Metodo di autoassicurazione alla Maestri ?

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Metodo di autoassicurazione alla Maestri ?

Messaggio  Giorgio Robino il Gio Giu 14, 2012 8:14 pm

Ho letto, credo nel libro degli anni 60 "alpinisme" di Bertrand Ami , che Cesare Maestri utilizzava un suo metodo per autoassicurasi in solitaria in passaggi difficili (chiodati).

Se ho capito bene usava anelli di corda di varia lunghezza per passare da un chiodo all'altro (chiodi vicini tra loro), ma non ho capito mica il sistema ...

qualcuno sa mica spiegarmi come funzionava ?

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Re: Metodo di autoassicurazione alla Maestri ?

Messaggio  espo il Gio Giu 14, 2012 8:58 pm

o aveva delle longe di diversa lunghezza o un unico cordone chiuso di alcuni metri. il tutto senza nessun tipo di freno o dissipazione. si assicurava solo sui tratti di artif
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Re: Metodo di autoassicurazione alla Maestri ?

Messaggio  Admin il Gio Giu 14, 2012 10:20 pm

in pratica come fa honnold adesso sui tratti di artificiale con le daisy chain

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Re: Metodo di autoassicurazione alla Maestri ?

Messaggio  Giorgio Robino il Ven Giu 15, 2012 1:10 pm

mmhh...ho ritrovato il libro in cui avevo letto e mi correggo:
"Alpinismo", Bernard AMI, edizione 1977 (curiosità: rileggendo vedo che la traduzione dal francese è stata rivista da Alessandro Gogna)

In capitolo (bello... ma criptico) sulle tecniche dell'alpinismo solitario, vengono descritti tre metodi:

1-quello "classico"
(sosta inferiore-salita-sosta superiore-calata-risalita) a cui non viene dato nome.
Se non sbaglio è il metodo che usava anche Walter Bonatti, giusto ?

2-Metodo dei cordini
(anello di corda che si chiude sull'alpinista-aggancio ai chiodi con "cordini" ... - recupero della corda che viene sfilata)
questo è il metodo che Ueli Steck dice, nel libro "speed", di aver usato sull'Eiger.

3-Metodo degli anellli di assicurazione
riporto il testo A pagina 334:

Si tratta del metodo consigliato da Cesare Maestri. Poggia sulla variante seguente del principio fondamentale: "quando si arrampica da soli non si dovrebbe mai attaccarsi ad un solo ed unico chiodo". Se i chiodi che si trovano sul posto sono lontani, è meglio piantare dei chiodi intermedi piuttosto che violare questo principio. La progressione sui chiodi in luogo avviene con l'ausilio di tre anelli di lunghezze differenti (10, 20, 80 cm. circa) in modo che siano sempre due anelli agganciati ai moschettoni dei chiodi. Sono facili i dettagli delle manovre che si devono compiere.
[...] Una volta superato il passaggio, si farà attenzione a slegare bene gli anelli che rischierebbero di agganciarsi alla roccia nel corso dell'arrampicata libera che segue.


Io non ho capito ...

p.s. stò cercando un sistema per autoassicurarmi in passaggi rognosi, per esempio su misto (mi è successo due giorni fa in salita di canale di ritrovarmi con un salto di roccia... poi fatto in libera...

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Re: Metodo di autoassicurazione alla Maestri ?

Messaggio  buzz il Ven Giu 15, 2012 1:16 pm

a parte i vari metodi per le solitarie autoassicurate
per una cosa un po' più leggera puoi portarti dietro uno spezzone di corda e dei friends che nei passaggi più rognosi puoi usare passandoci la corda... assicurandola la primo con un barcaiolo, lasciando fuori un'ansa della lunghezza del passo poi sopra ne metti un altro riscendi e recuperi...

insomma scali sempre in libera ma se per caso dovessi aver valutato male le difficoltà o la roccia non fosse sicura avresti sempre un backup

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Re: Metodo di autoassicurazione alla Maestri ?

Messaggio  espo il Ven Giu 15, 2012 1:54 pm

perchè devi metter un barcaiolo sei sei dentro un'ansa? il carico sul ancoraggio non cambia ma hai un nodo in + che indebolisce il sistema.

@solarys stiamo parlando di un sistema o di sistemi in cui di fatto sei statico sul chiodo, adatti solo a chiodi vicini, dove il concetto di vicino è a portata di mano. per il resto con quei sistemi non ti assicuri ma vai via slegato.

un anello sulla pancia, uno sul petto e uno altezza viso.
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Re: Metodo di autoassicurazione alla Maestri ?

Messaggio  buzz il Ven Giu 15, 2012 2:07 pm

espo ha scritto:perchè devi metter un barcaiolo sei sei dentro un'ansa? il carico sul ancoraggio non cambia ma hai un nodo in + che indebolisce il sistema.

non mi sono spiegato bene, e nemmeno mi interessa farlo. ovvio che non sono dentro un'ansa se faccio il barcaiolo. L'ansa fra me e la protezione si crea solo se faccio il barcaiolo!

ma volevo solo suggerire di scalare con la corda dietro, poi uno che va in montagna il modo per utilizzarla la trova.

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Re: Metodo di autoassicurazione alla Maestri ?

Messaggio  Giorgio Robino il Ven Giu 15, 2012 2:13 pm

si certo, corda-a-dietro :-)
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Re: Metodo di autoassicurazione alla Maestri ?

Messaggio  espo il Ven Giu 15, 2012 2:26 pm

buzz ha scritto:


non mi sono spiegato bene, e nemmeno mi interessa farlo.

mangiato pesante ieri?
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Re: Metodo di autoassicurazione alla Maestri ?

Messaggio  buzz il Ven Giu 15, 2012 2:34 pm

espo ha scritto:
buzz ha scritto:


non mi sono spiegato bene, e nemmeno mi interessa farlo.

mangiato pesante ieri?

no, mangiato benissimo.
ho spiegato perchè ero stato poco preciso nelle parole usate.
parto dal presupposto che se uno ha un minimo di dimestichezza è in grado di capire il senso di quello che dico, altrimenti comunque non posso spiegarglielo su un forum. quindi inutile essere precisi.

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Re: Metodo di autoassicurazione alla Maestri ?

Messaggio  espo il Ven Giu 15, 2012 2:40 pm

mah ... se il posto dove si parla si chiama tecniche manovre e simili forse anche se può spiegar cosa si fa.

cmq nn importa

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Re: Metodo di autoassicurazione alla Maestri ?

Messaggio  buzz il Ven Giu 15, 2012 2:52 pm

espo ha scritto:mah ... se il posto dove si parla si chiama tecniche manovre e simili forse anche se può spiegar cosa si fa.

cmq nn importa


premesso che non sono uno che ha fatto chissà quali solitarie, è chiaro che se il tiro lo conosco e so che è continuo sulla difficoltà e io su quella difficoltà non mi fido ad andare slegato allora faccio la classica autoassicurazione da sosta eccetera eccetera...
stavo parlando di quando vai su difficoltà facili (relativamente al proprio livello) e trovi un punto che a guardarlo non ti da molta sicurezza...
partendo dal presupposto che un volo lungo è meglio di un volo mortale, magari metto una buona protezione e ci lego la corda con un barcaiolo. ne lascio qualche metro lasco e metto un autobloccante su un ghiera all'imbrago, il resto della corda nello zaino o penzoloni....
salgo e magari salendo metto altre protezioni e/o mi allungo la corda lavorando sull'autobloccante, quando il tratto duro è finito magari faccio una sosta, ridiscendo e tolgo tutto...

insomma... diciamo che parto sul tratto che non conosco e potrebbe essere pericoloso in modo da potermi assicurare in ogni momento... ho cliff per appendermi, friend, dadi e chiodi...
in questo modo sono riuscito a superare in apertura su roccia di merda passi che poi ripetendoli in cordata ho valutato piuttosto duri, per me...

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Re: Metodo di autoassicurazione alla Maestri ?

Messaggio  Giorgio Robino il Ven Giu 15, 2012 2:54 pm

tranqui raga!

pacifico. rischio, staticità, etc.

grazie perchè comuqnue, ogni idea / pensiero sono sempre benvenuti

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Re: Metodo di autoassicurazione alla Maestri ?

Messaggio  LucaVi il Ven Giu 15, 2012 3:00 pm

Ghe pensi mì: Giorgino, non far casino! Wink
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Re: Metodo di autoassicurazione alla Maestri ?

Messaggio  Giorgio Robino il Ven Giu 15, 2012 3:02 pm

LucaVi ha scritto:Ghe pensi mì: Giorgino, non far casino! Wink

cioa Luca! dici che ho le idee confuse ?! ;-)
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Re: Metodo di autoassicurazione alla Maestri ?

Messaggio  LucaVi il Ven Giu 15, 2012 3:03 pm

No, dico solo che autoassicurarsi è proprio un bell'azzardo.
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Re: Metodo di autoassicurazione alla Maestri ?

Messaggio  Giorgio Robino il Ven Giu 15, 2012 3:09 pm

LucaVi ha scritto:No, dico solo che autoassicurarsi è proprio un bell'azzardo.

si...mi sforzerò di socializzare e far cordata ;-)
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Re: Metodo di autoassicurazione alla Maestri ?

Messaggio  espo il Ven Giu 15, 2012 3:09 pm

buzz ha scritto:



premesso che non sono uno che ha fatto chissà quali solitarie, è chiaro che se il tiro lo conosco e so che è continuo sulla difficoltà e io su quella difficoltà non mi fido ad andare slegato allora faccio la classica autoassicurazione da sosta eccetera eccetera...
stavo parlando di quando vai su difficoltà facili (relativamente al proprio livello) e trovi un punto che a guardarlo non ti da molta sicurezza...
partendo dal presupposto che un volo lungo è meglio di un volo mortale, magari metto una buona protezione e ci lego la corda con un barcaiolo. ne lascio qualche metro lasco e metto un autobloccante su un ghiera all'imbrago, il resto della corda nello zaino o penzoloni....
salgo e magari salendo metto altre protezioni e/o mi allungo la corda lavorando sull'autobloccante, quando il tratto duro è finito magari faccio una sosta, ridiscendo e tolgo tutto...

insomma... diciamo che parto sul tratto che non conosco e potrebbe essere pericoloso in modo da potermi assicurare in ogni momento... ho cliff per appendermi, friend, dadi e chiodi...
in questo modo sono riuscito a superare in apertura su roccia di merda passi che poi ripetendoli in cordata ho valutato piuttosto duri, per me...

questo però è il classico sistema sosta sosta, variante + variante meno. magari messo un poco + celermente con meno "finezze". io intendevo che metti un rinvio su un punto e fai un asola con la corda o con parte di essa chiuso all imbrago e vai su e via. e difficilmente metti degli intermedi. per questo non capivo il significato del nodo bloccato. (anche se metteri un guide con frizione piuttosto che il barca)
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Messaggio  espo il Ven Giu 15, 2012 3:10 pm

LucaVi ha scritto:No, dico solo che autoassicurarsi è proprio un bell'azzardo.

dici che è meglio andar via slegati e basta? mrgreen
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Re: Metodo di autoassicurazione alla Maestri ?

Messaggio  Giorgio Robino il Ven Giu 15, 2012 3:13 pm

espo ha scritto:
io intendevo che metti un rinvio su un punto e fai un asola con la corda o con parte di essa chiuso all imbrago e vai su e via. e difficilmente metti degli intermedi. per questo non capivo il significato del nodo bloccato. (anche se metteri un guide con frizione piuttosto che il barca)

si, è quello che riportavo al punto (2)
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Re: Metodo di autoassicurazione alla Maestri ?

Messaggio  buzz il Ven Giu 15, 2012 3:19 pm

espo ha scritto:
buzz ha scritto:



premesso che non sono uno che ha fatto chissà quali solitarie, è chiaro che se il tiro lo conosco e so che è continuo sulla difficoltà e io su quella difficoltà non mi fido ad andare slegato allora faccio la classica autoassicurazione da sosta eccetera eccetera...
stavo parlando di quando vai su difficoltà facili (relativamente al proprio livello) e trovi un punto che a guardarlo non ti da molta sicurezza...
partendo dal presupposto che un volo lungo è meglio di un volo mortale, magari metto una buona protezione e ci lego la corda con un barcaiolo. ne lascio qualche metro lasco e metto un autobloccante su un ghiera all'imbrago, il resto della corda nello zaino o penzoloni....
salgo e magari salendo metto altre protezioni e/o mi allungo la corda lavorando sull'autobloccante, quando il tratto duro è finito magari faccio una sosta, ridiscendo e tolgo tutto...

insomma... diciamo che parto sul tratto che non conosco e potrebbe essere pericoloso in modo da potermi assicurare in ogni momento... ho cliff per appendermi, friend, dadi e chiodi...
in questo modo sono riuscito a superare in apertura su roccia di merda passi che poi ripetendoli in cordata ho valutato piuttosto duri, per me...

questo però è il classico sistema sosta sosta, variante + variante meno. magari messo un poco + celermente con meno "finezze". io intendevo che metti un rinvio su un punto e fai un asola con la corda o con parte di essa chiuso all imbrago e vai su e via. e difficilmente metti degli intermedi. per questo non capivo il significato del nodo bloccato. (anche se metteri un guide con frizione piuttosto che il barca)

si certo. se il passo è breve e si capisce faccio così come dici.

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Re: Metodo di autoassicurazione alla Maestri ?

Messaggio  espo il Ven Giu 15, 2012 3:24 pm

cmq io quelle poche volte che son andato via da solo con la corda dietro ho sempre fatto meno tiri di quelli in programma legato. perchè poi mi rompevo sempre le palle e appena possibile tutto nello zaino e via.

dovrei provare su una via "vera" cosa combinerei.
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Re: Metodo di autoassicurazione alla Maestri ?

Messaggio  biemme il Ven Giu 15, 2012 3:58 pm

solyaris ha scritto:mmhh...ho ritrovato il libro in cui avevo letto e mi correggo:
"Alpinismo", Bernard AMI, edizione 1977 (curiosità: rileggendo vedo che la traduzione dal francese è stata rivista da Alessandro Gogna)

In capitolo (bello... ma criptico) sulle tecniche dell'alpinismo solitario, vengono descritti tre metodi:

1-quello "classico"
(sosta inferiore-salita-sosta superiore-calata-risalita) a cui non viene dato nome.
Se non sbaglio è il metodo che usava anche Walter Bonatti, giusto ?

2-Metodo dei cordini
(anello di corda che si chiude sull'alpinista-aggancio ai chiodi con "cordini" ... - recupero della corda che viene sfilata)
questo è il metodo che Ueli Steck dice, nel libro "speed", di aver usato sull'Eiger.

3-Metodo degli anellli di assicurazione
riporto il testo A pagina 334:

Si tratta del metodo consigliato da Cesare Maestri. Poggia sulla variante seguente del principio fondamentale: "quando si arrampica da soli non si dovrebbe mai attaccarsi ad un solo ed unico chiodo". Se i chiodi che si trovano sul posto sono lontani, è meglio piantare dei chiodi intermedi piuttosto che violare questo principio. La progressione sui chiodi in luogo avviene con l'ausilio di tre anelli di lunghezze differenti (10, 20, 80 cm. circa) in modo che siano sempre due anelli agganciati ai moschettoni dei chiodi. Sono facili i dettagli delle manovre che si devono compiere.
[...] Una volta superato il passaggio, si farà attenzione a slegare bene gli anelli che rischierebbero di agganciarsi alla roccia nel corso dell'arrampicata libera che segue.

Io non ho capito ...

p.s. stò cercando un sistema per autoassicurarmi in passaggi rognosi, per esempio su misto (mi è successo due giorni fa in salita di canale di ritrovarmi con un salto di roccia... poi fatto in libera...

giorgio

quello scritto parla di tre mondi diversi :

1 : solitaria autoassicurata nel modo classico (autoassicurazione da sosta a sosta, sali scendi risali)

2 : free solo con autoassicurazione nei tratti chiave (cordino doppiato)

3 : free solo con autoassicurazione su tratti di artificiale, ed ecco il perchè di tre anelli corti per "la progressione sui chiodi", magari su vie dolomitiche artif dell'epoca di maestri, di quelle con tratti di pressione messi a poca distanza uno dall'altro (ed ecco il perchè di altri due anelli, uno corto e uno lungo max 80cm, oltre a quello che si usa normalmente in artif classica) per poi riprendere "l'arrampicata libera che segue" , superato il tratto artif

p.s. : se vuoi assicurarti solo in passaggi rognosi, prima cosa dipende se hai dietro una corda o solo uno spezzone, ma di massima adotterei il sistema 1 sul tratto che m'interessa salire autoassicurato, che un conto è fissare la corda a una sosta e salire proteggendosi come e quando si vuole (un volo - cmq statico - si distribuirebbe su + punti e zone di attrito), un conto è alzarsi su un cordino passante in un chiodo n metri sotto il culo (volarci sopra statico sarebbe un po' come volare in ... free solo, anzi in freesolo magari non passavi il tempo a bestemmiare tra chiodatura, soste, protezioni, nodi, impicci e corde da sfilare, non volavi e uscivi via liscio Cool )

insomma se uno non deve battere il record della via (e non si chiama steck e huber) beh forse meglio salire-scendere-salire, tanto più se è solo un breve tratto rognoso, no? Rolling Eyes
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Re: Metodo di autoassicurazione alla Maestri ?

Messaggio  Giorgio Robino il Ven Giu 15, 2012 4:21 pm

biemme ha scritto:

quello scritto parla di tre mondi diversi :

1 : solitaria autoassicurata nel modo classico (autoassicurazione da sosta a sosta, sali scendi risali)

2 : free solo con autoassicurazione nei tratti chiave (cordino doppiato)

3 : free solo con autoassicurazione su tratti di artificiale, ed ecco il perchè di tre anelli corti per "la progressione sui chiodi", magari su vie dolomitiche artif dell'epoca di maestri, di quelle con tratti di pressione messi a poca distanza uno dall'altro (ed ecco il perchè di altri due anelli, uno corto e uno lungo max 80cm, oltre a quello che si usa normalmente in artif classica) per poi riprendere "l'arrampicata libera che segue" , superato il tratto artif

p.s. : se vuoi assicurarti solo in passaggi rognosi, prima cosa dipende se hai dietro una corda o solo uno spezzone, ma di massima adotterei il sistema 1 sul tratto che m'interessa salire autoassicurato, che un conto è fissare la corda a una sosta e salire proteggendosi come e quando si vuole (un volo - cmq statico - si distribuirebbe su + punti e zone di attrito), un conto è alzarsi su un cordino passante in un chiodo n metri sotto il culo (volarci sopra statico sarebbe un po' come volare in ... free solo, anzi in freesolo magari non passavi il tempo a bestemmiare tra chiodatura, soste, protezioni, nodi, impicci e corde da sfilare, non volavi e uscivi via liscio Cool )

insomma se uno non deve battere il record della via (e non si chiama steck e huber) beh forse meglio salire-scendere-salire, tanto più se è solo un breve tratto rognoso, no? Rolling Eyes

si! :-)
per la cronaca avevo addosso una corda gemella da 30... si va bhe... ma sono passato in "libera" (cioè se si chiama libera usare picche e ramponi) ... bestemmiato ? ah si ho bestemmiato lo stess! :-)
thanks
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