Reti e affinità elettive (in tempo reale)

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Reti e affinità elettive (in tempo reale)




Siete al bar. Sullo smartphone vi arriva la segnalazione: quella seduta al tavolino accanto è un'amica di un vostro amico, quindi una potenziale vostra nuova amica che aspetta solo di essere conosciuta


Zero gradi di separazione il social va oltre Facebook.

http://www.repubblica.it/tecnologia/social/2012/06/24/news/zero_gradi_di_separazione_il_social_va_oltre_facebook-37840439/?ref=HREC2-13

IL CASO, sembra di capire, è un lusso che non possiamo più permetterci. Forse nell'Atene del quinto secolo, a dar retta a Platone, c'era ancora tempo di aspettare che due metà si imbattessero l'una nell'altra senza premeditazione. Di certo non nel ventunesimo secolo. Trovare un'anima gemella, o semplicemente ampliare il proprio giro di amici, è un lavoro troppo serio per lasciarlo all'inefficiente capriccio del destino. Prima vagavamo in incognito nelle città. Flâneur inconsapevoli di aver sfiorato, magari più volte al giorno, il nostro accidentale alter ego. Oggi, volendo, potremo trasformare il nostro cellulare in un radar che ci avverte se nei paraggi si aggira un essere umano potenzialmente interessante. Sui social network, da casa, si osservavano le vite degli altri. E al più si entrava in contatto per iscritto. Con i programmi di social discovery (scoperta sociale), invece, si può passare all'azione anche quando si è in giro, facendo affidamento su una sorta di sesto senso digitale: "Sei amica di un mio amico: posso offrirti un caffè?".



Facebook e la sua depressione post-partum borsistico sembrano già il passato. Il futuro avrebbe il nome di Highlight, Glancee, Sonar e Banjo, per citare alcuni dei software che hanno entusiasmato il South by Southwest, fiera tecnologica di culto che da qualche primavera va in scena ad Austin, Texas. A grandi linee il loro funzionamento è simile. Le varie applicazioni, che funzionano su smartphone iPhone o Android, desumono il nostro identikit di base proprio da Facebook, Twitter, Linkedin e siti analoghi. Sempre analizzando quei dati compilano una mappa dei nostri "amici" e conoscenti. E sulla base di queste informazioni l'algoritmo prova a indovinare anche con quali sconosciuti abbiamo cose in comune e potremmo desiderare di interagire. "Mentre i social network sono utili a mantenere le relazioni esistenti" ha spiegato Greg Tseng, co-fondatore di Tagged, al blog Venture Beat, "i social discovery servono per scoprirne di nuove". Moltiplicano le nostre opportunità di socialità, riducendo i rischi di delusione. Perché ci proporranno solo contatti con persone che, per un verso od un altro, hanno già dimostrato una teorica compatibilità.



Una volta installato, per dire, Highlight manda una notifica ogni qualvolta rileva un nostro conoscente (dotato del medesimo programma) in un raggio di qualche centinaio di metri da noi. A quel punto potremo visualizzare il suo profilo e, se ci ispira, mandargli un messaggino per continuare live la conversazione. L'unico limite per l'Italia discende dalla legge di Metcalfe, quella per cui "il valore di una rete è uguale al quadrato dei suoi utenti". Che al momento sono pochissimi, quindi poche segnalazioni, dunque utilità scarsa. Ma è solo questione di tempo. In una cronaca assai tagliente un giornalista dell'Atlantic documenta la sua spiacevole esperienza proprio durante il festival texano. Sia lui che la ragazza con cui era a cena avevano i telefonini sul tavolo che vibravano come sismografi impazziti. Ma si trattava soltanto di una tempesta perfetta di segnalazioni di potenziali affinità elettive nelle immediate vicinanze. "Ovunque andassi le mie nuove app provavano a mettermi in contatto con persone che non volevo vedere: ex soci di imprese fallite, sviluppatori che avevo licenziato, l'inevitabile ex fidanzata. Alla fine, almeno nella loro prima versione, queste applicazioni finiscono per risultare fastidiose (ma non pensate al Grande Fratello, piuttosto a una rete di mutua sorveglianza di piccoli fratelli). Il loro incessante sforzo di combinare incontri esaurisce sia la pazienza che le batterie".

La critica più filosofica riguarda il tentativo superomistico di cancellare il caso. Di abolire, per via algoritmica, la serendipità, ossia il felice rinvenimento di qualcosa che non si stava neppure cercando. "Vogliamo piuttosto rendere possibili connessioni migliori di quelle totalmente fortuite" ribatte Tseng "ingegnerizzando la serendipità per trovare proprio la persona giusta su un milione da presentarvi". Sembra che si siano messi d'accordo sulla difesa da tenere. Andrea Vaccari, il ventottenne veronese che ha creato Glancee, rivendica l'importanza dei fattori "sorpresa" e "incanto", quindi definisce le sue motivazioni come il voler "creare una serendipità con gli anabolizzanti". Chi non ritiene quest'ultima affermazione un ossimoro è Mark Zuckerberg che, per una cifra segreta ma verosimilmente cospicua, ha acquisito la start-up e traslocato l'intera sua squadra dentro Facebook. Fedele al vecchio motto della Silicon Valley: If you can't beat them, eat them.

L'eccitazione imprenditoriale che questa nuova onda informatica ha scatenato è indiscutibile. Il social discovery è il "nuovo nero", ha scritto un commentatore, mutuando l'espressione dal gergo della moda. Anche Yobongo, startup del settore con un anno e rotti di esistenza, è stata acquisita da una società più grande. I timori restano sul tipo di scenario sociale che la loro diffusione comporterà. Non basta la rassicurazione del cyber-antropologo Amber Case sul fatto che "amplificheranno la nostra umanità, potenziando le coincidenze nelle nostre esistenze", a tacitare gli scettici. Intanto diventerà arduo far finta di non aver visto qualcuno, per evitare di dovergli parlare. E quasi impossibile usare la lontananza fisica come scusa per non aggregarsi a una serata che non si preannuncia imperdibile. A meno, ovviamente, di spegnere la app. Riappropriandosi del gran lusso che può essere una vita in modalità stealth. Per non dire del sospetto ineliminabile quando, raccontandosi per la prima volta a uno sconosciuto, scopriremo di avere un gran numero di persone, gusti ed esperienze simili. Tutto merito, come diceva Voltaire, di "sua sacra maestà il caso, che fa più dei tre quarti del lavoro in questo miserabile universo"? Oppure frutto del calcolo binario e imperscrutabile della sensale elettronica che ci porteremo in tasca?

di RICCARDO STAGLIANÒ

(24 giugno 2012)


buzz

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Messaggio il Lun Giu 25, 2012 8:41 am  Topocane

la prima cosa che mi vien da pensare, ora che ci son *abbastanza dentro* (col figlio, non con la tennologia... Rolling Eyes ), è che futuro avranno i nostri figli?!?

....cazzulina, ricordo ancora benissimo come da bambino/ragazzino si riusciva a sparire per delle giornate intere senza che nessuno sapesse nulla di te Rolling Eyes e la ricordo come una grande conquista, ai tempi Laughing ricordo meno magari il terrore dei miei Rolling Eyes però vabbè... siam ancora tutti vivi Very Happy

bahh.... Rolling Eyes

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Messaggio il Lun Giu 25, 2012 9:13 am  fionda

ma non è un rinchiudersi ognuno nella propria gabbia di esseri uguali a sé?

come fai a conoscere un qualcuno/qualcosa di diverso che ti faccia cambiar strada o scoprire qualcosa di nuovo?

boh...staremo a vedere...

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Messaggio il Lun Giu 25, 2012 9:17 am  .

Guarde,

i miei meglio amici e da decenni, sono per la maggiorparte persone con cui "avrei" (secondo i software) poche affinità, hobby comuni, ecc ecc...

Spesso l'unica roba che ci lega, è anche conoscerci da sempre o essere praticamente cresciuti insieme.

Ma credo che questo il software non lo possa calcolare.


Mi pare si era già detto per quanto riguarda, l'amicizia in arrampicata (altro post), che moltissime volte l'unica cosa che può legare due persone che si frequentano per quello, è il semplice interesse ad arrampicare (è solo un esempio può essere anche per la briscola come per il tiro al piattello). Viene a mancare quello...... e chi si rivede più?

Beh se queste nuove tecnologie ti calcolano affinità ed amici in base a ste robe..... sono proprio cose moderne, ti calcolano un'amicizia usa e getta.

Credo molto più nel caso

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Messaggio il Mar Giu 26, 2012 7:34 am  virgy

ho letto
non ho parole
ma sono sicura che i social/eccecc riusciranno, a breve, pure a parlare al posto mio!

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Messaggio il Mar Giu 26, 2012 7:41 am  buzz

a me la cosa non preoccupa né mi entusiasma, sono solo curioso.

se penso a com'era il mondo poco più di 25 anni fa, senza cellulari e internet, oppure rivedo nei documentari o leggo nei racconti com'era la vita senza televisione, e sono poco più di 50... o senza auto... o senza elettricità... e basta andare poco più indietro...
non è che veda mondi evidentemente più felici.

siamo ovviamente esseri imperfetti, qualunque evoluzione può migliorarci o peggiorarci, salvarci o annientarci... (non) staremo a vedere come andrà... in ogni caso non possiamo fermarla.

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Messaggio il Mar Giu 26, 2012 7:59 am  luna

I cellulari e internet hanno semplificato la vita ma ,secondo me, hanno anche rovinato i rapporti interpersonali.Naturalmente dipende sempre dall'uso che se ne fa.Ma a volte servirebbe davvero distaccarsi dalle cose e da certe persone insistenti nell'usare questi mezzi ,per poter restare veramente soli con sè stessi e decidere il meglio per sè. Rolling Eyes

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Messaggio il Mar Giu 26, 2012 8:11 am  buzz

Tutto, ci migliora e ci peggiora la vita.
Ogni nostra caratteristica ci fa belli per qualcuno e brutti per un altro. E appena passa un momento le parti possono invertirsi.

In realtà siamo tappi di sughero a galleggiare nel mare e discutiamo dell'acqua che ci bagna se è meglio o peggio di ieri o di domani.

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Messaggio il Mar Giu 26, 2012 8:25 am  fionda

buzz ha scritto:In realtà siamo tappi di sughero a galleggiare nel mare e discutiamo dell'acqua che ci bagna se è meglio o peggio di ieri o di domani.

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Messaggio il Mar Giu 26, 2012 8:52 am  trek2005

mi viene da dire "conoscere tutti senza conoscere nessuno"...
ma a volte in questo mare magnum si incontrano persone di notevole spessore...
direi che sta molto a chi le incontra la capacità di selezionarle...

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Messaggio il Mar Giu 26, 2012 9:12 am  Ospite

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Messaggio il Mar Giu 26, 2012 9:35 am  fabri

sempre novità..sempre un passo avanti..... perchè tutto annoia subito e bisogna trovare qualcosa di diverso....
ha ragione Fo...è l'evoluzione..... sinceramente non invidio per niente chi ha il cell che vibra 20 volte mentre mangia...che siano affinità, messaggi, chiamate....

e non è un problema del mezzo...di cellulari, di internet, di migliorare o peggiorare la vita....
spesso si da la colpa a questi mezzi ma loro non rubano spazi; occupano spazi già lasciati liberi....vuoti..

come sempre siamo noi che li usiamo e possiamo usarli bene o usarli male... possono essere utilissimi o ridurci come schiavi o drogati....

come il topocane, vedo un futuro grigio per i ragazzi di oggi ... questo si....

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Messaggio il Mar Giu 26, 2012 9:37 am  buzz

e vabè ma 30 anni fa avrebbero visto un futuro grigio per i topocani di oggi ...
e a ragione! muttley

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Messaggio il Mar Giu 26, 2012 3:03 pm  buzz

Quando ero piccolo io, i miei mi avevano comprato l'Enciclopedia. A rate, perché costava un sacco. C'erano un sacco di cose dentro. Sembravano tutte le cose del mondo. Perchè non c'era né Google né wikipedia e se volevi sapere qualcosa il più delle volte te ne restavi con la curiosità. Perché nelle enciclopedie, non c'era tutto. E con sgomento ci si accorgeva che il mondo era cambiato. Che quella "carta politica" non era più valida, perché il vietnam del nord e quello del sud non esistevano più e c'era un solo vietnam. C'erano anche le enciclopedie dei computer, ma solo all'inizio, perché erano vecchie prima ancora di finire di comprare i fascicoli e allora nessuno le comprava più. Poi è arrivata internet.
Già, internet non c'era.
Se volevi far vedere le foto della tua vacanza agli amici gliele portavi, nei contenitori a fogli lucidi. Ah già, non c'erano le macchinette digitali. Facevi le foto e poi andavi dai negozi dei fotografi che sviluppavano i rullini.
Quando tornavi dalle vacanze toccava aspettare anche quindici giorni per le tue foto. Andavi a prendere in negozio e ce n'erano mucchi e mucchi, di quelle buste piene di foto. Tutte le vacanze dei tuoi vicini di quartiere erano lì. Perché non c'era facebook.

Oh era italia 90, ai mondiali, che i big mostravano in tribuna d'onore i telefonini. Che erano valigette di un chilo almeno. Mica tanto tempo fa. Qualche anno dopo ce li avevamo tutti. Ma prima non c'erano.
C'erano le cabine telefoniche e i gettoni. Ma per un periodo ci sono state le schede. Che erano come carte di credito. Ma prima ancora non c'erano né le schede né le carte di credito.

C'erano solo i telefoni di casa e gli elenchi. A Roma erano grossi. Pesavano. Quando stavo la liceo era un modo di rimediare un po' di soldi, andare a consegnare gli elenchi. Ma si faticava.

Io quando ero piccolo andavo a chiamare gli amici dal citofono. Oppure strillavo da sotto la finestra della cucina. Non avevo il cellulare per chiamarli, e nemmeno la chat di facebook.

Una volta non c'era nemmeno la tv a colori. Quando facevano le prove me lo ricordo. Mandavano tutta la mattina le immagini di gente che ballava con musica classica. "Prove tecniche di trasmissione" diceva la scritta in sovraimpressione. La prima televisione non Rai era telecapodistria. Poi arrivarono tutte le altre, a poco a poco. Prima c'erano solo primo e secondo canale. La televisione non c'era tutto il giorno. Fino alle 16 c'era in cinescopio, e dopo l'una di notte anche. Mica come adesso che ci sono migliaia di canali 24 ore su 24.

Così per non annoiarti quando stavi a casa eri costretto a leggere oppure a giocare. Con i soldatini, o con le bambole, ma anche a giochi che ti inventavi lì per lì e che non mi ricordo più e che poi alla fine erano gli stessi di tutti. Perché la fantasia dei bambini si assomiglia in tutto il mondo e si inventano gli stessi giochi.

Eppure non mi annoiavo. Non ricordo di essermi annoiato, quando ero piccolo e senza televisione.

Quando ero piccolo non c'erano nemmeno le macchine comode e potenti. Erano macchine piccole, lente e scomode. E anche le strade erano piccole. Eppure non ci crederete ma con la 600 mio padre andava da roma a belluno in sei ore, e l'autostrada arrivava fino a padova.
Però per la costa Adriatica ci si mettevano lo stesso sei ore, perché c'era il gran sasso in mezzo e la tiburtina era tutta curve.

Quando ero piccolo non c'erano gli impianti stereofonici, i canali surround, il 7+1... c'era il mangiadischi Geloso e i 45 giri. Con i primi stereo ti davano il disco per sentire il treno che passava, da una cassa all'altra, da destra a sinistra, e a turno ci si sistemava in poltrona si chiudevano gli occhi e si immaginava questo treno che arrivava da destra e passava e se ne andava a sinistra.

Quando ero piccolo giocavo a pallone, a figurine, con le biglie e a nascondino. Quando c'erano le femmine anche a uno due tre stella. A campana no, era troppo da femmina e non ci giocavo.

Quando ero piccolo se mi facevo male mi mettevo la terra sulle ferite per fare la crosta prima. Ho bevuto a tutte le fontane che trovavo. Mi bucavo e mi tagliavo con ferri arruginiti. Ma non sono morto, non so perchè. Nemmeno i miei amici sono morti.



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Messaggio il Mar Giu 26, 2012 3:05 pm  virgy

fabri ha scritto:sempre novità..sempre un passo avanti..... perchè tutto annoia subito e bisogna trovare qualcosa di diverso....
ha ragione Fo...è l'evoluzione..... sinceramente non invidio per niente chi ha il cell che vibra 20 volte mentre mangia...che siano affinità, messaggi, chiamate....

e non è un problema del mezzo...di cellulari, di internet, di migliorare o peggiorare la vita....
spesso si da la colpa a questi mezzi ma loro non rubano spazi; occupano spazi già lasciati liberi....vuoti..

come sempre siamo noi che li usiamo e possiamo usarli bene o usarli male... possono essere utilissimi o ridurci come schiavi o drogati....

come il topocane, vedo un futuro grigio per i ragazzi di oggi ... questo si....

anche io la penso così, che sia il nostro uso a determinare una cosa invece che un'altra (migliorare o peggiorare la nostra vita)

però visto che questa evoluzione è in continuo evolversi Rolling Eyes comincio a fidarmi sempre di meno Rolling Eyes
e non dei mezzi mrgreen , ma dell'uomo a contatto con questi mezzi!

Sto anche io alla finestra, curiosa, come Buzz
ma curiosa/preoccupata Shocked

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Messaggio il Mar Giu 26, 2012 3:28 pm  LucaVi

Nei primi tempi di Internet ricordo una vignetta, credo di Giannelli. Un tipo stava dinnanzi a una tipa e le diceva "vuvuvupuntotiamopuntoit" e l'altra gli rispondeva "vuvuvupuntoancheiotiamopuntocom".

Io non ho il cellulare e non per snobismo. Prima o poi me lo procurerò, perché so che mi potrebbe servire durante un'emergenza tipo l'auto che mi si ferma in autostrada. Ma per gran parte del resto è uno strumento inutile.

Serve, come servono tanti altri mezzi di comunicazione, perché altrimenti ci si sente soli. E' questa diffusa fragilità moderna il vero problema. CI SI SENTE SOLI! Ci si sente, si badi, perché le cose sono in realtà diverse.

Non castrerò il bisogno di mia figlia, nata digitale, di aggiornarsi in questo campo e di essere, si dice così, al passo coi suoi tempi. Ma m'impegnerò nel mio ruolo di padre affinché riesca a formarsi una sua CAPACITA' E AUTONOMIA CRITICA, che è quel che davvero serve.

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Messaggio il Mar Giu 26, 2012 4:39 pm  virgy

LucaVi ha scritto:Nei primi tempi di Internet ricordo una vignetta, credo di Giannelli. Un tipo stava dinnanzi a una tipa e le diceva "vuvuvupuntotiamopuntoit" e l'altra gli rispondeva "vuvuvupuntoancheiotiamopuntocom".

Io non ho il cellulare e non per snobismo. Prima o poi me lo procurerò, perché so che mi potrebbe servire durante un'emergenza tipo l'auto che mi si ferma in autostrada. Ma per gran parte del resto è uno strumento inutile.

Serve, come servono tanti altri mezzi di comunicazione, perché altrimenti ci si sente soli. E' questa diffusa fragilità moderna il vero problema. CI SI SENTE SOLI! Ci si sente, si badi, perché le cose sono in realtà diverse.


Non castrerò il bisogno di mia figlia, nata digitale, di aggiornarsi in questo campo e di essere, si dice così, al passo coi suoi tempi. Ma m'impegnerò nel mio ruolo di padre affinché riesca a formarsi una sua CAPACITA' E AUTONOMIA CRITICA, che è quel che davvero serve.

mi piacerebbe approfondire quello che ho evidenziato:
ci si sente soli o lo si è davvero, soli??


non penso che questi mezzi siano entrati ed entrino con facilità nelle nostre case solamente perchè ci si sente più soli o fragili ecc ecc
anche perchè poi, nonostante l'utilizzo, non è che veda tutta questa compagnia, aggregazione che soddisfi e gratifichi pienamente l'uomo Rolling Eyes
l'uomo lo sto percependo solo anche pieno di tutti questi mezzi tecnologici e vuoto di portafoglio a forza di comnprare gli ultimi modelli mrgreen

secondo me cellulari, pc e quindi poi fb ecc ecc sono entrati proprio per la forte evoluzione tecnologica che c'è stata negli ultimi decenni (cioè solo per la forte spinta a creare bisogni nuovi e spesso inutili, ma sempre economoci)

cioè il "bisogno" per l'uomo Rolling Eyes di guadagnare sempre di più ha creato nuovi mezzi tecnologici e, quindi, per essere venduti questi mezzi, hanno creato il bisogno nella gente ecc ecc
adesso sono entrati nel nostro quotidiano e, certo, che ci "riempiono" la vita, le nostre giornate, ma non scacciano del tutto la solitudine, anzi....secondo me, paradossalmente, la evidenziano!

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Messaggio il Mar Giu 26, 2012 4:41 pm  Topocane

virgy

tu in fatto cellulari ed utilizzo NON HAI ALCUN DIRITTO DI REPLICA!!
zero, zebra, nulla totaleglobale Mad

.


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Messaggio il Mar Giu 26, 2012 4:52 pm  funkazzista

virgy ha scritto:...
secondo me cellulari, pc e quindi poi fb ecc ecc sono entrati proprio per la forte evoluzione tecnologica che c'è stata negli ultimi decenni (cioè solo per la forte spinta a creare bisogni nuovi e spesso inutili, ma sempre economoci)
...
Insomma un po' quello che è successo per il telegrafo, il telefono, la radio... mrgreen

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Messaggio il Mar Giu 26, 2012 5:04 pm  Beldar

mah, forse sarò io quello strano, ora sto lavorando per un cliente russo, mi ha contattato tramite un forum del quale sono tra i moderatori, agganciato ad un sito nel quale si vendono miei prodotti, ci siamo scambiati un tot di mail e ora stiamo chiudendo per un lavoro, per me è normale;
poi domani credo farò una skypata a tre con un collega di Genova ed un altro di Buenos Aires, lavoreremo spero su un progetto comune a breve, col collega di Genova da mesi lavoriamo insieme su un progetto; se non ci fosse stata la rete, la condivisione file , i server remoti, il Voip, sarebbe semplicmente stato impossibile, abbiamo lavorato fisicamente insieme per due anni in passato, ma senza il web i contatti almeno professionali si sarebbero persi.
Ho amici che causa crisi (che nella mia regione data vent'anni fa), voglia di scoprire il mondo e altre quisquilie , stanno a: Durban, Sfizzera, Milano, Ravenna, Bologna, Washington d.c., e potrei continuare.
Senza il web non potrei mantenere dei rapporti un minimo continui con loro, o sarebbe molto più complesso e costoso.
Poi siamo qui a parlare e creare , o cercare di farlo, legami umani, grazie al pc e al web 2.0. altrimenti "tenis gana" (hai voglia...) scrivere lettere...

Beh, voi dite quello che vi pare, io sono strafelice di vivere nel 2012 e essere , se scelgo di esserlo, connesso con il MONDO Very Happy Very Happy Very Happy , perchè per me è un mondo di possibilità.

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Messaggio il Mar Giu 26, 2012 5:05 pm  virgy

funkazzista ha scritto:
virgy ha scritto:...
secondo me cellulari, pc e quindi poi fb ecc ecc sono entrati proprio per la forte evoluzione tecnologica che c'è stata negli ultimi decenni (cioè solo per la forte spinta a creare bisogni nuovi e spesso inutili, ma sempre economoci)
...
Insomma un po' quello che è successo per il telegrafo, il telefono, la radio... mrgreen

vero
ma adesso, non so perchè o forse lo so, c'è più bisogno di "controllare e manipolare" l'uomo, attraverso le nuove scoperte tecnologiche
insomma....si è evoluta anche l'evoluzione tecnologica Shocked

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Messaggio il Mar Giu 26, 2012 5:13 pm  Ospite

bisognerebbe fare anche il ragionamento contrario per avere un quadro.
ovvero capire quanti benefici ha portato l innovazione tecnologica.

in primis mi viene da dire la libertà di informazione, i canali per far sentire la propria voce, la circolazione "d arte" in senso lato e la circolazione di cultura, sicuramente più sommaria, ma alla portata di tutti.

il benessere che ha portato, sia a livello di lavoro (pensiamo a quanti "campi" che fino a 50 anni fa non esistevano esistono oggi) sia a livello personale: telefonata col cellulare il venerdi sera per trovarsi a scalare...

e tante altre cose.
è semplicemente evoluzione tecnologica e l uomo si adatta ad essa.

come vedo il futuro dei giovani?
credo che in parte debbano pensarci i vecchi di oggi a lasciare qualcosa ai giovani,a lasciare una coscienza civile, perchè quando nasciamo siamo fogli bianchi ed è l humus culturale che ci forma.
perchè sta storia che è tutto in mano ai giovani è una gran cazzata. ci viene (veniva ormai nel mio caso) lasciata una gran merda e poi si dice "hai visto sti giovani che schifo?".

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Messaggio il Mar Giu 26, 2012 5:27 pm  baldazzar

Beldar ha scritto:

Beh, voi dite quello che vi pare, io sono strafelice di vivere nel 2012 e essere , se scelgo di esserlo, connesso con il MONDO Very Happy Very Happy Very Happy , perchè per me è un mondo di possibilità.

Mi hai rubato le parole dalla tastiera.

Sarà anche un momento difficile, ma piuttosto di vivere come vivevano i miei nonni, preferisco, e di gran lunga, il 2012.

Ma non c'è nessuno qua che ha avuto parenti morti di stenti? di fame??? e parlo di circa 60 anni fa, mica 2000...

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Messaggio il Mar Giu 26, 2012 5:27 pm  LucaVi

Ma non intendo mica andare contro il progresso, in questo caso tecnologico.

Parlo invece dell'abuso di questi mezzi o del loro uso distorto.
Già con l'avvento della segreteria telefonica, nei primi anni 90, vivendo per un certo periodo con un amico, mi ero accorto che al suo rientro a casa, prima ancora di salutarmi, buttava l'occhio sull'aggeggio e più erano gli impulsi rossi di chi lo aveva cercato più il suo ego si rafforzava.

Quello che voglio dire è che stiamo diventando di una fragilità impressionante e abbiamo bisogno di conferme in ogni minuto oramai della nostra vita. Abbiamo il terrore di sentirci soli.
Come chi, appena sveglio - avete presente nei cameroni dei rifugi? - deve per forza parlare e sveglia in breve tutti quanti, perché teme il silenzio.
Come la ragazza di un esempio che ho più volte fatto e di cui sono stato testimone tempo fa a Sacile: era arrivata davanti al portone di casa sua, aveva le chiavi, c'era pure il citofono, ma ha avuto ugualmente il bisogno di telefonare con il cellulare e l'ho sentita dire: "Sto arrivando".

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Messaggio il Mar Giu 26, 2012 5:41 pm  Beldar

baldazzar ha scritto:

Ma non c'è nessuno qua che ha avuto parenti morti di stenti? di fame??? e parlo di circa 60 anni fa, mica 2000...

hai voglia...magari proprio morti no, ma quasi.

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