Steve House - Shattered / Steph Davis - A perfect circle

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Re: Steve House - Shattered / Steph Davis - A perfect circle

Messaggio  Ospite il Mar Giu 05, 2012 11:03 am

solo i cinici e i codardi non si svegliano all aurora


credo di far parte della prima categoria ( ma anche un po' della seconda)

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Re: Steve House - Shattered / Steph Davis - A perfect circle

Messaggio  funkazzista il Mar Giu 05, 2012 11:07 am

A ha scritto:ma è proprio per (de)merito degli sponsor che si riesce a produrre qualcosa di qualità. O vogliamo ritornare ai filmati e d'epoca amatoriali e da dilettanti (nulla di drammatico, forse in chiave vintage a qualcuno piaceranno).
Se il marchio c'è non ci trovo nulla di male, l'importante che il messaggio sia chiaro e non subdolo.
...
D'accordissimo.
Infatti non siamo indifesi di fronte a questo tipo di promozione perché ci accorgiamo che nel filmato ci sono (almeno) due livelli: uno è quello della prestazione sportiva/impresa/chiamatelacomevolete (o presunta tale) e l'altro quello del marketing.
Ricordo che considerazioni praticamente identiche erano state fatte anche per il (bel) filmato sulla salita in stile clean di una via sportiva a Ceuse, fatta da Arnaud Petit.

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Re: Steve House - Shattered / Steph Davis - A perfect circle

Messaggio  Beldar il Mar Giu 05, 2012 11:07 am

Fo3-The Awakening ha scritto:solo i cinici e i codardi non si svegliano all aurora


credo di far parte della prima categoria ( ma anche un po' della seconda)

io per non sbagliare faccio parte di tutt'e due... non si sa mai
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Re: Steve House - Shattered / Steph Davis - A perfect circle

Messaggio  Admin il Mar Giu 05, 2012 11:12 am

A, avevo modificato il messaggio nella pagina precedente, ma forse avendo poi postato "a perfect circle" è passata inosservata l'aggiunta.
La riporto qui.
::::::

Mi ripeto però, perché forse il concetto base non sono riuscito a spiegarlo.
Non sono contrario in assoluto a qualsiasi tipo di sponsorizzazione o di pubblicità o di professionismo.
Anche la guida alpina svolge un lavoro laddove altri fanno le cose solo per passione. Non ho nulla da eccepire in proposito.
Se (in altri paesi magari lo fanno, qui non m pare) qualcuno venisse pagato per chiodare itinerari di arrampicata, la troverei largamente condivisibile, nel principio.
Se un alpinista indossa del materiale tecnico pubblicizzando in questo modo dei marchi, se fa da testimonial per questi marchi, se da questo ne ricava di che vivere o di che finanziare la sua passione, mi sta bene.

Quello che non mi sta bene è l'eccesso.
E individuo l'eccesso in questo tipo di rappresentazioni. Cose costruite e montate appositamente per canalizzare delle emozioni. La cosa di Brumotti sull'Everest ad esempio, l'ho detto a suo tempo, non mi piaceva. Questo tipo di video non mi piacciono.

C'è un confine, labile se vogliamo, fra il fare le cose che ci piacciono come vogliamo farle e nel momento in cui vogliamo farle e poi, siccome hanno un audience, lasciare che vengano sfruttate commercialmente (e questo lo ritengo accettabile) e il fare delle cose il cui fine è quello di avere risonanza mediatica.
Questo non lo ritengo accettabile. Questo snatura l'essenza stessa dell'attività che si compie.

La differenza sostanziale fra compiere una salita alpinistica e quindi come effetto secondario trarne fama (e anche sponsorizzazione) e invece compiere una salita studiata in modo e maniera di avere massima risonanza mediatica... possibile che non riusciate a vederla?

Nel primo caso lo scopo è la propria passione.
Nel secondo si usa la propria passione (grazie alla sponda che si trova in chi la condivide) per arrivare ad un altro scopo (che è quello dello sponsor).

Questo pervertimento dello scopo arriva man mano ma diventa sempre più importante.
E' il processo per cui la tv, in 40 anni è diventata a poco a poco quel cesso che è.
Non so se mi spiego.
Se lo scopo primario era informare e intrattenere, magari anche educare, la convenienza nel fare i programmi più spettacolari, più seguiti dal pubblico, e quindi più ghiotti per gli sponsor, ha portato a poco a poco a far scomparire l'informazione pura e semplice e ogni tipo di trasmissione divulgativa, lasciando spazio solo a ... lo sappiamo.

In questo contesto, la tendenza ineludibile non può essere altra che spingere l'alpinismo e l'arrampicata sempre più verso questo tipo di performances mediatizzabili.
Ad un certo punto, per esclusione, esisteranno solo queste. Tutto ciò che non è spettacolarizzabile e quindi abbinabile sponsorizzabile, tenderà a scomparire. A non valere.

L'appiattimento che ne consegue è evidente e già esiste.
Ne vediamo gli effetti nelle file sull'everest, tanto per fare un esempio.

Siamo pronti a lamentarci per questo tipo di evidenze. Ma non cogliamo poi la connessione profonda che esiste fra questi fatti e la società del consumo-sponsor-spettacolo.
Ci guardiamo i video e pensiamo che altri effetti non ne abbiano.

Ognuno si sente fuori dal gioco.
Io certo non mi faccio influenzare da un video, per comprare.

Ma non è assolutamente vero, perché poi certi messaggi operano a livelli che non controlliamo affatto.
Certo non è che ci alziamo la notte a nostra insaputa e andiamo a fare svuotare la carta di credito...
ma siamo influenzati eccome.

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Re: Steve House - Shattered / Steph Davis - A perfect circle

Messaggio  mork il Gio Giu 07, 2012 6:42 am

Secondo me è profondamente ingiusto accusare di falsità un video come quello di House.
Secondo me il video è fatto per essere fine a se stesso. Per mostrare un'attività, e cercare di rappresentarne le emozioni. E si, anche un po' per vendere il personaggio (come anche i libri, le serate...).

Poi, è giusto dire (ed accusare) che la pubblicità diretta o indiretta è presente ormai dappertutto.
Nei film i marchi degli oggetti di scena (macchine, moto, computer) sono sempre più evidenti.
Nello sport (sopratutto americani, che fanno scuola in questo) tutto è sponsorizzato. Non si elegge più il Giocatore dell'Anno ma il Pepsi Player of the Year, a metà partita non si da la linea allo studio ma va in onda il Toyota Halftime Show... tutto, tutto, ha il nome di un prodotto/marchio.

Se questo è il mondo moderno, è giusto accusare uno Steve House di falsità?
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Re: Steve House - Shattered / Steph Davis - A perfect circle

Messaggio  buzz il Gio Giu 07, 2012 7:16 am

mork ha scritto:Secondo me è profondamente ingiusto accusare di falsità un video come quello di House.
Secondo me il video è fatto per essere fine a se stesso. Per mostrare un'attività, e cercare di rappresentarne le emozioni. E si, anche un po' per vendere il personaggio (come anche i libri, le serate...).

Poi, è giusto dire (ed accusare) che la pubblicità diretta o indiretta è presente ormai dappertutto.
Nei film i marchi degli oggetti di scena (macchine, moto, computer) sono sempre più evidenti.
Nello sport (sopratutto americani, che fanno scuola in questo) tutto è sponsorizzato. Non si elegge più il Giocatore dell'Anno ma il Pepsi Player of the Year, a metà partita non si da la linea allo studio ma va in onda il Toyota Halftime Show... tutto, tutto, ha il nome di un prodotto/marchio.

Se questo è il mondo moderno, è giusto accusare uno Steve House di falsità?

Non ho accusato Steve House, o altri, di essere falsi come persone o in tutto quello che fanno. Non posso accusare Steve House non più di quanto possa accusare Brad Pitt o Matt Demon.
Sta recitando o no, in quel video?
Sì.

E la recitazione cos'è, se non rappresentazione, messa in scena,
quindi altro dalla realtà?


buzz

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Re: Steve House - Shattered / Steph Davis - A perfect circle

Messaggio  Ospite il Lun Giu 11, 2012 9:52 am

in molto non sono (sostanzialmente) d'accordo con Buzz, soprattutto sulla messa in scena dell'alpinismo, di cosa ci sia di vero in una avventura alpinistica, sia essa raccontata, scritta, filmata ma... ma questa impresa http://lesdamesanglaises.blogspot.it/ gli da' pienamente ragione, in questa discussione, per come viene presentata e rappresentata.

Gli indubbi meriti quasi vengono svuotati dall'uso improvvisato dell'elicottero, alla presentazione degli sponsor e delle decine di contributors e anche da una certa retorica per finire in gloria


Devo dire che entrambi pensavamo che il pendio fosse meno impegnativo, invece, la pendenza era notevole, costante sui 50° con alcuni punti a 55°. Il punto più difficile è stato un "traverso" verso destra obbligatorio, dove entrambi abbiamo utilizzato la piccozza per una maggiore sicurezza. Siamo scesi con la solita tecnica alternata, ovvero: ci si muove uno alla volta e possibilmente non sulla stessa traiettoria. Mentre uno scia l'altro sta fermo di lato, magari al riparo dietro alle rocce se è possibile. Se per caso uno sciatore cade è impossibile che si fermi, se lo sciatore che è più in basso è sulla stessa traiettoria verrebbe inevitabilmente travolto ed entrambi morirebbero. Per cui, quando si affronta una discesa di questo tipo si è consapevoli che se si sbaglia, il compagno non potrà aiutarti e che dovrà forzatamente scansarsi per non essere travolto a sua volta. Reinhold Messner afferma che "l'esposizione" è la caratteristica indispensabile per un'avventura estrema, credo che la nostra discesa dalle Dames Anglaise indubbiamente faccia parte di questa categoria. In basso dove il canale si allarga e la pendenza diminuisce (45°) la tensione si è allentata, abbiamo sciato con più scioltezza e piacere, superata la crepaccia terminale con un salto, la gioia è stata grande insieme alla consapevolezza di avere portato a termine un gran bella impresa.
Voglio ringraziare le aziende (le trovate in alto nella pagina iniziale del blog) che ci hanno sostenuto e che hanno reso possibile questa bella avventura.
Ma voglio ringraziare sopratutto le persone, che in diversi modi ci hanno aiutato, in ordine sparso:
Riccardo Fuochi
Emanuele Ravano
Alexander Friedman
Luca Macchioni
Sara Bianchedi
Roberto Ciceri
Manuele Barbon
Monica Boraso
Marco Servadei
Marco Costa
Augusto Prati
Paolo Tiraboschi
Stefania Del Giudice
Fabio Mainardi
Pasquale Ferrara
Nicola Emanuele
Carlo Limonta
Alberto Locatelli
Dario Locatelli
Jean Marie Rossi
Giorgio Domaine
Alex De Ventura
Federico Colli
Ed infine mia moglie Elena che cucina per i miei ospiti (amici fotografi, operatori, ecc..) e mi aspetta a valle in ansia..

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Re: Steve House - Shattered / Steph Davis - A perfect circle

Messaggio  buzz il Lun Giu 11, 2012 10:05 am

non lo so.
non è nemmeno questo, il peggio, per come lo intendo io.
in finale questi volevano fare questa cosa, potevano farla in silenzio e poi darne comunicazione oppure mediatizzarla al massimo.
hanno scelto la seconda alternativa, avranno avuto i loro motivi.

ma secondo me peggio ancora è farla e poi tornarci con operatori appostati/ancorati nei vari punti della parete, a fingere una solitudine che non è reale, seppure vera nel senso che sei senza rete e se cadi muori.

ma il fatto di rischiare di morire di per sé non è sinonimo di autenticità di avventura, a mio parere.
anche nelle corse di auto o di moto si rischia di morire, tanto per fare un esempio, ma è un rischio calcolato, messo in scena per una platea di miliardi di spettatori.

anche nelle free solo di certi personaggi il rischio è calcolato e messo in scena.

manca, secondo me, la componente essenziale di una solitaria, l'essere soli.
che non è, ripeto, semplicemente non avere un compagno che ti fa sicura, e quindi rischiare la vita in caso di caduta.

poi la sponsorizzazione ovviamente influenza e snatura le libere scelte. le indirizza quasi inconsapevolmente. ma su questo non possiamo farci nulla, è il mercato, è la realtà.
inutile fingere una purezza nell'alpinismo che non esiste nella vita.

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Re: Steve House - Shattered / Steph Davis - A perfect circle

Messaggio  funkazzista il Mer Giu 20, 2012 1:05 am

A quanto pare Mario Richard (il marito di Steph Davis che compare anche in A Perfect Circle) si è inventato un altro modo per sbarcare il lunario.
Se si fanno lanci di paracadute in tandem e voli in parapendio in tandem... perché non anche il BASE jump in tandem? :smnod:

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Re: Steve House - Shattered / Steph Davis - A perfect circle

Messaggio  Tengri il Gio Ago 30, 2012 1:38 pm

Mi ero perso quest post e quindi senza leggere le vostre riflessioni ho scritto altro

http://www.verticalmente.net/t1133-riusciro-a-capirlo#36896

Poi ho letto tutto e qualcosa da dire ce l'ho. Copio e incollo la parte che ho scritto di là

[....]

Ho letto tutto il post. Ma in questa cosa che ho scritto volevo partire da un'altro punto di vista. Parlo di quello che le riflessioni fuori campo di House mi hanno sugerito. Delle domande che si fa. Alcune delle quali mi hanno sfiorato in diverse fasi della vita.

L'alpinismo è sullo sfondo. La veridicità della solitaria totalmente secondaria. Quando ho deciso di scrivere qualcosa sentivo solo l'audio, traducendo le cose che mi avevano colpito. Le immagini già non mi servivano più.

E comunque un film è un film. Come un libro. Come un racconto orale. Come qualsiasi altra narrazione è di fatto una ricostruzione. La realtà non esiste più. E' passata, trascorsa, finita. Qualunque narrazione è finzione. Ma più ci si avvicina al formato "documentario" e più l'llsione di relatà è forte.

L'antropologia visuale studia da decenni i livelli di reinterpretazione individuale e culturale insiti nell'interazione uomo(soggettoculturale) - macchina da presa - montaggio. Per non parlare della reinterpretazione dello spettatore.

Il fraintendimento sostanziale nasce dal fatto che quello ce ascoltiamo e vediamo in realtà non è nemmeno il racconto di House ma del duo House-Stableford. Non sapendo nemmeno bene chi dei due ha avuto la prevalenza sulla scelta delle immagini, delle parole, del ritmo, dei suoni ... ecc.ecc...

Quindi il discorso sull'illusione di realtà e sulla veridicità della solitaria per me muore già nei titoli di testa. un video del genere non lo vedo per "capire come si fa una solitaria su ghiaccio verticale", non lo vedo nemmeno per capire cosa spinge House a farla. Sto lì, aperto, e aspetto che qualcosa arrivi. Come davanti a un quadro. Se qualcosa arriva e le corde vibrano dico che il video mi piace. Altrimenti passo oltre e dimentico.

Anche i documentari di National eographic sono finti. Finzione pura. Induzione strumentale di emozioni attraverso montaggio, musica e commento. L'arte, il racconto ... tutta finzione e performance. Qualche volta pagata dai soldi degli sponsor. Anche il film più bello che pensate di aver mai visto è pagato dagli sponsor. Anche il libro del secolo è pagato da una casa editrice che ci mette i soldi.

Nonostante sarei spinto a cestinare tutto perché la mercificazione mi fa schifo poi mi rendo conto della contraddizione insita in tutto ciò. Soprattutto in quelle cose che mi piacciono. Cosa dovrei fare, non comprarmi le scarpette nuove perché le fa la marca che sponsorizza Ondra e stanno spiattellate su quel video?

Allora preferisco anche in maniera contraddittoria e opportunistica talvolta .... rimanere aperto ... sto lì di fronte al racconto del regista Tal de Tali e aspetto che qualcosa arrivi ... Alla fine tanto anche le opinioni, i credo, le convinzioni, le ideologie ci appassionano solo e unicamente per le emozioni che ci lasciano dentro. Anche quelle negative.

Per inciso. Anche a me fa più schifo Erri de Luca con la maglietta Montura (pubblicità dissimulata) che non il video della Petzl che fa vedere l'utilizzo delle 3 picche di punta della serie 2011. In fin dei conti Zavattini diceva che l'unico modo per fare del realismo al cinema era quello di spezzare l'illusione di realtà. E per portarlo all'eccesso faceva vedere i microfoni, la videocamera, parlava allo spettatore ...

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Re: Steve House - Shattered / Steph Davis - A perfect circle

Messaggio  biemme il Mar Ago 20, 2013 4:08 pm

funkazzista ha scritto:A quanto pare Mario Richard (il marito di Steph Davis che compare anche in A Perfect Circle) si è inventato un altro modo per sbarcare il lunario.
Se si fanno lanci di paracadute in tandem e voli in parapendio in tandem... perché non anche il  BASE jump in tandem? :smnod:
... richard si è schiantato ieri in tuta alare dal pordoi (si era lanciato insieme alla compagna steph davis). È passato troppo basso su una forcella...
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