Sasso Bianco

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Sasso Bianco

Messaggio  Ospite il Gio Giu 14, 2012 10:14 pm

Come lavoro mi occupo di ricerca (parola grossa…) e quando ci capita di pubblicare qualcosa partiamo sempre con l’idea di scrivere un articolo cercando di parare in anticipo le critiche che potrebbero farci i revisori. Ecco, presentare qui un report che descrive la (mancata) salita di una cima minore in Dolomiti, per un percorso facilissimo e alla portata di tutti (non originale e tutto su segnavia cai), effettuata oltretutto in una giornata di brutto tempo e, dulcis in fundo, corredato perfino da brutte foto (tutte scure, il sole non si è quasi visto mai) è una scelta difficile da difendere dalle eventuali, sacrosante, critiche (ciao Drugo cià).

Ma a me la giornata è parsa così bella comunque che sarebbe stato un peccato non tediarvi con le mie parole, tanto più in questa sezione di forum che prende vita solamente durante le greppate del Gongo o attraverso, appunto, le mie passeggiate domenicali (ma ieri era mercoledì, Sant’Antonio e quindi giorno di festa a Padova).

Non sono solo questa volta. Con me un vecchio amico che oltre a condividere questo insano debole per le montagne, vive e lavora come me nella città del Santo: non è la prima occasione infatti che ci capita di passare un 13 di giugno infra-settimanale in giro per monti. Perfettamente consapevoli (e un poco arroganti) della nostra situazione di privilegiati (lavorativamente parlando), partiamo da casa perfino un po’ troppo tardi, senza una meta precisa ma con la collezione quasi completa della carte escursionistiche della Tabacco (quasi completa, perché ci accorgeremo poi che mancherà giusto quella che avrebbe coperto il percorso di giornata...). Cammin facendo, ed eliminando interi gruppi montuosi (con le relative traversate) ad ogni bivio stradale, scegliendo una valle piuttosto che un’altra, ci ritroviamo più o meno ad Agordo con le idee ancora confuse (tanto che ero quasi disposto a ripetere il Viàz drìo la Spala di appena due settimane prima considerando le favorevoli condizioni termo-igrometriche della giornata di ieri). Le possibilità incominciano ad assottigliarsi velocemente quindi a Cencenighe decidiamo con un po’ di affanno adesso, di puntare sul Passo di San Pellegrino. Ma a Falcade Alto rapido dietro-front: c’è un sacco di neve fresca in quota, soprattutto sul versante trentino. Attimo di scoramento mentre l’auto punta di nuovo in direzione di Cenchenighe: scartate le Cime d’Auta (già fatte) e volendo rimanere nei paraggi (sono già le 10 passate…) dal fondovalle risaliamo verso San Tomaso Agordino con l’idea del Sasso Bianco. Ma ci accorgiamo quasi subito di essere senza cartina, e già trovare la contrada di partenza diverrà una missione impossibile (e infatti sbagliamo perché finiamo a Costoia invece che a Piaia).

Finalmente però, scarponi ai piedi, ci riconciliamo con l’ambiente e con noi stessi, lentamente in cammino verso l’alto, tra splendide fioriture, silenzi e profumi. Il Sasso Bianco geograficamente appartiene al Gruppo della Marmolada ma è comunque un mondo a parte, sconosciuto ai più e di conseguenza poco frequentato, autentico rifugio per gli animali (senza alcun intento voyeuristico solo ieri abbiamo avvistato un’aquila, una coppia di mufloni, una cerva, svariate marmotte, ben due volpi e caprioli a volontà). Montagne di pascoli e di scura roccia vulcanica, dove a testimoniare l’intenso sfruttamento di queste praterie nel passato non rimane ora che un cimitero di fienili crollati. Qualche struttura nel tempo è stata recuperata, come nei pressi di Malga di Costoia, dove il panorama inizia ad aprirsi (la Civetta I love you ) mentre il cielo però, inversamente, a chiudersi.





Ma siamo tranquilli: impossibile turbarsi in una giornata silenziosa e delicata come questa. Nemmeno il fatto di aver perso il sentiero poco più avanti ci disturba perché senza alcuna difficoltà si procede ora tra gli spazi aperti del vallone sovrastante, dove, unica nota di colore della giornata, una splendida apparizione di Primula auricula.



In cima, alla forcella S’ciota, ci accorgiamo con un lieve imbarazzo che la via di salita al Sasso Bianco non passa per questo versante, mentre simpatiche virghe nevose ci nascondono la vista della Marmolada.



L’idea di provare a salire per il costone sopra la forcella naufraga alla vista (o meglio all’udito) dei primi tuoni. Comincia anche a gocciolare mentre, ora già in discesa, ritrovato il filo del sentiero bianco-rosso decidiamo di traversare in direzione del rifugio Sasso Bianco (dove appunto transita la via di salita al nostro monte). Ci troviamo in una situazione particolare, non priva di fascino: un temporale si attarda dalle parti delle Pale di San Lucano ma si muove comunque verso di noi; un altro di fronte, ci attende verso la Civetta. Noi in mezzo, in una specie di terra di nessuno, a cercare di capire a quale nembo appartengano le gocce di pioggia che iniziano a bagnarci.





Al rifugio (ancora chiuso) ci ripariamo sotto il balconcino aspettando che spiova almeno un po’ (speranza vana), consolandoci però alla vista superba della vera protagonista di giornata, la parete nord-ovest della Civetta, che in un susseguirsi di maliziosi "vedo-non-vedo" con le nuvole non si concederà mai però al nostro ultimo desiderio di vederla infine accarezzata dal sole. Per il sentiero numero 623, in breve poi, alla macchina. Ciao!


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Re: Sasso Bianco

Messaggio  Michelasso il Ven Giu 15, 2012 12:35 am

Ok, completo io il report Twisted Evil Twisted Evil


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Re: Sasso Bianco

Messaggio  Ospite il Ven Giu 15, 2012 9:29 am

Michelasso Evil or Very Mad

Se devi farle le cose, almeno cerca di farle bene... dalla cima non hai una foto della Marmolada? Ci sei praticamente accanto Wink

Comunque la traversata dalla f.la s'ciota alla cima deve essere proprio bella: alcuni tratti un poco ripidi di prati e forse qualche costola rocciosa da superare o aggirare non dovrebbero comprometterne le caratteristiche escursionistiche. Almeno così mi è apparsa transitando alla base del lungo versante meridionale del Sasso Bianco.

Una postilla storica: la cima venne salita nel 1872 dalla viaggiatrice inglese Amelia B. Edwards. Le impressioni di quell'ascesa sono riportate in un capitoletto della sua opera più famosa "Untrodded peaks and unfrequented valleys"(il titolo è già tutto un programma). Il capitolo è il dodicesimo.
Dove si ha una bellissima descrizione della via di salita alla vetta:

"It is a long, grassy, trough-shaped plateau, with a few gnarled, bloodless old pines scattered about, and two or three tumble-down chalets. Here the char-track ends; but we take the mules on a good way farther still, up a steep pitch at the far end of the pasture Alp, and out at last upon a broad ridge terminated towards the North-East by a long slope and an upright wall of rock, like a line of fortification. To right and left, this ridge dips away into unfathomable chasms of misty valley; to the South-West it runs down to join the great woods which clothe all the Western mass of Monte Pezza. There is nothing, in short, above the point we have now reached, save the slope leading to the summit."

Molto belle anche le illustrazioni che accompagnano l'opera. Ciao! Very Happy

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Re: Sasso Bianco

Messaggio  AndreaVe il Ven Giu 15, 2012 9:32 am

alessandro ha scritto:Michelasso Evil or Very Mad

Se devi farle le cose, almeno cerca di farle bene... dalla cima non hai una foto della Marmolada? Ci sei praticamente accanto Wink

Comunque la traversata dalla f.la s'ciota alla cima deve essere proprio bella: alcuni tratti un poco ripidi di prati e forse qualche costola rocciosa da superare o aggirare non dovrebbero comprometterne le caratteristiche escursionistiche. Almeno così mi è apparsa transitando alla base del lungo versante meridionale del Sasso Bianco.

Una postilla storica: la cima venne salita nel 1872 dalla viaggiatrice inglese Amelia B. Edwards. Le impressioni di quell'ascesa sono riportate in un capitoletto della sua opera più famosa "Untrodded peaks and unfrequented valleys"(il titolo è già tutto un programma). Il capitolo è il dodicesimo.
Dove si ha una bellissima descrizione della via di salita alla vetta:

"It is a long, grassy, trough-shaped plateau, with a few gnarled, bloodless old pines scattered about, and two or three tumble-down chalets. Here the char-track ends; but we take the mules on a good way farther still, up a steep pitch at the far end of the pasture Alp, and out at last upon a broad ridge terminated towards the North-East by a long slope and an upright wall of rock, like a line of fortification. To right and left, this ridge dips away into unfathomable chasms of misty valley; to the South-West it runs down to join the great woods which clothe all the Western mass of Monte Pezza. There is nothing, in short, above the point we have now reached, save the slope leading to the summit."

Molto belle anche le illustrazioni che accompagnano l'opera. Ciao! Very Happy

A me piace il Sella così vicino. Se per una volta non mi si mostra la Marmolada non ne soffro, anzi Rolling Eyes

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Re: Sasso Bianco

Messaggio  Ospite il Ven Giu 15, 2012 9:55 am

mi piace questo topic... mi ricorda un vecchio articolo della RdM che si intitolava (più o meno) La valle più brutta del mondo Very Happy

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Re: Sasso Bianco

Messaggio  Michelasso il Ven Giu 15, 2012 11:17 am

alessandro ha scritto:Michelasso Evil or Very Mad

Se devi farle le cose, almeno cerca di farle bene... dalla cima non hai una foto della Marmolada? Ci sei praticamente accanto Wink



Quel giorno la vetta della Marmolada era avvolta dalle nuvole...comunque:



alessandro ha scritto:

Comunque la traversata dalla f.la s'ciota alla cima deve essere proprio bella: alcuni tratti un poco ripidi di prati e forse qualche costola rocciosa da superare o aggirare non dovrebbero comprometterne le caratteristiche escursionistiche. Almeno così mi è apparsa transitando alla base del lungo versante meridionale del Sasso Bianco.

Dalla vetta mi sembra (a memoria e dalla foto successiva) che ci fosse infatti una traccia di sentiero che si abbassa in quella direzione:



Io comunque sono salito per il percorso "classico", con l'unica variante di essere partito da Le Grazie, passando per la semi-abbandonata frazione di Bramezza (c'è un solo "residente" che ci vive tutto l'anno); anche da lì comunque il sentiero nei pressi della vetta si perde e bisogna arrancare su prati abbastanza ripidi.


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Re: Sasso Bianco

Messaggio  LucaVi il Ven Giu 15, 2012 12:26 pm

A ha scritto:mi piace questo topic... mi ricorda un vecchio articolo della RdM che si intitolava (più o meno) La valle più brutta del mondo Very Happy

L'articolo, di Giovanni Cenacchi, era su Alp e si riferiva senza citarla alla Val Cengia. Quelli di Auronzo, riconoscendola, s'incazzarono di brutto.

Il Sasso Bianco, calcareo, è comunque una bella meta. Wink
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Re: Sasso Bianco

Messaggio  tocci il Ven Giu 15, 2012 12:34 pm

il sasso bianco... sta proprio sopra casa nostra, ma ci sono salito solo una volta in cima, credo fosse il secondo anno che andavo in dolomiti... mi ricordo un bella fatica sulla sterrata che parte da Piaia (mi pare)... Rolling Eyes bello il rifugio una vista spettacolare sul Civetta
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Re: Sasso Bianco

Messaggio  Ad_adri il Ven Giu 15, 2012 5:51 pm

Bruno "bareta" mi ha raccontato di una sua via sul Sasso bianco
Io non posso piu ma tocci potrebbe andare a provare
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Messaggio  LucaVi il Ven Giu 15, 2012 8:15 pm

C'è anche una Castiglioni-Detassis sul versante rivolto alla Marmolada, ma la roccia non sembra la migliore.
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Messaggio  tocci il Ven Giu 15, 2012 9:35 pm

Ad_adri ha scritto:Bruno "bareta" mi ha raccontato di una sua via sul Sasso bianco
Io non posso piu ma tocci potrebbe andare a provare

pero mi pare di ricordare che il marchiori anni fa chiedeva informazioni su vie al Sasso Bianco... magari è ancora interessato
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Re: Sasso Bianco

Messaggio  Paolin il Ven Giu 15, 2012 9:57 pm

tocci ha scritto:
Ad_adri ha scritto:Bruno "bareta" mi ha raccontato di una sua via sul Sasso bianco
Io non posso piu ma tocci potrebbe andare a provare

pero mi pare di ricordare che il marchiori anni fa chiedeva informazioni su vie al Sasso Bianco... magari è ancora interessato

manco pal cul.

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