Michel Piola

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Michel Piola




Vorrei aprire una serie di topic sui più famosi apritori, ma non per fare la loro storia o sfoderare il loro curriculum, ma piuttosto per parlare insieme delle loro vie (soprattutto), del loro stile, e di cosa hanno contato nel nostro vissuto di alpinisti ed arrampicatori.

Ho pensato di iniziare con Michel Piola

non ho tempo di fare un inquadratura storica del personaggio e, come ho detto poc'anzi, esula dagli intenti che vorrei dare a questa serie di topic che, spero, verranno aperti anche da altri. Chi vuole può farsi dunque velocemente un'idea su wiki

http://it.wikipedia.org/wiki/Michel_Piola

ciò detto, secondo voi quali sono le vie più importanti aperte da Michel, le più belle, quelle che vorreste un giorno fare?

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Michel Piola :: Commenti

Messaggio il Gio Mag 24, 2012 7:39 am  buzz

C'è stato un momento che guardavo verso Le voyage selon Gulliver... più o meno al traino di qualcuno. Ma non essendo una bella gnocca non ho trovato nessuno... Very Happy

se fossi stato più vicino e avessi avuto più pratica di granito però una forte l'avrei trovata


(foto trovata su google ma vedo dall'url che è di m. sanguineti)

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Messaggio il Gio Mag 24, 2012 7:55 am  MauMau

comincio io, mi tocca Embarassed

la mia prima via di Piola è stata una delle sue più celebri, Marchand de Sable, all'Envers des Aiguilles

ero con Paolo e Maurizio (non me stesso, un altro), avevo 19 anni io, 15 o 16 loro. Avevamo naturalmente sentito parlare di Michel e ne avevamo paura, ma allo stesso tempo eravamo curiosi di fare una sua via. Si diceva a quei tempi di tutto, ma più che per gli spit, lui era stato uno dei primi a usarli sul Monte Bianco (il primo, storicamente messo, è opera di Rebuffat e pochi lo sanno)... avevamo paura per le distanze che c'erano tra essi. Era noto che Michel era fortissimo in placca e che quindi piantava gli spit a mano, stando in equilibrio sui polpacci, e le distanze tra essi potevano essere infinite.

Non ho ricordi particolari di quella giornata. Tutto filò liscio. I diedri della parte bassa, sino a quella placca/muro dell'ultimo tiro, che toccò a me che ero il più esperto (ma forse tutta la via la tirai io, non mi ricordo più Rolling Eyes ). In quella lunghezza ci voleva molta concentrazione e le distanze tra uno spit e l'altro, gli obbligatori, erano credo tra i 5 e i 7 metri.

Con le vie di Piola ci si aprì un mondo. Indubbiamente era un nuovo modo di chiodare ma soprattutto apriva, su granito, un universo che fino ad allora non avevamo considerato. Michel è stato (è) prima di tutto un esteta. La difficoltà lo interessava relativamente, lui vedeva delle linee, che un tempo non erano state prese mai in considerazione. E usare gli spit, in quei primi anno 80, le rese improvvisamente possibili.

Credo di aver fatto almeno una trentina di vie di Piola, se volete poi posso raccontare le mie esperienze e/o parlare sullo stile e altre cose Wink

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Messaggio il Gio Mag 24, 2012 8:06 am  MauMau

Buzz ha scritto:C'è stato un momento che guardavo verso Le voyage selon Gulliver... più o meno al traino di qualcuno. Ma non essendo una bella gnocca non ho trovato nessuno... Very Happy

se fossi stato più vicino e avessi avuto più pratica di granito però una forte l'avrei trovata

Guarda io ho fatto Voyage e per me non è stata affatto una bella esperienza. Poco feeling col compagno, non mi è piaciuta la via, che ho trovato di fama ampiamente sopravvalutata. Ho avuto già anni fa uno scazzo con rampik a questo riguardo, ma io parlo per me, non in senso assoluto. Capisco l'importanza storica che ha avuto in quel contesto, ma non ne ho un bel ricordo. Quindi faccio fatica a capire perchè sia tanto desiderata

Invece sulla vicina O sole mio ne tentammo la prima invernale, su cui venni giù nei primi tiri con un blocco di 50 kg tra le mani. Nel volo una delle mie due corde si girò intorno ad uno spuntoncino e si tranciò di netto. Rimasi appeso all'altra e mi feci un ematoma alle mani. Rinunciammo, ovviamente
Tornai anni dopo e la trovai una via stupenda, non estrema, ma nel più classico stile Piola. Obbligatori, splendida roccia, sempre impegnativa, estetica. Ecco, io credo che sia ben più bella di Voyage e se dovessi consigliarti Buzz, ti consiglierei quella!

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Messaggio il Gio Mag 24, 2012 8:13 am  buzz

MauMau ha scritto:
Buzz ha scritto:C'è stato un momento che guardavo verso Le voyage selon Gulliver... più o meno al traino di qualcuno. Ma non essendo una bella gnocca non ho trovato nessuno... Very Happy

se fossi stato più vicino e avessi avuto più pratica di granito però una forte l'avrei trovata

Guarda io ho fatto Voyage e per me non è stata affatto una bella esperienza. Poco feeling col compagno, non mi è piaciuta la via, che ho trovato di fama ampiamente sopravvalutata. Ho avuto già anni fa uno scazzo con rampik a questo riguardo, ma io parlo per me, non in senso assoluto. Capisco l'importanza storica che ha avuto in quel contesto, ma non ne ho un bel ricordo. Quindi faccio fatica a capire perchè sia tanto desiderata

Invece sulla vicina O sole mio ne tentammo la prima invernale, su cui venni giù nei primi tiri con un blocco di 50 kg tra le mani. Nel volo una delle mie due corde si girò intorno ad uno spuntoncino e si tranciò di netto. Rimasi appeso all'altra e mi feci un ematoma alle mani. Rinunciammo, ovviamente
Tornai anni dopo e la trovai una via stupenda, non estrema, ma nel più classico stile Piola. Obbligatori, splendida roccia, sempre impegnativa, estetica. Ecco, io credo che sia ben più bella di Voyage e se dovessi consigliarti Buzz, ti consiglierei quella!

Potere evocativo del nome.
Vuoi mettere dire: vado a fare voyage selon gulliver e dire vado a fare o sole mio? Laughing

cmq ho trovato qualche bella foto, perlomeno, se la via non sarà granché l'ambiente è super.







altre foto e relazione qui http://www.montagneinvalledaosta.com/SITO/pagina_343_arr_voyage_selon_gulliver/pagina_343.html


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Messaggio il Gio Mag 24, 2012 8:19 am  Topocane

io ne ho fatta un pezzettino, di O sole mio, vale? Embarassed
la parte terminale, per uscir in punta, dopo aver fatto la Svizzeri fin li

...altre di Piola non ricordo, dovrei far mentelocale su tutteunpo' Smile

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Messaggio il Gio Mag 24, 2012 8:21 am  MauMau

Buzz ha scritto:



Azzero viuulento!! Nun se fa nun se fa Evil or Very Mad

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Messaggio il Gio Mag 24, 2012 8:26 am  Topocane

MauMau ha scritto:
Buzz ha scritto:



Azzero viuulento!! Nun se fa nun se fa Evil or Very Mad

...se ti faccio veder le mie, di foto in quel posto Embarassed Shocked Shocked Embarassed

io, purtroppo, anzi no dai... non ho un brutto ricordo, anzi Laughing ne ho davvero un BELLISSIMO ricordo di quelle fantastiche giornate Very Happy
che, sinceramente, alla fine non me ne frega un cax di come son salito...
e poi ci son per tutti le giornate no, eh! io son andato veramente in palla quel giorno... bohh Rolling Eyes
però, ripeto, in quel luogo ed in quella giornata proprio l'ultimo dei miei pensieri era aver azzerato per salire Twisted Evil asd Twisted Evil

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Messaggio il Gio Mag 24, 2012 8:28 am  MauMau

sarebbe interessante vedere la percentuale di quelli che fa le vie di Piola in libera, secondo me sicuramente sotto il 20 per cento, magari anche meno mrgreen

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Messaggio il Gio Mag 24, 2012 8:39 am  Roberto

Sono stato tre volte all' Envers de sa Aiguilles e ho fatto qualche via di Piola: Marchand de Sable, Amazonia, Sonam, La Piege ... (faccio fatica a ricordare i nomi italiani, con quelli francesi è un dramma). Una cosa mi ha colpito, l' assoluta perseveranza, la meticolosità nella ricerca, l' estetica e il modo di apertura.

La perseveranza la capisco in pieno. Piola deve essere uno che quando ha una cosa in testa non la rimanda, va senza farsi troppe domande, prima che vada qualcun altro.

La meticolosità è la logica conseguenza. Quando trovava una parete interessante e vedeva una linea da aprire, fatta quella era inevitabile scoprire le altre, tutte ancora da salire, ed allora perché rimandare. Una appresso all' alatra e le faceva tutte.

L' estetica, ovvero l' eleganza della linea è in parte facilitata dalle pareti, splendide e all' epopca ancora piuttosto libere. Un' apritore sensibile sa lasciarsi condurre dalla roccia, che ha già disegnate le linee immaginarie di salita, occorre solo seguirle entrando in sintonia con la natura che ha scolpito con milioni di anni di erosione la roccia.

Il modo anche mi è sempre piaciuto (almeno su quelle di quell' epoca, le recenti non so). L' introduzione dello spit ma con parsimonia, senza voler far a tutti i costi la via o passi o muori, ma obbligando sempre chi ripete a impegnarsi, trovare il modo, passare o rinunciare. Vie facili, difficili e difficilissime, vie per tutti, per i belli ed i brutti, anche per me, che qualche volta sono passato, altre mi sono cagato sotto ed altre ancora sono sceso.

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Messaggio il Gio Mag 24, 2012 8:44 am  MauMau

Roberto ha scritto:Sono stato tre volte all' Envers de sa Aiguilles e ho fatto qualche via di Piola: Marchand de Sable, Amazonia, Sonam, La Piege ... (faccio fatica a ricordare i nomi italiani, con quelli francesi è un dramma). Una cosa mi ha colpito, l' assoluta perseveranza, la meticolosità nella ricerca, l' estetica e il modo di apertura.

La perseveranza la capisco in pieno. Piola deve essere uno che quando ha una cosa in testa non la rimanda, va senza farsi troppe domande, prima che vada qualcun altro.

La meticolosità è la logica conseguenza. Quando trovava una parete interessante e vedeva una linea da aprire, fatta quella era inevitabile scoprire le altre, tutte ancora da salire, ed allora perché rimandare. Una appresso all' alatra e le faceva tutte.

L' estetica, ovvero l' eleganza della linea è in parte facilitata dalle pareti, splendide e all' epopca ancora piuttosto libere. Un' apritore sensibile sa lasciarsi condurre dalla roccia, che ha già disegnate le linee immaginarie di salita, occorre solo seguirle entrando in sintonia con la natura che ha scolpito con milioni di anni di erosione la roccia.

Il modo anche mi è sempre piaciuto (almeno su quelle di quell' epoca, le recenti non so). L' introduzione dello spit ma con parsimonia, senza voler far a tutti i costi la via o passi o muori, ma obbligando sempre chi ripete a impegnarsi, trovare il modo, passare o rinunciare. Vie facili, difficili e difficilissime, vie per tutti, per i belli ed i brutti, anche per me, che qualche volta sono passato, altre mi sono cagato sotto ed altre ancora sono sceso.

grazie Roberto del tuo contributo: Ma, provoco, non è vero forse che Michel ha proposto un certo standard di qualità alta, tuttavia non riuscendo però poi ad evolversi e anzi, negli ultimi tempi riproponendo il se stesso dei bei tempi in versione soft? Che ne pensi?

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Messaggio il Gio Mag 24, 2012 9:00 am  Roberto

MauMau ha scritto:
Roberto ha scritto:Sono stato tre volte all' Envers de sa Aiguilles e ho fatto qualche via di Piola: Marchand de Sable, Amazonia, Sonam, La Piege ... (faccio fatica a ricordare i nomi italiani, con quelli francesi è un dramma). Una cosa mi ha colpito, l' assoluta perseveranza, la meticolosità nella ricerca, l' estetica e il modo di apertura.

La perseveranza la capisco in pieno. Piola deve essere uno che quando ha una cosa in testa non la rimanda, va senza farsi troppe domande, prima che vada qualcun altro.

La meticolosità è la logica conseguenza. Quando trovava una parete interessante e vedeva una linea da aprire, fatta quella era inevitabile scoprire le altre, tutte ancora da salire, ed allora perché rimandare. Una appresso all' alatra e le faceva tutte.

L' estetica, ovvero l' eleganza della linea è in parte facilitata dalle pareti, splendide e all' epopca ancora piuttosto libere. Un' apritore sensibile sa lasciarsi condurre dalla roccia, che ha già disegnate le linee immaginarie di salita, occorre solo seguirle entrando in sintonia con la natura che ha scolpito con milioni di anni di erosione la roccia.

Il modo anche mi è sempre piaciuto (almeno su quelle di quell' epoca, le recenti non so). L' introduzione dello spit ma con parsimonia, senza voler far a tutti i costi la via o passi o muori, ma obbligando sempre chi ripete a impegnarsi, trovare il modo, passare o rinunciare. Vie facili, difficili e difficilissime, vie per tutti, per i belli ed i brutti, anche per me, che qualche volta sono passato, altre mi sono cagato sotto ed altre ancora sono sceso.

grazie Roberto del tuo contributo: Ma, provoco, non è vero forse che Michel ha proposto un certo standard di qualità alta, tuttavia non riuscendo però poi ad evolversi e anzi, negli ultimi tempi riproponendo il se stesso dei bei tempi in versione soft? Che ne pensi?

Non conosco le cose recentdi Piola, da qual che sento (e dici anche tu) sono diventate, per così dire, commerciali, nel senso di soft. Forse questo è collegabile al discorso perseveranza, che con il passare degli anni rischia di diventare ostinatezza. Alcuni personaggi famosi (e Piola è arcinoto tra gli alpinisti di tutto il mondo), giunti a quel passaggio difficile e spesso doloroso a cui ti obbligano gli anni che passano, non riescono ad accettare l' inevitabile cambiamento, mettersi da una parte o ridimensinarsi, restano succubi della propria immagine. ... Ma non conosco di persona Piola, ne ho mai scalato una sua via recente.

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Messaggio il Gio Mag 24, 2012 9:38 am  MauMau

Con Michel abbiamo rispetto e stima reciproca, quindi non è mia intenzione criticarlo.

Tuttavia, impressione mia, andare a fare le sue vie per me è un po' come mettere sui giradischi Shocked i vecchi dischi dei pink floyd. Metti quelli vecchi e ti sembrano sempre belli, li riascolti volentieri, ti sembrano uno diverso dall'altro nella loro perfezione estetica. C'erano quelli con Barrett, poi la psichedelia e via dicendo... Ascolti gli ultimi e non puoi che rimanere con l'amaro in bocca, certamente non ti vien voglia di riascoltarli una seconda volta.

Le vie di Piola, le ultime, sono tutte prigioniere secondo me di una certa perfezione formale. Difficilmente ci troverai qualcosa di mal fatto, il rinvio fuori angolo, la sosta scomoda, la linea illogica. Ma appunto questo è, mancano un po' di anima. E' un film già visto. Io non credo si possa dire che sono commerciali, con tutte le valenze dispregiative del termine. Tuttavia è come mancassero di carattere e ti lasciano un po' quell'impressione di serialità...

Ciò detto, ad esempio qui in Sardegna, è venuto e subito ha tracciato una delle linee più belle. Lo stesso in Madagascar. "7 anni di solitudine" è perfetta, io la consiglio a tutti. Tra una mia via e quella consiglio quella, non ci sono santi. Ubi maior minor cessat, si dice, no? Tuttavia quando l'hai salita hai fatto la classica via di Piola. Obbligatorio 6b+, moltissime sono su questo livello, gli spit (perfetti) messi in quel modo, le soste così, la linea così. Inconfondibile.

E' come se avesse un marchio registrato da cui non è mai (o magari non ha voluto mai) uscito

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Messaggio il Gio Mag 24, 2012 12:43 pm  Batman

MauMau ha scritto:sarebbe interessante vedere la percentuale di quelli che fa le vie di Piola in libera, secondo me sicuramente sotto il 20 per cento, magari anche meno

Appartengo orgoglionamente all'altro 80 per cento magari anche più

Delle abbastanza che conosco, di Piola, mi vengono in mente Williamine
Dada alla Blaitiére (dove, vedi sopra, non ci ho pensato un secondo a
azzerare tutto il possibile sul secondo tiro, quello che in libera è
7a...), una linea e una roccia così belle che sarebbe un peccato
privarsene, e Subtilités dulferiennes all'Aiguille de Roc, dietro
l'Envers de Blaitiére, per le stesse ragioni e in più per la (quasi?)
totale assenza di spit sui tiri, una via entusiasmante in fessura da
proteggere, su difficoltà tranquille ma mai banale. E sono vie del
"primo" Piola, quelle che, come dice mau, "hanno un'anima".

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Messaggio il Gio Mag 24, 2012 12:52 pm  MauMau

di williamine dada ho un bel ricordo Rolling Eyes

Cecilia, che mi seguiva, va pazza per i ferrero rocher. Ne avevamo portati due per festeggiare la salita. Arrivati al termine della via li tirò fuori dalla tasca per gustarceli finalmente al sole (la via la fai quasi sempre all'ombra). Ma le caddero dalla mano, perchè era acciaiata dalle fessure. Non potemmo fare altro che guardarli rotolare giù per le placche, sino a sparire in un crepaccio Crying or Very sad

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Messaggio il Gio Mag 24, 2012 12:55 pm  buzz

Di tutte le cose che fanno gli uomini si dice - o non si dice - che hanno un anima.
Nulla di strano, che una via possa averla o non averla.
O, se preferiamo, si possa percepirla o non percepirla.

Dato che il giudizio in questo senso però appartiene all'ambito dei qualia solo un'indagine statistica, potrebbe dire, con una qualche approssimazione, se quella data opera ha un'anima oppure no. In termini oggettivi, intendo.

In termini soggettivi invece lo sappiamo e basta.

Don Juan (Castaneda) diceva: «Para mi solo recorrer los caminos que tienen corazon, cualquier camino que tenga corazon. Por ahi yo recorro, y la unica prueba que vale es atravesar todo su largo. Y por ahi yo recorro mirando, mirando, sin aliento.»

Per me le cose che hanno un'anima (o un cuore, penso sia lo stesso significato con due parole diverse) sono le cose fatte con amore. Con passione. Con attenzione.
LE cose che non l'hanno, ancorché tencicamente perfette, sono le cose seriali. Fatte pensando ad altro o quasi. E l'altro può essere anche il proprio ego, o i soldi, o qualunque altro motivo che non sia fare una cosa che piace a te meglio che sia possibile.

Come si percepisce questa cosa su una via alpinistica?

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Messaggio il Gio Mag 24, 2012 1:18 pm  MauMau

difficile dire. Da apritore posso dire che a volte rispondi a pulsioni che non puoi controllare Very Happy Apri una via, una bella via, magari la prima su quella parete. Non sai che magari hai fatto una cosa bella, perchè non sei obiettivo. Ma poi ne vedi un'altra a fianco, e non puoi fare a meno di ritornare e aprirla. Senza pensare che stai creando una copia della precedente, e già il fatto che ve ne sia una copia intacca la bellezza della prima via, che era unica, perchè era la prima.
Allora come percepisce il pubblico dei ripetitori tutto ciò? mah, non so. dipende ovviamente dalla sensibilità di ognuno. E dalle mode, dal nome, dal tam tam. Poi c'è anche chi fa "'o speciale" al contrario, cioè che va a fare vie oggettivamente brutte e si convince che son bellissime. Perchè piacciono a lui. E anche questo va bene...

Ma in fondo la bellezza è bellezza, e le cose immortali son poche. Lo dirà il tempo, forse, ma van gogh non son tutti, questo è poco ma sicuro. Posso dire che Van Gogh dipingeva delle croste? No! Tutto è opinabile, ma fino ad un certo punto Exclamation

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Messaggio il Gio Mag 24, 2012 2:40 pm  antiche sere

Forse le cose cambiano quando inizi ad aprire vie per gli altri e non per te stesso.

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Messaggio il Sab Mag 26, 2012 9:46 pm  Nosferatu

MauMau ha scritto:
Ciò detto, ad esempio qui in Sardegna, è venuto e subito ha tracciato una delle linee più belle. Lo stesso in Madagascar. "7 anni di solitudine" è perfetta, io la consiglio a tutti.

Shocked Shocked Shocked

Ho fatto i primi 5 tiri (e poi siamo scesi che le mie tonsille sono esplose con conseguente febbrone da cavallo).

Però devo dire che non mi ha detto granchè Embarassed

Forse sopra diventa ecceziunale, ma fin lì è carina... non avrei detto imperdibile...

Il primo tiro è bello fisico... bello. Il secondo carino ma niente di chè, il terzo è bello, il quarto e il quinto...simpatici...

Embarassed

(siamo ancora amici vero?)

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Messaggio il Dom Mag 27, 2012 9:05 am  MauMau

coitus interruptus mrgreen Poi c'è il diedro, che è bellissimo, infine gli strapiombi. Globalmente la via ha quasi tutti i tiri belli e nel suo insieme la ritengo la migliore del giradili perchè:

- Mediterraneo ha dei tiri molto belli, ma è disomogenea e sicuramente ha qualche pezzo che si poteva chiodare meglio. Ha dalla sua che è la più corta e per questo molto frequentata

- Intelligenza emotiva è bella ma da richiodare, molte placchette sono al limite. Poi è esposta, quindi sicuramente meno popolare e abbordabile

- Mezzogiorno di Fuoco è bellissima e perfetta, ma è solo 8b, quanti possono farla?

- Johnathan livingstone è bella, ma sicuramente meno di 7 anni. I tiri centrali non sono eccezionali

- La Gullich ha tiri belli ma la chiodatura è curiosa, le soste scomodissime. Sarebbe da rifare perchè la linea è bella

- Angelo Blu, se cadi in certe sezioni muori, quindi non è per tutti

senza Indugio e Ci salverà la Bellezza, Parthenia le ultime tre di Vigiani, non le ho fatte e non mi esprimo, ma non credo sian belle quanto 7 anni

7 anni rimane, come molte vie di Piola, una via impegnativa ma abbordabile da un vasto pubblico, chiodata bene, pulita bene (ci han messo due gg a disgaggiare) Una delle critiche che mi ha sempre rivolto Motto è di non pulire le mie vie, ma pensa che io son uno di quelli che pulisce di più. Certo io mi limito a togliere i sassi che si muovono e i pietroni in bilico, non faccio come Piola e Motto che con il martello da ghiaccio scavano tutte le fessure, arrotondano le gocce e sistemano ogni terrazzino facendone una piazza. Ma del resto ogni apritore ha il suo concetto di pulizia

la foto è una chicca, Piola mentre apre 7 anni... stavo lì a fare il voyeur!! mrgreen mrgreen mrgreen Embarassed
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Piola-Motto.jpg Non hai il permesso di scaricare i file.(75 kb) Scaricato 1 volte

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Messaggio il Dom Mag 27, 2012 8:49 pm  Drugo Lebowsky

MauMau ha scritto:
- Mediterraneo ha dei tiri molto belli, ma è disomogenea e sicuramente ha qualche pezzo che si poteva chiodare meglio. Ha dalla sua che è la più corta e per questo molto frequentata

ecco
una, dico UNA, che un po' conoscevo... e subito 'sto sborone me la sputtana... Crying or Very sad Crying or Very sad Crying or Very sad

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Messaggio il Dom Mag 27, 2012 11:11 pm  MauMau

forse ti confondi con una mediterraneo dei fratelli spagnoli Shocked

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Messaggio il Lun Mag 28, 2012 6:10 am  Drugo Lebowsky

mmmhhh... mi sa che sto facendo casino Twisted Evil
ma tu sei cattivo a prescindere Sad

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Messaggio il Lun Mag 28, 2012 7:45 am  MauMau

Drugo Lebowsky ha scritto:mmmhhh... mi sa che sto facendo casino Twisted Evil
ma tu sei cattivo a prescindere Sad

ahhh, ci pensi Drugo? Se solo Piola avesse trovato sulla cartina le Pale, anche tu oggi saresti diverso, un altro uomo! Shocked Rolling Eyes mrgreen

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Messaggio il Lun Mag 28, 2012 9:44 am  schen

vorrei provare a contribuire anch'io a questo topic.. nel mio piccolo di pippa mediocre ho salito diverse vie di Piola nel Bianco e nella seconda metà degli anni '80 ero, come tutti, affascinato dalla raffica di realizzazioni dai nomi fantasiosi e intriganti che la coppia Piola-Steiner (ma poi, da quasi subito, Piola-"vari compagni"..) inanellava nel giardino francese dietro casa, leggendo i brevi commenti sulle varie rubriche delle riviste specializzate.. Motto non aveva ancora iniziato l'emulazione; scalava e apriva, ma non divulgava. E poi la scena era ancora soprattutto di quelli che concatenavano nelle 24h vioni pazzeschi da soli, d'inverno, in mutande, transfert in deltaplano.., ecc.
Il mondo è cambiato da quando è comparso un oggettino all'apparenza molto semplice, di fatto già esistente, ma concepito e rimodulato in ottica moderna: il librettino-guida con gli schizzi.
Commento scarno e dal tono scanzonato, tutto in un paio di battute, sulla via, il grado max, come è attrezzata, come si scende.. uno schizzo accattivante, i gradi per tiro tutti belli indicati, gli spit con la crocetta.. insomma, ti prendeva per mano! Nessuna guida prima di allora aveva mai coinvolto tanto! Certo, le ultime edizioni del CAI TCI con qualche via moderna erano già sulla buona strada, quella del Gran Paradiso ad esempio aveva dentro già tante pagine con schizzo delle lunghe vie sul Valsoera .. ma l'immediatezza della prima guida di Piola è stata un vero colpo da maestro secondo me, sotto l'aspetto commerciale.
E in questo quadro, le vie di Piola in effetti DEVONO essere tutte uguali e tutte con un certo grado di perfezione, da marchio di fabbrica "Piola & co.". Perchè devono rientrare a buon diritto nella guida e nelle edizioni successive.
Nessuno era esente da quella febbre: si sognava Marchand de Sable perchè Piola in 2 righe aveva scritto sulla sua topo che si trattava di una delle più belle vie del Bianco, siamo andati tutti a ripeterla per quel motivo! L'ho conosciuto all'Envers e mi ha dato l'impressione di essere una persona che si divertiva davvero a fare quel che faceva. Complice un po' di birra in eccesso gli ho fatto chiedere (da Babette, che gestiva l'Envers..) se non si sentisse schiavo di quel clichè: apritore senza se e senza ma, di vie necessariamente tutte belle, tutte sicure, tutte uguali. Si è fatto una risata e ha detto che fare la guida alpina a portare clienti su una nord pericolosa rende meno e ci si diverte molto di più ad aprire su roccia bella e sana esposta a sud a pochi minuti da un rifugio comodo e pieno di gnocca che cucina bene.
Non so se scherzasse poi tanto.. ma chiedo a Mau mau.. Piola poteva davvero vivere di libricini con gli schizzi?? Ne aveva poi anche fatto una versione da collezione, sempre in due volumi, con grandi foto bellissime (me ne ricordo una delle fessure di Pedro Polar che faceva venire voglia di scalare anche ad uno bloccato con la gamba in trazione su un letto!).
Subito dopo l'esplosione di quel fenomeno, alla fine degli anni '80, sono venuti fuori a breve distanza temporale, i Motto, i Vogler, i Remy, i Cambon.. i piemontesi non smetteranno mai di osannare quell'operaio instancabile che risponde al nome di Fiorenzo Michelin che con i suoi chiodi e spit artigianali verniciati di blu ha costellato di vie ogni terra emersa di tipo roccioso, dalla Val di Susa al cuneese.. E ognuno ha cercato di firmare il proprio operato con guide, con schizzi. L'esplosione del web ha poi creato un po' di scompiglio, ne abbiamo già parlato, però l'ultima "guida con schizzi" si compra sempre. Wink
Non so bene spiegarmi il perchè, ma le guide e gli scritti di Giancarlo Grassi e di Motti su Valle Orco e Valle Susa di fine anni'70 e inizio anni '80, mi sono sempre sembrate meno pretenziose, più dei suggerimenti buttati giù quasi sottovoce, un elenco di cose fatte e di idee da fare.. ma sarà il fatto che io quei personaggi li ho sempre mitizzati e li vivo come intoccabili eroi romantici.. Rolling Eyes

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