un Grande!

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Messaggio  Topocane il Ven Mag 18, 2012 8:28 am

lui e le sue 14 cicche di vetta Laughing

ps. ...han chiamato per avere info sulla cima Rolling Eyes mi ricorda qlcn Rolling Eyes mrgreen
poteva smessaggiare qui sul foro, no? Laughing

“Sono in cima! Sono in cima! Sono in cimaaaa” questo l’urlo di gioia lanciato da Mario Panzeri dalla vetta del Dhaulagiri, 8.167 metri. La telefonata è arrivata alla moglie Paola pochi minuti fa: al contrario di quanto raccontato dal campo base, Panzeri è arrivato in vetta soltanto ora, alle 18 ora nepalese, dopo una salita lunga diciassette ore e una dura lotta contro i gelidi venti del Dhaulagiri. Con questa cima, Panzeri ha completato la collezione dei 14 ottomila senza ossigeno.

“Lo sapevo, lo sapevo – racconta Paola Sozzi, la moglie di Panzeri, che non sta più nella pelle dalla felicità -. Mi ha sempre chiamato dalla cima, non poteva essere già arrivato in vetta. Figuriamoci se non lo avrebbe fatto dal suo 14esimo ottomila. Il suo satellitare era scarico, e mi ha chiamato dal telefono di Dawa Sherpa. Ora è già buio, scendono, vanno a dormire a campo 3, e da lì mi richiamerà per dire che va tutto bene”.

Panzeri e compagni erano partiti dal campo 3 all’una di notte, anzichè alle 21 come programmato, perchè fuori soffiavano raffiche gelide di vento. Poi, durante la salita, hanno fatto una sosta a circa 7.500 metri, sul traverso, sempre per colpa del vento. Lì molti hanno rinunciato, ma Panzeri, Corona e gli altri hanno voluto proseguire. In vetta sono arrivati soltanto ora, alle 14 ora italiana, le 18 in Nepal.

La notizia che Panzeri era arrivato in cima circolava già da qualche ora. A darla era stato Marco Confortola, che si trova al campo base del Dhaulagiri. L’alpinista valtellinese. che oggi ha rinunciato a tentare la cima per il freddo ai piedi, aveva sentito parlare di vetta al suo arrivo al campo base. In realtà, Mario Panzeri stava ancora salendo, insieme con Giampaolo Corona e altri 3 alpinisti: Dawa e due cechi.

“Mi hanno detto che Mario e Giampaolo sono arrivati in cima – ci ha detto Confortola, che abbiamo raggiunto via satellitare intorno alle 12 ora italiana -. Con loro c’erano anche Dawa e due ragazzi cechi, non so se loro con ossigeno o senza. Molti altri stavano tentando ma son tornati tutti giù per vento e freddo. Ora saranno intorno a campo 2 e credo che si fermeranno lì per la notte”.

Ma in Italia, l’attesa telefonata di Panzeri è arrivata soltanto due ore dopo. Dalla cima.

Stamattina, Panzeri aveva chiamato la moglie alle 10.30 circa. “Siamo quasi su – aveva detto Panzeri alla moglie, con voce affannata – ma voglio essere sicuro della cima, vorrei parlare con Gnaro”. Ma poi era caduta la linea. E’ scattata la corsa ai cellulari per rintracciare Silvio Mondinelli. “Usciti dalla cresta – spiega Gnaro a tutti – bisogna andare a sinistra e ci sono tre punte: la terza è la cima”. Ma il satellitare di Panzeri risulta staccato.

Ma nel frattempo “Mariolone” la cima l’ha trovata da solo. La batteria del satellitare si era scaricata, ma lui ha trovato lo stesso il modo di chiamare la moglie, che è sempre stata il suo primo pensiero e la sua prima telefonata dalla vetta dei suoi ottomila. Ottomila che, con oggi, sono finalmente diventati 14: un successo meritatissimo.

Stamattina anche Confortola era partito da campo 3 per tentare la cima, ma a 7500 metri ha rinunciato per il freddo ai piedi, le cui dita erano state amputate per congelamento dopo la tragica esperienza del K2 sul 2008. ”Ero arrivato poco prima del traverso – ci ha detto Confortola -. Un punto dove il giorno prima Gnaro mi aveva detto di stare attento. Ho aspettato un’ora sotto un sasso poi ho capito che non ce la facevo e ho detto a Mario che avevo freddo ai piedi e tornavo giù. Speravo che gli scarponi che mi ero fatto fare apposta mi avrebbero aiutato, ma non è bastato purtroppo”.

E’ stato difficile trattenere l’entusiasmo per lo splendido e meritatissimo successo di Panzeri. Ma sentire dalla sua voce la parola “cima” dev’essere stato indimenticabile. Ed era doveroso prima di lasciarsi andare alle celebrazioni. Ora, c’è da aspettare che si concluda la discesa. Poi, sarà davvero il momento della festa.
Autore: Sara Sottocornola

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