loco.
Né strade, né rifugi, né funivie, né ferrate, né fix. O elicotteri. Rolling Eyes

Vai con i tuoi mezzi senza modificare l'ambiente, in tutto o in parte, finché sei in grado. Dopodiché ti fermi e torni indietro.
Non sta scritto da nessuna parte che tutti debbano arrivare dappertutto e in sicurezza.

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Messaggio il Mar Mag 15, 2012 4:47 pm  Topocane

giggio ha scritto:
merizzi ha scritto:qualcosa che noi in Val di Mello abbiamo capito da un pezzo

ecco uno dei vari motivi per cui mello e i melli mi stanno sui maroni. ma tiratevela di meno!

si
che poi, porcatroia, vai su in valle e ti giran in maroni ne più ne meno che quando sei giù a talamona Mad

la cosa che veramente, alcuni, lassù han capito da un pezzo, è come vivere di quel che è stato, per loro e altri, ai tempi.... e per questo, pure, menarsela

FuckYeah

Ultima modifica di Topocane il Mar Mag 15, 2012 4:48 pm, modificato 1 volta

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Messaggio il Mar Mag 15, 2012 4:56 pm  Ospite

Buzz ha scritto:
Bisogna imporre un’area di rispetto, una fascia d’alta montagna dove non si tocca nulla, un luogo magico e di difficile accesso.
Un luogo di assoluta esclusiva fruizione dell’alpinista.

Io sono assolutamente d'accordo con questo concetto e lo vado ripetendo da anni.
Ma per avere una posizione coerente, forte, eticamente universale, deve valere per TUTTI.

Quindi nessun tipo di facilitazione fissa in loco.
Né strade, né rifugi, né funivie, né ferrate, né fix. O elicotteri. Rolling Eyes

Vai con i tuoi mezzi senza modificare l'ambiente, in tutto o in parte, finché sei in grado. Dopodiché ti fermi e torni indietro.
Non sta scritto da nessuna parte che tutti debbano arrivare dappertutto e in sicurezza.
bella Buzz, d'accordissimo... e ho come l'impressione che molte resistenze le incontreresti proprio dagli alpinisti e da quelli che magari per cultura, approccio dovrebbero essere quelli che danno l'esempio.

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Messaggio il Mar Mag 15, 2012 5:02 pm  buzz

A ha scritto:
Buzz ha scritto:
Bisogna imporre un’area di rispetto, una fascia d’alta montagna dove non si tocca nulla, un luogo magico e di difficile accesso.
Un luogo di assoluta esclusiva fruizione dell’alpinista.

Io sono assolutamente d'accordo con questo concetto e lo vado ripetendo da anni.
Ma per avere una posizione coerente, forte, eticamente universale, deve valere per TUTTI.

Quindi nessun tipo di facilitazione fissa in loco.
Né strade, né rifugi, né funivie, né ferrate, né fix. O elicotteri. Rolling Eyes

Vai con i tuoi mezzi senza modificare l'ambiente, in tutto o in parte, finché sei in grado. Dopodiché ti fermi e torni indietro.
Non sta scritto da nessuna parte che tutti debbano arrivare dappertutto e in sicurezza.
bella Buzz, d'accordissimo... e ho come l'impressione che molte resistenze le incontreresti proprio dagli alpinisti e da quelli che magari per cultura, approccio dovrebbero essere quelli che danno l'esempio.

figurati...
ci sono decine di discussioni "spit si / spit no" nei forum, in questi anni, in cui ho sostenuto questa posizione di fronte
a quelli che dal rifugio o la ferrata se la prendevano con la funivia perché faceva venire su merenderos e grassoni vari.
o quelli che sulla parete, lungo una via ben spittata, se la prendevano con gli escursionisti da rifugio.
o quelli che dalle vie classiche strachiodate se la prendevano con le soste spittate.
o quelli che dalle vie di 7c/8a con pochi fix se la prendevano con quelle facili a fix.
ora abbiamo anche gli elicotteristi che rivendicano la lunghezza di vedute per mantenere l'ambiente selvaggio...

ognuno si para il culo e si fa aiutare dove finiscono le sue capacità, dove gli fa comodo...
e si sente in diritto di pontificare la sua etica contro quelli al gradino sotto...
i quali, giustamente, gli dicono machittesencula perché tu si e io no?
e il risultato è che ognuno fa come gli pare...
e nessuno ha il diritto di dire a nessuno cosa fare, perché non c'è una legge uguale per tutti.

Come sempre in Italia, la legge vale sempre per gli altri.

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Messaggio il Mar Mag 15, 2012 5:21 pm  mork

Buzz ha scritto:
Bisogna imporre un’area di rispetto, una fascia d’alta montagna dove non si tocca nulla, un luogo magico e di difficile accesso.
Un luogo di assoluta esclusiva fruizione dell’alpinista.

Io sono assolutamente d'accordo con questo concetto e lo vado ripetendo da anni.
Ma per avere una posizione coerente, forte, eticamente universale, deve valere per TUTTI.

Quindi nessun tipo di facilitazione fissa in loco.
Né strade, né rifugi, né funivie, né ferrate, né fix. O elicotteri. Rolling Eyes

Vai con i tuoi mezzi senza modificare l'ambiente, in tutto o in parte, finché sei in grado. Dopodiché ti fermi e torni indietro.
Non sta scritto da nessuna parte che tutti debbano arrivare dappertutto e in sicurezza.

Sono d'accordo ma non sui rifugi.

I rifugi esistono da sempre e, secondo me, fanno parte dell'alpinismo.

Ovviamente non parlo di rifugi con connessione internet e sauna.

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Messaggio il Mar Mag 15, 2012 7:35 pm  MauMau

è un discorso delicato, facilmente luogo di ipocrisie

dico solo che in Canada, sulle Montagne Rocciose, non ci sono praticamente rifugi. Se vuoi farti la tua cima o parete, parti con la tenda e cammini due gg o tre. Così è. In questo contesto, che ci siano o meno i fix su qualche via, è praticamente ininfluente. C'è comunque pochissima gente in giro. Quindi il problema, ancora una volta, non è il fix, il trapano, il rifugio, la funivia in sè. Ma una visione della montagna in senso turistico. Il discorso di Buzz "non sta scritto da nessuna parte che tutti debbano fare tutto in sicurezza" lo condivido anche io e penso che ben pochi alpinisti non lo sottoscriverebbero. Ma io ho le capacità per andare comunque in montagna, sia che ci siano o no i fix, le funivie, gli elicotteri o le strade. Chi non lo condivide son quelli che diversamente non ce la farebbero, e che comunque vogliono godere lo stesso della montagna

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Messaggio il Mar Mag 15, 2012 7:50 pm  MauMau

MauMau ha scritto:Chi non lo condivide son quelli che diversamente non ce la farebbero, e che comunque vogliono godere lo stesso della montagna

e quelli che li portano, a pagamento mrgreen mrgreen

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Messaggio il Mar Mag 15, 2012 8:30 pm  LucaVi

No MauMau, io non ce la faccio quasi più ma preferisco attraversare la Val Vajont come ho fatto la scorsa settimana, perdermi più volte e aggirare le frane della debole traccia che scavalca la Forcella Col de Pin e infine arrivare quasi al buio a Casera Ditta... che portarmi a casa una finta avventura lungo la più atletica ed esposta delle vie ferrate del mondo intero.

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Messaggio il Mar Mag 15, 2012 8:40 pm  AndreaVe

Buzz ha scritto:
Non sta scritto da nessuna parte che tutti debbano arrivare dappertutto e in sicurezza.
Per me vale questa e la straquoto.

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Messaggio il Mar Mag 15, 2012 8:42 pm  AndreaVe

mork ha scritto:
Sono d'accordo ma non sui rifugi.

I rifugi esistono da sempre e, secondo me, fanno parte dell'alpinismo.

Ovviamente non parlo di rifugi con connessione internet e sauna.

Sui rifugi non si può generalizzare, d'accordo.
Il problema che di Rifugi, di quelli al servizio dell'alpinismo di cui fanno parte, ne sono rimasti una piccola manciata...

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Messaggio il Mar Mag 15, 2012 9:20 pm  MauMau

questa estate hoi dormito al Rifugio Torino. Sempre un'esperienza indimenticabile. Rolling Eyes Gli operai fanno i turni di notte e ci sono le mine che esplodono già alle tre del mattino. Quando vedi quello che stanno facendo, ti domandi come mai non ci sia una qualche protesta tipo NO TAV. Parlavo di questo

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Messaggio il Mer Mag 16, 2012 8:36 am  buzz

MauMau ha scritto:è un discorso delicato, facilmente luogo di ipocrisie

dico solo che in Canada, sulle Montagne Rocciose, non ci sono praticamente rifugi. Se vuoi farti la tua cima o parete, parti con la tenda e cammini due gg o tre. Così è. In questo contesto, che ci siano o meno i fix su qualche via, è praticamente ininfluente. C'è comunque pochissima gente in giro. Quindi il problema, ancora una volta, non è il fix, il trapano, il rifugio, la funivia in sè. Ma una visione della montagna in senso turistico. Il discorso di Buzz "non sta scritto da nessuna parte che tutti debbano fare tutto in sicurezza" lo condivido anche io e penso che ben pochi alpinisti non lo sottoscriverebbero. Ma io ho le capacità per andare comunque in montagna, sia che ci siano o no i fix, le funivie, gli elicotteri o le strade. Chi non lo condivide son quelli che diversamente non ce la farebbero, e che comunque vogliono godere lo stesso della montagna

Si Mau.
Non sono così talebano da non capire che 4 fix in termini di impatto ambientale non sono nulla, rispetto ad una ferrata, una funivia, una strada, un rifugio, un bivacco, una pista da quad o da motoslitte.
Ma se chi ha la capacità di andare comunque, fino al limite di aver bisogno solo di una manciata di fix, vuole fare delle considerazioni etiche inattaccabili da chi ha meno capacità di loro, in quelle enclavi, quelle fasce protette, non deve usare niente.

Se tu fai l'8a in montagna sui chiodi e buchi solo sulle placche improteggibili e con molta parsimonia, altri sul 7a, altri lo stesso col 6a, altri col 5a eccetera.
Però tutti guardano verso il basso e dicono: qui non c'era bisogno di mettere niente... che schifo...
E siamo ancora tutti chiusi nel nostro circoletto autoreferenziale dell'alpinismo in montagna.
Andiamo fuori... visto che la montagna non è solo degli alpinisti.

Tutti gli alpinisti vedono le ferrate come il fumo agli occhi.
Quelli che fanno le ferrate però si sentono superiori a quelli che camminano e basta.

Quelli che camminano a lungo guardano con sufficienza i semi obesi che sbuffano su piccole salitelle per andare al rifugio.
Peggio ancora se ci arrivano con la funivia.

Da tutti, più o meno apertamente, arriva il commento: se non ci riesci stai a casa...

...

Qualche anno fa, avemmo uno scazzo intraforum con un forum di amanti delle funivie.
Non pensavo esistesse una cosa del genere. Eppure ci sono comunità di persone che dissertano sulle funivie, in termini tecnici, ma anche in semplici considerazioni di spettacolarità dei luoghi e arditezza del progetto, eccetera.

Tralasciamo il loro trip mentale. Ma a chi di noi diceva che la funivia deturpava l'ambiente, inquinava, che in montagna bisogna andarci con le proprie gambe eccetera... ti opponeva questi concetti:
a) tu la macchina fino ad un certo punto non la usi?
b) anche chi non gliela fa a camminare ha diritto di andare in montagna

al primo punto si può rispondere con il concetto della fascia protetta da una certa quota in sù.
cioè, fino lì arrivi come ti pare, il mondo è quello che è e non ha senso pretendere di cambiarlo partendo dalle funivie, dopodiché entri in una zona wilderness in punta di piedi e senza lasciare tracce.

al secondo è più difficile. perché una legge per essere forte, deve essere uguale per tutti. semplice e lineare.
non puoi dire che... l'obeso peggio per lui, poteva pensarci prima, perché ti potrebbe rispondere, quale che sia il tuo livello di alpinista, peggio per te, se sul 7b senti il bisogno di un fix su una placca... potevi pensarci prima.
E così via, passando su rifugi, bivacchi, sentieri ultrasegnati, ferrate, chioderie.

Gli alpinisti dovrebbero essere quelli che più hanno a cuore l'ambiente della montagna, in teoria.
Perché sono quelli che la vivono il più ampiamente possibile.
Ma in realtà oltre un discorso elitario non vanno.
Ed è una stratificazione orizzontale piramidale in cui ogni strato superiore pensa di aver diritti maggiori di quello inferiore.

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Messaggio il Mer Mag 16, 2012 9:24 am  MauMau

mah Buzz, continuo a pensare che l'unica soluzione praticabile sia di instituire delle aree protette, dove la wilderness viene salvaguardata. Se non hai le capacità per godere della montagna (o quello che è) senza rifugi, mezzi meccanici e strade, vai altrove. Ma in teoria, anche se gli alpinisti lo vorrebbero, non puoi impedire l'accesso a certe zone a chi è meno bravo di te. Intorno alle funivie ci sono grandi interessi commerciali, protestare è una battaglia persa. Per cui molto meglio parlare di fix, e non concludere mai niente

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Messaggio il Mer Mag 16, 2012 9:37 am  Topocane

MauMau ha scritto:mah Buzz, continuo a pensare che l'unica soluzione praticabile sia di instituire delle aree protette, dove la wilderness viene salvaguardata.

mau, ti assicuro che l'istituzione delle aree protette, nella maggior parte dei casi (essendo in italia....) non serve ad un beneamato tubo di niente.
anzi, spesso crea quell'alone d'intoccabilità in quanto aree protette, in cui chi vuole e può ama sguazzarci (tipo termine dell'italico modo di comportarsi )

qui un esempio, che calza a pennello con quanto state discutendo:
http://www.valmasino-online.eu/la-val-di-mello/la-riserva/la-riserva-val-di-mello.html

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Messaggio il Mer Mag 16, 2012 9:38 am  buzz

MauMau ha scritto:mah Buzz, continuo a pensare che l'unica soluzione praticabile sia di instituire delle aree protette, dove la wilderness viene salvaguardata. Se non hai le capacità per godere della montagna (o quello che è) senza rifugi, mezzi meccanici e strade, vai altrove. Ma in teoria, anche se gli alpinisti lo vorrebbero, non puoi impedire l'accesso a certe zone a chi è meno bravo di te. Intorno alle funivie ci sono grandi interessi commerciali, protestare è una battaglia persa. Per cui molto meglio parlare di fix, e non concludere mai niente

Probabile, che non si concluda niente.
Però se devo avere una posizione preferisco averla coerente con il mio modo di agire.

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Messaggio il Mer Mag 16, 2012 9:50 am  MauMau

Certo Buzz, noi ci preoccupiamo della nostra coerenza, di essere inattaccabili, e soprattutto di far notare ai nostri colleghi quando non lo sono.

Gli altri, che non si preoccupano di certo di queste cosucce, agiscono indisturbati. Non mi sembra ci siano poi molti dibattiti pubblici prima di fare nuove ferrate o nuove funivie. In particolare la realizzazione del nuovo megacomplesso di Punta Herbronner, un impianto già di per sè in crisi, è passato sotto silenzio. O forse non sono attento io, ma non sentivo più nulla dalla famosa protesta di MW

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Messaggio il Mer Mag 16, 2012 9:58 am  buzz

Hai ragione, indubbiamente.

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Messaggio il Mer Mag 16, 2012 10:02 am  mork

boh io non riesco a fissare una posizione univoca dentro di me, figuriamoci una posizione fissa per tutti.

Salgo a Punta Penia e guardo con odio la funivia a Punta Rocca.
Poi un giorno mi telefona mia mamma che tutta emozionata è salita a Punta Rocca (ovviamente in funivia) e che c'è un panorama bellissimo. So che le sarebbe piaciuto salire a piedi ma con i suoi acciacchi non può più camminare. So che non lascerebbe in giro una cartaccia in montagna neanche a costringerla, e mi tornano in mente le soste piene di mozziconi di sigaretta o carte di barrette su qualche via lasciate da integerrimi alpinisti.
Allora sono contento per lei.
Però poi vedo la funivia e la odio nuovamente.

Boh...

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Messaggio il Mer Mag 16, 2012 1:12 pm  LucaVi

L'errore è il tutto o niente.
Fino ai primi anni '80 si era mantenuto un equilibrio soddisfacente. Per fortuna abbiamo una paccata di montagne in Italia e ce n'era per ogni gusto o necessità: pareti selvagge, altre con svariate vie, valli con un solo sentiero o manco quello, qualche ferrata e qualche impianto di risalita per ciascun gruppo.
Il casino è successo quando non ci siamo più saputi contenere.
Ogni rifugista vuole la sua ferrata, la sua palestra, le clessidre trapanate lungo le vie ("Parete in manutenzione" riportava un cartello presso uno di questi posti nelle Pale di San Martino la scorsa estate, nel mentre si approntavano con l'elicottero tali sistemazioni artificiali) e i cavi metallici lungo i tratti di I grado degli itinerari adiacenti. Ogni sezione CAI se non addirittura ogni singolo socio vuole vernciare un tracciato anche se non esiste. Ogni paese vuole la sua funivia (Pera di Fassa protestava perché le mancava e allora ha ottenuto una seggiovia in tre tronconi che conduce in 40 minuti a quel Ciampedie raggiunto in 3 minuti da Vigo). Ogni arrampicatore vuole lasciare la sua impronta su ogni parete, sempre più vicina a un'altra già presente.
Prendiamo adesso le Pale di San Lucano, una preziosissima wilderness sopravvissuta ai nostri giorni: stanno comparendo gli spit. E va così, proprio non riusciamo a limitarci. Chiaro che gli spit son poca cosa nel grandioso luna park in cui abbiamo trasformato le nostre montagne, però fan parte dello stesso andazzo. E, ancora per le Pale di San Lucano e per le pochissime "macchie bianche" rimaste al territorio italiano, sono un peccato.

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Messaggio il Mer Mag 16, 2012 1:27 pm  buzz

La Corsica mi ha colpito, nell'interno, per lo stretto necessario cui si vede sono abituati.

E' una questione culturale. Se la terra è sempre stata arida, la vita dura, sei culturalmente abituato ad accontentarti di poco. E di conseguenza offri poco. Che per te è il giusto, per chi viene dalla cultura del benessere è poco.

Se c'è motivo di contrasto (come in corsica per spinte indipendentiste) con gli esponenti di quella cultura con cui si entra in contatto, allora si mantengono vive la antiche abitudini. Altrimenti vengono annacquate, diluite, e in massimo un paio di generazioni scompaiono.

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